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Matera proroga la mostra antologica su Pasolini curata da Sgarbi e Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Si ha avuto più volte l’occasione di trattare del profondo rapporto che lega la figura di Pier Paolo Pasolini a Matera, quest’anno capitale della cultura. La mostra antologica sul grande intellettuale italiano, curata dal prof. Vittorio Sgarbi e dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, ha portato all’attenzione dei visitatori quella che è la figura del regista sotto vari aspetti. Alla Sax Art Gallery, nei Sassi di via Fiorentini 233/243, l’esposizione, inaugurata lo scorso 22 settembre, chiuderà la prossima domenica, il 13 ottobre. Questa proroga di una settimana, fortemente voluta dal pubblico e dagli organizzatori, è la dimostrazione di come il fascino di un personaggio e di un luogo permettano di rispolverare le emozioni della Storia, di molte storie.  Ed è un effetto del grande successo di stampa e critica, nonché dei diversi servizi televisivi nazionali realizzati per l’esposizione.

Grazie agli scatti del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la rassegna ha potuto avvalersi di un valido supporto che documenta artisticamente il processo creativo a monte di uno dei più suggestivi film del protagonista della kermesse: Il fiore delle mille e una notte. Dallo Yemen a Matera, le differenze cronologiche e culturali affascinano e permettono a chi osserva di ricordare, di immaginare, di scoprire molte sfaccettature del personaggio e delle persone ritratte.

Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, la mostra ha visto il contributo della curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi, dell’assessore alle opere pubbliche Nicola Trombetta, del tenore Francesco Zingariello e di Caterina Grifoni, vicepresidente di FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arte Professioni e Affari).

Chi non avesse ancora avuto l’occasione di recarsi a Matera e, in particolare, alla Sax Art Gallery, potrà così cogliere un’occasione unica. Fino al 13 ottobre infatti la mostra resterà aperta tutti i giorni dalle ore 10,30 alle 13 e dalle 16 alle 21.

Matera: la mostra antologica su Pasolini curata da Sgarbi e Nugnes incanta i visitatori

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Film, Fotografia

Matera, capitale della cultura 2019, continua a riservare splendide sorprese. Ieri, domenica 22 settembre, alla Sax Art Gallery è stata inaugurata infatti una mostra antologica su Pasolini a cura del prof. Vittorio Sgarbi e del presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes. Nei Sassi in via Fiorentini 233/243 l’esposizione ‒ il cui fiore all’occhiello è costituito dalle immagini di Roberto Villa, famoso fotografo amico del grande intellettuale protagonista della kermesse e del Premio Nobel Dario Fo ‒ ha ricevuto fin da subito una calorosa accoglienza da parte di critica e pubblico. L’interesse non poteva che crescere con la presentazione della rassegna da parte del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e da Roberto Villa, i cui scatti sul set del film Il fiore delle mille e una notte sono un importante documento che testimonia tanto il lavoro del regista quanto l’ambiente in cui ha operato, in particolare lo Yemen, dove sono state realizzate le riprese. A contribuire all’ottima riuscita anche la curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi, l’assessore alle opere pubbliche Nicola Trombetta, il tenore di fama internazionale Francesco Zingariello e Caterina Grifoni, vicepresidente di FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arte Professioni e Affari).

Ed è proprio l’assessore Trombetta a commentare: «Matera deve a Pasolini tanto e credo che Pasolini debba a Matera altrettanto, avendovi ritrovato quel “sole ferocemente antico” che poi ha caratterizzato il suo film Il Vangelo secondo Matteo. Sono due entità che si sono incontrate in un momento importante per la vita sia del regista che dei cittadini di Matera. Oggi, nell’anno della capitale europea della cultura, Pasolini non può mancare di segnare la sua presenza, la sua grande forza, identità e ideologia».

Fino al 6 ottobre la mostra resterà aperta ai visitatori tutti i giorni dalle ore 10:30 alle 13:00 e dalle 16 alle 21.

Pasolini torna a Matera con gli scatti di Villa in un’antologica curata da Sgarbi e Nugnes: l’intervista

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Dal 22 settembre al 6 ottobre alla Sax Art Gallery a Matera si terrà una sua mostra personale dal titolo Il fiore delle mille e una notte. Cinema e cultura dal 1973. L’Oriente di Pasolini nelle foto e cinema di Roberto Villa. L’esposizione antologica su Pasolini, curata dal prof. Vittorio Sgarbi e dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, verrà presentata alle 18 di domenica 22 settembre in quella che quest’anno è stata eletta capitale della cultura. Presenti alcune delle fotografie più significative scattate da Roberto Villa durante le riprese del film, al quale abbiamo voluto chiedere di entrare un po’ più nel dettaglio di questa manifestazione.

Maestro Villa, qual è il legame tra Pier Paolo Pasolini e Matera?

Chi meglio dello stesso Pasolini potrebbe risponderle? Ho estratto, a tal proposito, da conversazioni ed interviste dello stesso in merito al film da lui girato in questa città, le parti che meglio chiariscono questo punto.

«Il semplice fatto che ho realizzato il film per analogia significa che non ero interessato alla precisione. Caso mai mi interessava tutt’altro […] dovendo scegliere fra una esatta riproduzione della Palestina di duemila anni fa e l’accostamento alla realtà di oggi, non potevo non optare per il secondo.

Inoltre, assieme a questo metodo di “ricostruzione analogica”, c’è quell’idea del mito e dell’epicità di cui ho tanto parlato: quindi, raccontando la storia di Cristo non volli ricostruire Cristo come effettivamente fu […] non avrei fatto un film religioso, perché non sono un credente. Avrei fatto al massimo una ricostruzione positivista o marxista. […] Ma io non volevo far questo, perché non sono interessato alla dissacrazione. […] Volevo fare la storia di Cristo, più duemila anni di tradizione cristiana, perché sono stati duemila anni di storia cristiana a mitizzare quella biografia».

Ecco il perché della scelta di girare in Basilicata, in posti fisicamente lontani dalla Palestina, ma molto vicini alla visione di Pasolini che ne intravedeva l’evocazione, quella perfetta per il Vangelo secondo Matteo, che «L’Osservatore Romano» aveva definito come il miglior film mai girato su Gesù.

La mostra espone degli scatti unici da lei realizzati durante le riprese del film Il fiore delle mille e una notte. Qual è la foto più rappresentativa?

La quantità di immagini realizzate per questo lavoro rasenta le ottomila unità, un numero decisamente superiore rispetto a quelle normalmente esposte.

Tra queste una è certo la più emblematica, una in bianco e nero, di Pasolini con il ciak, ma non solo… infatti è l’unica foto in cui lui guarda e sorride alla macchina, ma in realtà a me, per una battuta che alludeva alle nostre conversazioni sul cinema.

Pasolini sosteneva che il cinema è il linguaggio della realtà, io che era solo un linguaggio, quindi anche finzione.

Quando l’ho visto fermo, davanti a me con l’attore che aveva il ciak in mano vicino, facendomelo passare e porgendolo a Pasolini, gli avevo detto: «Pier Paolo, prendi un attimo, faccio una foto». Mentre prendeva il ciak, aveva replicato: «Ma è una finzione!». Io, di rimando: «Anche il cinema, no?». Memore del nostro “contrasto” aveva sorriso, ed ho scattato.

Com’è stato lavorare con Pasolini? Ha un altro aneddoto da raccontarci?

Quello che tutti dicevano sul set era che fosse “di acciaio”… Lavorava sempre senza dare segni di rallentamento. Era rispettatissimo poiché estremamente educato, gentile e rispettoso di tutti. In diverse circostanze ho risolto problemi tecnici che erano sfuggiti a Pier Paolo perché la reverenza che avevano verso di lui aveva sempre trattenuto tutti dal farlo notare.

Un caso eclatante è stato durante una ripresa in Persia, sul piazzale della Moschea del Venerdì, a Isfahan. Stava per passare al 43° ciak quando mi sono avvicinato a Pier Paolo che era alla cinecamera, dicendogli: «Pier Paolo, hai notato che quando l’attore raggiunge il punto in cui deve fermarsi, si alza in punta di piedi e poi ricade?». Mi ha guardato perplesso, poi, rivolgendosi agli assistenti aveva detto, con tono stupito e interrogativo: «Perché non mi avete detto niente? Ecco perché ad un certo momento mi usciva dall’inquadratura!». La 43° ripresa è stata quella giusta! A parte questo, lo “scambio” con Pier Paolo era costante, quello per cui ero là, il problema del linguaggio cinematografico a cui eravamo entrambi interessati e di cui Pasolini era stato estensore di centinaia di complesse pagine di saggistica.

Che commenti ha fatto Pasolini quando ha visto le foto?

Al ritorno in Italia, a chiusura dei lavori, e dopo le riprese di un piccolo rifacimento a Cinecittà, ho mostrato a Pasolini una selezione di immagini, venti pagine con venti diapositive ciascuna. Questi le sollevava e guardava contro luce poi, stupito dal risultato, come se non avesse mai visto quei posti, si era complimentato per i colori, le luci e, con genuina simpatia, aveva detto: «Hai fatto un film dove tu sei stato il regista ed io l’interprete».

Quali saranno i suoi progetti futuri?

Fra un mese, il 21 ottobre 2019, saremo in Bielorussia, invitati dall’ambasciata italiana a rappresentare ufficialmente l’Italia nella “Settimana della Lingua italiana”, presso il Teatro nazionale bielorusso di Minsk con il nostro lavoro sul Giullare Nobel Dario Fo e Franca Rame, che presenteremo anche all’Università di Stato bielorussa e all’Accademia delle Belle Arti di Minsk.

Di seguito, un’intensa attività di preparazione dei lavori di Finché c’è guerra c’è speranza, di e con Alberto Sordi, poiché nel 2020 è il centenario della nascita di questo gigante che è stato poco compreso nel suo intento sociale.

Lavoriamo anche su Geppo il Folle di e con Adriano Celentano, Omega di Marcello Piccardo e Bruno Munari, The Rocky Horror Picture Show che ho portato in teatro a Milano con la compagnia originale diretta da James “Jim” David Sharman, il Pilato sempre e Cercando Picasso di Giorgio Albertazzi, e qui mi fermo, perché sono così tanti i lavori sui personaggi con cui abbiamo collaborato che questa potrebbe essere una lunga lista della spesa.

La sua mostra a Matera è curata da Salvo Nugnes e dal Prof. Vittorio Sgarbi. Com’è nata questa collaborazione?

Avevo incontrato diverse volte il prof. Sgarbi in giro per l’Italia, quando mi rivolgevo a lui con “Prof” e lui con “Ing”. Molti anni fa avevo visto che era presente a una mostra, in una certa Milano Art Gallery, ed ero andato a vedere e sentire; quando il prof. Sgarbi mi vide, disse: “Cosa ci fai qui?”

Forse pensava che mi occupassi solo di elettronica… Frattanto era venuto a salutarmi un signore che si era presentato come il presidente della Milano Art Gallery, Salvo Nugnes, che mi disse immediatamente tutto sulla sede, anche che aveva riaperto da poco.

I contatti da radi che erano, sono diventati frequenti, fino a quando abbiamo parlato del mio archivio e delle possibilità di fare qualcosa insieme. L’ho aperto e ho messo a disposizione un po’ di cose e qualche idea, ho spolverato le mie antiche conoscenze dell’arte e abbiamo iniziato a fare “qualcosa insieme”.

Da esperto fotografo e artista internazionale quali consigli e suggerimenti può dare a un aspirante fotografo?

Sono un ingegnere elettronico, un esperto di comunicazione che ha utilizzato queste conoscenze per comunicare e la fotografia è stato un mezzo che ho usato professionalmente solo dal 1970 al 1984, per cui non mi identifico con il ruolo del “fotografo di paesaggi o ritratti, d’architettura o still-life, di reportage ecc” che segue l’ispirazione e che opera in conseguenza a un travaglio creativo. Ho sempre fatto solo comunicazione attraverso la teoria dell’informazione, nata nel 1949, delle teorie della comunicazione dell’arte e degli strumenti linguistici e specifici fotografici appropriati.

Quello che posso suggerire a chi voglia fare il fotografo, a pieno titolo, è di studiare, studiare tanto, l’arte e la sua storia, linguistica e semiologia, psicologia e tecnologia, sapendo che non sarà mai abbastanza poiché un artista opera per il sociale, da sempre, ed è lui parte costituente di quel sociale che spesso rappresenta nelle immagini come se ne fosse esterno “a parte”.

Non è un caso che Pasolini affermasse di credere al progresso ma non allo sviluppo: l’avanzamento tecnologico non avrebbe, di pari passo, costituto un avanzamento sociale e quindi culturale. La risposta si trova su Facebook se ci sia o no comunicazione, da parte di quelli che bevono e ridono di un sorriso standard, beota, davanti a una fotocamera. È una domanda che non si fanno, ma sono lì, a rendere noto che la loro insipiente presenza ci dice che nessuno ha niente da dire, ma non sanno che sono un documento antropologico e sociologico della realtà odierna, del loro contesto socioeconomico, del loro stato culturale.

Ogni immagine fotografica o pittorica è l’impronta digitale, unica, della società, della cultura, dell’individuo che l’ha realizzata.

Positivi apprezzamenti per l’artista Matteo Fieno in mostra a Napoli

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Matteo Fieno ha recentemente esposto a Napoli, ottenendo positivi riscontri per l’interessante lavoro di ricerca creativa, a cui si sta dedicando con profonda motivazione. Ha preso parte all’esposizione collettiva denominata in modo molto evocativo “Animus et Anima” che si è svolta dal 23 febbraio al 6 marzo, presso lo storico complesso di San Severo al Pendino, nella centralissima via Duomo. L’importante rassegna rientra all’interno di un corposo programma artistico culturale pianificato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, della Regione Basilicata, del Comune di Matera e della Fondazione Matera 2019.

La pittura di Fieno si può interpretare attraverso un percorso, che partendo dall’anima e dal suo moto vibrante si dipana e si articola, toccando la sfera dei sentimenti intimi, ma anche la componente fantasiosa del sogno, quella magica dimensione onirica che tutti noi viviamo nel tripudio percettivo e sensoriale più libero, affrancato e disinibito. Ecco perché, il suo tracciato pittorico si è congiunto perfettamente con il motore trainante di questa mostra, che ha evidenziato e posto in primo piano il fattore psichico e psicologico, facendo leva su un comune denominatore di scandaglio analitico e partendo da un’autorevole affermazione del grande maestro Carl Gustav Jung, secondo il quale “ogni uomo ha in sé una donna e ogni donna ha in sé un uomo”.

Basilicata: aumenti RC per 10.000 residenti

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (463,14 in Basilicata); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 10.000 gli automobilisti lucani che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 3.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti residenti in Basilicata, ha evidenziato come il 2,76% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore non troppo elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%

Le differenze provinciali

Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Matera che, con il 2,83%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. A Potenza, di contro, solo il 2,73% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

Le differenze di genere

Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione della Basilicata, la differenza più rilevante che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 3,07% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 2,62%.

Uno sguardo più completo relativo all’andamento dell’RC auto in regione e alle caratteristiche del parco auto circolante in Basilicata è disponibile a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-basilicata.html

International Broker Art per far nascere nuovi talenti.

Scritto da Massimo Lucidi il . Pubblicato in Arte, Cultura

L’IBA è una struttura particolarmente attiva per la valorizzazione dei talenti artistici supportando mostre e fiere in ogni settore dell’economia culturale.

Il progetto IBA nasce in Italia per sostenere l’impegno professionale di Danilo Gigante esperto di arte e finanza: “ogni giorno c’è qualcuno tra le centinaia di collezionisti, investitori appassionati di arte con i quali interloquiamo che ci sottopone un nome, un giovane talentuoso… artista. Per carità spesso si tratta più di ambizioni che di talenti – spiega Danilo Gigante – ma dal nostro osservatorio privilegiato fatto di operatori professionali, mercanti storici, critici d’arte internazionali è fisiologico incontrare il mercato delle idee in movimento. Ecco perché a volte capita che ci rendiamo conto di essere di fronte al caso di successo, di un talento globale… di un nome dalle forti potenzialità espressive capace di emozionare il mercato”.

Paolo De Cuarto è uno degli ultimi casi nati grazie all’intuito del gruppo di lavoro che trova espressione nelle capacità organizzative e commerciali di Danilo Gigante. Un artista giovane, espressivo che ha saputo interpretare il senso di frustrazione del mondo al tempo d’oggi recuperando la memoria visiva dei manifesti appesi ai muri che fanno testimonianza di una società del benessere che torna a vivere, sublimata, in una originalissima pittura. Non basta dire che bello. Bisogna che la gente se ne accorga e il mercato sostenga. Ed ecco allora che il lavoro di Danilo Gigante con International Broker Art diventa centrale nella creazione di valore culturale. Il caso De Cuarto è emblematico di come si possa dare un supporto tecnico finanziario, una mostra, a un autore sostenuto dalla critica.

Per info: internationalbrokerart.it

Grande affluenza di pubblico alla Milano Art Gallery per il docu-film dedicato a Pasolini organizzato dal manager Salvo Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, Film, Fotografia

Lo storico contesto della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, per una sera si è trasformato in sala-cinema per ospitare la proiezione del docu-film inedito “Voci di sassi. Appunti per un film su Matera” dedicato all’illustre Pier Paolo Pasolini a cura di due giovani e promettenti registi, Stefano Consonni e Luca Servidati, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, agente di noti personaggi in ambito culturale.

A fare da preziosa cornice artistica la ricca mostra fotografica su Pasolini contenente i suggestivi scatti del rinomato fotografo Roberto Villa, realizzati sul set durante il periodo di lavorazione del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”, che resterà allestita in galleria fino al 28 Gennaio con ingresso libero per le visite.

Il documentario ideato per celebrare nella memoria popolare il ricordo di Pasolini, è stato realizzato nei luoghi di lavorazione del film anch’esso divenuto celebre, intitolato “Il vangelo secondo Matteo” tra i capolavori più rappresentativi della variegata filmografia pasoliniana.

Salvo Nugnes commentando il successo dell’evento dice “Sono sempre favorevole nel sostenere iniziative di questo genere così interessanti e arricchenti. C’è stata davvero una partecipazione attiva e vivace da parte di un nutrito pubblico composto da un target molto eterogeneo, a dimostrazione che questi argomenti attirano sempre l’attenzione e creano motivo di confronto e dibattito. Complimenti sinceri ai due talentuosi giovani registi, che so hanno già in serbo nuove idee da sviluppare con progetti assai positivi. Sarò ben lieto di supportarli anche in futuro”.

Milano Art Gallery: speciale proiezione del documentario “Voci di sassi” organizzato dal manager Salvo Nugnes per celebrare il ricordo di Pasolini

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, Film, Fotografia

La storica galleria milanese “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” in via Alessi 11 ospita attualmente la prestigiosa mostra di scatti fotografici inediti dedicata al grande Pier Paolo Pasolini e organizzata dal manager Salvo Nugnes agente di noti personaggi della cultura. Tale esposizione di immagini realizzate dal rinomato fotografo Roberto Villa, farà da preziosa cornice alla proiezione del documentario “Voci di sassi. Appunti per un film su Matera” che si terrà Sabato 11 Gennaio 2014, alle ore 18.00, con ingresso libero al pubblico.

I due artefici dell’interessante docu-film sono Stefano Consonni e Luca Servidati, che per celebrare il ricordo di Pasolini hanno scelto come location proprio la città di Matera per ripercorrere simbolicamente le fasi salienti di lavorazione di uno dei capolavori cinematografici più significativi nel variegato percorso dell’esimio Maestro nel mondo del cinema dal titolo “Il Vangelo secondo Matteo” del 1964.

Quest’opera è una riproduzione molto fedele del Vangelo secondo Matteo, in cui vengono rievocate le tappe della vita di Gesù: la nascita, Erode, il battesimo di San Giovanni fino ad arrivare alla morte e alla resurrezione, senza variazioni nella storia né cambiamenti testuali, apportati alla versione di San Matteo da parte del regista. Pasolini dichiarò “Avrei potuto demistificare la reale situazione storica, i rapporti tra Pilato e Erode. Avrei potuto demistificare la figura di Cristo mitizzata dal romanticismo, dal cattolicesimo e dalla controriforma. Avrei potuto demistificare tutto, ma poi come avrei potuto demistificare il problema della morte? Il problema, che non posso demistificare è quel tanto di profondamente irrazionale e quindi in qualche modo religioso, che è nel mistero del mondo. Quello non è demistificabile”.

Qual è l’eredità del nostro tempo? Straordinario incontro alla Milano Art Gallery per il finissage della mostra dedicata a Pasolini

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, Fotografia

Dal 23 Dicembre, presso la storica Milano Art Gallery di via G. Alessi 11, a Milano, è in esposizione una straordinaria e a dir poco unica, mostra fotografica dedicata al grande Pier Paolo Pasolini, organizzata dal manager Salvo Nugnes, e composta da numerosi scatti del fotografo Roberto Villa, realizzati durante le riprese del film pasoliniano che ha fatto scalpore “Il fiore delle mille e una notte”.

A chiudere in bellezza la straordinaria esposizione, Sabato 11 Gennaio 2014, il rinomato spazio culturale si tramuterà in sala cinematografica. Alle ore 18.00, infatti, verrà proiettato il documentario “Voci di Sassi. Appunti per un film su Matera” realizzato e diretto da Stefano Consonni e Luca Servidati, spinti dalla volontà di confrontarsi con un maestro come Pasolini, che scelse proprio questa città come location del film “Il Vangelo secondo Matteo” del 1964, e di dar seguito al suo pensiero critico-filosofico. Dedicato alla città lucana in occasione della sua candidatura come Capitale Europea della Cultura 2019, il documentario racconta di una Matera che si porta addosso la nostalgia di un tempo dimenticato. “Qual è l’eredità del nostro tempo?” si chiedono gli autori, che tramite pellicola trasmettono spunti ed elementi su cui riflettere, per cercare di impedire che ancora una volta l’ideologia consumistica dominante vinca, cancellando l’identità propria di luoghi storici e culturali, nonché l’identità delle persone, le cui storie vengono raccontate ormai solo dai sassi materani, calpestati, attraversati e vissuti nel corso della storia.

C’è un’ideologia reale e incosciente che unifica tutti: è l’ideologia del consumo” afferma Pasolini e prosegue “Ora che posso fare un paragone, mi sono reso conto di una cosa che scandalizzerà i più, e che avrebbe scandalizzato anche me, appena 10 anni fa. Che la povertà non è il peggiore dei mali, e nemmeno lo sfruttamento. Cioè, il gran male dell’uomo non consiste né nella povertà, né nello sfruttamento, ma nella perdita della singolarità umana sotto l’impero del consumismo”.

Dopo la proiezione del film, interverranno i due registi e il maestro Villa, che dialogheranno sull’idea di Pasolini di rispetto ambientale ed etico nei confronti dei luoghi storici italiani che rischiano di perdere la loro identità.