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Intervista: Matteo Fieno in mostra collettiva a Barletta e Savona

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

D: Il mese di Marzo si preannuncia intenso con due importanti esposizioni collettive, a Barletta e a Savona; come ti sei preparato per questi due appuntamenti?
R: Per la collettiva di Savona non sono ancora stato informato nel dettaglio in quanto gli organizzatori vogliono mantenere l’effetto sorpresa! So solamente che si terrà dal 23 al 29 Marzo a Palazzo Nervi, sede della Provincia di Savona, e sarà un’esplosione di colori. Mentre per l’esposizione di Barletta, che avrà luogo presso la Galleria ZeroUno dal 13 al 27 Marzo non mi è stato assolutamente difficile prepararmi in quanto mi sento in perfetta sintonia con il tema e titolo dell’evento “Non sogni”. Infatti il primo obiettivo del mio lavoro è creare dei personaggi che offrano degli spunti a tutte quelle persone che sentono un desiderio di fanciullezza: in ogni personaggio c’è un qualcosa di volutamente celato che offre un assist all’individuo per dare spazio alla propria interpretazione e dare forma ai propri SOGNI.

D: Ci racconti che tipologia di mostre sono; quali altri artisti avrai accanto a te? Quali organizzazioni le gestiscono?
R: La mostra di Barletta si intitola “Non Sogni” ed è una collettiva incentrata sul binomio “Arte e Cinema”, in particolare sulla pellicola di animazione “Sing”. L’esibizione è a cura della dottoressa Anna Soricaro ed è patrocinata dalla Fondazione De Nittis. Gli altri artisti che espongono sono Assunta Cassa, Alberto Capparoni e Salvo Privitera. La collettiva di Savona curata da Luigi Cerruti si intitola “Colorfull” ed è patrocinata della Provincia di Savona.

D: Con quali criteri di scelta hai individuato le opere da portare nelle due mostre? Quali sono le loro caratteristiche salienti e i tratti distintivi?
R: I lavori esibiti a Barletta sono stati scelti dalla dottoressa Anna Soricaro, da parte mia c’è stato grande apprezzamento per le sue scelte. Le opere si distinguono per una chiara componente cinematografica in quanto i miei personaggi femminili evocano un’atmosfera e raccontano un “background”. Per Savona sto ancora facendo uno studio approfondito sui lavori che più si identificano con il tema del colore. Nei prossimi giorni mi consulterò con l’organizzatore.

Positivi apprezzamenti per l’artista Matteo Fieno in mostra a Napoli

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Matteo Fieno ha recentemente esposto a Napoli, ottenendo positivi riscontri per l’interessante lavoro di ricerca creativa, a cui si sta dedicando con profonda motivazione. Ha preso parte all’esposizione collettiva denominata in modo molto evocativo “Animus et Anima” che si è svolta dal 23 febbraio al 6 marzo, presso lo storico complesso di San Severo al Pendino, nella centralissima via Duomo. L’importante rassegna rientra all’interno di un corposo programma artistico culturale pianificato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, della Regione Basilicata, del Comune di Matera e della Fondazione Matera 2019.

La pittura di Fieno si può interpretare attraverso un percorso, che partendo dall’anima e dal suo moto vibrante si dipana e si articola, toccando la sfera dei sentimenti intimi, ma anche la componente fantasiosa del sogno, quella magica dimensione onirica che tutti noi viviamo nel tripudio percettivo e sensoriale più libero, affrancato e disinibito. Ecco perché, il suo tracciato pittorico si è congiunto perfettamente con il motore trainante di questa mostra, che ha evidenziato e posto in primo piano il fattore psichico e psicologico, facendo leva su un comune denominatore di scandaglio analitico e partendo da un’autorevole affermazione del grande maestro Carl Gustav Jung, secondo il quale “ogni uomo ha in sé una donna e ogni donna ha in sé un uomo”.

La magica visionarietà realistica di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Graziano Ciacchini ha un’impronta artistica sincera e spontanea. Fa ciò che sente dentro e lo fa a cuore aperto, riesce a descriverci immagini e paesaggi con colori intinti nell’anima che infondono nello spettatore una magica visionarietà realistica. Il suo linguaggio sgorga direttamente da un inconscio puro, come quello di un bambino capace di restare incantato e ammaliato dalle bellezze del mondo circostante. Il fanciullino evocato simbolicamente dall’esimio Maestro Giovanni Pascoli gli appartiene e si manifesta con garbata eleganza poetica. La dottoressa Elena Gollini commentando ed elogiando le caratteristiche distintive della sua ricercata pittura afferma “L’arte di Graziano è dotata di una forza comunicativa immensa e trainante. Si rivolge alle profonde radici della cultura e della tradizione figurativa e al contempo attinge da un articolato comparto fantastico. Nella sua pittura è racchiusa la nostra infanzia ma anche l’infanzia del mondo, che si ergono a vessillo di una dimensione fiabesca. Graziano non è semplicemente un pittore talentuoso e di buon gusto estetico. È un incantatore di anime sognanti, un catalizzatore di sentimenti autentici“. E ancora prosegue sottolineando: “Nella semplicità aggraziata e garbata delle suo composizioni, delle figurazioni e dei soggetti che rappresenta con grande perizia, custodisce una recondita utopia, quella di fare rivivere e rinascere in chi le osserva tutti gli incanti dei ricordi e delle memorie, che ciascuno si porta dentro dalle nostre età favolistiche, per farci ritornare in quella dimensione così unica e speciale“.

 

Intervista: l’artista Graziano Ciacchini parla del Tuscania Art Festival

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Il 26 e il 27 Maggio 2018, l’artista Graziano Ciacchini è stato uno dei protagonisti dello storico Tuscania Art Festival, evento di importante valenza, tenutosi a Peccioli, nella splendida cornice delle colline di Pisa. Di seguito l’intervista realizzata in occasione della sua partecipazione all’interno della sezione artistica del festival.

D: Di recente hai partecipato al rinomato Tuscania Art Festival, è stata un’esperienza positiva?
R: Direi molto positiva, sia per il contesto urbano e per la qualità delle esposizioni, sia per la possibilità di partecipare direttamente ad una esperienza fatta di tanti apporti artistici anche molto diversi tra loro. Queste manifestazioni fanno uscire il gesto artistico da contesti più specifici per portarlo in mezzo alle persone, le quali ripagano con la nutrita presenza e con la partecipazione attenta.

D: Come è nata l’occasione di questa tua partecipazione?
R: Lo scorso anno sono andato da spettatore, perché esponevano alcuni amici. Ho scoperto allora che c’era una richiesta da fare ed una selezione da superare. Ho inviato il materiale nel mese di marzo e sono stato selezionato per l’edizione 2018. Con grande gioia da parte mia, aggiungerei.

D: Quali opere hai esposto e in che contesto?
R: Ogni artista selezionato aveva uno spazio definito da sfruttare al meglio. Ho allora pensato di dare spazio ai miei azzurri. Tra le opere esposte mi piace ricordare “La casa della fata” e “Fly”.

D: Come consideri la simbolica sinergia tra arte e musica del Tuscania Art Festival?
R: Considero la sinergia e la contaminazione tra diverse forme espressive qualcosa di assolutamente vincente, sia dal punto di vista della qualità sia dal punto di vista emotivo; punto di vista, quest’ultimo che si legge in modo decisamente chiaro sui volti del pubblico che dimostra di apprezzare una lettura a più voci della creazione artistica.

Arles e Figueres: Salvo Nugnes porta Spoleto Arte a casa di Dalì e Van Gogh

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Spoleto Arte porta più di cento artisti e duecento opere ad Arles e Figueres, per due mostre internazionali. Salvo Nugnes, manager della cultura e agente di noti personaggi, ha scelto questi luoghi profondamente simbolici per le esposizioni di “Spoleto Arte incontra Dalì e Van Gogh”, con l’obiettivo di rendere omaggio agli illustri Salvador Dalì e Vincent Van Gogh, colonne portanti per la storia dell’arte del secolo breve. Le due mostre collettive raccoglieranno l’esperienza di artisti contemporanei, rendendo ancora più significative le esperienze emozionali dei visitatori.

Tutto è pronto alla Placa Gala Salvador Dalì, attigua al Museo Dalì, a Figueres in Spagna, per l’apertura di giovedì 28 aprile. Il giorno seguente, la prestigiosa sede espositiva dell’Hotel Saint Trophime, ad Arles in Francia, ospiterà il vernissage accompagnato da tanti ospiti. Entrambi gli eventi sono attesi con grande trepidazione e sono sottolineati da una forte risonanza a livello mediatico.

Marco Appicciafuoco, Corrado Avanzi, Patrizia Biagini, Liana Bolaffio, Mariangela Bombardieri, Paola Bradamante, Federica Paola Bucalo, Pietro Burzi, Valentino Camiletti, Franco Carletti, Antonella Carraro, Alessia Casellato, Mauro Cesarini, Lorenzo Chinnici, Emanuela Corbellini, Renato Cortesi, Natalia De Paolis, Gianni Depaoli, Gabriella Di Natale, Angelica Flores, Daniele Fratini, Giacomo Frigo, Martina Garofali, Alfonso Mangone, Grazia Massa, Barbara Melcarne, Susanna Nagy, Luciana Palmerini, Damisela Pastors Lugo, Silvano Persoglia, Rudik Petrosyan, Luca Pinelli, Valentina Roma e Valerio Forcellino, Caterina Ruggeri, Federico Tamburri, Alessandro Testa, Luciano Tonello, Michele Toniatti, Emel Vardar, Joseph Virgone, Rita Vitaloni, Fiamma Zagara, Massimo Zavoli e altri ancora, fanno parte della speciale selezione di artisti che, tramite le loro creazioni, daranno mostra di forme espressive eterogenee. Il loro nome e le loro opere saranno simbolicamente abbinate alle forme espressive dei due famosi maestri.

Spoleto Arte prosegue nella sua mission di creazione di legami e sinergie speciali con un territorio sempre più ampio e con le istituzioni europee, per continuare a diffondere e a promuovere l’arte e la cultura, mettendole a disposizione di un ampio pubblico.

Amanda Lear con Sgarbi in esposizione al Museo Crocetti di Roma

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Grande attesa, per la mostra “Visioni”, curata da Vittorio Sgarbi, che vedrà protagonista la carismatica Amanda Lear con le sue originali creazioni pittoriche. La mostra è ospitata nel prestigioso Museo Venanzo Crocetti a Roma, in via Cassia 492. L’evento, organizzato da Salvo Nugnes, manager della cultura e agente di noti personaggi, si terrà dal 15 al 31 ottobre 2016. Il vernissage inaugurale, si svolgerà in data sabato 15 ottobre alle ore 18.00.

L’organizzatore Salvo Nugnes, spiega: “l’iniziativa di portata cosmopolita, che sta già riscuotendo grande risonanza, raduna un circuito selezionato di artisti contemporanei di talento, che espongono accanto alla poliedrica Amanda Lear. Si potranno visionare una grande varietà di opere pittoriche, realizzate da Amanda in un ampio arco temporale e allestite in stile antologico, che sono accomunate dalla vivace vena creativa e dal versatile spirito d’inventiva. Amanda, con la sua brillante indole camaleontica, ama sperimentare e ricercare sempre nuove soluzioni espressive. I quadri rispecchiano la sua energia inesauribile, la sua frizzante vitalità, la passione per la vita e per le emozioni intense'”.

Nel parlare della sua ispirazione artistica, la Lear ha evidenziato: “il mio approccio al mondo dell’arte, è avvenuto fin da bambina, perché volevo sempre dipingere. Per me, la pittura è come un bisogno incalzante, una necessità. Io torno a casa, mi metto tranquilla con i miei gatti a dipingere ed è una cosa che mi fa stare veramente bene. Guardi un quadro e questo ti apre un’po’ la mente. Io penso, che l’opera d’arte deve fare qualcosa, provocare un’emozione, un sentimento. Dire semplicemente -ah è bella- non è abbastanza, non è importante. Bisogna stimolare e dare qualcosa alla gente”.

“Spoleto Arte incontra Venezia”: grande successo per la mostra curata da Vittorio Sgarbi

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Si riconferma il successo per l’edizione 2016 della grande mostra di “Spoleto Arte incontra Venezia”, curata dall’autorevole critico Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager della cultura Salvo Nugnes. L’esposizione, è stata allestita all’interno del secolare palazzo Giustinian Faccanon, in zona Rialto, nel cuore di Venezia ed è conosciuto come la prima sede storica ufficiale del famoso giornale “il Gazzetino”, nonché come il luogo di nascita del famoso Casanova. Il vernissage inaugurale, che ha ottenuto forte risonanza, si è svolto in data sabato 8 Ottobre, in presenza importanti e di personalità e rappresentanze istituzionali tra cui Luigino Rossi, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, Alviero Martini noto stilista e designer creativo, Cesare Ragazzi dell’omonima azienda che si occupa di capelli e numerosi esponenti politici di spicco. La mostra resterà in loco fino al 7 Novembre 2016 ed è visitabile con ingresso libero.
Sono presenti una serie di opere, appartenenti ad un selezionato gruppo di talentuosi artisti contemporanei, con stili e generi espressivi diversi, all’insegna della libera creatività e dell’ispirazione cosmopolita. La mostra di punta è dedicata a una serie di cimeli, che rientrano nella pregiata collezione privata di Ilario Tamassia, che da appassionato estimatore della Divina del Bel Canto è diventato il principale collezionista a livello mondiale. Questi cimeli, particolarmente apprezzati in Italia e all’Estero, vogliono rendere onore e mantenere viva la memoria di una donna artista davvero speciale e con una voce unica, inconfondibile, inimitabile.

“Spoleto Arte incontra Venezia” di Sgarbi. Parla il collezionista della Callas Tamassia

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

1) Signor Tamassia, come nasce questa importante occasione espositiva nella prestigiosa mostra veneziana, curata da Vittorio Sgarbi?

Questa mostra prosegue il percorso dedicato alla Callas, iniziato con la mostra di Spoleto Arte grazie al manager Salvo Nugnes. Sgarbi, a Spoleto è rimasto colpito, che ha tenuto che l’esposizione venisse fatta anche a Venezia, città simbolo per la Callas, dove si è esibita in varie occasioni ed è stata tanto acclamata e apprezzata.

2) Quando ha iniziato questa pregiata raccolta di cimeli della divina del bel canto?

Io mi definisco un geloso custode di questa raccolta e che la Callas mi ha chiamato a questo incarico, che considero come una vera vocazione esistenziale. Tutto inizia dopo aver fatto un sogno molto particolare, che ricordo nella mente come se ancora stessi vivendo quel momento: era il 6 dicembre del 1983. Premetto, che ho sempre avuto stima e ammirazione verso di lei, ma non l’ho mai conosciuta di persona. Nel sogno vedo la Callas dentro il mio showroom di antiquariato, con indosso perle e gioielli pregiati, che mi stringe la mano con intensità. Mi sveglio e vedo che sono le 6 del mattino. Mi sentivo come fuori dal mondo, in una dimensione ovattata e mi sembrava che il sogno proseguisse, sentendo ancora tutto il suo calore e la sua energia. Alle 6.40 sento trillare il telefono. Mi stupisco, visto l’orario strano e rispondo titubante. Una voce maschile mi dice “Buongiorno, mi scusi se la chiamo a quest’ora. Sono Renzo di Sirmione e sento che lei ha bisogno di me. Ho materiale, scatole e cartoni, con dentro carte e documenti appartenuti alla Callas”. Questo Renzo era un amico di Enza Brutti, ex cameriera e divenuta erede del patrimonio di Meneghini, ex marito della Callas. Attraverso lui riesco ad una avere un contatto diretto con questa donna, che era rimasta fuori dal giro del gossip e della risonanza mediatica. Fisso un appuntamento il pomeriggio stesso per andare a casa sua. Da lì ho iniziato a comprare da lei man mano quanto era in suo possesso e ho acquisito un archivio completo anche di lettere e corrispondenza privata della Callas, così come i giornali, che lei aveva sottolineato con dentro gli articoli dei suoi spettacoli. Meneghini era entrato in possesso di tanti beni dopo la morte della Callas, che su consiglio dell’avvocato Trabucchi di Verona a suo tempo aveva scritto le sue volontà di lascito ereditario dentro una rubrica personale. Nel tempo sono entrato molto in confidenza con la Brutti, che portava gioielli preziosi e tra questi una fede, che quando si tolse per mostrarmela vidi che all’interno recava l’incisione “Maria e Battista”. Non le chiesi nulla, capendo subito che si trattava della fede nunziale della Callas. La Brutti, ebbe una relazione con Meneghini ed essendo una donna con indole materialista, non penso mai di cedere la racconta dei cimeli per aprire un museo a Sirmione, perdendo l’opportunità di fare un gesto magnanimo e anche di essere ricordata come benefattrice.

3) Qual è stato il primo cimelio, che ha recuperato e dove? Quali sono i contesti dove ha trovato i pezzi più originali e inediti?

Nel 1986, sempre il 6 dicembre, il pomeriggio stesso, dopo il sogno, comprai dalla Brutti una quadro di una chiesa di Sirmione, dove la Callas di solito andava a pregare. La maggior parte dei pezzi li ho recuperati in Italia, qualcuno anche all’estero.

4) Come si svolge il lavoro di catalogazione dei vari pezzi? C’è qualcuno, che la supporta nella gestione dell’archivio?

La catalogazione richiede un lavoro certosino e meticoloso. Mi supporta un collaboratore, il dottor Marco Galletti, che è una persona di mia fiducia. Con passione e professionalità si occupa di gestire l’archivio e porta avanti insieme a me questa raccolta.

5) Come è strutturato l’archivio? Attualmente, di quanti pezzi è composto?

Siamo arrivati ad oltre 4000 pezzi, tutti ben catalogati e archiviati.

6) Ci sono dei cimeli, che richiedono una specifica cura nella conservazione e una particolare manutenzione periodica?

Ogni cimelio richiede cura e attenzione, per essere conservato al meglio. Il lavoro e l’impegno sono costanti.

7) Quali sono i suoi cimeli preferiti e perché?

Sono molto legato al quadretto di Cignaroli del 1700. E’ un cofanetto in dimensioni di 20×15, che rappresenta la sacra famiglia e a cui la Callas teneva in modo assoluto. Lo portava sempre con se’ ovunque e senza averlo non cantava da nessuna parte. E’ un quadretto votivo, dietro al quale la Callas ha scritto “Grazie buon Dio”. Al suo interno son contenuti sei immagini sacre in forma di santino.

8) C’è un aneddoto particolare, collegato alla vita della Callas, che l’ha più colpita e che si lega ad uno di questi cimeli?

Il quadretto del Cignaroli ha una valenza davvero profonda. Io lo considero il cuore della Callas. È stata capace di fare tornare indietro un collaboratore a prenderlo, quando durante una tournée se lo scordo a casa. Altrimenti non si sarebbe mai esibita.

9) Avete in previsione di aumentare il numero dei cimeli? Ci sono dei pezzi sul mercato, che le interessano maggiormente? C’è un pezzo speciale, che ha perso e che rimpiange di non aver preso?

Se capitano le situazioni giuste, mi farebbe piacere accrescere la collezione. Sono convinta che più pezzi ha più può risultare facile trovare chi la accolga e la ospiti, da poter mostrare al mondo. La Grecia sarebbe molto interessata, ma non ha i mezzi per gestirla. Ci vorrebbe un pigmalione, un mecenate disposto però non a tenerla per se’, ma con l’intento di donarla alla comunità internazionale e metterla a disposizione di tutti. Sono molto compiaciuto e soddisfatto dei pezzi che ho recuperato fino ad oggi e non rimpiango di averne perduti.

10) Una curiosità: sarebbe disposto a vendere una parte della collezione?

Più che venderla, la mia spirazione sarebbe di donarla e lasciarla in custodia ad un museo o ad un ente, che possa occuparsene e mostrarla a tutti. In passato, ho donato un busto in bronzo della Callas al comune di Sirmione. Io ho 75 anni, ho adottato un figlio proveniente dallo Sri Lanka e mi piacerebbe che la mia raccolta fosse un bene collettivo e condivisibile, per celebrare degnamente la Callas, che sul palco con la sua voce meravigliosa incantava le platee mondiali e metteva il suo canto a disposizione di tutti. Mi sento un filantropo e seguo gli insegnamenti di Madre Teresa di Calcutta, esempio per antonomasia di generosità e altruismo.

11) Ha mai conosciuto la Callas dal vivo? Quali personaggi, che le sono stati accanto, ha avuto modo di incontrare e cosa le hanno trasmesso questi incontri?

Come dicevo, la Callas non l’ho mai potuta conoscere di persona. Ho invece, incontrato vari giornalisti che hanno scritto importanti articoli su di lei e l’hanno conosciuta, come Renzo Allegri, così come la sorella dell’ex marito, Pia Meneghini, che si è dimostrata molto affabile ed era felice e ammirata dal mio lavoro di raccolta e da come dimostravo rispetto e considerazione verso il lavoro della Callas. Inoltre, ho conosciuto Bruno Tosi, scomparso da poco e considerato grande collezionista della Callas, che ho stimolato io ad iniziare nella raccolta, anche se lui ha sempre avuto più una finalità di lucro e di guadagno personale.

12) Una sua riflessione sulla Callas, come donna, artista e icona senza tempo; perché la sua storia, è rimasta ancora non del tutto svelata e avvolta da una cornice di enigmatica allure?

La Callas ha dimostrato un amore enorme per il suo lavoro, che ha svolto con instancabile tenacia. Aveva il pregio di saper stare sempre a testa alta, anche con le persone più in vista a livello mondiale. Donna di grande spessore ed eleganza, ma anche tanto fragile, ha saputo donare con tutta se stessa il suo talento innato, come fanno tutti i grandi, con passione e umiltà. Ha sempre portato con se’ il desiderio della famiglia e dell’amore e ha creduto all’amore verso Onassis, che per certi versi le ha tolto un’po’ il peso del lavoro, ma l’ha usata come oggetto, per essere introdotto e farsi strada nel jet set dei migliori salotto mondiali dell’epoca. La Callas ha sofferto davvero per amore di Onassis. La sua anima sale nell’amore, perché l’amore è sofferenza. Ecco perché resta eterna come icona senza tempo. Il mio percorso di geloso custode, è come se fosse sempre all’inizio e adesso sono rimasto l’unico importante collezionista al mondo. Concludo, ricordando una sua frase rimasta emblematica, pronunciata a Roma, durante una colazione “La morte non esiste. Esiste solo la vita. Io non morirò mai”.

Spoleto Arte incontra Venezia: omaggio a Maria Callas nella mostra curata da Sgarbi

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Nel cuore di Venezia, sta per aprire i battenti la prestigiosa mostra di “Spoleto Arte incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager della cultura Salvo Nugnes. L’esposizione, sarà allestita dall’8 ottobre al 7 novembre 2016, presso il secolare palazzo Giustinian Faccanon, situato in zona rialto e conosciuto anche come la prima sede storica del quotidiano “il gazzettino”. Al suo interno, sarà possibile ammirare una serie di pregiati cimeli da collezione, appartenenti all’archivio privato del modenese Ilario Tamassia, appassionato estimatore della divina del bel canto, che negli anni li ha raccolti e custoditi, con amorevole cura e dedizione.

L’organizzatore Salvo Nugnes, nel commentare l’interessante iniziativa, evidenzia “già in occasione della mostra di -Spoleto Arte- abbiamo riscosso ottimo consensi d’apprezzamento da parte dei visitatori e forte risonanza mediatica, per questa mostra eccezionale, che rende omaggio alla mitica soprano Maria Callas. A Venezia, c’è già grande aspettativa e curiosità. Lo straordinario talento e la carismatica personalità della Callas, hanno conquistato il mondo intero e il suo ricordo resta indelebile. La sua voce unica, inconfondibile e inimitabile, suscita un’emozione speciale. Attraverso gli originali e inediti cimeli, vogliamo celebrarne e mantenerne viva la memoria. Ci rivolgiamo anche al pubblico dei più giovani, proprio perché anche le nuove generazioni devono essere stimolate a coltivarne il ricordo e a renderle onore nel tempo”.

E aggiunge, rimarcando “a Ilario Tamassia va il merito di aver creato una collezione davvero speciale, che ci permette di conoscere e scoprire qualche “tassello” in più della vita della Callas e delle vicende, che hanno intrecciato il percorso privato con quello artistico e professionale e che rimangono ancora avvolte da una cornice di fascino intrigante e misterioso”.

Amanda Lear con Vittorio Sgarbi in mostra al Museo Crocetti di Roma

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Grande attesa, per la mostra “visioni”, curata da Vittorio Sgarbi, che vedrà protagonista la carismatica Amanda Lear con le sue originali creazioni pittoriche, allestite all’interno dell’esposizione internazionale di “Roma Calling”. La sede istituzionale ospitante, è il prestigioso Museo Venanzo Crocetti a Roma, in via Cassia 492. L’evento, organizzato da Salvo Nugnes, manager della cultura e agente di noti personaggi, si terrà dal 15 al 31 ottobre 2016. Il vernissage inaugurale, si svolgerà in data sabato 15 ottobre alle ore 18.00.

L’organizzatore Salvo Nugnes, spiega: “l’iniziativa di portata cosmopolita, che sta già riscuotendo grande risonanza, raduna un circuito selezionato di artisti contemporanei di talento, che espongono accanto alla poliedrica Amanda Lear. Si potranno visionare un’eterogenea serie di opere pittoriche, realizzate da Amanda in un ampio arco temporale e allestite in stile antologico, che sono accomunate dalla vivace vena creativa e dal versatile spirito d’inventiva. Amanda, con la sua brillante indole camaleontica, ama sperimentare e ricercare sempre nuove soluzioni espressive. I quadri rispecchiano la sua energia inesauribile, la sua frizzante vitalità, la passione per la vita e per le emozioni intense'”.

Nel parlare della sua ispirazione artistica, la Lear ha evidenziato: “il mio approccio al mondo dell’arte, è avvenuto fin da bambina, perché volevo sempre dipingere. Per me, la pittura è come un bisogno incalzante, una necessità. Io torno a casa, mi metto tranquilla con i miei gatti a dipingere ed è una cosa che mi fa stare veramente bene. Guardi un quadro e questo ti apre un’po’ la mente. Io penso, che l’opera d’arte deve fare qualcosa, provocare un’emozione, un sentimento. Dire semplicemente -ah è bella- non è abbastanza, non è importante. Bisogna stimolare e dare qualcosa alla gente”.