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Assegnati i riconoscimenti del Premio giornalistico “Sicilia isola da scoprire”

Scritto da inpress il . Pubblicato in Italia, Opinioni / Editoriale

Ragusa – Sabato scorso, nell’elegante cornice del Ristorante Quattro Quarti a Marina di Ragusa, si è svolta la cerimonia di consegna dei premi del Concorso giornalistico “Sicilia isola da scoprire”, indetto dalla Casa editrice Belle e Buone Arti, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e delle Strade del Vino e dei Sapori di Sicilia.

A ricevere i riconoscimenti ex aequo per la prima sezione del premio (“La Sicilia del gusto, delle tradizioni e dell’arte nei territori delle Strade del vino e dei sapori”) sono stati Piero Rotolo, Paolo Cirica e Giovanni Criscione per gli articoli pubblicati su “Slow Book”, la guida ufficiale delle Strade del Vino e dei Sapori di Sicilia, distribuita al Vinitaly 2014.

In particolare Piero Rotolo, direttore del magazine online “Eg news” e redattore di “OlioVinoPeperoncino”, è stato premiato da Teresa Di Fresco, vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e da Tiziano Toffolo, presidente della Giuria, per l’articolo “Gibellina, la costruzione di un’utopia”.

Paolo Cirica, fondatore e direttore del giornale online “Essepress”, ha ricevuto il premio da Giampaolo Schillaci, assessore alla Cultura del Comune di Scicli, per l’articolo “Scicli, perla del Barocco”.

Infine Giovanni Criscione, fondatore dell’ufficio stampa InPress, è stato premiato da Teresa Di Fresco, Tiziano Toffolo e Francesco Valenti presidente del Comitato organizzatore, per l’articolo “Modica, le grandi bellezze del Barocco, patrimonio dell’Umanità”.

Ai premiati è stata consegnata un’elegante pergamena-ricordo e una busta contenente un soggiorno premio di due notti per due persone, offerto dalla Maison de charme “La Moresca” di Marina di Ragusa.

Il premio “Sicilia isola scoprire” fa parte del progetto “Sicilia Excellence”, che ha tra i suoi obiettivi la realizzazione di eventi e la pubblicazione della guida-book ufficiale delle Strade del Vino e dei Sapori di Sicilia.

Il concorso, alla sua prima edizione, intende promuovere uno “scouting giornalistico” dei beni archeologici e artistici, delle tradizioni storico-culturali, dei giacimenti eno-gastronomici della Sicilia in vista dell’Expo 2015.

Il regolamento per partecipare alle altre sezioni del premio (“La Sicilia dimenticata dalle tradizionali mete turistiche”, scadenza 30/11/2014; e “Sicilia Isola di tesori da scoprire”, scadenza il 31/01/2015) è consultabile su http://www.siciliaexcellence.eu.

Info e contatti
cell. 388 3046600 /345 8440206
mail: premiosiciliadascoprire@gmail.com

Vogliamo John Wayne come presidente del Consiglio

Scritto da Silvio Farnese il . Pubblicato in Musica, Opinioni / Editoriale, Politica

Mimmo Parisi palesa il proprio impegno diluendo insieme polemica, canzone politica (intesa come descrizione di quel che dovrebbe essere e quello che invece passa il convento) e romanticismo. E’ questo quello che lo accomuna ad altri valenti cantautori. Nelle sue canzoni, anche in quelle più “graffianti”, convivono elementi di denuncia, descrizioni ovviamente che passano attraverso la metafora, situazioni anche sentimentali (perlomeno quelle che sono situazioni sentite e provate sulla propria pelle). E’ come se all’impegno politico fosse stato dato “un cuore” e l’ideologia fosse accompagnata dal sentimento: c’è lo Stato che opprime con la sua ‘paralisis’ di marca joyciana, c’è la rabbia e la denuncia ma c’è anche la descrizione di momenti di nostalgia davanti a “ideali” che sembrano svanire con il passare degli anni. E’ come se al centro della sua poetica, Mimmo abbia messo vicino ai vessilli, “l’uomo”, con la sua precarietà e il suo bisogno di continue certezze.

Tra le canzoni emblematiche di questa “rara fusione di temi” si situa sicuramente “…Qui ci vorrebbe John Wayne”, ultimo suo grido verso la scelleratezza, di chi comanda sì, ma anche contro i sudditi contenti di essere sudditi. Inutile nasconderlo, c’è anche questo, quando un pensionato, un impiegato pubblico dicono a Grillo che deve farsi i cazzi suoi, che loro si vogliono godere i quattro soldini che si son guadagnati, beh, c’è poco da discutere: sono loro il lasciapassare per la cattiva politica e per la conseguente vita grama di chi ha niente. La redistribuzione dei beni, l’uguaglianza, il livellamento stipendiale? Macchè, macchè… la gente, certa gente non lo sa, ma è connivente con chi la sfrutta: cos’altro significa infatti che ‘…i direttori, i dirigenti, lo statista e via dicendo, hanno diritto a guadagnare di più e ad un trattamento diverso?’. Guadagnare di più… trattamento diverso… Ma per quale cazzo di ragione? Purtroppo, così ragiona il popolino ammaestrato e appartenente al gregge, quello raccontato da Friedrich Wilhelm Nietzsche. Ma, ritornando alla produzione di Parisi, quanti autori di canzoni in Italia hanno saputo fondere in un brano il sentimento e la politica di “in questa Italia di stronzi e di yes man/ qui ci vorrebbe John Wayne”? Ovviamente, il John Wayne auspicato è metaforico, il richiamo più vicino è quello del M5s, unica possibilità e vera novità dal 1948 a tutt’oggi.

Nei Rocco Siffredi, Schettino, e perfino l’incolpevole Peppa Pig, citati nella canzone, compare la disillusione, la consapevolezza di un mondo che non vuol cambiare e di partiti che non saranno mai più gli stessi (la canzone descrive l’attuale o quasi recente storia delle ‘cose’ successe e che succedono in Italia)”. Nel secolo scorso si era tentata la mediazione tra i due grandi partiti di massa di allora, DC e PCI, poi tutto è naufragato nel giro di poco tempo. Quindi, il declino del “grande partito rosso italiano” era quindi cominciato, la ricerca di “una nuova identità” continua infruttuosa anche oggi, con gente di destra che si è intrufolata alla chetichella perché, se è di moda essere di sinistra, nella vita è meglio farsi leccare il culo, come insegnano i gerarca… “…Qui ci vorrebbe John Wayne è stato registrato nello studio personale di Mimmo Parisi – Stelledicarta – , la produzione è al solito molto spartana e con mixing e mastering ‘buona la prima o al massimo la seconda tanto la Warner o la Virgin non mi cagherà mai’, la promozione si ancora ai simpatizzanti del web, ai giornalisti freelance, ai blogger appassionati, alle radio/tv e agli store che ospitano la produzione di Mimmo Parisi in modo disinteressato. (A cura di) Diego Romero, giornalista freelance e blogger

Qui il link al video: http://www.dailymotion.com/video/x1fybac_qui-ci-vorrebbe-john-wayne-by-mimmo-parisi_creation

M5S sotto assedio

Scritto da Silvio Farnese il . Pubblicato in Italia, Musica, Opinioni / Editoriale, Politica

Grillini = fascisti. Quando la Storia è stata capita male, malissimo.

 
 Dal Mario Adinolfi/blog apprendiamo che Repubblica non si è comportata in modo isomorfo in questi ultimi(?) tempi. La Stampa dovrebbe essere, nei limiti del possibile, pura voce di chi osserva e riferisce a chi non ha la ventura di assistere ai fatti – di solito importanti – che accadono nel mondo. Tra i fatti che esercitano una sicura forza sulla società, ci sono quelli oggetto di narrazioni di marca politica. Ad esempio, il suddetto giornale, ha camuffato con titolazioni politicamente un po’ sciocche i risultati del suo ultimo importante sondaggio Ipr sulle intenzioni di voto degli italiani in vista delle europee. Il quotidiano di Ezio Mauro parla di “Pd al primo posto, il M5S insegue, Grillo davanti al centrodestra”. Tutto in home page (ma sul cartaceo il sondaggio c’è?), tutto tranquillizzante per i lettori che sono in massima prevalenza di centrosinistra. Poi uno apre le tabelle e si imbatte in uno scenario che sarebbe disastroso per il Pd, che viene dato poco sopra il 27% con il M5S al 25.4%, e per Matteo Renzi che potrebbe contare su una coalizione che faticherebbe a toccare il 32%. Sul fatto che Grillo sia davanti al centrodestra la titolazione è semplicemente falsa, perché il centrodestra, cioè la coalizione di Forza Italia-Ncd-Lega-Fdi e listarelle varie veleggia poco sotto il 39%.
Attenzione, dunque, allarme rosso caro Matteo: sei 7 punti sotto i rivali e Grillo è a meno di due punti dal tuo risultato di partito. Ora, sapendo fin dalle scorse elezioni che il voto al M5S è un voto d’impeto, da cabina elettorale, che spesso non viene confessato neanche a se stessi figuriamoci a un intervistatore telefonico, il mio dubbio è che il M5S dopo l’intelligente conquista del centro della scena politica sia ampiamente sopra il 30% dei voti.

Qual è l’errore di Renzi? Lo stesso dei giornalisti di Repubblica, di Paolo Mieli e di Pigi Battista, di Corrado Formigli e di Daria Bignardi, di Giovanni Floris e di Enrico Letta. Aver deciso di dipingere il M5S come il nuovo fascismo, aver assecondato la linea Boldrini, quella del “pestaggio mediatico” contro Augias e dei seguaci del blog di Grillo come “potenziali stupratori”. Il grido dei potenti dà fastidio, suona falso e a protezione dei propri privilegi. Il grillino naif e casinista, platealmente antisistema al limite con l’eversione invece piace.
Renzi sbaglia a definire squadristi i parlamentari di Grillo. Queste cazzate le faccia dire ai robertisperanza. Lui no, lui è Renzi: la sua forza è stata tutta riposta nel saper incarnare lo spirito del rottamatore, la sua concretezza piace (piaceva?) perché era (è?) essa stessa eversiva.

Caro Matteo, devi ribaltare la linea. Il M5S incarna uno scontento diffusissimo e un’ostilità verso la classe dominante (non solo politica, ma anche giornalistica e bancaria, quasi sempre in Italia pesantemente intrecciate) che deve tornare a essere anche la tua. Paradossalmente dovresti scavalcare il grillismo a sinistra, non metterti a fare il cane da guardia del sistema. Non hai niente da guadagnarci, il sistema fagociterà anche te e infatti oggi Repubblica ti propone di andare subito alla presidenza del Consiglio.
Ti vogliono in sella, ti vogliono come garante dei loro interessi. Non dare l’impressione che fosse questo, solo questo, il motivo della tua grande e appassionata battaglia.
Un rottamatore non considera “squadristi” dei dissacratori. Un rottamatore, anzi, li guarda con simpatia. Che sia evidente questa tua simpatia, così li disinnescherai. Porta a casa l’Italicum e di’ con sincerità che è l’unica riforma praticabile che ti interessa, tutto il resto (abolizione del Senato e altre amenità) con questo Parlamento non si può fare. Con in mano la vittoria della riforma elettorale, vai da Napolitano, chiedigli di rimanere in carica e di firmare lo scioglimento delle Camere. Da rottamatore vero, fai liste senza compromessi e gioca per vincere. A ottobre, tre mesi prima di diventare quarantenne, potrai essere presidente del Consiglio praticamente eletto direttamente dal popolo italiano.
Se invece ti metterai a traccheggiare tra fregnacce propagandistiche che sai irrealizzabili con questi equilibri parlamentari, tipo il job act e la riforma costituzionale, bacchettando continuamente qualche legittima protesta del M5S invece di chiedere le dimissioni di un presidente della Camera palesemente inadeguato e privo della grammatica istituzionale di base come Laura Boldrini, allora diventerai uno dei tanti.
Uno dei tanti segretari del Pd che hanno perso le elezioni.
Silvio Farnese/Giudizio critico: ascoltatevi
 

Consorzio Tutela Lugana DOC: impegni ed iniziative per una valorizzazione del vino

Scritto da jit il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Comunicati Stampa

Il Consorzio Tutela Lugana DOC ha un’agenda sempre più fitta di impegni e iniziative, a testimoniare il costante impegno elargito per  diffondere la conoscenza di un prodotto tipico di ottima qualità. A testimonianza di ciò, la partecipazione, per la prima volta al Vinexpo di Bordeaux, evento di riferimento mondiale che riunisce tutti gli operatori del settore vini e distillati dal 16 al 20 giugno, è stata un successo. Il Lugana, quale DOC,  è stato apprezzato dai professionisti del settore molti provenienti da paesi quali: Belgio, Sati Uniti, Canada e Cina.

Ma il Lugana è anche un territorio di grande valore e di una cultura carica di storia e passione, da qui l’impegno con una serie di incontri con giornalisti italiani e esteri: a inizio del mese di giugno si è svolto un Tour del Lugana, con la visita di alcune cantine produttrici, mentre al rientro da Bordeaux il Consorzio ha ospitato importanti testate. I giornalisti del Gambero rosso, l’Espresso, Vini Buoni del Touring, Slow Wine di Slow Food hanno potuto degustare il Lugana nelle sue varie declinazioni. Oltre alla carta stampata si vuole coinvolgere anche il mondo della rete, nasce così una collaborazione con Wine Surf, un’esauriente testata in internet sul mondo enogastronomico curata da Carlo Macchi. Nei paesi stranieri possiamo trovare articoli pubblicati su testate che vanno dalla tedesca Der Feinschmecker alla danese Vinbladet.

Ma non solo di attività promozionale si occupa il Consorzio: fra un paio di mesi inizierà la vendemmia, proprio per prepararsi a questo importante evento annuale la filiera del lugana  si incontrerà martedì 30 luglio alle ore 18 presso la Cantina Cà Lojera di Rovizza di Sirmione. L’incontro sarà utile anche per confrontarsi in argomenti quali le giacenze i prezzi di mercato e la filiera.

www.facebook.com/consorzioluganadoc

Novella Donelli – ufficio stampa  Jit
tel. 0456171550
novella@justintimesrl.it
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