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Riscoprire le vecchia tradizioni al Borgo Pallavicini Mori, situato alle porte di Roma

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Aziende, Gastronomia e Cucina, Turismo

A pochi minuti dal cuore di Roma, tra la meravigliosa piana del Tevere e le suggestive colline a Nord della Capitale, ricche di boschi secolari e vasti campi caratterizzati da affascinanti colori che mutano con l’avvicendarsi delle stagioni, si trova l’agriturismo “Borgo Pallavicini Mori” una tenuta agricola, un tempo appartenuta agli Altieri e successivamente alla famiglia Pallavicini Mori.

Il Borgo ospita oggi un accogliente luogo circondato da maestosi alberi di quercia e testimonianze delle civiltà etrusca e romana. In epoca antica erano presenti, come oggi, ampie coltivazioni di cereali, ville rustiche e fattorie.

Gli ospiti si troveranno immediatamente in un connubio tra natura e ospitalità a pochissimi passi da Roma e dai principali snodi stradali e autostradali. Il risveglio del mattino sarà accompagnato dal cinguettio di numerosi tipi di uccelli e da una sensazione di benessere e tranquillità.

I casali che ospitano le sue dodici camere sono denominati con gli antichi nomi usati nel territorio: Procoio, Fontanaccio e Polverino, il cui arredamento è stato creato con ricercata cura dei particolari al fine di rendere il soggiorno gradevole e confortevole.

Alcune camere si affacciano su un’incantevole corte interna con un antico fontanile, nonchè sui vari scorci della collina, sulle antiche grotte di epoca etrusca e sulla valle del Tevere.

Il Ristorante Pallavicini ha chiari richiami a tempi antichi in una cornice moderna, con opere d’arte di rara importanza, adatto ad ospitare anche grandi eventi. Dalle sue vetrate si viene catturati dalla natura circostante mentre si possono gustare piatti della tradizionale cucina regionale e mediterranea con selezionati prodotti tipici, alcuni di produzione propria.

La Sala Altieri e la Sala Pallavicini, in un contesto tra antico e moderno, sono delle ampie sale che si adattano ad ospitare matrimoni, meetings, conventions ed ogni tipo di evento con l’ausilio di moderne attrezzature. La prima puo’ ospitare fino a  180 persone, la seconda fino a 140.

Una location da sogno per il giorno più bello. Circondato da querce secolari il Borgo Pallavicini Mori puo’ accogliere il ricevimento dei propri sogni; Puo’ essere anche punto d’incontro per convention, team building, cene ed aperitivi offrendo sempre il giusto standard per eventi bussiness.

Oltre il Bar del Tino appare accanto ad una antica fienilessa, quasi come una sorpresa, una piscina circondata da ulivi con affaccio sulla collina dove, a seconda della stagione, si alternano le varie colture.

L’Area Spa Grotta della Regina deve il proprio nome alla vicina cavità nota alle fonti storiche, utilizzata prima dagli etruschi e poi dai romani e ancora esistente. All’interno di un piccolo casale è presente una confortevole cabina sauna ed un moderno bagno turco, mentre all’esterno una terrazza permette di gustarsi momenti di relax e quiete tra i profumi della vegetazione, senza mai perdere il contatto con la natura che di per sé è bellezza.

Il noto fotografo-documentarista Luca Bracali presenta Il respiro della natura.

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Cultura, Fotografia, Italia, Lifestyle, Viaggi

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il Respiro della Natura (The Breath of Nature) di Luca Bracali

Il Respiro della Natura (The Breath of Nature) è l’ultimo lavoro del pluripremiato fotografo e documentarista Luca Bracali. L’opera è divisa in due volumi cartonati (Vol. 1 Un viaggio dall’Alaska allo Zambia; Vol. 2 Romiti Vivai: La tradizione secolare del vivaio toscano nel mondo) raccolti in un cofanetto di pregio, e presentati nelle lingue italiano, inglese, francese e tedesco. Una selezione di più di 250 fotografie che permettono di viaggiare da un capo all’altro del mondo, e che offrono uno sguardo privilegiato sulle meraviglie del regno vegetale. Un cammino di bellezza ma anche di consapevolezza, per un artista che ha sempre messo al centro del suo lavoro l’importanza di rispettare il patrimonio naturale del nostro Pianeta, e la necessità di agire attivamente per la sua salvaguardia.

Titolo: Il Respiro della Natura (The Breath of Nature)

Autore: Luca Bracali

Genere: Fotografico

Casa Editrice: Silvana Editoriale

Pagine: Vol. 1: 160; Vol. 2: 192

Codice ISBN: 978-88-366-3888-8

«[…] Che li si voglia chiamare guardiani silenziosi della vita, oppure amici silenziosi dell’uomo, gli alberi abitano la terra da 400 milioni di anni, iniziando ben prima della razza umana il proprio ciclo vitale. Proprio per questa ragione l’uomo dovrebbe imparare a rispettarli e, ancor prima, ad amarli. Come fossero i nostri genitori».

Luca Bracali presenta l’opera Il Respiro della Natura (The Breath of Nature), un viaggio visivo e insieme emozionale intorno al globo terracqueo, che racconta in più di 250 fotografie il regno vegetale nella sua bellezza e varietà, nella sua forza e fragilità. Il fotografo, documentarista, giornalista ed esploratore toscano propone meravigliose immagini di alberi, piante e foreste, espressione della potenza e della perfezione della natura, troppo spesso testimoni muti della cattiveria umana. Fotografie che evocano pace, fotografie drammatiche, fotografie di animali che convivono con il mondo vegetale; alberi in fiore, alberi secchi, colti al tramonto o in piena luce, piccoli arbusti o maestosi Baobab, piante immerse nell’acqua, tenaci tra i ghiacci, solitarie nel deserto. Attraverso le fotografie naturalistiche di Luca Bracali è possibile ammirare la vita nelle sue infinite e variopinte sfumature, quella stessa vita che gli alberi contribuiscono a proteggere con il loro incessante e prezioso lavoro. Spesso si dimentica che la nostra esistenza è possibile anche grazie al processo di fotosintesi delle piante, che sottrae anidride carbonica all’atmosfera, rendendo l’aria che respiriamo compatibile con la vita; spesso si dimentica che rispettare il mondo vegetale, dalla più piccola pianta al più grande albero, significa rispettare il mondo intero che gentilmente ci ospita, e che ci fa prosperare. Luca Bracali non lo ha mai dimenticato, e nei suoi tredici libri fotografici porta avanti la sua missione di salvaguardia del Pianeta Terra, e di sensibilizzazione sullo sfruttamento insensato delle sue risorse. Un artista profondamente attento alle tematiche ambientali, in particolare ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale, che tramite le sue opere, le mostre e le conferenze condivide la bellezza del mondo che ha conosciuto nei suoi viaggi di esplorazione attraverso 141 paesi, dall’Alaska allo Zambia, in terre inospitali e in paradisi terrestri, in foreste pluviali e tra i ghiacciai dell’Antartide. “Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto”, ha detto Rabindranath Tagore, e Bracali ci chiede di ascoltare a nostra volta quella flebile voce che invoca aiuto e comprensione. Dalla sua opera: “Mai l’azione antropica sul territorio è stata così evidente e di così forte impatto come negli ultimi 30 anni, tanto da generare importanti, e probabilmente irreversibili, cambiamenti climatici. L’atmosfera è satura di gas serra, la terra respira con maggior fatica, le temperature a livello globale aumentano, gli oceani si riscaldano, i ghiacci si fondono”. Una tragica realtà di cui il fotografo porta testimonianza nelle numerose interviste che gli vengono rivolte (si ricordano quelle per Rai1/Unomattina, per Rai2/Tg2 Storie, per Rai3/Alle falde del Kilimangiaro e per Tv2000/Il mondo insieme) e soprattutto nei suoi documentari proposti dalle reti Rai e nei suoi reportage per diverse riviste specializzate tra cui il National Geographic, che gli sono valsi molti premi e riconoscimenti internazionali nel corso della sua carriera trentennale.

INFORMAZIONI IL RESPIRO DELLA NATURA (THE BREATH OF NATURE):

Volume 1 – Un viaggio dall’Alaska allo Zambia

(160 pagine, 140 foto)

Gli alberi sono i protagonisti dell’ultimo lavoro di Luca Bracali, fotografati in quaranta paesi nei suoi venticinque anni di lavoro e di esplorazione del Pianeta Terra. Dai testi critici che corredano l’apparato iconografico emerge quanto sia vitale per l’essere umano il patrimonio rappresentato dalle foreste, filtri naturali per purificare l’aria dall’anidride carbonica, e quanto esso sia in grave pericolo a causa di attività antropiche miopi e scellerate. Luca Bracali lancia quindi un allarme forte e deciso con le sue fotografie per sensibilizzare sulla deforestazione e sugli effetti del riscaldamento globale, proponendo una immediata e drastica riduzione delle emissioni di CO2 e la riforestazione del pianeta (secondo una stima, per scongiurare la catastrofe ecologica si dovrebbero piantare quattro alberi l’anno per almeno vent’anni per ogni abitante della Terra). Si può rispettare, amare e salvare solo ciò che si conosce: per questo il valore dell’opera va ben oltre l’indiscusso impatto estetico e artistico, e arriva ad assumere una fondamentale valenza educativa.

Volume 2 – Romiti Vivai: La tradizione secolare del vivaio toscano nel mondo

(192 pagine, 160 foto)

In questo volume si racconta la realtà della “Romiti Vivai”, fulgido esempio del successo del vivaismo toscano in tutto il mondo. Oltre alla storia dell’azienda, nel volume sono dettagliatamente esposte tutte le varie fasi della coltivazione in vivaio: dalla preparazione dei terreni fino alla spedizione delle piante; dagli innesti alle invasature; dalle colture protette all’arte topiaria. Il tutto accuratamente illustrato dalle suggestive fotografie di Luca Bracali, che offrono un ritratto dal quale traspare tutta la passione e l’impegno di chi coltiva le piante nel rispetto della migliore tradizione delle terre di Toscana.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Luca Bracali (Pistoia, 1965) è un fotografo, esploratore, documentarista, giornalista e docente. Ha viaggiato in 141 paesi per realizzare i suoi reportage, ha pubblicato numerosi articoli su riviste di viaggi e di cultura, e ha firmato quindici servizi su National Geographic. È autore di tredici libri e vincitore di diversi premi in concorsi fotografici internazionali, tra i quali si ricordano nel 2017 Travel Photographer of the Year, Menzione speciale categoria “Earth & Climate” e nel 2018 TIFA Photography Awards, Silver winner categoria “Nature-Aerial”. Tra le sue opere si menzionano: I colori del viaggio (Gli Ori, 2006), SOS Pianeta Terra (Mondadori Electa, 2010), Fantasie della Terra (Zerotre, 2015), Myanmar. The true essence (Zerotre, 2015), Pianeta Terra. Un mondo da salvare (Silvana, 2016), Rapa Nui. Genesi di un restauro fra storia, leggende e misteri (Lorenzo De Medici Press, 2017), Il respiro della natura (Silvana, 2018). Nel 2010 debutta nel mondo della fine-art photography, e le sue immagini vengono esposte, in mostre personali, in più di cinquanta musei e gallerie di Roma, Milano, Bologna, Napoli, Sofia, Kiev, Odessa, Copenaghen, Yangon, Montreal, New York e Bruxelles (mostra “Arctic under attack” nella sala espositiva del Parlamento Europeo, 2017). Molto sensibile ai problemi ambientali, in primis lo scioglimento dei ghiacciai e il riscaldamento globale, contribuisce attivamente a queste importanti cause attraverso progetti fotografici in Antartide e in Artide. Collabora con i ricercatori polari dell’università di Fairbanks in Alaska e della base russa di Barneo, punto di partenza per la sua eco-spedizione che lo porterà, nel 2009, ad essere l’unico reporter a raggiungere il Polo Nord geografico sugli sci in autosufficienza alimentare e logistica. Sarà inoltre tra i primi ad accedere allo Svalbard Global Seed Vault, nelle isole Svalbard. Dal 2008 è membro di APECS (Association of Polar Early Career Scientists) per i suoi contributi mediatici e scientifici legati all’ambiente. Dal 2017 diviene ambasciatore dell’associazione no-profit “Salviamo il Pianeta”. Come regista e documentarista lavora dal 2011 per i canali Rai: per Rai1 cura la regia della rubrica “Easy Driver” ed è presente su Uno Mattina con il format “Un mondo da amare”; su Rai2 cura per il programma Niagara la serie di reportage “Cacciatore di emozioni”; su Rai3 presenta i suoi documentari nel programma Kilimangiaro. È inoltre autore, produttore e regista del progetto “Planet Explorer”, un live-tour fotografico e video, pensato appositamente per il web, che nel 2017 giunge alla sua undicesima edizione. Ha insegnato fotografia ai corsi Academy Passion Suite di Canon, per poi diventare Ambassador per Fujifilm. Ha tenuto nel 2017 il ciclo di conferenze “Global Warming” presso l’Università Bocconi di Milano, il Museo di Storia Naturale di Milano, l’Università di Pisa e la Concordia University a Montreal, e nel 2018 il ciclo di conferenze “Wildlife e Artico” presso l’Ospedale Meyer di Firenze e il Museo di Storia Naturale di Pisa. È autore della copertina de L’ultima Thule, lavoro discografico di Francesco Guccini. Il Minor Planet Center di Cambridge ha inoltre intitolato a suo nome il 198.616esimo asteroide scoperto.

https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Bracali

ALTRE OPERE FOTOGRAFICHE DI LUCA BRACALI

Myanmar. The true essence (Zerotre, 2015) Era la fine dell’ottocento e, in Letters from the East, Rudyard Kipling scriveva: «Questa è la Birmania, ed è diversa da ogni altra terra che tu possa aver conosciuto». Lo scrittore inglese aveva sintetizzato in questo modo la straordinarietà di un Paese che ha continuato ad ispirare romanzieri e registi, affascinati da un territorio punteggiato da migliaia di pagode, abitato da più di cento gruppi etnici e caratterizzato da differenze culturali e usanze immutate nel tempo. Un Paese che ha saputo, ancora oggi, conservare intatta la propria autenticità. In questo volume Luca Bracali firma il suo Myanmar, attraverso centosettanta foto che ne raccontano la vera essenza. Immagine dopo immagine, scorrono storia e leggende di monumenti millenari, si percepisce la profonda spiritualità che avvolge il Paese, viene data vita ai volti del suo popolo gentile, sapientemente scolpiti dalla luce, ed è documentato il complesso tessuto sociale in cui anche il cibo riveste un significato simbolico e relazionale. A concludere il volume un capitolo dedicato a due tradizioni in via di estinzione, con immagini suggestive e ricche di pathos sulle ultime rappresentanti di un mondo femminile che porta sul proprio corpo i segni indelebili di riti tribali.

Pianeta Terra. Un mondo da salvare (Silvana Editoriale, 2016) Il libro raccoglie cinquanta scatti dedicati alla bellezza e alla fragilità del Pianeta Terra: le fotografie potenti e scenografiche di Luca Bracali invitano a riflettere sull’immenso patrimonio naturale che ci è stato tramandato, oggi minacciato dalle attività umane, dall’inquinamento, dalle deforestazioni e dall’estrazione intensiva delle materie prime. Il volume è corredato da un testo dell’ambientalista Marco Bresci, il quale propone un “Codice per l’Umanità” che indica i comportamenti necessari per conservare al meglio l’ambiente mondiale, e consegnarlo il più possibile in salute alle generazioni future. Particolare attenzione è riservata alle aree artiche, le più sensibili ai cambiamenti climatici e all’inquinamento.

Rapa Nui. Genesi di un restauro fra storia, leggende e misteri (Lorenzo De Medici Press, 2017) Le immagini di Luca Bracali raccontano una terra di una bellezza primordiale: i colori del mare, della roccia, dell’erba e del cielo sono profondi, vitali; lo spazio è aperto ovunque si posi lo sguardo, senza confini, illimitato. Il lettore [o lo spettatore?] percepisce nettamente un forte senso di libertà allo stato puro che è quasi inebriante. E su questo scenario, improvvisamente, compaiono i Moai, che sembrano sorgere, emergere dalle viscere della terra, risvegliandosi e sollevandosi, pronti a parlare, finalmente, a raccontarci la loro verità. Ma per comprendere pienamente l’importanza di un restauro come quello dei Moai dell’Isola di Pasqua è necessario partire dal passato per capire quando, come e perché furono costruiti questi giganteschi monoliti, e con quali conseguenze, a breve e lungo termine. Per arrivare a ciò Giuseppe De Ceglie rilegge il passato dell’isola, sia attingendo ai resoconti diretti dei primi esploratori occidentali che entrarono in contatto con la civiltà Rapanui, ma soprattutto analizzando i risultati delle ricerche svolte con i nuovi strumenti di analisi, che la scienza ha messo a punto per indagare anche laddove i fatti non sono scritti con l’alfabeto degli uomini. Prende così forma una verità diversa, che muta la nostra percezione di questo popolo vissuto per secoli lontano da tutto, sospeso tra leggende e misteri. Questo non è semplicemente un restauro di statue di pietra, ma di una immensa memoria, della storia; si tratta di salvare il passato per garantire il futuro.

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FRANCESCO CAMIN: “PALINDROMI”, UN DISCO CHE GERMOGLIA

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Arriva il 19 giugno il progetto alternative-pop del cantautore trentino che concilia musica e natura in un connubio dove Terra e Anima sono i due volti di una stessa medaglia.

«Sono innamorato degli alberi, li ho studiati durante il mio percorso accademico in campo scientifico e di recente ho voluto sviluppare un’idea che li metta in luce da un nuovo punto di vista, che li veda molto più vicino a noi di quanto siamo abituati a pensare, molto più “insegnanti” di quanto siamo abituati a pensare. Credo che ognuno di noi sia profondamente connesso con ciò che lo circonda e il mio intento è ritrovare questa connessione, nello specifico appunto verso gli alberi. Con il mio disco voglio quindi raccontare questo mio amore e questa mia visione delle cose, e nel concreto sto facendo crescere nuove piante in Africa e Sud America attraverso la mia musica per dare il mio seppur piccolo contributo alla riforestazione della nostra Terra, ho poi aperto un blog e videoblog in cui racconto le piante da un punto di vista più calato nel nostro quotidiano, cercando dei parallelismi con l’uomo. Infine all’interno del mio album ci sarà un disco di carta intrisa di semi, che germoglia davvero se messo sotto terra». Francesco Camin

Il disco è stato registrato tra ottobre 2016 e marzo 2017 negli studi “Metrò Rec” di Riva del Garda (TN) e “La Forge Creative Chambers” di Provaglio d’Iseo (BS).

TRACK BY TRACK

Tartarughe

“Mi sono divertito a pensare cosa succederebbe se nella realtà che conosciamo, tutto d’un tratto, sparissero gli uomini lasciando la loro eredità di vizi, soprusi e arrivismi, agli animali e alle piante.

Poi ho pensato: se invece gli uomini non sparissero, ma cominciassimo a guardarli da un punto di vista più “animalesco” che immagini si formerebbero davanti ai nostri occhi? Ci sono due chiavi di lettura all’interno di questa canzone: la prima racconta di un mondo in cui gli animali e le piante si riprendono il posto di dominatori del Pianeta, ma solo dopo aver “imparato e acquisito” i difetti della natura umana. La seconda invece racconta il mondo che vediamo ogni giorno, e che non necessita di ulteriori descrizioni”.

Palindromi

“Il mondo, visto dalla finestra aperta di una camera, sta lentamente crollando su se stesso. Il rumore di televisioni, chiacchiere, illusioni e battaglie, è assordante, ma sotto questo frastuono due anime in silenziosa complicità si assaporano e vivono l’una con l’altra, unendosi nel profondo attraverso l’amore puro, fino a diventare un’unica forma. Con questa unione, anche fisica, i due diventano uno. Quando due persone sono nell’amore vero rimangono distinte ma unite, e si possono così “leggere” in entrambe le direzioni, diventando un vero e proprio palindromo vivente”.

Abisso

“A volte parlando con qualcuno non riesco a dire le cose come stanno, senza fronzoli, in particolare se a questo qualcuno voglio bene davvero. Già, è un paradosso. Abisso l’ho scritta per me, per tutte le volte in cui non riesco a dire le cose in faccia, per tutte le volte in cui la paura mi morde, per tutte le volte in cui mi dimentico di me. Ecco, l’ho scritta per ricordarmi di me, o per provarci almeno”.

Tasche

“Tasche è una richiesta di aiuto. Ci sono cose che non dico mai, che voglio tenere segrete agli occhi degli altri, e forse anche ai miei. Sono i demoni, le paure, i mostri, il passato. Sono il mio piombo. Tutto quello che mi appesantisce, che riempie le mie tasche e mi tiene ancorato sul fondo di un mare limpido che sarebbe bellissimo esplorare leggero e senza timori. L’unica cosa che può svuotare le mie tasche e farmi nuotare con le balene è l’amore, non inteso come amore per un’altra persona o come amore sdolcinato e romantico, ma come sola e unica verità esistente nell’universo e quindi nella vita di ognuno di noi”.

Verde

“Fino a quel giorno io ero color cielo, fino a quel giorno tu eri color miele.

Ci siamo sfiorati, ora siamo entrambi verdi. Per sempre”.

Dovrei

“Dovrei fare questo, dovrei fare quello. Me lo sarò ripetuto migliaia di volte, da diversi anni ormai! Alcuni “dovrei” si sono trasformati in realtà, altri sono ancora solo embrioni. Ma uno in particolare di questi “dovrei” mi sta a cuore, e cerco di metterlo in pratica nel mio quotidiano: il cambio di prospettiva. Credo che l’unico modo che ho per vivere davvero sia il cambio di prospettiva, l’annullamento di ciò che credo, l’abbattimento giornaliero dei dogmi e delle certezze accumulate nella mia esperienza. Mettere a tacere la mente per lasciare spazio all’anima, che sicuramente offre la visione di ciò che è, e non di ciò che sembra”.

Le cose semplici

“Questa canzone l’ho scritta diversi anni fa, si discosta un po’ dalle ambientazioni sonore del disco. Ha un andamento leggero e solare, un momento di luce e calore nella tracklist. Mi sono divertito a pensare a due persone, una che vive in maniera leggera, senza chiedersi troppe cose nella vita ma godendosi il presente, e l’altra invece che “il mondo intorno a se lo trasforma in radice di tre”, quindi complicandosi spesso l’esistenza.  Io personalmente non so quale parte interpreto, penso di essere entrambi i personaggi. Il finale dei ritornelli dice “mi piacciono le cose semplici, per questo non mi piaci tu”, credo che sia il mio “io” leggero e spensierato che si rivolge al mio “io” che a volte annaspa negli ingorghi della mente. Insomma, è una canzone schizofrenica”.

Un gioco

“Questa canzone è ispirata ad un testo scritto da Anna, una persona che mi è entrata nel cuore e che non ne uscirà più nonostante le nostre strade si siano separate. Non c’è molto da raccontare, penso che il testo si esprima da solo”.

PRODUZIONE ARTISTICA: Roberto La Fauci

REGISTRAZIONI E MIX: Marco Sirio Pivetti

ETICHETTA: Lady Lovely Label

DISTRIBUZIONE: Goodfellas

Pubblicazione album: 15 giugno 2018

BIO

Francesco Camin, 29 anni di Trento, scrive canzoni, attualmente fa il postino sulle montagne del Trentino.

Ama gli alberi e la loro vita silenziosa. È laureato in Scienze Forestali e Ambientali ma non ha mai voluto intraprendere una carriera lavorativa in quella direzione; il suo sentimento per i giganti verdi si esprime attraverso la musica che scrive, infatti ha deciso di fondere questi suoi due lati, utilizzando la sua musica come motore per un messaggio di riconnessione con la natura. Si è diplomato nel corso di composizione di musica leggera al CET di Mogol, è stato vincitore del Premio Lunezia Nuove Proposte e ha collaborato con Michele Mondella. Ha partecipato, successivamente, alle selezioni finali di Sanremo Nuove Proposte. Nel 2015 ha pubblicato un Ep di sei brani. Nel mese di ottobre 2017 è stato finalista del concorso “L’autore, il mestiere della musica” organizzato a Milano da Edizioni Curci Music Publishing e L’Officina della Musica e delle Parole. Recentemente ha lanciato un piccolo blog e videoblog in cui racconta gli alberi, considerandoli molto più? che semplici organismi muti.

Contatti e social

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Toscana Terra di Bellezza d’Arte e Natura

Scritto da florencetours il . Pubblicato in Arte, Cultura, Turismo, Viaggi

La Toscana è indubbiamente una delle regioni Italiane più visitate al mondo, la natura con i suoi paesaggi svaria dalla campagna ordinatamente gestita alla montagna giustamente incontaminata per arrivare alle coste bagnate dal mar Tirreno al quale si può accedere sia da comode spiagge sia da spettacolari scogliere a seconda delle zone.
La toscana offre moltissime possibilità di scelta in grado di soddisfare i gusti e le esigenze di tutti, accanto alle bellezze naturali che comprendano anche isole di assoluta bellezza come l’isola d’Elba troviamo le città d’arte più famose e apprezzate al mondo; Firenze che ha la più alta concentrazione al mondo di opere artistiche e architettoniche rinascimentali con i suoi capolavori universalmente riconosciuti rappresenta la punta di diamante di questa regione Italiana dove quotidianamente i turisti partecipano ai Florence tours organizzati per scoprire le mille bellezze di questa città.
Oltre a Firenze la toscana ha sul suo territorio altre città che se pur più piccole offrano bellezze artistiche di immenso valore come Siena conosciuta al mondo per la sua storica piazza del campo a forma di conchiglia e Pisa dove la sua torre pendente è divenuto uno dei simboli dell’Italia nel mondo.
La Toscana tutta è una regione nata da un passato glorioso di cui si trova traccia non solo nelle città d’arte più estese ma bensì sul tutto il territorio in un susseguirsi di borghi e piccole città medioevali rimaste intatte nel tempo che offrano al visitatore la possibilità di fare un salto nel passato unico nel suo genere.
A conferma di ciò un gran numero di stranieri facoltosi ha scelto questa regione come punto di riferimento fisso per trascorrere le proprie vacanze arrivando addirittura ad acquistare case e ville di proprietà dalle quali possano comodamente spostarsi e in poco tempo raggiungere le mille bellezze artistiche e naturali che questo luogo offre.
Un altro punto di forza della Toscana é la sua produzione enogastronomica i prodotti alimentari tipici di questa regione come i salumi, le carni e i formaggi ben si accompagnano con un produzione di vini che rappresenta una delle eccellenze Italiane nel mondo, in prossimità di Firenze tutta la zona del Chianti è considerata per i vini un marchio di assoluta qualità per la propria produzione vinicola che viene apprezzata e esportata in tutto il mondo.
La Toscana offre varietà di scelta anche per chi ama il mare, partendo da nord troviamo sulla costa Toscana la Versilia una zona incastonata tra il mar Tirreno e le montagne Apuane tra le prime in Italia a divenire località turistica balneare. Questa zona nel tempo è divenuta un esempio di equilibrio unico nel suo genere per quanto riguarda bellezza naturale e organizzazione ricettiva per il turismo, sia per quanto riguarda il mare che per quanto riguarda le zone montuose Apuane adiacenti, talmente vicine che nelle giornate limpide sembra quasi di poter toccare anche mentre si è immersi nelle acque del mar Tirreno.
Scendendo verso Sud dopo Livorno troviamo la costa degli Etruschi una località marina che offre spiagge e mare limpido apprezzata per la sua pineta che si spinge a ridosso del mare ed offre refrigerio e riparo nelle ore più calde, proseguendo verso Sud troviamo Grosseto e la costa della maremma ottimo punto di partenza per chi ama le vacanze in barca, in questa zona la costa comincia a presentare il suo aspetto più selvaggio con spiagge che si alternano a scogli e porti che ottimamente si addicano per gli spostamenti in barca e rappresentano un ottimo punto partenza per le bellissime isole Toscane come l’Elba e il Giglio.
L’Elba è la terza isola più estesa d’Italia con i suoi 220 chilometri quadrati come tutta la Toscana offre un alternanza continua di paesaggi e natura che variano dalle zone marine alle zone più elevate che nel suo punto massimo raggiungano i 1000 metri di altezza, caratteristici e suggestivi sono i porti e gli approdi per chi visita quest’isola con l’ausilio di una barca.

Il 16 luglio a La Thuile la terza tappa di Superenduro 2017

Scritto da HALO COMUNICAZIONE il . Pubblicato in Sport, Turismo

Dall’Umbria, al Trentino Alto Adige, passando per la Valle d’Aosta, l’Emilia-Romagna e la Liguria, il circuito Superenduro 2017 vedrà gli atleti impegnati in cinque competizioni. A La Thuile l’appuntamento è per il 16 luglio con la terza tappa del circuito di Superenduro. Sabato 15 luglio sono previste le prove libere e l’apertura dell’area espositiva.

La Thuile, località che nel 2016 ha vinto l’MTB Pinkbike Awards Enduro Race of the Year, è stata scelta nuovamente come sede della competizione perché i sentieri della Natural Trail Area oltre a soddisfare perfettamente i requisiti tecnici, rispondono anche  alle aspettative degli appassionati della disciplina dell’enduro in quanto sono percorsi immersi in ambienti incontaminati e selvaggi, capaci di regalare emozioni allo stato puro.

I migliori atleti italiani ed esteri si batteranno sul filo dei secondi nelle prove speciali della gara che si snoda sui sentieri e sulle mulattiere della MTB Natural Trail Area di La Thuile. Questi percorsi sono ricavati da vecchi camminamenti nel pieno rispetto dell’ambiente, senza traccia di elementi artificiali.

Il programma del weekend, prevede l’apertura dell’area espositiva e le prove libere per la giornata di sabato 15 luglio, mentre la gara domenica 16 luglio.

Più di 300 concorrenti, provenienti da diverse nazioni, oltre a tutti i principali team renderanno viva l’area paddock e il villaggio espositivo della manifestazione, che avrà sede in prossimità della partenza degli impianti di risalita, in località Entrèves a La Thuile.

Pubblico e appassionati avranno la possibilità di accedere ad alcune spettacolari sezioni del percorso per ammirare le capacità di guida dei biker e vedere da vicino meccanici e tecnici al lavoro sulle bici durante le diverse fasi della gara. Ma non solo, a partire da questa stagione, il Circuito Superenduro in collaborazione con BikeUp – evento fieristico leader nel settore delle bici a pedalata assistita – darà l’opportunità di testare numerosi modelli di E-Bike proponendo itinerari guidati alla scoperta delle bellezze del territorio.

 BikeUP Circus è un’occasione unica per vedere e provare le biciclette a pedalata assistita. L’integrazione di BikeUp Circus con l’area espositiva della manifestazione Superenduro darà vita a un grande Event Village sempre più attivo, dove prendere confidenza e arricchire la propria conoscenza del settore MTB a 360°, E-MTB compreso.

Il 15 e il 16 luglio, durante il BikeUP Circus,  verrà organizzato anche TrailUp, un’esperienza in e-bike attraverso la quale guide esperte accompagneranno i visitatori in un’escursione di mezza giornata secondo un format dal taglio squisitamente turistico. TrailUP è aperta a tutti ed è molto più di una prova di biciclette a pedalata assistita, è un’escursione in e-bike arricchita dalla scoperta delle peculiarità paesaggistiche, storiche, culturali ed enogastronomiche del territorio di La Thuile.

A La Thuile, il 1° luglio 2017 al via… La seconda edizione di La Thuile Trail

Scritto da HALO COMUNICAZIONE il . Pubblicato in Lifestyle, Turismo, Viaggi

Habitat selvaggio, natura generosa e accogliente, carattere eclettico, vera essenza della montagna. Uno straordinario patrimonio naturale e geologico da scoprire con il trail running.

La Thuile, l’1 luglio 2017, organizza la seconda edizione di “La Thuile Trail”. Un percorso di 25 Km con 1.800 metri di dislivello che permetterà ai trailer di conoscere il territorio, di imbattersi in importanti testimonianze storiche e di godere di scorci panoramici mozzafiato.

Il tracciato, che parte in paese, in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, attraversa le frazioni del Thovex e del Buic, si inerpica nel bosco transitando davanti ad alcuni vecchi ingressi minerari dell’estrazione di antracite e, in zona Plan Praz, percorre il perimetro del Fortino edificato nel 1630 dal Ducato di Savoia (quota 2.050 m).

Successivamente, passando dal sentiero denominato “La Balconata”, si arriva al rifugio Deffeyes (2.494 m) per lambire il maestoso ghiacciaio del Ruitor (3.486 m), la sua morena, i suoi stupendi laghetti e raggiungere la vicina Cappella di San Grato (2.454 m). Siamo sul sentiero dell’Alta Via n.2. Qui inizia un percorso in discesa verso La Joux. Si passa “sull’ardito e sospeso” nuovo ponte in ferro sulla terza cascata Rutorina dal quale si possono ammirare i due salti sottostanti e, arrivati alla frazione di La Joux, con alcuni saliscendi, si ritorna per un breve tratto sull’Alta Via n. 2.

Si costeggia, in seguito, la spalla del Monte Colmet si giunge al bivio per il nuovissimo sentiero delle Miniere di Argento. Da qui in discesa il percorso di gara alternerà tratti di sentiero a tratti di strada poderale, prima di giungere alla frazione Pera Carà dove si trovano gli ingressi minerari di antracite del “Villaret” a quota 1.580 m, e successivamente, guadagnare l’arrivo ubicato in paese, in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto.

www.lathuiletrail.com

PROGRAMMA DI LA THUILE TRAIL

 Venerdì 30° Giugno 2017

ore 15.00 -21.00 distribuzione pettorali presso la struttura sportiva comunale Konver nella zona di Arly

ore 19.30 briefing

Sabato 1 luglio 2017

7.00-8.30: Ritiro ultimi pettorali in zona partenza (piazza Cavalieri di Vittorio Veneto)

8.45: Last-minute briefing

9.00: Partenza

12.00: Attesi i primi concorrenti

13.00: Pasta Party

15.00: Premiazioni

17.00: Arrivo ultimi concorrenti

Trail individuale

Trail running in semi-autonomia: 25km lungo i sentieri di La Thuile. Partenza collettiva in linea. L’organizzazione si occuperà di segnalare il percorso e allestire una serie di ristori con cibi e bevande più ristoro finale all’arrivo.

Tempo massimo

Il tempo massimo per la competizione è di 8 ore, appositamente calcolato in modo da permettere di concludere il percorso semplicemente con un buon passo. Cancello orario al Rifugio Deffeyes (Km. 10+000) dopo 4.30 ore dalla partenza (alle ore 13.30 p.m.).

Modalita’ iscrizione

Iscrizione al trail entro 29 giugno 2017 alle ore 24.00.

Numero massimo di concorrenti: 400

E’ obbligatorio effettuare l’iscrizione esclusivamente tramite il sito della WEDOSPORT all’indirizzo www.wedosport.net.

Agriturismi, l’ecosostenibilità premia: +17% la domanda di strutture green

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Aziende, Turismo, Viaggi

L’ONU ha proclamato il 2017 come l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile e i numeri relativi al settore della ricettività in agriturismo dimostrano come gli utenti siano sempre più sensibili verso i temi ambientali. Secondo un’analisi di Agriturismo.it (http://www.agriturismo.it), partner di Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it) e leader del settore, in un anno la domanda di strutture eco-biologiche in Italia è cresciuta del 17%. I soggiorni green sono sempre più ambiti, tanto che il 64% degli utenti è disposto a spendere di più per soggiornare in una struttura ecosostenibile.

In realtà, analizzando il trend dei prezzi per un soggiorno in agriturismo nei prossimi mesi primaverili, si scopre che i costi delle strutture eco-biologiche sono persino più bassi rispetto a quelle tradizionali: per un agriturismo green si spendono 43 euro a persona per notte, circa il 7% in meno della media nazionale.

I proprietari, in buona sostanza, sembrano aver optato per scelte di lungo periodo: sebbene i costi per ristrutturare in chiave eco-biologica siano piuttosto esosi, i prezzi non ricadono sul turista ma vengono ammortizzati grazie a consumi e spese di gestione più basse. Per chi decide di avviare una nuova attività imprenditoriale di agriturismo, le scelte ecosostenibili risultano più frequenti, grazie al supporto di importanti incentivi fiscali nazionali ed europei e a una più diffusa sensibilità verso i temi ambientali anche fra i gestori. Se a livello nazionale il peso degli agriturismi eco-biologici sul totale delle strutture presenti sul portale è pari al 20%, al Sud la percentuale aumenta arrivando al 23%.

Capitolo prezzi. Ipotizzando un fine settimana in un agriturismo eco-biologico nei mesi primaverili, la regione con le tariffe più elevate è l’Emilia Romagna, dove si spendono 68 euro a notte a persona. Seguono, ma a distanza, il Lazio con una spesa media di 57 euro e la Campania con 54 euro. La regione in cui un weekend di primavera in una struttura green costa meno è la Sardegna, complici le tariffe più elevate dei collegamenti per raggiungere l’isola, che riducono la domanda: qui il prezzo a notte è pari mediamente a 32 euro. Anche Umbria, Marche e Calabria si mantengono su costi bassi, tra i 33 e i 34 euro.

«Chi investe per adeguare la propria struttura in termini di ecosostenibilità sa che serve affrontare una spesa iniziale piuttosto ingente – racconta Veronica Mariani, fondatrice di Agriturismo.it – ma la maggior parte dei gestori non si pente di averlo fatto, in quanto mosso principalmente da forti ideali di rispetto per l’ambiente. A lungo andare, questo tipo di scelta potrebbe essere ripagata anche in termini economici, considerando l’importanza che gli utenti hanno dimostrato dare all’ecosostenibilità della struttura in cui alloggiano».

Storia dell’acqua nella religione: fra ambiente e spiritualità

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness

Tutte le religioni hanno dato da sempre un ruolo centrale alla sacralità dell’acqua.

In essa si ritiene si manifestino, in modo simbolico, i segni del divino: da essa nascono le tutte le forme e a essa tornano; simbolo cosmogonico per eccellenza, assume in tutte le culture, una pluralità di significati spirituali.

Quello dell’acqua è un simbolo così potente da essere mantenuto nell’immaginario collettivo delle varie culture del pianeta in maniera trasversale, ad esempio fiumi e sorgenti manifestano il divino per greci e babilonesi, in Africa si offrono sacrifici ai fiumi, quasi tutte le religioni integrano il diluvio universale come una delle loro tradizioni in funzione di punizione e purificazione.

L’acqua per i nativi americani è incarnazione del divino, lega gli elementi della terra e con essi è in relazione comunicativa. In queste comunità l’acqua assume il ruolo di legame con le generazioni precedenti; ad esempio, lo scorrere del fiume rappresenta il sangue degli antenati, oppure il mormorio delle onde è il bisbiglio dei parenti trapassati, i fiumi che abbracciano la terra sono i fratelli perduti.

Per gli Indù il fiume per eccellenza è il Gange che, non a caso, è punto centrale della loro professione di fede, questo è l’emanazione di un fiume celeste e ha un ruolo principale di purificazione nella vita e nella morte.

Nella religione cinese taoista, l’acqua polarizza l’essere umano nelle forme Yin e Yang, è il fondamento della materia di cui è composta la Terra: il suo sangue e il suo respiro e scorre in lei come i nervi e le vene percorrono il corpo umano.

Nella mitologia greca, l’acqua salata degli oceani e quella dolce costituiscono la coppia da cui scaturisce l’essere umano; per i Babilonesi gli Dei comunicano con le acque e tramite queste compiono i loro atti di creazione.

L’Islam ritiene l’acqua sana e pura elemento di base della vita, “Non vedono dunque gli empi che una volta i cieli e la terra erano confusi insieme e noi (Dio) li abbiamo separati e dall’acqua abbiamo fatto germinare ogni cosa vivente?” (Corano, XXI, 30).

Il nuovo testamento le da un carattere simbolico plurale: essa è presente come simbolo di dio stesso incarnato, “Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete; l’acqua che io gli darò, diverrà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv., 4,14) e simbolo di purificazione con il battesimo.

Tutto ciò ci mostra com’è permeata la nostra esistenza dall’acqua, elemento simbolico di vita ma anche fonte imprescindibile della salute del nostro pianeta e del nostro corpo. Per questo è importante che se ne faccia l’uso corretto e che si prevengano comportamenti che ne pregiudichino la qualità; la tecnologia oggi ci aiuta in questo compito, i depuratori d’acqua civili e industriali difendono la nostra dimora da calcare e sostanze nocive mentre i potabilizzatori ci consentono di attingere nutrimento anche dalle acque altrimenti imbevibili.

Il segreto del verziere, il romanzo d’esordio dell’autore e cantante ligure Federico Carro

Scritto da Fabiola Marchet il . Pubblicato in Comunicati Stampa

Una storia di un regno d’altri tempi, tra odio e vendetta, ispirata all’atmosfera misteriosa e fiabesca delle Cinque Terre

Esordisce con un romanzo ispirato all’atmosfera onirica e fiabesca di Vernazza l’autore e cantante ligure Federico Carro. Il segreto del verziere, edito da Arduino Sacco, introduce infatti il lettore nel meraviglioso regno di prosperosa bellezza in cui vive un re di nome Lenoire, regno che richiama alla mente la natura e i borghi delle Cinque Terre.

Egli vive in un’epoca soleggiata, trasmettendo sicurezza e sorrisi al suo popolo, fino all’arrivo di un misterioso individuo che ne sconvolge l’esistenza, facendogli dono di un immenso potere, sconosciuto agli uomini comuni. Lenoire, temendo il peso morale e materiale di questa responsabilità, lo abbandona nel bosco, ignaro delle nefaste conseguenze del suo gesto. Non mostra più carattere il figlio Lejack, che rifiuta di comportarsi in modo degno di un vero re. E anche per lui sembra fatale l’incontro con un uomo misterioso, in seguito al quale il giovane svanirà nel nulla. Quale sinistra presenza aleggia sulla famiglia reale? Quale oscuro male serpeggia nel regno?

La storia prende vita da due personaggi, Corcelsio e Virtuoso, che pian piano svelano un variegato mondo di contadini e pescatori, di leggende e storie di vita vissuta, di vicende di sangue, odio e vendetta celate dietro le atmosfere bucoliche del regno. Che la risposta si trovi in quel verziere in cui sorgeva un maestoso castello dominato dalla monarchia?

Il segreto del verziere è un romanzo originale che unifica colori di terra marina a racconti dal sapore fiabesco ove l’aspetto di vita è l’elemento chiave in intrigati passaggi di morte e desiderio di giustizia» commenta nella prefazione la critica letteraria Silvia Paternostro, sociologa e ricercatrice applicata.

Lo stile, volutamente arcaico e solenne, ben si adatta allo sviluppo narrativo e agli ambienti, nessuno dei quali è svelato apertamente. Tutto è lasciato all’immaginazione del lettore, amplificando in questo modo il ruolo della natura, la cui tacita presenza assurge a protagonista incontrastata.

In definitiva, aggiunge Paternostro, il libro «va letto senza trovare delle risposte… va gustato nella sua forma sui generis un po’ fuori dai canoni e dal tempo… sospesa in un oblio intramontabile… è un’autentica scoperta!»

Federico Carro, classe 1991, vive in Liguria, una regione la cui incantevole natura ha contribuito a farlo avvicinare al mondo dell’arte.

Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, scopre di essere attratto tanto dalle forme pittoriche quanto dalla scrittura. In seguito al tragico incidente di una cara amica, si accosta al mondo della musica, studiando pianoforte e canto per trasformare in canzoni le sue stesse poesie. Da questo sforzo creativo nascono un piccolo gruppo musicale e un album da solista. Il segreto del verziere è il suo primo romanzo; è già in cantiere il secondo ispirato alla magica città di Torino.

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LA THUILE TRAIL 2016 – 1^ EDIZIONE, NATURA E SPORT… IL CONNUBIO PERFETTO ALLA SCOPERTA DI LA THUILE

Scritto da HALO COMUNICAZIONE il . Pubblicato in Ambiente, Geografia, Lifestyle, Sport

25 Km, 1800 m di dislivello positivo, sono questi i numeri della prima edizione di “La Thuile Trail” che si correrà il prossimo 2 luglio a La Thuile. Questo percorso di running permetterà di godere dei suggestivi panorami offerti dalle montagne circostanti e imbattersi anche nelle tracce della storia che ha segnato la vallata.

Habitat selvaggio, natura generosa e accogliente, carattere eclettico, La Thuile in Valle d’Aosta regala l’emozione di vivere l’essenza vera della montagna. Uno straordinario patrimonio naturale e geologico da scoprire a piedi, in bicicletta e con il trail running. Proprio di quest’ultima disciplina ne sentiamo parlare sempre più spesso. Un’attività che si svolge lontano dalle città urbane ed è considerata una vera e propria filosofia di vita.

Praticando il trail running lungo i sentieri di montagna si ha la possibilità di entrare in contatto con la natura vivendo straordinarie emozioni. Un’esperienza in grado di far dimenticare lo stress della vita quotidiana e favorire il benessere psicofisico.

La Thuile organizza la prima edizione di “La Thuile Trail”. Un percorso di 25 Km con 1.800 metri di dislivello che permetterà ai trailer di conoscere il territorio, di imbattersi in importanti testimonianze storiche e di godere di scorci panoramici mozzafiato.

Il tracciato, che parte dalla zona del Planibel, attraversa le frazioni del Thovex e del Buic, si inerpica nel bosco transitando davanti ad alcuni vecchi ingressi minerari dell’estrazione di antracite e, in zona Plan Praz, percorre il perimento del Fortino edificato nel 1630 dal Ducato di Savoia (quota 2.050 m). Successivamente, passando dal sentiero denominato “La Balconata”, si arriva al rifugio Deffeyes (2.494 m) per lambire il maestoso ghiacciaio del Ruitor (3.486 m), la sua morena, i suoi stupendi laghetti e raggiungere la vicina Cappella di San Grato ( 2.454 m). Siamo sul sentiero dell’Alta Via n.2. Qui inizia un percorso in discesa verso La Joux. Si passa “sull’ardito e sospeso” nuovo ponte in ferro sulla terza cascata Rutorina dal quale si possono ammirare i due salti sottostanti e, arrivati alla frazione di La Joux, con alcuni saliscendi, si ritorna per un breve tratto sull’Alta Via n. 2.  Si costeggia in seguito, la spalla del Monte Colmet si giunge al bivio per il nuovissimo sentiero delle Miniere di Argento. Da qui in discesa il percorso di gara alternerà tratti di sentiero a tratti di strada poderale, prima di giungere alla frazione Pera Carà dove si trovano gli ingressi minerari di antracite del “Villaret” a quota 1.580 m, e successivamente, guadagnare l’arrivo ubicato in zona Planibel nei pressi della Scuola di Sci La Thuile.

Per scaricare il Road Book

www.lathuiletrail.com