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Le Crisi Del Colle “Viola”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio e sulle principali piattaforme digitali il singolo della band abruzzese

Viola è un brano che evidenzia, attraverso delle metafore, le difficoltà che abbiamo nell’approccio con la vita e nelle problematiche che siamo chiamati ad affrontare ogni giorno.

Il punto forte del brano indica che i momenti di difficoltà vanno affrontati perché saranno loro stessi che ci porteranno a crescere.
In particolare, la frase “ a me l’inverno piace con la neve” sta ad indicare che in presenza di un problema, è giusto affrontarlo in tutte le sue difficoltà perché anche la sofferenza ci porta a crescere e maturare.
Il brano, inoltre, vuole anche insegnarci a trovare sempre un fattore positivo all’interno delle negatività.
Questo aspetto viene evidenziato nell’arrangiamento musicale e nel video, dove gli attori associano movenze e gestualità allegre ad un testo prettamente triste.

Il gruppo nasce a Silvi Marina (TE) nel 2017 da un incontro casuale di Matteo Colleluori Cantautore, Cristian Sorrenti Chitarrista e Simone Cerratti Bassista.
I tre iniziano a suonare insieme nei locali della costa abruzzese, riproponendo grandi classici di artisti Italiani.
Nel 2018, intraprendono un percorso discografico per il loro primo album con l’etichetta “Cantieri Sonori” di Roma, dove iniziano a comporre il loro primo disco.
In quell’anno viene definito il nome del gruppo “Le crisi del colle”.
Su tutti i digital store sono già disponibili due inediti: “Non Prendere In Giro Gli Incubi” e “Frammenti” di cui sono autori ed interpreti.
La rock band abruzzese unisce la dolcezza dei testi di Matteo con l’energia del rock di Cristian e la precisione della scuola Jazz di Simone.

https://www.instagram.com/lecrisidelcolle_official/
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La forma dell’anima nella pittura di Davide Romanò

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Davide Romanò si muove nel solco tracciato dall’arte concettuale di matrice esistenziale e animista seguendo un proprio eclettico incipit di rielaborazione e trasformazione, per ottenere delle chiavi di visione indipendente e autonoma. Le opere offrono al fruitore una posizione privilegiata di accesso interpretativo, una posizione “mobile” che può variare e essere modulata su più livelli recettivi e percettivi, stimolando una formula di approccio interattivo che si rinnova e si rigenera di continuo. Nel commentarne le qualità intrinseche la dottoressa Elena Gollini ha spiegato: “L’arte di Davide nel suo ampio corollario di significati e messaggi sottesi ha come scopo la distinzione tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. L’effetto scenico dell’impianto compositivo è sempre armonioso ed equilibrato e al contempo volutamente straniante, proprio perché si inserisce in un contesto ideale, in una cornice capace di ospitare e accogliere un’alchimia in commistione di elementi e componenti eterogenei, di rimandi, di riferimenti, di allusioni, che si uniscono e si intrecciano in perfetta coesione, generando grande forza ed energia comunicativa e innescando una vivace proiezione dialettica che produce un’esperienza sensoriale piena e appagante per lo spettatore e lo coinvolge nel profondo. Ecco dunque come Davide viaggia su piani moderni e sperimentali senza però mai trascendere in astrusi e incomprensibili ricerche fini a se stesse. Il suo intento è in primis quello di mettere la sua arte a disposizione e di condividerne gli aspetti espressivi e le connotazioni distintive, come a comporre una strada virtuale di incontro e di scambio con il fruitore. Davide si incarna perfettamente nel ruolo di artista-mentore che con viscerale vocazione creativa ha intrapreso un percorso di evoluzione, da portare avanti con consapevolezza del proprio ruolo e con coerenza di pensiero e intraprendenza delle proprie azioni. Artista si nasce e il talento va custodito e coltivato con grande dedizione e impegno, senza riserve e senza remore. Per Davide questo è il motto trainante. Per lui fare arte è un dono incommensurabile che racchiude un potenziale di risorse inestimabili da gestire e tutelare al meglio“.

Giuseppe D’Alonzo, “Respiro”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il singolo estratto dall’album Tornerà 

Una canzone d’amore, ispirata dalla donna della sua vita ma anche dalle sue grandi passioni.
Il videoclip e’ ambientato nello studio dove Giuseppe scrive le sue canzoni.
Lo studio contiene parti importanti della sua vita, l’amore, il Blues, i viaggi , il lavoro.
Tutti elementi svelati delicatamente. E’ come se l’ascoltatore guardasse attraverso uno spioncino fluttuante nella stanza, senza turbare la quiete e l’atmosfera indotta dalla musica.

Tornera’ e’ una fotografia che ritrae un periodo di vita di Giuseppe D’Alonzo.
Un Album  molto “intimo’ in cui l’autore non indugia nel rivelare caratteristiche personali.
Ne e’ la conferma  i brano “Respiro” il singolo e videoclip che accompagnano l’uscita dell’album.

“Tornerà è il brano che da il nome all’intero lavoro. Contiene una serie di riflessioni sui nostri tempi con un pizzico di nostalgia per quelli andati sicuramente più sereni e meno tormentati al confronto di quest’era troppo digitale.
Ma sono anche riflessioni sull’amore e nei tanti modi in cui si manifesta.
E’ un nudo resoconto che spinge l’ascoltatore a guardare avanti, oltre il cortile, per poi rendersi conto che in realtà la vita, lì fuori, non e’ altro che una proiezione della nostra vita interiore.
Possiamo interferire con gli eventi, far si’ che le cose accadano, da dentro o da fuori il cortile, ma possiamo anche subirli e soccombere ad essi…a noi la scelta!

Con il passare degli anni,  schiacciati dalla frenesia della vita, , veniamo salvati dall’amore.
Quella forza sovrumana che ci permette di respirare anche dove l’ossigeno è rarefatto , consumato dalle fiamme che bruciano ogni giorno ettari e ettari di animo umano, rendendo sempre più arido il terreno in cui nostro malgrado viviamo.
Ogni brano porta con se’ un significato che e’ bello scoprire scorrendo  rilassati le tracce dell’album.

Giuseppe D’Alonzo e’ un cantautore chitarrista di Pescara, fondatore dei Crabby’s.
Innamorato da sempre della musica Rock/Blues ha esordito nel 2016 con il suo primo EP indipendente Bad Past, in lingua inglese.
A seguire ha pubblicato Realize (2017) e Mistake (2018)
Tornerà e’ il suo debutto in lingua Italiana, album da sonorità assai differenti dai precedenti pubblicati, con una caratteristica  prettamente cantautorale.

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Unibrido, Non c’è più tempo

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

In radio il singolo estratto dall’album d’esordio della band 

“Non C’è Più Tempo” è il singolo estratto dall’album P.I.G.S.
La decennale crisi economica e sociale che ancora attanaglia questa parte di occidente ci è entrata nel dna, ormai  è parte integrante dell’arredamento nella vita di tutti.
Spietatamente matematica, ci costringe a fare i conti con le nostre più profonde miserie. Ma siamo fuori tempo massimo: Riusciremo a convertirle nel motore della reazione? Ne usciremo vivi?

P.I.G.S. è ognuno di noi quando incolpiamo gli “altri” della nostra vita di merda mentre guardiamo lo smartphone;
quando realizziamo l’incapacità di dire quello che pensiamo davvero;
quando abbiamo finalmente smesso di credere in dio ma ci lasciamo incantare dalle pubblicità.
E va tutto bene.

Prima ancora di essere Unibrido, Carlo (House Of Sound, Not Found) e Marvin (The Little House Blues Band, The Blues Stalkers, The Bluesness, No Panik Music, Not Found) sono due ragazzi della ormai defunta classe media italiana che vivono nell’entroterra abruzzese (Posti incantevoli, per carità, ma non c’è una libreria nel raggio di trenta chilometri).
Costretti a lavorare in fabbrica per comprarsi gli strumenti e sopravvivere, nel 2018 uniscono idee e affinità per dare vita ad un progetto musicale viscerale ed urgente.
Grazie alla collaborazione di Luigi Caprara del Lunchbox Studio registrano i primi brani del loro album d’esordio P.I.G.S., un personalissimo spaccato sulla società contemporanea, violenta, nichilista e coloratissima.

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David Benevento, Dimmi di te


Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in promozione radiofonica  il singolo del giovane artista

In radio il singolo di David Benevento dal titolo Dimmi di te. Un brano che mette in risalto le doti del giovane artista. Stile Pop, arrangiamento fluido e coinvolgente ed un ritornello che rimane nella testa. Tutte caratteristiche che danno sicuramente un tocco di professionalità e personalità al lavoro di David e che mette in evidenza tutte le sue doti canore.

David Benevento, 20 anni, nasce in  un piccolo paesino della  provincia di Vercelli studia architettura e design all’ accademia di belle arti a Brescia e canta dall’età di 7 anni. Inizia per gioco e pochissimi, lui compreso, credevano in questa passione. Inizia  a frequentare lezioni di canto in una scuola vicino casa dove conosce un’insegnante molto brava con la quale ha modo di acquisire più fiducia e di costruire le prime basi tecniche. Nel 2010 partecipa alla trasmissione televisiva “Ti lascio una canzone” condotta da Antonella Clerici su Rai Uno. Un’esperienza unica e stimolante soprattutto cantare fianco a fianco con Antonello Venditti.  Trova lo slancio per affrontare vari concorsi in tutta Italia vincendo diversi premi e numerose borse di studio. Nel 2011 partecipa e vince il festival di Saint Vincent con il suo primo inedito dal titolo “I love my life” e nello stesso anno scrive altri tre  brani in inglese e in italiano.

L’anno seguente inizia a prendere lezioni di canto a Roma da uno dei più celebri vocal  coach italiani con il quale ha l’opportunità di migliorare moltissimo. Lo stesso anno partecipa al concorso di Montecatini Terme vincendo il premio della critica. Nel 2015 e per i successivi tre anni  frequenta  a Milano l’accademia di canto moderno, di licenza artistica.

Nello scorso anno partecipa ad importanti festival della voce tra cui Area Sanremo dove si classificai nei primi sessanta. Attualmente partecipa al concorso canoro di Sanremo New Talent che prevede, nel prossimo mese di febbraio, una importante esibizione al Palafiori .

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Marco Bugatti, La mia ragazza

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il nuovo singolo dalle sonorità moderne e dai toni ironici

Sempre alla ricerca di un registro linguistico e musicale che gli permetta di esprimere quello che sente con profondità e naturalezza, costruito con frasi di impatto e ritornelli orecchiabili che ti si stampano nel cervello, Marco Bugatti pubblica il suo nuovo singolo, un rock blues dalle sonorità moderne e dai toni fortemente ironici intitolato “La mia ragazza”.

Marco Bugatti nasce a Monza il 26 novembre del 1978 e trascorre la sua infanzia e la sua adolescenza in un paesino a 20 km da Milano. La musica ha sempre fatto parte della sua vita sin da quando, all’età di 6 anni, comincia a studiare pianoforte, rivelando da subito un precoce talento. Arrivata l’adolescenza abbandona gli studi di musica classica e si dedica come autodidatta alla chitarra acustica prima ed elettrica poi. Sono gli anni ’90 e la scena musicale, reduce da grossi nomi come Guns ‘n Roses e Aerosmith, viene sconvolta dal movimento Grunge, capitanato da gruppi come Nirvana, Pearl Jam ed Alice in Chains. L’animo tormentato di Marco ne rimane folgorato tanto che, da quel momento, comincia a scrivere canzoni ispirandosi al suo mito di quel periodo: Kurt Cobain. Da allora il suo obbiettivo sarà quello di formare una band che suoni musica rock originale ma, allo scopo di riuscire ad esprimersi al meglio e a farsi capire dal pubblico, scrive quello che sente in italiano.

A 18 anni, nella cantina di casa dei suoi genitori, compone la prima bozza di una canzone che diventerà poi la title track del suo primo disco ufficiale registrato con i Grenouille nel 2008: “Saltando dentro al fuoco”. La scena musicale alternativa lombarda rimane folgorata dall’energia scaturita de quel pezzo e dal suo testo poetico e comincia ad interessarsi al gruppo di Marco che, appoggiato da un etichetta locale, prende ad esibirsi aprendo i concerti a nomi come Diaframma, Tre Allegri Ragazzi morti e Punkreas. Un anno e mezzo dopo uscirà un EP dal titolo “In Italia non si puo’ fare la Rivoluzione (…perchè ci conosciamo tutti)” e nel 2012 il secondo disco ufficiale della band: Il Mondo Libero. Caratteristica di tutta la produzione dei Grenouille saranno sempre i testi intimisti e i pezzi graffianti, in cui Marco spesso urla al mondo la sua rabbia e la sua frustrazione. Dopo vari anni di attività il gruppo si scoglie a causa di tensioni interne e segue un periodo di silenzio in cui lui continuerà però a scrivere, ammorbidendo il suo stile ed ispirandosi anche ad autori italiani come Vasco Rossi e Vinicio Capossela e recuperando la musica rock degli anni 50 e 60.

Nell’aprile del 2016, grazie a Musicraiser e a un ristretto manipolo di fedeli seguaci, Marco raccoglie i fondi per registrare il primo disco autoprodotto uscito a suo nome: “Romantico”. Le tracce di questo lavoro spaziano da sonorità più acustiche e blues a nuove canzoni rock, la cui matrice rimane quella dell’alternative anni ’90. Dalla title track, in cui si sentono echi di Pete Doherty, si passa a “Io sto da Piero (..finchè sopravvivo)” dove i toni si fanno più accesi e si riconoscono sonorità anni ’80 alla Pixies, fino ad arrivare alla ballata folk di chiusura intitolata “La fabbrica”, in cui Marco racconta una storia di emigrazione dal sud al nord del paese, vista dagli occhi del protagonista, nel modo dei cantautori degli anni ’60.

https://www.facebook.com/bugatti.marco

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Paola Massoni “Alkemèlia”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

un viaggio spirituale una finestra sul presente che guarda alle antiche tradizioni 

Preziosa si fa la contaminazione tra il pop contemporaneo e la musica classica.
Un insolito sentiero musicale che ripercorre con originalità e personalità quella cosiddetta “zona di confine”, dove trovano incontro e mutua contaminazione il pop contemporaneo e la musica classica.

“Alkemèlia” è il primo disco di inediti di Paola Massoni, un prezioso lavoro iniziato nel 2012 e approdato alla pubblicazione per la RadiciMusic di Firenze e disponibile su tutti i canali fisici e digitali dal 9 Novembre 2019. Disponibile anche in una prestigiosa edizione limitata autografata su carta metallizzata, un vero artigianato Made in Italy da collezione.
“Alkemèlia” custodisce brani presentati per la prima volta dal vivo nell’ambito della “Trilogia di Mèlia”, ciclo teatrale con musica (Il Sogno, Il Viaggio, La Visione), il cui testo è stato pubblicato nel libro “I Misteriosi Mondi di Mèlia” edito da Ibiskos Ulivieri e vincitore del premio speciale “Scrivere per il teatro” al Concorso internazionale di Letteratura Città di Pontremoli.

Paola Massoni, cantante, autrice e scrittrice, che come interprete si è fatta conoscere anche con i precedenti lavori “Songs for Christmas” e “Belcanto” (contenenti brani sacri e di Natale il primo e arie d’opera e canzoni napoletane il secondo), muovendosi con la sua voce di soprano pop-lirico dalle svariate sfumature in un singolare ensemble classico-elettronico, ci restituisce composizioni che spaziano dalla canzone d’arte alla musica classica e alle sonorità più astratte di quella contemporanea, con influenze dal mondo del cinema, del musical e della musica elettronica. Un viaggio culturale ed estetico dove il suono e la melodia non sono secondi ad una particolare ricerca poetica dei testi, dando così luogo ad uno stile personale, classico e al tempo stesso aperto alla sperimentazione.

Soprano lirico e pop, autrice di testi di spettacoli teatrali musicali, poesie, racconti, compositrice, pianista e attrice, artista dalla personalità eclettica, particolarmente apprezzata per la sua espressività e le sue doti attoriali e comunicative, svolge attività compositiva e concertistica sia in Italia che all’estero, coniugandola con l’attività didattica. Laureata con il massimo dei voti e la Lode in Canto e Discipline Musicali, Lettere Moderne ad indirizzo storico-musicale e in Pianoforte, è docente di Storia e Letteratura italiana nei Licei statali e di Canto, Rieducazione vocale (Metodo Barthélémy) e Pianoforte presso la Scuola di Musica Ass. Kalliope, Accademia della Voce Artistica, della quale è fondatrice e presidente. Duttile voce, il suo repertorio spazia dalla musica sacra, all’opera, dalla musica da film alle Canzoni d’Arte e alla musica contemporanea e world music; nelle sue composizioni, in cui spiccano dolcezza melodica e varietà armonica, ama sperimentare la commistione tra i vari generi musicali.

Ha inciso alcuni album sia come interprete (Belcanto, Songs for Christmas) che come compositrice (Alkemèlia, contenente molti brani della Trilogia di Mèlia). Si è esibita con artisti di rinomata fama, tra cui Albertazzi, Albano, Bocelli, in Rai (Premio Bellisario “Donne ad alta quota”) e in importanti festivals musicali. Vincitrice di borse di studio e concorsi nazionali e internazionali di canto lirico, ha ricevuto premi e menzioni speciali e d’onore per i suoi testi poetici e narrativi. È tra gli autori dell’Antologia dedicata al 50° anniversario del Premio Nobel Salvatore Quasimodo, curata da Aletti Editore, e dell’Antologia Omaggio a Leonardo dedicata ai 500 anni dell’anniversario di Leonardo da Vinci per la Ibiskos Ulivieri. Per la Trilogia I Misteriosi Mondi di Mèlia, sua prima pubblicazione, ha ottenuto al Concorso internazionale di Letteratura Città di Pontremoli 2018, il Premio Speciale “Scrivere per il teatro”.

http://www.paolamassoni.com/HOME.html

Label
RadiciMusic
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Salame, Iacopo Ligorio & Le Canzoni Giuste

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il nuovo singolo della ironica band 

Salame è il nuovo singolo di Iacopo Ligorio & Le Canzoni Giuste, band che tra ironia grottesca e spettacoli teatrali sta trovando spazio nella scena musicale indipendente.
Il singolo è il terzo estratto dal disco “Per l’amor del cielo”, pubblicato a Maggio 2019 per l’etichetta World Fonogram Records e distribuito da Believe.
“Salame” si colloca all’interno del primo capitolo del disco, quello della Genesi: il protagonista inizia a “googlare” alla ricerca di risposte esistenziali, ma ben presto si annoia e abbandona la ricerca, finendo per mangiare.
Una metafora ironica sulla propensione delle persone a cercare la via più facile per trovare le risposte alle proprie domande; le stesse persone che poi, per pigrizia, lasciano il lavoro a metà, preferendo il cibo e altre distrazioni.

“Per l’amor del cielo” è un concept album grottesco e fortemente ironico che racconta le peripezie dell’uomo fra dialoghi immaginari con Dio, ipocrisie e situazioni paradossali, in una società che assume sempre più le sembianze di una barzelletta.
Il disco è basato su un immaginario dialogo tra Dio e il protagonista, un uomo mediocre, allo scopo di comprendere l’umanità odierna e di giudicarla. Un dialogo ironico e ricco di umorismo, che però porta a una riflessione amara sull’odierna condizione umana, tra social, pigrizia, odio, incoerenza e finto moralismo.

Biografia Iacopo Ligorio & Le Canzoni Giuste
https://www.dcodcommunication.com/ligorio

https://open.spotify.com/track/3pDDQETsWcEbKbCGtcKBtk?si=QaKqpmtMSryu0fxYQewU-A
https://www.facebook.com/Iacopoligorioellecg/
https://www.instagram.com/iacopoligorioellecg/

WORLD FONOGRAM (Label)
http://www.worldfonogram.com/world-fonogram/

“Vento di protesta ” La Tresca

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il nuovo singolo de La Tresca. Un canto, un commiato, il saluto ad un amico.

Storia di oggi è il nuovo singolo “Vento di protesta” a sancire una fresca collaborazione tra la band e la label toscana RadiciMusic di Aldo Coppola Neri. Un canto popolare ma anche una preghiera laica, un saluto di commiato ad un caro amico ma anche un ricordo rivoluzionario, uno sguardo alla verità di quel certo modo di stare al mondo. Melodie fresche, energie pure e quel tanto che basta per scolpire alla memoria la forza di una canzone dalle tante chiavi di lettura. Che sia l’inizio di un nuovo lavoro?
“Vento di protesta” a cui è seguito un video realizzato nella Tuscia Viterbese.

Folk-Band originaria della Tuscia, una zona geografica a cavallo di tre regioni (Toscana, Umbria, Lazio) dove si incrociano culture e tradizioni antichissime.

Fin dagli esordi, il loro sound si contraddistingue per la ricchezza di sonorità popolari, semplici, ma molto trascinanti e adatte a creare quell’atmosfera di festa che si respira nei loro concerti.
Quasi 20 anni di carriera e un lungo tour, iniziato e mai smesso, li hanno visti protagonisti nelle piazze italiane e nei grandi festival europei.
Irlanda, Olanda, Ungheria, Svizzera, Germania, Macedonia… le nazioni che i ragazzi de LA TRESCA hanno conquistato con la loro energia.

Ben cinque i dischi all’attivo (di cui uno LIVE), in cui spicca la produzione artistica di Massimo Giuntini, flautista e cornamusista in molte formazioni del panorama musicale italiano tra cui Casa Del Vento, Modena City Ramblers, Whisky Trail…
…senza trascurare le molteplici collaborazioni che in questi anni hanno accompagnato la musica de La Tresca: Cisco, Erriquez e Orla (Bandabardò), Francesco Moneti e Franco D’Aniello (Modena City Ramblers), Luca Lanzi (Casa Del Vento), fino a Geri cantante della rock-band ungherese degli Hollywoodoo.

https://www.facebook.com/latrescaofficial/
http://www.latresca.it/LaBand.html

Label RadiciMusic
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Marcello Parrilli, La Resa

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

Nuovo disco per il cantautore toscano Marcello Parrilli, in radio il singolo “La resa”

L’amore come ricamo primordiale per le solitudini di questo nuovo millennio.

Nuovo lavoro, per l’esattezza il quarto come cantautore, per l’artista toscano Marcello Parrilli che torna in scena con un disco dal titolo “Moderne solitudini” pubblicato da RadiciMusic.

Una raccolta di canzoni d’amore, anticipato esattamente un anno fa circa dal singolo “Perso nei tuoi occhi”, un viaggio in cui proprio l’amore è il vero leitmotiv di questa società dell’era moderna, dove ad aggiornarsi sono anche le nuove frontiere della solitudine. Occasione ghiotta per Parrilli quella di ripescare dal suo personalissimo passato artistico, vecchio di anche dieci anni, brani che risuona oggi con nuovi arrangiamenti, con moderne soluzioni. Ma con esse anche nuove scritture dalla chiave pop rock, intime e crude che che sempre sanno conservare un certo potere intimo per il profilo di un cantautore che attinge dai classici i suoi riferimenti. Tra i brani inediti anche “La Resa”, secondo singolo estratto che si lancia in rete con un video ufficiale per la regia di Lucio Lepri. Unico filo conduttore di queste canzoni è l’amore, quello sognato, quello desiderato, quello mai consumato, quello perduto, quello vissuto una volta soltanto… quello che in fondo lascia dentro ognuno di noi un prezioso senso di eternità.

Tutto questo, in verità, si traduce anche in una purtroppo comune incapacità di relazionarsi in questo mondo, una modernità dentro la quale siamo sommersi da tecnologie e social, sommersi di comunicazione senza però saper parlare con chi abbiamo accanto.
Una produzione artistica ancora una volta firmata da Gianfilippo Boni, ormai nome di riferimento per la classe cantautorale toscana e non solo, con la partecipazione al basso di Lorenzo Forti e alla Batteria di Fabrizio Morganti.

Marcello Parrilli è un cantautore fiorentino classe ’78.
Musicista polistrumentista, musicoterapeuta e docente di tecnologie musicali comincia a studiare violino nella sezione musicale alle scuole medie per poi proseguire al conservatorio “L. Cherubini” di Firenze dove oltre al violino studia anche pianoforte. Nello stesso periodo comincia a scrivere le prime canzoni, a suonare la chitarra e ad esibirsi in vari locali fiorentini con la sua prima band formata sui banchi di scuola dell’I.T.G. salvemini di Firenze. Successivamente si laurea in D.A.M.S. (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) con un tesi in estetica musicale e si diploma al corso quadriennale di Musicoterapia di Assisi ed ancora si laurea in M.N.T. (Musica e Nuove Tecnologie) al conservatorio “L.Cherubini” di Firenze.
Nel 2009 pubblica “Identità” per SoundRecords (1° disco della trilogia dell’essere).
Nel 2011 pubblica “Elogio alla diversità” (secondo disco della trilogia dell’essere) sempre per SoundRecords. Entrambi i dischi ricevono buone recensioni su molte riviste on-line del settore.
Nel 2013 pubblica “Piano solo”, disponibile solo in digitale per RadiciMusic Records, disco che raccoglie tutte le composizioni musicali di solo pianoforte scritte da Parrilli. Anche questo disco viene accolto molto bene dalla critica.
Nel 2015 pubblica “Mendicanti di umanità” (terzo ed ultimo lavoro della trilogia dell’essere), pubblicato sempre in digitale per RadiciMusic Records, album che ha avuto la produzione artistica di Gianfilippo Boni e la partecipazione di importanti musicisti del panorama nazionale quali Lorenzo Forti ( Laura Pausini, Irene Grandi, Gianni Morandi, Paolo Vallesi ) al Basso e Fabrizio Morganti ( Biagio Antonacci, Irene Grandi ) alla batteria, e Giacomo Tosti alle fisarmoniche, oltre alla partecipazione di amici cantautori quali Marco Cantini, Massililiano Larocca e il Fano.
Sempre attivo nel panorama musicale italiano nel 2018 lavora ad un progetto di musica elettronica con l’eclettica violinista e Cantautrice Erma Pia Castriota (Lucio Dalla, Teresa de Sio, Franco Battiato, Donatella Rettore, Morrisey ecc…) in arte H.E.R. che diventa anche un disco pubblicato per l’etichetta romana Flipper Music dal titolo “Violins and Wires”.
Nello stesso anno comincia a lavorare al nuovo album e pubblica il primo singolo dal titolo “Perso nei tuoi occhi” con il video diretto da Lucio Lepri e che anticiperà il nuovo disco di inediti.

Il 15 Ottobre del 2019 esce per RadiciMusic Records “Moderne solitudini”
Quarto disco di canzoni e il quinto disco in studio di Marcello Parrilli, lancaito in rete dal video del secondo singolo estratto dal titolo “La resa” diretto ancora una volta da Lucio Lepri. Anche questo disco vede la produzione artistica di Gianfilippo Boni e la partecipazione al basso di Lorenzo Forti e alla Batteria di Fabrizio Morganti.

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Label RadiciMusic
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