Posts Tagged ‘Graziano ciacchini’

Le coinvolgenti evocazioni oniriche della pittura di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Italia

La variegata formula pittorica di Graziano Ciacchini si presta anche ad un intenso e coinvolgente afflato onirico, molto permeante. Lo spettatore viene conquistato dagli scenari dipinti con abile maestria, che lasciano spazio alla fantasia sognante e sognatrice come ad essere dolcemente e soavemente guidati a sollecitare la mente al di fuori di quanto immediatamente visto dal primo impatto. Ecco emergere una cornice di contorno che ciascuno può immaginare e inventare a proprio piacere, dove immergersi in libertà a gustarsi il sogno prediletto e a ripercorrere le sequenze pittoriche in modo sorprendente. Meraviglia e stupore si alimentano attraverso una pittura pura e incontaminata che crea nell’osservatore un desiderio genuino di corresponsione dinamica.

Per Graziano la pittura diventa un versatile e poliedrico medium comunicativo espresso su più livelli, dove anche l’elemento fantastico si eleva ad efficace strumento di collante con il mondo circostante e gli permette di rimanere dentro una sorta di “limbo” in un’atmosfera atemporale, che guarda verso confini dove ognuno può spingersi per trovare nuovi paradigmi di pensiero e nuove visioni esistenziali, cullandosi delicatamente tra realtà e fantasia onirica.

Il linguaggio simbolico e metaforico nell’arte di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

A seguito delle molteplici mostre e manifestazioni alle quali ha partecipato in questi ultimi tempi, siamo ancora una volta ad intervistare il pittore e poeta, Graziano Ciacchini. Avvicinatosi alla pittura, nel 2002, l’artista ha perfezionato una forma espressiva personale ed originale, fatta di elementi simbolici, che custodiscono la chiave di accesso ad un mondo onirico nel quale Ciacchini esplora il contatto tra la realtà ed il trascendente.

D: Quanto influisce la componente onirica del sogno per interpretare e recepire al meglio le tue opere pittoriche?

R: Nei miei lavori, penso di materializzare un luogo nel quale il pensare ed il sentire, si contaminano fino a “rappresentarsi” attraverso immagini che nel loro aspetto, pur farcite di componenti reali, sfiorano il terreno della percezione e dell’immaginazione. Possiamo chiamare tutto questo sogno? E se sì, in quale accezione? Non so. Io che non sono esperto di queste materie ma mi affido a ciò che suggerisce la sensibilità, direi che è una ricerca inconscia di una “essenza” reale della quale sento la presenza, ma della quale mi sfugge il disvelarsi. Come una ricerca di radici;come un cercare di dar senso a qualcosa che forse, senso non deve avere, almeno nel significato terreno. Ecco allora che spesso nei miei lavori, si disegna un percorso ed i personaggi che popolano le tele, guardano fiduciosi nell’attesa di quel disvelarsi che spero (ma a loro non va detto, mi raccomando!) non arrivi mai.

D: Quanto influisce il linguaggio simbolico e metaforico nel tuo fare arte?

R: Influisce molto, come ho già spiegato rispondendo alla domanda precedente. Spesso nei miei lavori ho l’ardire di raccontare storie, illustrare situazioni e generare domande quindi in un certo senso, tutto è simbolo o almeno, io così lo ritengo. Ogni tanto mi piace anche inserire piccoli elementi, apparentemente senza significato, che rimandano a qualcosa o a qualcuno, ma questo in fondo è secondario, un gioco, una licenza poetica.

Il linguaggio simbolico e metaforico nell’arte di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura, Lifestyle

A seguito delle molteplici mostre e manifestazioni alle quali ha partecipato in questi ultimi tempi, siamo ancora una volta ad intervistare il pittore e poeta, Graziano Ciacchini. Avvicinatosi alla pittura, nel 2002, l’artista ha perfezionato una forma espressiva personale ed originale, fatta di elementi simbolici, che custodiscono la chiave di accesso ad un mondo onirico nel quale Ciacchini esplora il contatto tra la realtà ed il trascendente.

D: Quanto influisce la componente onirica del sogno per interpretare e recepire al meglio le tue opere pittoriche?
R: Nei miei lavori, penso di materializzare un luogo nel quale il pensare ed il sentire, si contaminano fino a “rappresentarsi” attraverso immagini che nel loro aspetto, pur farcite di componenti reali, sfiorano il terreno della percezione e dell’immaginazione. Possiamo chiamare tutto questo sogno? E se sì, in quale accezione? Non so. Io che non sono esperto di queste materie ma mi affido a ciò che suggerisce la sensibilità, direi che è una ricerca inconscia di una “essenza” reale della quale sento la presenza, ma della quale mi sfugge il disvelarsi. Come una ricerca di radici;come un cercare di dar senso a qualcosa che forse, senso non deve avere, almeno nel significato terreno. Ecco allora che spesso nei miei lavori, si disegna un percorso ed i personaggi che popolano le tele, guardano fiduciosi nell’attesa di quel disvelarsi che spero (ma a loro non va detto, mi raccomando!) non arrivi mai.

D: Quanto influisce il linguaggio simbolico e metaforico nel tuo fare arte?
R: Influisce molto, come ho già spiegato rispondendo alla domanda precedente. Spesso nei miei lavori ho l’ardire di raccontare storie, illustrare situazioni e generare domande quindi in un certo senso, tutto è simbolo o almeno, io così lo ritengo. Ogni tanto mi piace anche inserire piccoli elementi, apparentemente senza significato, che rimandano a qualcosa o a qualcuno, ma questo in fondo è secondario, un gioco, una licenza poetica.

Intervista: l’artista Graziano Ciacchini parla del Tuscania Art Festival

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Il 26 e il 27 Maggio 2018, l’artista Graziano Ciacchini è stato uno dei protagonisti dello storico Tuscania Art Festival, evento di importante valenza, tenutosi a Peccioli, nella splendida cornice delle colline di Pisa. Di seguito l’intervista realizzata in occasione della sua partecipazione all’interno della sezione artistica del festival.

D: Di recente hai partecipato al rinomato Tuscania Art Festival, è stata un’esperienza positiva?
R: Direi molto positiva, sia per il contesto urbano e per la qualità delle esposizioni, sia per la possibilità di partecipare direttamente ad una esperienza fatta di tanti apporti artistici anche molto diversi tra loro. Queste manifestazioni fanno uscire il gesto artistico da contesti più specifici per portarlo in mezzo alle persone, le quali ripagano con la nutrita presenza e con la partecipazione attenta.

D: Come è nata l’occasione di questa tua partecipazione?
R: Lo scorso anno sono andato da spettatore, perché esponevano alcuni amici. Ho scoperto allora che c’era una richiesta da fare ed una selezione da superare. Ho inviato il materiale nel mese di marzo e sono stato selezionato per l’edizione 2018. Con grande gioia da parte mia, aggiungerei.

D: Quali opere hai esposto e in che contesto?
R: Ogni artista selezionato aveva uno spazio definito da sfruttare al meglio. Ho allora pensato di dare spazio ai miei azzurri. Tra le opere esposte mi piace ricordare “La casa della fata” e “Fly”.

D: Come consideri la simbolica sinergia tra arte e musica del Tuscania Art Festival?
R: Considero la sinergia e la contaminazione tra diverse forme espressive qualcosa di assolutamente vincente, sia dal punto di vista della qualità sia dal punto di vista emotivo; punto di vista, quest’ultimo che si legge in modo decisamente chiaro sui volti del pubblico che dimostra di apprezzare una lettura a più voci della creazione artistica.

La poesia cromatica nella pittura di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Le opere pittoriche realizzate da Graziano Ciacchini possiedono una grande portata scenica rafforzata e avvalorata dalla componente cromatica, che assieme all’elemento figurativo costituisce il nucleo centrale della sua poetica espressiva. Graziano infonde nelle combinazioni tonali un profondo potere evocativo e riesce abilmente ad imprimere uno stile cromatico ad hoc ben definito e ben qualificante per la composizione d’insieme. La valenza primaria del colore si evince anche dalla perizia nella stesura che Graziano concepisce come fase cruciale.

Il colore viene scelto con ponderata selezione e viene utilizzato come prezioso strumento. Il risultato ottenuto offre allo sguardo dello spettatore un corollario colorato di armonia ed equilibrio, dominato dalla densa corposità che accentua l’effetto plastico della superficie pittorica ed esalta le raffigurazioni riprodotte in modo ottimale. Le opere attraverso il colore si animano, prendono vita, si accendono di luce propria e acquistano un fattore distintivo caratterizzante, che le rende permeanti a tutto tondo come se uscissero dai limiti della tela ed espandessero la loro ammaliante visionarietà tutto intorno. Questa è la magia che si sprigiona dalla pittura di Graziano.