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Fecondazione assistita low cost: pro e contro

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Fecondazione assistita low costQuando una coppia sceglie di intraprendere la strada della fecondazione assistita, ci sono una miriade di problemi da risolvere: la scelta del professionista al quale affidarsi, l’impatto psicologico e le conseguenze sulla coppia, le terapie e ultimo, ma non ultimo, l’impegno economico. Con la crisi che ha colpito indistintamente e globalmente ogni nazione, anche nel settore della procreazione medicalmente assistita, c’è stato un fiorire di tecniche e offerte “low cost” per ottenere la tanto desiderata gravidanza.

Se si abbattono i costi, si abbattono anche i pazienti?
Tra le soluzioni che ultimamente hanno avuto maggiormente eco on line c’è la procedura elaborata da Jonathan Van Blerkom dell’Università del Colorado che, con un uso ridotto di farmaci e strumenti molto comuni è riuscito ad abbattere considerevolmente le spese di una fecondazione assistita. Certo, la possibilità di abbattere i costi è uno degli obiettivi primari di ogni centro per la fecondazione assistita e, ogni professionista che si rispetti, non consiglierebbe mai più esami o più terapie, oltre quelle strettamente indispensabili, ma queste tecniche sono sicure? E che percentuali di successo ci sono?

La salute della madre e del bambino non hanno prezzo.
Abbiamo chiesto al dottor Antonio Scotto, direttore del Centro Fecondazione Assistita per lo studio e la terapie delle coppie infertili, un parere su questa e sulle altre soluzioni “low cost” proposte dal mercato. “Una delle cose che in molti sottovalutano” ci dice il dottor Scotto, “è che quando si praticano tecniche di fecondazione assistita si deve affrontare un un processo piuttosto complesso, che ha nell’altissima personalizzazione il vero punto che ne può garantire il successo. Nello specifico, la tecnica sviluppata Jonathan Van Blerkom, ha sicuramente dei vantaggi economici, ma, ad esempio, l’analisi dell’embrione da impiantare, viene fatta con un semplice microscopio, cosa che personalmente non mi darebbe la giusta tranquillità nel proporre l’impianto dello stesso a una coppia e, in ogni caso,  sia la fecondazione in vitro, che l’impianto sono solo due dei passi che si devono fare per avere una gravidanza con la procreazione medicalmente assistita. “In definitiva, in questo caso, l’abbattimento dei costi prevede un conseguente abbattimento di quella che potremmo definire “qualità dell’intervento”?
“Di solito è così. Ad esempio nell’Europa dell’Est ci sono diversi centri che propongono soluzioni molto economiche, il che non significa automaticamente che non siano delle buone strutture, ma sicuramente, è meglio preoccuparsi più della salute della madre e del bambino, piuttosto che di quanto si può risparmiare, se risparmiare significa rischiare la salute delle persone che si amano”.

Centro Fecondazione Assistita Roma, Milano, Napoli

Infertilità maschile: spermatozoi più potenti con l’aiuto di un’alga

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Fecondazione assistita: SpermatozoiUtilizzando la tradamixina, ingrediente di un composto naturale antiossidante, associato a un antiestrogeno, si è avuto un incremento del 46% di gravidanze rispetto alla procedura che utilizza solo l’antiestrogeno. Questi sono i risultati riscontrati in una ricerca condotta dall’Università Federico II di Napoli e dall’Ospedale partenopeo Santa Maria delle Grazie, che è stata pubblicata sulla rivista scientifica The Journal of Steroids & Hormonal Science.

Anche “Lui” è responsabile!
Questa scoperta, in un panorama nel quale di solito la donna è vista come principale attore nelle criticità legate al concepimento, riequilibra in qualche modo il ruolo del maschile anche nella gestione dei problemi di fertilità, che, da statistiche recenti, colpiscono circa il 15% delle coppie.
Al momento, nel nostro paese, gli uomini che hanno problemi di fertilità superano i due milioni, attestando sul 25% i casi di mancato concepimento con cause di derivazione maschile.
Partendo da questo scenario, i ricercatori dall’Università Federico II di Napoli, hanno somministrato per sei mesi la tradaximina, ipotizzando che potesse influenzare in modo sensibile le possibilità di procreazione in soggetti con problemi di infertilità.

Un ingrediente completamente naturale.
Questo ingrediente, presente in un integratore alimentare a base di Alga Eklonia Bicyclis, Tribulus Terrestre e Glucosamina, associato a un farmaco antiestrogeno, ha migliorato significativamente la fertilità maschile. I pazienti, suddivisi in tre gruppi hanno ricevuto trattamenti differenti: ad un gruppo è stato somministrato la tradamixina e un farmaco antiestrogeno, a un altro solo il farmaco estrogeno e, infine, al terzo, è stato somministrato un placebo, valutando il numero delle gravidanze spontanee, la motilità progressiva e il numero degli spermatozoi. Il primo gruppo, al quale è stata somministrata tradamixina e antiestrogeno, ha prodotto 13 gravidanze; il gruppo col solo antiestrogeno 6 e Il gruppo dei placebo 2. Grazie a queste verifiche è stato individuato un trattamento del tutto naturale, il Tradafertil, che senza effetti collaterali, unisce le proprietà della tradamixina al Myo inositolo, che con la sua azione antiossidante naturale, è un concreto sostegno della fertilità maschile.

Tutta colpa dello stress!
Tra le cause di infertilità negli uomini lo stress ossidativo sembra essere da sempre tra i motivi principali di infertilità. Infatti, se diminuisce l’energia della quale lo spermatozoo necessita per fecondare l’ovulo, si riduce di molto la capacità di poter dare l’inizio a una gravidanza. Inoltre, i fattori ambientali che alimentano un’azione ossidativa dannosa per la formazione e la motilità degli spermatozoi sono davvero tanti, senza considerare che anche il percorso che porta a una gravidanza, utilizzando tecniche di procreazione medicalmente assistita, è frequentemente fonte di uno stress psico fisico notevole per l’uomo, incidendo pertanto anche sulla performance sessuale. Il Tradafertil, oltre a migliorare la capacità di fecondazione dell’uomo, ne potenzia le funzionalità sessuali maschile. In questo processo di energizzazione del sistema riproduttivo maschile la tradamixina, ingrediente che sta alla base dell’integratore per la fertilità, è la protagonista principale. Composta da Tribulus Terrestre, che stimola la produzione di testosterone, dall’Alga Eklonya Bicyclis, efficacissimo antiossidante che promuove la produzione di ossido di azoto, neurotrasmettitore dell’erezione, e ,infine dalla Glucosamina, che aumenta i livelli di ossido di azoto.

E se non funziona? C’è sempre la fecondazione eterologa.
“I dati di questa ricerca sono davvero interessanti” ci dice il Dottor Scotto, Direttore Centro di Fecondazione Assistita per lo studio e la terapia per la coppia inferitile. “Naturalmente” – continua – “per alcune patologie, dove la fertilità maschile è completamente compromessa, c’è sempre l’opportunità di ricorrere alla fecondazione eterologa, tenendo però ben presente, che questa, più di ogni altra pratica, può avere un impatto psicologico piuttosto consistente da sostenere per la coppia. In questi casi, nei centri internazionali per la procreazione eterologa medicalmente assistita, come il CIFE, il supporto psicologico da parte di professionisti del settore, è parte integrante delle pratiche di fecondazione assistita. In ogni caso” – continua il Dottor Scotto “Un rimedio di questo tipo, con un impatto percentuale così cospicuo, può essere considerato un vero miracolo della natura, ma anche in questo caso vale la precauzione di sempre: parlatene col vostro terapeuta e non curatevi da soli, cavalcando entusiasmi statistici, nei quali per qualche motivo, potreste non rientrare.”

Fabrizio Morrone
Centro Fecondazione Assistita Roma, Napoli, Milano

Fecondazione Assistita, istruzioni per l’uso. Piccolo prontuario per chi vuole saperne di più

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Procreazione AssistitaA molte coppie succede, quando tentano di avere il primo figlio, di scoprire che uno o entrambi i partner possono essere affetti da problemi di fertilità. In Italia la norma che regola la possibilità di accedere a terapie di fecondazione assistita è la tristemente nota Legge 40 del 2004. Ma, allora, cosa si deve fare? Quali sono i primi passi da muovere per potersi sottoporre a terapie e a tecniche di procreazione medicalmente assistita?

Chi può sottoporsi alla fecondazione assistita in Italia?
Secondo la legge 40 del 2004 “possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi”. Quindi solo le persone eterosessuali e non troppo in là con gli anni possono legalmente percorrere la strada della fecondazione assistita. Tutto ciò a mezzo di una sentenza della Corte Costituzionale, risalente al maggio dello scorso anno, sia implicitamente, che esplicitamente, esclude la fecondazione eterologa, ovvero i gameti utilizzabili per le fecondazione assistita devono provenire dalla coppia. Fatte queste premesse è facile leggere tra le righe che la legge 40 vieta alle coppie lesbiche di poter procreare.

Dove si può fare?
Le strutture, pubbliche o private, che si dedicano alla procreazione medicalmente assistita sono iscritte in un registro istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità. I centri attualmente attivi in Italia sono 360. Mentre nel Molise non c’è nessun centro per la pratica della PMA, in Lombardia, la regione prima in classifica per numero di strutture, ne conta 59 . In percentuale, sul totale nazionale, il 34% dei centri sono pubblici, il 7%, invece, opera in regime privato convenzionato e il 59% privatamente.
Il Centro Per la Fecondazione Assistita e la terapia e lo studio della Coppia Infertile diretto dal Dottor Scotto è uno dei centri accreditati che opera sia privatamente che in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale.

Quali tecniche sono possibili?
Nei centri definiti di primo livello si applica esclusivamente la tecnica di Inseminazione Intrauterina Semplice, che prevede la fecondazione con l’introduzione del liquido seminale all’interno della cavità uterina, e la crioconservazione dei gameti maschili. I centri di secondo e terzo livello, vengono praticate anche la fecondazione in vitro (FIVET), in cui la fecondazione avviene all’esterno del corpo della donna, con successivo trasferimento dell’embrione nell’utero; l’Icsi con la quale viene iniettato un nell’ovocita e metodologie più sofisticate come il prelievo chirurgico di spermatozoi e crioconservazione dei gameti maschili, femminili e di embrioni». “Naturalmente, essendo un settore nel quale la ricerca sta facendo passi da gigante” dichiara il Dottor Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita e studio e terapia della coppia infertile, “Quindi, è sempre bene farsi consigliare da un professionista esperto e informato su quale delle nuove tecniche disponibili è il caso utilizzare nelle specifiche problematiche di infertilità”.

La diagnosi preimpianto.
Uno dei punti più controversi e dibattuti, regolato dalla legge 40 è la diagnosi preimpianto. L’analisi degli embrioni, prima che vengano impiantati, deve essere fatto solo per fini terapeutici e diagnostici, legati alla tutela, alla salute e allo sviluppo dell’embrione stesso. La diagnosi viene effettuata circa settanta ore dopo il concepimento, prelevando due cellule che vengono analizzate al livello genetico. In ogni caso, i feti affetti da malattie genetiche non vengono distrutti, ma crioconservati.

La crioconservazione.
Sempre la legge 40 prevede che per ogni ciclo di fecondazione assistita si crei il numero strettamente necessario di embrioni, per evitare che un embrione venga creato e poi abbandonato nell’azoto liquido a -196°. Per evitare la creazione di embrioni in sovrannumero, la legge prevede che si generino embrioni solo se destinati ad essere impiantati nell’utero materno. “Un’altra opportunità” – spiega il Dottor Scotto – è il congelamento, tramite vetrificazione di oviciti, che in termini scientifici dà gli stessi risultati, ed è priva di risvolti etici, evitando soprattutto di creare embrioni in sovrannumero”.

Il supporto psicologico.
I centri di procreazione medicalmente assistita assicurano alla coppia, quando è consigliabile, un sostegno psicologico: l’esperienza dell’infertilità ha infatti numerosi risvolti psicosociali e sessuali e non è solo un problema legato al corpo. L’uomo e la donna devono aver chiaro in mente che stanno affrontando un ‘non-evento’ riproduttivo, in sè stessi e nei confronti del mondo e che l’aiuto medico di cui avranno bisogno si tradurrà in un’inevitabile intrusione nella loro sfera intima. Un adeguato counseling permette alla coppia di vivere e attraversare anche gli effetti “collaterali” delle terapie: durante i trattamenti ormonali le sindromi depressive e i disturbi d’ansia rientrano nella normalità. Se la coppia lo sa, avrà meno paura di affrontarli.

Tempi e costi.
I costi sono della fecondazione assistita sono molto vari, a seconda alle strutture alle quali ci si rivolge.
In una struttura pubblica ad esempio, i costi della fecondazione assistita sono veramente bassi e alla portata di tutti ma, appunto per questo, con liste di attesa lunghe e tempi improponibili. È possibile, però, praticarla anche in centro convenzionati. Le modalità, il numero di prestazioni erogabili, i costi a carico del servizio sanitario nazionale e i tempi di attesa, che nelle strutture pubbliche arrivano fino a 24 mesi, variano da Regione a Regione. Inoltre, variano anche i limiti di età per usufruire delle prestazioni, che in ogni caso, nella legge 40 non sono definiti con chiarezza.

E nel resto dell’Europa cosa succede?
Nell’Unione Europea la Spagna è sicuramente quella che ha meno regole in tema di procreazione artificiale. E’ possibile sempre e comunque la diagnosi preimpianto sull’embrione ed è consentita la fecondazione eterologa. Inoltre non sono c’è un limite di età per nessuna pratica di fecondazione assistita. Unico divieto, però, riguarda pratica dell’utero in affitto.
Nel Regno Unito è possibile praticare la fecondazione l’eterologa senza però la garanzia dell’anonimato. Ed è proprio la possibilità che il figlio possa conoscere l’identità del genitore biologico, ha fatto crollare le donazioni di gameti, anche se quest’anno la Human Fertilisation and Embryology Authority ha aumentato fino a 750 sterline il contributo per le donatrici di ovuli. Va inoltre anche ricordato che il Regno Unito è da tempo aperto alle sperimentazioni sugli embrioni, senza troppe riserve etiche. Ad esempio, già nel 2007 la HFEA ha permesso la creazione di embrioni ibridi formati usando materiale genetico umano e bovino, anche se dopo due anni questa ricerca non ha prodotto i risultati sperati e ha subito forti tagli ai finanziamenti.
In Francia, invece, è vietato fare ricerca sugli embrioni anche se con alcune deroghe. La procreazione medicalmente assistita è prevista solo per le coppie infertili. L’eterologa è permessa, ma la diagnosi preimpianto è possibile solo in presenza di malattie genetiche ereditarie.
In Germania, infine, da un paio d’anni è stata introdotta la possibilità di analizzare l’embrione prima di impiantarlo, nel caso la coppia fosse potatrice sana di malattie genetiche. L’eterologa, invece, E’ vietata, permettendo però la donazione del seme in vivo (non in vitro).

Fabrizio Morrone
Centro Fecondazione Assistita Roma, Napoli.