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La carriera di Roberto Casula: dalla laurea al ruolo in Eni

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Responsabile in Italia della nuova Direzione Tecnica e di ogni sua attività tecnico-operativa, di progetto e di Ricerca e Sviluppo, Roberto Casula è un manager di rilievo in Eni S.p.A.: ha fatto il suo ingresso nella società nei primi anni 2000 per intraprendere la sua carriera di manager nel Gruppo.

Roberto Casula

Roberto Casula: l’inizio della carriera in Agip ed Eni

Classe 1962, Roberto Casula avvia la sua carriera dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università degli Studi di Cagliari. Divenuto Ingegnere, infatti, fa il suo ingresso in Agip S.p.A. in qualità di Reservoir Engineer. Viene in seguito coinvolto anche nelle attività di reservoir modelling (supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi), che svolge in Beicip – Franlab trasferendosi in Francia. In Luanda lavora presso la consociata Agip Angola Ltd dal 1992, diventando Chief Development Engineer due anni più tardi. Una volta rientrato in Italia, Roberto Casula ricopre l’incarico di Development and Production Coordinator in Eni S.p.A. presso la sede di San Donato Miilanese: è l’inizio di una lunga carriera all’interno del Gruppo energetico. Nel 2000 riceve la nomina a Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) per le operazioni localizzate in Iran.

Dopo il 2000: gli incarichi di Roberto Casula in Eni

Nel 2001 Roberto Casula viene nominato Dirigente e Project Director del progetto in corso a Teheran (Iran) denominato Giant South Pars Gas fasi 4-5. In seguito diventa Managing Director della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A.: per la consociata di Gela si occupa di condurre le attività di produzione ed esplorazione in territorio siciliano. Lo stesso ruolo gli viene affidato per Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, in Libia. Torna in Italia nel 2007 per ricoprire l’incarico di Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana. Trasferitosi ad Abuja, in Nigeria, diventa Chairman delle tre consociate di Eni nel Paese. Nel 2011 ottiene ottimi risultati in Medio Oriente e Africa in qualità di Vice President. Roberto Casula ricopre successivamente la carica di Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A. nel 2014, ruolo per il quale riporta direttamente all’Amministratore Delegato: si occupa di quanto concerne le attività della nuova Direzione Tecnica.

Claudio Descalzi: Eni tra innovazione e trasformazione digitale

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La tecnologia è sempre e solo uno strumento: per fare innovazione fondamentale è avere buone idee. L’opinione dell’AD di Eni Claudio Descalzi in un’intervista a “Morning Future”.

Claudio Descalzi, AD Eni

Trasformazione digitale in Eni: intervista all’AD Claudio Descalzi

Spesso quando si parla di innovazione, la mente corre a nuove tecnologie, futuristiche. Ma quelli sono solo strumenti. La vera innovazione si fa con le idee. È il pensiero dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi, espresso in un’intervista rilasciata a “Morning Future”. Parlando di trasformazione digitale, l’AD si sofferma sul concetto di intelligenza artificiale e rileva come rischi “di diventare una moda e rientrare in una certa ideologia che sui temi dell’innovazione purtroppo domina”. Per Claudio Descalzi il più grosso problema del dibattitto pubblico sull’innovazione è proprio questo: “Passiamo la nostra vita per costruirci una comfort zone. L’uomo ha bisogno di sicurezza. La comfort zone è una necessità. Però è quella che ci porta a inseguire le cose invece che a prevederle”. Eni ha deciso di andare in una direzione diversa rispetto agli altri e di “anticipare le innovazioni”, perché “se avessimo fatto quello che hanno fatto le altre società competitor saremmo arrivati ultimi nella competizione”. Qualche esempio: “Veniamo da sei anni terribili dell’olio e gas integrato. Ci sono alcune cose che ci hanno salvato. Eni anche se più piccola di altri competitor ha fatto scelte diverse. Alcune sulla parte delle competenze, della ricerca e dell’esplorazione. Questo ci ha fatto ridurre i costi perché non dobbiamo comprare più risorse. Oggi l’esplorazione è un nostro vantaggio competitivo. È stata una scelta controcorrente e rischiosa. La nostra idea è stata fare l’esplorazione, trovare degli asset e poi venderne una parte”.

Claudio Descalzi: il valore delle idee dietro l’innovazione

“L’innovazione sta nell’idea. Immaginare qualcosa che non vedi, pensare qualcosa che non hai” aggiunge Claudio Descalzi ribadendo come l’innovazione sia “un atto di fede che diventa un atto d’amore”. E continua: “Quando hai un’idea difficilmente vengono bottom up. Sono sempre top down. Il concepimento è quando l’idea viene presentata e inserita nell’organismo della società. Significa prendere rischi, lavorare di più, e sviluppare tecnologie ad hoc. Il lavoro è tutto nel minimizzare l’incertezza. Per farlo devi massimizzare le competenze. Solo poi viene il fatto produttivo e commerciale”. L’AD lascia parlare i numeri: “Nel periodo peggiore per l’industria in 4 anni e mezzo abbiamo messo 1 miliardo nella ricerca, 4 miliardi in 4 anni da allora e abbiamo aumentato i ricercatori del 30%. Abbiamo iniziato ricerche scientifiche nel 2014 ad oggi le abbiamo implementate e in tre anni sono diventati fatti industriali concreti. Abbiamo rivoluzionato ma serve investire moltissimo. Abbiamo contatti con 70 tra università e centri di ricerca, che sono quadruplicati”. Per Claudio Descalzi quindi fondamentale è l’idea e la tecnologia viene dopo: “Tutto quello che abbiamo fatto sull’economia circolare, la capacità di prendere rifiuti organici cittadini e trasformarli in energia, senza competenze chimiche e fisiche avanzate non si può fare. Solo quando si arriva qui che entra in gioco la tecnologia che attraverso idee e visioni mette in campo strumenti per raggiungere gli obiettivi. La tecnologia è sempre e solo uno strumento“. La sfida oggi per una grossa società quindi non è l’intelligenza artificiale ma riuscire a far penetrare il cambiamento in ognuno dei 35mila dipendenti: “Abbiamo incontrato tutti loro per raccontargli quello che stiamo facendo. È il social interno non al di fuori. Non ha senso avere una visione che non sia condivisa con gli altri. Anche perché la realizzazione dipende da loro”.

Roberto Casula, manager Eni di grande esperienza nel settore dell’energia

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Entrato a far parte di Eni sul finire degli anni ’90, Roberto Casula è oggi ai vertici della multinazionale energetica. È laureato in Ingegneria Mineraria presso l’Università degli Studi di Cagliari e abilitato alla professione di ingegnere.

Roberto Casula

I primi passi professionali di Roberto Casula nel settore dell’energia

Roberto Casula intraprende il proprio percorso professionale nel comparto degli idrocarburi presso Agip S.p.A., società per cui lavora ricoprendo la posizione di Reservoir Engineer fino al 1991. Nel corso di tale esperienza lavorativa, è impegnato in attività di prove di produzione e di acquisizione dati sui pozzi. In seguito, si dedica al reservoir modelling, ovvero supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi, attività che svolge presso Beicip – Franlab, in Francia. Nel 1992 ricopre un altro incarico all’estero, nello specifico nella capitale dell’Angola, in Africa centrale, presso la società controllata del Gruppo Agip Angola Ltd, dove è nominato prima Reservoir Engineer e Petroleum Engineer, e poi, dopo due anni, Chief Development Engineer. Nel 1997 rientra in Italia per ricoprire l’incarico di Development and Production Coordinator presso la sede di San Donato Milanese di Eni S.p.A. In tale ruolo, è responsabile del coordinamento delle attività di business nei territori dell’Africa occidentale e dell’Asia centrale in cui Eni è operativa.

Le iniziative di Roberto Casula in Eni e l’arrivo ai vertici del Gruppo

Roberto Casula prosegue la propria carriera nel comparto dell’energia e nel 2000 assume l’incarico di Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) con area di competenza in Iran. Nel 2001 è Dirigente e, sempre nello stesso anno, diventa Project Director e segue i lavori del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5 a Teheran. Manager di grande esperienza internazionale, la sua carriera prosegue nuovamente in Italia, a Gela, dove viene nominato nel 2004 Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata del Gruppo Eni per cui si occupa di produzione ed esplorazione nel territorio siciliano. Svolge il medesimo incarico anche per Eni Nord Africa BV, in Libia, fino alla fine del 2007, anno in cui viene nominato Senior Vice President per l’area sub-sahariana e, in seguito, Presidente di tre consociate Eni presenti in Nigeria. Nel 2011 assume il coordinamento su tutti i Paesi dell’Africa e del Medio Oriente grazie al ruolo di Executive Vice President. Nel 2014 diviene Chief Development Operations & Technology Officer, ruolo che prevede la responsabilità della Direzione Tecnica e delle attività tecnico-operative, di progetto e di Ricerca e Sviluppo relative all’Italia.

Luigi Lusuriello (Eni): l’intervista a “Lettera43”

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“È molto importante per noi tenere sotto controllo l’efficacia delle iniziative di trasformazione digitale, sia dal punto di vista economico che qualitativo per migliorare processi, efficienza e sicurezza”: l’intervista di Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, a “Lettera43”.

Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni

Luigi Lusuriello: la digital transformation di Eni

Intelligenza artificiale, robotic process automation, deep learning, blockchain, IoT, realtà virtuale e aumentata: tutti questi strumenti innovativi rientrano nel processo di trasformazione di Eni in ambito digitale. Lo ha confermato Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer della multinazionale, in una recente intervista a “Lettera43”. “È molto importante per noi tenere sotto controllo l’efficacia delle iniziative di trasformazione digitale, sia dal punto di vista economico che qualitativo per migliorare processi, efficienza e sicurezza”, ha dichiarato il manager. “Le nostre iniziative di Open Innovation valorizzano idee provenienti dall’esterno, da startup o da centri di ricerca universitari con i quali collaboriamo stabilmente, e i progetti vengono sempre sottoposti, in una prima fase di validazione, a test tecnici e di resa economica, superata la quale vengono poi rapidamente implementati nei nostri siti o nei nostri processi, passando da scala sperimentale a scala industriale”. Il focus rimane fortemente incentrato sull’analisi del rapporto costi/benefici. Luigi Lusuriello ha poi sottolineato come il digitale sia la leva per lo sviluppo sostenibile, per accelerare la crescita economica e favorire l’accesso all’energia e il rispetto dell’ambiente. Anche attraverso il digital Eni punta a diventare carbon neutral nel lungo termine.

Luigi Lusuriello: carriera e ruoli del manager di Eni

Dal 18 settembre 2018 Luigi Lusuriello è Chief Digital Officer di Eni, incarico che lo pone come figura chiave all’interno del processo di trasformazione digitale del Gruppo. Laureato in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova, ha svolto il ruolo di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria di Agip S.p.A., incarico che ha dato inizio alla sua carriera. Dal 1992 al 1993 è Construction Yard Manager per la sede di Ravenna, dal 1993 al 1994 è Platform Manager in Congo, dal 1994 al 1998 è Manager – Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. Gli incarichi di valenza internazionale iniziano nel 2004 con il ruolo di Managing Director di Eni Congo. In seguito, svolge lo stesso ruolo per ENI UK. Luigi Lusuriello completa intanto la sua formazione con il corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme” presso la Said Business School University of Oxford. Nel 2011 è Senior Vice Presidente del Programma Iraq, mentre tra il 2013-2018 è Executive Vice President Operations di Eni.

Luigi Lusuriello: Eni verso la trasformazione digitale

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Eni si è aggiudicata il Premio Oscar Masi 2018 per la categoria “Grande Impresa”: alla guida del processo di digital transformation del Gruppo vi è Luigi Lusuriello, un manager dalla comprovata esperienza che ricopre il ruolo di Chief Digital Officer dal settembre 2018.

Luigi Lusuriello

Luigi Lusuriello: innovazione e Intelligenza Artificiale in Eni

Sempre più spesso in ambito industriale si ragiona sulle peculiarità di un nuovo strumento innovativo: l’Intelligenza Artificiale. Tra i numerosi eventi che hanno caratterizzato il 2019, in materia di IA e nuove tecnologie va ricordata la giornata organizzata da Airi, Associazione Italiana per la Ricerca Industriale. Tra i protagonisti della discussione anche Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni. In questo contesto, il manager ha testimoniato come la trasformazione digitale, influenzando prodotti e processi produttivi, abbia avviato una graduale trasformazione di settori industriali fondamentali come l’energia, la salute, l’automotive e il manifatturiero in generale. Sempre in occasione della Giornata Airi, è stato assegnato il Premio Oscar Masi per l’Innovazione Industriale dedicato al tema de “L’impatto delle tecnologie digitali emergenti sui prodotti e sui processi produttivi industriali in Italia”: il Premio per il 2018 è stato assegnato ad Eni nella categoria “Grande Impresa”. La trasformazione digitale nel Gruppo Eni, guidata da Luigi Lusuriello, punta a due obiettivi nell’ambito della perforazione dei pozzi petroliferi: l’aumento della sicurezza del personale e il miglioramento delle performance tecnico/economiche delle operazioni.

Luigi Lusuriello: l’excursus professionale del manager di Eni

Luigi Lusuriello ha ricevuto il suo incarico attuale il 18 settembre 2018: è oggi alla guida del processo di trasformazione digitale in Eni. Il suo percorso professionale ha preso il via nel 1988 in seguito alla laurea in Ingegneria Meccanica conseguita presso l’Università di Genova. Col suo ingresso in Agip S.p.A., assume il ruolo di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria, per poi ricevere incarichi di crescente responsabilità. Dal 1992 al 1993 è Construction Yard Manager per la sede di Ravenna, negli anni successivi è invece Platform Manager in Congo. Dal 1994, per quattro anni, è Manager – Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. Lavora inoltre come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest’ultima carica ricoperta anche in Val d’Agri. Dal 2004 la sua carriera si apre anche sul fronte internazionale, con gli incarichi di Managing Director di Eni Congo e di Eni UK. Luigi Lusuriello è nominato Senior Vice Presidente Programma Iraq nel 2011 ed Executive Vice President Operations di Eni nel 2013, prima di ricevere l’attuale incarico nel 2018.

Mediterranean Dialogues, l’intervento di Claudio Descalzi

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Claudio Descalzi è intervenuto alla Mediterranean Dialogues, la conferenza dedicata ad una delle aree più rilevanti e delicate per la stabilità globale: si tratta della quinta edizione della manifestazione voluta dal Ministero degli Affari Esteri e dall’ISPI che anche quest’anno ha dedicato un focus al settore energetico e ai relativi rapporti tra i Paesi dell’area.

Claudio Descalzi, AD Eni

Conferenza Mediterranean Dialogues, Claudio Descalzi: “Ambiente una priorità per Eni”

Si è tenuta a Roma dal 5 al 7 dicembre scorso la quinta edizione della Conferenza Rome MED – Mediterranean Dialogues, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’ISPI: 3 giornate di incontri dedicati alla geopolitica e all’economia dell’area mediterranea alle quali hanno partecipato oltre 40 leader tra Presidenti, Primi Ministri e Ministri e circa 1.000 tra imprenditori, accademici ed esponenti delle maggiori organizzazioni internazionali. Una delle tematiche affrontate dalla manifestazione, inaugurata dal Ministro degli Esteri Luigi di Maio e conclusa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha riguardato i nuovi scenari energetici, un argomento centrale nei rapporti tra i Paesi mediterranei e che non può prescindere dalle ripercussioni ambientali provocate dal settore. Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, è intervenuto durante i Dialogues esponendo i progetti del Gruppo: “L’ambiente è chiaramente una delle principali priorità per l’Eni, perché da qui a 15-20 anni non saremo la stessa società mentre sta cambiando tutta la catena produttiva. Stiamo lavorando non solo sulle rinnovabili ma anche sull’economia circolare, tutti i processi industriali stanno cambiando e stiamo investendo molto”. Secondo l’AD, le multinazionali del settore energetico hanno la responsabilità e i mezzi per essere portatori di un cambiamento radicale, che dovrà avvenire per tutta la filiera produttiva: “Quello che faremo non è solo sulle nostre emissioni di CO2, bisogna anche intervenire su quelle prodotte dai propri clienti e dobbiamo cambiare i nostri prodotti finali, in un modo tale che anche i consumatori finali finiscano per ridurre le emissioni”. Tuttavia nello scenario attuale esiste un tema ancora poco sottolineato ma che riveste un’importanza fondamentale, soprattutto nell’area africana, con la quale il Gruppo vanta rapporti già dagli anni ’60 del secolo scorso: la scarsità delle risorse, in particolare dell’acqua. “Non siamo sufficientemente pronti: molti paesi in Nord Africa sono sotto stress. Una prima soluzione – ha dichiarato Claudio Descalzi durante il suo intervento – è trattare l’acqua sprecata. Un’altra grande questione è la desalinizzazione, ma questo significa usare un sacco di energia e non si può bruciare gas o carburanti. Bisogna aumentare l’uso di rinnovabili. Quindi investimenti in rinnovabili e investimenti su riciclaggio dell’acqua”.

Claudio Descalzi, una carriera in Eni

Nato a Milano nel 1955, Claudio Descalzi si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano: la sua carriera comincia subito in Eni, dove nel 1981 entra come Ingegnere di giacimento. In meno di dieci anni ricopre il ruolo di Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo: è del 1990 la nomina a Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Continua la sua esperienza estera grazie al ruolo di Managing Director della consociata Eni in Congo, poi di Vice Chairman & Managing Director di Naoc in Nigeria: forte delle competenze acquisite, dal 2000 al 2001 ricopre prima la carica di Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, mentre dal 2002 al 2005 opera in qualità di Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente, ricoprendo inoltre il ruolo di Consigliere di Amministrazione di diverse consociate Eni dell’area. Nel 2005 è Vice Direttore Generale della Exploration & Production, la Divisione Eni che dal 2008 lo vedrà poi come Chief Operating Officer, ruolo al quale si aggiunge la carica di Presidente Eni Uk. Dopo oltre trent’anni in Eni, il 2014 è l’anno della nomina ad Amministratore Delegato del Gruppo, ruolo che verrà poi riconfermato nel 2017.

Claudio Descalzi: Eni, collaborazione in Africa con Coldiretti e Bonifiche Ferraresi

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Eni, Coldiretti e Bonifiche Ferraresi lanciano il “Progetto Africa“: l’AD Claudio Descalzi sottolinea il valore dell’iniziativa e parla dell’impegno del Gruppo nei Paesi in cui opera.

Claudio Descalzi, Eni collabora all'iniziativa green progetto Africa

Claudio Descalzi: Eni insieme a Coldiretti e Bonifiche Ferraresi nel “Progetto Africa”

Onorati di far parte di questo progetto. Così l’AD Claudio Descalzi lo scorso 12 ottobre ha commentato l’accordo sottoscritto dal Gruppo insieme a Bonifiche Ferraresi e a Coldiretti. L’intesa impegna le tre realtà a collaborare per promuovere in Africa, attraverso lo sviluppo di progetti mirati, una crescita economica sostenibile e l’agricoltura a ridotto impatto ambientale. Si comincia con il Progetto Ghana: insieme al governo locale, Eni ha da tempo avviato iniziative per creare uno sviluppo duraturo in aree particolarmente depresse. Nello specifico sarà realizzato un centro di formazione per lo sviluppo agricolo: inoltre si lavorerà per dare vita a nuove imprese dove far lavorare i giovani dopo gli studi. L’ottica è creare un tessuto di imprese legate alle attività agricole. Se si generano nuove opportunità di formazione e lavoro, si creano le basi affinché le comunità locali possano sfruttare le potenzialità del territorio e migliorare le proprie condizioni di vita, mitigando conseguentemente anche i fenomeni migratori. Il progetto prevede l’assegnazione di un’indennità giornaliera agli studenti per l’intero periodo di studi con obbligo di frequenza. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi punta inoltre a estendere tale iniziativa anche in altre regioni del Ghana e nei Paesi dell’Africa sub-sahariana in cui è presente.

Claudio Descalzi: la mission green di Eni

Parlando del valore dell’iniziativa, l’AD di Eni Claudio Descalzi ha sottolineato come il modello di cooperazione definito nell’accordo, fondendo efficacemente competenze e tecnologia, risponda a due esigenze “imprescindibili per il nostro tempo”. Da un lato “la necessità di contribuire in modo sostenibile allo sviluppo sociale ed economico delle comunità locali dei Paesi in via di sviluppo”. Dall’altro punta a promuovere “un modello di produzione di energia sempre più sostenibile e improntato alla decarbonizzazione”. Non a caso anche recentemente, in occasione della settimana del clima di New York e dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, l’AD Claudio Descalzi ha parlato del costante impegno del Gruppo sul fronte della sostenibilità. La lotta al cambiamento climatico si coniuga con le necessità di garantire l’accesso universale a un’energia pulita, di favorirne consumo e produzione responsabili, di promuovere innovazione e ridurre disparità. Per farlo Eni punta su competenze e tecnologie e sulla creazione di partnership come quella sottoscritta con Coldiretti e Bonifiche Ferraresi: fattori chiave per massimizzare la creazione di un valore duraturo, che va oltre le logiche di profitto di breve termine e che consente di crescere insieme ai Paesi e alle realtà con cui collaborano.

Digital transformation: se ne occupa Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni

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“CallForGrowth” è un’importante iniziativa di Eni per fare emergere nuove idee nel campo dell’innovazione e della digitalizzazione. Luigino Lusuriello, alla guida della digital transformation del Gruppo, ha dichiarato: “Vogliamo innovare insieme”.

Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello commenta i progetti di Eni per valorizzare nuove idee nel campo dell’innovazione

“Sogniamo una stazione di servizio aperta 24 ore su 24, ma fatta a misura d’uomo, che semplifichi la vita di ogni giorno e che sia sostenibile. Cerchiamo soluzioni innovative che possano migliorare la sicurezza e la salute della persona, facendo crescere la qualità della vita sul luogo di lavoro”: sono le parole di Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni. Attraverso “CallForGrowth”, il Gruppo punta a fare emergere nuove idee per valorizzare i servizi all’interno delle aree di rifornimento carburanti, anche nell’ottica di un miglioramento generale della salute e della sicurezza delle persone Eni. La “call for idea” è stata organizzata da Eni in partnership con la piattaforma di open innovation growITup. Si è trattato di un progetto importante per individuare e valutare le startup all’avanguardia sul tema della digitalizzazione in specifiche aree. “Vogliamo cambiare i nostri manuali operativi rendendoli più smart, più digital”, ha dichiarato Luigino Lusuriello. “Vogliamo innovare insieme”. Da tempo la digital transformation di Eni ha portato all’avvio di collaborazioni con soggetti tecnologicamente avanzati, rapidi nei processi operativi e in grado di portare nuove competenze: è tramite queste iniziative che si trovano nuovi talenti per sostenere il processo di cambiamento in azienda.

Luigino Lusuriello: il ritratto professionale

Luigino Lusuriello è attualmente Chief Digital Officer di Eni, incarico ricoperto dal 18 settembre 2018. Tale ruolo lo pone alla guida della trasformazione digitale del Gruppo. Laureato in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova, entra successivamente in Agip S.p.A. che gli affida l’incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. La svolta internazionale della sua carriera avviene nel 2004: prima è Managing Director di Eni Congo, poi, dal 2007 al 2009, svolge il medesimo ruolo per Eni UK. Luigino Lusuriello completa la sua formazione prendendo parte al corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme”, presso la Said Business School University of Oxford. Rientrato in Italia si occupa del coordinamento gestionale in Kazakhstan – Karachaganak in qualità di Vice President. Nel 2011, prima di ricevere l’attuale incarico, è Senior Vice Presidente Programma Iraq. Dal 2013 al 2018 è Executive Vice President Operations di Eni.

Roberto Casula: la carriera dell’ingegnere tra Eni e Agip

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Ai vertici di Eni S.p.A. con l’incarico di Chief Development, Operations & Technology Officer, Roberto Casula ha alle spalle oltre 30 anni di esperienza nel campo dell’estrazione di idrocarburi.

Roberto Casula

Roberta Casula, dagli studi universitari ad Agip

Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula si laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988, titolo che consegue presso l’Università degli Sudi della città. Prima di affacciarsi nel mondo del lavoro, consegue l’abilitazione alla professione di ingegnere. Tale qualifica gli consente di entrare in Agip S.p.A. con l’incarico di Ingegnere di Giacimento. Inizialmente attivo nelle prove di produzione e acquisizione di dati sui pozzi, nel 1991 si sposta presso Beicip – Franlab, in Francia, per occuparsi della supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. L’anno seguente, Roberto Casula si trasferisce nuovamente, questa volta presso la consociata Agip Angola Ltd, a Luanda, dove assume le mansioni di Reservoir Engineer, Petroleum Engineer, ed infine, nel 1994, di Chief Development Engineer. Tre anni più tardi, nel 1997, viene richiamato in Italia: lascia infatti Agip per fare il proprio ingresso in Eni, dando così inizio alla propria carriera nel Gruppo.

La carriera di Roberto Casula in Eni

Il primo incarico ricoperto da Roberto Casula in Eni è quello di Development and Production Coordinator, ruolo che lo vede responsabile del coordinamento delle attività di business e delle attività operative all’interno dei Paesi situati nelle zone dell’Africa Occidentale e dell’Asia Centrale. Mantiene tale carica fino al 2000, quando viene nominato Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto in Iran. Si sposta quindi a Teheran per guidare i lavori del progetto giant South Pars Gas fasi 4-5, mentre diviene ufficialmente un dirigente della società grazie al conferimento, nel 2001, della qualifica di Project Director. Nel 2004 Roberto Casula fa nuovamente ritorno in Italia per occuparsi delle attività di produzione ed esplorazione di una consociata del Gruppo in Sicilia, Eni Mediterranea Idrocarburi, nel ruolo di Managing Director. L’anno seguente si trasferisce in Libia, chiamato ai vertici di Eni Nord Africa BV con il compito di coordinare tutte le attività del Gruppo nel Paese. Dopo aver trascorso un breve periodo in Italia, durante il quale opera in qualità di Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana, Roberto Casula si sposta in Nigeria, divenendo in seguito Presidente delle consociate di Eni qui presenti: N.A.O.C. Ltd, N.A.E. Ltd., A.E.N.R. Ltd. Prima di assumere nel 2014 l’incarico di Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni, riveste il ruolo di Executive Vice President, responsabile delle attività in Africa e Medio Oriente.

Incontro annuale Airi: il discorso di Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni

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L’intervento di Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, al convegno annuale dell’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale: per sfruttare al massimo le potenzialità derivate da Intelligenza Artificiale e innovazione, l’esperienza e le competenze dell’uomo restano fondamentali.

Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer Eni

Airi: la partecipazione di Luigino Lusuriello al convegno annuale su Intelligenza Artificiale e innovazione

“Per trasformare il potenziale della trasformazione digitale in un beneficio per l’azienda dobbiamo mettere le persone al centro”: Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, lo ha sottolineato intervenendo all’incontro annuale dell’Airi, l’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale. Un’importante occasione di confronto su Intelligenza Artificiale, innovazione e il loro impatto su sistemi produttivi e modelli di business. L’esperienza di Eni in questo ambito è nota: il gruppo già da tempo sfrutta le opportunità derivate dalla trasformazione digitale. La sicurezza delle persone e degli impianti, l’efficienza operativa e l’ambiente sono alcuni degli ambiti dove gli influssi della digitalizzazione sono particolarmente evidenti. “Solo con le persone al centro effettivamente riusciamo a estrarre beneficio dalle tecnologie digitali” ha ricordato Luigino Lusuriello. Un’analisi in linea con quanto emerso durante l’incontro: il know-how dell’uomo, l’esperienza e la sua capacità di ragionamento rimangono valori imprescindibili nell’ottica di programmare e sfruttare al meglio le potenzialità delle macchine. Durante l’evento Eni è stata insignito del Premio Oscar Masi per lo sviluppo di algoritmi predittivi funzionali alla riduzione dei tempi non produttivi degli impianti di perforazione.

Luigino Lusuriello: il profilo formativo e professionale dell’attuale Chief Digital Officer di Eni

Originario di Genova,Luigino Lusuriello ricopre attualmente il ruolo di Chief Digital Officer in Eni. Laureatosi in Ingegneria Meccanica presso l’Università della città ligure, entra in Agip S.p.A. come progettista di strutture onshore e offshore. Il suo percorso professionale si arricchisce in seguito di una serie di esperienze importanti all’estero per Eni: nel 2004 è Managing Director di Eni Congo e successivamente ricopre lo stesso incarico per Eni UK. Rientra in Italia nel 2009, nominato Vice President per il coordinamento gestionale in Kazakhstan-Karachaganak: nel 2011 diventa Senior Vice President Programma Iraq. Tra il 2013 e il 2018 Executive Vice President Operations del gruppo, Luigino Lusuriello ne guida la trasformazione digitale da settembre dello scorso anno in qualità di Chief Digital Officer. Ha perfezionato la sua formazione, completando il corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme” presso la Said Business School University of Oxford.