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Inaugurazione spaziale alla Milano Art Gallery con tema dedicato alla prof.ssa Hack

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Una personalità come quella di Margherita Hack lascia il segno, trasforma l’atmosfera in qualcosa di unico. Sicuramente questo “qualcosa” è stato percepito ed espresso nel migliore dei modi ieri, domenica 16 dicembre, a Milano, alla kermesse in onore della celebre astrofisica fiorentina. Il concorso “La Signora delle Stelle” in memoria della straordinaria Margherita Hack è stato inaugurato con una doppia cerimonia di premiazione che ha avuto come protagonisti gli artisti.

A partire dalle 16, nella sede della Milano Art Gallery in via Ampère 102, si sono visti conferire una menzione speciale per il talento e la sensibilità che emergono dalla produzione artistica Margherita Casadei, Francesca Fiore, Giancarlo Flati, Bruno Greco e Orlando Rosa. A Franca Balla, Valeria Ballestrazzi, Lina De Demo, Bruno Fassetta, Stefania Filannino, Bruno Greco, Giulia Quaranta Provenzano assieme ad Antonella Rollo, Eleonora Russo bonfrisco (in arte Coquette art de port), Claudia Slavadori, Nicoleta Samarghitean, Elisa Scuccimarra e Fernando Tam invece il riconoscimento è stato consegnato nella sede in via Alessi 11. Sempre qui hanno ricevuto il Premio Margherita Daniele Digiuni, Mimmo Emanuele, Andreas McMuller, Giuseppe Oliva e Antonio Zuccon. Questi cinque artisti potranno così esporre cinque delle loro opere per due settimane alla Milano Art Gallery in via Alessi. Si aggiudica invece il Premio “speciale” Margherita Claudia Crestani, che ha ricevuto tra le mani una targa, simbolo di riconoscimento per i suoi meriti artistici.

Il comitato che si è espresso a favore dei premiati e dei menzionati è composto dal prof. Francesco Alberoni, dal direttore d’orchestra del Teatro La Fenice Silvia Casarin Rizzolo, dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, manager della cultura, e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa. I contributi alla mostra si estendono però anche con l’apporto di commenti in ricordo della grande astrofisica da parte del prof. Vittorio Sgarbi, di Amanda Lear, del prof. Antonino Zichichi e di don Antonio Mazzi.

Presenti all’inaugurazione, oltre a un grande pubblico interessato, anche il prof. Francesco Alberoni, Roberto Villa, Tony Di Corcia, biografo di Versace e Armani, il direttore e organizzatore Salvo Nugnes e l’arcivescovo Mapelli.

In via Ampère si possono ammirare le opere di: Anna Actis Caporale, Maria Cristina Balboni, Gianfranco Benedetti, Diddi Bozano, Margherita Casadei, Fabrizio Chierichetti, Flavia Colacevich, Marina Corso, Giustino De Santis, Alessandro Di Cola, Mirta Diminić, Francesca Fiore, Francesca Gabriele, Giovanna Angela Giovanetti, Natali Grunska, Maurizio Guglielmi, Giovanna Inzadi, Gorizio Lo Mastro, Rosetta Luzzi, Alberta Marchi, Mauro Martin, Päivyt Niemeläinen, Antea Pirondini, Bina Pranteda, Orlando Rosa, Alessia Rosati, Salvatore Russo ed Elena Schellino.

In via Alessi sono esposti i lavori di: Franca Balla, Valeria Ballestrazzi, Alessandra Barucchi, Anna Maria Catalano, Maria Cavaggioni, Michele Colio, Maria Beatrice Coppi, Claudia Crestani, Lina De Demo, Anna Di Francesco, Gennaro Dibenedetto, Daniele Digiuni, Irene Durbano, Mimmo Emanuele, Bruno Fassetta, Stefania Filannino, Giancarlo Flati, Bruno Greco, Pinella Imbesi, Mariarita Ioannacci, Silvana Landolfi, Daniela Leghissa, Angiolina Marchese, Andreas McMuller, Roberta Moresco, Giuseppe Oliva, Maria Rita Onofri, Giulia Quaranta Provenzano, Antonella Rollo, Eleonora Russo Bonfrisco (in arte Coquette art de port), Claudia Salvadori, Nicoleta Samarghitean, Elisa Scuccimarra, Fernando Tam, Valeria G. Toderini, Francesco Vignola, Mariagrazia Zanetti e Antonio Zuccon.

Intervista: il giovane Alessio Di Franco parla della fotografia d’autore

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia, Italia

Nato nel 1999 a Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia, il fotografo Alessio Di Franco si dedica fin da piccolo alla sua passione per la fotografia. A seguito della sua ultima personale tenutasi lo scorso mese a Gualtieri (RE) e in vista del progetto che ha in corso, che lo avvicina al famoso Antonio Ligabue, abbiamo intervistato il giovane Di Franco sul concetto di “fotografia artistica”.

D: Individua una parola chiave e motivala per indicare la sintesi del tuo attuale percorso nel mondo della fotografia artistica.
R: Una parola chiave? Ci proverò! Come si può leggere nelle mie presentazioni, negli articoli che parlano dei miei progetti, oppure, per chi ne ha avuto l’occasione di ascoltare la presentazione del progetto BELLEZZA alla mia mostra fotografica, a Gualtieri, da poco ultimata, una frase che ormai è diventata quasi un marchio di fabbrica è: “La BELLEZZA è scoprire il paragone tra REALTÀ ed IMMAGINAZIONE”. Ed è proprio quest’ultima parola che sceglierò come sintesi del mio lavoro, IMMAGINAZIONE. Tutti voi, create delle aspettative. Tutti voi, prima di un viaggio, di un incontro, di un evento, la notte pensate a ciò che potrà accadere, ciò che potrà essere. Premeditate. Immaginate. La stessa cosa, accade a me prima di ogni partenza, primo di un nuovo inizio. Prima di partire verso un nuovo Paese, studio la sua storia, i suoi accaduti, quello che accade. La storia, l’arte, l’architettura, le tradizioni, sono quelle piccole cose che rendono unici i luoghi che viviamo. Recentemente mi è stata posta questa domanda:”Tu, quando parti per un viaggio, non guardi mai le fotografie che sono già state scattate in quel luogo?” La mia risposta è stata: “No. Se prima di partire per un viaggio, andassi a guardare le fotografie che altri fotografi hanno già scattato, quando mi troverei in quel luogo, andrei a cercare quella fotografia, cercherei quell’immagine. Prima di partire per un viaggio, preferisco leggere la storia di quel luogo ed immaginarmi ciò che voglio trovare”. Un esempio, secondo me, molto valido, potrebbe essere il reportage fatto a Praga. Grazie alla documentazione storico-letteraria, sono riuscito a ripercorrere le vie della Primavera di Praga. Ho fotografato il distretto che, fino a metà degli anni ’90, era il centro del comunismo sovietico. Ne ho ripercorso il tratto architettonico e storico. Sono andato a cercare l’IMMAGINE che si era creata nella mia mente di questo paese, grazie all’informazione.

D: Quali consigli potresti dare a chi si avvicina all’arte fotografica da autodidatta come sei tu?
R: Così giovane, è molto difficile farsi strada in questo mondo, soprattutto da autodidatta. Penso che mi aiuti molto il fatto di non dare nulla al caso. Mi spiego. Quando vado in giro, ho sempre con me il mio libretto degli appunti. Su quel libretto, ci sono tutte le informazioni su ogni progetto fotografico, su ogni città in cui sono stato, su ogni personaggio che ho seguito e ci sono anche le informazioni riguardo all’impostazione della macchina fotografica, diviso per progetto. Altra domanda che mi hanno posto: “Perché nel 2018 hai ancora bisogno di scrivere come imposti la macchina fotografica, hai ancora bisogno di fare tante operazioni inutili, quando oramai con la tecnologia non servono più?”. Qui mi riconnetto alla domanda che mi avete posto precedentemente, la premeditazione. Io non ho uno stile per fotografare, lo stile è costruito sul progetto, sulla città, sulla persona. Non voglio che le mie fotografie siano tutte identiche, che abbiano tutte lo stesso colore, la stessa tonalità. Il colore è fondamentale, è il complice diretto del soggetto. È come la musica di sottofondo, detta le emozioni delle persone. È il primo impatto che hai con l’immagine. Il consiglio che mi sento di dare è il seguente, bisogna impegnarsi molto, avere voglia di imparare, avere molta curiosità. Bisogna essere umili, saper prendere i consigli che i professionisti ti danno, saperli anche filtrare delle volte. Per questo motivo devi avere delle idee chiare, devi saper motivare le tue scelte, le devi coltivare e portare avanti. Devi fare ciò che ti senti, anche se qualcosa scopri che è già stato fatto, fallo comunque, l’importante è che un progetto te lo senta veramente tuo. Devi far provare alle persone emozioni che prima non hanno mai provato. Avrei una bellissima riflessione su questo argomento, parlando sempre di progetti e di fotografie già fatte e rifatte e strafatte. Riguarda un progetto realizzato da un fotografo che io ritengo sia un grandissimo professionista con tantissima forza emotiva e per niente scontato, parlo di Christopher Anderson. Ma di questo non ne parlo oggi. Mi piacerebbe invece mostrarvi qualche fotografia scattata proprio durante la mia permanenza a Gualtieri, in occasione della mostra fotografica. Cosa ho trovato a Gualtieri, beh, guardate un po’ voi.

La naturalezza artistica delle foto di Alessio Di Franco

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Osservando con attenzione le immagini catturate dallo scatto artistico di Alessio Di Franco, si viene da subito catapultati dentro lo scenario riprodotto con estrema naturalezza. Alessio valorizza quanto rievocato introducendo una componente di intensa spontaneità e consente al fruitore una diretta e immediata percezione interattiva, come se ciascuno fosse stato presente nel momento stesso in cui l’obiettivo ha immortalato la raffigurazione e si immedesimasse con lui nella fase esecutiva. Questa connotazione è fortemente distintiva e rafforza il valore contenutistico insito in ogni fotografia.

Per Alessio non basta semplicemente descrivere in modo accurato e preciso, ma servono un intreccio di elementi che attivano la potenzialità racchiusa nelle rappresentazioni artistiche. Soltanto così tutto si anima e acquista vita propria, conservando intatto quel fascino unico ed esclusivo dettato da una naturale profusione di sentimenti ed emozioni, stimolati attraverso una narrazione compositiva mai falsata e mai inquinata da sterili trasformismi costruiti in modo artificiale.

Alessio Di Franco parla del reportage dedicato ad Antonio Ligabue

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

In occasione della mostra fotografica personale del talentuoso Alessio Di Franco, in allestimento dal 26 Maggio al 17 Giugno 2018, a Gualtieri (RE), il paese del famoso Antonio Ligabue, abbiamo intervistato il fotografo, attualmente impegnato in un progetto dedicato al rinomato artista.

D: Come nasce l’idea di creare un reportage fotografico dedicato ad Antonio Ligabue?
R: L’idea nasce passeggiando per le vie di Gualtieri e di Guastalla. A partire dal 26 maggio fino al 17 giugno, presso lo spazio artistico “Arte In Bottega 78” di Maurilio Iembo, è allestita la mia mostra fotografica. Ho scelto di dedicare parte della mia permanenza a Gualtieri alla realizzazione di un reportage in onore del grande artista Antonio Ligabue. Si tratterà di una serie di fotografie, che raccontano il rapporto di questo artista con la vita quotidiana del paese ai giorni nostri. Ora, come tutti sanno, si sta lavorando ad un nuovo film dedicato al “Tony” quindi è sembrato curioso ripercorrere il sistema di pubblicità e appunto di relazione con la civiltà odierna. Infine, durante il finissage che si terrà sabato 16 giugno a partire dalle ore 18, sarà presente anche il Professor Giuseppe Caleffi, direttore della Casa-Museo Antonio Ligabue.

D: Come valuti questo artista grande maestro del naif che ha avuto un percorso esistenziale così sofferto e travagliato?
R: Credo che lui non sia solamente un maestro inteso in senso artistico, ma che sia soprattutto un maestro di vita. Ligabue insegna che con convinzione si può arrivare ad essere ciò che si vuole. Mi viene da pensare ai giovani d’oggi che alla prima delusione, alla prima difficoltà, decidono di cambiare strada perché non saranno mai ciò che vogliono. Insomma, forse oggi siamo un po’ una società che vuole tutto o niente. Con la tecnologia e il benessere di vita, siamo abituati ad aver sempre tutto subito e alla portata di mano, tal volta senza nemmeno spostarci dal divano. Antonio Ligabue è questo, un uomo che nella sua fragilità aveva una forza immensa.

Alessio Di Franco avvicina la sua arte fotografica ad Antonio Ligabue

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Alessio Di Franco, promettente fotografo del panorama contemporaneo, è in mostra con le sue fotografie d’autore nel contesto di “Arte in Bottega78” uno spazio artistico culturale situato a Gualtieri (RE), paese dove Antonio Ligabue ha vissuto per lungo tempo, sviluppando il suo pregevole percorso di pittura naif.

L’esposizione, allestita in loco fino al 17 Giugno 2018, è concepita in forma di fusion, di intreccio armonioso con l’arte e il design creativo di Maurilio Iembo, titolare della location espositiva. Sabato 16 Giugno è previsto l’evento di finissage e si parlerà anche dell’interessante parallelismo di confronto che avvicina l’arte fotografica di Alessio al vissuto creativo del grande maestro.

Nel parlare di Alessio Di Franco, la critica e curatrice Elena Gollini ha affermato: “Un bravo street photographer deve possedere molti talenti: un occhio per il dettaglio, per la luce e la composizione, un tempismo impeccabile, un atteggiamento partecipe e umano verso gli altri e un’instancabile capacità di continuare a scattare, per riuscire a cogliere ogni attimo, ogni prezioso istante. Alessio Di Franco dimostra di possedere tutte queste caratteristiche distintive e di applicarle al meglio nella sua Arte Fotografica“.

Milano: una città futurista

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Antonio Sant’Elia. L’architetto manifesto del Futurismo. Così lui disegnava le città. Così immaginava il loro skyline. Edifici alti, alti fino al cielo. Strada senza curve, solo linee rette. Incroci, retti. I suoi progetti, all’epoca, rimasero solamente su carta. Come parte dei Futuristi, al tempo non venne considerato moltissimo. Lontani, forse, da ciò che allora era il presente, ma vicini al nostro di presente, il loro Futuro. Dalla pittura, alla letteratura, la fotografia, la scultura, la danza, l’architettura, la musica e perché no, anche la gastronomia, i Futuristi segnarono la cultura italiana. Uno dei movimenti che adoro di più. La Milano di Antonio Sant’Elia.

Abitando in un piccolo paese di provincia, non ebbi mai modo di vedere simili strutture. La prima volta che andai a Milano scattai proprio delle fotografie agli edifici.

È stato curioso vedere come nei paesi di montagna per esempio, si rimanga affascinati dalle linee curve. Non so se mi spiego. Quando penso ad una strada che affianca un monte, quando penso ad un piccolo paese rurale, penso soprattutto ad un design curvo. Le strade sono curve, le montagne stesse sono linee curve. Girando per Milano era tutto così dritto, così pulito, che mi concentrai solo su questo, solo sul design della città. Le strade, sono dritte. Ci sono tanti incroci, ma sono sempre linee dritte.

La linea curva, dinamica e voluminosa che incontra la linea retta perfetta e pulita. L’incontro tra due epoche, l’incontro tra l’arte Rinascimentale, la Venere di Botticelli, con l’arte cubista di Picasso e il neoplasticismo di Mondrian. Kandinsky con l’arte astratta metteva insieme queste due linee, la retta e la curva. Due indici di BELLEZZA, forse una mescolanza tra la BELLEZZA ideologica in due tempi differenti.

La perfezione della linea retta e il volume della linea curva si mescolano insieme tra i palazzi che disegnano lo skyline della moderna città di Milano.

Le linee tracciano i contorni della BELLEZZA. Entrambe esprimono emozioni, a volte contrastanti, ma che producono BELLEZZA. Dalla morbidezza della Venere di Botticelli alla dura Donna che Piange di Picasso, al Nudo Scende Le Scale di Duchamp, gli artisti hanno sempre cercato di trasmettere una BELLEZZA che fosse di forma diversa.

La fotografia d’autore di Alessio Di Franco in mostra ad “Arte in Bottega78”

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Fotografia

Il fotografo Alessio Di Franco sarà in mostra con le sue pregevoli fotografie d’autore presso lo spazio artistico culturale di “Arte in Bottega78” situato in Via Nazario Sauro 78 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. L’esposizione verrà inaugurata in data Sabato 26 Maggio, alle ore 18.00 e rimarrà allestita in loco fino al 17 giugno 2018, in concomitanza con lo svolgimento dell’evento internazionale di Fotografia Europea organizzato dalla storica Fondazione Magnani. Il finissage è previsto in data Sabato 16 Giugno, sempre alle ore 18.00, insieme al festeggiamento del simbolico compleanno di “Arte in Bottega78”.

La mostra, visitabile ad ingresso libero, raccoglie una parte eterogenea di produzione che contiene scatti di particolare suggestione, realizzati in modo molto diretto e naturale senza l’utilizzo di alcuna trasformazione artificiale. Per Di Franco la fotografia artistica non ha una semplice valenza estetica fine a se stessa, ma è sinonimo di strumento comunicativo prediletto, che funge da tramite per condividere e comunicare a livello sociale e collettivo importanti messaggi. Di Franco progetta con grande attenzione e sceglie soggetti e ambientazioni sempre mirati per avere il giusto impatto scenico e per riuscire ad esprimere al meglio i contenuti sostanziali di cui si rende portavoce, con intenso slancio e forte convinzione.

La fotografia d’autore di Alessio Di Franco in mostra ad “Arte in Bottega78”

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Cultura, Fotografia

Il fotografo Alessio Di Franco sarà in mostra con le sue pregevoli fotografie d’autore presso lo spazio artistico culturale di “Arte in Bottega78” situato in Via Nazario Sauro 78 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. L’esposizione verrà inaugurata in data Sabato 26 Maggio, alle ore 18.00 e rimarrà allestita in loco fino al 17 giugno 2018, in concomitanza con lo svolgimento dell’evento internazionale di Fotografia Europea organizzato dalla storica Fondazione Magnani. Il finissage è previsto in data Sabato 16 Giugno, sempre alle ore 18.00, insieme al festeggiamento del simbolico compleanno di “Arte in Bottega78”.

La mostra, visitabile ad ingresso libero, raccoglie una parte eterogenea di produzione che contiene scatti di particolare suggestione, realizzati in modo molto diretto e naturale senza l’utilizzo di alcuna trasformazione artificiale. Per Di Franco la fotografia artistica non ha una semplice valenza estetica fine a se stessa, ma è sinonimo di strumento comunicativo prediletto, che funge da tramite per condividere e comunicare a livello sociale e collettivo importanti messaggi. Di Franco progetta con grande attenzione e sceglie soggetti e ambientazioni sempre mirati per avere il giusto impatto scenico e per riuscire ad esprimere al meglio i contenuti sostanziali di cui si rende portavoce, con intenso slancio e forte convinzione.

#SOTTOPELLE – Personale fotografica di Giuseppe Bellomo dal 13 al 19 ottobre 2017 a Spazio40 Galleria d’arte

Scritto da spazio40 il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Giuseppe Bellomo, siciliano di nascita, fotografo ed operatore Sky, concentra la sua attenzione sui ritratti, attingendo al “dietro le quinte” del web e del fenomeno social network, e costruendo una interessante galleria di volti.
#SOTTOPELLE, il titolo, è un invito a leggere le immagini esposte, attraverso la filigrana tessuta dall’autore, le sue esperienze e i percorsi maturati.
Gli scatti raccolti nella mostra coprono uno sguardo fotografico lungo più di trent’anni.
Nella fase che va dagli anni ottanta ai novanta, la sua visione coglie piccole quotidianità, la sfera immediatamente relazionale, e si contraddistingue per l’uso della pellicola, sia a colori che bianco e nero.  Successivamente, alterna l’uso della pellicola al digitale, e concentra maggiormente la sua attenzione sul ritratto in studio, non trascurando reportage esterni, come quello fatto nel 2017 a Venezia, dove crea un originale set notturno, i cui scatti vengono esposti nella mostra in galleria.
All’evento #SOTTOPELLE è stato concesso il Patrocinio del Municipio I – Roma Centro del Comune di Roma. Nella data di sabato 14 ottobre 2017 l’evento #SOTTOPELLE partecipa alla XIII Giornata del Contemporaneo, indetta da AMACI – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani.

#SOTTOPELLE

Personale di fotografia di Giuseppe Bellomo

13 – 19 ottobre 2017

Vernissage 13 ottobre – ore 19.00

Galleria Spazio40

Via dell’Arco di S. Calisto 40 – Roma (Trastevere)

Orario tutti i giorni 12.00 – 21.00 (mercoledì chiuso)

Info +393491654628 / Spazio40@tiscali.it

SEGNALI

Scritto da ArtNews il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia, Musica

SEGNALI

Ebook fotografico di Katya Sanna.

Strisce di cartoncino decorate dipinte con acquarelli smalti pastelli cordoncini fili perline per creare “Segnali” un’installazione nomade per la città che può rappresentare segnalibro…un passaggio…una testimonianza …uno sguardo…un sorriso…un avviso…

L’ebook è in download gratuito su:

https://issuu.com/katyasanna/docs/ebook_-_segnali

http://ita.calameo.com/read/004155604714dc8f296a9

KATYA SANNA

http://www.katyasanna.it/

Sempre al lavoro su nuovi progetti sia musicali che di arte visuale, Katya Sanna è cantante, compositrice, pittrice, ricamatrice, molte le collaborazioni con artisti dai molteplici linguaggi artistici.

Ideatrice del blog “Il Ramo D’Oro” dedicato alle arti e culture di tutto il mondo.

Vincitrice del “Premio Alda Merini” di “Rom’Art Independent Festival” con la sua performance “L’Approdo”.

Autrice della trilogia fantasy “Le Chant de l’Ange” presentata su “Il baco del millennio” di Rai Radio1 e dalla biblioteca comunale di Roma “Elsa Morante”

L’album “La Via Delle Stelle” (primo capitolo della “Trilogia delle Stelle” formata da “Storie di uomini di donne e di sogni” dedicato ai popoli migranti. e “Le Danze Elicoidali “) è cd del mese della storico magazine musicale “Rockerilla”

Nel 2016 pubblica il brano “Poseidon” allegato al ebook di pittura “Atlantide” e l’ebook di ricami “Bambole”.

Nel 2017 sempre in free download pubblica l’ebook “Blue Book” raccolta di ricami dedicati a celebri personaggi della fantascienza e la mail art “L’annullamento” contro la violenza sulle donne.

Attualmente al lavoro sul nuovo progetto musicale “Note Passanti” e su “Gea” raccolta di ricami dedicati alle divinità femminili.