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Milano Art Gallery: Giuseppe Oliva porta in mostra le sue Impressioni del tempo

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Torna alla Milano Art Gallery Giuseppe Oliva, l’artista siciliano che riporta con raffinatezza sulla tela le influenze della propria terra d’origine. Alle 18 di giovedì 6 giugno inaugurerà in via Alessi 11, nel cuore di Milano, la sua personale intitolata Impressioni del tempo. Presentata dal curatore di eventi e grandi mostre Salvo Nugnes e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, l’esposizione mira a presentare il pittore ragusano al culmine della sua carriera creativa.

Il titolo stesso, Impressioni del tempo, indica le intenzioni della mostra e, al contempo, mette in evidenza una delle principali caratteristiche di Giuseppe Oliva. Con una sensibilità unica, l’artista riesce a includere sulla tela quelle particolari percezioni che accompagnano la ciclicità delle stagioni, esplicandole nei toni che rimandano alla sua Sicilia.

Nato a Vittoria, in provincia di Ragusa, nel 1949, Oliva intraprende giovanissimo la carriera dettata dall’estrosità, influenzato in particolar modo dal trasferimento a Trapani. L’ambiente è di forte impatto e le tracce di questo speciale incontro si ritrovano tuttora nelle sue tele, specie in quelle tonalità di blu che richiamano il mare. Spostatosi successivamente a Varese, il pittore unisce nei suoi lavori tanto il Mediterraneo quanto le colline lombarde, lasciando che la sua pittura prenda un carattere quasi scultoreo. Attraverso spatolate cangianti nelle molteplici sfumature, i dipinti di Giuseppe Oliva vibrano di luce, si muovono, portano in vita le emozioni che il paesaggio suscita.

Di lui scrive Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery: «Se si desidera concentrare una stagione su una tela è sufficiente prendere a riferimento un’opera di Giuseppe Oliva. È come osservarla in una boule de neige al cui interno vanno a librarsi solamente le sensazioni e le caratteristiche migliori di quei mesi. Con generose spatolate di vivi colori l’artista intesse le trame pregiate del tempo e le fa respirare con vibranti riflessi di luce. I suoi lavori infatti si generano dalla natura e la portano con sé, facendoci inspirare la pienezza dello spazio».

La mostra rimarrà aperta fino al 20 giugno, tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, a eccezione della domenica. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 02 7628 0638, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Spoleto Arte a cura di Sgarbi: l’inaugurazione con Alberoni e il Premio Margherita Hack

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La grande mostra internazionale Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi si aprirà a Spoleto, al Palazzo Leti Sansi (via Arco di Druso 37), nel contesto del Festival dei Due Mondi. Alle 17 di sabato 29 giugno il noto sociologo Francesco Alberoni inaugurerà la kermesse trattando uno dei suoi argomenti prediletti, ossia il tema dell’Amore, in tutte le sue sfaccettature.

Ideata e organizzata dal manager dei vip Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, l’esposizione porta i contributi di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra queste si citano la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, la pittrice Antonella Cappuccio Muccino e il presidente del Festival dei 2 Mondi Umberto De Augustinis.

Come da tradizione, si iscrive all’interno di questo meraviglioso contesto il Premio Margherita Hack. Evento nell’evento, il prestigioso riconoscimento istituito in memoria della celebre astrofisica Margherita Hack porterà un ulteriore messaggio positivo in una mostra all’insegna della libera creatività. Alle 11 di domenica 30 giugno infatti verranno qui premiati diversi personaggi illustri che si sono contraddistinti nell’ambito dell’arte, della cultura, dello sport, della scienza, della musica, dell’eccellenza femminile e del giornalismo. Il comitato è composto da una giuria di esperti presieduta da Francesco Alberoni. Ne fanno parte il grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, Maria Rita Parsi e molte altre celebri personalità.

La cerimonia di premiazione avverrà dunque il giorno successivo al vernissage della rassegna spoletina, che resterà accessibile gratuitamente fino a lunedì 22 luglio 2019. Il prof. Vittorio Sgarbi spiega così l’intento della manifestazione: «Spoleto Arte si affianca con molta intelligenza al Festival dei Due Mondi e attualmente ne è quasi l’unica forma di manifestazione d’arte. Il Festival non ha quasi mai avuto una particolare inclinazione per l’arte e questa mostra ne è un’integrazione giusta e opportuna. Io e Salvo siamo quindi i creatori, nel contesto della rassegna, della componente relativa alle arti visive. Le iniziative di Salvo sono “salva artisti”, sono una sorta di “scialuppa di salvataggio” per coloro che vogliono esprimere che “esistono”».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190 o il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte.it o visitare il sito www.spoletoarte.it.

Gli scatti di Maria Pia Severi alla Milano Art Gallery: due chiacchiere con la talentuosa artista

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Dall’11 al 25 maggio 2019 la fotografa modenese Maria Pia Severi esporrà alla Milano Art Gallery in via Ampère 102 (zona piazzale Loreto, MI) una serie di fotografie scattate nelle più belle città d’Italia, tra cui spicca Genova. Durante il vernissage, che si terrà alle 18 di sabato 11 maggio, la Severi presenterà il suo libro fotografico I colori di Genova con il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, il direttore di Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara e mons. Giovanni Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa.

In vista dell’evento ci siamo tolti qualche curiosità…

  1. I colori di Genova è uno splendido omaggio alla città. Qual era la sua impressione prima di entrarvi? E alla fine del suo tour?

Quando sono andata nel 2013 era la prima volta che la visitavo per un periodo così lungo. Inconsciamente mi venivano alla mente le strofe della canzone “Genova” di Paolo Conte: “ma quella faccia un po’ così/quell’espressione un po’ così/che abbiamo noi prima di andare a Genova”. Suscitava in me un senso di dubbiosa melanconia…

Una volta però arrivata a Genova, illuminata da uno splendido sole che colorava intensamente tutte le cose, mi è apparsa a dir poco bellissima e non me ne sarei più andata.

  1. So che è rimasta colpita soprattutto dalla gente, dalla sua ospitalità, che ha anche stretto amicizia con diversi abitanti dei carrugi. C’è un incontro che ricorda in modo particolare?

Lungo i “carrugi”, gli stretti vicoli che attraversano Genova, e precisamente il Prè, definiti ancora zona degradata e pericolosa, era così tanta la gioia che traspariva dal mio volto e la determinatezza del mio procedere che riuscii a fare amicizia con un gruppo di immigrati che in parte mi scortarono nel mio tour.

Fra i genovesi che mi contattarono di loro iniziativa ricordo in particolare una donna anziana che si fermò accanto a me mentre stavo ammirando, naso in su, un tabernacolo dedicato alla Vergine. La signora mi prese in disparte e mi confidò che un tempo chi si apprestava a partire su una nave per parecchi giorni, commissionava spesso, a seconda dei suoi gusti e delle sue finanze, la costruzione di un tabernacolo dedicato alla Vergine o ai santi, tabernacoli tutti situati in alto sulle vie e chiamati “edicole votive”. Aggiunse anche che a memoria d’uomo non vi sia stato un solo marinaio (fra quelli che fecero edificare tali edicole votive) che non sia poi tornato sano e salvo dal viaggio per mare.

  1. Una delle tappe obbligatorie per tutti: l’Acquario di Genova. Molti dei suoi scatti sono dedicati agli animali marini. Alla luce delle ultime notizie sullo stato degli oceani e dei mari pensa che da Genova possa partire un messaggio positivo per l’Italia?

Certo, le immagini dimostrano che, pur essendo un paesaggio artificiale, l’Acquario dà l’idea di quella pulizia dei fondali che nei mari dovrebbe esserci ma purtroppo non c’è. Tutti sappiamo che i nostri mari sono pieni di plastiche non biodegradabili che purtroppo stanno diventando alimento dei pesci che noi mangiamo. Quindi si impone una legislazione mondiale che metta fine a questo scempio.

  1. Rimane poi il dramma del ponte Morandi e delle zone degradate. Genova ha anche i suoi lati oscuri. Ne ha riscontrati anche nella sua visita?

Per quanto riguarda il ponte Morandi, una storiaccia attualmente al vaglio della magistratura, la notizia positiva è che il ponte è già stato quasi tutto demolito e che (speriamo) presto inizierà la costruzione del nuovo ponte che romperà l’isolamento di una parte consistente della città ridandole nuove prospettive di sviluppo.

Per quanto riguarda le zone degradate e i lati oscuri, non ho trovato né più né meno di quello che ho trovato nelle grandi città con grandi porti, certamente meno della vicina Marsiglia o di Amsterdam o di Amburgo dove, al calar della notte, si rischia di essere derubati o accoltellati a ogni passo.

  1. Qual è l’emozione che le ha regalato questa città e che si porterà sempre appresso?

Premesso che Genova è una città di persone anziane (dato che le scarse opportunità di lavoro fanno fuggire i giovani, molti verso la vicina Versiglia) debbo dire che quelle che ho incontrato si sono dimostrate all’altezza di ragazzi giovani e lucidi ed anzi l’esperienza che hanno acquisito via via li ha resi ancora più colti e interessanti. Mi ricordo di ognuno di loro e delle cose che da loro stessi ho imparato.

  1. Nel libro ci sono diversi ritratti femminili. Come ha scelto i suoi soggetti?

Alcuni per caso, altri recandomi nei bar o nei negozi.

Con una bella dose di sfacciataggine, se chi gestiva tali locali era un uomo, gli chiedevo se dietro le quinte avesse del personale femminile e, se vi era e rispondeva ai miei interessi, prima di tutto chiedevo se era veramente genovese e poi, possibilmente, di non mettersi in posa, ottenendo spesso dei risultati insperati. Molte ragazze sono ritratte tuttavia sorridenti e questo lo devo al fatto che io stessa sorridevo loro fotografandole e, così, contagiandole.

  1. Se adesso si trovasse a Genova e avesse tra le mani la sua macchina fotografica, su cosa punterebbe subito l’obiettivo?

Essendo una cd. “esperta in volti”, nel fotografare i volti cercherei di cogliere come i genovesi vivono questo doloroso momento.

  1. L’11 maggio inaugurerà la sua personale dal titolo I colori di Genova alla Milano Art Gallery: come mai portare Genova a Milano?

Fare una mostra su Genova a Genova in questo momento non ha senso, essendo subissata dai problemi, pertanto quale città meglio di Milano (città a cui io sono molto legata, avendovi vissuto per molto tempo quando ero avvocato) può fare da cassa di risonanza per cercare di aiutare a risolvere i gravi problemi dei genovesi? Si noti che Milano è l’unica città italiana di risonanza europea.

  1. So che da tanti anni conosce il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, agente di noti personaggi famosi del mondo della cultura e dello spettacolo come Vittorio Sgarbi, Margherita Hack, Francesco Alberoni, e che c’è una grande stima e ammirazione da parte del direttore nei suoi confronti. Come e quando vi siete conosciuti?

Prima di tutto debbo ribadire, nei confronti del direttore, la reciprocità della mia stima e amicizia nei suoi confronti.

Ci siamo conosciuti per la prima volta circa vent’anni fa, alla Galleria 56 di Bologna, dove mi pregio anche di aver conosciuto per la prima volta Vittorio Sgarbi, al quale devo anche la disinteressata prefazione di alcuni miei volumi, oltre che alla presentazione di molte delle mie mostre.

Avendo col dr. Nugnes un rapporto fraterno e avendo questi una conoscenza da vicino delle mie opere, egli mi ha aiutato a crescere professionalmente organizzandomi mostre ed eventi in tutto il mondo.

Genova alla Milano Art Gallery: la fotografa Maria Pia Severi presenta il ritratto della città

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Si accende con I colori di Genova la Milano Art Gallery, sita in via Ampère 102, a Milano. La presentazione del libro dedicato alla città ligure dalla fotografa Maria Pia Severi si terrà qui, in zona piazzale Loreto, dall’autrice stessa, coadiuvata da un trio di esperti. Il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, il direttore di Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara e mons. Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa saranno infatti presenti sabato 11 maggio per l’inaugurazione della mostra omonima. Il brindisi iniziale è previsto per le 18, dando il via così a una vera e propria immersione tra le pagine fotografiche de I colori di Genova.

Ad accompagnare il pubblico nella descrizione dei luoghi genovesi e dei volti incontrati per i carrugi, gli scatti della Severi verranno proiettati su uno schermo, mentre le pareti della galleria ospiteranno ulteriori foto della nostra, derivanti da altre sue ricerche.

Originaria di Carpi, Maria Pia Severi vive oggi a Modena, dove ha esercitato la professione di avvocato. La fotografia è sempre stata per lei una passione capace di suscitare un continuo interesse, dimostrato dalle numerose sue pubblicazioni. I colori di Genova costituiscono infatti il quattordicesimo volume di fotografie d’arte dedicato a una città.

Al quesito sul perché esponga i suoi scatti di Genova a Milano, la fotografa modenese risponde prontamente: «Fare una mostra su Genova a Genova in questo momento non ha senso, essendo subissata dai problemi, pertanto quale città meglio di Milano (città a cui io sono molto legata, avendovi vissuto per molto tempo quando ero avvocato) può fare da cassa di risonanza per cercare di aiutare a risolvere i gravi problemi dei genovesi? Si noti che Milano è l’unica città italiana di risonanza europea».

Da sempre attenta alle espressioni, essendo esperta nel ritrarre i volti, Maria Pia Severi è riuscita a cogliere ne I colori di Genova l’anima e il cuore della città lasciandosi contagiare dallo spirito della gente, entrando senza timori in contatto con la loro quotidianità. Dalle sue foto si potrà essere accarezzati da quel soffio di vita che fa vibrare di emozioni Genova stessa.

La personale fotografica sarà visitabile fino al 25 maggio 2019, tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, eccetto la domenica. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 02 76280638, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it

A Pro Biennale si brinda con un vino d’arte: le Tenute Orestiadi scelte tra i partner

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Nel contesto artistico di Venezia e della mostra Pro Biennale presentata dal prof. Vittorio Sgarbi, presso due prestigiose sedi quali la Scuola Grande di San Teodoro e lo Spoleto Pavilion non poteva mancare un vino d’arte per il brindisi d’inizio, fissato per domenica 5 maggio. Partner speciali di Spoleto Arte, organizzatrice dell’evento capitanato dal suo presidente Salvo Nugnes, sono le Tenute Orestiadi, che si occuperanno proprio del prezioso contenuto dei calici.

Nata nel 2008 nella siciliana Valle del Belìce, l’azienda di Gibellina ha saputo valorizzare lo stretto rapporto tra agricoltura e arte facendone il proprio tratto identitario. A partire da Pro Biennale, negli spazi espositivi siti rispettivamente in Campo San Salvador 4810 e in Calle dei Cerchieri 1270, l’impresa contribuirà a rendere i più importanti eventi realizzati da Spoleto Arte dei veri e propri momenti memorabili. Le Tenute Orestiadi hanno infatti iscritto nel loro DNA il ruolo importante che l’arte svolge nell’unire le persone e hanno saputo adattare questa loro caratteristica plasmandola con la ricchezza mitica e produttiva dei colori e dei profumi mediterranei.

La stessa loro barricaia può essere definita a tutti gli effetti un museo d’arte contemporanea permanente, il Barriques Museum. L’azienda mette così sullo stesso piano produzione e fruizione, di modo che la formalità e la linearità dello spazio espositivo si fondano con la semplicità e ritualità del vino in una città che è essa stessa museo en plein air. Le collaborazioni con la Fondazione Orestiadi e l’Accademia di Belle Arti di Brera consentono alle Tenute di ideare e realizzare progetti sempre nuovi, rendendo ancor più saldo il legame tra vino e arte. A queste va ad aggiungersi quest’anno la possibilità di dimostrare la veracità di quest’unione al di là del suo carattere insulare, proprio con Pro Biennale. In questa cornice già ricca d’arte e cultura giungeranno numerosi ospiti illustri. Dal conduttore e attore Beppe Convertini all’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí fino al direttore d’orchestra in collaborazione con il Teatro La Fenice Silvia Casarin Rizzolo. Dalla giornalista Antonietta Di Vizia della RAI a Daniela Testori, communication manager, dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa a mons. Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa, dal vicepresidente del Museo Canova Valerio Favero a Patrick di Striscia La Notizia. Apporteranno infine il loro prezioso contributo alla mostra il soprano Katia Riciarelli, Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e «Diva e Donna», la nota scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

San Valentino alla Milano Art Gallery con Silvana Giacobini per il Premio Tamara de Lempicka

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Ieri, giovedì 14 febbraio, è stato un giorno speciale per la Milano Art Gallery di via Alessi 11. Non solo per via del tanto atteso o schivato San Valentino. Nella storica galleria nel cuore di Milano è stata inaugurata la mostra dedicata all’International Art Prize Tamara de Lempicka. Madrina dell’evento, la celebre giornalista e scrittrice Silvana Giacobini che per l’occasione ha presentato il suo libro Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana (Cairo, 2018).

All’inaugurazione dell’esposizione, ideata e organizzata dal manager di volti noti Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, hanno preso parte anche Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra del Teatro La Fenice e Daniela Testori di Testori Comunicazione. Alla location, allestita con le opere di artisti che hanno voluto omaggiare il ricordo della grande Tamara de Lempicka o che hanno portato temi e stili cari al mondo femminile, è stato conferito il prestigioso premio di riconoscimento. La giuria, oltre alle personalità che hanno fisicamente presenziato al vernissage, era composta anche dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal direttore del Premio Modigliani Alberto D’Atanasio.

Presenti alla kermesse anche l’arcivescovo Mapelli, primate presso Chiesa Cristiana Antica Cattolica e Apostolica, e il direttore della Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara.

Ma sveliamo ora i nomi degli artisti premiati ed espositori: Anna Actis Caporale, Patrizia Almonti, Manuela Andreoli, Angela Augelli, Andra Magdalena Butnariu, Concetta Capotorti, Loredana Caretti, Margherita Casadei, Anna Catalano, Maria Cavaggioni, Rosanna Cecchet, Francesca D’Alessio, Gino Dalle Luche, Ida De Vincenzo, Marilena Di Vito, Daniele Digiuni, Giorgio Fagotto, Giusy Cristina Ferrante, Angelica Flores, Francesca Gabriele, Carla Gallato, Ornella Gario, Cristina Giovannucci, Laura Lepore, Rosa Maria Lo Bue, Maria Agnese Lunati, Fabiana Macaluso, Francesca Aurora Malatesta, Malgorzata Buczek-Sledzinska, Angiolina Marchese, Barbara Maria Maresti, Luigina Massaria, Marzia Massetti, Alessio Mazzarulli, Renate Merzinger-Pleban, Beatrice Moggi, Susanna Murgia, Roberta Musi, Paivyt  Niemelainen, Giada Paolini, Francesca Pezzola, Luisa Piglione, Angela Procopio, Giulia Quaranta Provenzano, Mariagrazia Raffaelli, Orlando Rosa, Fernanda Sacco, Donatella Saladino, Angelo Scuderi, Carla Tomatis, Anna Trzuskolas, Zeno Da Verona, Rita Vitaloni, Elisabetta Vivian e Mariagrazia Zanetti.

Le loro opere rimarranno esposte alla Milano Art Gallery fino a giovedì 7 marzo. La galleria, ad ingresso libero, è visitabile tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, ad eccezione della domenica.

Venezia: il contributo di Michele Placido per il Carnevale di Spoleto Arte di Sgarbi

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Meno di un mese ci separa dall’inaugurazione del Carnevale dell’Arte a Venezia, appuntamento di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi. Previsto per giovedì 21 febbraio alle 16 nella prestigiosa Scuola Grande di San Teodoro (San Marco, 4810, Campo San Salvador), il vernissage vedrà la presenza di numerosi personaggi noti del mondo della cultura e dello spettacolo. A pochi passi dal Ponte di Rialto apriranno il Carnevale dell’Arte a Venezia il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, Silvia Casarin Rizzolo, il direttore d’orchestra del Teatro La Fenice, lo scrittore Jacopo Fo, figlio del noto Premio Nobel e Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte e manager di noti vip.

Perla di quest’incontro di Spoleto Arte sarà l’allestimento di uno spazio riservato alla rievocazione di Dario Fo. Il grande Premio Nobel verrà ricordato attraverso le foto di Roberto Villa, suo amico, la biografia e alcuni scritti a lui dedicati. A questo si aggiunge poi il contributo dell’attore, regista e sceneggiatore Michele Placido, in tournée in questi giorni con Piccoli crimini coniugali assieme ad Anna Bonaiuto e con Serata romantica a cura di Davide Cavuti. L’attore, famoso per il ruolo del commissario di polizia Corrado Cattani nella serie La piovra, ha voluto così ricordare l’amico: «Aveva una grande capacità di intrattenere, ma non soltanto sul palcoscenico. […] Era talmente generoso nel dare, ma con una cultura, una profondità rara negli artisti italiani di teatro, e non solo del pensiero italiano, anche europei. […] Ancora oggi ci manca Dario Fo. Non ce n’è, manca al teatro, ci manca, ci manca tanto, soprattutto per i giovani». E aggiunge inoltre come il Premio Nobel a lui conferito sia stato un riconoscimento appropriato, al di là delle critiche, proprio perché Dario Fo è stato un artista a tutto tondo.

Proprio su quest’aspetto punta la mostra Carnevale dell’Arte a Venezia che, in un contesto arricchito dai festeggiamenti, si prefigge il compito di portare l’arte e i suoi interpreti in primo piano. La posizione centrale, il momento perfetto, il ricordo di un grande della cultura italiana e gli ospiti illustri saranno quindi tutti elementi che renderanno la mostra un vero gioiello nel cuore di un’antica tradizione.

L’esposizione Carnevale dell’Arte a Venezia resterà accessibile gratuitamente al pubblico fino al 24 febbraio, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Alla Milano Art Gallery l’International Art Prize “Tamara de Lempicka”

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Si susseguono ravvicinati gli appuntamenti siglati Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi. Tra i più interessanti figura senz’altro l’International Art Prize Tamara de Lempicka, in nome della celebre pittrice polacca. Al riconoscimento, dedicato all’arte contemporanea, è riservata una mostra dal 14 febbraio al 7 marzo 2019 presso la Milano Art Gallery di via Alessi 11 (MI). Il vernissage, alle 18 di giovedì 14 febbraio, consisterà in una cerimonia di premiazione in cui gli artisti verranno messi in primo piano.

La kermesse, che ha come madrina la Lempicka, si colloca quale punto di passaggio tra due ricorrenze simboliche, quella di San Valentino e la Festa delle Donne, costituendo un ponte di collegamento in grado di unire più istanze culturali. I temi forti che vedono arte, donne e carattere confluire nella forma dell’International Art Prize Tamara de Lempicka troveranno finalmente un volto negli artisti contemporanei insigniti con il riconoscimento.

Notevole inoltre la Giuria del Premio, composta dalla giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», da Silvia Casarin Rizzolo, direttore dell’Orchestra del Teatro La Fenice, da Daniela Testori di Testori Comunicazione, da Roberto Villa, fotografo di fama internazionale, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, da Salvo Nugnes, manager di grandi personaggi, ideatore e organizzatore del premio, e da Alberto D’Atanasio, direttore del premio Modigliani.

In aggiunta, la stessa galleria si presenta come un’ottima location, la cui fama è preceduta da una lunga tradizione di eventi di rilievo. Basti pensare che la struttura, esistente da oltre cinquant’anni, viene riconosciuta come luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show. Qui un giovane Vittorio Sgarbi faceva il suo debutto offrendo consigli per l’acquisto di opere d’arte; sempre qui hanno esposto grandi maestri italiani, riconosciuti in tutto il mondo: Renato Guttuso, Gino De Dominicis, Mario Schifano e molti altri.

Alla Milano Art Gallery ci si prepara dunque ancora una volta per un momento memorabile.

Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190 o il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it. La galleria è aperta dal lunedì al sabato, dalle 14.30 alle 19.

Renata Bertolini ne La pittura dell’anima alla Milano Art Gallery

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Milano Art Gallery apre la sua rassegna 2019 con un’importante mostra personale dell’artista Renata Bertolini. Intitolata La pittura dell’anima, l’esposizione vedrà il contributo della nota psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi e si potrà visitare dall’11 gennaio al primo febbraio. A “La Porta Verde”, location targata Milano Art Gallery situata in via Ampère 102 (MI), l’artista inaugurerà la sua personale proprio venerdì 11 gennaio alle 18. Per l’occasione, il lavoro della pittrice sarà presentato, oltre che dalla celebre Maria Rita Parsi, anche dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dall’organizzatore dell’evento, il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes.

Renata Bertolini, legata a Maria Rita Parsi da una duratura amicizia, inizia a dipingere da autodidatta, trovando in questa sua passione un valido e piacevole motivo di scavo profondamente autobiografico. Partendo da bozzetti a matita, l’artista passa poi alla pittura ad olio, non abbandonando mai queste tecniche nel corso della sua carriera e dei diversi stili da lei affrontati. Pur nella varietà della sua vasta opera, si può ritrovare nei suoi lavori una predilezione per il volto umano, visi in cui la pittrice si rispecchia. E si riconosce anche lo spettatore, in risposta a quel comune sentire che anima l’inconscio di ciascuno.

Di Renata Bertolini scriverà anche il prof. Vittorio Sgarbi: «Il caso della Bertolini è quello di una singolare coincidenza tra il linguaggio dei segni da lei inventato, quindi totalmente suo, e un linguaggio verbale che è quello che noi comunichiamo, cioè a dire che questi quadri come avviene, hanno un titolo. L’artista parte dall’idea che il linguaggio del segno, assolutamente suo, alla fine si può identificare con il linguaggio della parola, e quindi i titoli che le opere d’arte hanno corrispondono al contenuto che autonomamente il suo segno ha costruito. La Bertolini ha dato dimostrazione di metodo molto importante, cioè che ogni mano, in particolare la sua, ha una lingua. Io credo che le sue opere comunichino in maniera assolutamente perfetta quello che poi il linguaggio verbale traduce».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Milano Art Gallery: Sanremo apre il 69° Festival con Spoleto Arte di Sgarbi

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Manca davvero poco all’apertura della mostra dal titolo “Festival dell’Arte”, il prossimo appuntamento di Spoleto Arte, a cura del noto critico, il professor Vittorio Sgarbi. L’evento, che si terrà dal 4 febbraio al 3 marzo 2019, in concomitanza con il 69° Festival di Sanremo, avrà luogo nell’esclusiva sede ligure della storica Milano Art Gallery, la galleria Bonbonniére. Situata nel cuore di Sanremo, in corso degli Inglesi, 3, di fronte al famoso Casinò, l’esposizione è stata ideata e organizzata dal manager della cultura e direttore delle Milano Art Gallery, Salvo Nugnes.

Il vernissage è previsto per il 4 febbraio alle ore 18 e vedrà il contributo di molte personalità quali: il mitico cantante Al Bano, il soprano Katia Ricciarelli, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, Vittorio Sgarbi, lo stilista internazionale Alviero Martini, noto per la linea 1ᴬ Classe, e il fotografo di fama internazionale Roberto Villa.

Salvo Nugnes spiega: “La mostra si svolge proprio in concomitanza con il famoso Festival della Canzone. Questa scelta non è ovviamente casuale. Abbiamo voluto dare ulteriore visibilità alle opere dei talentuosi artisti e creare un simbolico ponte di collegamento tra arte e musica, due linguaggi da sempre fondamentali, che non hanno barriere di condizionamenti e possono penetrare libere nel cuore e nell’anima di tutti”.

Per qualsiasi informazione potete chiamare il numero 0424525190, scrivere all’indirizzo org@spoletoarte.it o visitare i siti www.milanoartgallery.it o www.spoletoarte.it.