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La fine lavori della Giax Tower una sfida a Milano annunciata dall’imprenditore Giovanni Gelmetti

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Casa e Giardino, Cultura

A Milano l’imprenditore Giovanni Gelmetti annuncia la sua sfida in una conferenza, la fine dei lavori dell’elegante Giax Tower, il grattacielo più “In” del momento della città, situato in via Imbonati 62/2 si presenta a vista d’occhio molto lussuoso e imponente.

L’imprenditore di fama nazionale nel meeting è stato affiancato da Silvana Giacobini in qualità di relatrice, l’incontro si è presentato come una vera e propria sfida milanese aperto al pubblico e con la collaborazione di Banca Intesa San Paolo.

Una sfida sociale e culturale, con opportunità d’investimento, soluzioni con rispetto ambientale e risparmio energetico e una comodità abitativa eccellente, una grande soddisfazione per Gelmetti che vede il proprio lato professionale realizzato.

E’ riuscito infatti a portare nella città milanese la modernità delle metropoli internazionali ridonando anche valore al quartiere milanese.

La Giax Tower oggi il grattacielo più di tendenza si eleva per 25 piani e in tutto il suo splendore offre numerosi servizi con una tecnologia all’avanguardia e come ama dire Gelmetti a un costo congruo ed economico.

La società Agenzia Immobiliare Bergamo nasce nel 1980

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

In questi trentaquattro anni abbiamo migliorato e ottimizzato il nostro organico e la nostra esperienza direttamente per il nostro cliente. Il lavoro di Agenzia immobiliare Bergamo inizia con la ricerca e l’acquisto di terreni o stabili da ristrutturare e sistemare, il passo successivo consiste nello studio da parte dei tecnici di Agenzia immobiliare Bergamo un progetto che i nostri responsabili di vendita propongono al cliente, cercando di trovare insieme una soluzione adatta ad ogni richiesta, sia di dimensioni sia di prezzo. Infatti acquistare una casa in corso di ricostruzione consente di personalizzarla, scegliere la metratura e i materiali preferiti insomma: una vera e propria casa su misura e Agenzia immobiliare Bergamo vi potrà assecondare.

D’importanza sostanziale in tali iniziative, è l’acquisizione di un’impresa di costruzioni esperta e conosciuta con cui effettuare l’intervento; le imprese scelte da Agenzia immobiliare Bergamo sono le più affidabili ed esperte da noi utilizzate fin d’ora, in questo modo, riusciamo a realizzare abitazioni di alta qualità, visiva, strutturale e architettonica ma soprattutto di alta funzionalità.

Con Agenzia immobiliare Bergamo il cliente viene seguito passo per passo, durante l’acquisto, nella progettazione della propria abitazione, durante lo stato di avanzamento lavori, fino alla consegna delle chiavi. Inoltre, offriamo anche pagamenti personalizzati ed adatti ad ogni esigenza, fornendo la possibilità di accollarsi gratuitamente, alla fine della costruzione, un mutuo da noi predisposto (non pagando l’atto di finanziamento dal notaio).

L’Agenzia immobiliare Bergamo offre una soluzione ad ogni problema sia di vendita che di acquisto, infatti se avete un terreno edificabile o un vecchio stabile da vendere in Lombardia, potete gratuitamente contattarci, fisseremo un incontro per valutare insieme la migliore soluzione possibile.

Gli uffici di Agenzia immobiliare Bergamo sono aperti dal lunedì al sabato nei seguenti orari:
lunedì dalle 15.00 alle 19.00
martedì / venerdì dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00
sabato mattino dalle 09.30 alle 12.30 su appuntamento

Utilizzate ora la Chat On-Line o chiamateci allo 035 833 562 per avere un contatto immediato e diretto con i nostri consulenti ed iniziare già da subito a costruire il vostro futuro!
Di seguito trovate la vetrina con gli ultimi, importanti, immobili acquisiti!

L’appendino: caro aiutante dell’uomo ma spesso sottovalutato.

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Nessuno sa con certezza come fosse il primo appendino o quali fossero le sue somiglianze agli oggetti esistenti. Sappiamo con certezza che l’appendino venne utilizzato dal 1850 in quanto nell’epoca Vittoriana, le gonne le crinoline, necessitavano di  un attento stoccaggio,  allora probabilmente la gente ha cominciato ad utilizzare le grucce (sinonimo di appendini) per appendere i propri abiti nel guardaroba. In aiuto ai copiosi vestiti femminili vennero gli  inventori e i costruttori di appendini, dotati di molti gadget,  per favorire alle gonne e agli abiti vaporosi di non stropicciarsi.

Ma lo sviluppo degli appendini non si fermò e cominciarono ad inventare gli appendini per altri capi quali le camice, giacche, pantaloni e, per tali motivi si idearono appennini da viaggio. Sarti e commercianti di abbigliamento rimasero estasiati  e riconobbero che tale invenzione sarebbe divenuta utile per le loro attività. Entro i primi del 1900 l’umile appendini era diventato indispensabile, e centinaia di disegni e modelli furono ideati e registrati presso l’ufficio brevetti degli USA.

Gli appendini sono dispositivi a forma di “spalle umane” pensati per semplificare “l’impiccagione” di un capo che può essere cappotto, giacca, maglione, camicia, camicetta o vestito, in modo tale da impedire che essi si stropiccino. In oltre gli appendini Possono avere una barra inferiore che serve ad appoggiare i pantaloni o dei gancetti per appendere le gonne.

Ci sono tre tipi base di appendini:

– I primi tipi di appendini sono a filo di ferro. Possono essere più o meno grossi a forma di triangoli che si chiudono formando ganci in alto, che serviranno per essere appesi.

– I secondi sono gli appendini in legno, che consistono in pezzi di legno tagliati a forma rettangolare simile a boomerang con bordi levigati per prevenire danni agli abiti appesi e un gancio, di solito in metallo. Anch’essi possono avere applicato nella parte sottostante una barra in legno tondeggiante la quale serve per appendere i pantaloni o ganci per gonne.

– I terzi tipi, il più usati ai tempi nostri, sono gli appendini in plastica. Sono il più versatili sia per il colore che per il materiale, questi appendini son i più usati per le piccole taglie, quindi maggiormente utilizzati nell’abbigliamento dei bambini.

Alcuni storici sostengono che i primi appendini erano per i cappotti e fossero in legno, e siano stati inventati dal terzo presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson. Ad egli vengono attribuite innumerevoli invenzioni come l’aratro in legno, la macchina da scrivere portatile, la sedia girevole e molte altre tra le quali per l’appunto gli appendini.

Parlando del futuro immediato il più popolare, e forse il prototipo per eccellenza di design per appendini a venire, è il filo appendini, ma prima il filo appendini, è stato il così detto “gancio cappotto”. La sua scoperta ha origine in un “gancio per abbigliamento” nel 1869 da O.A a nord di New Britain nel Connecticut. Tuttavia la vera scoperta degli appendini a filo fu accreditata  nel 1903  ad un impiegato della società TIMBERLAKE WIRE & NOVELTY COMPANY IN JACKSON, nel Michigan, al sig. Albert J. ParkHouse, che in risposta ai suoi compagni di lavoro, i quali sottolineavano il problema dei troppi cappotti da appendere ed i troppo pochi ganci su cui appenderli, prese un pezzo di filo lo modificò formando 2 ovali nel punto in cui appoggiavano le spalle, piegò le estremità per formare così il gancio.

Per comprendere l’importanza e l’influenza degli appendini nella società che viviamo, basti pensare al  celebre film “MAMMIMA CARA” in cui la protagonista Loan Crawford,  entra di notte nella stanza da letto della figlia con l’intento di ammirare i bellissimi abiti costosi, appesi in modo ordinato all’interno dell’armadio. Si accorge così che la figlia ha appeso gli abiti su appendini di filo di ferro. Secondo la protagonista gli appendini in ferro erano troppo poveri per il loro ceto sociale ed così inferisce sulla figlia in modo molto aggressivo facendo chiaramente trasparire il suo punto di vista “tu che vivi nella più bella casa di Brentowwod non t’ importa se i tuoi abiti sono appesi ad un filo di ferro”

Naturalmente lo sviluppo degli appendini ha continuato a prosperare nel corso degli anni. Gli appendini di plastica sono ora i più popolari per uso domestico, mentre quelli in finiture di legni pregiati o tinture particolari abitano i negozi al dettaglio più famosi.

Alcuni appendini possono essere rivestiti in gomma per non far scivolare i vestiti, altri appendini imbottiti con materiali pregiati per evitare di rovinar il capo, come il raso adatti soprattutto per la lingerie oppure possono essere  rivestiti totalmente o parzialmente  di velluto per proteggere gli indumenti.

Quindi, anche se noi spesso non badiamo a quale tipo di appendini abbiamo nell’armadio, essi svolgono un compito molto importante all’interno dei nostri guardaroba salvaguardando i capi e proteggendoli da deterioramenti che sarebbero inevitabili qualora essi non esistessero.

Il noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti parla della diffusione del Cohousing in Italia

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Cultura

Arriva anche in Italia la moda del cohousing, ovvero del “coabitare”. E’ stato interpellato in merito, il dinamico imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, l’ideatore della Giax Tower, l’avanguardistico grattacielo eco-friendly che spicca nello skyline milanese. 

1) Prima di tutto, cos’è il “cohousing”?
Il “cohousing” è un nuovo modo di vivere e di abitare basato sulla condivisione. Tutto parte da una solida progettazione partecipata, tra 20/40 nuclei famigliari, che scelgono di ideare una loro soluzione abitativa intelligente, combinando i normali alloggi privati con spazi, risorse e servizi condivisi. Potrebbe assomigliare ad una specie di “residence” per capirsi.

2) E’ una modalità residenziale diffusa in Italia?
In questi ultimi anni si sta sviluppando anche nel nostro Paese. Bisogna pensare che il cohousing è nato negli anni ’60 in Scandinavia, mentre la Rete Nazionale italiana si è costituita intorno al 2010. Ora è molto diffusa in Inghilterra, Danimarca, Olanda, Svezia, Australia, Stati Uniti, Giappone e Australia. 

3) Quali sono i servizi e le aree che possono essere condivise?
Sono i più svariati. Si parte da zone comuni come parco giochi, orti e piscine, per arrivare a lavanderie, palestre, campi sportivi, hobby room, biblioteche, pub, grandi sale da pranzo, uffici, laboratori e molto altro ancora. 

4) Cosa ne pensa di questa innovazione dell’abitare?
Sono assolutamente sulla stessa linea d’onda del cohousing. Per la Giax Tower abbiamo infatti progettato numerose aree comuni, dove tutti i residenti possono rilassarsi e svagarsi insieme, dove i contatti e le relazioni sociali sono messi al primo posto, dove si può star bene con sé stessi e gli altri nella tranquillità della propria casa. Piscine, palestra, spa, club house, library room e solarium, sono solo alcune di queste. Credo sia molto importante sentirsi parte di una comunità.

L’attico più bello di Bergamo in vendita!

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Pensate a un attico a Bergamo, di forma ottagonale, che si sviluppa su tre piani, affacciato su Bergamo bassa, con terrazzi tra i più alti e grandi della città. È l’attico in Bergamo alta che ora è in vendita nella città lombarda da parte del suo proprietario, Stefano Rebuzzi, presidente dell’agenzia immobiliare specializzata in immobili di prestigio: uno tra gli attici in Bergamo più ambiti e belli, ora sul mercato a 100 milioni di euro. Il motivo del costo è presto detto, visto che l’appartamento conta sei camere da letto e nove bagni a cui si aggiunge un terrazzo da oltre 1000 mq.

La bergamasca si conferma come la provincia che ospita il primo attico in Bergamo più bello d’Italia. Ma con le nuove costruzioni, presso il centro di Bergamo, il primato di attico più bello d’Italia potrebbe passar il testimone. Infatti sarà proprio qui, come rivela il L’Eco di Bergamo, che Stefano Rebuzzi, vorrebbe andare a vivere dopo aver venduto il suo attico di Bergamo.

Quando acquistò il suo attico in Bergamo nel 1993, lo pagò 4,5 milioni di euro: più di 2.800 mq di appartamento con pianta ottagonale e oltre mille mq di terrazzo. L’attico si sviluppa su tre piani, dal 73° al 75° del CitySpire, con una suite situata al 72°.
Il prezzo dell’attico in centro Bergamo al momento è stato fissato in 100 milioni di euro. “L’arte è ciò che le persone sono disposte a pagare, e un appartamento come questo è come un pezzo d’arte“, ha spiegato al quotidiano bergamasco Rebuzzi.

L’attico di Bergamo conta sei camere da letto e nove bagni: l’interior designer Juan Pablo Molyneux vi ha lavorato per due anni fino a donare uno stile classicheggiante a tutto l’appartamento. Si entra da una maestosa hall con colonne e si prosegue nelle varie stanze, tra cui una grande sala da pranzo illuminata da un grande lampadario.

Ovviamente l’attico in Bergamo città dispone di un ascensore interno per muoversi tra i vari piani: per gli amanti del vino inoltre c’è una cantina che può contenere fino a mille bottiglie.

Tutto l’attico di Bergamo è illuminato grazie alla sua particolare pianta ottagonale: da ogni finestra si può godere dei ponti della città e di una splendida vista su tutta la valle bergamasca. Rebuzzi ha specificato di aver speso circa 5 milioni di dollari per arredarlo a suo gusto e secondo le sue necessità tra cui quello di riservare una stanza solo per la sua collezione di soldati di piombo.

Il motivo che ha spinto Rebuzzi a mettere in vendita il suo appartamento da sogno è strettamente familiare: il figlio ha 5 anni e per paura che possa uscire sul terrazzo tutta la famiglia non si gode più la vista e le bellezze dell’attico di Bergamo. Un vero peccato.

Cohousing: per l’imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti è il nuovo modo di vivere

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Arriva anche in Italia la moda del cohousing, ovvero del “coabitare”. E’ stato interpellato in merito, il dinamico imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, l’ideatore della Giax Tower, l’avanguardistico grattacielo eco-friendly che spicca nello skyline milanese.

1) Prima di tutto, cos’è il “cohousing”?
Il “cohousing” è un nuovo modo di vivere e di abitare basato sulla condivisione. Tutto parte da una solida progettazione partecipata, tra 20/40 nuclei famigliari, che scelgono di ideare una loro soluzione abitativa intelligente, combinando i normali alloggi privati con spazi, risorse e servizi condivisi. Potrebbe assomigliare ad una specie di “residence” per capirsi.

2) E’ una modalità residenziale diffusa in Italia?
In questi ultimi anni si sta sviluppando anche nel nostro Paese. Bisogna pensare che il cohousing è nato negli anni ’60 in Scandinavia, mentre la Rete Nazionale italiana si è costituita intorno al 2010. Ora è molto diffusa in Inghilterra, Danimarca, Olanda, Svezia, Australia, Stati Uniti, Giappone e Australia. 

3) Quali sono i servizi e le aree che possono essere condivise?
Sono i più svariati. Si parte da zone comuni come parco giochi, orti e piscine, per arrivare a lavanderie, palestre, campi sportivi, hobby room, biblioteche, pub, grandi sale da pranzo, uffici, laboratori e molto altro ancora. 

4) Cosa ne pensa di questa innovazione dell’abitare?
Sono assolutamente sulla stessa linea d’onda del cohousing. Per la Giax Tower abbiamo infatti progettato numerose aree comuni, dove tutti i residenti possono rilassarsi e svagarsi insieme, dove i contatti e le relazioni sociali sono messi al primo posto, dove si può star bene con sé stessi e gli altri nella tranquillità della propria casa. Piscine, palestra, spa, club house, library room e solarium, sono solo alcune di queste. Credo sia molto importante sentirsi parte di una comunità.

Dispositivi antitaccheggio

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

I furti svolti con astuzia sono aumentati notevolmente negli ultimi anni ed il dispositivo antitaccheggio è divenuto un’arma necessaria, infatti ben il 78% delle differenze dell’inventario derivano dall’opera di taccheggiatori. Per tali motivi i commercianti hanno sempre più apprezzato i nuovi sistemi e tipi di dispositivo antitaccheggio immessi sul mercato.
Nelle attività commerciali sono utilizzate moltissime tecnologie differenti: chi le guardie giurate, specchi appositi messi in modo tale da controllare quasi tutto il negozio e chi le telecamere o altri sitemi. La percentuale di prodotti con protezione furti è salita dal 60% del 2007, al 75% del 2011. Ma quali sono i principali dispositivi antitaccheggio con cui i commercianti possono difendersi? Quale è il miglior dispositivo antitaccheggio?

Vi sono innumerevoli dispositivi antitaccheggio e i più efficaci sono i seguenti:
Dispositivo antitaccheggio 1: Videocamere di vigilanza
Un efficiente sistema di telecamere a circuito chiuso, se ben poste, rappresentano un ottimo dispositivo antitaccheggio, a costi contenuti. Ovviamente, qualche taccheggiate, abbastanza scaltro può, talvolta, eludere l’occhio elettronico. Tuttavia il valore di questo dispositivo antitaccheggio sta nella possibilità di rivedere le registrazioni per identificare i ladri, esaminando in dettaglio il tipo di furti subiti e ideare migliori sistemi per diminuire drasticamente i furti.

Un altro aspetto a favore di tale dispositivo antitaccheggio è il loro potere di dissuasione. Oppure il titolare può predilige più discrezione. La tecnologia ci offre dispositivi sempre più piccoli e discreti: microscopiche ma allo stesso modo videocamere che si possono montare e osservare dall’altra parte degli specchi, all’interno di orologi, se non addirittura nei pannelli del soffitto.
Dispositivo antitaccheggio 2: Espositori antitaccheggio
Bloccare la merce esposta con cavi, fili resistenti che li agganciano agli espositori oppure installarli in vetrine dedicate sono una scelta comunemente usata in caso di merce preziosa oppure nel caso in cui gli espositori siano esterni all’esercizio: bigiotteria, occhiali da sole, piccoli gadget, solari, borse e cinture son gli oggetti più comuni associati a questo tipo di dispositivo antitaccheggio.
Tralasciando il caso a parte delle gioiellerie, una cosa è ovvia: nessun taccheggiatore correrebbe il rischio di farsi prendere trascinando un espositore, dotato di tal dispositivo antitaccheggio, solo per rubare un anello o un portachiavi di poco valore. Né distruggerebbe una vetrinetta, al centro del negozio o nel bel mezzo di un centro commerciale, per accaparrarsi un paio di occhiali. L’utilizzo di un dispositivo antitaccheggio simile da sicuramente molta sicurezza al commerciante, ma c’è il rovescio della medaglia: cavi e vari dispositivi di blocco rendono difficile osservare e indossare capi e articoli a tutti quei clienti che sarebbero veramente intenzionati all’acquisto.
Dispositivo antitaccheggio 3: Apparecchiature di vigilanza elettronica a radiofrequenza.
Tra i dispositivi antitaccheggio, e ritenuti dagli esperti in materia i più efficaci, c’è l’Eas ovvero il dispositivo antitaccheggio elettronico. Come si attivano?
Sono delle etichette (adesive oppure tessute e poi cucite sull’articolo) che contengono un tag Rfid a memoria molto bassa: non avendo un chip, non contengono nessun dato informativo e il segnale che manda serve solo ad accendere i lettori dentro i varchi all’entrata e all’uscita dei negozi che mandano un segnale acustico se il dispositivo antitaccheggio non è stato disattivato.

Visto che nel nostro pianeta sono installati 800mila sistemi Eas si capisce benissimo che fra i sistemi antitaccheggio sia quello che si usa maggiormente.
Dispositivi antitaccheggio elettromagnetico son quei tag presenti in una fascia di ferro che si collegano ai prodotti con una particolare colla. Questo dispositivo antitaccheggio è il più usato in Europa dai commercianti per i propri esercizi. L’etichetta non viene rimossa al momento dell’acquisto, bensì è smagnetizzata con una scansione alla cassa. Il principale vantaggio di questo dispositivo antitaccheggio è d’essere riattivato e riutilizzabile a basso costo. Un punto negativo di questo dispositivo antitaccheggio? Il campo d’azione del rilevamento elettromagnetico è al quanto ridotto: le aperture devono essere poste in maniera che il prodotto rubato sia vicino.

Esistono anche i dispositivi antitaccheggio magnetico e acustico. Dispositivo antitaccheggio simile a quelli elettromagnetici ma con sistema diverso che lavora ad una frequenza con più campo.
In tal caso il trasmettitore manda un segnale, che aziona i dispositivo antitaccheggio tag magnetico acustico sui prodotti in transito nella zona di sorveglianza. L’etichetta emette un singolo segnale di frequenza che è rilevato e analizzato da un ricevitore che fa partire l’allarme nel caso il dispositivo antitaccheggio non sia stato smagnetizzato.
Questo dispositivo antitaccheggio è di materiale magnetico restrittivo, vuol dire che quando esso entra in un campo magnetico, si restringe al livello fisico: indi per cui, se azionato, funziona proprio come un diapason, assorbendo energia e cominciando a suonare.

Dispositivi antitaccheggio assieme ai Rfid la multifunzionalità porta molti più servizi. Sempre più utilizzati anche in Italia, maggiormente nel settore della moda, il dispositivo antitaccheggio costituito da tag Rfid con il chiprap presenta il più evoluto del settore perché adegua l’intera supply chain rendendo standard e velocizzando l’organizzazione, cosicché si abbia un’informazione migliore e trasparente. Il valore aggiunto del dispositivo antitaccheggio Rfid sta nella sua capacità di memoria che permette di collegare i prodotti ai sistemi di gestione.

Vedendo tutte le varie categorie di dispositivi antitaccheggio si capisce che i commercianti possono appoggiarsi a una vasta gamma di dispositivi, grazie ai quali, i furti possono essere ridotti drasticamente. Il mondo dei taccheggiatori ha i giorni contati? Speriamo sia così.

L’innovativo progetto del moderno grattacielo milanese, Giax Tower, presentato con grande successo dal suo ideatore Gelmetti con Silvana Giacobini – Grattacieli Milano

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, Italia

Ha ottenuto ottimi riscontri, la conferenza stampa “Giax Tower – Una sfida a Milano” tenuta dall’imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, lo scorso Mercoledì 4 Giugno 2014, presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo, in collaborazione con Intesa San Paolo. Ad affiancarlo la rinomata giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, che in qualità di relatrice, ha presentato assieme all’ideatore Gelmetti l’innovativo progetto dell’elegante grattacielo residenziale Giax Tower, in occasione della fine dei lavori, situato nel contesto del quartiere Dergano-Maciachini, la nuova zona di tendenza milanese, in grande trasformazione.

Presenti alla conferenza, tra numerosi giornalisti di settore, molti volti noti, alcuni dei quali hanno già avuto occasione di visitare l’esclusiva residenza verticale. Tra i personaggi ospiti: Paolo Limiti, Don Antonio Mazzi, Francesco Alberoni, Dalila Di Lazzaro, il maestro fotografo Bob Krieger, il cantante statunitense Ronnie Jones, lo stilista Elio Fiorucci, José Dalì, figlio del maestro del surrealismo Salvador Dalì, l’inviato di Striscia la Notizia Patrick Ray Pugliese, nonché influenti industriali ed imprenditori di fama internazionale.

Durante il meeting sono stati approfonditi i concetti di rivalutazione, di trasformazione delle zone urbane semicentrali. In periodo così arduo per l’economia, Gelmetti è riuscito a canalizzare le proprie energie nel cercare di introdurre un nuovo modo di vivere, tipico delle grandi capitali internazionali, tramite l’ideazione di una soluzione abitativa eccellente, sintesi d’innovazione e funzionalità, nel pieno rispetto della natura.

Dopo un momento particolarmente toccante, nel quale è stata proiettata una dichiarazione sulla Giax Tower dell’amatissima e indimenticabile Margherita Hack, l’incontro si è concluso con un ricco buffet curato dal ristorante Da Vittorio.

“Faremo di Milano la Smart City d’Europa”? commento dal rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Aziende, Cultura, Italia, Tecnologia

Intervistato il vulcanico Giovanni Gelmetti, imprenditore immobiliare, ideatore della Giax Tower, il grattacielo “intelligente” e alla moda di Milano, sulla nascita delle “Smart Cities”. 

1) Come si definisce una “Smart City”?
La “Smart City” è una città intelligente, caratterizzata da un insieme di strategie di pianificazione urbanistica per rendere innovativi e ottimizzare tutti i servizi pubblici di un centro urbano, dalle infrastrutture ai mezzi di comunicazione, dall’ambiente all’efficienza energetica, con tecnologie all’avanguardia che assieme ad un nuovo modo di gestire l’economia, il capitale sociale e umano e la governance, riescono a migliorare significativamente la qualità della vita, assicurando uno sviluppo urbano sostenibile.

2) Dove nasce l’idea di “Smart City”?
Nasce a livello mondiale a Rio de Janeiro, con i primi passi tecnologici per la trasformazione in Smart City. Per quanto riguarda l’Europa è da pochi anni che si parla di questo concetto, ma sta prendendo piede e l’Unione Europea sta iniziando ad investire per questi progetti rivolti a rendere più efficienti ed ecosostenibili le città.

3) Quali sono i concetti sui quali si basano?
Per essere definita “Smart” una città deve presentare attività economiche e di ricerca innovative; tecnologie all’avanguardia mirate all’efficienza, all’ottimizzazione e all’ecosostenibilità; i suoi abitanti devono essere sulla stessa lunghezza d’onda del progetto, ovvero “intelligenti”, dalle larghe vedute, tolleranti, capaci e consapevoli. Infine, molto importante, il contesto politico, la governance deve essere improntata su dei modelli basati sulla centralità dei beni comuni, sulla partecipazione civica e sociale di tutti i cittadini nel governo della città.

4) La Giax Tower è considerata uno “Smart Building”. Cosa significa e quali innovazioni tecnologiche propone?
La Giax Tower è un edificio costruito in classe A, mirato a ridurre l’impatto ambientale tramite la riduzione dei consumi energetici, sfruttando l’energia geotermica e fotovoltaica e adottando apparecchiature sofisticate e tecnologiche in grado di permettere una gestione e un controllo in remoto, in modo semplice, di numerosi dispositivi elettronici.

5) Cosa ne pensa dell’affermazione del direttore generale della Gestione dell’Expo 2015 “Faremo di Milano la Smart City d’Europa”?
Sono d’accordo con questa affermazione. Milano è una grande città, formata da Università, centri di ricerca, aziende, infrastrutture e mezzi di comunicazione sviluppati. E’ bene che punti a rendere sostenibile il proprio sviluppo urbano. Sicuramente ne ricaverà moltissimi vantaggi, diventerà una città più efficiente, organizzata e partecipata, a livello sociale, economico e politico.

Il Presidente Obama da Papa Francesco. Giovanni Gelmetti ricorda la sua udienza privata con il Santo Padre

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Italia, Opinioni / Editoriale, Religione

Recentemente, il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama è stato ricevuto da Papa Francesco in Vaticano, un incontro di cui tutti i media del Mondo hanno parlato. Il noto imprenditore immobiliare milanese Giovanni Gelmetti è stato raggiunto telefonicamente per un’intervista riguardante l’udienza, in ricordo del suo speciale incontro privato con il Santo Padre, avvenuto lo scorso 24 Gennaio.

1) Papa Bergoglio ha ricevuto il Presidente americano Barack Obama e anche lei è stato accolto in udienza privata. Come ricorda questa esperienza?
Un sogno che si è concretizzato, dopo molti anni, in realtà. Mi sento davvero fortunato, un eletto, ad averlo incontrato addirittura prima del Presidente Obama. Mi è rimasta impressa la sua umiltà, la sua umanità e la sua dolcezza. E’ stato un forte stimolo per aiutarmi ad affrontare la dura realtà di tutti i giorni.

2) «Thank you, thank you» sono le prime parole di Barack Obama a Papa Francesco. E poi: «Incontrarla è meraviglioso». Ha provato la stessa emozione?
Decisamente si, un incontro così emozionante che mi ha lasciato senza fiato! Indescrivibile da raccontare, difficile da argomentare e che si può soltanto provare.

3) Il Presidente Obama ha donato al Santo Padre un astuccio contenente medaglie e dei semi del giardino della Casa Bianca. Lei ha offerto un omaggio durante la visita?
Certo, dei prestigiosi cataloghi d’arte che spero che il Papa abbia apprezzato. Credo che il nostro patrimonio artistico e culturale abbia un valore inestimabile. Sono riuscito anche ad esporgli brevemente il progetto Giax Tower che è stato, con mia immensa gioia, benedetto.

4) Secondo lei Papa Bergoglio è il Papa del cambiamento?
Secondo me Papa Francesco ha ribaltato simboli e consuetudini mettendo mano alle fondamenta dell’organizzazione ecclesiale. E’ un Pontefice spalancato al nuovo, che non teme di fare cosa sgradita chiedendo maggiore austerità nell’uso dei paramenti sacri, che viaggia in pullman insieme agli altri cardinali, che è vicino alla gente. Una vera e propria “Spending review” che rimodella e da un giusto vigore dell’immagine ecclesiale.