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Mps, Briamonte, quella di oggi è una banca nuova. Grande fiducia nel Monte

Scritto da Phinet il . Pubblicato in Economia

”C’è il Paschi di ieri e quello di oggi. Mps è una banca stabile e in pieno rilancio”. Il ”nuovo Paschi” ha ”tutto l’interesse a cooperare con le autorità per la miglior chiarezza e trasparenza”. Queste le dichiarazioni di Michele Briamonte, consigliere di Mps, che si dice in sintonia con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’esprimere ”piena fiducia” nell’operato di Bankitalia.

Michele Briamonte

Mps/ Briamonte: Quella di oggi è una banca nuova
Evitare strumentalizzazioni da campagna elettorale

“C’è il Paschi di ieri e quello di oggi, a Siena il cambiamento è iniziato con l’arrivo di Profumo e Viola e il rinnovo del cda, un board unito e focalizzato sul futuro”. Così si esprime l’avvocato Michele Briamonte, titolare dello Studio Grande Stevens e consigliere di Mps di recente nomina, circa le vicende che hanno messo la banca senese sotto i riflettori della cronaca finanziaria.

“Chi vuole tutelare i risparmiatori eviti strumentalizzazioni da campagna elettorale – prosegue l’avvocato torinese in una nota – Mps è una banca stabile e in pieno rilancio. Il nuovo Paschi ha tutto l’interesse a cooperare con le autorità per la miglior chiarezza e trasparenza”.

Briamonte, infine, ricorda che i Monti bond “sono un prestito su cui si pagano interessi importanti, com’è giusto e normale nel rispetto del grande sforzo fatto da tutti, non si tratta in ogni caso di una donazione”.

FONTE: Il Mondo

Mps: Briamonte, quella di oggi è banca nuova

”C’è il Paschi di ieri e quello di oggi”. Lo afferma Michele Briamonte, titolare dello Studio Grande Stevens e consigliere di Mps, circa le vicende che hanno messo la banca senese sotto i riflettori della cronaca finanziaria. ”A Siena il cambiamento è iniziato con l’arrivo di Profumo e Viola e il rinnovo del cda. Un board unito e focalizzato sul futuro”, aggiunge Briamonte, sottolineando che ”chi vuole tutelare i risparmiatori eviti strumentalizzazioni da campagna elettorale”. Secondo l’avvocato torinese, arrivato come indipendente a Siena, ”Mps è una banca stabile e in pieno rilancio”. Briamonte, che esprime ”grande fiducia” nel Monte, si dice convinto che gli accertamenti in corso siano fatti con ”grande serietà e celerità”’ e che il ”nuovo Paschi” abbia ”tutto l’interesse a cooperare con le autorità per la miglior chiarezza e trasparenza”. Briamonte, infine, ricorda che ”i Monti bond sono un prestito su cui si pagano interessi importanti, com’è giusto e normale nel rispetto del grande sforzo fatto da tutti. Non si tratta in ogni caso di una donazione”. E si dice in sintonia con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’esprimere ”piena fiducia” nell’operato di Bankitalia.

FONTE: Yahoo

Briamonte, Mps, per il passato la parola passa al consiglio del 6 febbraio

Scritto da Phinet il . Pubblicato in Economia

«C’è il Paschi di ieri e quello di oggi», commenta il consigliere indipendente della banca Michele Briamonte. «A Siena il cambiamento è iniziato con l’arrivo di Profumo e Viola e il rinnovo del cda – aggiunge -. Oggi la banca è stabile e in pieno rilancio». Per quanto riguarda il passato, la parola passa al consiglio del 6 febbraio.

Michele Briamonte

L’affare derivati e l’eventuale decisione d’intraprendere un’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori saranno affrontati nel consiglio d’amministrazione di Banca Mps in programma mercoledì 6 febbraio.

«Avremo i risultati dell’indagine interna nella prima decade del prossimo mese», conferma l’amministratore delegato Fabrizio Viola. Sui contratti derivati, al centro della bufera di questi giorni, la Consob ha formalizzato una richiesta di chiarimento per cinque prodotti: le operazioni denominate Santorini, Alexandria, Nota Italia, Patagonia, e per il prestito convertibile Fresh da un miliardo che servì nel 2008 a finanziare in parte l’acquisto di Antonveneta.

Viola ha comunque puntualizzato che il rischio patrimoniale non dovrebbe superare i 500 milioni, relativamente alle perdite di Santorini e Alexandria, mentre Nota Italia e Patagonia, «al di là della suggestione dei nomi, più che derivati sono operazioni di pronti contro termine di lunghissimo periodo, con margini di rischio molto contenuti. Queste operazioni le abbiamo individuate noi e non sono saltate fuori per caso – ha aggiunto -. Ma la situazione adesso è sotto controllo e il corretto funzionamento della banca non è in discussione».

L’azione di responsabilità non sarà una strada facile da imboccare. Sia perché ci sono ruoli personali che devono essere messi a fuoco, sia perché gli attuali consigli d’amministrazione della Fondazione Mps e della banca di Rocca Salimbeni hanno al loro interno esponenti delle gestioni passate. «Qualora dagli approfondimenti in corso dovessero emergere elementi utili a giustificarle, la Fondazione è determinata a intraprendere tutte le azioni del caso, compresa quella di responsabilità», ha detto il presidente Gabriello Mancini in assemblea. Mancini però ha guidato la Fondazione negli anni in cui il disastro si è compiuto.

Nel consiglio d’amministrazione della banca, composto da 12 membri, poi siedono Frederic de Courtois in rappresentanza di Axa (4% circa di Mps), Turiddo Campaini di Unicoop Firenze (2,7%) e Lorenzo Gorgoni (1,7%), tutti presenti anche nel passato board. E l’attuale vicepresidente di Banca Mps, Marco Turchi, era sindaco revisore. «Faremo il necessario per evitare la decadenza dei termini e valuteremo le azioni possibili per tutelare il patrimonio della banca», ha commentato il presidente del gruppo, Alessandro Profumo, che però ha voluto anche sottolineare come un danno alla banca, ai suoi 31mila dipendenti e ai 6 milioni di clienti, sia stato provocato dalla distorsione mediatica di questi giorni a fini elettorali.

«Sono sconcertato dalla mancanza di senso di responsabilità di chi ha usato termini come crac e fallimento, dando la sensazione che la banca fosse sull’orlo del default, mentre la realtà è ben diversa», dice Claudio Pieri, direttore generale della Fondazione Mps. «Il Monte è solido e i cassetti segreti sono finiti», ha rassicurato Viola, confermando che il piano industriale va avanti a pieno ritmo, come del resto testimonia la grande adesione al fondo di solidarietà, annunciata dai sindacati Fabi-Fiba-Ugl-Uilca, che aprirà la via della pensione a mille dipendenti.

«C’è il Paschi di ieri e quello di oggi», commenta il consigliere indipendente della banca Michele Briamonte. «A Siena il cambiamento è iniziato con l’arrivo di Profumo e Viola e il rinnovo del cda – aggiunge -. Oggi la banca è stabile e in pieno rilancio». Per quanto riguarda il passato, la parola passa al consiglio del 6 febbraio.

FONTE: Il Sole 24 Ore

Mps, Michele Briamonte: evitare strumentalizzazioni da campagna elettorale

Scritto da Phinet il . Pubblicato in Economia

Mps, dopo sette ore di assemblea viene approvata la delibera del cda e il titolo riprende quota a Piazza Affari. Michele Briamonte, avvocato e consigliere indipendente della banca entrato in consiglio con l’ultimo rinnovo del cda, dichiara: «C’è il Montepaschi di ieri e quello di oggi, chi vuole tutelare i risparmiatori eviti strumentalizzazioni da campagna elettorale».

Michele Briamonte

Fabrizio Viola e Alessandro Profumo rassicurano soci, dipendenti e clienti sulla tenuta di Mps e incassano il via libera all’operazione Monti-bond. Nel giorno di una assemblea piuttosto tesa, durata oltre sette ore, i due manager della banca guardano con sollievo anche alla ripresa del titolo, che è salito dell’11%. Oltre sette ore di assemblea, con il tam-tam di polemiche mediatico-elettorali che è proseguito per tutta la giornata. La delibera, votata da oltre 370 soci (in rappresentanza di 942 aventi diritto, pari al 53,77%), è stata approvata dal 98,75% dei presenti, pari al 52,11% del capitale.

«Il rimbalzo a Piazza Affari – ha commentato l’amministratore delegato Viola – credo che sia una cosa naturale dopo aver fatto un meno 20% in tre giorni. Il mercato si sta rendendo conto che il problema c’è ma è gestibile». «C’è il Montepaschi di ieri e quello di oggi – ha detto invece Michele Briamonte, avvocato e consigliere indipendente della banca entrato in consiglio con l’ultimo rinnovo del cda – chi vuole tutelare i risparmiatori eviti strumentalizzazioni da campagna elettorale».

Intanto, a monitorare la situazione, oltre a inquirenti, Palazzo Koch e Consob, si è aggiunta anche la Commissione europea, che in queste ore ha riallacciato i contatti con le Autorità italiane. Bruxelles nelle scorse settimane aveva approvato gli aiuti di Stato e adesso attende, entro sei mesi, un piano di ristrutturazione «sulla base del quale dare il via libera definitivo al salvataggio», ha fatto sapere un portavoce.

Viola e Profumo, incontrando i giornalisti dopo l’assemblea, citano con soddisfazione le parole del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Via Nazionale, ha detto il governatore, «non ha nulla da nascondere», ma Mps è una banca «stabile». In attesa di novità dal fronte giudiziario e dalle autorità, il primo azionista, la Fondazione Mps presieduta da Gabriello Mancini, ha aperto alla via dell’azione di responsabilità a tutela degli interessi propri e di tutti i soci. Sia Viola che il presidente Alessandro Profumo hanno ribadito quindi l’impegno a «rimborsare gran parte del debito» entro il 2015 con cassa, allontanato sempre più lo spettro della nazionalizzazione. Quanto ai dividendi, ha detto Viola, «si vedrà di volta in volta». A proposito dei titoli tossici, i due banchieri hanno ribadito che non si tratta di derivati ma di pronti contro termine e pertanto «il livello di rischio è molto più contenuto».

Le analisi «sono ancora in corso, entro la prima metà di febbraio il Cda fornirà al mercato i numeri nel dettaglio». La perdita per il 2012 resta ancora da valutare. Viola ha aggiunto poi di non essere «a conoscenza» di altre cassaforti da aprire e che «per poter dire la parole fine occorre terminare il lavoro. Ancora un po’ di prudenza ci vuole». Il clima preelettorale ha portato dentro l’assemblea una serie di polemiche. Così Michele Boldrin, economista e candidato per Fermare il declino, il movimento di Oscar Giannino, ha proposto la nazionalizzazione di Mps e la successiva cessione. Ma su tutti svetta il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. Protagonista di un battibecco con Profumo risoltosi in favore del manager, l’ex comico vede il caso Montepaschi «peggio di Parmalat e della tangentopoli di Craxi». Per non parlare poi dello stesso Profumo che a suo avviso «ha un curriculum inadatto per questo ruolo essendo indagato per frode fiscale» nell’ambito della vicenda Brontos risalente agli anni in Unicredit, mentre Mussari «è incapace anche di fare un bonifico».

FONTE: La Stampa

Michele Briamonte, Mps, quella di oggi è una nuova banca, focalizzata sul futuro

Scritto da Phinet il . Pubblicato in Economia

“C’è il Paschi di ieri e quello di oggi”. Lo ha affermato Michele Briamonte, consigliere Mps di recente nomina. Secondo Briamonte ”Mps è una banca stabile e in pieno rilancio”. L’avvocato esprime ”grande fiducia” nel Monte, convinto che gli accertamenti in corso siano fatti con ”grande serietà e celerità”’ e che il ”nuovo Paschi” abbia ”tutto l’interesse a cooperare con le autorità per la miglior chiarezza e trasparenza”.

B.Mps: Briamonte, quello di oggi è un Paschi nuovo focalizzato su futuro

“C’è il Paschi di ieri e quello di oggi”. Lo ha affermato Michele Briamonte, titolare dello Studio Grande Stevens e consigliere di Mps di recente nomina, circa le vicende che hanno messo la banca senese sotto i riflettori della cronaca finanziaria, precisando che “a Siena il cambiamento è iniziato con l’arrivo di Profumo e Viola e il rinnovo del Cda. Un board unito e focalizzato sul futuro”.

“Chi vuole tutelare i risparmiatori eviti strumentalizzazioni da campagna elettorale”, ha aggiunto il consigliere, sottolineando che “B.Mps è una banca stabile e in pieno rilancio”.

Briamonte esprime poi “grande fiducia” nel Monte e si dice convinto che gli accertamenti in corso siano fatti con “grande serietà e celerità’” e che il “nuovo Paschi” abbia “tutto l’interesse a cooperare con le autorità per la miglior chiarezza e trasparenza”.

“I Monti bond”, ha concluso Briamonte, “sono un prestito su cui si pagano interessi importanti, com’è giusto e normale nel rispetto del grande sforzo fatto da tutti. Non si tratta in ogni caso di una
donazione”. Il consigliere afferma infine di essere in sintonia con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’esprimere “piena fiducia” nell’operato di Bankitalia.

FONTE: Milano Finanza

Mps: Briamonte, quella di oggi è banca nuova

”C’è il Paschi di ieri e quello di oggi”. Lo afferma Michele Briamonte, titolare dello Studio Grande Stevens e consigliere di Mps, circa le vicende che hanno messo la banca senese sotto i riflettori della cronaca finanziaria.

”A Siena il cambiamento è iniziato con l’arrivo di Profumo e Viola e il rinnovo del cda. Un board unito e focalizzato sul futuro”, aggiunge Briamonte, sottolineando che ”chi vuole tutelare i risparmiatori eviti strumentalizzazioni da campagna elettorale”.

Secondo l’avvocato torinese, arrivato come indipendente a Siena, ”Mps è una banca stabile e in pieno rilancio”.

Briamonte, che esprime ”grande fiducia” nel Monte, si dice convinto che gli accertamenti in corso siano fatti con ”grande serietà e celerità”’ e che il ”nuovo Paschi” abbia ”tutto l’interesse a cooperare con le autorità per la miglior chiarezza e trasparenza”.

Briamonte, infine, ricorda che ”i Monti bond sono un prestito su cui si pagano interessi importanti, com’è giusto e normale nel rispetto del grande sforzo fatto da tutti. Non si tratta in ogni caso di una donazione”. E si dice in sintonia con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’esprimere ”piena fiducia” nell’operato di Bankitalia.

FONTE: Ansa