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Crabby’s, I was born yesterday

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio e sui digital store il nuovo singolo della band 

I Crabby’s in promozione con un nuovo brano dal titolo I was born yesterday.

Dietro questa canzone d’amore si cela il tema di un rapporto tormentato tra una donna, un bimbo immaginario e l’uomo della sua vita.
Il brano tratta in modo molto delicato, a tratti evocativo, un tema molto complesso, conducendo l’ascoltatore a volteggiare in aria con la leggerezza di un aquilone invece di sprofondare negli abissi di un amore mai espresso.
Arrangiamenti raffinati, che danno al brano un vestito perfetto. Musica mai banale che nasce da esperienze suonate e studiate per trovare la formula giusta .
Oltre al buon lavoro fatto dalla band, altro punto di forza a dare un valore aggiunto è rappresentato dalla produzione.

I Crabby’s Nascono nel 2014 dalla collaborazione di Giuseppe D’Alonzo (Voce e chitarre), e Domenico Di Michele (Batteria) che iniziano a lavorare su primi brani inediti in lingua inglese.
Negli anni si sono aggiunti Pierluigi Di Cesare al basso e Manuela Limina alle voci.
Lo stile dei primi EP e’ un Rock Classico che affonda le radici nel Blues.
Man mano la Band matura verso uno stile Rock/PoP cantautorale strizzando sempre l’occhio al sound anglosassone/americano che è poi la grande passione dei Crabby’s.

https://soundcloud.com/crabbys
https://www.youtube.com/c/CrabbysMusic
https://www.facebook.com/crabbysItalia/
https://www.instagram.com/crabbysmusic/
http://www.crabbysmusic.com

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Emily Rinaldi , “Polvere”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

In promozione radiofonica il singolo della giovanissima artista 

Sguardo vispo e disincantato tipico dei suoi 13 anni, Emily Rinaldi, da  Ceccano, Frosinone, è un volto già noto alle tv nazionali. In promozione il suo primo singolo “Polvere” anche se i suoi esordi sono da attrice.

Ha debuttato infatti, sul grande schermo nel 2015,nel film “Il Camionista”,  con Giorgio Tirabassi e Simona Borioni.

Un film drammatico, che affronta temi sociali, e che l’ha vista recitare con  grande naturalezza e padronanza sul set. Ma Emily ha  sempre amato cantare. “Tra sogno e realtà”, “Sanremo Junior”, “Iband”, sono solo alcuni dei talent che hanno ufficialmente sigillato la sua passione: il canto. “Canta a tutte le ore, dalla mattina alla sera – dice il padre Massimo – non ha perso la sua semplicità, è una figlia studiosa, mi da soddisfazioni ed è una buona forchetta. Nella vita di tutti i giorni è una ragazzina semplice, si relaziona con i suoi coetanei, mantenendo l’ingenuità dei suoi anni,  ma quando sale sul palco e ha davanti  a sé un microfono,  non canta ma interpreta come una donna”.

E oggi, il suo primo lavoro discografico con l’etichetta Royal Music; un progetto curato dal Maestro Vincenzo Sorrentino,  che le permetterà di farsi conoscere al grande pubblico anche come cantante. “Polvere”, un testo che richiama fortemente alle emozioni più pure dei giovanissimi che si approcciano all’amore. Il mood sognante delle ragazzine,  dei primi batticuori, dei timori e le delusioni  provate. Delusioni che, quando il sentimento si rompe, tutto sembra insuperabile, e l’entusiasmo cede il posto alla consapevolezza di riappropiarsi della “smarrita libertà”, come suggerisce il testo della canzone. Il videoclip realizzato a Napoli fa da sfondo ai primi piani di Emily che viene fuori prepotentemente e con tutta la grinta che la contraddistingue.

Dal disco di prossima pubblicazione, sono stati già selezionati dei brani che saranno riproposti in un importante film in uscita nella prossima stagione invernale.

(Fonte Gazzetta di Napoli)

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Kris “Vado al mare”


Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il singolo interpretato dal cantante italo ungherese 

Vado al Mare” è uno slogan emotivo che appartiene a noi tutti: staccare la spina, nell’era della globalizzazione, per disconnettersi dallo stress, dalla routine quotidiana, al fine di ritrovare nuove energie dalla positività che il mare può dare. Il brano, dal sapore pop/rock italiano, esce fuori dagli schemi e dai canoni voluti dalla musica che attualmente si veste della sua, scontata, moda estiva, legata a ritmi e suoni caraibici, e si propone di arrivare, nel cuore di chi l’ascolta, nella sua trasparente e naturale verità. “Vado al Mare”, interpretato da Kris, è stato registrato c/o la C&C Multimedia di Napoli, arrangiamenti del M° Ciro Barbato, su testo e musica del cantautore e produttore Michele Bucci.

Cristian Jacobelli, in arte Kris, italo-ungherese, nato a Cagli (PU) il 18/07/1995, risiede a Piobbico (PU). Diplomato all’istituto agrario, in qualità di agrotecnico, gestisce, unitamente al padre, un’azienda zootecnica, anche se, sin dall’infanzia, la sua grande passione è la musica. Appassionato di equitazione, adora i cavalli. I nomignoli o aggettivi che gli hanno attribuito amici e parenti sono: Tempesta, Vulcano e Saltapicchio, Nell’album “Vado al Mare”, il singolo omonimo è stato scritto dal cantautore e produttore Michele Bucci, mentre Kris è l’autore dei brani “Anima mia”, “Credi in te” e “Nell’aria”.

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“Per l’amor del cielo ” Iacopo Ligorio e le Canzoni Giuste

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Un disco tragicomico. La fotografia di una società barzelletta

Dialoghi surreali e personaggi bizzarri .
“Per l’amor del cielo” è un concept album grottesco e fortemente ironico che racconta le peripezie dell’uomo fra dialoghi, ipocrisie e situazioni paradossali, in una società che assume sempre più le sembianze di una barzelletta.
I protagonisti del disco sono Dio e l’uomo, con quest’ultimo che tenta di aiutare l’Altissimo a comprendere e salvare l’umanità, ormai persa tra guerre sui social, foto ai tortellini postate su Instagram e insignificanti problemi quotidiani.

Un viaggio metaforico all’interno di una società bizzarra, litigiosa ed esibizionista costruita sull’immagine e su contenuti effimeri; una società che ha perso il contatto con la sua natura umana.
Il disco è stato pubblicato a fine Maggio 2019 per la label World Fonogram Records  distribuito da Believe.

Chi  Sono Iacopo Ligorio e le Canzoni  Giuste?
“Canzoni demenziali per persone intelligenti, canzoni intelligenti per persone demenziali.”

Iacopo Ligorio nasce ad Ostuni, Puglia, nel Maggio del 1994. Il suo rapporto con la musica comincia sin da bambino. Polistrumentista e ispirato dalla musica dei grandi cantautori italiani, dai maestri del teatro canzone, sceglie di dedicarsi in toto ai suoi progetti cantautorali.
Nel 2017 la famiglia si allarga: dall’incontro con Umberto Matera (batteria), Daniele Mammarella (chitarra), Bruno Contin (tastiere) e Flavio Piermatteo (sax) nasce una vera e propria band dal nome “Iacopo Ligorio & Le Canzoni Giuste”.
Con il nuovo nome, la band partecipa per la prima volta ad “Area Sanremo” con il brano “Nanni” e arriva in Semifinale.
Il testo della canzone “La Ballata Degli Sconosciuti” viene inserito nella terza raccolta “C.E.T. Scuola Autori di Mogol”. I testi de “La Ballata Degli Sconosciuti” e de “L’Odore Del Silenzio” sono tra i finalisti del concorso “Va In Scena Lo Scrittore”.
Da quel momento la band colleziona ottimi risultati in festival e concorsi: finalisti al premio “Lucio Dalla” a Bologna, secondi classificati alla 25ma Finale Nazionale del “Festival della Melodia” con il brano “Nanni” e, ancora, finalisti FIM 2017 “Fiera Internazionale della Musica” ad Erba (Como).

La preziosa collaborazione con il cantautore Alberto Bertoli, figlio di Pierangelo, e l’esibizione in trio con Maurizio Solieri alla chitarra (storico chitarrista di Vasco Rossi) arricchiscono il ricco bagaglio di esperienze del progetto che, seppur giovane, ottiene in poco tempo degli ottimi riscontri.
Nel 2018 Iacopo Ligorio e band vincono la Finale Nazionale del 26° “Festival della Melodia” svoltasi al Rolling Stone di Sanremo, raggiungono la finale del premio “Pierangelo Bertoli” 2018 e vincono il concorso nazionale “Va in scena lo scrittore”.
Poco dopo pubblicano l’album “Talentopoli”, prodotto dall’etichetta MEA Recording Company e seguito da un tour ricco di date.
Gli ultimi mesi del 2018 vedono Iacopo e tutta la band approdare alla finale del programma TV IBAND (Mediaset), in onda su La5.

Il nuovo album “Per l’amor del cielo” è anticipato dai singoli “Ma perché mi insulti su Facebook? Comprati una macchina” e dall’omonima traccia “Per l’amor del cielo”.
Riferimenti musicali: Elio  e le Storie Tese, Caparezza, cantautorato italiano.

Iacopo Ligorio e le Canzoni Giuste sono:

Iacopo Ligorio – Voce, testi, musiche, arrangiamenti, chitarra, basso.
Bruno Contin – Musiche, arrangiamenti, pianoforte, synth, cori.
Flavio Piermatteo – Sax, cori. Daniele Mammarella – Chitarre, cori.
Umberto Matera – Batteria, percussioni, octapad.
Andrea De Felicibus – Basso.

“Ma perché mi insulti su Facebook? Comprati una macchina”
https://www.youtube.com/watch?v=LslsjOlxzH8

Facebook:
https://www.facebook.com/Iacopoligorioellecg/
Instagram:
https://www.instagram.com/iacopoligorioellecg/

Paper Walls “Stringimi”


Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

la giovane band torna in radio con un nuovo singolo 

Ritrovarsi nell’abbraccio di qualcuno anche quando ci si sente fragili, confusi e indifesi può fortificare. “Stringimi” racconta il bene e la sua capacità rigeneratrice. In un momento come questo  in cui si parla troppo spesso di amori malati, c’è la necessità di rievocare la bellezza di un sentimento, che mai dovrebbe essere causa di sofferenza e dolore. Ma che al contrario, nella sua forma più pura, è il rifugio per tutti i mali di questo mondo.

Provenienti dalla soleggiata Puglia, quattro ragazzi sbadati ma pungenti, intraprendenti osservatori, simpaticamente critici, completamente differenti tra loro, accomunati dalla stessa passione, quella per le “note musicali”.

I Paper Walls nati nel 2010 da un’idea del chitarrista Nicola Renigaldo,  muniti di fantasiose melodie, accompagnate da testi realistici e irriverenti, raccontano le stranezze della società attuale lasciando trapelare nelle loro canzoni sempre risvolti profondi ed emotivi. Nonostante la loro giovane età riescono a dipingere un quadro chiaro e nitido della realtà’ adoperando però sottili e divertenti sfumature. Hanno all’attivo più di duecento concerti. La loro uscita discografica datata Luglio 2018 con il brano “Senza uscita” ha raccolto numerosi consensi restando in rotazione radiofonica per sei mesi.

I Paper Walls:

Sonia Belvedere: Voce
Nicola Renigaldo: Chitarra
Antonio Di Lauro: Basso
Fabio Conoscitore: Batteria

Facebook: https://www.facebook.com/paperwallsrock/
YouTube: https://www.youtube.com/user/PaperWallsMusic
Instagram: https://www.instagram.com/paperwallsrock/

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Rick Wesley, “Give me the night”

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il sesto singolo dell’artista in promozione radiofonica

Give me the Night” è il sesto singolo di Rick Wesley prettamente in stile anni ’80, scritto dallo stesso nel 2017 e realizzato in due versioni: Radio Edit e Extended Version. Il testo parla di un amico conosciuto in discoteca, ancora minorenne, con il quale aveva intrecciato un rapporto fatto di complicità e goliardia per condividere una vita un po’ dissoluta e alternativa. Dopo un iniziale periodo di diffidenza, l’amico sembrava essersi adattato allo stile di vita che gli aveva proposto ma poco dopo, l’intervento della famiglia fece sì che si allontanasse da Rick.

Rick Wesley nasce nel 1980 sotto il segno dei Gemelli, nel sud Italia. Nel 2006 esordisce nel panorama della musica italiana con il singolo “Joseph in the Space”, seguiranno altri quattro cd singoli quali “Can you Feel” nel 2007, “Fallin in Love” nel 2008, “Together in Summer” nel 2010 e “Axel F” nel 2016.

Attualmente i singoli di Rick sono disponibili in oltre mille canali digitali in più di cento paesi nel mondo. Nel 2004 una comparsa nel film “Le Bande” del regista Lucio Giordano. Nel 2011 diventa concorrente ufficiale del reality show “La Masseria” in onda su Canale Italia Uno. Mentre nel 2013 diventa concorrente ufficiale del talent show “Sing Of Win Talent” in onda su Blustar TV. Nel 2019 Rick torna con un nuovo disco, il sesto, dal titolo “Give me the Night”.

https://www.facebook.com/rick.wesley.official.page/

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Paola Iezzi esce con il suo nuovo singolo

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

Un nuovo brano dall’enigmatico titolo Gli Occhi Del Perdono

Gli occhi del perdono”, contenuto in un Ep dall’omonimo titolo, in uscita il 10 Giugno 2019 sul mercato digitale, è un brano electro-funk molto melodico di matrice pop, ed un beat dance estivo e incalzante che fa subito venire voglia di ballare.

L’Ep, disponibile per il mercato digitale, contiene anche la versione spagnola del brano dal titolo “Con mis ojos te perdono” e una versione ‘chitarra, voce e sax’ della celeberrima “Festival” del duo Paola & Chiara, ex duo della iezzi. Completano l’Ep tre fantastici Remix, genere “Deep House” pensati per il dancefloor ad opera della coppia di Dj e producer Atrim & Frankie Mancuso e dal team di Dj Hiisak (H Studio).

“Gli occhi del perdono” è scritto insieme agli autori Andrea Mariano (in arte “Andro”, noto componente e tastierista dei “Negramaro”) che è anche produttore della traccia insieme a Paola e al valente e talentuoso musicista Emiliano Pepe.

E’ un brano il cui testo piuttosto enigmatico, racconta e tratta il tema del perdono e del perdonarsi (tema già molto caro a Paola iezzi quando scrisse e pubblicò, nel 2009, il brano “Alone (io mi perdono)”.

“Gli occhi del perdono” parla di una persona che sprona un’altra (oppure se stessa) a rialzarsi da un momento difficile, utilizzando la propria forza interiore e il credere in sé e nel proprio talento e potenzialità. Evitando di cadere nelle solite “cattive” abitudini che spesso ti allontanano dal senso che ciascuno di noi dovrebbe dare al proprio percorso di vita e al proprio futuro, carriera compresa.

Il ritmo e il ‘groove’ sono ‘disco’, incalzanti e, le armonie, nei ritornelli, sono aperte e  giocano quasi un accattivante contrasto con il canto che, invece, è sensuale, sommesso e sussurrato, come se una persona svelasse un segreto inconfessabile nell’orecchio a un’altra. “Non parlare con nessuno, non rispondere a nessuno…” recita il testo, come a non volersi fare troppo sentire dagli altri. Perché le persone, intorno, spesso non sono realmente interessate al tuo benessere, ma vogliono solo fare “gossip” vogliono solo sapere “perché diavolo stai male”. Il testo è come un invito a tenere per sé le proprie fragilità e a non raccontare troppo in giro i fatti propri con le proprie debolezze. Un tema oggi molto attuale, per via dei social network, dove spesso si dà sfoggio di qualunque tipo di emozione e sentimento, debolezza o forza, esponendo la propria interiorità alla mercé del mondo intero, spesso commettendo un errore imperdonabile. Perché forse certe cose vanno protette con cura.

A proposito invece della versione chitarra, voce e sax di “Festival” Paola dice: “Ho una grande voglia e necessità di ricantare e reinterpretare parte dei brani del mio “vecchio” repertorio con Chiara. Ho inaugurato questa ‘buona abitudine’ nel mio scorso progetto “Ridi” dove ho ricantato “Amoremidai” e ora, pian piano vorrei riaccostarmi con amore e rispetto a canzoni che ho scritto con mia sorella e che amo moltissimo. E sento che ora, a distanza di sei anni dalla chiusura del progetto ‘Paola & Chiara’, è arrivato per me il momento di farlo.”

La produzione esecutiva dell’Ep è di Paola iezzi
La produzione artistica è appunto affidata ad Andro insieme alla stessa Paola.
E’ mixato da Gianni Bini (Bini & Martini), già co-produttore in passato dell’album “Milleluci” di Paola & Chiara.
La copertina dell’Ep è come sempre firmata dal fotografo di moda Paolo Santambrogio e la parte grafica affidata allo studio milanese Monkey Business Creative Studio.

Bio dettagliata:
https://www.paolaiezzifanclub.com/bio/

Spotify
https://open.spotify.com/album/4fR6Hdm2X0LluQDJ6tTJFt

Links ufficiali:
http://www.paolaiezzi.com
https://www.instagram.com/paolaiezzireal/
https://www.facebook.com/paolaiezziofficial/
https://www.youtube.com/user/paolaiezzi
https://twitter.com/paolaiezzi

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I Fall Has Come, l’internazionale band di rock alternativo

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

“Main support” per il live dei Disturbed nella cornice dell’Arenile Romane di Bucharest.

I Fall has come è una band italiana di rock alternativo formata alla fine del 2014 da Enrico Bellotta (voce), Enrico Pascarella (chitarra) e Raffaele Giacobbone (chitarra),Mirko Nastri (basso),Salvatore Laurella(Batteria).

Nel 2015  registrano il loro primo album “Time to Reborn” che raggiunge ottimi feedback dai professionisti del settore.
Nel Febbraio 2016 hanno iniziato il loro tour in Spagna seguito poi da un tour in Italia e In Austria come supporto ai gallesi TigertailZ.
In ottobre 2016 inizia la loro prima tourne come headliner in Scozia.

In Novembre,supporto a Kiev in Ucraina ai KONGOS e a Dicembre in Russia a Mosca e San Pietroburgocome supporto agli YELLOWCARD.
Nel Giugno del 2017 opener della band storica gothic metal “Evanescence” a Bucharest.
Nel Dicembre dello stesso anno esce il secondo album dal titolo “Nowhere”.Da li seguirà un tour in Russia di spalla ai “Vanilla Sky” e svariati live in tutta Italia.

Attualmente confermati come “Main support” per il live dei Disturbed nella cornice dell’Arenile Romane di Bucharest.

https://www.facebook.com/fallhascome/

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Marco De Annuntiis ,Shavette

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Il nuovo singolo estratto dall’album Jukebox All’Idroscalo è Shavette

E a proposito di cinema e citazionismi “Shavette” è il rasoio che passa le vittime dei gialli di Dario Argento (“nessuno ci crederà ma ho cominciato a canticchiarla proprio mentre mi radevo”) e incastona il riff di “Enola Gay” degli Orchestral Manoeuvres in the Dark. I gialli che erano il pane dell’outsider per eccellenza creato dalla penna di Arthur Conan Doyle, di cui si narra una “Vita privata di Sherlock Holmes” con echi yéyé e gustosissima rotondità pop…

‘Jukebox all’Idrogeno’ di Allen Ginsberg è il libro che fu capace di ispirare Guccini da noi e continua a ispirare i Black Rebel Motorcycle Club nella California di oggi; l’Idroscalo di Ostia è il luogo del massacro di Pier Paolo Pasolini, ma anche quello in cui muoiono i protagonisti di ‘Amore tossico’ di Caligari. L’Idroscalo sta a Ostia come Ostia sta a Roma, come Roma sta a New York… è, simbolicamente e geograficamente, il luogo estremo, la periferia delle periferie delle periferie.

Ci si potrebbe fermare qui nel presentare “Juke Box all’Idroscalo”, il primo disco di Marco De Annuntiis. Ma ci perderemmo tutta un’epica stradaiola e citazionista, una mitologia alcolica, drogata, tabagista – ma pure eretica, colta e maudit – che fa di questo cantautore demodé un autentico outsider del tempo presente, in apparenza fuori tempo massimo, in realtà ipertestuale come pochi.

R moscia da nobile decaduto, inflessione romana che si accentua nei passaggi più emotivi, la produzione di un altro personaggio decisamente obliquo come Luigi Piergiovanni Rosybyndy e la pubblicazione inevitabilmente in vinile per la cinefila Cinedelic (“penso di essere l’unico cantautore dell’etichetta”): il tutto a sorreggere le dieci canzoni di un ragazzo di strada che la strada la conosce bene e ne canta i margini, ma senza tragedie, e la poeticità cruda, talvolta ripassata d’ironia.

La tracklist si apre con una riscrittura programmatica di un brano di Serge Gainsbourg (“Jukebox”), ad anticipare la magnifica “Come De André”, “non una canzone contro il cantautore genovese ma contro il ‘deandreismo’, lo svuotamento delle frange più estreme delle  sue canzoni”, nella quale l’intelaiatura di citazioni da Faber e l’innesto nel ritornello di “Psycho Killer” dei Talking Heads spiega al meglio tutto l’immaginario e il metodo De Annuntiis, il “Dandy di città”, come canta in un brano che è una vera e propria autobiografia fuori dai denti. Un dandy innamorato dei Sessanta, del beat, delle chitarre acidule a dodici corde dei Byrds e soprattutto dei Farfisa e degli organi dei Doors, che fanno da ossatura agli arrangiamenti “sostituendo pad, sintetizzatori, archi, e tutti quei tappeti da cui volevo emanciparmi”. Il tutto pensato perché possa essere ripreso integralmente dal vivo, “come se il produttore non abbia fatto altro che premere rec e stop sulla consolle”.

Sto male / male come un maiale / ed è sensazionale / la mia verticale / Sto male / ma mi sento speciale / quando bevo un cordiale / e torno normale” verseggia “Borderline”, anthem disperato e vitale in coppia con Ilenia Volpe fra omaggi agli amici scomparsi (“Conigli dappertutto”) e richiami all’“Amore Tossico” di Caligari in un “Blues della Renault” da manuale – “non è una canzone autobiografica, nel senso che non ho mai rubato né automobili né altro e non sono mai stato un tossico di strada a tempo pieno. Tuttavia conoscendo quel mondo non potevo non restituirlo e cantarlo”. E a proposito di cinema e citazionismi “Shavette” è il rasoio che passa le vittime dei gialli di Dario Argento (“nessuno ci crederà ma ho cominciato a canticchiarla proprio mentre mi radevo”) e incastona il riff di “Enola Gay” degli Orchestral Manoeuvres in the Dark. I gialli che erano il pane dell’outsider per eccellenza creato dalla penna di Arthur Conan Doyle, di cui si narra una “Vita privata di Sherlock Holmes” con echi yéyé e gustosissima rotondità pop.

Tuttavia se il citazionismo è sempre stato il tic nobilitante dei cantautori storici (“ho letto tutti i libri come De André”) ciò non vale per De Annuntiis, che prova a decostruire laddove la decostruzione non è solo un’intenzione musical-letteraria ma un marchio esistenziale e anti-borghese. “Ciò che cerco di fare io è smontare un linguaggio e rimontarlo in modi differenti, senza fare differenza fra segmenti lirici e musicali, per reinventare queste tessere in altri nuovi puzzle”. Così come si reinventano lui e i personaggi delle sue canzoni ricomponendo un repertorio di biografie distrutte in canzoni da opporre alla normalità e all’ordinario. Lasciando a chi ascolta la vibrazione e il lucore di vite morse fino in fondo.

Contatti:

INTERBEAT RECORDS
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Giuseppe Novelli, Trentotto

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Il medico cantautore che scrive di vita e di possibilità di amore e di umanità

Le domande senza risposta ed i desideri che affiorano proprio il giorno del tuo compleanno. Il bilancio senza filtri di un ragazzo di 38 anni con la barba “sale e pepe”a cui iniziano a dare del “lei”.

In promozione il brano dal titolo Trentotto estratto dall’album Alti e colorati un disco di un pop d’autore pulito e sincero.
In rete anche il videoclip.

Chirurgo e cantautore. E la formula torna a ricordarci i grandi professionisti della storia della canzone d’autore italiana. Lui, marchigiano di nascita e di origini gelosamente custodite in ogni parola che canta, è Giuseppe Novelli, medico chirurgo ma anche e soprattutto cantautore per devozione. Ed è la devozione alla sua terra e alla vita in se che non risparmia tempo e spazio per concedere voce alla poesia che ha di dentro. Il suo terzo lavoro è “Alti e colorati” pubblicato la scorsa primavera per la Interbeat. E sono canzoni che a loro modo indagano sulle origini ed è proprio dalle origini dell’arte italiana di fare pop leggero si innalzano le le strutture portanti di questi 10 inediti anticipati dalla title track “Alti e colorati” .

Un disco a cui restituire il tempo dell’ascolto, che cura e coccola il significato delle parole e godere a pieno di quel piglio leggero con cui Novelli sa incastonarle dentro melodie pulite e senza presunzione di suono e di voce.

Nell’era dell’indie digitale tornano a restituire aria fresca e depurata dischi come questo che cercano nella semplicità il vero valore del peso poetico e cantautorale.

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