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Un 8 marzo di arte impegnata con Gabriella Ventavoli alla MAG: l’intervista

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Con l’approssimarsi dell’8 marzo, la giornata dedicata alle donne, l’artista Gabriella Ventavoli ha deciso di portare a Milano la personale La donna e l’arte contro ogni forma di violenza. La mostra verrà inaugurata alla Milano Art Gallery in via Ampère 102, vicino a piazzale Loreto, il 7 marzo alle 18. Presentata dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, l’esposizione resterà accessibile al pubblico fino al 28 marzo.

Vista la coincidenza delle date e la scelta di un titolo così significativo, abbiamo approfittato di questi giorni d’attesa per toglierci qualche curiosità.

Gabriella, a breve inaugurerà la sua personale La donna e l’arte contro ogni forma di violenza alla Milano Art Gallery, una mostra con un titolo significativamente importante. Quale connessione c’è con le precedenti esposizioni, tutte legate a temi attuali? E, in particolare, quale connessione ha trovato esserci tra donna e ambiente?

Questa mostra fa parte di una lunga narrazione per immagini iniziata molti anni fa, quando mi sono occupata di temi come le morti bianche, le stragi sulle strade e ogni altra forma di violenza. In particolare, per quanto concerne il secondo quesito, ritengo che la donna è per sua dotazione biologica, più vicina alla natura che crea.

Quale ruolo ha l’amore nella risoluzione delle problematiche ambientali?

L’amore è determinante nell’affrontare le tematiche ambientali perché si protegge ciò che si ama.

E per quanto riguarda invece la lotta contro la violenza sulle donne?

La violenza contro le donne è frutto di una millenaria cultura che ha fatto prevalere i predatori, che esigono il dominio assoluto e invidioso sulla creatività femminile. Anche quest’anno, in occasione dell’8 marzo, dedico una serie di opere ai temi della violenza, declinata nelle diverse forme.

Come nasce la sua confidenza in una mentalità femminile, capace di cambiare direzione rispetto al degrado del pianeta e dei sentimenti? Si riferisce a qualcuno in particolare?

Mi piace coltivare la speranza che la natura femminile sia più vicina alla capacità di proteggere e allevare, così come succede per i bambini che le donne custodiscono nel loro grembo. E sì, ho in mente la scienziata Vandana Shiva, un’attivista e ambientalista indiana che da anni si batte per la salvaguardia della diversità biologica e culturale contro le alchimie biotecnologiche delle multinazionali agroalimentari. Si tratta di una delle voci più autorevoli dell’ecologia mondiale.

Nelle opere esposte ci saranno dei riferimenti culturali che spaziano, affrontando diverse epoche. Come mai scegliere proprio Calliope e Malala?

Ho scelto Calliope perché è l’ispiratrice della poesia epica, e Malala perché è simbolo della violenza perpetrata contro l’intelligenza della donna.

Lei parla anche di “Fiori impossibili”: vuole spiegarci meglio questo concetto?

I “Fiori impossibili”, sono creati dalla mia fantasia per sottolineare e rappresentare la bellezza di virtù come il coraggio, la gioia, il pensiero creativo.

Oltre che con le donne e l’ambiente, le opere si confrontano anche con l’arte, con Picasso in particolare. Perché ha preso come riferimento Les Demoiselles d’Avignon?

È un doveroso omaggio a Picasso per la sua grande arte, capace di scuotere le coscienze con Guernica, l’opera straordinaria che grida contro l’orrore della guerra. Per quanto riguarda invece Les Demoiselles d’Avignon, mi ha colpito l’immagine di fanciulle ‒ in realtà prostitute di un bordello ‒ rappresentate con sembianze grottesche, quasi animalesche. Troppo spesso si insultano le donne dando loro delle prostitute, senza scalfire l’altra faccia della medaglia, gli uomini. Così le mie fanciulle, invece, quelle da me qui rappresentate, sono donne forti e fiere di sé.

Lo sguardo, in tutto questo, quale funzione ricopre?

Lo sguardo definisce la realtà e quello femminile può, a mio avviso, rappresentare un modo diverso di definire la realtà, più ampio e amorevole.

Cosa significa per lei esporre “arte impegnata” a Milano? Quale obiettivo desidera raggiungere con chi verrà ad ammirare le sue opere?

Milano è la mia città di adozione, che ho imparato ad amare. È una città sensibile alla creatività nelle diverse forme.

Quale sarà il suo prossimo passo?

Spero che i prossimi passi possano attirare una schiera di persone innamorate della creatività.

I fiori impossibili di Gabriella Ventavoli alla Milano Art Gallery, in mostra contro la violenza

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Torna alla Milano Art Gallery, in via Ampère 102 (MI), Gabriella Ventavoli, portando in esposizione tutto il suo slancio ambientalista e sociale. La donna e l’arte contro ogni forma di violenza, questo è il titolo della personale che avrà qui luogo dal 7 al 28 marzo. L’inaugurazione è prevista per giovedì 7 marzo alle 18, in cui l’artista e le sue opere verranno presentate dall’organizzatore dell’evento e direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes.

Gabriella Ventavoli declina dunque uno dei suoi cavalli di battaglia, la salvaguardia dell’ambiente, esplorando il tema della violenza, a sua volta rappresentata nelle sue diverse forme.

Da sempre attenta osservatrice dei problemi che affliggono il pianeta e l’umanità, l’artista dà voce a chi non ha abbastanza forza per emergere. E lo fa in occasione dell’8 marzo, rappresentando la speranza che una mentalità femminile possa aiutare a risolvere i problemi. Ecco dunque che ne La donna e l’arte contro ogni forma di violenza Gabriella Ventavoli raffigura i “fiori impossibili”: gioia, conforto, coraggio e speranza.

Il suo però è anche un viaggio che parte dagli albori della civiltà, con Calliope, la musa greca ispiratrice dei poeti, e arriva ai giorni nostri con il Nobel per la Pace Malala, giovane pakistana che lotta per il diritto all’istruzione e i diritti civili. Il tour è a 360°, tanto che l’artista riprende e sfida Picasso e le sue Les demoiselles d’Avignon proponendone una versione con donne forti, fiere di sé.

Spiega così Gabriella Ventavoli le ragioni che l’hanno portata a questa nuova personale: «Viviamo in un mondo dove la violenza è divenuta come nebbia oscura che offusca la bellezza della vita sul nostro pianeta. Ci stiamo abituando a convivere col ripetersi dell’aggressione al corpo e alla mente della donna, e alla nostra Madre Terra. I grandi del mondo sembrano più preoccupati di sancire il proprio dominio piuttosto che di arginare ciò che sta distruggendo il mare, le foreste e l’atmosfera. […]Forse serve lo sguardo femminile per delineare un mondo diverso, dove la fratellanza possa aspirare a uno spazio più ampio».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 3887338297 oppure scrivere a info@milanoartgallery.it.

Milano Art Gallery: la mostra di Renata Bertolini inaugurata da Maria Rita Parsi, dal manager dei vip Salvo Nugnes e dal maestro Roberto Villa

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A Milano, alle 18 di venerdì 11 gennaio, tutti i riflettori erano puntati sulla sede in via Ampère 102 della Milano Art Gallery. A “La Porta Verde” infatti l’artista Renata Bertolini ha inaugurato la sua personale dal titolo La pittura dell’anima. La mostra è stata presentata dalla celebre psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi, dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, da Daniela Testori di Testori Comunicazione e dal manager di volti noti Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery.

L’artista, legata a Maria Rita Parsi da una lunga amicizia, scopre la pittura da autodidatta e, assieme a questa sua passione, un metodo di autoanalisi profondamente autobiografico. Dai bozzetti a matita alla pittura ad olio, Renata Bertolini si muove nel corso della sua carriera studiando tecniche e stili diversi. I volti diventano specchio dell’anima, motivo irrinunciabile per le sue creazioni. Lo stesso spettatore si trova perciò coinvolto direttamente in questa sua indagine, trovandosi di fronte se stesso.

Durante il vernissage, la nota psicoterapeuta, ha parlato della Bertolini definendola “una Maestra d’arte che riesce a farci tornare bambini nella proiezione fantastica del gioco dei colori toccando le nostre sfere emotive interiori”.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Francesco Alberoni alla Milano Art Gallery per inaugurare la mostra Amore nell’Arte

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Con l’approssimarsi del giorno dedicato a tutti gli innamorati, la Milano Art Gallery ospiterà un incontro memorabile. Mercoledì 13 febbraio infatti, alle 18, nella sede in via Ampère 102 (MI), il professore Francesco Alberoni presenterà il suo ultimo libro, scritto assieme a Cristina Cattaneo: Amore mio come sei cambiato (Edizioni Piemme). Esattamente quarant’anni dopo il successo internazionale di Innamoramento e amore. Per l’occasione si festeggerà l’inaugurazione della mostra con tema attinente, Amore nell’Arte, che resterà visitabile fino al 7 marzo 2019.

L’organizzatore dell’evento, il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, manager di note personalità del mondo dello spettacolo e della cultura, ha voluto riportare l’attenzione su due tematiche sempre attuali. L’amore e l’arte, il cui accostamento si rinnova con il passare dei secoli senza mai esaurirsi, verranno pertanto indagati sotto vari aspetti, in tutte le loro sfumature.

L’incontro del 13 febbraio, vera e propria apertura di un piacevole discorso sulla situazione attuale delle relazioni, non poteva iniziare se non con la figura del sociologo, docente e pioniere degli studi sull’amore.

Il suo sguardo, puntato tanto sul presente quanto sul futuro, saprà illustrare con lo stile che da sempre lo contraddistingue il frutto dei suoi ultimi studi. Pubblicato da Edizioni Piemme, Amore mio come sei cambiato si propone di evidenziare la trasformazione delle relazioni amorose fra uomini e donne negli ultimi decenni. Si tratta di un tema “da affrontare con sguardo puro, perché in questo campo è avvenuta una vera rivoluzione tanto sessuale quanto sentimentale che ha liberato straordinarie potenzialità ma creato anche nuovi problemi e nuove nevrosi” spiega la coautrice. E aggiunge: “È un libro scritto da un uomo e una donna insieme perché né un maschio da solo, né una femmina da sola avrebbero potuto farlo, perché nessuno ha vissuto le delicatissime esperienze e i problemi dell’altro sesso. Ma soprattutto, noi abbiamo competenze complementari: Cristina Cattaneo è psicologa e psicoterapeuta, Alberoni sociologo, teorico dei movimenti collettivi e studia da tutta la vita l’innamoramento”.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Renata Bertolini ne La pittura dell’anima alla Milano Art Gallery

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Milano Art Gallery apre la sua rassegna 2019 con un’importante mostra personale dell’artista Renata Bertolini. Intitolata La pittura dell’anima, l’esposizione vedrà il contributo della nota psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi e si potrà visitare dall’11 gennaio al primo febbraio. A “La Porta Verde”, location targata Milano Art Gallery situata in via Ampère 102 (MI), l’artista inaugurerà la sua personale proprio venerdì 11 gennaio alle 18. Per l’occasione, il lavoro della pittrice sarà presentato, oltre che dalla celebre Maria Rita Parsi, anche dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dall’organizzatore dell’evento, il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes.

Renata Bertolini, legata a Maria Rita Parsi da una duratura amicizia, inizia a dipingere da autodidatta, trovando in questa sua passione un valido e piacevole motivo di scavo profondamente autobiografico. Partendo da bozzetti a matita, l’artista passa poi alla pittura ad olio, non abbandonando mai queste tecniche nel corso della sua carriera e dei diversi stili da lei affrontati. Pur nella varietà della sua vasta opera, si può ritrovare nei suoi lavori una predilezione per il volto umano, visi in cui la pittrice si rispecchia. E si riconosce anche lo spettatore, in risposta a quel comune sentire che anima l’inconscio di ciascuno.

Di Renata Bertolini scriverà anche il prof. Vittorio Sgarbi: «Il caso della Bertolini è quello di una singolare coincidenza tra il linguaggio dei segni da lei inventato, quindi totalmente suo, e un linguaggio verbale che è quello che noi comunichiamo, cioè a dire che questi quadri come avviene, hanno un titolo. L’artista parte dall’idea che il linguaggio del segno, assolutamente suo, alla fine si può identificare con il linguaggio della parola, e quindi i titoli che le opere d’arte hanno corrispondono al contenuto che autonomamente il suo segno ha costruito. La Bertolini ha dato dimostrazione di metodo molto importante, cioè che ogni mano, in particolare la sua, ha una lingua. Io credo che le sue opere comunichino in maniera assolutamente perfetta quello che poi il linguaggio verbale traduce».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Milano Art Gallery: Renata Bertolini presentata da Salvo Nugnes e Roberto Villa

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A Milano l’artista Renata Bertolini presenterà la personale dal titolo “La pittura dell’anima”. La mostra, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, avrà luogo nello spazio culturale “La Porta Verde”, in via Ampère 102. L’inaugurazione è prevista per venerdì 11 gennaio, con la presenza di Roberto Villa, fotografo di fama internazionale.

L’opera della Bertolini inizia dal caos dello scarabocchio per attraversare, crescendo, rappresentando, eliminando sintomi attraverso la produzione. Una proiezione grafica che prende coscienza di sé attraverso diversi stili. Tutti che si ritrovano nel vocabolario dell’inconscio collettivo, dunque nella storia dell’arte umana, dunque nel vocabolario della sua anima e dell’anima di ciascuno.

Il Prof. Vittorio Sgarbi, in riferimento alla sua produzione artistica, scrive: “Il caso della Bertolini è quello di una singolare coincidenza tra il linguaggio dei segni da lei inventato, quindi totalmente suo, e un linguaggio verbale che è quello che noi comunichiamo, cioè a dire che questi quadri come avviene hanno un titolo. L’artista parte dall’idea che il linguaggio del segno, assolutamente suo, alla fine si può identificare con il linguaggio della parola, e quindi i titoli che le opere d’arte hanno corrispondono al contenuto che autonomamente il suo segno ha costruito. La Bertolini ha dato dimostrazione di metodo molto importante, cioè che ogni mano, in particolare la sua, ha una lingua. Io credo che le sue opere comunichino in maniera assolutamente perfetta quello che poi il linguaggio verbale traduce”.

L’esposizione delle opere di Renata Bertolini si terrà fino a venerdì primo febbraio 2019.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Milano Art Gallery: l’intervista alla pittrice Renata Bertolini

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Venerdì 11 gennaio 2019 l’artista Renata Bertolini inaugurerà la mostra Pitture dell’Anima alla Milano Art Gallery in via Ampère 102, a Milano. Nella galleria, che ha più di cinquant’anni di storia, hanno esposto i più grandi artisti contemporanei. L’esposizione è organizzata e presentata dal Direttore, il manager della cultura Salvo Nugnes. In vista dell’atteso vernissage, abbiamo quindi voluto conoscere meglio la talentuosa pittrice rivolgendole alcune domande.

  • Signora Bertolini, è la sua prima personale a Milano?

La ringrazio. No, non è la prima personale, ho già fatto una mostra a Milano già nell’’88 a Palazzo Reale, una bella esposizione con il Prof. Vittorio Sgarbi.

  • Visto il suo percorso, ci chiedevamo: c’è un nesso tra la dott.ssa Maria Rita Parsi, rinomata psicologa e psicoterapeuta, e la sua arte?

Molto tempo fa ho fatto un periodo di sedute da lei, avevo bisogno dell’aiuto di una psicoterapeuta. Premetto che mi è sempre piaciuto dipingere, fin da ragazza. Quello era un periodo difficile per me, quando l’ho incontrata. Mi sono messa a disegnare e dipingere, poi facevamo anche qualche seduta di psicoterapia. Io sono autodidatta, ma la Dott.ssa Parsi mi ha fatto conoscere molte persone interessanti. Le devo molto.

  • Possiamo quindi parlare di arteterapia?

Sì, l’arte aiuta a stare bene. Anche se non voglio parlare solo di arteterapia. Mi è sempre piaciuto fare arte.

  • Qual è la sua formazione?

Io sono un’insegnante di educazione fisica. Ho studiato all’Isef Scienze Motorie perché a casa mia non era ben visto il lavoro di pittura. Non avevo persone giuste che mi incitassero a continuare, vicino a me, come invece ha fatto la dott.ssa Parsi.

  • Quali sono le correnti artistiche a cui s’ispira e che predilige della Storia dell’arte?

Mi ispiro a me stessa. L’ispirazione la prendo da me, anche come genere di pittura. Non ho mai avuto una scuola. Sono “pura” e non sono accademica. Mi sono sempre informata, però. Ho iniziato a dipingere nell’’86, in coincidenza con un brutto periodo: ero sola, e per me fare arte era come scrivere un diario, un lavoro autobiografico.

  • Quale tecnica preferisce e utilizza più spesso?

Pittura e disegni. Ho iniziato con i disegni, utilizzando matita foglio. Ho realizzato tanti disegni anni negli anni Ottanta e Novanta, poi mi sono dilettata con pittura ad olio. Non ho mai usato altre tecniche.

  • Cosa desidera trasmettere con le sue creazioni?

Spero che le persone che vedono le mie opere si emozionino e si ritrovino in qualche dipingo. Tuttavia devo aggiungere che a volte io guardo un’opera e per me ha un significato, se magari la guarda un altro, acquista un altro senso. Quindi l’arte è molto soggettiva per ciascuno.

  • Dipinge quando sta bene emotivamente o nei momenti di fragilità?

Io creo sempre! Dipingo quando sto bene e anche quando sto male. Le mie opere mi fanno compagnia. Ora sto bene, anche se sono stata male in passato. Inizio un quadro e nel tempo viene fuori da solo.

  • Lei realizza sia opere figurative che paesaggi. Qual è il tema che predilige?

In genere dipingo visi, perché mi riconosco in questi soggetti. Mi viene istintivo, ma raffiguro anche la natura: il mare, i fiori… In ogni caso prediligo i volti. Poi dipende da quello che mi ispira: può essere il volto di un’amica, una spiaggia o quello che vivo nell’attualità.

Milano Art Gallery: in alto i calici per la personale di Gabriella Ventavoli

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“Il verde è simbolo e auspicio che la forza creativa della vita sia più potente della distruttività” scrive l’artista Gabriella Ventavoli riguardo il colore rappresentante la sua nuova personale. “Per amore delle piante – Un mondo verde” è il titolo scelto della mostra felicemente inaugurata ieri sera alla seconda sede della Milano Art Gallery, La Porta Verde (in via Ampère 102). Il verde, si può tranquillamente aggiungere, non solo caratterizza la tematica ambientalista qui proposta, è chiaramente portatore di un successo più che meritato, che corona un percorso partito alcuni anni fa con “Per amore del mare” e “Per amore della Terra”.

L’evento, organizzato e presentato dal manager di volti noti Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, si fa portavoce di un disegno sociale, di una presa di coscienza, di un contatto con la natura globale e intimo al contempo. Il movimento, espresso attraverso le morbide linee, con cui la Ventavoli ha connotato i suoi teleri, riprende l’intuizione leonardesca del vortice a spirale, emblema caratteristico di tutte le forme viventi.

Voluta espressamente dall’artista in quest’arco di tempo specifico (dall’8 al 29 novembre), l’esibizione coincide con l’apertura del festival della scienza di Focus Live, il noto mensile, proprio al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Gabriella Ventavoli infatti vuole sottolineare la bellezza, la forza e l’intelligenza delle piante, “sede di processi dinamici straordinari”. Nei suoi lavori, rende omaggio al dinamismo insito in questi organismi che hanno condizionato il pianeta ben prima dell’arrivo dell’uomo e continuano a farlo.

Ma sentiamo direttamente dalla voce della pittrice che cosa si prefigge di fare con “Per amore delle piante – un mondo verde”: «Mi piacerebbe molto che l’arte potesse contribuire a questa sensibilizzazione ambientale. Auspico che arte e scienza si adoperino per significare come le piante, queste creature meravigliose e intelligenti, siano indispensabili alla sopravvivenza dell’uomo».

Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 0276 280638, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it

Milano Art Gallery: l’intervista all’artista Gabriella Ventavoli

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Pochi giorni ancora e Milano si tingerà di verde con il nuovo progetto dell’artista Gabriella Ventavoli. Per amore delle piante – Un mondo verde è il titolo della personale che verrà inaugurata giovedì 8 novembre alla Milano Art Gallery, nello spazio La porta Verde di via Ampère, al numero 102. Il progetto vede l’artista impegnata nell’approfondimento di tematiche ambientaliste già da diversi anni. Questa infatti è la terza mostra interamente dedicata all’amore per il nostro pianeta.

Spinti dalla curiosità, le abbiamo fatto qualche domanda a riguardo.

Signora Ventavoli, l’8 novembre sarà a Milano, alla storica Milano Art Gallery-spazio La Porta Verde, per l’inaugurazione della sua personale Per amore delle piante – Un Mondo Verde.

Anche in questo terzo evento desidero sottolineare la parola “amore”, perché in essa è implicita, a mio avviso, l’idea di protezione: si protegge ciò che si ama, in questo caso il mondo vegetale.

Che cosa si aspetta da questo nuovo tassello del suo longevo progetto?

Lo stupore e l’ammirazione per l’infinita bellezza del nostro pianeta, nelle diverse forme, mi appartiene fin da quando ero una bambina, stimolata da mia madre e dal suo modo di osservare la natura, che con la sua bellezza si opponeva allora agli orrori della guerra.

La mia speranza è che l’arte possa, unendosi ad altre prestigiose voci, contribuire a fare apprezzare i doni che la natura ci ha dato e che dimostriamo di non saper apprezzare e proteggere.

Può affermare che si tratti di una vera e propria campagna di sensibilizzazione ambientale per via artistica?

Mi piacerebbe molto che l’arte potesse contribuire a questa sensibilizzazione. Auspico che arte e scienza si adoperino per significare come le piante, queste creature meravigliose e intelligenti, siano indispensabili alla sopravvivenza dell’uomo.

Si è ispirata a qualcuno in particolare quando ha pensato di intraprendere questo percorso?

Direi di no, è un progetto che nasce dal mio particolare sentire.

Trova questa sua forma di espressione pienamente soddisfacente e congrua con il messaggio che vuole dare?

Credo che l’arte sia un mezzo molto potente, attraverso le immagini, per veicolare messaggi di grande significato.

In una delle sue precedenti delucidazioni, ha affermato che in queste ultime opere ha voluto infondere il movimento. Vuole spiegarci più nel dettaglio cosa intende?

Nelle immagini delle diverse piante rappresentate ho cercato di infondere per mezzo delle linee il senso del movimento, che già Leonardo aveva riconosciuto come “vortice a spirale”, simbolo della vita organica in natura.

Ogni sua personale ha avuto un colore predominante. Per amore dell’acqua l’azzurro, Per amore della Terra marrone. Questa vede il trionfo del verde. A quale delle sue opere è più legata e per quale motivo?

Il verde è simbolo e auspicio che la forza creativa della vita sia più potente della distruttività. Per quanto riguarda le mie opere, sono tutte ugualmente amate come fossero figli.

Molti degli alberi dipinti sono da frutto. C’è una particolare ragione per questa ristretta selezione? E come si inserisce il nono telero?

Gli alberi ci proteggono con le loro foglie verdi per mezzo della funzione clorofilliana, e anche ci nutrono con i loro frutti. Visto il numero delle opere, mi sembra una giusta percentuale.

Amazzonia, il polmone verde della terra, ricco di biodiversità e di svariate forme di bellezza, mi ha permesso di esprimere l’elemento onirico con la  rappresentazione di questa parte del nostro pianeta per significare ciò che dobbiamo preservare per la nostra vita.

Di questi percorsi distinti quale le ha dato maggiori soddisfazioni?

Ogni percorso ha rappresentato per me la gioia di esprimere attraverso le immagini sentimenti ed emozioni.

In quale invece ha incontrato più difficoltà?

A dire il vero, il piacere di esprimermi, in ogni opera, mi ha fatto superare le eventuali difficoltà.

In tutto questo si iscrivono la figura del direttore Salvo Nugnes e la Milano Art Gallery, con cui ormai collabora da diverso tempo. Come mai ha scelto nuovamente di esporre con loro?

La collaborazione con il direttore Salvo Nugnes è dovuta alla sua spiccata sensibilità verso i temi che mi sono prefissa di portare avanti anche in futuro.

La domanda sorge spontanea: il progetto continuerà oppure ne comincerà uno completamente nuovo?

Ogni progetto nuovo non nasce senza radici.

Mostra di Gabriella Ventavoli alla nuova Milano Art Gallery vicino a piazzale Loreto

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Dal 15 maggio al 5 giugno lo spazio culturale La Porta Verde, in via Ampère 102, la nuova sede della Milano Art Gallery, ospita la personale della rinomata artista Gabriella Ventavoli. Ieri dunque, martedì 15 maggio alle 18.30, si è levato il doppio brindisi inaugurale per la mostra Per amore della Terra e per la galleria.

A presentare e organizzare l’evento il manager della cultura Salvo Nugnes, direttore di Milano Art Gallery, e anche il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, ha preso parte al vernissage assieme a un nutrito pubblico.

Per amore della Terra diventa dunque l’occasione ottimale per inaugurare la terza location di Milano Art Gallery con un occhio di riguardo per i temi di attualità. E Gabriella Ventavoli porta appunto in primo piano i valori che il presente ha iniziato a dimenticare, a danno del pianeta. Il progetto dell’artista ha preso il via con Per amore del mare e continua oggi con l’intento di mostrare come le meraviglie della Terra vengano rovinate dall’uomo.

La pittrice esprime e descrive la situazione attuale su tele di grandi dimensioni, passando dalla terra fiorita a quella provata dalla siccità, dove gli alberi muoiono e i ghiacciai si sciolgono. Madre Terra assume quindi le sembianze di una donna in lacrime, sconsolata e privata delle forze a causa del degrado incombente.

Immancabile lo scenario di guerra, la cui forza distruttrice coinvolge intere nazioni, protraendo i suoi effetti nefasti nel tempo.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.