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Claudio Descalzi: Eni in Messico, avvio della produzione in anticipo

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Messico, Eni avvia in anticipo la produzione del campo di Miztón: una tappa cruciale nel progetto di sviluppo dell’Area 1, di cui l’AD Claudio Descalzi ha sottolineato il valore.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: Eni avvia in anticipo la produzione dall’Area 1 nell’offshore del Messico

Nuovo traguardo in Messico per Eni. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha avviato la fase di produzione anticipata dal campo di Miztón, nell’Area 1, localizzata nella baia di Campeche, nell’offshore del Paese. Si tratta di un primo passo nello sviluppo dell’Area 1, che secondo le stime contiene un totale di 2,1 miliardi di barili di petrolio equivalente in posto (90% olio) nei giacimenti di Amoca, Miztón e Tecoalli. L’Area 1 è stata acquisita da Eni nel settembre 2015 in un bid round competitivo. In questa fase di produzione anticipata è previsto un raggiungimento di 15.000 barili di petrolio al giorno: iniziata dal pozzo Miztón 2, la produzione della piattaforma installata in 34 metri di profondità viene inviata con una linea multifase all’impianto di separazione a terra (Onshore Receiving Facility, ORF) che il gruppo ha costruito a Sanchez Magallanes, nello stato di Tabasco. Qui, dopo la separazione ad ORF, viene mandata all’impianto Pemex di San Ramón per ulteriore trattamento. Nei primi mesi del 2021 sarà installata una struttura galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico (FPSO) in modo da far partire la piena produzione che raggiungerà un plateau di 100.000 barili di petrolio equivalente al giorno. Secondo il Piano di Sviluppo dell’Area 1 saranno costruite e installate due ulteriori piattaforme sul campo di Amoca e di una sul campo di Tecoalli. Lo start up della produzione dall’Area 1 conferma ulteriormente l’efficacia dell’approccio “fast track” distintivo di Eni: come spiegato in diverse occasioni anche dall’AD Claudio Descalzi, l’obiettivo è effettuare progetti efficienti di sviluppo upstream.

Eni in Messico: il focus dell’AD Claudio Descalzi sulle attività del gruppo

L’avvio in anticipo della produzione dal campo messicano Mitzon è stato commentato dall’AD Claudio Descalzi, che ne ha illustrato il valore: “Abbiamo raggiunto lo startup di produzione in meno di due anni e mezzo dall’inizio del primo pozzo perforato da Eni nellˈArea 1 e in meno di un anno dall’approvazione del Piano di Sviluppo”. Un risultato, come rileva l’AD, “in linea con le aspettative del governo messicano di aumentare la produzione complessiva del Paese”. Claudio Descalzi evidenzia inoltre come Eni sia la prima compagnia internazionale ad avviare la produzione offshore in Messico dopo la Riforma Energetica. L’intenzione del gruppo è di “continuare a collaborare con le autorità messicane”. Eni è presente in Messico dal 2006: nel 2015 è stata costituita la sua controllata Eni Mexico S. de R. L. de C. V. Nel maggio 2019 il gruppo italiano ha sottoscritto con il governo dello Stato di Tabasco un Memorandum of Understanding per identificare e sviluppare progetti di sostenibilità nel campo educativo, sanitario e dello sviluppo socio-economico.

Bioraffinerie: l’AD Claudio Descalzi parla dell’impegno green di Eni

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Nuova vita per le raffinerie di Porto Marghera e Gela: il punto dell’AD Claudio Descalzi sui progetti di conversione green avviati da Eni.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: il valore dei progetti di riconversione degli impianti di Porto Marghera e Gela

L’impegno di Eni nel promuovere ed incentivare la sostenibilità si esprime su diversi fronti. La realizzazione di progetti, la sottoscrizione di accordi con atenei ed enti di ricerca, lo sviluppo di tecnologie innovative funzionali al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Non a caso, il gruppo guidato da Claudio Descalzi è stato il primo ad aver sperimentato la riconversione di un impianto di raffinazione tradizionale in raffineria green. Quello di Porto Marghera, per riprendere le parole pronunciate dall’AD lo scorso dicembre in occasione della visita del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, è il “primo esempio di economia circolare sulla parte della raffinazione”. L’impianto di Porto Marghera e quello di Gela, come sottolineato in diverse occasioni anche dall’AD Claudio Descalzi, sono stati riconfigurati individuando soluzioni innovative e utilizzando metodi di produzione verdi sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che economico.

Claudio Descalzi: il green darà sempre più utile operativo ad Eni

“Venezia è stata la prima ma ora ci sarà Gela sul trattamento del rifiuto organico in combustibile e sul trattamento del rifiuto non organico, le plastiche, la componente non biodegradabile” ha spiegato Claudio Descalzi lo scorso dicembre. “Qui a Venezia stiamo lavorando su questo trattamento, in un impianto dal quale ricavare idrogeno che utilizziamo nella chimica verde. Un ciclo completamente integrato di seconda e terza generazione” ha annunciato l’AD di Eni parlando anche delle ricadute occupazionali. “Tutte le innovazioni necessiteranno di nuove professionalità, quindi nuovo personale specializzato da reperire anche nelle università” ha evidenziato Claudio Descalzi precisando che il segmento green “darà sempre più utile operativo ad Eni”.

Claudio Descalzi: “2018, annata da record”

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Claudio Descalzi ha illustrato i risultati raggiunti da Eni durante l’anno 2018 in occasione dell’assemblea degli azionisti. Nello specifico, i dati principali mostrano il conseguimento di un livello produttivo da record con 1,85 mln di boe al giorno e la riduzione dell’indebitamento netto finanziario.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi commenta i risultati di Eni nel 2018: “Livello produttivo record”

Un’annata importante quella del 2018 per Eni. Il Gruppo ha raggiunto traguardi importanti e risultati degni di nota, a confermarlo è anche l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi durante l’assemblea degli azionisti, illustrando i principali dati conseguiti. Ciò che è emerge, nello specifico, è una rigorosa implementazione delle linee guida strategiche che ha permesso di coniugare crescita, ritorni e solidità del patrimonio. Ma non solo: “Abbiamo raggiunto il livello produttivo record di 1,85 mln di boe al giorno, con un cash neutrality di 52 dollari al barile per la copertura dei capex e del dividendo rispetto alla baseline 2014 di 114 dollari al barile” ha aggiunto Claudio Descalzi. Buone notizie anche sul fronte dell’indebitamento netto finanziario, ridotto a 8,3 milioni di euro. “Siamo riusciti ad ottimizzare gli investimenti, cambiando modello operativo, aumentando produzione. Alla base della strategia di Eni, c’è la crescita organica: non compriamo ma esploriamo, troviamo e sviluppiamo”, ha concluso l’AD.

Claudio Descalzi: il ritratto professionale dell’Amministratore Delegato di Eni

Milanese, classe 1955, Claudio Descalzi si laurea in Fisica nel 1979 e costruisce la sua carriera professionale nel settore dell’energia. Fa il suo ingresso in Eni nel 1981 in qualità di Ingegnere di giacimento e successivamente diventa Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo; per poi affermarsi come Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Pochi anni più tardi, matura un’importante esperienza all’estero: si trasferisce in Congo, nominato Managing Director di Eni Congo SA e, in seguito, in Nigeria come Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata del Gruppo. Grazie alle competenze sviluppate in questi anni, riesce a rivestire ruoli di crescente importanza all’interno del colosso energetico. Attualmente è Amministratore Delegato, incarico che ricopre dal 2014. Oltre a tale impegno, Claudio Descalzi è Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e membro del National Petroleum Council durante l’annata 2016/2017.

Roberto Casula: il ruolo fondamentale di Eni per la sostenibilità

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La lotta ai cambiamenti climatici passa anche attraverso la transizione energetica: Roberto Casula, Chief Development Operations & Technology Officer di Eni, sottolinea l’importanza di definire le corrette modalità secondo le quali affrontare la transizione, nonché le responsabilità dell’azienda per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.

Roberto Casula

Roberto Casula: il contributo di Eni per preservare l’ambiente

La sfida del nostro secolo è ormai chiara: la lotta ai cambiamenti climatici sta diventando una prerogativa imprescindibile per le aziende, soprattutto per chi, come Eni, si occupa di energia. Roberto Casula, Chief Development Operations & Technology Officer del Gruppo dal 2014, ha sottolineato il ruolo centrale di Eni per quanto riguarda la sostenibilità e i cambiamenti in atto: la società deve “informare e fare chiarezza su quanto la modalità per arrivare alla transizione sia importante, quasi quanto la transizione stessa”. Nel contesto geopolitico che stiamo vivendo è fondamentale prepararsi giorno per giorno a un futuro totalmente decarbonizzato: si tratta di una misura fondamentale per ridurre le emissioni e abbracciare un business più eco-friendly. Anche la riflessione di Roberto Casula mira a precisare che, per giungere a tali traguardi, è importante confrontarsi sui nuovi modelli di sviluppo, per unire le forze e garantire un accesso all’energia pulita più equo.

Roberto Casula: la carriera del dirigente Eni

Roberto Casula è Chief Development Operations & Technology Officer di Eni dal 2014. Di origini cagliaritane, è laureato in Ingegneria Meccanica. Inizia la sua carriera in Agip S.p.A. come Reservoir Engineer, mantenendo questo ruolo fino al 1991. In seguito, entra nella consociata Agip Angola Ltd, con sede in Luanda, e svolge gli incarichi di Reservoir Engineer, Petroleum Engineer e Chief Development Engineer. Rientra in Italia nel 1997 per diventare Development and Production Coordinator di Eni, ma tre anni dopo assume l’incarico di Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per l’Iran. Dopo essersi trasferito a Teheran per guidare il progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5, diventa Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., con sede a Gela. Successivamente ricopre nel Gruppo altri ruoli importanti a livello internazionale. Roberto Casula, prima di assumere l’attuale incarico, diventa Executive Vice President e conclude con successo diverse negoziazioni in Libia, Angola, Congo, Gabon, Ghana, Sud Africa, Kenya e Mozambico.

Eni: la visita dell’AD Claudio Descalzi in Iraq

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Eni, Claudio Descalzi in visita in Iraq: l’AD incontra il Vice Primo Ministro Thamir A. Al Ghadhban per fare il punto su attività e nuovi progetti del gruppo nel Paese.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: focus sull’incontro tra l’AD di Eni e il Vice Primo Ministro iracheno

L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha incontrato a Baghdad il Vice Primo Ministro iracheno Thamir A. Al Ghadhban per parlare delle attività del gruppo nel Paese, anche alla luce dei risultati conseguiti di recente nel campo Zubair. Si tratta di uno dei più grandi giacimenti petroliferi nella regione meridionale di Bassora, con oltre 1 miliardo di barili di olio equivalente prodotti dalla firma del contratto: al progetto hanno lavorato congiuntamente Eni Iraq BV e Basra Oil Company (BOC), contribuendo a una sua rapida crescita. Negli ultimi quattro anni, la produzione di Zubair è aumentata di oltre il 100%. Inoltre, come illustrato anche dall’AD Claudio Descalzi, attualmente è in fase di messa in esercizio anche una nuova centrale elettrica da 380MW, in grado di generare energia per il consumo interno. L’avvio è previsto per questa estate.

Claudio Descalzi: attività e progetti di Eni in Iraq

Nel corso del colloquio con il Vice Primo Ministro per l’energia, l’AD di Eni Claudio Descalzi si è confrontato anche sull’avanzamento dei progetti sociali attualmente in corso nella regione di Bassora nei settori dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione, dell’accesso all’energia e dell’acqua potabile. L’AD di Eni ha parlato anche di nuove opportunità: in particolare si è soffermato sulle potenziali sinergie legate ai progetti energetici in Iraq, una leva strategica per il Paese per massimizzare l’utilizzo delle risorse naturali nazionali. Il gruppo è uno dei principali operatori internazionali di petrolio e gas in Iraq: attualmente produce circa 500.000 barili di petrolio equivalente giorno e prevede di investire ulteriori 7 miliardi di dollari nel progetto di sviluppo del campo di Zubair. Eni è presente in Iraq dal 2009 attraverso la sua controllata Eni Iraq BV e grazie allo sviluppo del progetto Zubair Field Development Project (Eni 41,56%, Kogas 23,75%, BOC 29,69%, State Partner 5%) è diventata uno dei principali operatori nel settore petrolifero del Paese.

Una vita nel top management: la carriera di Roberto Casula all’interno di Eni

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Dopo la laurea in Ingegneria Mineraria a Cagliari, è arrivato in Eni dove ha condotto un percorso che lo ha portato fino ai vertici dell’azienda. La storia professionale di Roberto Casula unisce la diretta esperienza sul campo al management societario.

Roberto Casula

Roberto Casula: i primi anni del percorso professionale

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962. Dopo aver terminato gli studi superiori, si iscrive alla Facoltà di Ingegneria Mineraria presso l’ateneo cagliaritano, conseguendo la laurea nel 1988. In seguito, trova lavoro nel settore petrolifero presso Agip S.p.A., dove resta impiegato fino al 1991. In questo ruolo ha il compito di amministrare le prove di produzione e acquisizione dei dati sui pozzi e di verificare il comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Inizialmente marginali, queste mansioni ricoperte diventano in breve tempo il fulcro del proprio operato. Nel 1992 passa agli uffici della società controllata del gruppo Agip Angola Ltd a Luanda, capitale dell’omonimo stato dell’Africa Centro-Occidentale. In questa nuova veste ha come compito principale la gestione delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula ha la possibilità di ritornare a vivere e lavorare in Italia, occasione che decide di sfruttare e ottenendo così in assegnazione un progetto di arrangiamento produzione e sviluppo interno a Eni S.p.A. Oltre a ciò, questa rinnovata responsabilità comporta per lui la possibilità di essere di nuovo protagonista in primo piano dei processi commerciali e operativi dei Paesi dell’Africa Occidentale e del Medio Oriente.

Le ultime esperienze professionali di Roberto Casula

Agli inizi del 2000, Roberto Casula rinnova il suo ruolo all’interno di Gruppo Eni, progredendo nella salita ai vertici aziendali. In primis è infatti nominato Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran e in un secondo momento Manager delle fasi 4 e 5 del programma conosciuto come Giant South Pars Gas. Per avere sotto mano la gestione di quest’ultimo progetto, si trasferisce a Teheran, capitale dell’Iran. Tornato per un breve periodo in Italia nel 2004, viene ritrasferito poco dopo a Tripoli, capitale della Libia. Qui è inizialmente impiegato in qualità di Managing Director per il Nord Africa e successivamente di Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Roberto Casula dal 2011 conduce l’azienda a stipulare numerosi e determinanti contratti commerciali in vari Paesi africani. Il riconoscimento da parte di Eni per il lavoro svolto sul campo arriva nel luglio del 2014, quando diviene Chief Development Operations & Technology Officer. Questo ruolo comporta la possibilità di comunicare in prima persona all’Amministratore Delegato per quanto concerne le attività tecniche, operative, di progetto e di ricerca e sviluppo.

Claudio Descalzi: una crescita sostenibile per Eni con l’accordo con il CNR

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L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi e il Presidente di CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) Massimo Inguscio si sono incontrati per sottoscrivere un Joint Research Agreement finalizzato alla costituzione di quattro centri di ricerca nel Mezzogiorno.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Eni e CNR insieme per la ricerca

Eni continua a impegnarsi per la crescita sostenibile del Paese e l’ultima partnership stabilita ne è la prova. Claudio Descalzi, Amministratore Delegato del Gruppo, ha incontrato il Presidente di CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) per firmare un accordo che comporta l’istituzione di quattro centri di ricerca congiunti, localizzati nel Mezzogiorno. Eni e CNR uniranno così le proprie forze nel nome dello sviluppo sostenibile. In particolare, i ricercatori si focalizzeranno su quattro aree: la decarbonizzazione del settore energetico e una crescita sostenibile, la promozione dell’economia circolare e della bioeconomia e per lo sviluppo di sistemi idrici e tecniche di agricoltura innovativi e sostenibili. Le due società stabiliranno insieme ogni obiettivo, attività e risorse concernenti i progetti da avviare, ma si prevede di costituire quattro laboratori presso centri operativi o di ricerca. Le zone interessate, nello specifico, saranno Lecce, per lo Studio sui cambiamenti climatici; Gela, per lavorare su energia pulita; la Basilicata si concentrerà sulla gestione del ciclo dell’acqua e a Portici si metterà a punto un piano per un’agricoltura a basse emissioni di CO2.

Claudio Descalzi: “Orgogliosi dell’accordo strategico”

Claudio Descalzi ha commentato l’alleanza appena siglata, ritendendola perfettamente in linea con il sistema di partnership stabilite con il mondo accademico e con il percorso verso la sostenibilità intrapreso dal Gruppo: “La collaborazione con CNR si inquadra nella strategia Eni di forte cooperazione con l’eccellente sistema della ricerca italiano”. Non a caso, Eni aveva già firmato alleanze con prestigiose Università italiane e non per unire i bisogni espressi dall’industria e le opportunità offerte dal comparto accademico, finalizzate alla valorizzazione della ricerca scientifica come servizio al Paese e al suo sviluppo industriale. A tal proposito, Claudio Descalzi ha manifestato la propria soddisfazione in merito all’ulteriore patto sottoscritto: “Siamo orgogliosi di avere all’attivo 9 accordi strategici con le principali Università ed enti di ricerca del Paese, per un investimento di più di 67 milioni di euro, evidenziando il nostro impegno nel campo della Ricerca e Sviluppo”.

Claudio Descalzi: Eni avvia un impianto pilota nell’offshore di Ravenna

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Con l’avvio dell’impianto pilota a Ravenna, Eni prosegue lungo la strada delle energie rinnovabili: il Gruppo guidato da Claudio Descalzi decide di sfruttare il moto ondoso per produrre energia attraverso l’azione del mare, una risorsa ancora poco riconosciuta a livello globale.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: avviato l’impianto che produce energia dalle onde

Il moto ondoso rappresenta la più grande fonte rinnovabile inutilizzata al mondo: Eni ha deciso di sfruttare questa fonte di energia particolarmente promettente e adatta alla decarbonizzazione dei processi offshore attraverso l’impianto pilota installato a Ravenna. Si chiama Inertial Sea Wave Energy Converter (Iswec) ed è a cura del Distretto Centro Settentrionale di Eni. L’impianto è nato da un lavoro sinergico tra la società guidata da Claudio Descalzi, il Politecnico di Torino (PoliTO) e lo spin off Wave for Energy che ha contribuito a individuare l’elevato potenziale del moto ondoso. L’impianto, integrato in un sistema ibrido che combina fotovoltaico e stoccaggio energetico, ha raggiunto un picco di potenza superiore a 51 kilowatt, il 103% della sua capacità nominale. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi prosegue nella sua sfida verso la realizzazione di un sistema energetico resiliente con zero emissioni, impegnandosi anche a consolidare l’integrazione tra Eni e il mondo accademico. Eni è intenzionata a valorizzare gli accordi di collaborazione già esistenti con le principali università italiane per accelerare lo sviluppo industriale di tecnologie innovative.

Gli incarichi e l’esperienza professionale di Claudio Descalzi

Originario di Milano, Claudio Descalzi nasce nel 1955. Si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi del capoluogo lombardo e due anni più tardi entra in Eni: inizia così una carriera professionale di successo, che lo porta a ricoprire ruoli di crescente prestigio e responsabilità. Inizialmente gli viene assegnato il ruolo di Ingegnere di giacimento, per poi diventare Project Manager. Arriva così a occuparsi delle attività della società nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Dopo aver ricoperto vari incarichi a livello internazionale, Claudio Descalzi diventa Presidente di Eni UK dal 2010 al 2014, per poi assumere il ruolo di Amministratore Delegato del Gruppo a maggio 2014. Il manager mantiene questo incarico tutt’oggi. Oltre all’impegno in Eni, è Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e membro del National Petroleum Council per il 2016/2017. È stato il primo europeo ad aggiudicarsi il premio internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012”, dalla Society of Petroleum Engineers e dall’American Institute of Mining Engineers (AIME) nel settore dell’Oil & Gas.

Roberto Casula: gli elementi essenziali per la lotta al cambiamento climatico

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Secondo Roberto Casula, è responsabilità di Eni “informare e fare chiarezza su quanto la modalità per arrivare alla transizione sia importante, quasi quanto la transizione stessa”. Il manager si occupa dell’obiettivo decarbonizzazione, nell’ottica di un futuro energetico più equo ed eco-sostenibile.

Roberto Casula

Roberto Casula: la riflessione sulla lotta al cambiamento climatico

In qualità di Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., Roberto Casula è spesso coinvolto in riflessioni legate al cambiamento climatico e alla sostenibilità ambientale. Nell’epoca in cui viviamo, è di fondamentale importanza trovare soluzioni innovative ed eco-friendly per produrre energia. Confrontarsi il più possibile sui nuovi modelli di sviluppo e riflettere sulla transizione energetica è una prerogativa imprescindibile per unire le forze e garantire un accesso più equo all’energia pulita e rinnovabile. “Come produttori di energia”, ha sottolineato Roberto Casula “è nostra responsabilità informare e fare chiarezza su quanto la modalità per arrivare alla transizione sia importante quasi quanto la transizione stessa”. Nel contesto geopolitico attuale, la sfida è prepararsi giorno per giorno a un futuro “low carbon”, che consentirà di arrivare ad abbattere le emissioni. Eni, da parte sua, ha la possibilità di condividere i vantaggi che offre l’energia solare, sfruttando al meglio i progressi compiuti in materia di innovazione tecnologica.

Gli incarichi professionali del manager Roberto Casula

Originario di Cagliari, Roberto Casula si laurea nel 1988 in Ingegneria Mineraria. Inizia il suo percorso lavorativo in Agip S.p.A. come Reservoir Engineer, per poi entrare nel 1992 nella consociata Agip Angola Ltd, con sede in Luanda: svolge gli incarichi di Reservoir Engineer, Petroleum Engineer e Chief Development Engineer. Il manager rientra in Italia nel 1997 per ricoprire il ruolo di Development and production Coordinator di Eni S.p.A., ruolo che lo porta a occuparsi delle attività operative e di business legate ai Paesi dell’Africa Occidentale e Centro-Asiatica. Dopo essere diventato Responsabile dei Servizi Tecnici e di progetto per le attività in Iran, assume il ruolo di Dirigente e Project Director del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5, trasferendosi in Iran, a Teheran. Il percorso di Roberto Casula in Eni prosegue con cariche di crescente responsabilità: nel 2011, in qualità di Executive Vice President, porta a termine con successo importanti negoziazioni in Libia, Angola, Congo, Gabon, Ghana, Sud Africa, Kenya e Mozambico. Da luglio 2014 è Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A.

La carriera di Roberto Casula, Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni

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Cagliaritano, classe 1962, Roberto Casula è l’attuale Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A. La sua carriera è iniziata presso Agip come Ingegnere di Giacimento. Nel corso degli anni, ha maturato diverse esperienze in Italia e all’estero nel settore petrolifero, che gli hanno permesso di affermarsi come manager.

Roberto Casula

Roberto Casula: formazione e prime esperienze in Agip

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962, dove si laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988. Dopo aver conseguito l’abilitazione alla professione di Ingegnere, entra in Agip in qualità di Reservoir Engineer. Nel 1992 si trasferisce a Luanda, in Africa Occidentale, presso la consociata Agip Angola Ltd, dove assume il ruolo di Chief Development Engineer. Nel 1997 viene trasferito presso la sede di San Donato Milanese, dove opera come Responsabile del coordinamento delle attività di business e operative relative ai Paesi dell’Asia centrale e dell’Africa occidentale. Tre anni più tardi, Roberto Casula è impegnato in numerose negoziazioni tecniche ed economiche e riceve la nomina di Department Manager relativamente alle operazioni in Iran. Nel 2001 viene nominato Direttore del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5 e si trasferisce a Teheran.

Roberto Casula: il percorso in Eni

Il 2004 è l’anno del passaggio di Roberto Casula in Eni nel ruolo di Amministratore Delegato della consociata Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., con sede a Gela. Nel territorio siciliano, il manager svolge attività di esplorazione e produzione. Nel 2005 è Managing Director di Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, e si trasferisce in Libia per un biennio, dove si occupa del coordinamento di tutte le attività del Paese. Dopo numerose negoziazioni e l’avvio di importanti progetti sociali, riceve la nomina di Senior Vice President e torna in Italia come Responsabile delle operazioni di business nell’Africa Subsahariana. Nel 2011 le responsabilità di Roberto Casula vengono estese all’intera Africa e al Medio Oriente, diventando Executive Vice President di Eni Divisione Exploration & Production. Da luglio 2014 assume l’incarico di Chief Development, Operations & Technology Officer e Consigliere di Amministrazione di Eni Foundation.