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Incontro annuale Airi: il discorso di Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni

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L’intervento di Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, al convegno annuale dell’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale: per sfruttare al massimo le potenzialità derivate da Intelligenza Artificiale e innovazione, l’esperienza e le competenze dell’uomo restano fondamentali.

Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer Eni

Airi: la partecipazione di Luigino Lusuriello al convegno annuale su Intelligenza Artificiale e innovazione

“Per trasformare il potenziale della trasformazione digitale in un beneficio per l’azienda dobbiamo mettere le persone al centro”: Luigino Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, lo ha sottolineato intervenendo all’incontro annuale dell’Airi, l’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale. Un’importante occasione di confronto su Intelligenza Artificiale, innovazione e il loro impatto su sistemi produttivi e modelli di business. L’esperienza di Eni in questo ambito è nota: il gruppo già da tempo sfrutta le opportunità derivate dalla trasformazione digitale. La sicurezza delle persone e degli impianti, l’efficienza operativa e l’ambiente sono alcuni degli ambiti dove gli influssi della digitalizzazione sono particolarmente evidenti. “Solo con le persone al centro effettivamente riusciamo a estrarre beneficio dalle tecnologie digitali” ha ricordato Luigino Lusuriello. Un’analisi in linea con quanto emerso durante l’incontro: il know-how dell’uomo, l’esperienza e la sua capacità di ragionamento rimangono valori imprescindibili nell’ottica di programmare e sfruttare al meglio le potenzialità delle macchine. Durante l’evento Eni è stata insignito del Premio Oscar Masi per lo sviluppo di algoritmi predittivi funzionali alla riduzione dei tempi non produttivi degli impianti di perforazione.

Luigino Lusuriello: il profilo formativo e professionale dell’attuale Chief Digital Officer di Eni

Originario di Genova,Luigino Lusuriello ricopre attualmente il ruolo di Chief Digital Officer in Eni. Laureatosi in Ingegneria Meccanica presso l’Università della città ligure, entra in Agip S.p.A. come progettista di strutture onshore e offshore. Il suo percorso professionale si arricchisce in seguito di una serie di esperienze importanti all’estero per Eni: nel 2004 è Managing Director di Eni Congo e successivamente ricopre lo stesso incarico per Eni UK. Rientra in Italia nel 2009, nominato Vice President per il coordinamento gestionale in Kazakhstan-Karachaganak: nel 2011 diventa Senior Vice President Programma Iraq. Tra il 2013 e il 2018 Executive Vice President Operations del gruppo, Luigino Lusuriello ne guida la trasformazione digitale da settembre dello scorso anno in qualità di Chief Digital Officer. Ha perfezionato la sua formazione, completando il corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme” presso la Said Business School University of Oxford.

Eni, il valore dell’economia circolare e della sostenibilità: il pensiero di Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende, Economia

Economia circolare, decarbonizzazione e sviluppo sostenibile: come ribadito in diverse occasioni dall’AD Claudio Descalzi, Eni si impegna da anni per incentivare la transizione energetica e fronteggiare il climate change, a salvaguardia del pianeta.

Claudio Descalzi

Economia circolare, l’impegno di Eni: il commento dell’AD Claudio Descalzi

“Siamo lontani dal contenere l’aumento delle temperature ben al di sotto del limite dei 2°C fissato dalla COP21 di Parigi. Dovremmo scendere entro il 2030 dagli attuali 32 a 24 miliardi di tonnellate di CO2 che emettiamo ogni anno nell’atmosfera, ma al ritmo attuale rischiamo invece di salire a 34 miliardi”: a tracciare il quadro della situazione è Claudio Descalzi. Come si legge in un approfondimento di “Tech Economy” su economia circolare e best practice che riporta le parole dell’Amministratore Delegato di Eni, “secondo l’International Energy Agency (IEA), di questo passo la temperatura salirà di 2.7°C ed entro il 2040 avremo esaurito il limite massimo di emissioni che assicura il contenimento entro i due gradi”. Numeri che hanno portato il gruppo a impegnarsi su più fronti nell’ottica di incentivare uno sviluppo sempre più sostenibile: lo dicono i numerosi progetti realizzati in Italia e negli altri Paesi in cui Eni opera, gli accordi sottoscritti con centri di ricerca, università e altre realtà di rilievo, gli investimenti in tecnologia e innovazione. È una sfida enorme, come sottolinea l’AD Claudio Descalzi, “ma altrettanto lo è l’opportunità che ci si presenta: salvare il pianeta creando al contempo un’economia nuova, più inclusiva, costruendo un’intera gamma di imprese e posti di lavoro che ancora non esistono. Servono generosità, l’impegno di tutti e un deciso cambio di mentalità nei Paesi più avanzati”.

Claudio Descalzi: tre best practice realizzate da Eni in materia di economia circolare

Il focus di “Tech Economy” riporta tre esempi di best practice realizzate dal gruppo guidato da Claudio Descalzi: l’impianto pilota “Waste to Fuel” di Gela, la riqualificazione produttiva del sito storico di Assemini e il piano di sviluppo e riqualificazione industriale che trasformerà in un’isola energetica l’area industriale dell’ex stabilimento del polo petrolchimico di Ravenna. Progetti in cui si riflette la visione dell’AD di Eni, espressa in diverse occasioni: “Dobbiamo agire ora, insieme, governi, società e anche i grandi fondi. Dobbiamo farlo creando nuove opportunità per tutti, legate all’economia circolare”. Ma per Claudio Descalzi ognuno di noi può fare qualcosa per salvare il pianeta: “Cominciando, per esempio, dallo sprecare meno ed essere più efficienti nell’uso dell’energia”.

“Eccellenti risultati finanziari”: l’AD Claudio Descalzi sulla semestrale di Eni

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

Una prima parte di 2019 all’insegna dell’eccellenza per Eni: a confermarlo è l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, soddisfatto per i risultati finanziari conseguiti dal Gruppo, che sta “proseguendo nella realizzazione degli obiettivi del proprio piano industriale”.

Claudio Descalzi, AD Eni

Il commento di Claudio Descalzi ai risultati conseguiti da Eni nel primo semestre

Risultati eccellenti quelli conseguiti da Eni nel secondo trimestre e nel primo semestre dell’esercizio 2019. Lo conferma l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, soddisfatto perché in questo modo si potrà proseguire nella realizzazione degli obiettivi del piano industriale. Nonostante uno scenario meno favorevole al semestre precedente, la generazione di cassa ha avuto un incremento di oltre il 20%, coprendo ampiamente sia gli investimenti che la remunerazione degli azionisti. Conseguenza diretta di questo andamento è la riduzione del debito, sceso di un ulteriore 5% a €7,87 miliardi prima della passività per leasing. Risultati ottenuti “grazie alla performance industriale”. Claudio Descalzi ha proseguito il suo discorso parlando dell’Upstream, dove il modello operativo di Eni ha portato all’avvio della produzione dell’Area 1 in Messico, un obiettivo raggiunto a meno di un anno dall’approvazione del piano di sviluppo. Da sottolineare, inoltre, la crescita in Egitto grazie al vicino raggiungimento del plateau da parte del campo di Zohr.

Claudio Descalzi: gli indici di sostenibilità in costante miglioramento

Tra i segnali positivi, Claudio Descalzi sottolinea anche il miglioramento del portafoglio long-term in Gas Power, da ascrivere principalmente al rinnovo del contratto di fornitura da Sonatrach. A questi si accompagnano gli ottimi risultati del Retail gas power, dovuti all’ampliamento dei clienti di circa 130.000 utenze. In uno scenario debole, i business R&M e Chimica riescono a ottenere un recupero di redditività nel secondo trimestre, principalmente nel marketing oil. In miglioramento, inoltre, come evidenziato dall’Amministratore Delegato di Eni, i principali indici di sostenibilità, che si mantengono in linea con gli obiettivi prefissati. Tutti questi fattori portano Claudio Descalzi al proposito di confermare al CdA del 19 settembre la proposta di un acconto dividendo di €0,43 per azione.

Il profilo professionale di Roberto Casula

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Originario di Cagliari e laureato in Ingegneria Mineraria, Roberto Casula è l’attuale Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A. Inizia il proprio percorso professionale in Agip in qualità di Ingegnere di Giacimento.

Roberto Casula

Roberto Casula: percorso formativo e prime esperienze professionali

Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula si laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università degli Studi nel 1988. Superato con successo l’esame per l’abilitazione alla professione di Ingegnere, entra in Agip in qualità di Reservoir Engineer, impegnato nelle prove di produzione e acquisizione di dati. Nel 1992 si trasferisce a Luanda, in Africa Occidentale, presso la consociata Agip Angola Ltd, in qualità di Chief Development Engineer. Nel 1997 fa il suo ritorno in Italia, presso il quartier generale di San Donato Milanese, dove opera come Responsabile del coordinamento delle attività di business e operative, relative ai Paesi dell’Asia Centrale e dell’Africa Occidentale. Tre anni più tardi, Roberto Casula è coinvolto in numerose negoziazioni tecniche ed economiche e viene eletto Department Manager relativamente alle operazioni in Iran. Nel 2001 si trasferisce in Iran, presso la capitale Teheran, per dirigere l’importante progetto Giant South Pars Gas nelle fasi 4 e 5.

Roberto Casula: la crescita all’interno del Gruppo Eni S.p.A.

Nel 2004 Roberto Casula arriva in Eni S.p.A., dove ricopre il ruolo di Amministratore Delegato della consociata Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., con sede a Gela. Nel territorio siciliano, svolge attività di esplorazione e produzione. Nel 2005 si trasferisce in Libia per un biennio e assume la carica di Managing Director di Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, dove si occupa del coordinamento di tutte le attività del Paese. Dopo numerose negoziazioni e l’avvio di importanti progetti sociali, riceve la nomina di Senior Vice President e rientra in Italia in qualità di Responsabile delle operazioni di business nell’Africa Subsahariana. Nel 2011 le responsabilità di Roberto Casula si estendono all’intera Africa e al Medio Oriente e ricopre il ruolo di Executive Vice President di Eni Divisione Exploration & Production. Nel luglio 2014 assume l’incarico di Chief Development, Operations & Technology Officer e Consigliere di Amministrazione di Eni Foundation a diretto riporto dell’Amministratore Delegato.

Claudio Descalzi: Eni in Messico, avvio della produzione in anticipo

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

Messico, Eni avvia in anticipo la produzione del campo di Miztón: una tappa cruciale nel progetto di sviluppo dell’Area 1, di cui l’AD Claudio Descalzi ha sottolineato il valore.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: Eni avvia in anticipo la produzione dall’Area 1 nell’offshore del Messico

Nuovo traguardo in Messico per Eni. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha avviato la fase di produzione anticipata dal campo di Miztón, nell’Area 1, localizzata nella baia di Campeche, nell’offshore del Paese. Si tratta di un primo passo nello sviluppo dell’Area 1, che secondo le stime contiene un totale di 2,1 miliardi di barili di petrolio equivalente in posto (90% olio) nei giacimenti di Amoca, Miztón e Tecoalli. L’Area 1 è stata acquisita da Eni nel settembre 2015 in un bid round competitivo. In questa fase di produzione anticipata è previsto un raggiungimento di 15.000 barili di petrolio al giorno: iniziata dal pozzo Miztón 2, la produzione della piattaforma installata in 34 metri di profondità viene inviata con una linea multifase all’impianto di separazione a terra (Onshore Receiving Facility, ORF) che il gruppo ha costruito a Sanchez Magallanes, nello stato di Tabasco. Qui, dopo la separazione ad ORF, viene mandata all’impianto Pemex di San Ramón per ulteriore trattamento. Nei primi mesi del 2021 sarà installata una struttura galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico (FPSO) in modo da far partire la piena produzione che raggiungerà un plateau di 100.000 barili di petrolio equivalente al giorno. Secondo il Piano di Sviluppo dell’Area 1 saranno costruite e installate due ulteriori piattaforme sul campo di Amoca e di una sul campo di Tecoalli. Lo start up della produzione dall’Area 1 conferma ulteriormente l’efficacia dell’approccio “fast track” distintivo di Eni: come spiegato in diverse occasioni anche dall’AD Claudio Descalzi, l’obiettivo è effettuare progetti efficienti di sviluppo upstream.

Eni in Messico: il focus dell’AD Claudio Descalzi sulle attività del gruppo

L’avvio in anticipo della produzione dal campo messicano Mitzon è stato commentato dall’AD Claudio Descalzi, che ne ha illustrato il valore: “Abbiamo raggiunto lo startup di produzione in meno di due anni e mezzo dall’inizio del primo pozzo perforato da Eni nellˈArea 1 e in meno di un anno dall’approvazione del Piano di Sviluppo”. Un risultato, come rileva l’AD, “in linea con le aspettative del governo messicano di aumentare la produzione complessiva del Paese”. Claudio Descalzi evidenzia inoltre come Eni sia la prima compagnia internazionale ad avviare la produzione offshore in Messico dopo la Riforma Energetica. L’intenzione del gruppo è di “continuare a collaborare con le autorità messicane”. Eni è presente in Messico dal 2006: nel 2015 è stata costituita la sua controllata Eni Mexico S. de R. L. de C. V. Nel maggio 2019 il gruppo italiano ha sottoscritto con il governo dello Stato di Tabasco un Memorandum of Understanding per identificare e sviluppare progetti di sostenibilità nel campo educativo, sanitario e dello sviluppo socio-economico.

Bioraffinerie: l’AD Claudio Descalzi parla dell’impegno green di Eni

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

Nuova vita per le raffinerie di Porto Marghera e Gela: il punto dell’AD Claudio Descalzi sui progetti di conversione green avviati da Eni.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: il valore dei progetti di riconversione degli impianti di Porto Marghera e Gela

L’impegno di Eni nel promuovere ed incentivare la sostenibilità si esprime su diversi fronti. La realizzazione di progetti, la sottoscrizione di accordi con atenei ed enti di ricerca, lo sviluppo di tecnologie innovative funzionali al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Non a caso, il gruppo guidato da Claudio Descalzi è stato il primo ad aver sperimentato la riconversione di un impianto di raffinazione tradizionale in raffineria green. Quello di Porto Marghera, per riprendere le parole pronunciate dall’AD lo scorso dicembre in occasione della visita del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, è il “primo esempio di economia circolare sulla parte della raffinazione”. L’impianto di Porto Marghera e quello di Gela, come sottolineato in diverse occasioni anche dall’AD Claudio Descalzi, sono stati riconfigurati individuando soluzioni innovative e utilizzando metodi di produzione verdi sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che economico.

Claudio Descalzi: il green darà sempre più utile operativo ad Eni

“Venezia è stata la prima ma ora ci sarà Gela sul trattamento del rifiuto organico in combustibile e sul trattamento del rifiuto non organico, le plastiche, la componente non biodegradabile” ha spiegato Claudio Descalzi lo scorso dicembre. “Qui a Venezia stiamo lavorando su questo trattamento, in un impianto dal quale ricavare idrogeno che utilizziamo nella chimica verde. Un ciclo completamente integrato di seconda e terza generazione” ha annunciato l’AD di Eni parlando anche delle ricadute occupazionali. “Tutte le innovazioni necessiteranno di nuove professionalità, quindi nuovo personale specializzato da reperire anche nelle università” ha evidenziato Claudio Descalzi precisando che il segmento green “darà sempre più utile operativo ad Eni”.

Claudio Descalzi: “2018, annata da record”

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Claudio Descalzi ha illustrato i risultati raggiunti da Eni durante l’anno 2018 in occasione dell’assemblea degli azionisti. Nello specifico, i dati principali mostrano il conseguimento di un livello produttivo da record con 1,85 mln di boe al giorno e la riduzione dell’indebitamento netto finanziario.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi commenta i risultati di Eni nel 2018: “Livello produttivo record”

Un’annata importante quella del 2018 per Eni. Il Gruppo ha raggiunto traguardi importanti e risultati degni di nota, a confermarlo è anche l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi durante l’assemblea degli azionisti, illustrando i principali dati conseguiti. Ciò che è emerge, nello specifico, è una rigorosa implementazione delle linee guida strategiche che ha permesso di coniugare crescita, ritorni e solidità del patrimonio. Ma non solo: “Abbiamo raggiunto il livello produttivo record di 1,85 mln di boe al giorno, con un cash neutrality di 52 dollari al barile per la copertura dei capex e del dividendo rispetto alla baseline 2014 di 114 dollari al barile” ha aggiunto Claudio Descalzi. Buone notizie anche sul fronte dell’indebitamento netto finanziario, ridotto a 8,3 milioni di euro. “Siamo riusciti ad ottimizzare gli investimenti, cambiando modello operativo, aumentando produzione. Alla base della strategia di Eni, c’è la crescita organica: non compriamo ma esploriamo, troviamo e sviluppiamo”, ha concluso l’AD.

Claudio Descalzi: il ritratto professionale dell’Amministratore Delegato di Eni

Milanese, classe 1955, Claudio Descalzi si laurea in Fisica nel 1979 e costruisce la sua carriera professionale nel settore dell’energia. Fa il suo ingresso in Eni nel 1981 in qualità di Ingegnere di giacimento e successivamente diventa Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo; per poi affermarsi come Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Pochi anni più tardi, matura un’importante esperienza all’estero: si trasferisce in Congo, nominato Managing Director di Eni Congo SA e, in seguito, in Nigeria come Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata del Gruppo. Grazie alle competenze sviluppate in questi anni, riesce a rivestire ruoli di crescente importanza all’interno del colosso energetico. Attualmente è Amministratore Delegato, incarico che ricopre dal 2014. Oltre a tale impegno, Claudio Descalzi è Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e membro del National Petroleum Council durante l’annata 2016/2017.

Roberto Casula: il ruolo fondamentale di Eni per la sostenibilità

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La lotta ai cambiamenti climatici passa anche attraverso la transizione energetica: Roberto Casula, Chief Development Operations & Technology Officer di Eni, sottolinea l’importanza di definire le corrette modalità secondo le quali affrontare la transizione, nonché le responsabilità dell’azienda per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.

Roberto Casula

Roberto Casula: il contributo di Eni per preservare l’ambiente

La sfida del nostro secolo è ormai chiara: la lotta ai cambiamenti climatici sta diventando una prerogativa imprescindibile per le aziende, soprattutto per chi, come Eni, si occupa di energia. Roberto Casula, Chief Development Operations & Technology Officer del Gruppo dal 2014, ha sottolineato il ruolo centrale di Eni per quanto riguarda la sostenibilità e i cambiamenti in atto: la società deve “informare e fare chiarezza su quanto la modalità per arrivare alla transizione sia importante, quasi quanto la transizione stessa”. Nel contesto geopolitico che stiamo vivendo è fondamentale prepararsi giorno per giorno a un futuro totalmente decarbonizzato: si tratta di una misura fondamentale per ridurre le emissioni e abbracciare un business più eco-friendly. Anche la riflessione di Roberto Casula mira a precisare che, per giungere a tali traguardi, è importante confrontarsi sui nuovi modelli di sviluppo, per unire le forze e garantire un accesso all’energia pulita più equo.

Roberto Casula: la carriera del dirigente Eni

Roberto Casula è Chief Development Operations & Technology Officer di Eni dal 2014. Di origini cagliaritane, è laureato in Ingegneria Meccanica. Inizia la sua carriera in Agip S.p.A. come Reservoir Engineer, mantenendo questo ruolo fino al 1991. In seguito, entra nella consociata Agip Angola Ltd, con sede in Luanda, e svolge gli incarichi di Reservoir Engineer, Petroleum Engineer e Chief Development Engineer. Rientra in Italia nel 1997 per diventare Development and Production Coordinator di Eni, ma tre anni dopo assume l’incarico di Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per l’Iran. Dopo essersi trasferito a Teheran per guidare il progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5, diventa Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., con sede a Gela. Successivamente ricopre nel Gruppo altri ruoli importanti a livello internazionale. Roberto Casula, prima di assumere l’attuale incarico, diventa Executive Vice President e conclude con successo diverse negoziazioni in Libia, Angola, Congo, Gabon, Ghana, Sud Africa, Kenya e Mozambico.

Eni: la visita dell’AD Claudio Descalzi in Iraq

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Eni, Claudio Descalzi in visita in Iraq: l’AD incontra il Vice Primo Ministro Thamir A. Al Ghadhban per fare il punto su attività e nuovi progetti del gruppo nel Paese.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: focus sull’incontro tra l’AD di Eni e il Vice Primo Ministro iracheno

L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha incontrato a Baghdad il Vice Primo Ministro iracheno Thamir A. Al Ghadhban per parlare delle attività del gruppo nel Paese, anche alla luce dei risultati conseguiti di recente nel campo Zubair. Si tratta di uno dei più grandi giacimenti petroliferi nella regione meridionale di Bassora, con oltre 1 miliardo di barili di olio equivalente prodotti dalla firma del contratto: al progetto hanno lavorato congiuntamente Eni Iraq BV e Basra Oil Company (BOC), contribuendo a una sua rapida crescita. Negli ultimi quattro anni, la produzione di Zubair è aumentata di oltre il 100%. Inoltre, come illustrato anche dall’AD Claudio Descalzi, attualmente è in fase di messa in esercizio anche una nuova centrale elettrica da 380MW, in grado di generare energia per il consumo interno. L’avvio è previsto per questa estate.

Claudio Descalzi: attività e progetti di Eni in Iraq

Nel corso del colloquio con il Vice Primo Ministro per l’energia, l’AD di Eni Claudio Descalzi si è confrontato anche sull’avanzamento dei progetti sociali attualmente in corso nella regione di Bassora nei settori dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione, dell’accesso all’energia e dell’acqua potabile. L’AD di Eni ha parlato anche di nuove opportunità: in particolare si è soffermato sulle potenziali sinergie legate ai progetti energetici in Iraq, una leva strategica per il Paese per massimizzare l’utilizzo delle risorse naturali nazionali. Il gruppo è uno dei principali operatori internazionali di petrolio e gas in Iraq: attualmente produce circa 500.000 barili di petrolio equivalente giorno e prevede di investire ulteriori 7 miliardi di dollari nel progetto di sviluppo del campo di Zubair. Eni è presente in Iraq dal 2009 attraverso la sua controllata Eni Iraq BV e grazie allo sviluppo del progetto Zubair Field Development Project (Eni 41,56%, Kogas 23,75%, BOC 29,69%, State Partner 5%) è diventata uno dei principali operatori nel settore petrolifero del Paese.

Una vita nel top management: la carriera di Roberto Casula all’interno di Eni

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Dopo la laurea in Ingegneria Mineraria a Cagliari, è arrivato in Eni dove ha condotto un percorso che lo ha portato fino ai vertici dell’azienda. La storia professionale di Roberto Casula unisce la diretta esperienza sul campo al management societario.

Roberto Casula

Roberto Casula: i primi anni del percorso professionale

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962. Dopo aver terminato gli studi superiori, si iscrive alla Facoltà di Ingegneria Mineraria presso l’ateneo cagliaritano, conseguendo la laurea nel 1988. In seguito, trova lavoro nel settore petrolifero presso Agip S.p.A., dove resta impiegato fino al 1991. In questo ruolo ha il compito di amministrare le prove di produzione e acquisizione dei dati sui pozzi e di verificare il comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Inizialmente marginali, queste mansioni ricoperte diventano in breve tempo il fulcro del proprio operato. Nel 1992 passa agli uffici della società controllata del gruppo Agip Angola Ltd a Luanda, capitale dell’omonimo stato dell’Africa Centro-Occidentale. In questa nuova veste ha come compito principale la gestione delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula ha la possibilità di ritornare a vivere e lavorare in Italia, occasione che decide di sfruttare e ottenendo così in assegnazione un progetto di arrangiamento produzione e sviluppo interno a Eni S.p.A. Oltre a ciò, questa rinnovata responsabilità comporta per lui la possibilità di essere di nuovo protagonista in primo piano dei processi commerciali e operativi dei Paesi dell’Africa Occidentale e del Medio Oriente.

Le ultime esperienze professionali di Roberto Casula

Agli inizi del 2000, Roberto Casula rinnova il suo ruolo all’interno di Gruppo Eni, progredendo nella salita ai vertici aziendali. In primis è infatti nominato Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran e in un secondo momento Manager delle fasi 4 e 5 del programma conosciuto come Giant South Pars Gas. Per avere sotto mano la gestione di quest’ultimo progetto, si trasferisce a Teheran, capitale dell’Iran. Tornato per un breve periodo in Italia nel 2004, viene ritrasferito poco dopo a Tripoli, capitale della Libia. Qui è inizialmente impiegato in qualità di Managing Director per il Nord Africa e successivamente di Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Roberto Casula dal 2011 conduce l’azienda a stipulare numerosi e determinanti contratti commerciali in vari Paesi africani. Il riconoscimento da parte di Eni per il lavoro svolto sul campo arriva nel luglio del 2014, quando diviene Chief Development Operations & Technology Officer. Questo ruolo comporta la possibilità di comunicare in prima persona all’Amministratore Delegato per quanto concerne le attività tecniche, operative, di progetto e di ricerca e sviluppo.