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Donazione di Sperma – L’infertilità maschile

Scritto da dexmari il . Pubblicato in Salute

L’infertilità maschile è in aumento e quando il problema è irreversibile, l’unica soluzione possibile è l’INSEMINAZIONE ETEROLOGA, ricorrendo quindi al seme di un DONATORE.

Le ragioni per cui si ricorre alla donazione dello sperma sono diverse:

  • ASSENZA DI SPERMATOZOI
  • LO SPERMA E’ AFFETTO DA PATOLOGIE GRAVI
  • L’UOMO E’ PORTATORE DI UNA MALATTIA GENETICA CHE NON SI PUO’ STUDIARE NELL’EMBRIONE
  • L’UOMO E’ PORTATORE DI UNA MALATTIA A TRASMISSIONE SESSUALE ED E’ IMPOSSIBILE ELIMINARE IL VIRUS DAL SEME
  • ANOMALIE CROMOSOMICHE NEL SEME
  • DONNE SINGLE

Il Dogus IVF Centro esegue la fecondazione assistita con Donazione di Sperma e i nostri pazienti possono scegliere i donatori delle Cryobanche Internationali che hanno un vasto database di sperma congelato. Nella procedura di donazione di sperma, la fecondazione assistita FIVET con ICSI e’ normalmente eseguita, in quanto offre la più alta percentuale di riuscita per ottenere la gravidanza.
dogus ivf Donazione di Sperma
Il donatore di liquido seminale deve essere giovane, deve godere di una buona salute ed avere un liquido seminale che soddisfi i parametri di fertilità. Il donatore sarà sottoposto ad una serie completa di esami per le malattie infettive e genetiche .

Il Donatore viene valutato in base alle generali condizioni fisiche e psicologiche. Il Donatore deve godere di buona salute, avere uno stile di vita regolare e una storia medica famigliare tale da escludere malattie ereditarie geneticamente trasmissibili.

Vi sono alcune ipotesi in cui LA DONAZIONE DI SPERMA diventa la scelta principale come nel caso di malattie che possono essere geneticamente trasmesse dal padre o in caso di azoospermia (mancanza di spermatozoi nel liquido seminale) secretoria, e in ogni caso di infertilità maschile irrecuperabile.

Contattare Dogus IVF Centro Fecondazione Assistita

Nicosia
Cipro
Andri Marino– Coordinatrice Internazionale
Cellulare: +(357) 97640479
email: info@fecondazioneassistitafivet.com
http://www.fecondazioneassistitafivet.com

Centro Fecondazione – Dogus IVF Centro

Scritto da dexmari il . Pubblicato in Dal Mondo, Salute

Il Dogus IVF Centro e’ specializzato nel trattamento dell’infertilita’. E’ uno dei centri piu’ avanzati e importanti d’ Europa. La nostra sede e’ a Nicosia (Cipro) una bellissima isola dove si puo’ unire una bellissima vacanza alla risoluzione dei problemi di infertilita’.

Dogus IVF Centro eseguiamo più di 1000 cicli di fecondazione assistita all’anno con ottimi successi.

Al Dogus IVF Centro lavora uno staff di professionisti specializzati nelle tecniche di fecondazione assistita che mettono giornalmente tutta la loro professionalita’ ed esperienza al servizio delle coppie con problemi di infertilita’.

La sala operatoria e’ dedicata unicamente alla medicina della riproduzione assistita, i trattamenti che vengono fatti nel nostro centro sono:

I nostri laboratori sono equipaggiati con le piu’ moderne e sofisticate apparecchiature.

In questi anni il dottore Sevket ha potuto selezionare il migliore team possibile con grandi specialisti del settore: infermieri, embriologi, anestesisti, genetisti e tutto il personale che rende il soggiorno nel nostro centro confortevole e famigliare.

I nostri clienti provengono in particolar modo dall’ Europa, Inghilterra dove il DOGUS è diventato un punto di riferimento, Francia, Germania, Spagna, Russia e in questi ultimi anni anche dall’Italia, dove i risultati raggiunti fanno si che sempre piu’ donne italiane scelgano il Dogus IVF Centro.

dogus ivf

Il contatto con il nostro centro e’ facile basta visitare il nostro sito www.fecondazioneassistitafivet.com, dove troverete tutte le informazioni sui trattamenti che vengono svolti dal nostro centro.

E’ scrivendoci a fecondazione.assistita.fivet@gmail.com potrete avere qualsiasi consulenza e preventivi  in giornata.

Contattare IVF Centro

Şht. Erdoğan Mustafa Sokak no:19
Nicosia
Cipro
Andri Marino – Coordinatrice Internazionale
Cellulare: +(357) 97640479

Fecondazione assistita low cost: pro e contro

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Fecondazione assistita low costQuando una coppia sceglie di intraprendere la strada della fecondazione assistita, ci sono una miriade di problemi da risolvere: la scelta del professionista al quale affidarsi, l’impatto psicologico e le conseguenze sulla coppia, le terapie e ultimo, ma non ultimo, l’impegno economico. Con la crisi che ha colpito indistintamente e globalmente ogni nazione, anche nel settore della procreazione medicalmente assistita, c’è stato un fiorire di tecniche e offerte “low cost” per ottenere la tanto desiderata gravidanza.

Se si abbattono i costi, si abbattono anche i pazienti?
Tra le soluzioni che ultimamente hanno avuto maggiormente eco on line c’è la procedura elaborata da Jonathan Van Blerkom dell’Università del Colorado che, con un uso ridotto di farmaci e strumenti molto comuni è riuscito ad abbattere considerevolmente le spese di una fecondazione assistita. Certo, la possibilità di abbattere i costi è uno degli obiettivi primari di ogni centro per la fecondazione assistita e, ogni professionista che si rispetti, non consiglierebbe mai più esami o più terapie, oltre quelle strettamente indispensabili, ma queste tecniche sono sicure? E che percentuali di successo ci sono?

La salute della madre e del bambino non hanno prezzo.
Abbiamo chiesto al dottor Antonio Scotto, direttore del Centro Fecondazione Assistita per lo studio e la terapie delle coppie infertili, un parere su questa e sulle altre soluzioni “low cost” proposte dal mercato. “Una delle cose che in molti sottovalutano” ci dice il dottor Scotto, “è che quando si praticano tecniche di fecondazione assistita si deve affrontare un un processo piuttosto complesso, che ha nell’altissima personalizzazione il vero punto che ne può garantire il successo. Nello specifico, la tecnica sviluppata Jonathan Van Blerkom, ha sicuramente dei vantaggi economici, ma, ad esempio, l’analisi dell’embrione da impiantare, viene fatta con un semplice microscopio, cosa che personalmente non mi darebbe la giusta tranquillità nel proporre l’impianto dello stesso a una coppia e, in ogni caso,  sia la fecondazione in vitro, che l’impianto sono solo due dei passi che si devono fare per avere una gravidanza con la procreazione medicalmente assistita. “In definitiva, in questo caso, l’abbattimento dei costi prevede un conseguente abbattimento di quella che potremmo definire “qualità dell’intervento”?
“Di solito è così. Ad esempio nell’Europa dell’Est ci sono diversi centri che propongono soluzioni molto economiche, il che non significa automaticamente che non siano delle buone strutture, ma sicuramente, è meglio preoccuparsi più della salute della madre e del bambino, piuttosto che di quanto si può risparmiare, se risparmiare significa rischiare la salute delle persone che si amano”.

Centro Fecondazione Assistita Roma, Milano, Napoli

Fecondazione Eterologa: in Italia impossibile senza donazioni.

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Fecondazione EterologaQuando fu promulgata la legge 40, nessuno immaginava che, oltre che una norma controversa, sarebbe stata una vera fucina di posti di lavoro. In tanti si sono impegnati a difenderla e a combatterla, a tutti i livelli, dai tribunali nazionali, fino a quelli internazionali. Al momento una stima ancora non è possibile, ma di certo ha creato molte opportunità di reddito per gli operatori del settore legale. E ora? La storia continua perché c’è stata ancora una bocciatura per la legge che in Italia regolamenta la fecondazione medicalmente assistita, visto che, a quanto pare, negare la possibilità di praticare la fecondazione eterologa sarebbe in contrasto con i diritti costituzionali.

Inseminazioni transnazionali
La fecondazione eterologa, per chi non ne fosse informato, è una pratica di procreazione medicalmente assistita che utilizza cellule riproduttive, dette anche gameti, esterne alla coppia. Questa possibilità di procreare con spermatozoi od ovuli di donatori o donatrici, è consentito in molti dei Paesi europei, ma non in nel nostro. Una coppia italiana per sottoporsi ai trattamenti per la procreazione eterologa si reca normalmente  all’estero.

Un bebè uguale per tutti!
In un’ordinanza deposta il 29 marzo 2013, il Tribunale civile di Milano, afferma che impedire la fecondazione eterologa va contro i diritti previsti nella nostra Costituzione. Per questo motivo è stato  chiesto alla Consulta di pronunciarsi su questo punto. La legge 40 impedendo la fecondazione eterologa andrebbe ad intaccare il diritto fondamentale all’autodeterminazione della coppia, il principio di uguaglianza tra le coppie e il diritto alla salute. Tra le osservazioni sollevate dai giudici del Tribunale di Milano, viene messo in evidenza che “il divieto normativo presente nella legge 40 condiziona la possibilità delle coppie eterosessuali sterili o infertili nel proprio diritto di determinare la propria condizione genitoriale e, quindi, di poter concorrere liberamente alla realizzazione della propria vita famigliare”.

Un consulto dalla Consulta.
Ora il “pallino” è nelle mani della Corte Costituzionale che si dovrà pronunciare sul merito di queste motivazioni. I legali che stanno promuovendo questa causa sono ottimisti e prevedono una soluzione che in capo a qualche mese, o al massimo entro la fine del 2013, possa cambiare la legge.

Ma se cambia la legge, in Italia che succede?
Abbiamo fatto questa domanda al dottor Antonio Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita e di studio e terapia della coppia infertile, che ci ha risposta così: “Il fatto che tra qualche mese sarà possibile in Italia la pratica della fecondazione eterologa, purtroppo non avrà l’effetto che tutti si aspetterebbero, almeno nel breve periodo” – E perché? Quale altro impedimento ci sarebbe? ” Il vero problema, al momento, sarebbe l’ovodonazione. In Italia, ad oggi, le uniche donne che possono donare sono quelle che si sottopongono a cicli di fecondazione assistita. Infatti, talvolta, accade che rimangano alcuni ovuli non fecondati, che possono essere donati. Un atto di grande generosità fatto da donne che vorrebbero aiutare altre donne, che però non offre grosse percentuali di successo. D’altronde, se nella coppia è la donna ad essere colpita da una patologia che le impedisce di portare a termine una gravidanza, probabilmente non potrà offrire a chi ne avrebbe bisogno, un ovulo che garantisca buone possibilità d’essere fecondato”.

E all’estero invece come funziona?
“Nei Paesi europei che da tempo già prevedono la pratica della fecondazione eterologa, ci sono centri specializzati, con i quali anche il CIFE, Centro Internazionale per la Fecondazione Eterologa, del quale sono direttore, e che lavorano per selezionare e conservare ovuli che possano dare grandi opportunità di successo al momento della fecondazione. Va ricordato che ogni volta che, per quanto semplice, l’intervento di ovodonazione, rimane comunque invasivo, ed avviene a seguito di cure ormonali piuttosto consistenti. Dover affrontare quest’intervento prevede un impegno fisico e psicologico da parte delle donatrici davvero notevole e prima che si possa innescare in Italia un meccanismo che permetta di avere ovuli di qualità, da parte di donatrici in salute, ci vorrà un po’ di tempo. Di certo, va detto, che, anche se piano, con la possibilità di poter praticare la fecondazione eterologa anche in Italia, le cose possono cambiare”.

Fabrizio Morrone
Centro Fecondazione Assistita Roma, Napoli

Fecondazione Assistita, istruzioni per l’uso. Piccolo prontuario per chi vuole saperne di più

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Procreazione AssistitaA molte coppie succede, quando tentano di avere il primo figlio, di scoprire che uno o entrambi i partner possono essere affetti da problemi di fertilità. In Italia la norma che regola la possibilità di accedere a terapie di fecondazione assistita è la tristemente nota Legge 40 del 2004. Ma, allora, cosa si deve fare? Quali sono i primi passi da muovere per potersi sottoporre a terapie e a tecniche di procreazione medicalmente assistita?

Chi può sottoporsi alla fecondazione assistita in Italia?
Secondo la legge 40 del 2004 “possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi”. Quindi solo le persone eterosessuali e non troppo in là con gli anni possono legalmente percorrere la strada della fecondazione assistita. Tutto ciò a mezzo di una sentenza della Corte Costituzionale, risalente al maggio dello scorso anno, sia implicitamente, che esplicitamente, esclude la fecondazione eterologa, ovvero i gameti utilizzabili per le fecondazione assistita devono provenire dalla coppia. Fatte queste premesse è facile leggere tra le righe che la legge 40 vieta alle coppie lesbiche di poter procreare.

Dove si può fare?
Le strutture, pubbliche o private, che si dedicano alla procreazione medicalmente assistita sono iscritte in un registro istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità. I centri attualmente attivi in Italia sono 360. Mentre nel Molise non c’è nessun centro per la pratica della PMA, in Lombardia, la regione prima in classifica per numero di strutture, ne conta 59 . In percentuale, sul totale nazionale, il 34% dei centri sono pubblici, il 7%, invece, opera in regime privato convenzionato e il 59% privatamente.
Il Centro Per la Fecondazione Assistita e la terapia e lo studio della Coppia Infertile diretto dal Dottor Scotto è uno dei centri accreditati che opera sia privatamente che in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale.

Quali tecniche sono possibili?
Nei centri definiti di primo livello si applica esclusivamente la tecnica di Inseminazione Intrauterina Semplice, che prevede la fecondazione con l’introduzione del liquido seminale all’interno della cavità uterina, e la crioconservazione dei gameti maschili. I centri di secondo e terzo livello, vengono praticate anche la fecondazione in vitro (FIVET), in cui la fecondazione avviene all’esterno del corpo della donna, con successivo trasferimento dell’embrione nell’utero; l’Icsi con la quale viene iniettato un nell’ovocita e metodologie più sofisticate come il prelievo chirurgico di spermatozoi e crioconservazione dei gameti maschili, femminili e di embrioni». “Naturalmente, essendo un settore nel quale la ricerca sta facendo passi da gigante” dichiara il Dottor Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita e studio e terapia della coppia infertile, “Quindi, è sempre bene farsi consigliare da un professionista esperto e informato su quale delle nuove tecniche disponibili è il caso utilizzare nelle specifiche problematiche di infertilità”.

La diagnosi preimpianto.
Uno dei punti più controversi e dibattuti, regolato dalla legge 40 è la diagnosi preimpianto. L’analisi degli embrioni, prima che vengano impiantati, deve essere fatto solo per fini terapeutici e diagnostici, legati alla tutela, alla salute e allo sviluppo dell’embrione stesso. La diagnosi viene effettuata circa settanta ore dopo il concepimento, prelevando due cellule che vengono analizzate al livello genetico. In ogni caso, i feti affetti da malattie genetiche non vengono distrutti, ma crioconservati.

La crioconservazione.
Sempre la legge 40 prevede che per ogni ciclo di fecondazione assistita si crei il numero strettamente necessario di embrioni, per evitare che un embrione venga creato e poi abbandonato nell’azoto liquido a -196°. Per evitare la creazione di embrioni in sovrannumero, la legge prevede che si generino embrioni solo se destinati ad essere impiantati nell’utero materno. “Un’altra opportunità” – spiega il Dottor Scotto – è il congelamento, tramite vetrificazione di oviciti, che in termini scientifici dà gli stessi risultati, ed è priva di risvolti etici, evitando soprattutto di creare embrioni in sovrannumero”.

Il supporto psicologico.
I centri di procreazione medicalmente assistita assicurano alla coppia, quando è consigliabile, un sostegno psicologico: l’esperienza dell’infertilità ha infatti numerosi risvolti psicosociali e sessuali e non è solo un problema legato al corpo. L’uomo e la donna devono aver chiaro in mente che stanno affrontando un ‘non-evento’ riproduttivo, in sè stessi e nei confronti del mondo e che l’aiuto medico di cui avranno bisogno si tradurrà in un’inevitabile intrusione nella loro sfera intima. Un adeguato counseling permette alla coppia di vivere e attraversare anche gli effetti “collaterali” delle terapie: durante i trattamenti ormonali le sindromi depressive e i disturbi d’ansia rientrano nella normalità. Se la coppia lo sa, avrà meno paura di affrontarli.

Tempi e costi.
I costi sono della fecondazione assistita sono molto vari, a seconda alle strutture alle quali ci si rivolge.
In una struttura pubblica ad esempio, i costi della fecondazione assistita sono veramente bassi e alla portata di tutti ma, appunto per questo, con liste di attesa lunghe e tempi improponibili. È possibile, però, praticarla anche in centro convenzionati. Le modalità, il numero di prestazioni erogabili, i costi a carico del servizio sanitario nazionale e i tempi di attesa, che nelle strutture pubbliche arrivano fino a 24 mesi, variano da Regione a Regione. Inoltre, variano anche i limiti di età per usufruire delle prestazioni, che in ogni caso, nella legge 40 non sono definiti con chiarezza.

E nel resto dell’Europa cosa succede?
Nell’Unione Europea la Spagna è sicuramente quella che ha meno regole in tema di procreazione artificiale. E’ possibile sempre e comunque la diagnosi preimpianto sull’embrione ed è consentita la fecondazione eterologa. Inoltre non sono c’è un limite di età per nessuna pratica di fecondazione assistita. Unico divieto, però, riguarda pratica dell’utero in affitto.
Nel Regno Unito è possibile praticare la fecondazione l’eterologa senza però la garanzia dell’anonimato. Ed è proprio la possibilità che il figlio possa conoscere l’identità del genitore biologico, ha fatto crollare le donazioni di gameti, anche se quest’anno la Human Fertilisation and Embryology Authority ha aumentato fino a 750 sterline il contributo per le donatrici di ovuli. Va inoltre anche ricordato che il Regno Unito è da tempo aperto alle sperimentazioni sugli embrioni, senza troppe riserve etiche. Ad esempio, già nel 2007 la HFEA ha permesso la creazione di embrioni ibridi formati usando materiale genetico umano e bovino, anche se dopo due anni questa ricerca non ha prodotto i risultati sperati e ha subito forti tagli ai finanziamenti.
In Francia, invece, è vietato fare ricerca sugli embrioni anche se con alcune deroghe. La procreazione medicalmente assistita è prevista solo per le coppie infertili. L’eterologa è permessa, ma la diagnosi preimpianto è possibile solo in presenza di malattie genetiche ereditarie.
In Germania, infine, da un paio d’anni è stata introdotta la possibilità di analizzare l’embrione prima di impiantarlo, nel caso la coppia fosse potatrice sana di malattie genetiche. L’eterologa, invece, E’ vietata, permettendo però la donazione del seme in vivo (non in vitro).

Fabrizio Morrone
Centro Fecondazione Assistita Roma, Napoli.

Procreazione Assistita. Per il tribunale di Cagliari la diagnosi preimpianto è un diritto.

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Legale, Salute

Procreazione Medicalmente AssistitaPer la prima volta da quando le coppie infertili sono state costrette a stare sotto il giogo della tristemente famosa legge 40, sulla “procreazione medicalmente assistita”, viene sancito legalmente il diritto di poter procedere alla diagnosi preimpianto, nelle procedure di fecondazione artificiale. Con l’ultima sentenza, emanata dal Tribunale di Cagliari, il giudice ha stabilito che i centri pubblici specializzati nella PMA devono offrire l’opportunità della diagnosi preimpianto a tutte le coppie affette da malattie genetiche.

Diagnosi preimpianto e malattie genetiche.
Nel caso di quella che potremmo definire la coppia Alfa, con lei malata di talassemia major e lui portatore sano, l’Ospedale Microcimetico di Cagliari che nel dicembre 2011 aveva detto di no, grazie a questa sentenza, non si sarebbe potuto opporre a un’indagine clinica diagnostica sull’embrione. Ed è proprio quel no che ha portato la coppia Alfa a rivolgersi in Tribunale, per poter impiantare nella donna solo embrioni sani o portatori sani di talassemia.

Tutela per la salute della donna e dell’embrione.
Nella motivazione di questa sentenza il giudice Giorgio Latti ha ritenuto la richiesta della coppia legittima e plausibile. Al contrario, sarebbe stato come creare una discriminazione tra chi porta avanti una gravidanza con la fecondazione assistita e le donne che hanno una gravidanza “normale”. La legge 40 stabilisce che “la ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso”. In questo caso, infatti, pur vietando la sperimentazione, è previsto che vengano poste in essere tutte le azioni necessarie a tutela dell’embrione. Inoltre quest’ultima non è assoluta, al contrario, la salute della donna e l’autodeterminazione consapevole prevalgono sull’interesse all’integrità dell’embrione.

Amniocentesi e diagnosi preimpianto
In questi casi, dove è messa in discussione sia la salute della donna che dell’embrione è assolutamente fuori luogo parlare di eugenetica. Di fatti la diagnosi preimpianto non sarebbe poi tanto differente dall’amniocentesi che si fa nelle gravidanze “normali”.
La stessa legge sancisce che la coppia ha diritto a una informazione completa e consapevole e la diagnosi preimpianto ha proprio lo scopo di consentire questo. Nello stesso modo in cui una donna che porta avanti una gravidanza “naturale” ha 90 giorni di tempo per decidere se abortire e anche più di tre mesi nell’eventualità di anomalie o malformazioni del bambino e quindi nel caso in cui sia in pericolo la salute fisica o psichica della madre.

Il parere dell’esperto.
il Dottor Antonio Scotto, direttore del “Centro di Fecondazione Assistita, per la cura e la terapia della coppia infertile”, dal punto di vista di esperto del settore dichiara che “Questa sentenza segna un punto di svolta importante a favore dell’equità dell’accesso alle cure, anche se siamo ancora lontani da una normativa che rispetti maggiormente un diritto delle persone a scegliere come e cosa fare, in un ambito così personale”.

Centro Fecondazione Assistita Roma, Napoli