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Il coinvolgente “delirio creativo” di Alessandro Maria Zucca

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

L’arte pittorica di Alessandro Maria Zucca ricorda per certi versi il senso della concezione del non finito di Michelangelo, oltre il quale si entra nell’infinito. Le opere proposte all’attenzione del fruitore sensibile e perspicace offrono un peculiare e non consueto modo di vedere il mondo e di percepire la realtà circostante. La dottoressa Elena Gollini ha rimarcato come “Alessandro ci invita a imparare a guardare e intendere, configurando un’inedita organizzazione percettiva di forme disposte nella continuità dello spazio, che si congiungono in commistione e generano delle orchestrazioni coreografiche di articolata sfaccettatura. I giochi cromatici si snodano su declinazioni e gradazioni variegate e si indirizzano verso una luminescenza brillante e luminosa, con toni decisi e incisivi che fanno emergere in primo piano la costruzione dinamica e pulsante. Inserisce nelle opere anche forme a cui attribuisce un particolare significato semantico insito profondo e mai casuale. Crea combinazioni curiose e originali, che spingono l’osservatore a una lettura aperta e a una conoscenza approfondita verso il mondo dell’arte e della cultura in generale“.

La pittura di Alessandro è orientata allo studio del colore, delle armonie e dei vari abbinamenti cromatici associati allo studio delle luci, delle ombre e delle prospettive luminose e rafforzata dalla componente energetica della materia che conferisce dinamismo e vitalità alla composizione. Il suo linguaggio astratto contiene emozioni del vissuto esistenziale e produce una pittura informale accostabile per certi aspetti alla corrente dell’espressionismo astratto americano. La ricerca si dirige e si incentra sulla materia per dare risalto alla sua massima espressione sostanziale. Alessandro nella dimensione informale si sente libero, svincolato da canoni imposti e riesce a catturare i pensieri e il pathos del momento, imprimendolo sulla tela con spontanea ispirazione. La tecnica prevede una successione preparatoria ed esecutiva che permette di ottenere risultati interessanti e stimolanti per l’osservatore, attribuendo grande importanza anche al dato contenutistico, che fa leva sulla sfera introspettiva e la canalizza verso una sorta di continuità ideale, protesa all’infinito, all’assoluto, al divino.

Intervista all’artista Alessandro Zucca: Astrattismo bipolare e ispirazione artistica

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Alessandro Maria Zucca è un giovane artista che sta ottenendo molteplici successi e riconoscimenti da parte della critica italiana. È considerato come l’ideatore del concetto di “Astrattismo Bipolare” che ci spiegherà nell’intervista a seguire.

D: Cosa intendi con il concetto di “Astrattismo Bipolare” applicato alla tua espressione pittorica?
R: Come il paziente che soffre di bipolarismo ossia di continui sbalzi d’umore e contrapposizioni tra stati di angoscia, ansia, felicità, estasi ed euforia, così i miei quadri sono rappresentati dagli stessi sintomi: repentini cambiamenti d’umore dati da pennellate molto veloci, molto dinamiche, che creano composizioni cromatiche che si alternano le une con le altre. Questo è ciò che ho definito “Astrattismo bipolare”, in poche parole continue mutazioni cromatiche caratterizzanti le mie opere, che rappresentano gli stati d’animo sia del pittore sia dell’osservatore.

D: Su quali basi e fondamenta della tradizione passata hai impostato la tua pittura?
R: Sicuramente ho preso la mia ispirazione dagli Irascibili e da Jackson Pollock. Il metodo che utilizzava nella creazione delle sue opere ovvero il “dripping” è stato per me un punto di partenza nell’esecuzione dei miei quadri. Mi aiutava a far uscire quelle emozioni, quegli stati d’animo, che all’inizio erano nascosti o che non volevano uscire e mi logoravano all’interno. Ho poi iniziato a vedere le schizzate di colore sulle mie tele e mi sono reso conto che sembravano troppo simili ai lavori di Pollock. Ho cominciato così a stendere il colore, a sfumarlo e mischiarlo, a creare queste combinazioni cromatiche che poi hanno dato vita al concetto di “Astrattismo bipolare”. Oltre a ciò, io sono un amante dell’Arte Rinascimentale, da Michelangelo a Leonardo al Tiziano, ma non prendo effettivamente spunto da questi grandi artisti; in primis, non ho le competenze tecniche adatte al loro stile e, punto secondo, sono dell’idea che ciò che è passato è giusto che rimanga passato. Nonostante il fascino e l’ammirazione che si possano provare di fronte alle opere del passato, penso sia giusto cercare di contribuire a creare nuovi generi artistici.

Alessandro Zucca emerge come giovane talento del panorama pittorico attuale

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Alessandro Zucca si inserisce a buon conto nel variegato panorama pittorico contemporaneo con un percorso creativo meritevole di attenzione. Alessandro riesce a fare rivivere tramite la materia pittorica dei messaggi di grande passionalità e sensibilità, che appartengono ad un’indole artistica di forte spessore. Le opere sono elaborate con sicurezza e competenza d’azione e acquisita conoscenza dei mezzi strumentali e delle tecniche esecutive, delineando un’impronta stilistica responsabile, coerente e accorta, che sorregge la vena ispiratrice estremamente versatile, eclettica e poliedrica. Le forme e i volumi delle composizioni sono armoniosi e proporzionati, consentendo una piena sintonia e assonanza strutturale e producendo un’elegante e ricercata plasticità. Queste qualità compositive sono un riferimento primario nel suo percorso evolutivo di ricerca e sperimentazione e gli permettono di raggiungere una costante e crescente forza espressiva. Alessandro ha una visione moderna del fare arte, dimostrando un fantasioso potenziale creativo e apportando alla pittura significati e simboli non consueti, in nome di un’arte protesa alla comunicazione innovativa, mai scontata e mai ripetitiva.

Su di lui la dottoressa Elena Gollini ha commentato:”Il linguaggio pittorico di Alessandro Zucca denota una personalità umana e artistica incisiva, carismatica, fantasiosa, ricca di vitalità e di contenuti, che lascia emergere uno spirito d’inventiva vivace e passionale, ma al contempo riflessivo e meditativo. La sua pittura rispecchia appieno il suo essere. Nell’alchimia strutturale delle rappresentazioni si delinea una forma di richiamo ed esortazione collettiva e sociale, per coinvolgere l’osservatore con chiavi di lettura di profonda valenza. La sua è un’arte studiata e meditata, fulcro nevralgico di simboli, metafore e allusioni esistenziali importanti. Un’arte pregnante di significati concettuali in codice, realizzata con lungimirante proiezione e razionale capacità di pensiero analitico. Una pittura che racchiude progettualità, abilità, sentimento e amore, in un armonioso intreccio a commistione fissato sulle tele. C’è in Alessandro l’idea della comunicazione intesa come offerta del sé, dell’esperienza artistica concepita come servizio da condividere e mettere a disposizione degli altri. Le composizioni hanno una formula quasi magica molto accattivante e un’impronta visionaria onirica. Le costruzioni sceniche possiedono un immediato impatto visivo e catalizzano da subito l’attenzione dello spettatore, in modo attivo e partecipe, facendosi apprezzare anche nella loro fruizione estetica di piacevole orchestrazione“.

One Express conquista l’Europa con la tecnologia e l’operatività

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Tecnologia

L’era digitale del network leader nel trasporto su pallet è sbarcata al Salone di Monaco Transport Logistic portando con sé i motori di sviluppo di una realtà in continua ascesa: espansione europea, innovazione, italianità e potenza della rete.

Si è chiusa la kermesse di risonanza internazionale per la logistica, la mobilità e l’IT: un appuntamento molto atteso – in Europa e non solo – che quest’anno ha attirato in Germania oltre 2.300 espositori.

A Transport Logistic (Messe München, 4-7 giugno) era in prima linea anche One Express, la rete di aziende specializzate nel trasporto di merci su pallet, oggi capillarmente diffusa in tutto il continente. A rappresentarne l’eccellenza e ad esportarne vision e mission ha contribuito una folta delegazione aziendale, guidata dal Presidente Claudio Franceschelli e da Andrea Scarabelli (Sviluppo Rete Affiliati Europa), composta da Alessandro Gagliardelli (Resp. Customer Service Europa), Silvia Ficini e Gemma Gambirasi (Import/Export Customer Service), Anna Ferrarini (Event Manager), Andrea Franceschelli (Managing Director Due Torri SpA) e Valentina Braida (Marketing Due Torri SpA).

Grande successo di pubblico e molte le relazioni commerciali avviate, come testimoniato dalle parole del Presidente Claudio Franceschelli: “Al rientro dalla fiera di Monaco il primo bilancio è rappresentato dagli oltre 400 contatti raccolti nella 4 giorni di lavoro. Lo stand è stato curato nei minimi dettagli e al suo interno abbiamo scelto di raccontarci con dei filmati emozionali che davano conto della vision e della mission dell’azienda, del nostro approccio e del nostro metodo operativo. Moltissime aziende ci hanno richiesto la possibilità di un meeting conoscitivo per capire le potenzialità della collaborazione con il Network. Nel progetto europeo, la fiera di Monaco rappresentava un primo arrivo. Ci aspettavamo di incontrare molte aziende, soprattutto dell’Est Europa (Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca e Slovacchia) e abbiamo colto nel segno: nei prossimi mesi andremo a stringere queste alleanze. Quello che vogliamo è completare la rete europea e ci riusciremo entro l’anno. Siamo già pronti per la prossima edizione, che tornerà a essere a maggio, con uno stand di oltre 100 mq e una posizione privilegiata. Monaco era e resta per noi un punto di partenza e di arrivo, un appuntamento immancabile per il mondo della logistica 4.0”.

Tante le novità riservate alla quattro giorni, tra cui emerge l’inedito e modernissimo concept dello stand (Pad. A5, Stand 206).

Il progetto – interamente ideato dal Network Operations Manager Roberto Taliani e realizzato in collaborazione con l’Interior Designer Ilaria Pasqualini – racchiude in sé tutte le parole d’ordine di One Express, esprimendo uno studiato mix di innovazione tecnologica e made in Italy, valori fondanti dell’azienda che la rendono un brand affidabile e riconoscibile dentro e oltre i confini nazionali. “Ho scelto di realizzare uno stand dal sapore tecnologico per raccontare l’importanza del progresso digitale nel percorso di crescita di una realtà come One Express – afferma Taliani, che prosegue – Il connubio tra creatività e informatica si sta rivelando assolutamente vincente, perché intercetta le esigenze degli Affiliati e ne semplifica l’operatività. Il secondo semestre del 2019 si avvia a chiusura con una crescita del 9,5% (su un previsionale annuo del 10%) e ci sta quindi confermando quanto era nei nostri obiettivi: il nostro team ha messo il turbo sui programmi di sviluppo, soprattutto sul comparto informatico. Per un ingranaggio che funzioni occorrono puntualità, precisione e innovazione: grazie a questa consapevolezza, la Rete si aggiorna e modernizza i suoi sistemi di gestione, garantendo continuità e massimizzazione degli sforzi. La One nel 2020 sarà un’azienda moderna, che farà la differenza e sbaraglierà la concorrenza. L’Europa è il futuro, il luogo dove occorre esportare il made in Italy. Noi oggi siamo pronti a raggiungere piena copertura nel continente”.

Made in Italy al centro, inoltre, anche per quanto riguarda i partner in fiera. Proprio Roberto Taliani ha scelto di esportare l’eccellenza del pignoletto emiliano e di rafforzare il valore identitario dell’azienda attraverso l’offerta di un vino brandizzato, nato in occasione delle celebrazioni del decennale d’attività (2007-2017) e prodotto dal Podere San Sebastiano, una cantina 100% italiana e bolognese guidata da Enrico Verdilio, fortemente radicata sul territorio. È V-ONE il nome dato al suo primo Pignoletto frizzante, prodotto a km 0 con metodo champenoise: V come Verdilio, One in quanto apripista. L’etichetta giallo e blu “One Express” è un omaggio a chi ha dimostrato di credere nel progetto. Il primo risultato di una piccola realtà locale apertasi al mercato che, dopo l’incontro con il Network, è diventato anche il vino della One, del made in Italy, della qualità.

Gli Affiliati, che nella rete One Express superano già quota 120, sono i protagonisti di un piano di espansione internazionale che mutua la formula dell’affiliazione siglando importanti partnership con i principali distributori del mercato d’Oltralpe.  Il progetto ha preso il via il 1° dicembre 2017 e ha raggiunto presto una copertura capillare in Francia, Germania, Inghilterra, Austria, Paesi Bassi e Spagna: una corsa rapida e incessante resa possibile dalla condivisione del medesimo sistema informatico, che ha portato One Express, oggi, a intraprendere proficue collaborazioni con i player di punta di Albania, Montenegro, Macedonia e Kossovo.

Una crescita rapida e costante, quella del network, che si fonda su una precisa volontà di rinnovamento in piena ottica Industry 4.0.

NOTA:

Molti gli Affiliati presenti alla manifestazione al fianco di One Express.

Oltre a Due Torri SpA, si sono uniti alla squadra Stucci, Tonoli e numerose aziende del Network, tra cui: A. Bertoni e Figli Srl, Autotrasporti Ferrario, Autotrasporti Margaroli Srl, Bennato, Fcu Trasporti, Ferri Autotrasporti, GAI Trasporti, Gamma, Mectrans Srl, Neroni Group Srl, One Force Srl, PMG Srl, Sani Trans, Transitos Alimur, Transmart Srl, Transporter Logistica Srl, VDA Logistica, Verona One Srl, Zanni Marco & C. Srl e la spagnola Transitos Alimur.

www.oneexpress.it

P-gear® dopo Hannover Messe un’internazionalizzazione che guarda Oltralpe

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

Il bilancio della presentazione della punta di diamante dell’azienda dopo l’esperienza tedesca alla fiera internazionale tecnologica più importante del mondo

In casa Poggi continua la storia di P-gear®, tecnologia oilfree e senza ingranaggi presentata durante la scorsa Hannover Messe, evento imperdibile per chi tende all’innovazione 4.0 e alla continua ricerca in ambito tecnologico.

Per Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.a. la fiera è stata un’occasione per coltivare ulteriori incontri con l’estero e affermare la propria politica di internazionalizzazione.

Dichiara Andrea Poggi, presidente dell’azienda, riguardo all’esportazione: «L’export rappresenta oggi il 40% del nostro fatturato e l’obiettivo è crescere ancora di più all’estero. Teoricamente i margini di crescita sono maggiori all’estero che nel resto dell’Italia. La nostra produzione classica riguarda pulegge e cinghie dentate e trapezoidali, rinvii angolari e giunti. Prodotti che ci seguono nella nostra storia da 50 anni e quindi crediamo che la nostra competenza in questo settore sia sufficiente per poter sviluppare insieme ai clienti anche applicazioni ad hoc. Ecco perché alla produzione classica sono state aggiunte le due nuove tecnologie P-drive® e P-gear®, che speriamo ci permettano di fare un ulteriore passo in avanti come azienda sul mercato mondiale.»

P-gear® viene applicato nel campo dei rinvii angolari e dei riduttori come concept di trasmissione del moto con ingranamenti senza contatto dimostrando di essere molto di più di un semplice prodotto per il mercato delle trasmissioni, ma un vero e proprio sistema all’avanguardia customizzabile e industrializzabile. Gli ambiti di utilizzo potenziali sono diversi: farmaceutico, medicale, food & beverage, civile, robotico e robotico collaborativo, automazione, packaging, automotive, energetico, navale, petrolifero, agricolo, edile. Garantisce maggiore sicurezza, silenziosità e assenza di lubrificanti assicurando riduzioni vibracustiche e un rischio minimo di surriscaldamento e di contaminazioni, con l’ulteriore plusvalenza di un notevole risparmio dal punto di vista energetico.

Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.a. nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai 3 figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio ai giunti, ai pignoni e alle slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy. www.poggispa.com

Gli italiani a tavola scelgono l’innovazione della tradizione

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

Come dimostra l’indagine compiuta dall’istituto DOXA i consumatori premiano i tortellini dell’Antica Ricetta1912 di Fini e con loro la semplicità e la velocità di portare in tavola un prodotto della tradizione emiliana.

Stando a quanto emerso dalla ricerca DOXA, fra numerose innovazioni del settore pasta, i consumatori continuano a scegliere la tradizione associandola spontaneamente a valori come qualità, ingredienti e territorio. L’indagine, è stata condotta a inizio 2019 nell’ambito della 5° edizione del premio PRODOTTO FOOD 2019. I risultati hanno evidenziato anche che i Tortellini al prosciutto crudo e Parmigiano Reggiano dell’Antica Ricetta 1912 di Fini sono capaci di mantenere il proprio posizionamento sul mercato grazie alla possibilità che offrono alle persone di gustare un piatto della cucina tipica italiana, ma che si prepara in pochi minuti. Questo prodotto di pasta fresca Fini si dimostra innovativo pur restando nella tradizione perché consente ai consumatori in tutta Italia di portare in tavola i piccoli tortellini da brodo annodati, come quelli delle “sfogline” di Modena.

Il Premio Speciale Consumer, istituito dalla rivista Food per valorizzare e dare visibilità all’innovazione nel settore Food&Beverage, viene assegnato ai tortellini Fini che risultano conosciuti da 2 intervistati su 3. Nella classifica generale dei 61 prodotti ottengono la miglior valutazione complessiva pari a 75.7 (su scala 0-10) rispetto ad una media di 67.5. Eccellenti valutazioni anche rispetto alla relevance (l’interesse del consumatore) con una valutazione media di 70.7 rispetto ad una media di 57.5. Tra coloro che hanno provato il prodotto viene apprezzata in particolar modo la qualità del classico tortellino modenese con chiusura annodata e con pasta ruvida trafilata al bronzo, che tiene perfettamente la cottura.

Da Doxa sono state condotte 1.500 interviste realizzate con metodo CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) su un campione rappresentativo di responsabili acquisti. Gli intervistati sono stati suddivisi in 10 sottogruppi composti da 150 individui che rispecchiassero la stessa composizione sociodemografica. La prima fase di selezione prevedeva il giudizio del retailer, dell’industria e l’analisi delle performance di vendita tratte dal panel Nielsen e ha visto emergere 61 prodotti su 150 candidati. Per quanto riguarda la successiva valutazione del premio è stato scelto l’indicatore sintetico del gradimento overall. Tra le aree di indagine prese in considerazione dalla ricerca: la conoscenza del prodotto, l’indice di gradimento, la relevance, il packaging, il gusto, la qualità, il contenuto innovativo, la praticità, la comodità e l’attenzione all’ambiente.

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Eletto Prodotto dell’Anno a “I Granripieni” di Fini

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

Un ulteriore riconoscimento a garanzia dell’altissima qualità di questa gamma di tortellini e ravioli dalla tradizione modenese della pasta fresca.

“I Granripieni” di Fini si aggiudicano Eletto Prodotto dell’Anno, il premio all’Innovazione basato esclusivamente sul voto dei consumatori. La linea premium, che raccoglie i formati e i ripieni più gustosi della storica azienda modenese nata nel 1912, è stata oggetto nel 2018 di un riposizionamento nel mercato della pasta fresca puntando sull’eccellenza. Tortellini e ravioli de “I Granripieni Fini” sono preparati con una sfoglia gialla e ruvida trafilata al bronzo e fatta con farine 100% italiane e ripieni di ingredienti selezionati della migliore qualità. Le ricette presenti nei ripieni di questa linea sono ricche di sapore e abbracciano la tradizione della cucina italiana. A partire dai più classici tortellini Antica Ricetta 1912 fatti con prosciutto crudo e parmigiano Reggiano, sono protagonisti di questo riconoscimento anche tutti gli altri prodotti della gamma “I Granripieni” come: i Ravioli Patate e Rosmarino e quelli di Salsiccia e Funghi, i Cappelletti Bolognesi con Mortadella e i Tortelloni Radicchio e Speck, i Ravioli Ricotta Erbette, i Ravioli Funghi e Provolone e quelli alla Carne.

Eletto Prodotto dell’Anno è un marchio che evidenzia eccellenza e innovazione, la ricerca coinvolge 12.000 consumatori italiani chiamati a votare i loro prodotti preferiti partecipando ad una indagine di mercato online condotta da IRI, importante istituto di ricerca del settore largo consumo. Si tratta di uno dei premi più conosciuti dai clienti in GDO e diffuso in 40 paesi del mondo. Le parole d’ordine che guidano la scelta di Eletto Prodotto dell’Anno sono innovazione e soddisfazione: il riconoscimento è infatti dedicato alle aziende del mercato italiano che propongono prodotti nuovi e che appagano maggiormente i consumatori. Per ogni categoria merceologica viene selezionato un solo prodotto o gamma – nel caso di Fini “I Granripieni” – che diventa immediatamente individuabile sullo scaffale del supermercato grazie al logo Eletto Prodotto dell’Anno rosso e bianco che i vincitori hanno diritto di apporre per un intero anno sul fronte del packaging. Per questo essere Eletto Prodotto dell’Anno garantisce una grande visibilità, genera atti di acquisto e riacquisto e rafforza la relazione con i consumatori fornendo al prodotto rilevanza e differenziazione dai competitor su scaffali sempre più affollati.

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VARnext: innovazione made in Varvel

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

Una nuova sezione del sito Varvel per comunicare e condividere tutti i progetti di innovazione del Gruppo

L’attenzione per l’innovazione e lo sviluppo è da sempre una delle caratteristiche principali di Varvel, Gruppo specializzato nell’ideazione, progettazione e realizzazione di riduttori di velocità, fondato nel 1955 a Bologna e attivo in oltre 60 Paesi in tutto il mondo.
Con oltre sessant’anni di esperienza, il Gruppo Varvel non ha mai smesso di cercare un miglioramento della gamma di prodotti e servizi e da sempre si impegna per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative in grado di rispondere alle principali necessità del mercato attuale.
Questa attenzione verso il futuro ha trovato espressione in VARnext, nuova sezione del sito istituzionale dedicata a tutti i progetti più innovativi portati avanti dal reparto Ricerca e Sviluppo del Gruppo Varvel, autonomamente o con la collaborazione di partner d’eccellenza provenienti dal mondo industriale o da quello accademico.
Il nome stesso di questa nuova area evidenzia la propensione del Gruppo a guardare sempre avanti, facendo tesoro della grande esperienza del passato per farla evolvere in vista del futuro.
All’interno di questa nuova area sarà possibile trovare un riepilogo dei principali progetti gestiti dal dipartimento R&D Varvel e contattare direttamente i diversi referenti di progetto attraverso l’indirizzo e-mail dedicato varnext@varvel.com.
Smart Gearbox è il primo argomento trattato all’interno di questa nuova area: l’innovativo progetto del Gruppo Varvel sviluppato nell’ambito del Programma Europeo Horizon 2020, che mira ad approfondire e progettare una nuova gamma di riduttori a vite senza fine, impiegabili in sicurezza e senza rischi di manutenzione straordinaria ovunque sia richiesta la massima protezione dalla contaminazione causata da perdite di lubrificante. Il sito ospita video-presentazioni e interviste dirette ai membri del team del progetto per una panoramica completa di quanto già fatto e degli step futuri.
“Guardare avanti è l’unico modo per dare impeto allo sviluppo dell’impresa” – dichiarano Francesco Berselli e Mauro Cominoli, Presidente e Direttore Generale del Gruppo Varvel“per questo motivo crediamo fortemente nell’investimento di importanti risorse per la ricerca di nuove idee e nuove soluzioni tecnologiche in grado di rivoluzionare il nostro settore. Solo così possiamo continuar a raccogliere le sfide del domani e trasformarle in opportunità.”

Varvel SpA Via 2 Agosto 1980 9 – 40056 Crespellano BO – Italy – Tel. +39 051 6721811 – varvel@varvel.com
Ufficio Stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna – Tel. 0514450204 – Matteo Barboni – 3496172546 m.barboni@borderlineagency.com

dEDIcated e il lean thinking: binomio vincente

Scritto da Mariagrazia Colarusso il . Pubblicato in Aziende, Industria, Informatica, Tecnologia

Nel nostro percorso di innovazione di processo abbiamo sempre avuto un punto di riferimento:
il Lean Thinking.

Cos’è il lean thinking?

Il termine “Lean” è stato coniato a fine anni ’80 del secolo scorso da un team di ricercatori facenti capo a Jim Womack e Dan Jones nell’ambito dell’ International Motor Vehicle Program (IMPV), sviluppato al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. I primi risultati dello studio portarono alla pubblicazione del libro “The Machine that changed the World – La macchina che ha cambiato il mondo”, che riporta per la prima volta il termine “Lean”.

Il Lean Thinking è una metodologia nata dal mondo automotive, ma oggi applicata in molti settori e ambiti per aumentare l’efficienza ed eliminare gli sprechi. E’ una strategia operativa perché racchiude, insieme all’inquadramento sul pensiero e sulle teorie organizzative, anche l’approccio pratico (il lavoro umano che serve per realizzare la conversione snella). Le persone sono protagoniste del lavoro che svolgono e vengono coinvolte nelle loro attività quotidiane. Ognuno è chiamato a contribuire a dare valore all’interno dell’impresa.

Tutta l’azienda viene coinvolta in una visione di insieme tramite la messa a flusso dei processi principali, dalla progettazione fino alla gestione degli ordini.

I principi su cui si basa il Lean Thinking sono semplici: il punto di partenza è l’identificazione degli sprechi per poi eliminarli e produrre di più con un minor consumo di risorse.
Identificare ciò che vale, individuare quindi ciò per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo.
Identificare il flusso del valore e quindi allineare le attività che creano valore nella giusta sequenza.
Far scorrere il flusso del valore senza creare “colli di bottiglia” mettendo in atto le attività a valore senza interruzioni.
Fare in modo che il flusso sia tirato (pull), “è il cliente che tira” perciò è lui che influenza i ritmi della produzione dei prodotti/servizi.
Puntare alla perfezione, cioè assumere la perfezione come riferimento per programmi di miglioramento continuo.
Estendere alla catena dei fornitori l’ottica lean anche alla catena dei fornitori; in pratica coinvolgerli a ragionare e lavorare con la stessa ottica.
L’applicazione in azienda dei sei principi provoca un grande cambiamento sia sul “piano fisico” sia sul piano organizzativo (riduzione dei livelli gerarchici, orientamento ai processi, team interfunzionali, responsabilizzazione, delega e sviluppo competenze a livelli operativi, snellimento delle funzioni ecc.); tutto questo comporta quindi un radicale cambiamento di mentalità da parte di tutto il personale ed una vera e propria “rivoluzione culturale”.
E’ una scelta coraggiosa, operata da una direzione forte, dinamica, innovativa e moderna.

Questo approccio funziona soltanto se è la direzione stessa a promuoverlo.
E’ un viaggio impegnativo, ma dona molte soddisfazioni.

Il nostro progetto nasce sotto questa stella:

Guidati da questo “faro”, abbiamo identificato tramite la mappatura della nostra value stream, tutti gli sprechi che potevamo eliminare, e preso in considerazione solo quello che è un vero valore per il nostro cliente.

dEDIcated nasce da una lunga e attenta analisi fatta con metodo e disciplina.

Quando pensi a Lean Thinking la prima cosa che ti viene in mente è: caccia allo spreco.
Si parte sempre da questo punto, l’identificazione di ciò che non serve:

  • lo spreco è qualsiasi cosa che non aggiunge valore direttamente al prodotto/servizio finale o non contribuisce alla trasformazione del prodotto/servizio
  • lo spreco aggiunge solo tempo e/o costo, non valore
  • lo spreco interrompe il flusso del prodotto/servizio ed è una causa determinante di mancanza di competitività.

A noi non piace lo spreco e non vogliamo scaricare i costi, di sprechi non identificati, sui nostri clienti.

Nelle aziende, le scorte e le azioni di routine svolte lungo il processo nascondono i problemi e creano i presupposti perché le persone si abituino a conviverci. Viceversa, se si smette di considerare certe pratiche come “inevitabili” e si riducono le azioni dettate dall’abitudine, i problemi storici diventano “stretti” e si creano i presupposti per il miglioramento continuo.

Sono oramai molto noti i principi del lean thinking:
1.Definire il valore, cioè ciò per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo
2.Identificare il flusso del valore
3.Far scorrere il flusso del valore, che deve risultare continuo e bilanciato
4.Flusso tirato, cioè il fabbisogno di attività è determinato dai reali consumi a valle
5.Tendere alla perfezione, cioè assumere la perfezione come riferimento per programmi di miglioramento continuo
6.Estendere i principi del lean thinking alla supply chain.

Un’azienda che fa queste scelte aumenta le vendite, la produttività e riduce i costi.
Quindi, diventa automaticamente molto più competitiva sul mercato.

Ricordiamo, che punto fondamentale per il successo di questa trasformazione è che il capo dell’azienda sia il “primo” esperto di Lean.

Se la spinta al miglioramento continuo non viene dall’alto la % di fallimento dell’implementazione del metodo è molto alta.

Ricordiamo anche che i numeri in azienda sono importantissimi, è quindi necessario dotarsi di un sistema di reporting e di controllo che fornisca indicatori utili al governo dell’impresa.

Wildix CLOUD Open Days: dove il business diventa partnership

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Forte della sua esperienza in ambito IT e TLC, Wildix ha programmato una serie di incontri sul territorio nazionale per individuare nuovi partner commerciali con cui definire le strategie di business e crescere insieme all’interno di un Ecosistema a valore aggiunto

Il mondo della comunicazione sta cambiando rapidamente, così come anche gli strumenti messi a disposizione di utenti e aziende che, per restare al passo con i tempi e sfruttare a pieno le potenzialità delle nuove tecnologie, devono affidarsi a partner affidabili e sempre all’avanguardia.

Wildix, multinazionale dinamica e in forte crescita sia in Italia che all’estero, è uno di questi, perché non solo pone il suo obiettivo nel successo dei propri partner, ma è sempre pronta a cogliere le tendenze tecnologiche del momento e ad anticiparne le potenzialità con prodotti e servizi pensati per sfruttarle al meglio.

Oggi le esigenze degli installatori telefonici sono: avere più clienti, avere prodotti da proporre che abbiano funzionalità innovative a fronte di minor tempo di installazione e di supporto.

A queste richieste Wildix risponde con soluzione UC&C, WebRTC Ready e Cloud per ogni esigenza, una soluzione HW e SW completa (senza le problematiche per integrare prodotti terze parti) e ben 5 anni di garanzia.

Proprio perché il Cloud è uno dei trend dell’ICT maggiormente in espansione, Wildix ha pensato di renderlo protagonista dei suoi CLOUD Open Days 2016: 11 giornate rivolte alle aziende b2b del settore telefonico, che hanno lo scopo di selezionare nuovi partner commerciali, con capacità d’innovazione e pronti per entrare a far parte di un vero e proprio Ecosistema di risorse e competenze capace di portare vantaggi a tutti i suoi membri.

I Wildix CLOUD Open Days partiranno il 13 aprile prossimo da Udine e toccheranno Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Padova, Roma e Torino: qui il calendario completo con le location e le modalità per iscriversi.

La partecipazione è gratuita previa registrazione e ciascuna giornata darà modo a ciascuna azienda di fissare preventivamente uno slot orario per un incontro one-to-one con un responsabile Wildix.

Scopo dei CLOUD Open Days è di presentare in maniera chiara e approfondita l’intera offerta Wildix e illustrare ampiamente il Programma Partner, le soluzioni e le iniziative strategiche societarie, ma anche di dar luogo a momenti fondamentali per incontrare di persona i migliori talenti e intraprendere un percorso di crescita condivisa, nell’ottica di stabilire relazioni di business il più possibile trasparenti, proficue e incentivanti.

E l’interesse che Wildix ha nell’avere al suo fianco partner affidabili con i quali costruire insieme un Ecosistema di risorse, competenze e business, quest’anno si espande anche oltre confine; ne sono testimonianza le partecipazioni dell’azienda all’IT Partners di Parigi, che si è tenuto il 9 e il 10 marzo e al Cebit di Hannover, svoltosi dal 14 al 18 marzo.

“Quest’anno Wildix ha deciso di accogliere solo 30 nuovi partner. Il motivo? Vogliamo instaurare un rapporto di partnership esclusiva, offrendo assistenza tecnica diretta, supporto alle vendite e nel marketing”, commenta Stefano Osler, CEO di Wildix.

“Io, Cristiano Bellumat – Sales Manager Italy – e tutta Wildix, non parliamo mai di ‘portafoglio clienti’ o di ‘sistema di vendita indiretta’, ma preferiamo chiamarlo ‘Ecosistema’ di aziende che hanno creduto in noi e che ora guadagnano vendendo la nostra tecnologia”, conclude Osler.

Per maggiori informazioni sui Wildix Cloud Open Days 2016 visitate:

http://www.wildix.com/it/openday/