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Le opere di Vincenzo Di Michele tra Storia e memoria

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Cultura, Italia, Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

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Le opere di Vincenzo Di Michele tra Storia e memoria

Vincenzo Di Michele è uno scrittore, storico e giornalista pubblicista romano, vincitore di diversi premi letterari e insignito di riconoscimenti istituzionali. Autore di opere di carattere storico e biografico, si è interessato anche di argomenti legati alla società e allo sport. Accanito difensore della verità storica e dell’obiettività nonostante le fazioni politiche e i pregiudizi, svolge il suo lavoro storiografico sostenuto da un’attenta e minuziosa ricerca delle fonti negli archivi e tra le testimonianze dirette di chi ha vissuto l’episodio che si accinge a narrare. Un esempio di racconto storico che non si ferma alla superficie, ma che scava profondamente alla ricerca della verità è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi. L’autore ha inoltre una particolare sensibilità nell’intrecciare vicende storiche e memorie familiari, come si evince dall’opera Cefalonia, io e la mia storia.

Titolo: Cefalonia, io e la mia storia

Autore: Vincenzo Di Michele

Genere: Romanzo autobiografico e storico/Romanzo familiare-generazionale

Casa Editrice: Il Cerchio

Collana: C’est la vie

Pagine: 248

Codice ISBN: 978-8884744746

«[…] Le famiglie non si arresero e mai persero la speranza perché il loro caro non era morto, ma “disperso”. Se questa è stata una storia come tante di quei ragazzi che andarono in guerra, per le famiglie dei soldati che non ritornarono da Cefalonia ci fu qualcosa di diverso. Nessuna di queste osò dirlo a gran voce, ma ciascun familiare si consumò giorno per giorno in un mugugnare di pensieri.
Chissà se il suo ultimo respiro è stato proprio davanti a un plotone di esecuzione?
Così fu anche per la famiglia del soldato Clorindo Di Giacomo».

Titolo: L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi

Autore: Vincenzo Di Michele

Genere: Storico/Biografico

Casa Editrice: Il Cerchio

Collana: Gli archi

Pagine: 140

Codice ISBN: 978-8884744227

«[…] Non sempre le verità si decidono a maggioranza; l’importante però è saper fornire, nella rivisitazione degli avvenimenti, una spiegazione logica capace di rinnegare il principio democratico della verità storica. Alla resa dei conti, fra il governo Badoglio e i tedeschi vi fu un accordo sempre tenuto nascosto fra sotterfugi e mezze parole, e il prezzo più caro l’ha pagato proprio la storia».

Vincenzo Di Michele ha affermato in un’intervista: “Se revisionismo significa ritornare indietro nell’analisi storica con nuovi elementi, con altre prove e soprattutto con ponderate riflessioni senza pregiudizi ideologici e/o di parte dico e affermo: sono un revisionista. Alla resa dei conti: “La storia non la fanno i vincitori”; ecco perché sono un revisionista”. Una frase che racchiude l’impegno dell’autore a esporre i fatti storici senza aver paura di smentire le verità condivise dalla maggioranza, se nuovi documenti e testimonianze portano a una revisione degli accadimenti. Di Michele non sta dalla parte dei vincitori ma da quella della verità, e purtroppo i due concetti non sempre trovano corrispondenza, ed è da questo scollamento, dalle distorsioni della Storia raccontata dai trionfatori che l’autore cerca di affrancarsi attraverso un faticoso e scrupoloso lavoro di ricerca. Il passato contiene un grande insegnamento di vita per l’autore, ed è sua priorità raccontarlo con oggettività; in quest’ottica una particolare attenzione è riservata al secondo conflitto mondiale e alle sue contraddizioni storiografiche, che Di Michele affronta in diverse opere. Ma non c’è solo l’importanza della verità nel racconto di episodi significativi per la Storia mondiale; c’è anche l’attenzione per le sofferenze private di uomini cancellati dalla guerra: l’autore sta infatti lavorando a un libro sulle storie dei dispersi e dei reduci della seconda guerra mondiale, e invita i lettori del suo sito internet a raccontare dei loro parenti che non sono più tornati a casa. Un’opera che rispecchia la vocazione di Vincenzo Di Michele per la verità storica intrecciata alle memorie di chi la Storia l’ha vissuta e spesso subita è Cefalonia, io e la mia storia. Un romanzo autobiografico, che narra la verità dell’autore sulla strage della divisione Acqui a opera dei tedeschi sull’isola di Cefalonia nel settembre del 1943, raccontando in parallelo l’eterna attesa dei famigliari dello scrittore, illusi di vedere il ritorno del loro congiunto. Una narrazione che abbraccia la Storia e le storie della sua famiglia, tramandate di padre e in figlio e arrivate fino all’autore, che ha voluto rendere omaggio al suo parente, Clorindo Di Giacomo, e a tutti gli uomini che sono stati trucidati ingiustamente, presentando lettere, testimonianze di sopravvissuti e dei cappellani di guerra padre Formato e padre Ghilardini. L’opera contiene una suggestiva immagine di banconote gettate a terra dai soldati in attesa della fucilazione, ormai prive di valore per chi si affannava a cercare nel proprio portafogli un pezzo di carta su cui scrivere le ultime, preziose parole da far consegnare alla propria famiglia. Priva di aneddoti autobiografici ma densa di riflessioni e di documentazioni inedite è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi, pubblicata anche in lingua inglese col titolo di The last secret of Mussolini. The undercounter pact between Badoglio and the German. L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze alleate, mentre sottobanco il governo Badoglio continuò a collaborare con i tedeschi, portando, in un’escalation di ricatti e sotterfugi, alla liberazione da parte delle S.S. di Mussolini, confinato a Campo Imperatore. L’operazione Quercia è analizzata da Di Michele nelle sue evidenti contraddizioni, giudicata un’azione concordata e soprattutto di propaganda (è nota la presenza di cineoperatori sul luogo), necessaria a una Germania che stava perdendo consensi.

TRAMA CEFALONIA, IO E LA MIA STORIA: L’opera ripercorre la storia dell’eccidio di Cefalonia della divisione Acqui durante la seconda guerra mondiale. L’autore narra parallelamente di suo zio Clorindo che, allora ventenne, con altre migliaia di soldati si scontrò in guerra a Cefalonia con le truppe tedesche e risultò disperso. La prima metà di quest’opera è narrativa, ma nella seconda parte viene dato più spazio alla macrostoria, per inserire la vicenda in un contesto più chiaro. Nei fatti l’esercito italiano, dopo la proclamazione dell’armistizio con gli alleati dell’otto settembre 1943, si dissolse nel nulla. In molti disertarono, altri passarono al nemico, altri ancora furono fatti prigionieri e c’è stato anche chi – come raccontato nella testimonianza trascritta in un diario e riportata nel libro – dovette lottare fino alla morte per sopravvivere, perché doveva ritornare a casa da una figlia di sette anni che mai aveva conosciuto. Una vicenda narrata anche dal punto di vista della famiglia dell’autore che non si è mai arresa e mai ha perso la speranza, perché il loro parente non era ancora considerato ufficialmente morto, ma “disperso”. Una storia come quella di tante altre famiglie, i cui congiunti non tornarono più. In tale contesto si è sviluppata anche una visione specifica dell’autore, il quale ha inquadrato l’intera vicenda storica in una diversa rivisitazione, a cominciare da una scomoda verità sulla debolezza del generale Gandin, che nei fatti consentì a quei pochi sovversivi di prevalere sulla massa dei deboli, e proseguendo con una rilettura a proposito degli eroi di Cefalonia che furono immolati in nome della Resistenza, e consacrati nel corso degli anni come i salvatori della nuova Patria: “L’Italia antifascista”. Ma soprattutto, viene narrato come, e perché, quella strage stracolma di sangue e vite umane stroncate nel fiore degli anni si poteva evitare.

TRAMA L’ULTIMO SEGRETO DI MUSSOLINI. QUEL PATTO SOTTOBANCO FRA BADOGLIO E I TEDESCHI: L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze Alleate. Fu una resa senza condizioni. Qualcosa però si mosse sottobanco. C’era infatti un altro tavolo, non ufficiale, dove il governo Badoglio continuò a collaborare con il vecchio amico tedesco. Tra ricatti, ostaggi, minacce e sotterfugi, l’illustre prigioniero Mussolini veniva così sottratto agli Alleati e consegnato ai tedeschi il 12 settembre a Campo Imperatore. L’agente Nelio Pannuti, addetto alla sorveglianza personale di Mussolini al Gran Sasso, in un’intervista rilasciata all’autore dichiarò che quell’incursione dei tedeschi “sembrava proprio un’azione concordata, tant’è che, una volta liberato il Duce, ci fu un momento conviviale tra soldati italiani e tedeschi nella sala dello stesso albergo, tutti con le armi in spalla pacificamente”. I manuali storici hanno sempre narrato dell’efficacia dei servizi segreti tedeschi e dell’impresa epica dei loro paracadutisti per liberare Mussolini, ma la realtà è che la presenza del Duce a Campo Imperatore era di dominio pubblico. Per non parlare della complicità italiana nel riaggiustamento storico. Il comandante dei carabinieri al Gran Sasso Alberto Faiola fu anche encomiato, quando al contrario egli non solo non predispose alcuna misura cautelativa per il detenuto, ma venne anche meno ai suoi doveri invitando alcuni suoi amici proprio in quei giorni all’albergo di Campo Imperatore. Una nuova verità storica che è raccontata sin dagli inizi grazie anche alla testimonianza – sconosciuta a molti – di Karl Radl, l’aiutante di colui che erroneamente è stato sempre considerato il vero artefice dell’Operazione Quercia: il capitano Otto Skorzeny.

L’ AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA: Vincenzo Di Michele (Roma, 1962), laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, è uno scrittore, giornalista, docente e storico, relatore in diversi convegni su temi storici, sociali e sportivi. Pubblica romanzi e saggi che hanno importanti riscontri su quotidiani nazionali, riviste e blog, tra cui Il Tempo, Libero, La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, L’Unità, Lettera 43:

  • La famiglia di fatto (Firenze Atheneum Editore, 2006), un’acuta analisi della convivenza non coniugale nella società odierna
  • Io, prigioniero in Russia (Maremmi Editori, 2008, 2a ed. “La Stampa” di Torino in allegato, 2010 con più di 50.000 copie vendute), tratto dal diario del padre dell’autore Alfonso Di Michele, alpino della divisione Julia prigioniero in Russia durante il secondo conflitto mondiale. L’opera ha ricevuto un riconoscimento dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l’importanza della testimonianza storica, una segnalazione d’onore e una medaglia di merito da parte del “Centro Don Gnocchi di Roma”, e inoltre l’autore è stato insignito del premio di Cultura e Vita Alpina “Amedeo De Cia”, del premio nazionale “Nomentum” e del premio “Baiocco Speciale”
  • Guidare oggi (Curiosando Editore, 2010), un manuale sulla sicurezza stradale, elogiato dal Ministro delle Infrastrutture A. Matteoli
  • Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso (Curiosando Editore, 2011), un’inchiesta storica con scoperte esclusive sulla prigionia di Mussolini a Campo Imperatore. L’opera ha ricevuto una nota di merito dai senatori a vita Oscar L. Scalfaro, Carlo A. Ciampi e Giulio Andreotti per l’attività di ricerca storica
  • Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi (Fernandel, 2013), la biografia ufficiale dello storico giocatore della Lazio, con inediti sul calcioscommesse degli anni Ottanta

  • Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota (Fernandel, 2014), recensito su testate nazionali come “Il Tempo” e “La Stampa” e distribuito nelle edicole in varie regioni italiane, illustra le procedure di annullamento del matrimonio messe in atto dal tribunale della Rota Romana, ed elenca e spiega i casi pratici di invalidità matrimoniale

  • L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco tra Badoglio e i tedeschi (Il Cerchio, 2015), narra i retroscena dell’operazione Quercia sulla liberazione di Mussolini. Opera finalista al premio “Carver”

  • Cefalonia, io e la mia storia (Il Cerchio, 2017), la vicenda dell’eccidio di Cefalonia intrecciata alla storia privata della famiglia dell’autore. Menzione d’onore al premio “Montefiore”, finalista al premio “Piersanti Mattarella” e al premio “Prunola”.

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Enzo Bucchioni entra in “Passione del Calcio

Scritto da Stefano Rizzo il . Pubblicato in Calcio, Sport

Dal 16 marzo, in concomitanza col suo compleanno, Enzo Bucchioni, già vicedirettore del QN, Quotidiano Nazionale e direttore del QS, Quotidiano Sportivo, opinionista di Tuttomercatoweb.com e Firenzeviola, entra a far parte di Passione del Calcio (www.passionedelcalcio.it), portale diretto da Stefano Rizzo e Erika Eramo.

Abbiamo pensato a Bucchioni perché rappresenta un maestro di giornalismo, un esempio di professionalità e dedizione al lavoro, che coniuga quelli che sono i nostri due grandi amori: la cultura e lo sport. I redattori di Passione del Calcio, ragazzi meritevoli scelti dal nostro corso di formazione, potranno perciò avere spunti preziosi di crescita. Enzo Bucchioni scriverà una volta al mese un editoriale, interverrà nel programma radiofonico e nel format web Football Outside the Box” dichiarano i due direttori.

Arte Padova 2014: grande successo per Silvana Giacobini col manager Salvo Nugnes con la presentazione dell’ultimo libro “Il leone di terracotta”

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, Libri

In occasione della fiera Arte Padova edizione 2014, svoltasi dal 14 al 17 Novembre, la nota giornalista scrittrice Silvana Giacobini è stata ospite d’eccezione nel prestigioso contesto fieristico, per presentare il suo ultimo romanzo di successo intitolato “Il leone di terracotta” (Cairo) insieme al manager produttore Salvo Nugnes, che ha fatto da relatore durante il dibattito. L’evento, tenutosi in data Domenica 16 Novembre, ha coinvolto una corposa affluenza di pubblico attento e partecipe, piacevolmente intrattenuto dall’avvincente racconto sulla vicenda narrata nel libro e sull’interessante percorso professionale della Giacobini, documentato attraverso la proiezione di immagini da lei vivacemente commentate.

La Giacobini ha spiegato “Ho scelto come ambientazione per la storia la splendida zona territoriale delle langhe piemontesi, che reputo un contesto di intenso fascino e preziosa bellezza, da sempre avvolta da intricati misteri occulti. Le protagoniste principali sono due giovani amiche, Margot e Beatrice. Lo scenario, che funge da cornice è l’antica villa padronale di proprietà dell’illustre famiglia blasonata dei Tornero D’Albrizzi, a cui appartiene Beatrice. Margot, famosa scrittrice giallista viene chiamata dall’amica per indagare sulla scomparsa del fratello James, risalente a molti anni addietro. Nella sua ricerca della verità Margot si addentra pericolosamente anche nella Torino esoterica rischiando la vita, ma poi si innamora con travolgente passione e c’è un epilogo finale pieno di romanticismo“.

E proseguendo ha evidenziato “Mi ha stimolato la fantasia scrivere un giallo, che avesse l’apparente andamento di un viaggio nella normalità. La villa è un collage di fantasia, mentre molti dei luoghi menzionati esistono davvero nella realtà, come il Divin Caffè che si trova a Barolo e il Castello Falletti con il Museo del Vino. Il caso di James scomparso giovanissimo da casa lasciando dietro di sé  tracce diverse e contrastanti, si ispira volutamente ai numerosi casi di cronaca nera. Le sparizioni improvvise dei minori e dei giovani adulti possono nascondere molte verità più difficili da individuare, con il forte sospetto che non tutto nasca da una intenzionalità spontanea di sparire“.

Silvana Giacobini insieme al manager Salvo Nugnes ospite speciale alla Fiera Arte Padova con il libro “Il leone di terracotta”

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Libri

Appuntamento culturale di grande interesse all’interno della Fiera Arte Padova 2014, con la presentazione dell’ultimo avvincente romanzo giallo della giornalista scrittrice Silvana Giacobini, dal titolo “Il leone di terracotta” (Cairo). L’evento è previsto in data Domenica 16 Novembre alle ore 17.30, presso la sala conferenze (Padiglione 8). Ad affiancarla come relatore durante l’incontro sarà il manager Salvo Nugnes e verrà dato anche ampio spazio per un vivace dibattito con il pubblico presente in loco.

La coinvolgente narrazione ha come protagonista Margot Amati, scrittrice di successo, che inizia quella che crede essere una tranquilla vacanza ospite dall’amica Maria Beatrice Tornero D’Albrizzi, ex compagna di collegio, che le chiede di fare luce sulla misteriosa scomparsa del fratellastro James, avvenuta circa vent’anni prima, che Beatrice non ha mai smesso di attendere. I Tornero D’Albrizzi sembrano davvero una famiglia da romanzo quasi fiabesco. Nobili di antichissimo lignaggio vivono nella loro villa da sogno e sono immensamente ricchi. Ma non è tutto come appare. Infatti, in un crescendo di episodi ad intreccio e colpi di scena ad effetto, Margot si addentra per indagare e scavare, imparando a muoversi in un ambiente formalmente ineccepibile, ma che in realtà si rivela assai crudele e spietato. Nella sua ricerca della verità rischia la vita, ma poi trova l’amore appassionato, travolgente e inatteso, proprio come racconta nei suoi scritti.

Sul contesto scelto come cornice territoriale la Giacobini precisa “Ho individuato come ambientazione più congeniale la zona piemontese delle langhe, che considero una terra di rara bellezza e prezioso fascino, che è da sempre avvolta da misteri occulti. Mi ha incuriosito pensare, che dietro questa immagine così paradisiaca si possa nascondere il veleno del male, rappresentato metaforicamente dalle masche ossia le streghe, qualcosa che dunque non corrisponde ad un’immagine in apparenza così perfetta e mi ha stimolato la fantasia di scrivere un giallo, che avesse l’apparente andamento di un viaggio nella normalità. La villa è un collage di fantasia, ma molti dei luoghi sono reali. Il Divin Caffè esiste davvero a Barolo, come anche il Castello Falletti con il Museo del Vino”.

“Sale, zucchero e caffè”: grande successo per il nuovo libro di Bruno Vespa

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Libri

A fronte del clamoroso successo editoriale, che sta riscuotendo il nuovo libro di Bruno Vespa dall’emblematico titolo “Sale, zucchero e caffè” pubblicato da Mondadori, abbiamo chiesto al noto manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in campo artistico culturale, un suo commento al riguardo da esperto di settore.

Nugnes sostiene, che Vespa è un nome di garanzia per il mondo dell’editoria e nonostante la crisi, che ha colpito con incisiva gravità anche questo ambito, i suoi libri vengono acquistati da un numero crescente di lettori, appartenenti ad un target vasto ed eterogeneo e scalano le classifiche di vendita. Nugnes sottolinea come “Oltre alla geniale capacità narrativa e alla consolidata competenza giornalistica, il talento di Vespa risiede nel saper parlare di temi e argomenti complessi, articolati e di scottante e attualità conservando un linguaggio espressivo estremamente semplice, di immediata fruibilità e comprensione, seppur analizzandoli con massima dovizia e precisione. Nei suoi scritti si coglie la spiccata e radicata sensibilità, poiché si dimostra molto attento alle problematiche connesse alle classi e categorie sociali più deboli e disagiate. E’ risaputo, che tante persone bisognose si rivolgono a lui proprio sapendo di trovare un riferimento di supporto di concreta disponibilità”.

E proseguendo asserisce “Così come -Porta a Porta- si può considerare un programma televisivo simbolo dell’informazione di matrice nazional-popolare al servizio della collettività, anche i suoi libri assumono un’importante finalità comunicativa a livello sociale, facendo emergere e approfondendo questioni di notevole rilevanza per l’opinione pubblica”.

“MENTORE DELL’INFORMAZIONE”: IL PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO A BRUNO VESPA CONFERITOGLI DAL NOTO MANAGER SALVO NUGNES

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Celebrità, Cultura, TV

Nel contesto della storica Milano Art Gallery, il rinomato conduttore di “Porta a Porta” Bruno Vespa ha ricevuto il prestigioso Premio Cultura Milano, consegnatogli dal manager Salvo Nugnes, durante uno dei celebri incontri del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano”, ideato allo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti. Questa straordinaria targa viene assegnata ai più grandi ed illustri personaggi del mondo della cultura, della scienza, dell’arte, della letteratura, del giornalismo e dell’imprenditoria, che si sono distinti a livello internazionale. Personalità del calibro dell’indimenticabile Margherita Hack, del sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni e del decano della critica Gillo Dorfles, sono già stati insigniti del Premio Cultura Milano.

Bruno Vespa, che ha da sempre ricoperto un ruolo fondamentale all’interno dei palinsesti televisivi e delle testate, in ambito informativo e giornalistico, durante la conferenza ha commentato le più significative vicende socio politiche che, hanno influenzato il passato e si ripercuotono nel presente e nel futuro dell’Italia. Nella sala gremita, il pubblico è stato conquistato dall’innato carisma e la brillante dialettica di Vespa, che ha dimostrato ampia disponibilità nel rispondere ai numerosi ed interessanti quesiti rivolti dall’intera platea.

“Cultura Genova”: ospite di rilievo Silvana Giacobini grazie all’organizzazione del manager Salvo Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, Libri

E’ imminente l’arrivo di Silvana Giacobini, ad aprire la stagione eventi del prestigioso Festival Artistico Letterario “Cultura Genova” organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes.

Nell’occasione la rinomata giornalista scrittrice presenterà il suo ultimo romanzo di successo, un giallo tutto all’italiana intitolato “Il leone di terracotta” edito da Cairo. L’incontro si svolgerà con ingresso libero al pubblico.

La vicenda narrata ha come protagonista Margot Amati, affermata scrittrice a cui l’ex compagna di collegio, Maria Beatrice Tornero D’Albrizzi, chiede di far luce sulla misteriosa scomparsa, avvenuta ormai vent’anni prima, del fratellastro James, che lei non ha mai smesso di attendere.

La Giacobini spiega “I Tornero D’Albrizzi sembrano davvero una famiglia da romanzo. Nobili di antichissimo lignaggio vivono nella loro villa da sogno immersa nei pittoreschi boschi dell’alta langa e sono immensamente ricchi. Però non tutto è come appare e in un crescendo di eventi ad intreccio Margot si addentra in un contesto formalmente ineccepibile, che in realtà è assai spietato. Nella sua ricerca della verità rischierà la vita, ma poi troverà l’amore, travolgente e inaspettato, proprio come racconta nei suoi scritti”.

E proseguendo rivela “Io scrivo solo gialli, posso partire con l’idea di scrivere un romanzo d’amore, ma poi si trasforma fatalmente in giallo. Comunque l’amore resta la grande meraviglia della vita, bisogna sempre essere aperti all’amore”.

Conferenza “Giornalismo e corretta informazione” con Paolo Del Debbio affiancato dal manager Salvo Nugnes a San Vittore a Milano

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, TV

Si preannuncia un appuntamento di rilevante interesse e grande attualità la conferenza su “Giornalismo e corretta informazione” tenuta dal noto giornalista conduttore Paolo Del Debbio all’interno dell’istituto di reclusione carceraria di S. Vittore a Milano, in data venerdì 31 gennaio alle ore 16.30. Ad affiancarlo nel ruolo di relatore ci sarà il manager Salvo Nugnes, agente di importanti esponenti nell’ambito cultura e spettacolo. L’evento, che si terrà davanti ai detenuti, si colloca tra le corpose iniziative di solidarietà organizzate nei contesti carcerari milanesi di S. Vittore, Opera e Bollate e rientra nel programma del rinomato Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” ideato da Salvo Nugnes con l’intento di diffondere un messaggio etico sociale di cultura accessibile a tutti e alla portata di tutti. Tra gli illustri personaggi ospitati Corrado Augias, Katia Ricciarelli, Claudio Brachino, Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Stefano Zecchi, Roberto Gervaso, Antonino Zichichi, Mogol e molti altri.

Del Debbio, originario di Lucca, è anche docente e professore di etica della comunicazione allo IULM di Milano. Nel 2011 l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini lo ha nominato assessore al decentramento. Ha lavorato per diversi anni in Fininvest, prima come coordinatore del centro studi e poi come assistente personale di Fedele Confalonieri. Attualmente è impegnato nella conduzione del fortunato programma “Quinta Colonna” trasmesso su Rete 4 in fascia quotidiana e settimanale, con forte successo di ascolti.

Del Debbio spiega “L’edizione quotidiana di -Quinta Colonna- è orientata a proseguire la linea di quella settimanale in onda in prima serata. Si continua con l’obiettivo di dare voce alla gente, senza filtri, poiché le persone devono avere la possibilità di esprimersi sempre e comunque”. E aggiunge “Le puntate dell’edizione quotidiana sono più legate ai fatti quotidiani, alla stretta attualità. Che non vuol dire prendere spunto dalla prima pagina dei giornali, ma seguire quello, che interessa di più al popolo. Abbiamo una redazione in gamba, che annusa la realtà e prova a capire i fatti: il nostro pubblico è quello, che si alza alla mattina e ha tanti problemi concreti da affrontare”.

Sugli ospiti selezionati per partecipare a “Quinta Colonna” precisa “Scelgo quelli, che non si lamentano con me, perché li faccio parlare poco, perché dicono che li tratto male o che sono anticasta. Se poi questo profilo coincide con i segretari politici, quelli proprio non li voglio, perché un segretario non è più credibile di un altro esponente dello stesso partito, però, ho notato, che c’e’ una generazione di politici giovani, che hanno molta voglia di riscatto ed è un certo segno positivo. Preferisco avere loro in trasmissione. Ad esempio Alessandra Moretti del Pd l’abbiamo avuta noi per primi, -Quinta Colonna- ne ha segnato il debutto in tv a suo tempo”.

TRIPLO APPUNTAMENTO CON LA MODA INTERNAZIONALE A ROMA

Scritto da Moda-GuApa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Dal Mondo

Invito 31 luglio

All’IILA primo appuntamento con la moda latinoamericana

Con la Collezione “IXOYE” della stilista boliviana Rosita Hurtado

Roma, 18/07/13 – Per la seconda volta consecutiva nel mese di luglio, le porte dell’Istituto Italo Latino Americano – IILA, si aprono alla creatività e fantasia degli stilisti latinoamericani. Questa volta con la nota stilista boliviana Rosita Hurtado, che presenterà i capi della sua collezione “Ixoye”, una linea di moda casuale urbana, che grazie alla sua originalità sta ottenendo un grande successo internazionale.

La presentazione della collezione “IXOYE” di Rosita Hurtado, organizzata da Moda-GuApa di Barbara Gutierrez, rappresentante in esclusiva della stessa linea per l’Italia, insieme all’Istituto Italo-Latino Americano – IILA, l’Ambasciata dello Stato Plurinazionale di Bolivia, l’Associazione per il Commercio Italo-Boliviano  ACaCIB invitano addetti ai lavori e non alla presentazione che avrà luogo nella sede dell’IILA, in via Paisiello 24,  mercoledì 31 luglio alle ore 18,00 come primo appuntamento.

Gli altri eventi da non perdere organizzati da Moda-Guapa sono:

– In collaborazione con il Festival Soy Latino ed  Anura presentazione di una sfilata con la “Linea completa Moda 2013-2014”:
  02 Agosto Sfilata al FESTIVAL SOY LATINO
(viale dei Romagnoli, 515 all’interno del complesso multisala Centro Commerciale “CINELAND” a ridosso degli scavi di Ostia Antica) ore: 21:00

(Terzo evento di serata in programma)

 – In collaborazione con l’Organizzazione della Consulta Cittadina per la Migrazione di Roma Capitale, durante la  “Serenata a Bolivia” e  grazie alla Organizzazione “dell’Isola del Cinema”:
   03 Agosto Sfilata Isola Tiberina (presentazione in versione ridotta insieme a balli tipici della Bolivia)
Isola del Cinema ore: 18:00

Per la realizzazione di tutti e tre gli eventi Moda-Guapa, oltre che sul proprio staff, è orgogliosa di poter contare su un “team di professionisti quali: RomEur Academy Beauty rinomata Accademia di Roma, la quale sarà incaricata di tutto il Make Up ed Acconciature delle Modelle/i per tutti e tre gli eventi di moda; per le fotografie e set fotografici il gruppo di professionisti di “A 361 gradi” di Pasquale Rianna; per il Coordinamento Artistico e Coreografico la ex-modella italiana Paola Mazzarella.

L‘originale collezione “IXOYE” è una proposta di moda casual con uno scopo culturale, ispirata alle culture Chiquitanas e Guaraníes (due culture della regione di Santa Cruz de la Sierra della Bolivia, paese natale della stilista), rappresentate nei capi con illustrazioni di maschere e figure tipiche delle feste patronali. (lavorati in toborochi, un legno molto leggero). Sugli abiti di questa giovane stilista, risalta la figura della tipica cuñataí (donna indigena), che si distingue dal fiore di tessuto sulla testa, dalle collane al collo e due circoli rossi dipinti sul viso con i semi di urucú come emblema della bellezza. La collezione “IXOYE” di Rosita Hurtado, ad oggi già distribuita e commercializza negli Stati Uniti, Messico e Bolivia prossimamente potrà essere acquistata in Italia grazie a Moda-Guapa oltre che On line . E’ una tendenza internazionale che valorizza la cultura regionale, mostrando al mondo la cultura latinoamericana attraverso fashion designer, caratterizzando uno stile di moda che mostra la creatività e le idee dei loro stilisti.

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CATENA FIORELLO SI RACCONTA A SILVANA GIACOBINI ALL’ANTEPRIMA DELLA “VITA IN DIRETTA” – Agenzia Promoter

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Celebrità, Comunicati Stampa, Cultura, Libri, Spettacolo, TV

La giornalista scrittrice Silvana Giacobini ha incontrato Catena Fiorello, entrambe ospiti all’anteprima della “Vita in diretta” condotta da Mara Venier. Tra le due donne c’è un rapporto di affettuosa amicizia, nato anni addietro in occasione di una lunga intervista fatta dalla Fiorello alla Giacobini per il suo libro “Nati senza camicia”.

Prima dell’inizio della trasmissione, si sono scambiate delle chiacchiere confidenziali. La Giacobini ha domandato alla Fiorello perché non avesse scelto anche lei la carriera di attrice seguendo le orme di famiglia, come i fratelli Rosario e Beppe, il più giovane, nonostante avesse sott’occhio l’esempio della vena artistica del padre che ha influenzato molto Rosario e Beppe.

La Fiorello ha risposto di non averci mai pensato in realtà, perché ha preferito seguire la sua passione per la scrittura. Di recente, ha pubblicato il suo terzo libro, dal titolo “Dacci il nostro pane quotidiano” (Rizzoli) in cui si racconta in chiave autobiografica.

Catena Fiorello ha confidato alla Giacobini “anche a me è capitato, quando sono arrivata a Roma, di ricevere proposte cinematografiche, ma le ho sempre rifiutate. Oggi mi interesserebbe solo partecipare ad un certo cinema di stampo sociale che si occupi di problemi legati alla Sicilia. Se ricevessi una proposta da parte di chi fosse, tipo i fratelli Franco e Sergio Citti, di impronta Pasoliniana, accetterei di sicuro“.

Sta ottenendo grande successo il nuovo romanzo di Silvana Giacobini “Il leone di terracotta” (Cairo) un giallo tutto all’italiana, ambientato nel suggestivo territorio delle langhe, dove un’intricata vicenda famigliare si intreccia con una travolgente storia d’amore.

Il leone di terracotta” è stato presentato in anteprima nazionale al Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it” ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter, con eventi ad ingresso libero per rendere la cultura accessibile a tutti. Tra i noti personaggi intervenuti Bruno Vespa, Margherita Hack, Francesco Alberoni, Claudio Brachino.