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Mutui casa: quali gli effetti delle nuove politiche BCE?

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Nuovo Quantitative Easing, taglio dei tassi sui depositi presso l’Eurotower e aumento della durata delle Tltro; sono questi alcuni dei punti principali tracciati da Draghi relativamente al nuovo programma di politiche monetarie adottato dalla Banca Centrale. Ma quali i possibili effetti su mutuatari e aspiranti mutuatari italiani? Ecco l’analisi Facile.it e Mutui.it.

Cosa cambia per chi ha già un mutuo

L’annuncio di un nuovo Quantitative Easing per una durata indefinita, insieme alla volontà della BCE di mantenere i tassi “ai livelli attuali o più bassi” fino all’avvicinamento dell’obiettivo inflazionistico (2%) è una buona notizia per tutti coloro che hanno già sottoscritto un finanziamento. «Chi ha un mutuo variabile potrà continuare a godere delle condizioni estremamente favorevoli del mercato per un periodo ancora più lungo di quanto non ci si aspettasse anche solo qualche giorno fa», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Chi ha un mutuo a tasso fisso, invece, potrebbe approfittare di una nuova finestra per surrogare il proprio finanziamento e ridurre così il peso degli interessi. Guardando ai tassi attuali, chi ha sottoscritto un mutuo a gennaio 2019, surrogandolo oggi potrebbe risparmiare 500 euro l’anno di interessi».

Cosa cambia per gli aspiranti mutuatari

La volontà della BCE di continuare a iniettare denaro nel sistema e adottare una politica espansiva per un lungo periodo di tempo è una buona notizia anche per tutti coloro che stanno valutando l’acquisto di un immobile. Da un lato l’allungamento della durata delle Tltro, che potrebbe aumentare la capacità delle banche aderenti di finanziare l’economia reale; dall’altro il nuovo Quantitative Easing, che potrebbe contribuire ad abbassare il costo di finanziamento per le banche italiane e che, a loro volta, potrebbero scegliere di ridurre gli spread applicati ai nuovi mutui. Da questo punto di vista, un segnale incoraggiante è arrivato già ieri, dopo l’annuncio della BCE, con lo spread italiano sceso al di sotto dei 140 punti base; qualora i valori dovessero restare a lungo su livelli così bassi, questo potrebbe generare un effetto virtuoso con conseguenze positive per le tasche dei futuri mutuatari.

I tassi ai minimi potrebbero non essere sufficienti

Se da un lato le misure sono una buona notizia lato offerta, bisogna considerare che questo ulteriore taglio dei tassi nasce dall’esigenza di rilanciare un’economia europea considerata in difficoltà. Le misure annunciate dalla BCE potrebbero quindi non essere sufficienti a dare un nuovo impulso alla domanda di mutui in Italia. «In questa prima parte dell’anno i tassi dei mutui sono calati facendo segnare nuovi record storici eppure, secondo i dati ufficiali, le richieste di finanziamento sono diminuite», spiega Cresto. «Un segnale evidente – così come sottolineato dallo stesso Draghi – di come le politiche monetarie della BCE, da sole, non siano sufficienti a rilanciare la domanda e ora spetta alle politiche fiscali adottate dai singoli stati stimolare il mercato».

Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Treviso

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Quanto costa vivere a Treviso e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del primo Facile.it Store nella città di Treviso (https://www.facile.it/store/treviso.html) la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

Assicurazioni auto e moto

I primi costi finiti sotto la lente sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, ad agosto 2019 il premio medio RC auto nella città di Treviso era pari a 521,00 euro, valore in calo del 4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tariffe ancor più basse se si prende in considerazione l’intera provincia di Treviso; il premio medio rilevato ad agosto 2019, in questo caso, era pari a 460,11 euro, il 3,5% in meno rispetto a dodici mesi fa. Numeri alla mano, per assicurare un veicolo nella provincia trevigiana occorre il 18% in meno rispetto alla media italiana.

Buone notizie arrivano anche dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono calate e, ad agosto 2019, per assicurare una due ruote a Treviso e provincia servivano, in media, 333,16 euro, vale a dire il 12,8% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Energia e gas

Tra le voci di spesa che incidono maggiormente sulle tasche dei cittadini ci sono quelle legate alla luce e al gas. Per quanto riguarda i consumi energetici, prendendo in considerazione il consumo medio annuo di una famiglia residente a Treviso e provincia (2.134 kWh), la spesa mensile rilevata nei primi 8 mesi del 2019 è stata pari a circa 38,35 euro; se le tariffe rimarranno stabili fino alla fine dell’anno, il peso totale delle bollette energetiche risulterà pari a circa 460,17 euro, valore in linea con quanto speso nel 2018.

Dall’analisi della bolletta del gas, considerando i consumi medi annuali di una famiglia trevigiana (980 smc), emerge che la spesa media mensile nei primi 8 mesi dell’anno è stata pari a 66,03 euro; in questo caso, in assenza di variazioni del prezzo del metano, il costo complessivo annuale risulterà pari a 792,41 euro, ovvero il 5,78% in meno rispetto allo scorso anno.

Mutui casa

Altra voce di spesa finita sotto la lente di Facile.it è quella relativa al mutuo. Analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nei primi 6 mesi del 2019, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Treviso hanno chiesto, mediamente, 122.054,56 euro, importo in calo del 10% rispetto al primo semestre 2018, da restituire in poco meno di 22 anni.

Analizzando l’identikit del richiedente trevigiano emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo aveva, all’atto della firma, circa 40 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 69% del valore dell’immobile da acquistare.

Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto; l’82% dei richiedenti trevigiani ha optato per quello fisso mentre solo il 17% ha cercato di ottenere il variabile. Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, l’importo medio richiesto sale a 124.223,55 euro da restituire in 23 anni e mezzo; l’età media dei richiedenti, invece, scende a 38 anni.

Prestiti personali

Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel corso del primo semestre 2019, l’importo medio richiesto in provincia di Treviso è stato pari a 13.170 euro, valore in linea con quanto rilevato durante i primi sei mesi del 2018; sostanzialmente stabile anche la lunghezza dei piani di ammortamento richiesti, passata da 64 a 65 rate (pari a poco più di 5 anni).

Guardando alle domande di finanziamento per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emerge che la prima ragione che ha spinto i trevigiani a rivolgersi ad una società di credito è stata l’acquisto di un’auto usata (28% delle richieste), seguita dalla ristrutturazione della casa (16%) e dal consolidamento debiti (16%).

Facile.it apre il suo primo store in Veneto

Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona e Udine il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo primo store in Veneto, nel cuore della città di Treviso (Corso del Popolo, 33). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

«Continua il nostro percorso di espansione territoriale e, per l’apertura del primo store in Veneto, abbiamo scelto la città di Treviso; i trevigiani sono molto attenti al risparmio e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui le famiglie devono fare i conti ogni mese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «Obiettivo dei Facile.it Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

Prestiti per lo studio: erogati oltre 71 milioni in 6 mesi

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Istruzione

Nei prossimi giorni milioni di alunni torneranno nelle aule scolastiche e non mancano le famiglie che, per far fronte ai costi legati allo studio, scelgono di chiedere un prestito personale; secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, nei soli primi 6 mesi del 2019 sono stati erogati oltre 71 milioni di euro in prestiti destinati a coprire le spese legate a scuola, università e, più in generale, alla formazione.

L’analisi, realizzata su un campione di oltre 122.000 domande di prestito personale presentate dal 1° gennaio al 30 giugno 2019 attraverso i due portali, ha evidenziato un doppio trend; da un lato è aumentato l’importo medio richiesto alle società di credito, che nel corso del primo semestre 2019 è stato pari a 7.960 euro, vale a dire il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2018, dall’altro è cresciuta la percentuale di richiedenti under 25, il cui peso sul totale è salito di ben 7 punti percentuali rispetto allo scorso anno, passando dal 12% al 19%.

Analizzando più da vicino l’incremento dell’importo medio richiesto emerge che, ad aumentare, in particolare, sono state le richieste di prestiti di taglio medio, quelle tra i 3mila euro e i 5mila euro sono passate dal 24% al 28% del totale, e quelle di taglio grande, superiori a 10mila euro, che sono salite dal 19% al 22%. Di contro, sono diminuite le richieste di prestiti personali per lo studio di piccolo taglio; quelle sotto i 3mila euro, ad esempio, sono calate dal 33% al 28% del totale.

«Richiedere un prestito personale per far fronte alle spese legate allo studio può essere un modo per non rinunciare, ad esempio, ad una formazione di alto livello, i cui costi possono essere spesso molto elevati, ma anche una semplice strategia per far pesare il meno possibile sul budget mensile spese scolastiche o formative dilazionandole in rate di piccolo importo», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it. 

La scelta di contenere l’importo delle rate mensili è testimoniata anche da un altro dato, quello relativo alla durata media dei prestiti; a fronte di un aumento delle somme richieste, il piano di ammortamento medio si è allungato passando da 51 rate nel primo semestre 2018 a 58 rate (poco più di 4 anni e mezzo) nel primo semestre 2019.

Guardando all’età media dei richiedenti, invece, emerge chiaramente come siano sempre più i giovani a chiedere questo tipo di prestito personale; chi nel corso del primo semestre dell’anno ha presentato domanda di finanziamento per pagare i costi legati allo studio aveva, in media, 38 anni, due anni in meno rispetto allo stesso periodo del 2018 (40 anni). Un valore estremamente basso se si considera che, guardando alle richieste totali di prestiti personali, normalmente l’età media di chi si rivolge ad una società di credito è pari a circa 43 anni. A determinare il calo dell’età, come detto, è stato l’aumento del peso degli under 25, ai quali hanno fatto capo quasi una richiesta di prestito per lo studio su cinque tra quelle raccolte nei primi sei mesi del 2019.

«La richiesta di prestiti da parte dei giovani – spiega Bordigone – va visto come un elemento di fiducia; non solo è positivo sapere che siano i ragazzi stessi i primi a voler investire sul proprio futuro, ma è anche indice del fatto che abbiano una situazione reddituale più serena rispetto al passato e che gli consente, seppur magari aiutati dai genitori, di impegnarsi nella restituzione delle rate».

Altro dato interessante è quello relativo al sesso dei richiedenti; dall’analisi emerge che, a presentar domanda di prestiti per lo studio, sono molto spesso le donne; nel primo semestre 2019 le richieste provenienti dal campione femminile rappresentavano il 37% del totale, valore molto elevato se si considera che, normalmente, guardando alle richieste totali, le donne rappresentano solo un quarto dei richiedenti. Per quanto riguarda la posizione lavorativa dei richiedenti, il 63% è un dipendente privato a tempo indeterminato, l’11% un lavoratore autonomo o libero professionista.

Telefonia mobile: Italia fra le più economiche d’Europa

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Economia, Tecnologia

Nonostante gli ultimi rincari sui clienti con contratti già attivi, secondo l’analisi di Facile.it, in Italia nel corso dell’ultimo anno le tariffe di telefonia mobile sono diminuite del 20% e oggi un cliente che cambia operatore spende, in media, 12,50 euro al mese, potendo contare su un traffico dati di circa 45 GB; ma come se la cavano i nostri vicini europei? Per rispondere alla domanda, Facile.it ha analizzato le tariffe di telefonia mobile presenti in 12 Paesi europei, scoprendo che gli italiani sono tra i più fortunati.

L’analisi è stata realizzata confrontando le tariffe di telefonia mobile di fascia media proposte nel mese di giugno 2019 da un panel di siti di comparazione operanti in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Norvegia, Olanda, Polonia, Spagna e, chiaramente, Italia. L’analisi ha preso in considerazione un mix di piani tariffari rappresentativi per ciascun Paese, calcolando un valore medio sia in termini di costi, sia di traffico dati, focalizzandosi sulla fascia intermedia dell’offerta, escludendo quindi le proposte entry level, quelle indirizzate a target specifici come gli anziani o i giovani, quelle mirate a stimolare la migrazione da un operatore ad un altro e le offerte categorizzabili come top di gamma.

Chi paga di meno

Tra i Paesi presi in esame, guardando al solo prezzo dei piani tariffari di fascia intermedia, emerge che sono pochi gli Stati che fanno meglio dell’Italia. Il più economico risulta essere la Polonia; qui, nella fascia tariffaria analizzata, si spendono in media 6 euro al mese, vale a dire 72 euro l’anno, il 52% in meno rispetto a noi. All’interno di questa fascia di spesa, i piani tariffari polacchi prevedono normalmente chiamate e SMS illimitati.

Tra gli Stati europei più economici dell’Italia si trova anche la Francia, dove, nella fascia analizzata, in media si spendono circa 9 euro al mese, per un totale di 107 euro l’anno. Anche i francesi, come i polacchi, in questa fascia di spesa possono contare su chiamate e SMS illimitati. Tutto ciò sommato, quindi, la bolletta italiana risulta più alta del 40% rispetto a quella francese.

Anche in Germania i prezzi risultano inferiori a quelli dell’Italia; i tedeschi con un piano tariffario intermedio spendono, mediamente, 11,60 euro al mese, per un totale di 140 euro l’anno, vale a dire il 6,7% in meno rispetto al Bel Paese. Anche in questo caso chiamate e SMS sono generalmente illimitati.

Chi paga di più

Guardando alle nazioni dove i costi sono più alti rispetto all’Italia emerge che, tra gli Stati analizzati, la Norvegia è la più cara; ad Oslo occorrono, in media, circa 28 euro al mese (340 euro l’anno), vale a dire il 126% in più rispetto a quanto spendono gli italiani.

Tariffe superiori alle nostre anche in Spagna e in Gran Bretagna, dove per un piano tariffario di fascia intermedia si spendono, rispettivamente, 17,40 euro al mese e poco meno di 15 euro al mese.

Costi elevati rispetto all’Italia anche in Grecia, dove chi sceglie un piano tariffario di fascia intermedia deve mettere in conto una spesa di circa 15,80 euro al mese, vale a dire 190 euro l’anno; per questa fascia di prezzo, però, i greci devono accontentarsi di chiamate limitate (in media 400 minuti) e pochi SMS (in media 100 anche se, in alcuni casi, sono addirittura esclusi).

Il traffico dati

Se si punta l’attenzione sui GB dati di traffico incluso nella fascia tariffaria presa in analisi, lo scenario cambia sensibilmente. Da questo punto di vista l’unico Paese che batte l’Italia è la Francia dove, per l’importo medio di spesa calcolato (9 euro), i clienti ottengono in media 50 GB di traffico dati al mese. Sul podio, ma dopo l’Italia, si posiziona l’Irlanda dove è possibile contare, sempre in media, su circa 22 GB di dati ogni mese.

Decisamente più limitato il traffico dati per gli utenti della Grecia, che devono accontentarsi di poco più di 3 GB ogni trenta giorni; va meglio, ma solo di poco, in Belgio (3,7 GB) e in Norvegia (4,2 GB).

Il costo virtuale per GB dati

Considerata l’elevata variabilità delle offerte analizzate, per uniformare il confronto, Facile.it ha calcolato il costo virtuale per GB di traffico dati incluso nei piani tariffari analizzati, valore ottenuto dividendo i GB medi per la tariffa mensile media. Anche in questo caso la graduatoria sorride all’Italia che, con un costo virtuale di 0,28 euro a GB, conquista il secondo posto. Fa meglio, ancora una volta, solo la Francia, dove il costo scende a 0,18 euro; al terzo posto si posiziona invece la Polonia, con un costo di 0,37 euro per GB.

Sul lato opposto della classifica, invece, si conferma come maglia nera la Norvegia, dove il costo virtuale per il traffico dati è pari a 6,76 euro a GB; seguono la Grecia, con un costo medio di 4,87 euro a GB e il Belgio, con 4,67 euro a GB.

Nella parte bassa della classifica si posiziona anche la Germania, con costo virtuale pari a 2,06 euro a GB; fanno meglio, ma solo di poco, Svezia e Olanda, dove il rapporto è pari a 2 euro a GB.

A metà classifica si trovano Spagna, Danimarca e Gran Bretagna, paesi dove il costo virtuale del traffico dati incluso nella fascia tariffaria analizzata scende sotto la soglia dei 2 euro, con importi compresi fra 1,10 e 1,25 euro a GB.

Mutui: in Sicilia richiesta media e valore immobili in calo del 4% nel primo semestre nonostante i tassi in discesa

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia

In Sicilia, nel primo semestre 2019, è calato l’importo medio richiesto agli istituti di credito per un muto casa e il valore medio degli immobili che si è cercato di acquistare. Sono questi i dati emersi dell’osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it che, analizzando un campione di circa 4.500 domande di finanziamento*, ha scoperto come nel corso del primo semestre dell’anno l’importo medio chiesto alle banche dagli aspiranti mutuatari siciliani sia diminuito del 4,1% rispetto al primo semestre 2018, stabilizzandosi a 106.629 euro.

L’andamento rilevato dal comparatore, si legge nell’analisi, è coerente con il calo del valore medio degli immobili che i siciliani hanno cercato di acquistare tramite mutuo, diminuito del 4,3% rispetto al primo semestre del 2018 e stabilizzatosi a 168.402 euro. Rimane invariato, quindi, il Loan To Value (LTV), vale a dire la percentuale di valore dell’immobile finanziata tramite il mutuo; nel primo semestre 2018 era pari a 68%, mentre nei primi sei mesi del 2019 si è assestata a 68,6%.

«Tra gli elementi che possono influire negativamente sulla richiesta di mutui per l’acquisto casa vi sono anche fattori di natura psicologica», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Periodi di generale instabilità economica o politica o, ancora, un senso di incertezza verso il futuro possono spingere i potenziali acquirenti ad adottare un atteggiamento più cauto nel momento in cui si chiede un finanziamento di lunga durata. Riteniamo però ci siano tutti gli elementi – a partire dai tassi estremamente bassi – affinché il mercato possa ripartire non appena ci saranno condizioni generali di maggiore serenità».

Il calo degli importi richiesti dagli aspiranti mutuatari siciliani non si è però tradotto in una riduzione della durata dei finanziamenti a cui si è puntato, che invece è rimasta invariata a 21 anni e 2 mesi. Sostanzialmente stabile, inoltre, anche l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo nel corso del primo semestre e che, all’atto della richiesta, era pari a 42 anni.

Guardando alla scelta del tasso emerge che gli aspiranti mutuatari siciliani hanno voluto approfittare degli indici estremamente bassi tanto che sempre più richiedenti si sono orientati verso un mutuo a tasso fisso; nel corso del primo semestre 2019 quasi 9 richieste su 10 tra quelle esaminate (87,3%) erano indicizzate a tasso fisso, valore in aumento di quasi 8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2018 (79,9%).

L’andamento provinciale

Analizzando le domande di mutuo a livello provinciale, emerge che gli importi medi più alti sono stati richiesti a Catania (113.917 euro), Palermo (109.119 euro) e Messina (109.031 euro); i più bassi a Siracusa (95.012 euro), Enna (95.962 euro) e Caltanissetta (96.243 euro). Guardando al valore LTV delle richieste di mutuo, invece, la forbice varia tra il 65,3% registrato a Siracusa e il 70,1% di Agrigento.

Dati interessanti emergono, inoltre, analizzando la scelta del tasso su base provinciale; quello fisso si conferma di gran lunga il preferito dalla maggioranza dei siciliani, ma non mancano le differenze significative a livello territoriale. A Enna e provincia, ad esempio, le richieste di mutuo a tasso fisso hanno toccato addirittura il 96% del totale, valore più alto registrato in tutta la regione; più di 9 domande su 10 erano indirizzate al fisso anche a Caltanissetta (90,7%) e Catania (90,5%). Trapani, invece, è stata la provincia siciliana con i valori più bassi; qui “solo” l’81% dei richiedenti ha cercato di ottenere un mutuo a tasso fisso.

L’andamento dei tassi: interessi ai minimi

Dal punto di vista dell’offerta di nuovi mutui, il primo semestre dell’anno è stato caratterizzato da un calo dei tassi di interesse, soprattutto quelli fissi. Determinante, da questo punto di vista, è stata la caduta dell’IRS, l’indice europeo che guida l’andamento dei tassi fissi; prendendo in esame l’IRS a 20 anni, da gennaio 2019 a giugno 2019 il suo valore è passato da 1,30% a 0,73%. Un calo che sembra non fermarsi tanto che, nel mese di agosto, l’IRS a 20 anni ha toccato il suo minimo storico (0,02%).

La diminuzione, nonostante sia stata in parte mitigata dall’aumento degli spread bancari applicati ai mutui, si è tradotta in una discesa dei tassi offerti alla clientela: secondo le simulazioni di Facile.it**, per un nuovo mutuo a tasso fisso (124.000 euro da restituire in 25 anni, LTV al 70%), i migliori Taeg disponibili online ad agosto variavano tra l’1,26% e l’1,91%, con una rata mensile compresa tra i 480 euro e i 520 euro; vale a dire circa 35 euro al mese in meno (420 euro in un anno) rispetto a gennaio 2019.

Anche sul fronte dell’offerta di nuovi mutui a tasso variabile, il primo semestre del 2019 è stato caratterizzato da un calo dell’indice di riferimento, l’Euribor, che è tornato a scendere dopo 3 anni di stabilità. A giugno 2019, l’Euribor a 1 mese ha toccato il -0,39%, per poi segnare un nuovo record storico ad agosto (-0,42%). Il calo, però, non ha intaccato significativamente il tasso finale offerto ai nuovi mutuatari, che è rimasto quindi estremamente basso e sostanzialmente stabile rispetto a gennaio 2019. Secondo le simulazioni di Facile.it**, per un nuovo mutuo a tasso variabile (124.000 euro da restituire in 25 anni e LTV al 70%), i migliori Taeg disponibili online ad agosto variavano tra lo 0,83% e l’1,28%, con una rata mensile compresa tra i 465 euro e i 500 euro.

* L’analisi è stata realizzata su un campione di circa 4.500 domande di mutuo presentate da richiedenti residenti in Sicilia tramite i portali Facile.it e Mutui.it dall’1 gennaio 2018 al 30 giugno 2018 e dall’1 gennaio 2019 al 30 giugno 2019

** Simulazione realizzata su Facile.it il 28 agosto 2019

RC auto: Trieste è la città del Friuli-Venezia Giulia dove la prima classe costa di più

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it*, a luglio 2019 la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo a quattro ruote in Friuli Venezia Giulia era pari a 399,52 euro (in calo del 5,49% rispetto a luglio 2018). Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 23% a seconda della città di residenza.

Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città del Friuli Venezia Giulia, è Trieste quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 222,23 euro, vale a dire il 23% in più rispetto a Udine, Pordenone e Gorizia dove, per assicurare un veicoli in prima classe, la tariffa più bassa è pari a 181,02 euro.

«Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 128.288 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 20 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

Rc auto: in Campania premi in calo del 6,8%, grandi differenze tra province

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it* la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo in Campania era pari a 968,61 euro, valore in calo del 6,78% rispetto a luglio 2018. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 52,3% a seconda della città di residenza.

Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4 unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città campane, Napoli è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 428,13 euro, vale a dire il 52,3% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Benevento (281,11 euro). Nel capoluogo di regione, tuttavia, a parità di profilo, il premio può cambiare se il conducente stipula un’assicurazione che prevede l’istallazione della scatola nera; in questo caso la miglior tariffa scende a 284,66 euro.

Alle spalle di Napoli si trova Avellino, dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 321,83 euro.

Al terzo posto si posiziona Caserta con il premio più basso disponibile pari a 314,65 euro; come per Napoli, anche in questa città l’offerta può variare se si istalla la scatola nera, con il prezzo che può abbassarsi fino a 283,00 euro.

Segue in classifica Salerno, dove la miglior tariffa dedicata ai conducenti in prima classe di merito è pari a 308,35 euro, mentre a Benevento, città più economica della Campania, il premio più basso è pari a 281,11 euro.

«Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 639.531 preventivi effettuati in Campania dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 1 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

RC auto: Rimini è la città dell’Emilia-Romagna dove la prima classe costa di più

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it* la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo in Emilia-Romagna era pari a 524,43 euro, valore in calo del -3,36% rispetto a luglio 2018. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 59,1% a seconda della città di residenza.

Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4 unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città della regione Rimini è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 307,38 euro, vale a dire il 59,1% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti di pari profilo residenti a Modena (193,23 euro).

Alle spalle di Rimini si trova Reggio Emilia, dove la migliore offerta disponibile per un guidatore in prima classe di merito che vuole assicurare la propria vettura è pari a 262,74 euro; segue Bologna, con una miglior tariffa pari a 246,00 euro, anche se nel capoluogo il miglior premio per un automobilista in prima classe può variare a seconda del CAP di residenza e, in alcuni casi, salire addirittura sino a 255 euro.

Al quarto e quinto posto si posizionano le città di Forlì e Cesana, dove la tariffa più bassa per i guidatori in prima classe di merito è pari, rispettivamente, a 231,88 euro e 219,05 euro. A poca distanza si trova Ferrara (216,15 euro), seguita a stretto giro da Parma (211,16 euro).

Tra le città più economiche dell’Emilia-Romagna per chi guida in prima classe di merito ci sono invece Ravenna, dove il premio più basso disponibile è pari a 204,85 euro, Piacenza, con una migliore offerta pari a 193,73 euro e Modena (193,23 euro).

«Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 639.328 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 7 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

RC auto: Pesaro è la città marchigiana dove la prima classe costa di più

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it* la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo nelle Marche era pari a 514,43 euro, in calo del 4,21% rispetto a luglio 2018. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 7% a seconda della città di residenza.

Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4 unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città marchigiane, Pesaro è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 245,19 euro, vale a dire il 7% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Urbino (229,91 euro).

Alle spalle di Pesaro si trova Fermo (242,66 euro), che batte per un soffio Macerata, dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 241,06 euro.

Anche se per pochissimo, al quarto posto si posiziona Ancona, dove la tariffa più bassa dedicata ad un conducente in prima classe è risultata pari a 240,70 euro, mentre ad Ascoli Piceno il miglior premio disponibile è pari a 238,85 euro.

Ultima in classifica è Urbino che, con un miglior premio pari a 229,91 euro è risultata essere la città marchigiana più economica per gli automobilisti in prima classe di merito.

«Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 197.401 preventivi effettuati nelle Marche dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 7 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

RC auto: Latina è la città laziale dove la prima classe costa di più

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it*, a luglio 2019 la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo nel Lazio era pari a 560,31 euro, valore in calo del 2,71% rispetto a luglio 2018. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 19,1% a seconda della città di residenza.

Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare, assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le città laziali, Latina è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 273,84 euro, vale a dire il 19,1% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Rieti e Viterbo (229,91 euro). Solo alcuni quartieri romani – Casal Bertone, Collatino, Roma 70 e l’Annunziatella – superano il prezzo disponibile a Latina e, in quelle aree della Capitale, la migliore offerta accessibile agli automobilisti con prima classe di merito è pari a 277,70 euro.

Anche se per pochissimo, alle spalle di Latina si trova Frosinone, dove la migliore offerta dedicata agli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 272,00 euro.

Al terzo posto si posiziona Roma; nel capoluogo, a parità di profilo, la tariffa può cambiare a seconda del CAP di residenza, variando da un minimo di 238,11 euro nel quartiere Tuscolano fino ai picchi di cui abbiamo detto prima. Rieti e Viterbo sono, con una migliore tariffa pari a 229,91 euro, sono risultate essere le due città laziali più economiche per chi guida in prima classe di merito.

«Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.552.992 preventivi effettuati in Lazio dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 1 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.