Posts Tagged ‘Mutui.it’

Mutui: in un anno +3.6% nel tempo necessario

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia

Quanto tempo passa, in Italia, dal momento in cui si cominciano a richiedere informazioni sul mutuo prima casa a quello in cui si esce dalla banca con il documento di stipula firmato? 140 giorni, ovvero il 3,6% in più di quanto non fosse nel 2016. A fare i calcoli sono stati Facile.it e Mutui.it che hanno preso in esame un campione di circa 1.500 pratiche di finanziamento gestite nel 2017 tramite i due portali.

Colpa delle banche e della loro lentezza? In realtà no, o perlomeno non sempre dato che, scorporando il dato complessivo, i giorni necessari per passare dall’istruttoria della pratica all’erogazione sono mediamente pari ad appena 58.

I tempi considerati nell’indagine calcolano l’intero processo, dalla prima richiesta di informazioni alla stipula e, quindi, includono anche, ad esempio, i tempi necessari alla raccolta dei documenti.

Le più veloci e le più lente

Scorrendo i risultati si vede come i tempi cambino sensibilmente lungo lo stivale. Le regioni più lente sono risultate essere la Sardegna (185 giorni), l’Umbria (180) e la Calabria (154); le più rapide il Trentino Alto Adige (85 giorni), la Liguria (105) ed il Friuli Venezia Giulia (122).

A livello provinciale, questa volta per il totale mutui, la palma della più rapida spetta a Trento che, con 92 giorni, batte al fotofinish Genova (93) e Trieste (94). Le più lente del campione, di contro, sono risultate essere Mantova (198 giorni), Sassari (182) e Brindisi (181).

Le grandi città

Fra le grandi città italiane i tempi più lunghi sono quelli di Venezia (151), cui seguono Napoli (146) e Roma (145). Genova è invece la più rapida (93 giorni) e si lascia alle spalle Bologna (128,6) e Palermo(128,8). Numeri alla mano, fra i 1.500 mutuatari del campione considerato, chi risiedeva a Roma ha aspettato un tempo superiore del 4% rispetto a chi risiedeva a Milano; chi ha acquistato casa a Napoli ha avuto un iter il 12% più lungo di chi ha presentato la domanda a Bologna, a Venezia il 38,5% in più che a Genova.

Mutui: nel 2017 gli importi erogati sono cresciuti del 7,6%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia

Il 2017 è stato un anno positivo per il settore dei mutui, caratterizzato da un trend di crescita che ha riguardato sia gli importi medi richiesti sia quelli effettivamente erogati dalle banche. A fare un bilancio sulle performance degli ultimi 12 mesi ci ha pensato l’Osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it, che ha preso in esame un campione di oltre 25.000 richieste di finanziamento presentate tramite i due portali tra l’1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017.

Il segno più contraddistingue le principali voci analizzate, a partire dalle somme concesse dagli istituti di credito; nel 2017, il taglio medio erogato è stato pari a 128.227 euro, in aumento del 7,61% rispetto al 2016. Cresce, seppur in percentuale minore, anche l’importo richiesto dagli aspiranti mutuatari che, nel corso degli ultimi 12 mesi, hanno cercato di ottenere, in media, 130.210 euro (+3,91%).

Stabili, invece, sia l’età media dei richiedenti (40 anni), sia il tempo in cui si intende restituire il prestito, (circa 22 anni).

Altro dato positivo che emerge dall’analisi è quello legato al loan to value richiesto, ovvero la percentuale del valore dell’immobile che si intende finanziare; se nel 2016 i richiedenti cercavano di coprire tramite mutuo, in media, il 57% del valore della casa da acquistare, nel 2017 la percentuale è salita al 61%. Aumenta anche il loan to value erogato (il rapporto tra la somma concessa dalla banca e il valore dell’immobile), passato dal 54% del 2016 al 60% del 2017. Si annulla così la distanza tra quanto gli aspiranti mutuatari chiedono agli istituti di credito e quanto riescono effettivamente ad ottenere.

«L’aumento del loan to value erogato è legato da un lato alla maggiore disponibilità da parte delle banche a concedere mutui di importi più elevati», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Dall’altro all’incremento della richiesta media degli aspiranti mutuatari che, incentivati dai tassi bassi – frutto delle politiche monetarie della BCE – tendono a chiedere somme più alte così da conservare in cassa una maggiore liquidità».

Tasso: gli italiani preferiscono il fisso

Anche per il 2017 il tasso fisso si conferma come il preferito dagli italiani; analizzando il campione di riferimento emerge che il 73,60% di chi ha fatto domanda di mutuo ha scelto questo tipo di indicizzazione (erano il 69,80% nel 2016). Di contro, diminuisce la percentuale di coloro che hanno optato per il tasso variabile, passata dal 25,85% del 2016 al 21,81% del 2017.

«Una crescita così marcata del fisso», continua Cresto «va letta anche nell’ottica della politica del credito delle banche, che cercano sempre più frequentemente di garantire agli aspiranti mutuatari le migliori condizioni possibili su questo tipo di tasso, così da instaurare con loro rapporti di lunga durata e disincentivare future surroghe».

Mutui prima casa

Il trend positivo non cambia se si restringe l’analisi del campione ai soli mutui prima casa. Secondo l’Osservatorio, l’importo medio richiesto per acquistare l’abitazione principale è stato pari, nel 2017, a 137.056 euro, in aumento del 2,59% rispetto al 2016, mentre l’erogato medio ha raggiunto i 135.032 euro, (+7,01% rispetto all’anno precedente). Aumenta di ben 5 punti percentuali il loan to value erogato dei mutui prima casa raggiungendo, nel corso del 2017, un valore medio di poco inferiore al 70%.

«Si iniziano a vedere gli effetti di alcuni provvedimenti introdotti a sostegno di chi vuole comprare un’abitazione, come il Fondo di garanzia prima casa» – conclude Cresto «che nell’ultimo anno è stato accettato da un numero sempre crescente di istituti di credito e, in particolare, da quelli fortemente radicati sul territorio».

Mutui: ecco a confronto i tassi italiani ed europei alle soglie delle elezioni

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia

Il mercato dei mutui per l’acquisto della casa è arrivato alle soglie di un importante periodo che, con ottima probabilità, segnerà una svolta rilevante. Dopo mesi e mesi di tassi calmierati, anche e principalmente per effetto della politica economica della BCE, indipendentemente dalla riconferma o meno del quantitative easing voluto da Mario Draghi gli Istituti di credito (così come i consumatori), stanno prendendo le loro contro misure. Facile.it e Mutui.it hanno deciso di puntare l’attenzione su quello che sta accadendo ai tassi – fisso e variabile – applicati dalle banche non solo in Italia, ma anche in molte altre parti del mondo e, numeri alla mano, gli effetti sono evidenti.

Rispetto alla stessa analisi svolta lo scorso settembre, in Italia si è ridotto in maniera importante sia il valore del tasso fisso sia di quello variabile; alla fine dell’estate le migliori offerte, per il fisso, si muovevano nel range compreso fra il 2,01% ed il 2,08% mentre oggi chi decide di indicizzare in questa maniera il proprio mutuo ottiene senza troppe difficoltà fino all’1,85%. Discorso omologo per il tasso variabile che a settembre 2017 era generalmente compreso tra l’1,03% e l’1,10% e, a gennaio 2018, ha sul mercato offerte pari allo 0,94%.

«I Paesi dell’eurozona stanno vivendo da tempo un periodo di relativa tranquillità tanto politica quanto monetaria e questo ha fatto in modo che i tassi di interesse siano rimasti bassi.» ha dichiarato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it «L’esito delle urne italiane e le conseguenze del voto italiano su base europea saranno importanti per capire se questa pax economica potrà continuare tranquillamente o meno.»

Allargando l’orizzonte dell’analisi anche agli altri mercati europei si vede come le indicizzazioni del tasso fisso vadano dall’1,50% della Spagna al 4,68% della Grecia mentre per il variabile nessuna nazione ha tassi migliori di quelli italiani e le offerte variano fra lo 0,95% francese e l’1,45% austriaco.

Uscendo dall’area euro, l’analisi di Facile.it e Mutui.it ha considerato anche i valori di Regno Unito e Stati Uniti d’America. Nel primo caso il tasso fisso è oggi offerto a 4,50% (era 4,20% a settembre 2017), mentre il variabile è passato, nello stesso periodo, dal 3,30% al 3,60%. Negli USA le migliori offerte per il tasso fisso sono salite dal 3,38% al 3,67%; quelle per il variabile, invece, rimangono più favorevoli anche in questo caso e si attestano al 3,15%.

*Ipotesi considerata: Valore immobile 180.000 euro, valore mutuo 120.000 euro, durata finanziamento 20 anni. Calcoli effettuati l’11 gennaio 2017
* Indice di riferimento Euribor 6mesi
* I tassi fanno riferimento al valore medio nazionale e non sono legati a un preciso piano di finanziamento.

Mutui per bioedilizia: sono appena lo 0,47% delle richieste

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Ambiente, Aziende, Casa e Giardino, Economia

Nonostante il settore delle case in legno sia in espansione – secondo dati ufficiali nel 2015 rappresentavano il 7% del totale costruito nell’anno* –  il mercato dei mutui green, ovvero i prodotti finanziari destinati all’acquisto o ristrutturazione di immobili in legno, stenta a decollare. Il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it che, monitorando oltre 15.000 richieste di mutuo raccolte attraverso i due siti dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, hanno evidenziato come appena lo 0,47% delle richieste riguardava un mutuo bioedilizia.

 «Fino a qualche anno fa era di fatto impossibile comprare una casa in bioedilizia attraverso un mutuo», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Oggi, invece, le banche non solo sono disposte a erogare finanziamenti per questa tipologia di immobili, ma lo fanno attraverso prodotti del tutto equiparabili – in termini di condizioni – ai mutui tradizionali per l’acquisto di una prima casa. Quindi, pur trattandosi ancora di un mercato di nicchia, la strada percorsa è stata molta, e ancor più grandi sono i margini di crescita del settore».

Fra chi ha presentato richiesta di mutuo per bioedilizia attraverso i due portali, l’importo che si cerca di ottenere è mediamente pari a poco meno di 178.500 euro, equivalenti al 60% del valore dell’immobile. Nell’ 80% dei casi si sceglie il tasso fisso ed il piano di restituzione è previsto in 23 anni. L’età media del richiedente, infine, è pari a 40 anni.

Esaminando più da vicino le richieste raccolte da Facile.it e Mutui.it emergono alcune interessanti differenze a livello territoriale; la regione da cui provengono il maggior numero di richieste di mutui bioedilizia è il Veneto, che ha generato il 26% delle domande. Seguono in classifica la Lombardia e il Piemonte, entrambe con il 13% delle richieste.

I mutui bioedilizia sono prodotti finanziari che possono essere richiesti solo per l’acquisto, la ristrutturazione o costruzione di immobili in legno con specifici requisiti. La maggior parte degli istituti di credito richiede che l’edificio sia ancorato al terreno tramite fondamenta, abbia una classe energetica pari o superiore a B, una resistenza al fuoco almeno R30 e sia stato costruito per durare 50 anni o più.

Il mercato della produzione di case in legno

Nel 2015 il mercato italiano della produzione di case in legno è cresciuto di quasi il 10%, sfiorando i 700 milioni di euro*. Un valore che fa guadagnare all’Italia il quarto posto in Europa; alle spalle di Germania (1,8 miliardi di euro), Regno Unito (1,5 miliardi di euro) e Svezia (1,3 miliardi di euro). (Fonte: elaborazione Centro studi Fla su dati Eurostat).

* Fonte: Federlegno Arredo Eventi per conto di Assolegno – luglio 2017

Mutui: gli importi erogati aumentano del 7,5% in un anno

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Affari, Casa e Giardino, Economia

Prosegue il trend di crescita delle somme erogate dalle banche per i mutui; è questo il primo dato che emerge dall’Osservatorio congiunto realizzato da Facile.it e Mutui.it secondo cui, ad agosto 2017, il valore medio concesso ai mutuatari è stato pari a 121.621 euro, in aumento del 7,5% rispetto a dodici mesi prima.

A questo aumento, si legge nell’analisi condotta su oltre 25.000 richieste finanziamento, corrisponde una crescita dell’importo medio richiesto, che ad agosto 2017, ha raggiunto i 127.701 euro (+3,38%).

Si riduce così il divario tra quanto gli aspiranti mutuatari cercano di ottenere e quanto viene effettivamente finanziato dalla banca. Sempre ad agosto 2017 Il loan to value erogato (rapporto tra il valore dell’immobile da acquistare e l’importo concesso dalla banca) è stato di poco inferiore al 57%, in aumento di 5 punti percentuali rispetto al 2016, mentre il loan to value richiesto (quanto sperano di ottenere i mutuatari in rapporto al costo dell’abitazione) è stato pari al 59,75%.

Altro dato emerso dall’analisi è quello relativo alla durata media dei mutui erogati, che nel corso dei 12 mesi passa da 20 a 22 anni, mentre rimane praticamente invariata l’età dei richiedenti (da 41 anni a 40).

Tasso di interesse, boom per il variabile con cap e il misto

Analizzando il tipo di tasso richiesto dagli aspiranti mutuatari che hanno presentato domanda ad agosto 2017, con il 70,42% del totale il fisso si conferma come il preferito anche se, a ben guardare, si registra una lievissima diminuzione rispetto a quanto non accadeva dodici mesi prima (-0,36 punti percentuali).

Scende al 22,21% la percentuale di coloro che chiedono un mutuo a tasso variabile (-4,42 punti percentuali nell’arco dei dodici mesi), mentre raddoppiano i richiedenti che optano per il tasso misto (che passa dal 2,35% al 4,71%) e aumentano significativamente quelli che intendono indicizzare il proprio finanziamento sfruttando il variabile con cap, che sale dallo 0,24% al 2,66%.

«Il trend cui stiamo assistendo negli ultimi mesi è quello di una leggera diminuzione della domanda di tassi fissi e di variabili puri a favore di prodotti a tasso misto o variabile con cap», ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Questa tendenza è legata da un lato all’atteggiamento degli istituti di credito che cercano di differenziare l’offerta, dall’altro alla volontà dei clienti di scegliere un tasso che consente di partire con un interesse più contenuto rispetto al fisso, senza però rinunciare alla possibilità di tutelarsi da futuri possibili rialzi».

Mutui prima casa, aumento più contenuto

Focalizzando l’analisi sui mutui prima casa, il trend di crescita si conferma, seppur in maniera leggermente più contenuta; l’importo medio richiesto ad agosto 2017 per acquistare l’abitazione principale è stato pari a 137.537 euro (+5,01% rispetto a 12 mesi prima) mentre la somma media erogata dagli istituti di credito ha raggiunto i 117.308 euro (+3,78%).

Sostanzialmente stabili l’età del richiedente, ferma a 38 anni, e la durata mutuo, che passa da 23 a 24 anni.

L’analisi trimestrale

Per avere una visione più ampia, l’Osservatorio Facile.it e Mutui.it ha analizzato anche l’andamento dei mutui nel trimestre giugno–agosto 2017, confrontando i risultati con i tre mesi precedenti (marzo-maggio 2017).

I numeri mettono in luce una lieve diminuzione dell’importo medio richiesto (pari a 130.247 euro, -1,07% rispetto al trimestre precedente), mentre aumenta l’erogato (127.249 euro, +2,50%).

Guardando alla scelta del tasso, nel trimestre giugno-agosto 2017 si registra una diminuzione sia di coloro che scelgono il fisso (sono il 71,11% dei richiedenti, -2,35 punti percentuali rispetto al trimestre precedente) sia di chi preferisce il variabile (23,12%, -0,57 punti percentuali). Aumentano invece le richieste di tasso misto (3,95%, +1,40 punti percentuali) e variabile con cap (1,82%, +1,52 punti percentuali).

Mutui: il 6% di quelli erogati è destinato a cittadini stranieri

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Il 6% dei mutui erogati in Italia è destinato a cittadini stranieri; è questo il primo dato che emerge dall’indagine realizzata da Facile.it e Mutui.it che hanno analizzato un campione di oltre 3.500 pratiche concluse fra il 01 gennaio 2016 ed il 30 giugno 2017.

Dall’analisi emerge che l’importo medio erogato ai mutuatari stranieri è di poco superiore a 109.800 euro e serve a coprire il 68% del valore dell’immobile.

«Secondo numeri ufficiali, vivono stabilmente in Italia oltre 5 milioni di cittadini stranieri.» ha dichiarato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Oltre a chi decide di risiedervi e compra la casa in cui vivere con la famiglia, il nostro Paese attira un numero crescente di investitori stranieri che acquistano anche perché, soprattutto in alcune aree della Penisola, il mattone ha dimostrato di essere un investimento a valore costante se non addirittura crescente. Questo alimenta un mercato ogni giorno più vivo dove la componente degli acquirenti stranieri è ormai una parte molto importante».

La mappa delle nazionalità

Analizzando la nazionalità degli stranieri che hanno ottenuto un mutuo in Italia emerge che il 25,6% delle pratiche andate a buon fine ha riguardato un cittadino di uno stato extraeuropeo. Scendendo nel dettaglio, la classifica dei mutuatari stranieri che hanno comprato casa nel nostro Paese è guidata dai cittadini della Romania, cui fa capo il 15,1% dei mutui erogati a richiedenti con nazionalità non italiana; seguono i cittadini di Albania (11,9%), Svizzera (11,4%), Moldavia (6,8%) e Germania (5,9%). Da notare l’assenza nelle prime posizioni di due nazionalità che invece rappresentano comunità ben consolidate sul territorio italiano: quella cinese e quella marocchina, evidentemente meno inclini a richiedere l’aiuto della banca o ad acquistare immobili.

Le cifre erogate e la percentuale del valore dell’immobile che si vuole finanziare col mutuo variano notevolmente a seconda della nazionalità del richiedente.

I mutuatari di origine rumena, ad esempio, hanno ottenuto in media 105.400 euro, pari al 72% del valore della casa, mentre gli albanesi poco più di 87.200 euro (76% del valore della casa); importi decisamente maggiori per gli inglesi (oltre 193.800 euro, il 68% del valore della casa) e francesi (175.600 euro, il 65% del valore della casa).

Dove sono stati erogati i mutui

Rispetto alla distribuzione territoriale dei mutui erogati, l’analisi restituisce un dato in linea con i flussi migratori, con le regioni del Nord e Centro Italia che guidano la classifica. Alla prima posizione si trova la Lombardia, che da sola genera il 29,7% dei mutui per stranieri; seguono l’Emilia Romagna (12,3%), il Veneto (11%) e il Lazio (10%).

Mutui: nel Lazio servono in media 145 giorni

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Quanto tempo impiegano i laziali per ottenere l’erogazione di un mutuo per l’acquisto della casa? Secondo l’analisi fatta da Facile.it e Mutui.it, in media, occorrono 145 giorni, il 6% in più rispetto alla media nazionale. Lo studio ha seguito l’iter di un campione di circa 650 pratiche concluse fra il 01 gennaio 2016 ed il 30 giugno 2017, evidenziando come dalla prima richiesta di informazioni fino all’effettiva erogazione del finanziamento in regione passino quasi 5 mesi.

«Nel leggere questi dati», ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, «non si può non tenere conto anche di altri fattori importanti; in primis il tempo necessario all’acquirente per concludere la trattativa d’acquisto dell’immobile e, in secundis, quello necessario a raccogliere tutti i documenti indispensabili alla finalizzazione della pratica».

Le province più veloci e le più lente

Secondo i dati elaborati da Facile.it e Mutui.it la provincia del Lazio in cui i tempi fra la prima raccolta di informazioni e la concessione del mutuo sono maggiori è Viterbo, dove in media trascorrono 147 giorni, solo uno in meno per Roma (146), mentre a Latina passano 139 giorni.

Leggendo la classifica dal basso, invece, i mutuatari laziali più veloci a svolgere tutto l’iter legato all’acquisto della casa sono quelli che risiedono in provincia di Frosinone, ai quali bastano solo 117 giorni. Seguono i reatini che in media impiegano 123 giorni.

Valori richiesti ed LTV

L’analisi ha indagato anche in merito alle cifre erogate dalle banche laziali per acquistare o ristrutturare casa con un mutuo.

In media il mutuo concesso in regione è pari a poco più di 134.800 euro, l’11% in più rispetto alla media nazionale, con una forbice provinciale che varia notevolmente, soprattutto in virtù dei prezzi delle case. In cima alla classifica si trova Roma, dove l’importo medio erogato supera i 138.000 euro; seguono Latina (112.000 euro) e Rieti (105.000 euro). I finanziamenti più bassi sono invece quelli di Frosinone, dove i mutuatari ottengono in media 94.000 euro, dato che fornisce un ulteriore elemento per comprendere la velocità dell’iter visto in precedenza.

Analizzando quanta parte del valore degli immobili i laziali vogliono (o possono) finanziare con il mutuo, la media è pari al 57%, mentre i valori provinciali oscillano fra il 56% di Latina e il 66% di Rieti.

Limitando l’osservazione ai mutui concessi per l’acquisto della prima casa, in media nel Lazio sono concessi poco più di 145.500 euro, pari al 65% del valore dell’immobile. Scendono a 142, invece, i giorni che passano dall’individuazione dell’immobile all’erogazione del mutuo.

Mutui: in Toscana il tempo medio di erogazione è di 139 giorni

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Quanto tempo impiegano i toscani per ottenere l’erogazione di un mutuo per l’acquisto della casa? Secondo l’analisi fatta da Facile.it e Mutui.it, dalla prima richiesta di informazioni fino all’effettiva erogazione del finanziamento, in regione passano in media 139 giorni. Lo studio ha analizzato un campione di circa 300 pratiche concluse fra il 01 gennaio 2016 ed il 30 giugno 2017, evidenziando come per il completamento di tutto l’iter occorrano poco più di 4 mesi e mezzo.

«Nel leggere questi dati», ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, «non si può non tenere conto anche di altri fattori importanti; in primis il tempo necessario all’acquirente per concludere la trattativa d’acquisto dell’immobile e, in secundis, quello necessario a raccogliere tutti i documenti indispensabili alla finalizzazione della pratica».

Le province più veloci e le più lente

Secondo i dati elaborati da Facile.it e Mutui.it la provincia toscana in cui i tempi fra la prima raccolta di informazioni e la concessione del mutuo sono maggiori è Pisa, dove passano in media 198 giorni (204 in caso di mutuo prima casa), tempistica che fa guadagnare alla provincia la maglia nera d’Italia. Seguono Siena (163 giorni), Arezzo (160 giorni) e Lucca (154 giorni).

Leggendo la classifica dal basso, invece, i mutuatari toscani più veloci a svolgere tutto l’iter legato all’acquisto della casa sono i pistoiesi, ai quali occorrono 118 giorni. Seguono i fiorentini, che impiegano in media 120 giorni, i residenti in provincia di Massa-Carrara (122 giorni), i grossetani (132 giorni) e i livornesi (139 giorni).

Valori richiesti ed LTV

L’analisi ha indagato anche in merito alle cifre erogate dalle banche toscane per acquistare o ristrutturare casa con un mutuo.

In media il mutuo concesso in regione è pari a poco più di 124.500 euro, con variazioni su base provinciale anche significative. In cima alla classifica si trova, infatti, la provincia di Lucca, dove l’importo medio erogato supera i 142.000 euro, seguono Pisa (135.000 euro) e Livorno (129.500). I finanziamenti di importo minore, invece, sono quelli concessi a Siena (109.000 euro), Massa-Carrara (112.000 euro) e Pistoia (119.000 euro).

Analizzando invece quanta parte del valore degli immobili i toscani vogliano (o possano) finanziare con il mutuo, la media è pari al 58%, con una forbice provinciale che oscilla fra il 50% di Massa-Carrara e il 66% di Lucca.

Limitando l’osservazione ai mutui concessi per l’acquisto della prima casa, in media in Toscana sono concessi poco più di 126.500 euro, pari al 64% del valore dell’immobile, con una tempistica media di 134 giorni tra l’individuazione dell’immobile e l’erogazione del mutuo.

Mutui: in Lombardia servono in media 135 giorni

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia

Quanto tempo impiegano i lombardi per ottenere l’erogazione di un mutuo per l’acquisto della casa? In media, secondo un’analisi fatta da Facile.it e Mutui.it, 135 giorni. Lo studio ha seguito l’iter di un campione di quasi 1.000 pratiche concluse fra il 01 gennaio 2016 ed il 30 giugno 2017, evidenziando come dalla prima richiesta di informazioni fino all’effettiva erogazione del finanziamento passino circa 4 mesi e mezzo.

«Nel leggere questi dati», ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, «non si può non tenere conto anche di altri fattori importanti; in primis il tempo necessario all’acquirente per concludere la trattativa d’acquisto dell’immobile e, in secundis, quello necessario a raccogliere tutti i documenti indispensabili alla finalizzazione della pratica».

Le province più veloci e le più lente

Secondo i dati elaborati da Facile.it e Mutui.it la provincia lombarda in cui i tempi fra la prima raccolta di informazioni e la concessione del mutuo sono maggiori è Milano, dove passano in media 143 giorni, solo uno in meno per Varese (142) e 10 per Pavia, terza con una media di 133 giorni.

Leggendo la classifica dal basso, i mutuatari lombardi più veloci a svolgere tutto l’iter legato all’acquisto della casa sono quelli che risiedono in provincia di Sondrio, cui bastano appena 102 giorni. Secondi i bergamaschi che impiegano in media 115 giorni e precedono di un soffio i bresciani (122 giorni).

Valori richiesti ed LTV

L’analisi ha indagato anche in merito alle cifre erogate dalle banche lombarde per acquistare o ristrutturare casa con un mutuo.

In media il mutuo concesso in regione è pari a poco più di 127.000 euro, ma anche su questo parametro i valori oscillano notevolmente da una provincia all’altra, soprattutto in virtù dei prezzi del mattone.

Ecco quindi che, prevedibilmente, i mutui di importo maggiore sono quelli accordati ai residenti della provincia di Milano (139.000 euro), che precedono quelli di Monza e Brianza (128.000 euro) e Lecco (126.000 euro). I finanziamenti di importo minore, invece, sono quelli erogati a Sondrio (73.000 euro), il che fornisce un ulteriore elemento per comprendere la velocità dell’iter visto in precedenza.

Se si va a vedere quanta parte del valore degli immobili i lombardi vogliano (o possano) finanziare con il mutuo, la media è pari al 62%, mentre i valori provinciali oscillano fra il 57% di Sondrio ed il 65% di Brescia, Como e Lodi.

Limitando l’osservazione ai mutui concessi per l’acquisto della prima casa, in media in Lombardia sono concessi poco meno di 134.750 euro, pari al 66% del valore dell’immobile. Restano ancora 135, invece, i giorni che passano dall’individuazione dell’immobile all’erogazione del mutuo.

Mutui prima casa: in Italia servono in media 134 giorni

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Quanto tempo occorre per ottenere l’erogazione di un mutuo prima casa in Italia? Molto, ma non moltissimo; secondo Facile.it e Mutui.it, che hanno seguito l’iter di un campione di quasi 1.800 pratiche concluse fra il 01 gennaio 2016 ed il 30 giugno 2017, dalla prima richiesta di informazioni fino all’effettiva erogazione il sole sorge e tramonta 134 volte, ovvero servono circa 4 mesi e mezzo.

L’analisi ha evidenziato che esistono differenze importanti nei tempi sia in base alla tipologia di mutuo richiesto – si oscilla fra i 115 giorni del finanziamento per liquidità ai 140 di quello legato alla surroga, in assoluto il più lento – sia in base alla regione in cui si presenta la richiesta di mutuo.

«Nel leggere questi dati», ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, «non si può non tenere conto anche di altri fattori importanti; in primis il tempo necessario all’acquirente per concludere la trattativa d’acquisto dell’immobile e, in secundis quello necessario a raccogliere tutti i documenti indispensabili alla finalizzazione della pratica».

Le più veloci e le più lente

Secondo i dati elaborati da Facile.it e Mutui.it, se si osservano le sole pratiche legate all’acquisto della prima casa, la regione in cui gli aspiranti mutuatari devono aspettare più a lungo è l’Umbria con un tempo medio, fra la prima richiesta di informazioni e l’effettiva erogazione, di ben 153 giorni. Appena sotto la soglia dei 5 mesi la Sardegna ed il Piemonte (entrambe 147 giorni); sopra la media italiana anche Calabria (143 giorni), Puglia (139), Campania (138) e Lombardia (135).

Curiosamente, però, la maglia nera in ambito provinciale è conquistata da Pisa che, con ben 204 giorni di media, è il posto in cui è stato necessario il tempo maggiore per arrivare alla conclusione dell’acquisto immobiliare tramite mutuo.

Osservando la classifica in senso opposto, i mutuatari più fortunati sembrano essere quelli residenti nel Friuli Venezia Giulia, “costretti” ad attendere solo 94 giorni prima di entrare nella loro nuova casa.

Alle loro spalle i richiedenti del Trentino Alto Adige (112 giorni), della Liguria (115) e del Veneto (120 giorni).

Il primato del Friuli Venezia Giulia si conferma anche a livello provinciale con Udine e Gorizia ai primi due posti della classifica delle province più rapide (82 ed 83 giorni in media).

Valori richiesti ed LTV

«Anche in Italia» continua Cresto, «i consumatori cominciano ad informarsi molto tempo prima e, secondo il nostro osservatorio, se si stratta di prima casa quasi il 50% cerca di capire quali siano le sue reali possibilità di finanziamento prima ancora di aver individuato l’immobile. Nel fare questo l’aiuto di un consulente super partes ed il confronto fra le offerte diventano fondamentali».

L’analisi dei due portali ha indagato anche le cifre richieste in media per acquistare la prima casa ed il rapporto fra valore dell’immobile ed importo del mutuo erogato.

In base al primo parametro le richieste di importo maggiore sono state presentate in Trentino Alto Adige con valori appena inferiori ai 151.000 euro; a seguire nel Lazio (145.600 euro) e in Lombardia (134.750 euro), ma sono Sicilia e Campania le regioni in cui pare i mutuatari abbiamo maggiore necessità dell’aiuto della banca dal momento che la cifra che si richiede servirà a finanziare, rispettivamente, il 73% ed il 71% del valore dell’immobile.

I cittadini stranieri in Italia

Gli stranieri che richiedono un mutuo per comprare casa nel nostro Paese sono sempre di più e, per questo motivo, Facile.it e Mutui.it hanno indagato anche se ci siano variazioni nei tempi a seconda della nazionalità del richiedente.

Se per un italiano i tempi medi per concludere un acquisto con mutuo prima casa sono pari a 134 giorni, questo valore si abbassa a 117 se il richiedente ha nazionalità di uno stato europeo non aderente alla moneta unica né facente parte dell’Unione e a 104 se la sua nazionalità è extra europea.

Non bisogna, però, farsi prendere da facili moralismi; il dato va considerato alla luce di forti differenze culturali; un cittadino straniero che sceglie di acquistare casa in Italia tenderà a rivolgersi all’Istituto di credito solo dopo aver effettivamente individuato l’immobile e questo, come abbiamo visto, riduce notevolmente i tempi.

Anche per quello che riguarda le cifre richieste, si evidenziano forti differenze; per un italiano in media 130.000 euro, 107.000 per un europeo “non comunitario” e 102.000 per un extra europeo.

«Come avvenuto negli anni precedenti alla crisi economica del 2007» ha concluso Cresto, «la ripresa del mercato passa anche dall’acquisto di immobili da parte di cittadini stranieri. I loro acquisti consentono un miglioramento abitativo ai precedenti proprietari e ciò innesca un meccanismo positivo di cui tutti beneficiano. Sarà curioso vedere, fra qualche tempo, se l’effetto della Brexit spingerà i sudditi della Regina Elisabetta ad acquistare casa all’estero, magari in Italia, nazione dove storicamente amano investire».