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Un viaggio nell’intimità con Daniela Delle Fratte alla Milano Art Gallery

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Rientra dall’emozionante tour in Russia con i Mondiali dell’Arte la talentuosa artista Daniela Delle Fratte, conosciuta sotto lo pseudonimo DiDiF. La mostra, organizzata da Spoleto Arte, si è tenuta il 10 e il 13 giugno, rispettivamente a San Pietroburgo e a Mosca, e, a distanza di un mese, la pittrice si prepara a inaugurare la sua personale mercoledì 11 luglio alla Milano Art Gallery.

In via G. Alessi 11, nel cuore di Milano – la storica galleria, ricordata da molti come la sede di riferimento del Maurizio Costanzo Show, con un giovane Vittorio Sgarbi che dava i consigli per gli acquisti delle opere d’arte – l’evento organizzato dal manager dei VIP Salvo Nugnes, direttore di Milano Art Gallery, avrà inizio dalle 18.30.

In vista dell’attesa esposizione, ci apprestiamo dunque a conoscere meglio l’artista romana, classe 1961, che, dopo aver frequentato il Liceo scientifico, si laurea in Sociologia alla Sapienza.

All’origine dei suoi lavori vi è la volontà di trasmettere delle sensazioni attraverso un’indagine, un confronto e, infine, una rappresentazione dei sentimenti umani attraverso i fenomeni della natura. Le sue opere arrivano perciò a parlare di lei e di noi.

Scrive così Salvo Nugnes sul suo conto: «Nessuno più di Daniela Delle Fratte riesce a raffigurare il cosmo di emozioni che nasce in noi e ci travolge attraverso paesaggi naturali idilliaci. L’esterno coincide con l’interno e lo rivela innalzandolo a poesia. Così in Fonte emotiva una cascata fa da tramite tra cielo e terra, trasformandosi da nube a lago placido. Un ciclo mutevole di sentimenti che colma con la sua forza dirompente l’animo dell’uomo. A guardare il dipinto l’osservatore può ritrovare la pace dei sensi: pure essendoci dei violenti scossoni, la pienezza dell’esistenza pervade ogni cosa».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it o visitare il sito www.milanoartgallery.it .

Mario Mattei arriva alla Milano Art Gallery con la sua arte dirompente

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Con L’Arte della Quarta Dimensione Mario Mattei giunge finalmente alla Milano Art Gallery dal 14 al 28 settembre 2018. Il vernissage della personale, previsto per venerdì 14 settembre alle 18, si terrà in via Alessi 11, nella storica galleria milanese che esiste da oltre cinquant’anni. Sede di riferimento del Maurizio Costanzo Show, Milano Art Gallery ha visto un giovane Vittorio Sgarbi dare consigli sull’acquisto di opere d’arte. La location è stata inoltre teatro delle esposizioni dei più grandi maestri italiani, riconosciuti a livello internazionale: Renato Guttuso, Gino De Dominicis, Mario Schifano e molti altri.

L’esibizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes, direttore della Milano Art Gallery, vedrà protagonista il rinomato maestro Mario Mattei, la cui carriera artistica è sbocciata tra il 1958 e il 1960. Prima del 1970 l’artista avvia una ricerca che lo porta a destreggiarsi in tutti i settori delle arti visive, dalla pittura alla grafica, fino alla scultura. Partecipa attivamente a numerose iniziative dei movimenti culturali cui aderisce, partecipando come sindacalista a numerosi convegni e dibattiti incentrati sui problemi degli artisti e della società. Insegnante di pittura e di disegno in scuole pubbliche e private, Mario Mattei prende parte con le sue opere alle premiazioni dei Campionati europei di tuffi in diverse occasioni.

La sua Arte della Quarta Dimensione unifica in un’opera il mondo sottomarino e l’universo umano, la cui unione contraddistingue la dimensione all’origine del pensiero umano in termini spazio-temporali. Le tecniche innovative incidono nella configurazione di questa nuova filosofia artistica che, fin da subito, presenta un carattere provocatorio e dirompente.

Di lui dice Salvo Nugnes riguardo la sua presenza alla mostra Pro Biennale, che ha avuto luogo dall’8 al 29 maggio a Venezia:  «Emergono direttamente dagli abissi le creazioni di Mario Mattei, e non solo perché ci sono degli evidenti richiami nei colori accesi e nell’ambientazione. A galla non affiorano le sue riflessioni, che vengono invece conservate nel luogo in cui sono scaturite, ossia nel mondo dell’arte, protezione del tempo. In I fiori del pianeta degli oceani marini e La mia anima è in ogni opera d’arte si avverte proprio questa vivida fantasia filosofica che spinge l’artista ad addentrarsi in composizioni armoniche e piene di vita».

Nel frattempo l’artista esporrà a Spoleto Arte, evento pensato nel contesto del Festival dei Due Mondi al Palazzo Leti Sansi, dal 30 giugno al 25 luglio.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure consultare il sito www.milanoartgallery.it.

Milano Art Gallery: Vincenzo Cossari inaugura la personale Le impronte del tempo

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Vincenzo Cossari, talentuoso artista contemporaneo, ha scelto la Milano Art Gallery (in via Alessi 11) per inaugurare la sua importante mostra personale dal titolo “Le impronte del tempo”. L’evento verrà organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes nella storica galleria nel cuore del capoluogo lombardo. Conosciuta come luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show, la location ospiterà l’esposizione dal 9 al 29 novembre 2018, con inaugurazione prevista per venerdì 9 novembre alle 18.

Dopo il successo che l’ha visto partecipe a Pro Biennale, presentata dal prof. Vittorio Sgarbi e organizzata da Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, l’artista si appresta a prendere parte dal 30 giugno al 25 luglio anche alla mostra di punta che dà il nome a Spoleto Arte. L’evento si terrà nello storico Palazzo Leti Sansi all’interno del più ampio contesto del Festival dei Due Mondi che in quei giorni animerà le strade della città con incontri dedicati all’opera, alla danza, al teatro e, ovviamente, all’arte.

Vincenzo Cossari, calabrese di nascita ma romano d’adozione, alla fine degli anni Sessanta frequenta l’ambiente pittorico romano partecipando alle più importanti manifestazioni artistiche in Italia e all’estero. All’impressionismo espressivo dinamizzante degli anni Novanta Cossari sostituisce un’esigenza materica, la cui oggettivazione si afferma marcatamente negli anni Cinquanta. Le materie di Cossari possiedono, a volte, un’immagine doppia, poiché gli elementi figurali evidenziano un confronto formale e non, sempre coerente.

Salvo Nugnes, in riferimento alla sua arte, dichiara: «Nelle intense opere di Vincenzo Cossari si può vedere come egli riesca ad esaltare il lato emotivo della realtà, rispetto a come viene percepita realmente, esasperandolo in maniera sorprendente. Le sue pennellate, che ricordano quelle del pittore Kirchner e degli espressionisti tedeschi, sono scattanti e mescolano i colori con la luce, penetrando a fondo gli effetti drammatici. Il suo obiettivo è quello di esprimere con violenza le sue emozioni, rappresentando così il suo universo più profondo».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424525190, scrivere all’indirizzo info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

La Milano Art Gallery rende omaggio all’arte femminile con tre grandi artiste

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Dal 4 al 17 giugno la Milano Art Gallery (in via G. Alessi 11) ospiterà le opere di tre grandi artiste: Emanuela Corbellini, Giuliana Maddalena Fusari e Karin Monschauer. Il vernissage della mostra è previsto per lunedì 4 giugno alle 18. Organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore della storica galleria nel cuore della metropoli, l’evento si propone di portare tre donne provenienti da culture, stili e tecniche completamente diverse in uno spazio adeguato. La location permetterà alla vivacità dei loro colori e all’espressività delle loro creazioni di ottenere il giusto apprezzamento di pubblico e critica.

Emanuela Corbellini, originaria di Lodi, inizialmente si è dedicata al decoro su porcellana e ceramica. Il suo amore incondizionato per la natura l’ha portata all’utilizzo di quei colori e di quelle tonalità che vi ritrovano costante riferimento. Questa passione la porta in Sud America e alla progressiva tendenza a prediligere paesaggi irreali in cui prevalgono luce e colore.

Diversa la questione per Giuliana Maddalena Fusari. L’artista si forma all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, poi a quella di Bologna, laureandosi contemporaneamente in Lettere e Filosofia – DAMS Discipline delle Arti Contemporanee all’Ateneo di Bologna.

Pierre Restany, celebre critico francese, la elegge artista dell’anno nella rivista Arte di Mondadori.

Ambasciatrice dell’arte d’Italia all’Europe Art Museum in Danimarca, gode del patrocinio gratuito del museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi in Toscana.

Karin Monschauer permette alla mostra di spingersi oltre i confini nazionali. L’artista è nata infatti in Lussemburgo nel 1960. Fin dai primi anni di liceo si divide tra due passioni, quella per la matematica e quella per l’arte figurativa, che avvicinano la sua arte alla tecnica del ricamo. Una volta terminati gli studi, sperimenta con la tecnica del mezzo punto e delle sfumature vivaci figure dalle forme geometriche. Avvicinatasi agli strumenti di digital art, sviluppa sempre più la sua carriera artistica.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0276 280638, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure consultare il sito www.milanoartgallery.it.

I pro e contro della chiusura dei manicomi con Meluzzi, Alberoni e molti altri ospiti alla Milano Art Gallery

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Si prepara alla Milano Art Gallery la tavola rotonda “Legge Basaglia quarant’anni dopo. Bene o male?”. Alle 18 del 25 maggio in via Alessi 11 interverranno sull’argomento numerosi esperti. Assieme alla psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, alla scrittrice e poetessa Lucrezia Lerro, laureata in Scienze dell’Educazione e Psicologia, allo psichiatra Alessandro Meluzzi, spesso ospite di trasmissioni come Quarto Grado e Matrix e allo psichiatra Vittorino Andreoli si discuteranno gli effetti che la riforma ha avuto sul territorio italiano a distanza di quasi mezzo secolo. Contribuiranno all’evento, organizzato e moderato dal direttore di Milano Art Gallery Salvo Nugnes, molti altri ospiti illustri.

Tra questi troviamo il direttore di «Il Giornale» Alessandro Sallusti, il prof. Vittorio Sgarbi, il prof. Francesco Alberoni, noto sociologo, lo psicoterapeuta e psichiatra Raffaele Morelli, Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense, e lo psichiatra Paolo Crepet.

Il dibattito si presenta come un’ottima opportunità per riportare all’attenzione, a pochi giorni dall’anniversario della legge (pubblicata il 13 maggio 1978), la riforma che ha permesso la riorganizzazione dell’assistenza psichiatrica ospedaliera e territoriale, facendo sì che l’Italia fosse il primo Paese al mondo ad abolire i manicomi. A partire da questo punto tutti gli ospedali psichiatrici in cui venivano confinate le persone con disturbi mentali (a volte solamente oppositori politici in periodo di guerra, prostitute, bambini iperattivi, uomini e donne depressi o con disturbi relativi all’apprendimento), anche contro la loro volontà, vengono fatti chiudere. Non solo. Viene confermato il diritto di cittadinanza ai pazienti e vengono approntate le norme a loro tutela, che fanno dell’Italia uno degli Stati tra i più avanzati in questo ambito del campo giuridico. Quarant’anni dopo questa rivoluzione permangono ancora molte criticità e problemi che è bene affrontare con chiarezza, confrontandosi con le realtà attuali, come i centri di salute mentale, i centri diurni ecc.

Legge Basaglia quarant’anni dopo. Bene o male? cercherà appunto di trovare il bandolo della matassa.

Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Mostra di Gabriella Ventavoli alla nuova Milano Art Gallery vicino a piazzale Loreto

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Dal 15 maggio al 5 giugno lo spazio culturale La Porta Verde, in via Ampère 102, la nuova sede della Milano Art Gallery, ospita la personale della rinomata artista Gabriella Ventavoli. Ieri dunque, martedì 15 maggio alle 18.30, si è levato il doppio brindisi inaugurale per la mostra Per amore della Terra e per la galleria.

A presentare e organizzare l’evento il manager della cultura Salvo Nugnes, direttore di Milano Art Gallery, e anche il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, ha preso parte al vernissage assieme a un nutrito pubblico.

Per amore della Terra diventa dunque l’occasione ottimale per inaugurare la terza location di Milano Art Gallery con un occhio di riguardo per i temi di attualità. E Gabriella Ventavoli porta appunto in primo piano i valori che il presente ha iniziato a dimenticare, a danno del pianeta. Il progetto dell’artista ha preso il via con Per amore del mare e continua oggi con l’intento di mostrare come le meraviglie della Terra vengano rovinate dall’uomo.

La pittrice esprime e descrive la situazione attuale su tele di grandi dimensioni, passando dalla terra fiorita a quella provata dalla siccità, dove gli alberi muoiono e i ghiacciai si sciolgono. Madre Terra assume quindi le sembianze di una donna in lacrime, sconsolata e privata delle forze a causa del degrado incombente.

Immancabile lo scenario di guerra, la cui forza distruttrice coinvolge intere nazioni, protraendo i suoi effetti nefasti nel tempo.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Milano Art Gallery: intervista all’artista Gabriella Ventavoli per l’inaugurazione della sua personale

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In occasione dell’inaugurazione della personale dell’artista Gabriella Ventavoli, martedì 15 maggio, andiamo a conoscere meglio una grande pittrice che da anni dimostra un impegno sociale e ambientale decisamente singolari.

Per amore della Terra è il titolo identificativo della tematica portata a La Porta Verde in via Ampère 102. La nuova sede della storica Milano Art Gallery è pronta per ospitare le meravigliose tele dipinte da Gabriella Ventavoli in un evento di notevole spessore artistico, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore della celebre galleria nel cuore della metropoli.

Gabriella Ventavoli rivela così l’artista che è in lei alle nostre domande.

Signora Gabriella Ventavoli, quale è stato il suo percorso per diventare un’artista?

Artisti si nasce, in ogni bambino c’è potenzialmente un artista.

Le vicende della vita poi possono condurre su strade diverse.

Per quanto mi riguarda, il piacere di disegnare, di dipingere, mi ha accompagnato per tutta la vita.

Il percorso artistico è stato come una strada che ho percorso seguendo l’ispirazione che poteva provenire dal mio mondo interno o dalla realtà esterna, in un connubio che si arricchiva vicendevolmente.

La professione di psicoanalista mi ha permesso di entrare in profondo contatto con realtà spesso molto dolorose, che hanno suscitato in me profonda risonanza e l’urgenza di darne una rappresentazione visiva, trasfigurata, come nel caso delle morti sul lavoro, le stragi sulle strade, la tragedia e l’orrore delle guerre, l’attacco mortale portato dall’uomo alla madre Terra.

Immaginava di arrivare a un tale successo?

Per me successo significa essere riuscita a suscitare emozioni e riflessioni negli osservatori delle mie opere.

Come artista, ricorda qual è stata la sua soddisfazione più grande?

La mia soddisfazione più grande è essere riuscita a coniugare il piacere insieme con la libertà di esprimersi che l’arte può dare.

Quale la mostra che ritiene più importante per la sua carriera?

Le mostre sono per me una sorta di narrazione continua per immagini emozionanti. Una che ricordo in particolare è stata quella dedicata alla violenza contro la donna, che ho dedicato a Malala, la fanciulla che ha opposto la luce della cultura alla barbarie dell’oscurantismo di una parte del suo popolo, rischiando la vita.

Il 15 maggio inaugurerà allo Spazio La Porta Verde (via Ampère 102 a Milano) la sua mostra Per amore della Terra, cosa vuole comunicare con la sua opera?

Questa mostra è dedicata al piccolo pianeta che ci è stato donato, così ricco di bellezza e di risorse, che trattiamo come fossero cose che possono durare all’infinito, e così deturpiamo e impoveriamo la nostra casa comune, con la deforestazione e l’inquinamento, fino a renderla del tutto sterile con la ferocia delle guerre che non riusciamo a fermare.

Per amore della Terra fa parte di un percorso iniziato dalla mostra Per amore del mare, che ha riscosso grande successo. Il tema ambientale le è molto a cuore, ce ne vuole parlare?

Il riferimento alla mostra precedente Per amore del mare voleva rendere omaggio all’infinita bellezza dei mari e degli oceani, così ricchi di vita e così inquinati. Ci dimentichiamo che la nostra vita dipende dal loro benessere, così come dipendiamo dalle piante, che abitarono la terra molto prima dell’uomo, e che grazie alla fotosintesi si è creato l’ossigeno che permette la vita sulla Terra.

Le piante senza gli animali possono vivere, e non viceversa.

Ho piacere di ricordare le sagge parole del Papa che esortano a trasformare il deserto in foresta.

L’evento verrà presentato dal direttore della Milano Art Gallery Salvo Nugnes, come è nato questo connubio artistico?

Da un felice incontro a Spoleto in occasione di una mostra di pittura alla quale avevo partecipato.

Quali sono i suoi futuri progetti?

Continuare a dipingere e scolpire non solo per il grande piacere che dà la creatività, ma anche per tenere desta l’attenzione sul futuro del nostro pianeta.

Le Superfici Dinamiche di Sergio Cavallerin, rivelazione alla Milano Art Gallery

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SuperficiDinamiche, così s’intitola la personale inaugurata da Sergio Cavallerin alla Milano Art Gallery (via Alessi, 11) lo scorso giovedì 3 maggio. Organizzata da Salvo Nugnes, direttore della storica galleria milanese e manager di volti noti, l’esposizione ha visto direttamente coinvolto l’artista, che ha dimostrato tutta la sua creatività nella firma delle copie dei suoi libri.

Pittore e fotografo, Sergio Cavallerin nasce a Perugia nel 1957 da padre veneziano e madre umbra. Inizia in giovane età a interessarsi all’espressione visiva e, a partire da questo saldo principio, si impegna come grafico, illustratore e vignettista umoristico per prestigiose agenzie pubblicitarie, quotidiani e riviste nazionali, ma anche straniere. La sua passione lo spinge a sperimentare diverse tecniche, combinando diversi elementi multimediali, come musica e cinema.

Non pago però di rimanere “solo” artista, Sergio nel 1984 si avvia a divenire il fondatore della casa Editrice Star Comics, dopo l’esperienza alla rivista umoristica «Tratto», di cui è direttore. Negli anni Novanta il suo impegno nella promozione dell’arte disegnata, dai comics ai manga, lo porta alla fondazione dell’azienda leader nel settore di distribuzione di libri e fumetti in Italia, la StarShop. Arrivano intanto numerosi riconoscimenti dall’estero per la particolare vena umoristica con cui contrassegna i propri lavori.

Dal 2000, a seguito della pubblicazione di Levitazioni, una raccolta di oltre trecento vignette e disegni, è possibile ritrovare in esposizione permanente alcune di queste sue creazioni al museo House of Humour and Satire in Bulgaria, nella galleria dell’Onu a New York, a Legnika in Polonia e nella Aydin Dogan Foundation in Turchia.

Le sue opere, tra cui i Polimeri, vengono ospitate in prestigiose location, dal Lingotto di Torino allo Spazio Papel di Milano, fino all’Istituto italiano di cultura a Los Angeles, e molto altro. Nel 2007 pubblica Felineide, una raccolta di dipinti, accompagnati dai testi di Vincenzo Mollica, dedicati al mondo dei gatti. Nel 2012 il legame con questi animali dà luce al volume Cats, richiamo alla pop-art e spunto di riflessione su se stessi e il mondo esterno.

La passione per l’arte e per gli eroi dei fumetti lo porta a mettersi nuovamente alla prova. E il risultato è visibile in SuperficiDinamiche fino al 3 giugno.

Milano Art Gallery: Gabriella Ventavoli con la sua personale “Per amore della terra” allo Spazio Culturale “La Porta Verde”

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A Milano dal 15 maggio al 5 giugno l’artista Gabriella Ventavoli presenterà la personale Per amore della terra. La mostra, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore di Milano Art Gallery, avrà luogo nello spazio culturale “La Porta Verde”, in via Ampère 102, a Milano e verrà inaugurata martedì 15 maggio alle 18.30.

 La nuova proposta della pittrice segue un percorso pensato e cominciato con Per amore del mare. Ritorna dunque la dedizione per le tematiche ambientali anche in quest’ultimo progetto, in cui Gabriella Ventavoli desidera celebrare la bellezza della Terra, messa tuttavia a dura prova dall’uomo.

Con Per amore della terra ritrae in una lunga sequenza lo splendore di una terra in fiore, l’incombere della siccità, il degrado delle piante morenti fino allo scioglimento di un ghiacciaio. Uno dei “giganti”, come a lei piace definirli, che si stacca inesorabilmente dal suo ambiente. Nella parte retrostante della tela una donna, la Madre Terra, piange nello sfinimento causato dal dover assistere al degrado che avanza di giorno in giorno.

Da sempre attenta alle tematiche attuali, Gabriella Ventavoli non risparmia nemmeno scenari di guerra. In particolare ne raffigura la capacità distruttiva e gli esiti della lotta disumana che si protraggono nel tempo e si concretizzano nella distruzione di meravigliosi paesi, ormai ridotti a mucchi di cenere.

Quanto desidera esprimere l’artista con questo lavoro può essere ricondotto al rispetto nei confronti della natura, troppo bella e generosa nei confronti di un uomo che non pensa altro che a depredarla per trarne un effimero ed egoistico, superficiale profitto.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Vernissage di successo per La mostra dei vincitori della Signora delle stelle alla Milano Art Gallery

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Si è inaugurata con il sorriso di Elena Borboni e Vincenzo Pazzi la doppia personale alla Milano Art Gallery. Sabato 14 aprile, alle 18.00 in via G. Alessi 11, alla storica galleria nel cuore della grande metropoli i due artisti hanno brindato alla Mostra dei vincitori de La Signora delle stelle, un’esposizione-concorso in memoria della celebre astrofisica Margherita Hack.

Tenutosi qui dal 16 dicembre 2017 al 10 gennaio di quest’anno, l’evento a cui i due premiati hanno preso parte si proponeva di onorare il ricordo della nota professoressa con dipinti, sculture, istallazioni, fotografie.

Sempre organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore della Milano Art Gallery, l’esibizione riservata ai due vincitori si è aperta nei giorni in cui Milano ha ospitato Miart, la fiera d’arte più importante di tutta la Penisola per quanto concerne il mondo dell’arte contemporanea, moderna e del design.

Dal 14 aprile, dunque, al 30, le opere di Elena Borboni, insignita del primo premio, e di Vincenzo Pazzi, che invece ha ottenuto il secondo, rimarranno alla Milano Art Gallery, aperta al grande pubblico.

Di Elena Borboni è propria l’esigenza di amalgamare il mondo reale con la materia in una tavolozza che riprende i colori dell’arcobaleno. In questa maniera la vita stessa che viene raffigurata si tinge di una venatura fantastica, visibile nelle sue incantevoli opere, che ottengono il favore della critica.

Vincenzo Pazzi, d’altro canto, arriva all’arte attraverso un altro percorso, che lo vede riscontrare, dapprima in rete, un interesse sempre più crescente per i suoi lavori. I concetti astratti raffigurati nero su bianco richiamano un po’ nella struttura i mandala e i mosaici.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, visitare il sito www.milanoartgallery.it oppure inviare una mail a info@milanoartgallery.it.