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Mediterranean Dialogues, l’intervento di Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

Claudio Descalzi è intervenuto alla Mediterranean Dialogues, la conferenza dedicata ad una delle aree più rilevanti e delicate per la stabilità globale: si tratta della quinta edizione della manifestazione voluta dal Ministero degli Affari Esteri e dall’ISPI che anche quest’anno ha dedicato un focus al settore energetico e ai relativi rapporti tra i Paesi dell’area.

Claudio Descalzi, AD Eni

Conferenza Mediterranean Dialogues, Claudio Descalzi: “Ambiente una priorità per Eni”

Si è tenuta a Roma dal 5 al 7 dicembre scorso la quinta edizione della Conferenza Rome MED – Mediterranean Dialogues, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’ISPI: 3 giornate di incontri dedicati alla geopolitica e all’economia dell’area mediterranea alle quali hanno partecipato oltre 40 leader tra Presidenti, Primi Ministri e Ministri e circa 1.000 tra imprenditori, accademici ed esponenti delle maggiori organizzazioni internazionali. Una delle tematiche affrontate dalla manifestazione, inaugurata dal Ministro degli Esteri Luigi di Maio e conclusa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha riguardato i nuovi scenari energetici, un argomento centrale nei rapporti tra i Paesi mediterranei e che non può prescindere dalle ripercussioni ambientali provocate dal settore. Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, è intervenuto durante i Dialogues esponendo i progetti del Gruppo: “L’ambiente è chiaramente una delle principali priorità per l’Eni, perché da qui a 15-20 anni non saremo la stessa società mentre sta cambiando tutta la catena produttiva. Stiamo lavorando non solo sulle rinnovabili ma anche sull’economia circolare, tutti i processi industriali stanno cambiando e stiamo investendo molto”. Secondo l’AD, le multinazionali del settore energetico hanno la responsabilità e i mezzi per essere portatori di un cambiamento radicale, che dovrà avvenire per tutta la filiera produttiva: “Quello che faremo non è solo sulle nostre emissioni di CO2, bisogna anche intervenire su quelle prodotte dai propri clienti e dobbiamo cambiare i nostri prodotti finali, in un modo tale che anche i consumatori finali finiscano per ridurre le emissioni”. Tuttavia nello scenario attuale esiste un tema ancora poco sottolineato ma che riveste un’importanza fondamentale, soprattutto nell’area africana, con la quale il Gruppo vanta rapporti già dagli anni ’60 del secolo scorso: la scarsità delle risorse, in particolare dell’acqua. “Non siamo sufficientemente pronti: molti paesi in Nord Africa sono sotto stress. Una prima soluzione – ha dichiarato Claudio Descalzi durante il suo intervento – è trattare l’acqua sprecata. Un’altra grande questione è la desalinizzazione, ma questo significa usare un sacco di energia e non si può bruciare gas o carburanti. Bisogna aumentare l’uso di rinnovabili. Quindi investimenti in rinnovabili e investimenti su riciclaggio dell’acqua”.

Claudio Descalzi, una carriera in Eni

Nato a Milano nel 1955, Claudio Descalzi si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano: la sua carriera comincia subito in Eni, dove nel 1981 entra come Ingegnere di giacimento. In meno di dieci anni ricopre il ruolo di Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo: è del 1990 la nomina a Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Continua la sua esperienza estera grazie al ruolo di Managing Director della consociata Eni in Congo, poi di Vice Chairman & Managing Director di Naoc in Nigeria: forte delle competenze acquisite, dal 2000 al 2001 ricopre prima la carica di Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, mentre dal 2002 al 2005 opera in qualità di Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente, ricoprendo inoltre il ruolo di Consigliere di Amministrazione di diverse consociate Eni dell’area. Nel 2005 è Vice Direttore Generale della Exploration & Production, la Divisione Eni che dal 2008 lo vedrà poi come Chief Operating Officer, ruolo al quale si aggiunge la carica di Presidente Eni Uk. Dopo oltre trent’anni in Eni, il 2014 è l’anno della nomina ad Amministratore Delegato del Gruppo, ruolo che verrà poi riconfermato nel 2017.

Claudio Descalzi: Eni, collaborazione in Africa con Coldiretti e Bonifiche Ferraresi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

Eni, Coldiretti e Bonifiche Ferraresi lanciano il “Progetto Africa“: l’AD Claudio Descalzi sottolinea il valore dell’iniziativa e parla dell’impegno del Gruppo nei Paesi in cui opera.

Claudio Descalzi, Eni collabora all'iniziativa green progetto Africa

Claudio Descalzi: Eni insieme a Coldiretti e Bonifiche Ferraresi nel “Progetto Africa”

Onorati di far parte di questo progetto. Così l’AD Claudio Descalzi lo scorso 12 ottobre ha commentato l’accordo sottoscritto dal Gruppo insieme a Bonifiche Ferraresi e a Coldiretti. L’intesa impegna le tre realtà a collaborare per promuovere in Africa, attraverso lo sviluppo di progetti mirati, una crescita economica sostenibile e l’agricoltura a ridotto impatto ambientale. Si comincia con il Progetto Ghana: insieme al governo locale, Eni ha da tempo avviato iniziative per creare uno sviluppo duraturo in aree particolarmente depresse. Nello specifico sarà realizzato un centro di formazione per lo sviluppo agricolo: inoltre si lavorerà per dare vita a nuove imprese dove far lavorare i giovani dopo gli studi. L’ottica è creare un tessuto di imprese legate alle attività agricole. Se si generano nuove opportunità di formazione e lavoro, si creano le basi affinché le comunità locali possano sfruttare le potenzialità del territorio e migliorare le proprie condizioni di vita, mitigando conseguentemente anche i fenomeni migratori. Il progetto prevede l’assegnazione di un’indennità giornaliera agli studenti per l’intero periodo di studi con obbligo di frequenza. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi punta inoltre a estendere tale iniziativa anche in altre regioni del Ghana e nei Paesi dell’Africa sub-sahariana in cui è presente.

Claudio Descalzi: la mission green di Eni

Parlando del valore dell’iniziativa, l’AD di Eni Claudio Descalzi ha sottolineato come il modello di cooperazione definito nell’accordo, fondendo efficacemente competenze e tecnologia, risponda a due esigenze “imprescindibili per il nostro tempo”. Da un lato “la necessità di contribuire in modo sostenibile allo sviluppo sociale ed economico delle comunità locali dei Paesi in via di sviluppo”. Dall’altro punta a promuovere “un modello di produzione di energia sempre più sostenibile e improntato alla decarbonizzazione”. Non a caso anche recentemente, in occasione della settimana del clima di New York e dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, l’AD Claudio Descalzi ha parlato del costante impegno del Gruppo sul fronte della sostenibilità. La lotta al cambiamento climatico si coniuga con le necessità di garantire l’accesso universale a un’energia pulita, di favorirne consumo e produzione responsabili, di promuovere innovazione e ridurre disparità. Per farlo Eni punta su competenze e tecnologie e sulla creazione di partnership come quella sottoscritta con Coldiretti e Bonifiche Ferraresi: fattori chiave per massimizzare la creazione di un valore duraturo, che va oltre le logiche di profitto di breve termine e che consente di crescere insieme ai Paesi e alle realtà con cui collaborano.

Digital transformation: se ne occupa Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni

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“CallForGrowth” è un’importante iniziativa di Eni per fare emergere nuove idee nel campo dell’innovazione e della digitalizzazione. Luigino Lusuriello, alla guida della digital transformation del Gruppo, ha dichiarato: “Vogliamo innovare insieme”.

Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello commenta i progetti di Eni per valorizzare nuove idee nel campo dell’innovazione

“Sogniamo una stazione di servizio aperta 24 ore su 24, ma fatta a misura d’uomo, che semplifichi la vita di ogni giorno e che sia sostenibile. Cerchiamo soluzioni innovative che possano migliorare la sicurezza e la salute della persona, facendo crescere la qualità della vita sul luogo di lavoro”: sono le parole di Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni. Attraverso “CallForGrowth”, il Gruppo punta a fare emergere nuove idee per valorizzare i servizi all’interno delle aree di rifornimento carburanti, anche nell’ottica di un miglioramento generale della salute e della sicurezza delle persone Eni. La “call for idea” è stata organizzata da Eni in partnership con la piattaforma di open innovation growITup. Si è trattato di un progetto importante per individuare e valutare le startup all’avanguardia sul tema della digitalizzazione in specifiche aree. “Vogliamo cambiare i nostri manuali operativi rendendoli più smart, più digital”, ha dichiarato Luigino Lusuriello. “Vogliamo innovare insieme”. Da tempo la digital transformation di Eni ha portato all’avvio di collaborazioni con soggetti tecnologicamente avanzati, rapidi nei processi operativi e in grado di portare nuove competenze: è tramite queste iniziative che si trovano nuovi talenti per sostenere il processo di cambiamento in azienda.

Luigino Lusuriello: il ritratto professionale

Luigino Lusuriello è attualmente Chief Digital Officer di Eni, incarico ricoperto dal 18 settembre 2018. Tale ruolo lo pone alla guida della trasformazione digitale del Gruppo. Laureato in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova, entra successivamente in Agip S.p.A. che gli affida l’incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. La svolta internazionale della sua carriera avviene nel 2004: prima è Managing Director di Eni Congo, poi, dal 2007 al 2009, svolge il medesimo ruolo per Eni UK. Luigino Lusuriello completa la sua formazione prendendo parte al corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme”, presso la Said Business School University of Oxford. Rientrato in Italia si occupa del coordinamento gestionale in Kazakhstan – Karachaganak in qualità di Vice President. Nel 2011, prima di ricevere l’attuale incarico, è Senior Vice Presidente Programma Iraq. Dal 2013 al 2018 è Executive Vice President Operations di Eni.

Roberto Casula: la carriera dell’ingegnere tra Eni e Agip

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Ai vertici di Eni S.p.A. con l’incarico di Chief Development, Operations & Technology Officer, Roberto Casula ha alle spalle oltre 30 anni di esperienza nel campo dell’estrazione di idrocarburi.

Roberto Casula

Roberta Casula, dagli studi universitari ad Agip

Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula si laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988, titolo che consegue presso l’Università degli Sudi della città. Prima di affacciarsi nel mondo del lavoro, consegue l’abilitazione alla professione di ingegnere. Tale qualifica gli consente di entrare in Agip S.p.A. con l’incarico di Ingegnere di Giacimento. Inizialmente attivo nelle prove di produzione e acquisizione di dati sui pozzi, nel 1991 si sposta presso Beicip – Franlab, in Francia, per occuparsi della supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. L’anno seguente, Roberto Casula si trasferisce nuovamente, questa volta presso la consociata Agip Angola Ltd, a Luanda, dove assume le mansioni di Reservoir Engineer, Petroleum Engineer, ed infine, nel 1994, di Chief Development Engineer. Tre anni più tardi, nel 1997, viene richiamato in Italia: lascia infatti Agip per fare il proprio ingresso in Eni, dando così inizio alla propria carriera nel Gruppo.

La carriera di Roberto Casula in Eni

Il primo incarico ricoperto da Roberto Casula in Eni è quello di Development and Production Coordinator, ruolo che lo vede responsabile del coordinamento delle attività di business e delle attività operative all’interno dei Paesi situati nelle zone dell’Africa Occidentale e dell’Asia Centrale. Mantiene tale carica fino al 2000, quando viene nominato Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto in Iran. Si sposta quindi a Teheran per guidare i lavori del progetto giant South Pars Gas fasi 4-5, mentre diviene ufficialmente un dirigente della società grazie al conferimento, nel 2001, della qualifica di Project Director. Nel 2004 Roberto Casula fa nuovamente ritorno in Italia per occuparsi delle attività di produzione ed esplorazione di una consociata del Gruppo in Sicilia, Eni Mediterranea Idrocarburi, nel ruolo di Managing Director. L’anno seguente si trasferisce in Libia, chiamato ai vertici di Eni Nord Africa BV con il compito di coordinare tutte le attività del Gruppo nel Paese. Dopo aver trascorso un breve periodo in Italia, durante il quale opera in qualità di Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana, Roberto Casula si sposta in Nigeria, divenendo in seguito Presidente delle consociate di Eni qui presenti: N.A.O.C. Ltd, N.A.E. Ltd., A.E.N.R. Ltd. Prima di assumere nel 2014 l’incarico di Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni, riveste il ruolo di Executive Vice President, responsabile delle attività in Africa e Medio Oriente.

Incontro annuale Airi: il discorso di Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni

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L’intervento di Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, al convegno annuale dell’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale: per sfruttare al massimo le potenzialità derivate da Intelligenza Artificiale e innovazione, l’esperienza e le competenze dell’uomo restano fondamentali.

Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer Eni

Airi: la partecipazione di Luigino Lusuriello al convegno annuale su Intelligenza Artificiale e innovazione

“Per trasformare il potenziale della trasformazione digitale in un beneficio per l’azienda dobbiamo mettere le persone al centro”: Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, lo ha sottolineato intervenendo all’incontro annuale dell’Airi, l’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale. Un’importante occasione di confronto su Intelligenza Artificiale, innovazione e il loro impatto su sistemi produttivi e modelli di business. L’esperienza di Eni in questo ambito è nota: il gruppo già da tempo sfrutta le opportunità derivate dalla trasformazione digitale. La sicurezza delle persone e degli impianti, l’efficienza operativa e l’ambiente sono alcuni degli ambiti dove gli influssi della digitalizzazione sono particolarmente evidenti. “Solo con le persone al centro effettivamente riusciamo a estrarre beneficio dalle tecnologie digitali” ha ricordato Luigino Lusuriello. Un’analisi in linea con quanto emerso durante l’incontro: il know-how dell’uomo, l’esperienza e la sua capacità di ragionamento rimangono valori imprescindibili nell’ottica di programmare e sfruttare al meglio le potenzialità delle macchine. Durante l’evento Eni è stata insignito del Premio Oscar Masi per lo sviluppo di algoritmi predittivi funzionali alla riduzione dei tempi non produttivi degli impianti di perforazione.

Luigino Lusuriello: il profilo formativo e professionale dell’attuale Chief Digital Officer di Eni

Originario di Genova,Luigino Lusuriello ricopre attualmente il ruolo di Chief Digital Officer in Eni. Laureatosi in Ingegneria Meccanica presso l’Università della città ligure, entra in Agip S.p.A. come progettista di strutture onshore e offshore. Il suo percorso professionale si arricchisce in seguito di una serie di esperienze importanti all’estero per Eni: nel 2004 è Managing Director di Eni Congo e successivamente ricopre lo stesso incarico per Eni UK. Rientra in Italia nel 2009, nominato Vice President per il coordinamento gestionale in Kazakhstan-Karachaganak: nel 2011 diventa Senior Vice President Programma Iraq. Tra il 2013 e il 2018 Executive Vice President Operations del gruppo, Luigino Lusuriello ne guida la trasformazione digitale da settembre dello scorso anno in qualità di Chief Digital Officer. Ha perfezionato la sua formazione, completando il corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme” presso la Said Business School University of Oxford.

Eni, il valore dell’economia circolare e della sostenibilità: il pensiero di Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende, Economia

Economia circolare, decarbonizzazione e sviluppo sostenibile: come ribadito in diverse occasioni dall’AD Claudio Descalzi, Eni si impegna da anni per incentivare la transizione energetica e fronteggiare il climate change, a salvaguardia del pianeta.

Claudio Descalzi

Economia circolare, l’impegno di Eni: il commento dell’AD Claudio Descalzi

“Siamo lontani dal contenere l’aumento delle temperature ben al di sotto del limite dei 2°C fissato dalla COP21 di Parigi. Dovremmo scendere entro il 2030 dagli attuali 32 a 24 miliardi di tonnellate di CO2 che emettiamo ogni anno nell’atmosfera, ma al ritmo attuale rischiamo invece di salire a 34 miliardi”: a tracciare il quadro della situazione è Claudio Descalzi. Come si legge in un approfondimento di “Tech Economy” su economia circolare e best practice che riporta le parole dell’Amministratore Delegato di Eni, “secondo l’International Energy Agency (IEA), di questo passo la temperatura salirà di 2.7°C ed entro il 2040 avremo esaurito il limite massimo di emissioni che assicura il contenimento entro i due gradi”. Numeri che hanno portato il gruppo a impegnarsi su più fronti nell’ottica di incentivare uno sviluppo sempre più sostenibile: lo dicono i numerosi progetti realizzati in Italia e negli altri Paesi in cui Eni opera, gli accordi sottoscritti con centri di ricerca, università e altre realtà di rilievo, gli investimenti in tecnologia e innovazione. È una sfida enorme, come sottolinea l’AD Claudio Descalzi, “ma altrettanto lo è l’opportunità che ci si presenta: salvare il pianeta creando al contempo un’economia nuova, più inclusiva, costruendo un’intera gamma di imprese e posti di lavoro che ancora non esistono. Servono generosità, l’impegno di tutti e un deciso cambio di mentalità nei Paesi più avanzati”.

Claudio Descalzi: tre best practice realizzate da Eni in materia di economia circolare

Il focus di “Tech Economy” riporta tre esempi di best practice realizzate dal gruppo guidato da Claudio Descalzi: l’impianto pilota “Waste to Fuel” di Gela, la riqualificazione produttiva del sito storico di Assemini e il piano di sviluppo e riqualificazione industriale che trasformerà in un’isola energetica l’area industriale dell’ex stabilimento del polo petrolchimico di Ravenna. Progetti in cui si riflette la visione dell’AD di Eni, espressa in diverse occasioni: “Dobbiamo agire ora, insieme, governi, società e anche i grandi fondi. Dobbiamo farlo creando nuove opportunità per tutti, legate all’economia circolare”. Ma per Claudio Descalzi ognuno di noi può fare qualcosa per salvare il pianeta: “Cominciando, per esempio, dallo sprecare meno ed essere più efficienti nell’uso dell’energia”.

“Eccellenti risultati finanziari”: l’AD Claudio Descalzi sulla semestrale di Eni

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Una prima parte di 2019 all’insegna dell’eccellenza per Eni: a confermarlo è l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, soddisfatto per i risultati finanziari conseguiti dal Gruppo, che sta “proseguendo nella realizzazione degli obiettivi del proprio piano industriale”.

Claudio Descalzi, AD Eni

Il commento di Claudio Descalzi ai risultati conseguiti da Eni nel primo semestre

Risultati eccellenti quelli conseguiti da Eni nel secondo trimestre e nel primo semestre dell’esercizio 2019. Lo conferma l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, soddisfatto perché in questo modo si potrà proseguire nella realizzazione degli obiettivi del piano industriale. Nonostante uno scenario meno favorevole al semestre precedente, la generazione di cassa ha avuto un incremento di oltre il 20%, coprendo ampiamente sia gli investimenti che la remunerazione degli azionisti. Conseguenza diretta di questo andamento è la riduzione del debito, sceso di un ulteriore 5% a €7,87 miliardi prima della passività per leasing. Risultati ottenuti “grazie alla performance industriale”. Claudio Descalzi ha proseguito il suo discorso parlando dell’Upstream, dove il modello operativo di Eni ha portato all’avvio della produzione dell’Area 1 in Messico, un obiettivo raggiunto a meno di un anno dall’approvazione del piano di sviluppo. Da sottolineare, inoltre, la crescita in Egitto grazie al vicino raggiungimento del plateau da parte del campo di Zohr.

Claudio Descalzi: gli indici di sostenibilità in costante miglioramento

Tra i segnali positivi, Claudio Descalzi sottolinea anche il miglioramento del portafoglio long-term in Gas Power, da ascrivere principalmente al rinnovo del contratto di fornitura da Sonatrach. A questi si accompagnano gli ottimi risultati del Retail gas power, dovuti all’ampliamento dei clienti di circa 130.000 utenze. In uno scenario debole, i business R&M e Chimica riescono a ottenere un recupero di redditività nel secondo trimestre, principalmente nel marketing oil. In miglioramento, inoltre, come evidenziato dall’Amministratore Delegato di Eni, i principali indici di sostenibilità, che si mantengono in linea con gli obiettivi prefissati. Tutti questi fattori portano Claudio Descalzi al proposito di confermare al CdA del 19 settembre la proposta di un acconto dividendo di €0,43 per azione.

Il profilo professionale di Roberto Casula

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Originario di Cagliari e laureato in Ingegneria Mineraria, Roberto Casula è l’attuale Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A. Inizia il proprio percorso professionale in Agip in qualità di Ingegnere di Giacimento.

Roberto Casula

Roberto Casula: percorso formativo e prime esperienze professionali

Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula si laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università degli Studi nel 1988. Superato con successo l’esame per l’abilitazione alla professione di Ingegnere, entra in Agip in qualità di Reservoir Engineer, impegnato nelle prove di produzione e acquisizione di dati. Nel 1992 si trasferisce a Luanda, in Africa Occidentale, presso la consociata Agip Angola Ltd, in qualità di Chief Development Engineer. Nel 1997 fa il suo ritorno in Italia, presso il quartier generale di San Donato Milanese, dove opera come Responsabile del coordinamento delle attività di business e operative, relative ai Paesi dell’Asia Centrale e dell’Africa Occidentale. Tre anni più tardi, Roberto Casula è coinvolto in numerose negoziazioni tecniche ed economiche e viene eletto Department Manager relativamente alle operazioni in Iran. Nel 2001 si trasferisce in Iran, presso la capitale Teheran, per dirigere l’importante progetto Giant South Pars Gas nelle fasi 4 e 5.

Roberto Casula: la crescita all’interno del Gruppo Eni S.p.A.

Nel 2004 Roberto Casula arriva in Eni S.p.A., dove ricopre il ruolo di Amministratore Delegato della consociata Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., con sede a Gela. Nel territorio siciliano, svolge attività di esplorazione e produzione. Nel 2005 si trasferisce in Libia per un biennio e assume la carica di Managing Director di Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, dove si occupa del coordinamento di tutte le attività del Paese. Dopo numerose negoziazioni e l’avvio di importanti progetti sociali, riceve la nomina di Senior Vice President e rientra in Italia in qualità di Responsabile delle operazioni di business nell’Africa Subsahariana. Nel 2011 le responsabilità di Roberto Casula si estendono all’intera Africa e al Medio Oriente e ricopre il ruolo di Executive Vice President di Eni Divisione Exploration & Production. Nel luglio 2014 assume l’incarico di Chief Development, Operations & Technology Officer e Consigliere di Amministrazione di Eni Foundation a diretto riporto dell’Amministratore Delegato.

Claudio Descalzi: Eni in Messico, avvio della produzione in anticipo

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Messico, Eni avvia in anticipo la produzione del campo di Miztón: una tappa cruciale nel progetto di sviluppo dell’Area 1, di cui l’AD Claudio Descalzi ha sottolineato il valore.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: Eni avvia in anticipo la produzione dall’Area 1 nell’offshore del Messico

Nuovo traguardo in Messico per Eni. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha avviato la fase di produzione anticipata dal campo di Miztón, nell’Area 1, localizzata nella baia di Campeche, nell’offshore del Paese. Si tratta di un primo passo nello sviluppo dell’Area 1, che secondo le stime contiene un totale di 2,1 miliardi di barili di petrolio equivalente in posto (90% olio) nei giacimenti di Amoca, Miztón e Tecoalli. L’Area 1 è stata acquisita da Eni nel settembre 2015 in un bid round competitivo. In questa fase di produzione anticipata è previsto un raggiungimento di 15.000 barili di petrolio al giorno: iniziata dal pozzo Miztón 2, la produzione della piattaforma installata in 34 metri di profondità viene inviata con una linea multifase all’impianto di separazione a terra (Onshore Receiving Facility, ORF) che il gruppo ha costruito a Sanchez Magallanes, nello stato di Tabasco. Qui, dopo la separazione ad ORF, viene mandata all’impianto Pemex di San Ramón per ulteriore trattamento. Nei primi mesi del 2021 sarà installata una struttura galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico (FPSO) in modo da far partire la piena produzione che raggiungerà un plateau di 100.000 barili di petrolio equivalente al giorno. Secondo il Piano di Sviluppo dell’Area 1 saranno costruite e installate due ulteriori piattaforme sul campo di Amoca e di una sul campo di Tecoalli. Lo start up della produzione dall’Area 1 conferma ulteriormente l’efficacia dell’approccio “fast track” distintivo di Eni: come spiegato in diverse occasioni anche dall’AD Claudio Descalzi, l’obiettivo è effettuare progetti efficienti di sviluppo upstream.

Eni in Messico: il focus dell’AD Claudio Descalzi sulle attività del gruppo

L’avvio in anticipo della produzione dal campo messicano Mitzon è stato commentato dall’AD Claudio Descalzi, che ne ha illustrato il valore: “Abbiamo raggiunto lo startup di produzione in meno di due anni e mezzo dall’inizio del primo pozzo perforato da Eni nellˈArea 1 e in meno di un anno dall’approvazione del Piano di Sviluppo”. Un risultato, come rileva l’AD, “in linea con le aspettative del governo messicano di aumentare la produzione complessiva del Paese”. Claudio Descalzi evidenzia inoltre come Eni sia la prima compagnia internazionale ad avviare la produzione offshore in Messico dopo la Riforma Energetica. L’intenzione del gruppo è di “continuare a collaborare con le autorità messicane”. Eni è presente in Messico dal 2006: nel 2015 è stata costituita la sua controllata Eni Mexico S. de R. L. de C. V. Nel maggio 2019 il gruppo italiano ha sottoscritto con il governo dello Stato di Tabasco un Memorandum of Understanding per identificare e sviluppare progetti di sostenibilità nel campo educativo, sanitario e dello sviluppo socio-economico.

Bioraffinerie: l’AD Claudio Descalzi parla dell’impegno green di Eni

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

Nuova vita per le raffinerie di Porto Marghera e Gela: il punto dell’AD Claudio Descalzi sui progetti di conversione green avviati da Eni.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: il valore dei progetti di riconversione degli impianti di Porto Marghera e Gela

L’impegno di Eni nel promuovere ed incentivare la sostenibilità si esprime su diversi fronti. La realizzazione di progetti, la sottoscrizione di accordi con atenei ed enti di ricerca, lo sviluppo di tecnologie innovative funzionali al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Non a caso, il gruppo guidato da Claudio Descalzi è stato il primo ad aver sperimentato la riconversione di un impianto di raffinazione tradizionale in raffineria green. Quello di Porto Marghera, per riprendere le parole pronunciate dall’AD lo scorso dicembre in occasione della visita del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, è il “primo esempio di economia circolare sulla parte della raffinazione”. L’impianto di Porto Marghera e quello di Gela, come sottolineato in diverse occasioni anche dall’AD Claudio Descalzi, sono stati riconfigurati individuando soluzioni innovative e utilizzando metodi di produzione verdi sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che economico.

Claudio Descalzi: il green darà sempre più utile operativo ad Eni

“Venezia è stata la prima ma ora ci sarà Gela sul trattamento del rifiuto organico in combustibile e sul trattamento del rifiuto non organico, le plastiche, la componente non biodegradabile” ha spiegato Claudio Descalzi lo scorso dicembre. “Qui a Venezia stiamo lavorando su questo trattamento, in un impianto dal quale ricavare idrogeno che utilizziamo nella chimica verde. Un ciclo completamente integrato di seconda e terza generazione” ha annunciato l’AD di Eni parlando anche delle ricadute occupazionali. “Tutte le innovazioni necessiteranno di nuove professionalità, quindi nuovo personale specializzato da reperire anche nelle università” ha evidenziato Claudio Descalzi precisando che il segmento green “darà sempre più utile operativo ad Eni”.