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Reduce dal successo di Spoleto, Sambucco porta le sue foto all’Hotel Astor con Sgarbi

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Rientra in Friuli il fotografo di Codroipo che ha incantato Spoleto con gli scatti delle sue vette. Alle 18 di domenica 21 luglio infatti Gino Maria Sambucco inaugurerà la sua personale dal titolo Oltre la realtà, la fantasia in piazza dei Martiri 26/E, all’Hotel Astor di Belluno. L’artista, tra i partecipanti alla rassegna d’arte internazionale Spoleto Arte, quest’anno presentata dai professori Vittorio Sgarbi e Francesco Alberoni e visitata da molti grandi personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, è conosciuto per le sue fotografie dedicate alle Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO. Già a marzo, alla Milano Art Gallery, la sua mostra Oltre la realtà, la fantasia, aveva dimostrato quanto forte fosse il legame tra Sambucco e la sua terra, sollevando l’attenzione di pubblico e stampa, culminato lo scorso 5 luglio con il conferimento del Premio Pasolini a Grado.

La mostra Oltre la realtà, la fantasia, presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, manager di grandi personalità, e organizzata da Spoleto Arte, raccoglie tutto il percorso artistico di Sambucco, partendo dall’idea iniziale di mostrare al visitatore un “volto” diverso delle sue amate vette. Questo perché immaginazione e divertimento vanno a braccetto nella logica del fotografo, che, appena può, immortala quei giochi di luci e ombre che si creano sui pendii, quei profili e quei contorni delle cime che fanno credere di scorgere un viso, un animale di roccia e neve. I suoi tour l’hanno portato poi, nel 2016, a coniare il titolo “Mitici&Dolomitici”, un nome a cui affiderà la fortuna di molte sue mostre e sotto cui raduna migliaia di scatti e non solo, visto che c’è ora anche l’omonimo gruppo. Principalmente dedicata alle Dolomiti, l’esposizione all’Hotel Astor si apre anche all’ultimo frangente artistico esplorato da Sambucco: la Pittografia. In tal modo l’orizzonte si amplia, includendo una natura più varia, non limitata solo ai monti.

Sta di fatto che le immagini proposte dal fotografo friulano suscitano forti emozioni e questo è dovuto anche all’impiego di tecniche digitali che permettono di destare nell’osservatore determinati ricordi, di suscitarne la curiosità, di coinvolgerlo in un gioco di sogni e fantasia.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Record di visitatori alla Milano Art Gallery per la mostra di Sambucco, ed è proroga

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Viste la grande affluenza di pubblico e la quantità di articoli di stampa usciti sull’esposizione, la Milano Art Gallery di via Alessi 11 è orgogliosa di annunciare la proroga della mostra personale del fotografo friulano Gino Maria Sambucco. Le porte della storica galleria milanese resteranno aperte al pubblico fino a mercoledì 17 aprile 2019 e, al loro interno, si potranno continuare ad ammirare le cime delle Dolomiti e le ultime sperimentazioni del Sambucco, da lui definite “pittografie”.

Oltre alla realtà, la fantasia, è stata presentata lo scorso 27 marzo dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes e dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Tenendo a mente lo scopo principale, quello di divertire il visitatore stimolandone la fantasia, l’esposizione che ha denotato un grande successo di stampa e pubblico, mira a portare alla nostra attenzione sul modo con cui osserviamo il mondo che ci circonda.

Lo sa bene Vanni De Conti, artista amico di Gino Maria Sambucco, che ha rilevato una particolarità degli scatti del maestro, quelli che evidenziano la presenza di volti sui profili e sulle vette delle montagne. Si tratta di pareidolia, un fenomeno che ci fa ricondurre nel nostro subconscio delle forme casuali a un disegno familiare, come ad esempio il volto di una persona. Ecco dunque che le Dolomiti si popolano di visi, di animali, di esseri fantastici nelle foto di Sambucco.

E commenta così Conti: «Alcune sono sulle cime, quindi basta rovesciare a destra o sinistra la foto, altre si trovano verticalmente sulla roccia viva e sembrano scolpite con martello e scalpello, altre ancora si formano tra neve e vegetazione: queste sono le più effimere e durano il tempo della neve. Altre sono derivate dalle luci e dalle ombre a certe ore del giorno, e per questo sono le più incerte e instabili. A curare questa scoperta, forma d’arte o altro ancora, è Gino Maria Sambucco, un appassionato di fotografie e di montagne che qualche anno fa si è accorto di questo fenomeno e ha cominciato a documentarlo. Sono foto catturate sulle montagne dolomitiche bellunesi, trevigiane e friulane».

Lezioni di vita e di fantasia all’opening del maestro Sambucco alla Milano Art Gallery

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

I flash erano tutti dedicati al maestro Gino Maria Sambucco ieri, mercoledì 27 marzo, alla Milano Art Gallery. Per il fotografo delle Dolomiti, in via Alessi 11, era giunto infatti il momento di inaugurare la sua personale di fotografia Oltre alla realtà, la fantasia. Presentato dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, Gino Maria Sambucco ha tenuto una vera e propria lezione per i presenti. Ha così raggiunto il suo scopo, quello di divertire attraverso le sue immagini.

L’artista friulano, residente a Codroipo (UD), in esposizione fino al 10 aprile con le sue cime, in particolare quelle bellunesi, ha scelto per Oltre alla realtà, la fantasia la storica galleria di Milano. Le pareti della Milano Art Gallery vantano difatti oltre cinquant’anni di incontri artistico-culturali, su di loro sono state esibite le opere di grandi maestri italiani, tra cui Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Arnaldo Pomodoro, Gino De Dominicis, Fausto Pirandello e molti altri.

Si iscrivono in un tale contesto gli scatti di Gino Maria Sambucco, capaci di esaltare la natura alpina attraverso diverse angolazioni e un’esplosione di colori. Le sue, va ricordato, sono fotografie che comprendono sia il periodo che ha visto la fondazione del gruppo Mitici e Dolomitici che la sua fase di ricerca più recente, dedicata alle “pittografie”. Il raggio d’azione si allarga dunque ben oltre le sue amate montagne.

Nel corso del vernissage il maestro Sambucco ha voluto spiegare così la ragione della sua arte e della personale: «Alle mie immagini cerco di dare un senso ironico, positivo, mai negativo. Ecco, lo definirei giocoso. Vorrei poi che tutti quelli che verranno a visitare la mostra capissero questo scopo. Alla fine è un po’ come inventare delle barzellette e il mio desiderio rimane quello di far sorgere un sorriso, di far divertire attraverso la fantasia. Perché tutti potrebbero vedere quello che ho notato io o scorgere dei riferimenti storici oppure scoprire degli avvenimenti del futuro “leggendo” le mie foto».