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Fini regala il grande cinema

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

Dal 3 maggio al 16 luglio 2019 Fini mette in palio premi giornalieri e ad estrazione finale due week end per assaporare la magica atmosfera di Venezia durante il periodo del Festival del Cinema.

“VINCI IL GRANDE CINEMA, CON I GRANRIPIENI” è il concorso a premi con cui Fini pasta fresca apre le porte del grande cinema invitando tutti i consumatori della linea “I Granripieni” a sfidare la fortuna.

Dal 3 maggio fino al 16 luglio 2019, tutti coloro che acquisteranno una confezione de “I Granripieni” Fini troveranno un codice per partecipare e scoprire subito se avranno vinto. Basterà soltanto accedere al sito www.vinciilgrandecinema.it, inserire i propri dati e poi il codice riportato nello sticker posizionato sulla confezione del prodotto acquistato.

Ogni giorno verrà estratto un nominativo che si aggiudicherà una Gift Card Netflix del valore di € 50,00, per un totale di 75 card distribuite in tre estrazioni periodiche: il 14 giugno, il 15 luglio e il 31 luglio.

Mentre l’estrazione finale, dedicata a tutti coloro che avranno partecipato al concorso, premierà due fortunate coppie di persone che potranno godersi l’esperienza unica del week end a Venezia durante il periodo del Festival del Cinema con una cena esclusiva presso la terrazza dello chef internazionale Tino Vettorello.

www.nonsolobuono.it

Streaming illegale: il gioco vale la candela?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Film, Internet, TV

Lo streaming audiovisivo tramite siti illegali si sta diffondendo a rotta di collo in tutta Europa e l’Italia non fa eccezione. Al di là del mero aspetto legale, fruire di contenuti accessibili tramite pirateria audiovisiva é particolarmente rischioso per i singoli e per le aziende.

La trasmissione dell’ultima stagione della serie TV cult Game of Thrones é stata per milioni di utenti in tutto il mondo motivo di ricorso allo streaming illegale. In termini di sicurezza informatica, i rischi della pirateria audiovisiva sono spesso sottovalutati. Chiudere i pop-up o non scaricare applicazioni Adobe fasulle non rende immuni alle minacce.

Due internauti su tre si avvalgono della pirateria audiovisiva

Sia ben chiaro, lo streaming, ovvero la possibilità di guardare e ascoltare programmi online senza doverli scaricare non è illegale di per sé. Grandi fornitori di contenuti audiovideo online come YouTube, Deezer, Netflix, ecc., propongono questa modalità di fruizione dei contenuti. Tuttavia, sono numerosissime le piattaforme IPTV che forniscono al pubblico programmi, film e serie TV senza alcuna autorizzazione. Secondo l’ultimo rapporto Fapav (Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali) risalente al luglio 2018 due internauti su tre si sono avvalsi almeno una volta di piattaforme fraudolente, con un mancato incasso per l’industria ancora nel 2017 di circa 617 milioni di euro e un danno di oltre un miliardo per l’intera economia italiana.

Streaming, un vettore chiave per la diffusione dei malware

Oltre alla possibile multa (fino a ca. 2070 € – art . 171 lett. a-bis) per la fruizione, senza scopo di lucro s’intende, di contenuti audiovisivi rubati, il rischio informatico per gli utente diventa davvero ragguardevole se tali contenuti vanno scaricati. Un dato di fatto confermato dalla stessa Fapav nello studio sul prezzo della gratuità pubblicato il mese scorso, dove la Federazione sottolinea “i pluricitati siti di streaming illegali rappresentano dei veri e propri avamposti dell’illegalità, fungendo da esca per i malcapitati. L’utente che viene attratto dai loro contenuti ha una probabilità nettamente superiore rispetto agli altri di scaricare inavvertitamente virus e malware”.

La minaccia ha ripercussioni ancora maggiori se ad avvalersi dello streaming é un impiegato che accede a queste piattaforme con il PC / notebook aziendale. “In questo frangente risulta essenziale ricordare che buona parte degli incidenti informatici hanno luogo per l’uso promiscuo degli strumenti aziendali, attraverso cui si favorisce l’accesso di eventuali malware che hanno infettato il PC alle risorse di rete e quindi ai server dell’azienda, con conseguenze che speriamo siano ben note a tutti”, commenta Marco Genovese, Product Manager Network Security di Stormshield.

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Marco Genovese, Product Manager Stormshield Network Security

Meccanismi di attacco di varia natura

Le tecniche sfruttate dai cybercriminali per la diffusione di malware tramite siti di streaming illegale sono numerosissime. Dalle attività di phishing possibili attirando l’utente su piattaforme che replicano in maniera esatta siti originali (stesso design, stesso tipo di carattere o indirizzo web identico o quanto meno simile) con il conseguente furto dei dati personali, all’infezione tramite malware o software per il criptomining a posteriori dell’installazione di un’applicazione gratuita per lo streaming in tempo reale o per la connessione peer-to-peer. Piattaforme molto note come Cacaoweb o PopCorn Time sono state spesso oggetto di numerose discussioni nella comunità cyber.

Un altro rischio da non ignorare é costituito dall’uso di Flash Player, un lettore multimediale estremamente vulnerabile, ora bannato sia da Apple sia da Microsoft e tecnologia sostituita con HTML5, WebP o WebM – ritenute più sicure, fatte salvo le vulnerabilità rilevate anche per queste.

Ancora più subdola la tecnica dei messaggi fasulli che portano l’utente a cliccare su un pop-up che invita a scaricare un software di sicurezza. “Il principio é chiaro” spiega Genovese. “Questi messaggi di errore fasulli fanno credere all’utente di avere un problema tecnico e incitano a scaricare un antivirus”, che ovviamente un antivirus non é.

Per finire, sempre più spesso si assiste ad un assottigliamento della linea tra lo streaming in tempo reale e lo scaricamento pirata di contenuti audiovisivi. Alcune applicazioni per lo streaming suggeriscono sempre più spesso di scaricare episodi o programmi sul proprio computer. In questo caso occorre fare massima attenzione, fin troppo elevata la percentuale di file che contengono adware o applicazioni che scaricano altri eseguibili sul PC all’insaputa dell’utente. Quindi, oltre a ricevere una versione della trasmissione magari sfuocata, con sottotitoli non sincronizzati e di pessima qualità, si rischia di scaricare malware in confezione famiglia.

Per proteggersi occorre consapevolezza

“Per limitare i rischi dovuti alla fruizione dei siti di pirateria audiovisiva con dispositivi aziendali, i firewall UTM (Unified Threat Management) forniscono un primo livello di protezione. Integrano infatti un filtro web che, se di nuova generazione, blocca i siti di streaming attraverso una classificazione dinamica che ha luogo nel cloud. Altre funzioni, come il sandboxing o l’IP reputation, o gli stessi report sull’utilizzo della banda dei singoli host, assicurano ulteriore protezione contro le infezioni diffuse attraverso alcuni di questi siti”, illustra Genovese.

Esistono anche applicazioni di sicurezza che proteggono l’utente contro lo sfruttamento di vulnerabilità del browser. “Gli HIPS (Host Based Intrusion Prevention System) identificano in maniera affidabile comportamenti anomali che agli occhi degli utenti risultano del tutto normali”, spiega Genovese. Tuttavia la miglior difesa è che essi comprendano che se lo streaming illegale costituisce da un lato una chiara violazione delle normative, dall’altro è davvero pericoloso.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

G DATA avvisa: il nuovo ransomware Manamecrypt usa vettori di infezione non convenzionali e blocca noti antivirus

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia, Tecnologia Personale

Il trojan che cifra i dati, a cui ci si riferisce anche con il nome di CryptoHost, si diffonde attraverso software altrimenti legittimi.
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I G DATA Security Labs hanno identificato Manamecrypt un nuovo ransomware noto anche come CryptoHost. Questo nuovo malware non solo cifra i file ma blocca anche il funzionamento di determinate applicazioni che presentano stringhe particolari nel nome del rispettivo processo. Inoltre viene veicolato in modo decisamente atipico per questa tipologia di minacce: si presenta in “bundle” con software altrimenti legittimi e viene installato insieme all’applicazione manipolata. Le soluzioni G DATA riconoscono e rimuovono questo malware.

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Vettore di infezione e attività atipici

Ciò che rende Manamecrypt fondamentalmene differente dai tipici malware che cifrano i file, di cui abbiamo sentito parlare nelle scorse settimane, è che il campione analizzato non si diffonde tramite mail o exploit kit bensì attraverso software legittimi, può quindi essere classificato come classico trojan. Il bundle consiste di un client µTorrent legittimo, adeguatamente firmato e correttamente funzionante, che reca con sé la componente nociva “on top”.

Anche il comportamento del malware una volta installato è differente da altri ransomware, tra cui Locky,Petya o Teslacrypt, ampiamente trattati dai media di settore nelle scorse settimane. Manamecrypt seleziona i file che vuole cifrare e li copia in un file con estensione .RAR (un tipo di file compresso, simile a .ZIP), cifrando questo archivio con una password. I file originali vengono cancellati.

Inoltre le applicazioni con specifiche stringhe nel nome del processo (tra cui alcune soluzioni di sicurezza di terzi) vengono bloccate con il seguente avviso:

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Interessanti anche le stringhe colpite dal ransomare:

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Per ulteriori dettagli sui tipi di file cifrati e altre informazioni su questo nuovo malware, pregasi consultare l’articolo completo sul G DATA SecurityBlog: https://blog.gdatasoftware.com/2016/04/28234-manamecrypt-a-ransomware-that-takes-a-different-route

Come prevenire infezioni

  • Installare una soluzione di sicurezza che include uno scanner anti-malware e tecnologie proattive per l’identificazione di minacce sconosciute
  • Il software dovrebbe essere scaricato esclusivamente dalla pagina ufficiale dei rispettivi produttori
  • E’ importante effettuare regolarmente backup di documenti e dati importanti
  • Le applicazioni installate vanno aggiornate rapidamente, non appena è disponibile l’aggiornamento da parte del produttore
  • Esaminare con cautela le email ricevute da sconosciuti.

Chi è G DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l’inventore dei software antivirus. L’azienda, fondata nel 1985 a Bochum, più di 28 anni fa sviluppò il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati hanno dimostrato che la IT security “Made in Germany” offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.

Dal 2005 la fondazione Stiftung Warentest si occupa di testare i prodotti di sicurezza informatica. In tutti e sette i test, condotti dal 2005 al 2014, G DATA ha sempre ottenuto il miglior punteggio per il rilevamento virus. Nei test comparativi di AV-TEST, G DATA ottiene regolarmente i migliori risultati in termini di individuazione di malware.

Anche a livello internazionale InternetSecurity di G DATA è stato eletto miglior pacchetto di sicurezza per Internet da riviste specialistiche indipendenti in diversi Paesi, tra cui Australia, Austria, Belgio, Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti.

In Italia la soluzione G DATA Internet Security è stata insignita per il quarto anno consecutivo del bollino “Miglior Acquisto” di Altroconsumo. L’azienda ha collaborato altresì con Assintel all’elaborazione del notissimo Report, giunto, nel 2015, alla sua decima edizione e alla stesura del Security Report 2015 del Clusit. G DATA è altresì partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati ed è partner esclusivo di Microsoft per la messa in sicurezza del Microsoft Cloud tedesco.

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Il manager di Agenzia Promoter agente dei vip Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in ambito artistico-culturale, intervistato sul rivoluzionario modello americano Netflix alla conquista del mondo dell’editoria

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, Dal Mondo, Libri, Opinioni / Editoriale

1) Che idea si è fatto su questo modello del gruppo americano Netflix, improntato per conquistare anche il mondo editoriale?

Premetto, che l’avvento di internet ha già di per se’ rivoluzionato il modo di accedere ai contenuti culturali in generale, apportando un approccio diverso per tutti noi. Di rimando risulta plausibile, che il modello del gruppo americano Netflix, utilizzato da varie start up, che permettono ai propri utenti di accedere a una libreria on line sempre aggiornata con migliaia di titoli a scelta libera di lettura, possa ottenere un ampio riscontro di consenso da un target crescente di fruitori nel mondo. Teniamo conto, che Netflix in USA ha 31 milioni di abbonati e nelle ore di punta occupa fino al 32% di traffico nella rete del Nord America, il doppio di quello di You Tube.

2) Quali vantaggi ritiene possano derivare da questo sistema rivoluzionario applicato all’editoria?

Potrebbe offrire un modello di business commerciale, orientato a fare risparmiare il lettore a livello economico nell’acquisto dei libri cartacei, garantendo un costo d’abbonamento in rete modico, ma restando comunque vantaggioso per tutelare gli interessi degli editori e degli autori dei testi pubblicati on line. In tale prospettiva, sarebbe un equilibrio di reciproca convenienza tra -consumatore e fornitore- positivamente congeniato.

3) Quali invece potrebbero essere i rischi di mercato innescati da questo modello?

Potrebbe intaccare negativamente il mercato cartaceo dei libri, già duramente colpito dalla crisi finanziaria globale e provocarne un tracollo ulteriore. Poi nell’evoluzione dell’industria libraria i grandi editori temono, che un abbonamento mensile troppo a basso costo possa fare precipitare il prezzo di copertina degli ebook, causando un grave danno all’intero comparto.