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Intervista al cantautore napoletano Luca Maris in ricordo di uno dei suoi idoli scomparso di recente: Pino Daniele

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Recentemente è scomparso improvvisamente Pino Daniele, una delle voci internazionali testimonial dell’eccellenza musicale del made in Italy nel mondo, che lascerà per sempre un intenso ricordo indelebile. Abbiamo intervistato il cantautore napoletano Luca Maris, che ha voluto ricordare così uno dei suoi idoli.

D: Un pensiero di riflessione su Pino Daniele, come artista di indiscusso talento e fama internazionale consolidata;

R: La mia cara città di Napoli, con la scomparsa di Pino Daniele, ha perso una delle sue voci più caratteristiche e un cantautore tra i più innovativi.

D: Essendo anche lei di origini campane, cosa rappresenta per Napoli e la tradizione della musica napoletana il prezioso contributo dato da Pino Daniele?

R: Pino Daniele rappresenta ed è per Napoli, per le sue tradizioni della musica napoletana e italiana, uno dei più grandi esponenti internazionali, che ha saputo prestare la sua voce con l’essenza della sua creatività, dando quel prezioso contributo di raccontare tutte le emozioni che avevamo dentro tutti noi napoletani.

D: Lo ha conosciuto di persona? Ci sono state occasioni di collaborazione professionale?

R:Ho conosciuto di persona Pino Daniele una sera prima di un suo concerto, a cui fui invitato da Tony Esposito che era guest del concerto. Lui stesso poi mi portò nel camerino di Pino Daniele, mi presentai e lui mi disse che già aveva sentito il mio nome ed ascoltato qualcosa della mia musica tramite Tony Esposito che gli aveva parlato di me e della nostra collaborazione. Colsi l’occasione anche per dire a Pino, che un giorno mi sarebbe piaciuto duettare con lui con un brano inedito e lui mi rispose che ci avrebbe pensato e ne avremmo riparlato. Mi diede qualche speranza e per me fu un giorno di grande emozione.

D: Cosa possono imparare le nuove generazioni di cantanti e musicisti da lui? Può essere considerato un modello di riferimento nella storia della musica?

R:Le nuove generazioni di cantanti e musicisti possono imparare tantissimo da Pino Daniele. Lui è stato, è e sarà uno dei punti di riferimento nella storia della cultura musicale napoletana e italiana di fama mondiale, come lo sono e lo saranno per sempre altre grandi voci della nostra cara Mamma Napoli, come ad esempio: Renato Carosone, Tony Esposito, Gianluigi Di Franco, James Senese, Mario Musella,  Tullio De Piscopo, Roberto Murolo, Mario Maglione, Mario Merola, Enzo Di Domenico, Bruno Venturini, Sergio Bruni, Peppino Brio, Enzo Avitabile, Aurelio Fierro, Enzo Gragnaniello, Massimo Ranieri, Peppino Gagliardi, Teresa De Sio, Lina Sastri, Angela Luce, Gloriana, Enrico Caruso, Gegè Di Giacomo, Mario Abbate, Nunzio Gallo, Maria Paris, Giacomo Rondinella, Alan Sorrenti, Mario Da Vinci, Mario Trevi, Pino Mauro, Eduardo De Crescenzo, Mirna Doris, Antonello Rondi, Almamegretta, Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Eugenio Bennato, Peppino Di Capri, Peppe Barra, Tony Astarita, Antonio Buonomo, Tony Cercola, Gianni Nazzaro, Patrizio, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio.

D: C’è una canzone che preferisce del repertorio di Pino Daniele? Ha mai interpretato dei pezzi di Pino Daniele durante le sue performance canore?

R: La canzone che amo di più di Pino Daniele è Napul’è, inserita come traccia di apertura del suo album di esordio Terra Mia del 1977, nonché come lato B del singolo Na tazzulella ‘e cafè. Ed è una delle canzoni che spesso interpreto durante le mie esibizioni canore.

D: Nel suo variegato repertorio quale canzone avrebbe voluto fare cantare o cantare insieme a lui in duetto artistico?

R: Nel mio variegato repertorio, ma ancora nel mio cassetto c’è una canzone che ho scritto sognando un giorno di poterla cantare in duetto con Pino Daniele, ma purtroppo questa canzone, insieme al mio sogno, rimarrà chiusa per sempre in quel cassetto, in quanto il mio sogno non è più realizzabile. Mentre per il mio attuale repertorio mi sarebbe piaciuto duettare con Pino Daniele con la canzone “C6” se ci fosse stata l’opportunità.

D: Come si può mantenere sempre viva e indelebile nel tempo la memoria di questo grande maestro?

R: Sicuramente sarebbe bello una volta l’anno fare un concerto evento gratuito per i suoi fans, magari pomeridiano, alla luce del giorno, perché Pino era luce. Come luogo, Piazza del Plebiscito sarebbe ottimo, in diretta televisiva e radiofonica, in modo che tutti possano vedere e ascoltare l’evento. Si potrebbero far intervenire sul palco, per esibirsi, musicisti e cantanti che interpretino brani tratti dal repertorio di Pino Daniele, sotto la direzione artistica, sia per la scelta dei brani in scaletta e sia per la scelta di quale musicista, di artisti come Tony Esposito, James Senese e Tullio De Piscopo, suoi storici compagni di viaggio musicale. Un evento del genere secondo me farebbe felice Pino Daniele, guardandoci dall’alto.

Napoli: Atmosfera magica e pregiate creazioni architettoniche nel nobile Palazzo Doria D’Angri attualmente in vendita

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Chi entra nel nobile Palazzo Doria D’Angri nella rinomata Piazza Sette Settembre viene da subito conquistato dalle spettacolari creazioni custodite in 1100 metri quadrati di superficie e frutto dell’abile lavoro compiuto da illustri professionisti dell’epoca. È stato edificato e decorato ad opera di nomi di spicco, tra cui gli architetti Luigi e Carlo Vanvitelli, Alessandro e Fedele Fischetti, Gennaro Fiore, Angelo Viva, Girolamo Starace, Costantino Desiderio, Francesco Longhetti, Giacinto Diano che hanno congiuntamente fornito il loro pregevole supporto anche nel progetto ideativo e realizzativo della Reggia di Caserta. Nel salone degli specchi si può ammirare l’affresco “L’allegoria dell’aurora” sulla volta del boudoir in ornati di stucco in oro zecchino, mentre al primo piano nobile risalta con luminosa radiosità l’affresco “L’allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” insieme alle suggestive cariatidi di stucco.

Il Palazzo gode di un’ubicazione privilegiata e di nevralgica centralità, in quanto è vicinissimo alla Piazza del Gesù, al Teatro San Carlo, al Palazzo Reale, alla Chiesa di Santa Chiara, allo storico bar Gambrinus. Può essere concepito con una versatile funzionalità di fruizioni. Infatti, è predisposto al meglio per accogliere iniziative importanti private e di portata pubblica e istituzionale, in quanto può essere utilizzato come sede di accademie e università, manifestazioni congressuali di varia tipologia, esposizioni artistiche e museali, caffè letterario con annessa biblioteca, nonché cerimonie ed eventi più intimi. Sono presenti nove stanze dalla raffinata eleganza con bagni annessi, per garantire un alloggio di extra confort, che unisce gusto antico a design di moderna efficienza.

Al Palazzo si connette un episodio epocale tramandato nei secoli, poiché il 7 Settembre 1860 Giuseppe Garibaldi dal balcone principale antistante la piazza omonima ha fatto il discorso di proclama ufficiale sull’Unità d’Italia, decretando l’annessione del Regno delle due Sicilie allo Stato italiano appena fondato. Un famoso dipinto del periodo intitolato “Ingresso di Garibaldi a Napoli il 7 settembre 1860” fatto da Wenzel Franz resta a testimonianza simbolica, immortalando Garibaldi con il Palazzo che si staglia in tutta la sua vibrante maestosità e consacrandone l’immagine alla storia del paese e alla memoria collettiva.

“La musica, come la vita, è un linguaggio universale che appartiene a tutti” intervista a Luca Maris

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Il valore del celebre artista napoletano Luca Maris, cantante, autore, compositore, arrangiatore, è riconosciuto in tutta Italia, anche a Venezia, dove di recente è stato invitato in occasione del vernissage della grande mostra “Spoleto incontra Venezia“. Il suo primo album, “Quante storie…”, è stato subito ben accolto dal mercato italiano e internazionale ed è stato inserito nelle playlist di vari network nazionali, compresa Rai Isoradio, mentre il secondo lavoro “Fuori e dentro noi” è stato realizzato a scopo di beneficenza a favore della ONLUS “Un cuore per tutti…tutti per un cuore!” per contribuire all’aiuto dei bambini cardiopatici nel mondo. In quest’intervista egli rivela le sue idee riguardo al mondo della musica nel panorama italiano ed internazionale, raccontando anche i suoi progetti per il futuro.

D: Come vede l’attuale mercato della discografia a livello nazionale e internazionale?

R: A livello nazionale lo vedo scarso: in giro si possono sentire sempre meno canzoni intese come vere opere musicali e di spessore culturale. Purtroppo si sentono quasi esclusivamente solo canzonette per far soldi e basta; senza parlare poi dei testi: sono spesso deprimenti e li capisce solo chi li ha scritti e forse chi li canta. Anch’io molte volte faccio fatica a capirli perché per me non hanno un senso di linguaggio logico. A livello internazionale, invece, si ascolta della buona musica poiché si bada più alle opere musicali di sostanza che alla “musica di plastica”, al contrario di quanto si fa purtroppo oggi in Italia.

D: A quali progetti futuri si sta dedicando?

R: Sto preparando il mio nuovo cd che racchiude una piccola raccolta del mio recente passato discografico e qualche nuovo pezzo. All’interno ci sarà anche un brano che mi piacerebbe cantare al prossimo Festival di Sanremo 2015. È sempre stato il mio sogno fin da bambino, da quando uscii dalla tremenda esperienza fisica personale del coma; per me e per mia madre Rosa sarebbe come rivivere quell’esperienza passata, ma questa volta regalandole lacrime di gioia anziché quelle causate dalla paura di perdere un figlio.

D: C’è un cantante o un gruppo italiano o straniero, con cui in futuro vorrebbe iniziare a collaborare?

R: Come artista italiano Massimo Ranieri, mentre in ambito internazionale mi piacerebbe collaborare con i Gotthard, un gruppo rock svizzero.

D: Se avesse a disposizione tre aggettivi per definirsi in qualità di artista poliedrico, quali userebbe?

R: Generoso, Creativo, Essenziale.

D: Come si può inculcare nelle generazioni più giovani l’amore per la musica, concepita come linguaggio comunicativo universale?

R: I giovani dovrebbero entrare in modo più serio e meno superficiale nel mondo della musica, ma anche nella vita stessa: sono due mondi vasti e senza confini e dovrebbero anche rappresentare per loro un messaggio educativo e di riflessione che può appartenere a tutti, basta avere la voglia di applicare e rispettare le regole della vita e della musica. Bisognerebbe però, a mio modesto parere, non avere pregiudizi per niente e per nessuno perché ogni creatività, come ogni essere vivente, può essere per noi un’esperienza da vivere e che ci può insegnare qualcosa nel bene e nel male: alla fine la musica, come la vita, è un linguaggio universale che appartiene a tutti.

D: Quali consigli/suggerimenti potrebbe dare alle nuove leve di cantanti/cantautori?

R: Di essere disposti a fare tanti sacrifici e rinunce per intraprendere questo percorso professionale, senza dubbio non facile, e di essere disposti ad aspettare il proprio momento.

Storia d’Italia: Tra le sue pagine, nella memoria di tutti, i monumenti sfarzosi del Palazzo Doria D’Angri a Napoli e la Reggia di Caserta

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Il Palazzo Doria D’Angri a Napoli e la Reggia di Caserta sono due esempi a modello d’impeccabile eccellenza architettonica dell’epoca e rappresentano ancora oggi un plus valore fondamentale, nell’inestimabile patrimonio nazionale. Entrambe le strutture vantano nomi altisonanti nella progettazione e nei lavori realizzativi degli arredi e delle decorazioni magistralmente affrescate da talentuosi artisti ed esperti maestri d’arte. Nel novero dei professionisti, che hanno operato nell’esecuzione sono citabili gli architetti Luigi e Carlo Vanvitelli, Fedele e Alessandro Fischetti, Desiderio Costantino, Girolamo Starace, Giacinto Diano, Gennaro Fiore e Francesco Longhetti.

Il palazzo, che con i suoi 1100 metri quadrati, domina incontrastato la centralissima piazza Sette Settembre, gode di una posizione nevralgica, essendo vicinissimo al Palazzo Reale, alla Piazza del Gesù, alla Chiesa di Santa Chiara, al Teatro San Carlo, all’antico Bar Gambrinus. È stato protagonista simbolico di un momento memorabile della storia d’Italia: Giuseppe Garibaldi durante il suo soggiorno in città si è sporto dal balcone della sala degli specchi e ha dichiarato l’annessione del Regno borbonico delle due Sicilie allo Stato italiano appena costituito. Era il 7 Settembre 1860 e da lì sono state gettate le basi primarie della successiva evoluzione storica del Paese.

All’interno dello splendido palazzo sono visionabili, custoditi con massima premura conservativa, alcuni affreschi di sublime creazione, tra i quali ” Allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” che si trova nella volta del primo piano nobile e spicca con il suo luminoso bagliore di lucentezza, “L’allegoria dell’aurora” ad opera di Alessandro Fischetti e Desiderio Costantino, che è inserita sulla volta del boudoir fatto da Gennaro Fiore con ornati di stucco in oro zecchino. Nel contesto sfarzoso sono state predisposte 9 stanze con bagno attiguo, che offrono l’opportunità di un alloggio concepito dall’armoniosa commistione di passato e presente con una serie di comfort di moderna concezione e una suggestiva cornice secolare. Il Palazzo può essere disposto per accogliere situazioni eterogenee, da iniziative pubbliche e istituzionali a cerimonie ed eventi privati. Inoltre, è ottimale per accogliere mostre espositive, incontri culturali, conferenze e congressi professionali e di categoria, meeting e riunioni politiche. Si può anche pensarlo destinato a sede e filiale di accademie e università, polo museale, caffè letterario con biblioteca.

Napoli: Palazzo Doria D’Angri come la Reggia di Caserta, pregiati modelli architettonici ammirati nel mondo per i magnifici affreschi decorativi

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Il rinomato Palazzo Doria D’Angri a Napoli come la Reggia di Caserta, ammirati da turisti e visitatori provenienti da tutto il mondo, vantano tra i progettisti esponenti di grande spicco: nomi del calibro di Luigi e Carlo Vanvitelli, Fedele e Alessandro Fischetti, Costantino Desiderio, Girolamo Starace, Giacinto Diano, Gennaro Di Fiore e Francesco Longhetti, che hanno progettato e modellato le nobili e possenti strutture, abbellendole e decorandole con coreografici affreschi d’intensa suggestione. Queste regali dimore rappresentano un significativo “pezzo” della Storia D’Italia giunto fino ai giorni nostri, che ci rende fieri e orgogliosi nel senso di appartenenza patriottico.

In particolare, il Palazzo Doria D’Angri, completato nel 1787, si trova a Napoli in posizione nevralgica, precisamente in Piazza Sette Settembre, nelle vicinanze limitrofe di contesti assai rinomati, tra cui la Piazza Del Gesù, il Teatro San Carlo, il Palazzo Reale, la Chiesa di Santa Chiara, lo storico Bar Gambrinus. Al suo interno si possono visionare, in ottimo stato di conservazione opere eccelse come “L’allegoria con Mercurio, la sapienza e la poesia” avvolgente nella sua lucentezza, che è collocata nella volta del primo piano nobile del Palazzo. Il boudoir e la famosa Sala degli Specchi racchiudono ancora intatte le decorazioni originarie, tra cui spicca “L’allegoria dell’aurora” creata da Alessandro Fischetti e Costantino Desiderio e inserita sulla volta del boudoir in ornati di stucco ad opera di Gennaro Fiore. Le particolari caratteristiche dell’edificio e l’impeccabile conservazione lo rendono fruibile per molteplici opportunità di utilizzo, dagli eventi istituzionali e pubblici alle cerimonie private. Con i suoi 1100mq è estremamente adatto per accogliere: mostre d’arte, incontri culturali, conferenze, congressi, convention, comizi di varia tipologia, esposizioni museali, accademie e istituti artistici, filiali universitarie, caffè letterari con biblioteca.

Il 7 settembre 1860, dalla balconata centrale del Salone degli Specchi Giuseppe Garibaldi ha proclamato l’Unità D’Italia, con l’annessione del Regno delle due Sicilie allo Stato Italiano appena fondato, decretando la consacrazione simbolica di questo luogo, che ha acquisito fama di portata internazionale, con molteplici testimonianze dirette tramandate nei secoli, che hanno ispirato anche un celebre sceneggiato Rai con importanti attori protagonisti, tra cui Franco Nero e Philippe Leroy.

Palazzo Doria D’Angri a Napoli: storico edificio da cui Garibaldi decretò l’unità d’Italia

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Chi si appresta a visitare l’ammaliante città partenopea, non può certamente prescindere dal recarsi nel sontuoso Palazzo Doria D’Angri, ubicato in posizione di privilegiata centralità strategica, precisamente in Piazza Sette Settembre, limitrofa alla Piazza del Gesù, a Palazzo Reale, al Teatro San Carlo, alla Chiesa di Santa Chiara, allo storico Bar Gambrinus. La tradizione lo lega saldamente alla Storia d’Italia, poiché il 7 Settembre 1860, Giuseppe Garibaldi ospitato in loco, affacciandosi dal balcone principale adiacente al suggestivo salone degli specchi, pronunciò il discorso ufficiale sull’annessione del Regno delle due Sicilie al novello Stato italiano, consacrando nei secoli la valenza simbolica di questo aristocratico edificio.

Oggi, rimasto intatto nel sua coreografica e affascinante imponenza con i suoi 1100 metri quadrati di superficie disponibile, si presta per essere adibito a innumerevoli possibilità di fruizione: congressi, conferenze, riunioni, eventi, cerimonie, feste, manifestazioni e comizi politici, zone museali, sede di scuole, accademie, università, mostre d’arte e iniziative culturali.  Inoltre, essendo dotato di 9 eleganti stanze con bagno, può essere utilizzato anche come esclusivo alloggio dalla moderna e confortevole impostazione.

Sulle caratteristiche distintive riguardanti la struttura e le decorazioni è primario menzionare l’opera autorevole svolta dagli architetti Luigi e Carlo Vanvitelli, che all’epoca ne hanno acquisito la committenza del progetto, così come di quello sulla Reggia di Caserta, che offre interessanti parallelismi di somiglianza. Vanno poi citati altri rinomati professionisti dell’epoca del calibro di Fedele e Alessandro Fischetti, Desiderio Costantino, Girolamo Starace, Giacinto Diano, Gennaro Fiore e Francesco Longhetti, che hanno fornito la loro eccelsa competenza durante i lavori per modellare e decorare al meglio la magnifica location.

Di intensa spettacolarità sono l’affresco intitolato “L’allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” con la sua radiosa luminosità che si trova nella volta del primo piano nobile e l’opera “L’allegoria dell’aurora” posta all’interno del salone degli specchi realizzata da Alessandro Fischetti e Desiderio e inserita sulla volta del boudoir fatto da Fiore in ornati di stucco in oro zecchino. Da ricordare il pregevole altare settecentesco appartenente alla cappella sita al secondo piano, rimasto ancora integro e in perfetta conservazione.

Napoli: Palazzo Doria D’Angri capolavoro dell’architetto Vanvitelli nel quale nacque lo stato italiano 

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Chi si appresta a visitare l’ammaliante città partenopea, non può certamente prescindere dal recarsi nel sontuoso Palazzo Doria D’Angri, ubicato in posizione di privilegiata centralità strategica, precisamente in Piazza Sette Settembre, limitrofa alla Piazza del Gesù, a Palazzo Reale, al Teatro San Carlo, alla Chiesa di Santa Chiara, allo storico Bar Gambrinus. La tradizione lo lega saldamente alla Storia d’Italia, poiché il 7 Settembre 1860, Giuseppe Garibaldi ospitato in loco, affacciandosi dal balcone principale adiacente al suggestivo salone degli specchi, pronunciò il discorso ufficiale sull’annessione del Regno delle due Sicilie al novello Stato italiano, consacrando nei secoli la valenza simbolica di questo aristocratico edificio.

Oggi, rimasto intatto nel sua coreografica e affascinante imponenza con i suoi 1100 metri quadrati di superficie disponibile, si presta per essere adibito a innumerevoli possibilità di fruizione: congressi, conferenze, riunioni, eventi, cerimonie, feste, manifestazioni e comizi politici, zone museali, sede di scuole, accademie, università, mostre d’arte e iniziative culturali.  Inoltre, essendo dotato di 9 eleganti stanze con bagno, può essere utilizzato anche come esclusivo alloggio dalla moderna e confortevole impostazione.

Sulle caratteristiche distintive riguardanti la struttura e le decorazioni è primario menzionare l’opera autorevole svolta dagli architetti Luigi e Carlo Vanvitelli, che all’epoca ne hanno acquisito la committenza del progetto, così come di quello sulla Reggia di Caserta, che offre interessanti parallelismi di somiglianza. Vanno poi citati altri rinomati professionisti dell’epoca del calibro di Fedele e Alessandro Fischetti, Desiderio Costantino, Girolamo Starace, Giacinto Diano, Gennaro Fiore e Francesco Longhetti, che hanno fornito la loro eccelsa competenza durante i lavori per modellare e decorare al meglio la magnifica location.

Di intensa spettacolarità sono l’affresco intitolato “L’allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” con la sua radiosa luminosità che si trova nella volta del primo piano nobile e l’opera “L’allegoria dell’aurora” posta all’interno del salone degli specchi realizzata da Alessandro Fischetti e Desiderio e inserita sulla volta del boudoir fatto da Fiore in ornati di stucco in oro zecchino. Da ricordare il pregevole altare settecentesco appartenente alla cappella sita al secondo piano, rimasto ancora integro e in perfetta conservazione.

Palazzo Doria D’Angri: Patrimonio storico artistico e culturale italiano a Napoli

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Viaggi

Accedendo tra le sontuose mura aristocratiche del Palazzo Doria D’Angri, nobile dimora napoletana in Piazza Sette Settembre che vanta una tradizione storica di prestigio; non si può non restare catturati e ammaliati dalle creazioni in esso racchiuse e perfettamente conservate nei 1100 metri quadrati di elegante struttura. Capolavori di pittura e architettura ad opera di esponenti importanti, tra cui gli architetti Carlo e Luigi Vanvitelli, Fedele e Alessandro Fischetti, Angelo Viva, Gerolamo Starace, Francesco Longhetti, Giacinto Diano, che hanno conferito un valore simbolico inestimabile all’edificio e lo collegano alla Reggia di Caserta, a cui questi nomi hanno fornito il loro esperto lavoro. La storia tramanda una vicenda molto significativa, connessa all’assetto del Paese: dal balcone della suggestiva sala degli specchi si è affacciato il mitico Giuseppe Garibaldi per fare il proclama ufficiale sull’annessione del regno borbonico delle Due Sicilie al novello Stato italiano, gettando le basi per l’evoluzione territoriale sviluppatasi fino ai giorni nostri.

Gli studiosi hanno individuato una serie di opere di sublime eccellenza ideativa. Creazioni uniche nel loro genere, che incantano per la rara bellezza e fanno da esclusiva cornice di contorno per i visitatori. Spiccano nel loro massimo splendore l’ affresco “L’allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” al primo piano nobile circondato da pregiate cariatidi di stucco e l’affresco e “L’allegoria dell’Aurora” sulla volta del boudoir in ornati di stucco d’oro zecchino. I documenti giunti ad oggi ne testimoniano l’autenticità di realizzo e l’artigianalità della progettazione, compiute con geniale estro creativo dai maestri dell’epoca.

Nella descrizione distintiva del palazzo emerge la sua peculiare posizione nevralgica. Infatti, è posto nelle immediate vicinanze di Palazzo Reale, del Teatro San Carlo, della Chiesa di Santa Chiara, della Piazza del Gesù e dello storico Gran Caffè Gambrinus. Ciò gli consente di essere un punto di riferimento, sia come contesto per visite turistiche e scolastiche, sia come luogo ospitante per iniziative e manifestazioni di alto livello, come eventi culturali e artistici, conferenze, congressi, meeting e incontri pubblici e istituzionali, esposizioni museali, caffè letterari con biblioteca. Inoltre, si può adibirlo a sede accademica e universitaria.

Da ricordare la presenza di nove stanze con bagno annesso, arredate con ogni miglior confort e design, che garantisce l’opportunità di godere di un alloggio raffinato e funzionale, dove immergersi in un’atmosfera di coinvolgente allure. Un’esperienza emozionante e al contempo arricchente per il proprio “bagaglio” personale di momenti indimenticabili.

VENDESI – Per informazioni contattare l’indirizzo mail celeste.licia@libero.it .

Palazzo Doria D’Angri a Napoli: Location secolare di prestigio tra antichità e modernità

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Il secolare Palazzo Doria D’Angri a Napoli si trova in Piazza Sette Settembre, strategico crocevia nel cuore della città vicino a luoghi e zone di grande prestigio come la Piazza del Gesù, il Palazzo Reale, la Chiesa di Santa Chiara, il Teatro San Carlo, l’antico Gran Caffè Gambrinus. Costituisce una metà turistica ideale per immergersi in un prezioso contesto perfettamente conservato, che ha mantenuto integro il suo illustre passato e si presenta congeniale per una versatile fruibilità. Infatti, attualmente con le sue nove stanze dotate di bagni attigui può essere utilizzato per un confortevole e lussuoso alloggio. Si presta per accogliere una serie di eventi pubblici e privati di varia tipologia, come cerimonie, congressi, meeting, convention, conferenze, comizi e raduni politici, iniziative artistiche e culturali, esposizioni museali, caffè letterari con biblioteca. Inoltre, è ben predisposto per ospitare sedi e filiali di scuole, accademie, università, associazioni.

Da ricordare il forte legame con la storia d’Italia, poiché l’indomito eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi si è affacciato dal balcone principale per annunciare l’annessione del Regno delle Due Sicilie allo Stato italiano appena costituito. Era il 7 Settembre 1860 e quella data è rimasta emblematica e si è tramandata indelebile nel tempo, anche attraverso il celebre dipinto intitolato “Ingresso di Garibaldi a Napoli il 7 settembre 1860” ad opera dell’artista Wenzel Franz custodito presso il Museo Civico di Castel Nuovo.

Dalle dichiarazioni scritte pervenute si evidenzia che “Il Palazzo Doria D’Angri offre ai numerosi visitatori l’opportunità di ammirare un consistente patrimonio architettonico d’inestimabile valore. Le possenti mura racchiudono affreschi e decori appartenenti a rinomati maestri dell’epoca, che hanno fornito il proprio lavoro progettuale anche per la Reggia di Caserta. Nel novero dei nomi di spicco compaiono gli architetti Luigi e Carlo Vanvitelli, fedele e Alessandro Fischetti, Costantino Desiderio, Gennaro Fiore. In particolare la suggestiva composizione -L’allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia- e -L’allegoria dell’Aurora- sono degli autentici modelli di pregiata realizzazione, così come gli ornati fatti in stucco d’oro zecchino 24 carati, che conquistano lo spettatore fin dal primo sguardo”.

VENDESI – Per informazioni contattare l’indirizzo mail celeste.licia@libero.it.

Palazzo Doria d’Angri di Napoli, l’edificio da cui Garibaldi annunciò l’annessione del Regno delle due Sicilie

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Chi si appresta a visitare l’ammaliante città partenopea non può certamente prescindere dal recarsi nel sontuoso Palazzo Doria D’Angri, ubicato in posizione di privilegiata centralità strategica, precisamente in Piazza Sette Settembre, limitrofa alla Piazza del Gesù, a Palazzo Reale, al Teatro San Carlo, alla Chiesa di Santa Chiara e allo storico Bar Gambrinus. La tradizione lo lega saldamente alla Storia d’Italia, poiché il 7 Settembre 1860 Giuseppe Garibaldi, ospitato in loco, affacciandosi dal balcone principale, adiacente al suggestivo salone degli specchi, pronunciò il discorso ufficiale sull’annessione del Regno delle due Sicilie, al novello Stato italiano, consacrando nei secoli la valenza simbolica di questo aristocratico edificio.

Oggi, rimasto intatto nel sua coreografica e affascinante imponenza, con i suoi 1100 metri quadrati di superficie disponibile, si presta per essere adibito a innumerevoli possibilità di fruizione: congressi, conferenze, riunioni, eventi, cerimonie, feste, manifestazioni e comizi politici, zone museali, sede di scuole, accademie, università, mostre d’arte e iniziative culturali. Inoltre, essendo dotato di 9 eleganti stanze con bagno, può essere utilizzato anche come esclusivo alloggio dalla moderna e confortevole impostazione.

Sulle caratteristiche distintive riguardanti la struttura e le decorazioni, è primario menzionare l’opera autorevole svolta dagli architetti Luigi e Carlo Vanvitelli, che all’epoca ne hanno acquisito la committenza del progetto, così come di quello della Reggia di Caserta, che offre interessanti parallelismi di somiglianza. Vanno poi citati altri rinomati professionisti dell’epoca, del calibro di Fedele e Alessandro Fischetti, Desiderio Costantino, Girolamo Starace, Giacinto Diano, Gennaro Fiore e Francesco Longhetti, che hanno fornito la loro eccelsa competenza durante i lavori per modellare e decorare al meglio la magnifica location.

Di intensa spettacolarità sono: L’affresco intitolato “L’allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” con la sua radiosa luminosità, che si trova nella volta del primo piano nobile e l’opera “L’allegoria dell’aurora” posta all’interno del salone degli specchi, realizzata da Alessandro Fischetti e Desiderio, e inserita sulla volta del boudoir fatto da Fiore in ornati di stucco in oro zecchino. Da ricordare il pregevole altare settecentesco appartenente alla cappella sita al secondo piano, rimasto ancora integro e in perfetta conservazione.