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Anna Sticco con le sue opere alla grande mostra “Spoleto Arte”

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Si riconferma il successo della grande mostra di “Spoleto Arte” prorogata fino al 31 agosto 2015, che raggruppa un nutrito numero di artisti di spicco sotto la curatela di Vittorio Sgarbi e rappresenta, come dichiarato dal noto critico “un osservatorio dell’arte contemporanea”. La direzione organizzativa dell’evento è del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. L’esposizione si svolge presso Palazzo Leti Sansi, situato a Spoleto tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato. Anna Sticco per l’occasione propone la sua arte pittorica in omaggio alla celebre soprano Maria Callas, considerata la divina del canto lirico per antonomasia. La Callas ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo ottenendo trionfali riconoscimenti e la sua vita, privata e professionale, è rimasta avvolta da un fascino misterioso ed enigmatico, suscitando forte curiosità ed interesse da parte dell’opinione pubblica mondiale.

La Sticco, ispirata dalla sua “musa prediletta” ci offre una pittura figurativa di intenso potere evocativo e riesce e creare quasi una magica suggestione di contorno alle raffigurazioni e alle immagini impresse sulle tele. Nello spiegare le caratteristiche salienti della sua pittura, è stato scritto: “Ogni pennellata, ogni gioco di luce, ombre e cromatismo, sapientemente dosato, vuole evidenziare la presenza vitale costante della Callas, cogliendo e accentuando gli aspetti pulsanti e vibranti delle visioni proposte e integrando l’insieme con elementi compositivi particolari e accorpati, amalgamati tra loro in armonia, che prendono vita e offrono nuove e arricchenti vedute prospettiche, da condividere con lo spettatore“.

E ancora viene commentato: “Nei quadri la Callas appare come una donna, una professionista affermata, la cui -presenza terrena- è stata unica e speciale. Non si tratta di semplici riproduzioni fotografiche e copiative, bensì di originali rievocazioni sui generis ad elevatissimo impatto emozionale, dove l’animo fremente e il cuore palpitante della soprano sembrano poter rigenerarsi e rivitalizzarsi sulle tele“.

Milano Art Gallery: mostra in onore del maestro De Dominicis prorogata con la curatela di Sgarbi

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A fronte del grande successo ottenuto, la mostra “D’Io” in omaggio al maestro Gino De Dominicis, con la curatela di Vittorio Sgarbi, è stata prolungata fino al 29 giugno 2015. L’esposizione è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes all’interno dello storico spazio milanese della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.

Il Prof. Sgarbi, che negli anni ha instaurato una solida amicizia con De Dominicis, basata sulla reciproca stima e ammirazione personale oltre che professionale, ha espresso considerazioni interessanti sulla figura di questo artista di spicco, che ha tracciato un solco profondo nel mondo dell’arte contemporanea, con uno stile unico ed inconfondibile, volutamente al di fuori di ogni convenzione imposta e paradigma dogmatico predefinito. In particolare, il noto critico ha rimarcato: “La posizione di Gino era per definizione e direi anche per carattere eccentrica senza essere periferica, anzi, essendo centrale al problema stesso dell’espressione. In un certo senso, ha agito in lui la lezione di Lucio Fontana, che arrivò al limite estremo dell’immaginazione senza uscirne. Gino non ha voluto sottrarsi al confronto e ha ostinatamente cercato di verificare e dimostrare, che è il quadro che fa l’ambiente“.

E ha aggiunto sottolineando: “Gino fu classico e ricco, allegro e malinconico, senza crisi e disagi, senza tormenti e turbamenti, luminoso e notturno, nero e oro; e nero e nero; e oro e oro; oggi riappare, presente e sfuggente, benché fosse più sfuggente quando era presente. E invece, ora e sempre, hic et nunc, è. Nel suo tempo. In tutti i tempi. Fuori del tempo“.

Milano Art Gallery: le opere di Gino De Dominicis nella mostra curata dal Prof. Sgarbi

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Grande consenso a favore della mostra “D’Io” in omaggio all’illustre Gino De Dominicis, curata da Vittorio Sgarbi, che si svolge dal 30 aprile al 29 maggio 2015 all’interno della storica galleria milanese “Milano Art Gallery” ubicata in via Alessi 11, a due passi dal duomo e dal centro del capoluogo lombardo. L’organizzazione del prestigioso evento è del manager della cultura, nonché presidente dell’Associazione “Spoleto Arte”, Salvo Nugnes, che esprimendo il suo pensiero in merito al grande artista ha evidenziato “Nella pittura, in cui tanto credeva, ha raggiunto risultati quasi inimmaginabili, portando al suo interno, senza bisogno di esterne impalcature concettuali, l’altezza e la densità del suo pensiero, lo spessore mentale. Ha raggiunto la massima complessità e la massima armonia, con l’uso quasi paradossale, di semplici, tradizionali ed essenziali mezzi: la tavola, la tempera, la matita”.

Sgarbi, durante l’interessante discorso, fatto in occasione del vernissage, tenutosi in data 30 aprile, ha affermato “Fin dagli inizi della sua attività ho sempre provato un misto di curiosità e di simpatia per Gino, trasformatesi poi in infinita ammirazione. Raramente un artista contemporaneo ha espresso con le immagini un pensiero così forte. Gino era rigoroso e radicale, ma non rinunciava al paradosso, non assumeva atteggiamenti, prediligeva l’ironia, il divertimento nella vita e il dialogo. Il luogo del pensiero era l’opera, superamento individuale, prima stilema che stile, che esce insieme dalla mente e dalla mano”.

Pieve di Cadore: annunciato l’evento imperdibile in onore del grande maestro Tiziano Vecellio con protagonista il Professor Vittorio Sgarbi

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Si annuncia un evento imperdibile e di forte risonanza mediatica quello, che si svolgerà in data Sabato 25 Aprile 2015, dalle ore 17.00, con protagonista il Professor Vittorio Sgarbi, che nel pittoresco contesto di Pieve di Cadore (BL), presso la Chiesa Arcidiaconale di Santa Maria Nascente, terrà un incontro in stile Lectio Magistralis con guida alle opere dal titolo “Tiziano Vecellio e la sua scuola”. Sarà un modo per rendere un significativo omaggio simbolico celebrativo a Tiziano, esimio maestro originario del luogo e per ricordare uno dei principali esponenti della storia dell’arte di tutte le epoche. L’iniziativa è organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte”.

Dopo un momento conviviale di aperitivo presso il Gran Caffè Tiziano, tutti i presenti avranno la possibilità di partecipare ad una speciale visita guidata alla Casa Natale di Tiziano, antica residenza familiare dove è nato, che all’epoca della costruzione rappresentava una tipica dimora di famiglia locale distinta, che annoverava tra i suoi componenti personaggi altolocati, tra cui notai, mercanti di legname, funzionari incaricati della gestione istituzionale e pubblica. L’edificio odierno, al pian terreno, ospita una raccolta di riproduzioni della collezione di disegni tizianeschi della galleria degli Uffizi di Firenze e dell’inedita documentazione relativa al celebre pittore. L’iniziativa si concluderà con un’esclusiva cena di gala presso l’Hotel Dolomié, situato in via Privata Dolomiti 18, in compagnia del Prof. Sgarbi e di altre personalità di spicco. Nell’occasione la rinomata struttura alberghiera ospiterà, fino al 25 Maggio 2015, una mostra collettiva di talentuosi artisti contemporanei, che inaugurerà proprio il giorno dell’evento.

Su Tiziano Sgarbi ha commentato “Tiziano sgombra pienamente la timidezza di Giorgione, come scrisse felicemente Longhi. Il principio fecondo del Classicismo cromatico di Tiziano consiste nell’elezione stessa del colore, lievitando di interna luminosità. Il che significa, che non soltanto le linee e i volumi informano le composizioni stesse, ma soprattutto il colore, inteso come elemento costitutivo dell’insieme armonico dell’opera, in una nuova orchestrazione dei suoi valori. In tutto Tiziano è veramente qualche cosa di fidiaco nel far rivivere una sognata classicità: il suo impasto stesso ha il tepore del marmo greco e la medesima sensualità sublimata, incolpevole, in confronto a quella troppo carica e fragrante del Giorgione”.

Brescia, Museo di Santa Giulia: un’importante testimonianza del manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes sull’esposizione in omaggio a Raffaello

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L’esimio Maestro Raffaello è il nuovo protagonista del ciclo Rinascimento con la mostra dal titolo “Raffaello. Opera prima”, dopo Giorgione, Savoldo e Fra Bartolomeo. Con il celebre pittore urbinate si completa il grande progetto espositivo organizzato presso il Museo di Santa Giulia a Brescia.

Il manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes ha espresso un’importante testimonianza a seguito della visita presso la prestigiosa area museale affermando: “È un’esposizione di forte richiamo ed interesse, poiché nasce con l’obiettivo primario di riunire i frammenti, che costituivano la Pala Baronci considerata come l’opera prima di Raffaello, che vi lavorò a soli 17 anni, con il supporto del pittore Evangelista da Pian di Meleto.  Attraverso questa mostra i quattro frammenti finora riemersi sono stati ricongiunti insieme. Questo offre l’opportunità di avviare nuovi studi, indagini, approfondimenti riguardo la formazione, l’attività e lo stile del giovane Raffaello. Inoltre, è possibile approfondire le informazioni in merito alle vicende del dipinto e al gusto collezionistico della Brescia della prima metà dell’Ottocento”.

Nugnes ha poi sottolineato l’importante presenza accanto alla Pala Baronci del disegno preparatorio, realizzato da Raffaello e concesso in prestito per l’occasione dal Palais des Beaux Arts de Lille, e definendolo un documento fondamentale per poter ricostruire con precisione l’esatta fisionomia dell’opera. Apprezzata anche l’interessante copia parziale della Pala Baronci, elaborata dall’artista Ermenegildo Costantini nel 1791, che è stata fornita in prestito da città di Castello e allestita in loco.

“Spoleto incontra Venezia”: Significativo omaggio in commemorazione del maestro Alberto Pistoresi a cura di Vittorio Sgarbi

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In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, verrà allestita un’ampia zona espositiva dedicata al maestro Alberto Pistoresi, con la curatela di Vittorio Sgarbi, in omaggio commemorativo al noto pittore fiorentino, del quale si mantiene indelebile il ricordo del prezioso contributo artistico lasciato in simbolica eredità. L’evento, diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, sarà all’interno del secolare Palazzo Falier, sontuoso edificio sul Canal Grande a Venezia.

Nel commentare lo stile distintivo di Pistoresi Sgarbi ha dichiarato “Vedutista di spazi urbani e di paesaggi nella sua Toscana, Pistoresi è un pittore di luoghi non disturbati dall’uomo. La sua visione è distante, a tratti ovattata. L’uomo più che esserci è stato. Se ne sente l’impronta, l’eco della voce e una solitudine immensa, incolmabile”.

Tra le innumerevoli dichiarazioni elogiative espresse dai critici e dagli esperti d’arte del suo tempo, spicca quella di Piero Bargellini, sindaco di Firenze nel 1968, che scrisse “Pistoresi usa come mezzo espressivo il colore ad olio o ad acquerello, ma la sua opera sarebbe vana se non avesse come movente e come esito la poesia. Una poesia dovuta prima di tutto da una trepida commozione, suscitata da luoghi e figure, da un dolce incantamento d’anima e poi da una tenerezza, che si traduce sulla tela o sulla carta in trasparenze delicate, in fremiti amorosi, in segni efficaci, in toni essenziali”.

Di lui Pietro Annigoni, del quale è stato allievo disse “Nella sua pittura emergono fede caparbia e dedizione assoluta, è un lavoratore accanito. I suoi dipinti hanno composizione elementare, ma vigorosa con toni sonori profondi, luminosi, vibranti e impegnati di un sapiente e vissuto chiaro-scuro, che si pone in contrasto e al tempo stesso unisce l’intreccio dei colori”. Sul loro primo incontro ricordava “Al mercatino di San Pietro mi fece vedere una china acquerellata, che aveva fatto su per le rive dell’Arno. Mi parve una cosa notevole e sono sicuro, di essere stato tra i primi ad incoraggiarlo”.

“Spoleto Arte”: Un ricordo al pittore Alberto Pistoresi omaggiato esponendo al pubblico i suoi dipinti

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Nel contesto delle rinomate mostre di “Spoleto Arte” attualmente allestite nello storico Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, è possibile ammirare una carrellata di splendidi dipinti appartenenti ad Alberto Pistoresi, noto artista fiorentino non più vivente, che ha lasciato un segno marcato e indelebile con la sua vasta produzione e una lunga carriera coronata da numerosi riconoscimenti di prestigio e positivi encomi da parte di critici ed esperti di settore. L’esposizione è visitabile con ingresso libero dal 27 Giugno al 24 Luglio.

In particolare Pietro Annigoni, soffermandosi sulle peculiari doti stilistiche di Pistoresi, lo definì un artista vero, con opere mature e significative, in cui poter scorgere giochi di contrasti violenti inseriti in una composizione elementare e vigorosa, dove ci sono toni sonori, ma profondi e altri luminosi, ma vibranti e impregnati di un sapiente e vissuto chiaroscuro, che li pone in opposizione e nel contempo li unisce, in forma di composizione poetica.

Il curatore Sgarbi spiega “Vedutista di spazi urbani e di paesaggi nella sua toscana, Pistoresi è un pittore di luoghi non disturbati dall’uomo. La sua visione è distante, a tratti ovattata. L’uomo più, che esserci è stato. Se ne sente l’impronta, l’eco della voce e una solitudine immensa, incolmabile”.

Pier Paolo Pasolini nelle foto di Roberto Villa: A Spoleto Arte un omaggio al grande regista

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Grande risonanza e attenzione mediatica per le attesissime mostre di “Spoleto Arte”, con la curatela del Professor Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, che si svolgeranno dal 27 giugno al 24 luglio presso lo storico Palazzo Leti Sansi, a Spoleto, in Piazza del Mercato, cuore pulsante della città.

In esposizione straordinaria una nutrita carrellata d’immagini fotografiche inedite, realizzate dal maestro Roberto Villa, in omaggio all’illustre Pier Paolo Pasolini, ispirate dal set delle riprese del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”, un capolavoro cinematografico risalente al 1974. Attraverso questi scatti d’autore di forte intensità espressiva è possibile ripercorre e addentrarsi nel viaggio del film, osservando l’universo figurativo e antropologico, scelto da Pasolini e la realtà di corpi e luoghi yemeniti e persiani, dove il poeta-regista ha strutturato e ambientato una parte del proprio sogno.

Il fascino coinvolgente delle raffigurazioni risiede nell’aver carpito e delineato i dettagli del mosaico descrittivo d’insieme, alimentato dalle luci speciali, dai cromatismi e dalla fisicità stessa degli abitanti, diventati per l’occasione delle comparse recitanti. Si evince la componente d’immediata e genuina spontaneità interpretativa, con una narrazione raccontata attraverso i gesti abituali, le posture, gli sguardi accesi o spenti, le pieghe delle labbra incuriosite, abbandonate o stanche.

Pasolini dichiarò in un’intervista rilasciata nel 1974 “Il mio film -Il fiore delle mille e una notte- è un lungo viaggio e l’eroe o gli eroi, sia pure molto passivamente, hanno il passo eroico di chi si sottopone a una grande prova. Con questo film finisce una trilogia, il mio più ambizioso esperimento, che mi è costato più attenzione formale e impegno stilistico. E’ facile il film politico-ideologico. Assai più difficile è fare il film puro, ricercare la pura affabulazione come nei classici, tenendosi fuori dalle ideologie, ma evitando al tempo stesso di cedere all’evasione. Più di un elemento ideologico è nascosto in questo film, il principale è la nostalgia di quel passato, che ho cercato di ricreare sullo schermo“.

omaggio o fotoritocco, la scelta è personale

Scritto da elena patrizia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Lifestyle

nell’attesa di raggiungere obiettivi finanziari che ci permettano l’acquisto di opere d’arte di  artisti famosi, possiamo completare l’arredamento della nostra cosa con fedeli riproduzioni di opere famose di svariati autori. Stampeequadri.it offre la possibilità di scegliere tra la “vera copia d’arte” cioè una fotografia che riproduce fedelmente l’opera o le opere d’arte in questione oppure quelli che vengono definiti omaggi. Con la parola omaggi, in arte ovviamente, si intende una copia riveduta e corretta di una determinata opera, che, in alcuni casi è la copia esatta rifatta da un’altro artista, in altri è anche un’evoluzione vista con gli occhi dell’artista che andrà a proporla. Premesso che non sempre il risultato finale è così accattivante, bisogna anche pensare che oggi con le nuove tecnologie, si posso fare elaborazioni con appositi programmi di fotoritocco. La scelta dipende fondamentalmente dal risultato che desideriamo conseguire. Se la nostra immagine ha il fine di accordarsi con la stanza e rendere l’insieme più armonioso, dato che abbiamo la possibilità di scegliere tra svariati colori e sfumature allora la scelta dell’ “omaggio” sarà più vicina alle nostre esigenze. Se invece preferiamo mantenere l’allure che è intrinseca anche nella stampa su tela di un’opera d’arte, resteremo fedeli alla copia originale che quantomeno saprà appagare il nostro sguardo

Cultura Milano – Il manager Salvo Nugnes e la grande Margaret Mazzantini insieme per i detenuti di Bollate

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, Italia, Opinioni / Editoriale

Il contesto carcerario di Bollate a Milano ospita un appuntamento letterario di elevato spessore culturale con protagonista la nota scrittrice Margaret Mazzantini, che terrà una conferenza sul nuovo libro di successo dal titolo “Splendore” (Mondadori) dinanzi ai detenuti, affiancata dal manager produttore Salvo Nugnes in veste di relatore. L’evento con finalità a scopo benefico-solidale, è previsto in data Venerdì 28 Marzo alle ore 15.00 e rientra nel variegato programma del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” di cui è ideatore e organizzatore Salvo Nugnes. “Cultura Milano” coinvolge nomi di spicco del panorama odierno per diffondere un messaggio di cultura accessibile a tutti. Tra gli illustri personaggi intervenuti agli incontri Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Paolo Crepet, Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini, Piero Chiambretti, Umberto Veronesi, l’indimenticabile Margherita Hack.

Avremo mai il coraggio di accettare ciò, che realmente siamo? E’ questa la domanda, che pone l’autrice all’inizio della travolgente e passionale vicenda narrata, una storia tra due uomini cresciuti tra le strade romane e londinesi, i ricordi e le emozioni di epoche diverse, lontane da oggi, ma simili e vicine ai nostri attuali tempi sociali. La Mazzantini pone i lettori davanti alla questione gay, all’amore verso un’altra persona dello stesso sesso, evidenziando le difficoltà di accettare la differenza, la diversità e la non accettazione come causa di grave dolore fisico e psichico.

Un romanzo, che rappresenta un trionfale omaggio simbolico all’amore omosessuale. Una superba emblematica prova di scrittura della Mazzantini, che ha saputo cogliere  al meglio le sfumature di questo sentimento. Il testo rompe il muro dell’ipocrisia e del silenzio omertoso, alla stregua dei famosi romanzi ottocenteschi, che da Dostoevskij in poi rivelano la vera essenza della natura umana.