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Biennale Milano presentata da Sgarbi: tutti gli ospiti illustri e gli eventi speciali

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È arrivato il momento di trarre le conclusioni anche per Biennale Milano, conclusasi ieri. L’International Art Meeting, presentato dal prof. Vittorio Sgarbi, si è tenuto presso il Brera Site (via delle Erbe 2, Milano) dal 10 al 14 ottobre e ha riscosso successo oltre ogni dire. Organizzato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, l’evento ha visto in esposizione ben 230 artisti italiani e stranieri con 502 opere.

Ma diamo ancora un po’ di numeri: con una media di oltre mille visitatori al giorno, la mostra ha registrato tutta una serie di eventi pensati ad hoc per le cinque giornate. Nel solo giorno dell’apertura, giovedì 10 ottobre, la conferenza stampa ha visto il picco d’interesse di pubblico e stampa. Presenti, tra gli ospiti illustri, il sociologo Francesco Alberoni, Morgan, il direttore di Tgcom 24 Paolo Liguori, la già direttrice di «Chi» e «Diva e Donna» Silvana Giacobini, Jo Squillo, Dalila Di Lazzaro, Massimo Giletti e lo stilista Alviero Martini. Ma l’interesse era elevato ancora prima: nei giorni precedenti l’inaugurazione, hanno infatti visitato l’esposizione l’ex calciatore Marco Borriello, la conduttrice Melba Ruffo e il critico d’arte Luca Beatrice, a cui è stato concesso un tour in anteprima.

Il secondo giorno, venerdì 11 ottobre, ha dimostrato una nuova ondata d’interesse per gli appuntamenti con Paolo Liguori ed Edoardo Bennato, presente all’interno della Biennale di Milano con la sua serie di opere intitolate “In cammino”.

Attesissima poi la giornata di sabato 12 ottobre, che, apertasi con un’incursione del giornalista Giuseppe Cruciani, noto conduttore del programma radiofonico “La Zanzara”, è culminata con un Vittorio Sgarbi attento alle necessità di un paese che ancora trascura il suo patrimonio culturale: «In Italia ci può essere la mafia a Milano o Palermo, ma sicuramente c’è la mafia nel mondo dell’arte che apre le Biennali e le Triennali solo a pochi artisti, quelli che hanno un rapporto con il mercato».

Domenica 13 ottobre, infine, l’atmosfera si è fatta più frizzante con gli interventi della psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, Morgan, Katia Ricciarelli e Carolyn Smith.

A quella che è stata pensata come una biennale all’insegna di un’Ars democratica, hanno contribuito inoltre molti altri personaggi di spicco, tra cui il direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara, il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, la giornalista RAI Antonietta Di Vizia, il direttore dell’Ansa Vincenzo Di Vincenzo e la curatrice d’arte Nicoletta Rossotti. In visita anche i consoli di Albania, Tunisia, Egitto e Polonia. «In tutte le grandi città artistiche del mondo ‒ ha spiegato Nugnes ‒ c’è una biennale d’arte. Non ho mai capito perché solo Milano, con la sua storia e la sua tradizione legata all’arte, non avesse un appuntamento di questo tipo». La terza edizione di questa grandiosa kermesse rende onore all’impegno di portare arte e cultura a portata di tutti.

Claudia Carducci e la sua linea di gioielli “My Angel” col sostegno di Dalila Di Lazzaro

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Claudia Carducci da sempre si dedica all’arte in tutte le sue forme e la considera espressione di individualità e creatività. Già pittrice, scrittrice, coach professionista e counselor a fianco delle persone alla ricerca delle proprie potenzialità, recentemente ha rivolto le proprie doti artistiche nella creazione di una sua linea di gioielli che ha chiamato “My Angel”, vista l’importanza fondamentale che assume la figura dell’angelo nelle sue creazioni, come afferma la stessa artista: “…i miei gioielli sono la concretizzazione del bisogno di ricordare ad ognuno l’esistenza di queste figure determinanti ma spesso dimenticate che invece sono con noi dal momento della nostra nascita fino alla fine e ci accompagnano sempre nel nostro cammino di vita”.

L’artista ha intrapreso questo nuovo percorso qualche anno fa: “Accadde in una freddissima sera di novembre del 2010 in chiusura di una serata conviviale con amici in cui si parlava d’arte. Ad un tratto il critico Alberto D’Atanasio, improvvisamente ebbe un’idea e ci propose di recarci in un luogo ‘magico’ da lui conosciuto dove si diceva si incontrassero gli angeli. Arrivati in quel luogo così evocativo ci siamo raccolti in noi stessi e nel momento in cui abbiamo lasciato quel posto ho sentito il bisogno di prendere da terra una manciata di sassi e di portarli con me. Da quel momento la mia vita è cambiata. Gli angeli sono apparsi più volte nella mia vita in molti modi, in sogno, in intuizioni e percezioni e hanno guidato il mio cammino fino a farmi sentire il bisogno di saperne sempre di più, così per due anni sono andata molte volte in Germania per formarmi sull’argomento e sono diventata una Postgraduate Master Angel Life Coach certificata da Isabelle Von Fallois, una delle maggiori esperte mondiali sul tema”.

I gioielli “My Angel” sono prodotti artigianalmente in Italia e sono ricavati dall’acciaio e da pietre naturali diverse l’una dall’altra, cosa che li rende unici ed eleganti allo stesso tempo. Inoltre, la collezione è realizzata con scopi umanitari, in quanto sostiene i Maktub Angel, i volontari per l’aiuto dei bambini Makogeni del Kenya, e vede in qualità di madrina d’eccezione l’attrice e scrittrice popolare Dalila Di Lazzaro, a cui la Carducci ha donato una collana “My Angel” in occasione dell’esposizione delle sue opere presso la sede milanese delle gallerie Milano Art Gallery.

Intervista a Claudia Carducci, famosa artista , riguardo alla linea di gioielli “My Angel” con madrina d’eccezione la rinomata attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro

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L’artista Claudia Carducci considera da sempre l’arte come espressione di individualità e creatività. Si interessa verso l’animo umano e lavora come coach e counselor a fianco delle persone, allo scopo di aiutarle a scoprire le proprie potenzialità e vivere con più serenità attraverso interventi di consulenza per percorsi di crescita individuale verso il benessere e la pienezza della vita. Recentemente si è impegnata nella nuova linea di gioielli titolata “My Angel” dedicati al mondo degli angeli. Questa collezione sostiene i Maktub Angel, i volontari per l’aiuto dei bambini Makogeni del Kenya e vede in qualità di come madrina d’eccezione, vedono la rinomata attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro.

Di seguito l’intervista a Claudia Carducci.

D: Quando e come nasce la passione per il mondo dei gioielli artistici? R: Da sempre adoro l’arte in tutte le sue espressioni, per questo mi sono laureata nell’indirizzo storico-artistico della facoltà di Conservazione dei Beni Culturali e successivamente diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti. Da sempre considero l’arte in tutte le sue forme possibili, come espressione della mia individualità, in particolare considero il gioiello come un’opera d’arte che trascende l’immobilità che solitamente riguarda una creazione artistica e permette di essere portata sempre con sé e di trasmetterne la sua essenza.

D: Quali sono le principali fonti ispiratrici nell’ideazione dei suoi gioielli? R: Le mie fonti ispiratrici sono gli Angeli e i miei gioielli sono la concretizzazione del bisogno di ricordare ad ognuno l’esistenza di queste figure determinanti ma spesso dimenticate, che invece sono con noi dal momento della nostra nascita fino alla fine e ci accompagnano sempre nel nostro cammino di vita.

D: Abbiamo saputo che è anche una talentuosa pittrice ,come coniuga l’arte pittorica con il mondo dei gioielli d’autore? Possono ispirarsi a vicenda nell’elaborazione ideativa? R: Come dicevo prima, i gioielli indossati sono comunque una creazione artistica e di certo si possono ispirare a vicenda. Inoltre permettono a chi li sceglie di portare queste creazioni sempre con sé e di renderle visibili a chi si incontra, quindi è come se fossero delle opere itineranti e ammirabili più facilmente e largamente di quanto lo possa essere ad esempio un quadro.

D: La figura simbolica dell’angelo che valenza assume nelle sue creazioni e come ha iniziato ad interessarsi a questa figura? R: Accadde in una freddissima sera di novembre del 2010 in chiusura di una serata conviviale con amici in cui si parlava d’arte. Ad un tratto il critico Alberto D’Atanasio, improvvisamente ebbe un’idea e ci propose di recarci in un luogo ‘magico’ da lui conosciuto dove si diceva si incontrassero gli angeli. Arrivati in quel luogo così evocativo ci siamo raccolti in noi stessi e nel momento in cui abbiamo lasciato quel posto ho sentito il bisogno di prendere da terra una manciata di sassi e di portarli con me. Da quel momento la mia vita è cambiata. Gli angeli sono apparsi più volte nella mia vita in molti modi, in sogno, in intuizioni e percezioni e hanno guidato il mio cammino fino a farmi sentire il bisogno di saperne sempre di più, così per due anni sono andata molte volte in Germania per formarmi sull’argomento e sono diventata una Postgraduate Master Angel Life Coach certificata da Isabelle Von Fallois, una delle maggiori esperte mondiali sul tema.

D: Quali sono i materiali che utilizza maggiormente nei suoi gioielli? R: Maggiormente utilizzo acciaio e pietre naturali. Le pietre essendo naturali sono tutte diverse una dall’altra per questo si può dire che ogni gioiello creato è un pezzo unico. Voglio qui sottolineare che il prezzo volutamente accessibile di queste creazioni, che sono realizzate in maniera completamente artigianale in Italia, è proprio legato alla mia volontà che questi gioielli siano fruibili a più persone in modo da far sì che queste ristabiliscano una riconnessone con i loro angeli e possano sentirsi più vicini a loro.

D: Le pietre incastonate hanno anche una valenza energetica oltre che una funzione decorativa? R: Assolutamente si, questi gioielli racchiudono l’energia delle pietre oltre che quella degli angeli che rappresentano e chi li possiede può trarne energia, gioia e protezione. Così gli angeli, meravigliosi esseri di luce, saranno ancora più vicini a coloro che li indossano.

D: C’è una pietra che preferisce? O un angelo che sente più vicino e di cui indossa più spesso il gioiello simbolo corrispondente? R: Sì, la pietra che preferisco è la Sugilite ed è la pietra dell’Arcangelo Michele, l’angelo appunto che io sento più vicino e che è in assoluto il più grande angelo della protezione. Devo comunque dire che io indosso sempre quotidianamente più gioielli MyAngel con pietre diverse proprio perché in qualsiasi momento che ne sento il bisogno, mi basta guardare quel gioiello e pensare che l’angelo che rappresenta è proprio accanto a me in quel momento per donarmi aiuto, sostegno e protezione.

D: Ci parla dell’importante progetto a scopo benefico e solidale , connesso ai suoi gioielli? Sappiamo che come madrina testimonial d’eccezione avrà la popolare attrice scrittrice Dalila di Lazzaro; come è avvenuto l’incontro con questa carismatica e affascinante donna di successo? R: È mio preciso intento dare energia e sostegno in tutti i modi possibili e immaginabili a progetti che siano legati a bisogni sensibili in questa società. In questo momento i gioielli MyAngel sostengono i Maktub Angel, cioè i volontari per l’aiuto dei bambini orfani Makogeni in Kenya. Per quanto riguarda l’incontro con questa madrina d’eccezione che è la magnifica Dalila Di Lazzaro sono forse stati gli angeli stessi a decidere perché questo avvenisse. Ripensandoci in effetti non poteva essere altro che lei la persona più adatta ad esprimere spiritualità, amore e sensibilità, le stesse che lei comunica nei suoi libri e che gli angeli riflettono nei nostri cuori e nelle nostre vite. Ancora prima che queste similitudini apparissero chiare in me, l’Universo forse aveva già deciso e così, in occasione dell’esposizione delle mie opere presso la sede milanese del circuito di gallerie Milano Art Gallery, il manager Salvo Nugnes, proprietario del noto gruppo di spazi culturali, aveva già scelto come relatrice per il vernissage la signora Di Lazzaro e proprio in quell’occasione ho potuto farla partecipe del mio progetto di aiuto umanitario e lei ha accettato benevolmente di essere madrina della visione altruistica di MyAngel. Un’ulteriore testimonianza della grandezza degli angeli e della loro capacità di sincronizzare gli eventi per far arrivare il meglio nelle nostre vite”.

Milano Art Gallery: Gioiello “My Angel” dell’artista Claudia Carducci donato alla famosa attrice Dalila Di Lazzaro per sostenere gli orfani del Kenya

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È stato in occasione della conferenza tenuta dalla famosa attrice e scrittrice Dalila di Lazzaro, presso la storica sede milanese della Milano Art Gallery in via G. Alessi, n. 11, che l’artista Claudia Carducci ha deciso di donare alla relatrice uno dei gioielli della collezione “My Angel” da lei creata allo scopo di sostenere i “Maktub Angel” ovvero i volontari per l’aiuto dei bambini orfani Makogeni, in Kenya. La Di Lazzaro, infatti, indossando la meravigliosa collana con pendaglio dalle sembianze angeliche, sostiene a sua volta questa campagna benefico-solidale di rilevante importanza.

I gioielli MyAngel sono originali ed eleganti, ricavati dalla pietra e realizzati in Italia, in modo del tutto artigianale. “Non è solamente l’armonia della linea e la luminosità del metallo a renderli speciali” afferma Claudia Carducci e prosegue “Prova ad apprezzarne la vera bellezza. Guarda il loro cuore. Un cuore bianco come la pace, verde come la foresta, rosso come il sangue e nero come la pelle degli uomini, delle donne e soprattutto dei bambini del Kenya di cui My Angel è diventata portavoce”.

La Carducci ha da sempre considerato l’arte come espressione di individualità e creatività. Si interessa verso l’animo umano e lavora come coach, grazie al titolo di Coach Professionista rilasciata dalla Society di NLP Italy, a fianco delle persone aiutandole a scoprire le proprie potenzialità. Ha approfondito formazione professionale attraverso numerosi seminari in Coaching, Problem Solving, Counseling, Rebirthing, Psico-genealogia e costellazioni familiari. È inoltre scrittrice di due pubblicazioni emozionanti dal titolo “Impara ad amare te stesso”, una guida divisa in varie sedute che catapulta il lettore in una delle sessioni di coaching con l’artista e “Attrai la relazione dei tuoi sogni”, che impiega l’amore come strumento di guarigione.

Festival Artistico Letterario Cultura Milano: Grande affluenza presso la Milano Art Gallery dove si è svolta la conferenza di Dalila Di Lazzaro organizzata da Salvo Nugnes

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Si è svolta dinanzi ad un nutrito pubblico, attento e partecipe, la conferenza a tema su “Il dolore e la speranza” con protagonista la carismatica Dalila Di Lazzaro, che si è tenuta presso lo storico spazio milanese della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11. L’evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte” si colloca nel variegato calendario del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it” che si propone di rendere la cultura accessibile a tutti, tramite incontri ad ingresso libero, che ospitano personaggi importanti del panorama attuale, alternando conferenze a presentazioni letterarie. Nel novero dei nomi Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Corrado Augias, Margaret Mazzantini, Giorgio Forattini, Roberto Gervaso, Silvana Giacobini, Paolo Crepet, l’indimenticabile Margherita Hack e molti altri. In qualità di relatori, sono intervenuti il Prof. Alberto D’Atanasio, docente di Storia dell’Arte e di Estetica dei Linguaggi Visivi presso l’Accademia di Belle Arti di Brescia “Santa Giulia” e il Prof. Furio Zucco, uno tra i più esperti specialisti in Terapia del Dolore e Cure Palliative.

Durante la conferenza la Di Lazzaro ha raccontato la sua toccante esperienza legata alla malattia del dolore cronico e alle sofferenze con cui deve convivere a seguito di un grave incidente stradale, nel quale è stata coinvolta parecchi anni fa. La popolare attrice e scrittrice spiega “Si tratta di un male invisibile per gli altri, difficile da diagnosticare e non riconosciuto. Quindi, possono passare anni prima, che venga identificata o trovata una cura adeguata. Per affrontare concretamente questo problema ci vorrebbero equipe di medici, che uniscano le proprie competenze. Lo stesso vale per la ricerca: in altri settori della medicina sono stati fatti passi da gigante. Sul dolore cronico non si è ancora giunti a risultati e cure concrete”.

E prosegue sottolineando “Da dieci anni devo fronteggiare una sofferenza, che mi impedisce di stare a lungo in piedi e trasforma in torture i miei tragitti in auto. Ho speso tutti i miei soldi, visto decine di medici e conosciuto storie incredibili, come quella di una mia amica, che dopo anni di sofferenze non ce la fa più e sta pensando all’eutanasia. Perché il dolore cronico cambia la vita. E in Italia si fa ancora troppo poco per chi ne soffre. Vorrei aiutare la ricerca magari istituendo una -giornata per il dolore cronico- e raccogliendo fondi attraverso una maratona televisiva”.

Milano Art Gallery: Si è svolto il 07 marzo il prestigioso vernissage della mostra “impressioni d’artista”, con la presenza di Dalila Di Lazzaro in conferenza

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Ottimi consensi di pubblico per il vernissage della mostra collettiva “Impressioni d’artista” che ha visto la presenza d’eccezione della carismatica attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro durante l’evento inaugurale, svoltosi in data 7 marzo. L’esposizione, allestita nello storico contesto della Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a Milano, è organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes e resterà in loco fino al 20 marzo 2015, con ingresso libero per le visite. Si possono ammirare le opere di: Brikena Shehi, Bruno Vandyke, Camilla Gagliardi, Chiara Plebani, Claudia Carducci, Claudio Guadagna, Davide Foppa, Edoardo Congiunti, Fabrizio Berti, Jacopo Mattia Fontana, John Harper Sanders, Lorenzo Sangiovanni, Masì, Massimo Mariano, Maty Galafate, Mauro Bordini, Stefano Bettini e Toni Zarpellon.

L’organizzatore Salvo Nugnes sottolinea “Abbiamo individuato un periodo ben mirato e strategico per lo svolgimento di questa interessante mostra collettiva, che si avvicina alla fase cruciale di inizio dell’Expo, proprio per veicolare, in modo ancora più marcato e diretto, il richiamo di slancio propulsivo a favore della diffusione dell’arte e della cultura in generale, tramite gli artisti espositori e le loro originali e poliedriche creazioni, che spaziano con eterogenea versatilità nel multiforme mondo dell’arte moderna e contemporanea”.

E prosegue spiegando “Questo evento vuole acquisire un’impronta dichiaratamente cosmopolita e diventare una vetrina emblematica per poter cogliere una consistente varietà di ricerche sperimentali e di stili espressivi diversificati, messi a confronto, canalizzati e armonizzati insieme all’interno della compagine espositiva, con una formula di composizione dinamica e stimolante. Ogni artista può evidenziare al meglio le caratteristiche peculiari ed esclusive delle proprie opere e al contempo può creare una positiva sinergia di connessione con le altre presenti, proiettandole dentro l’allestimento globale in perfetta fusione”.

Milano Art Gallery: Salvo Nugnes consegna da parte del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” la prestigiosa targa alla carriera a Dalila Di Lazzaro

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In occasione della conferenza di Dalila Di Lazzaro su “Il dolore e la speranza” che si è tenuta nel rinomato contesto della Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, la nota attrice scrittrice ha ricevuto un importante riconoscimento alla carriera, consegnatole dal comitato costitutivo del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it“. L’evento è stato organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte” il 7 marzo scorso e ha riscosso grande consenso di pubblico. “Cultura Milano.it” è finalizzata a rendere la cultura alla portata di tutti, con appuntamenti ad ingresso libero, che vedono protagonisti personalità di rilievo del calibro di Corrado Augias, Vittorio Sgarbi, Katia Ricciarelli, Antonino Zichichi, Francesco Alberoni, Bruno Vespa, Cristiano De André, Mogol, Vittorio Feltri, Toni Capuozzo, Margaret Mazzantini, Alessandro Sallusti, l’indimenticabile Margherita Hack.

Di forte interesse le dichiarazioni della Di Lazzaro, che da anni si pone in prima persona nella dura lotta contro la malattia del dolore cronico, di cui soffre a seguito dei postumi di un grave incidente stradale. La Di Lazzaro dice “Nelle istituzioni italiane manca l’attenzione a questi pazienti. I malati restano quasi sempre abbandonati a se stessi. Nonostante si tratti di una malattia, che spesso riduce all’immobilità non c’è nessuna forma di assistenza domiciliare. I malati devono medicarsi da soli oppure sono costretti a recarsi con propri mezzi dal medico o nei pochi centri specializzati. Chi può contare sul sostegno della famiglia ha già un prezioso aiuto, ma per chi vive da solo è una tragedia”.

E aggiunge rimarcando “Chi è solo non sa a chi rivolgersi nella fase acuta, ma anche in quella cronica. Siamo abbandonati. Per questo voglio continuare a usare la mia immagine, la mia voce e a scrivere per chiedere di fare di più contro la sofferenza cronica. Ho ricevuto e ricevo migliaia di lettere da parte di persone che soffrono di dolore cronico. Vivere con il dolore cronico è devastante. L’uomo non ha paura della morte, ma della sofferenza. Per questo credo che anche da noi, come in altri paesi dovrebbero nascere appositi centri specializzati per la terapia del dolore cronico”.

Milano Art Gallery: il talentuoso Davide Foppa in mostra il 7 marzo per “impressioni d’artista” con la presenza dell’attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro

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Sabato 7 Marzo alle 18.00 verrà inaugurata, presso la storica galleria milanese “Milano Art Gallery”, la mostra collettiva che porta il nome di “Impressioni d’artista” con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Durante il vernissage, la nota attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro terrà un’interessante conferenza sul tema “Il dolore e la speranza”. La mostra, allestita fino al 20 Marzo, accoglierà, tra le altre, l’opera del giovane artista Davide Foppa.

Davide Foppa nasce a Seriate, in provincia di Bergamo, nel 1992, e vive a Mozzanica, conosciuta come “Venezia della Bassa Bergamasca”.Ha iniziato gli studi nel 2006 presso il Liceo Artistico Statale Giacomo e Pio Manzù di Bergamo, finendo il percorso scolastico nel 2011. Attualmente frequenta l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, una struttura che punta a saldare le competenze artistiche tradizionali con lo sviluppo delle nuove tecnologie digitali e dove ha recentemente conseguito il diploma di I livello in scultura.

Del giovane artista è stato detto: “Davide Foppa con i suoi disegni di forte suggestione lascia emergere i caratteri intensamente personali, appartenenti alla sua esperienza di vita e la realtà esteriore. Egli scruta e scava nella penombra della sfera interiore e spirituale e porta in superficie un linguaggio codificato pregnante da interpretare. Foppa si può accostare a un certo tipo di orientamento di pensiero che, associando forze consce e inconsce, genera una matrice espressiva di coerente ed equilibrata linearità e sobrietà, che però custodisce anche affascinanti aspetti di enigmatica e misteriosa formulazione simbolica, da decifrare con acuta e attenta sensibilità. Il lavoro di Foppa è animato da una disciplina rigorosa, che rincorre una verità e la custodisce dentro una narrazione da condividere con il fruitore. La scelta preferenziale del disegno conferma la nobiltà di una tecnica di antica tradizione, esaltata da Ingres come ‘meraviglia dello spirito umano’ eseguita compiendo il doppio esercizio della contemplazione e della difficoltà. Foppa è portavoce di un’arte di rara ed efficace semplicità, ricca di significati traslati”.

L’imperdibile arte di Masì in mostra dal 7 Marzo presso la Milano Art Gallery: con la presenza della rinomata attrice e scrittrice Dalila Di Lazzaro

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Sta per iniziare l’interessante mostra collettiva dal nome “Impressioni d’artista” allestita presso la “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, dal 7 al 20 Marzo 2015, con l’organizzazione del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte”. L’esclusiva inaugurazione, prevista per Sabato 7 Marzo alle ore 18.00, farà da cornice artistica a una singolare conferenza su “Il dolore e la speranza” con ospite principale la carismatica attrice scrittrice Dalila Di Lazzaro. Tra gli artisti partecipanti troviamo Masì, talentuoso artista nato a Roma, ma che attualmente vive e lavora a Milano. Inizialmente il pittore si esprimeva maggiormente con varie tecniche come pastello ad olio e pennarello/china su carta, per poi successivamente orientarsi verso l’olio su tela e acrilico.

Il Prof. Alberto D’Atanasio dice di lui: “Masì, ha un fare arte che è raffigurazione e rappresentazione delle tensioni sociali di questo nuovo millennio. Lui ama definirsi un cantastorie e, in effetti, le sue opere risentono di una musicalità propria di chi guarda con occhi critici il mondo. Lui dipinge come se la sua opera non fosse altro che l’esito di una riflessione su un fatto, un episodio, un evento che concerne la storia dell’uomo. La sua tecnica è quella tipica immediata dei grafici ed è quindi, sintetica, immediato il suo linguaggio, talvolta anche veloce e freddo, perché è questo l’obiettivo a cui Masì vuole realizzare una pittura che turbi gli animi assopiti, che commuovi e al contempo scuota gli animi come fa una tempesta o un brano musicale. Lui da figura alle tensioni delle masse, dei popoli e la tensione globale con la sua pittura e diventa l’evidenza, il simbolo dell’universo interiore del singolo quasi che in quest’artista ci sia l’urlo dell’uomo moderno che si sente isola in un arcipelago che non lo competa più. Masì osserva la storia e permette che questa, attraverso la pittura diventi al contempo memoria e monito perché l’uomo attraverso l’arte abbia la piena coscienza del tempo e dei tempi. Ogni suo quadro è una sorta di mappa che aiuta a orientarsi, ripartire e a naufragare per ritrovarsi ancora”.

Milano Art Gallery presenta l’arte di Lorenzo Sangiovanni e altri rinomati artisti all’interno della mostra “Impressioni d’artista”: con la nota attrice Dalila Di Lazzaro in conferenza

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Milano Art Gallery presenta la mostra collettiva “Impressioni d’artista” che aprirà i battenti dal 7 al 20 Marzo 2015, con la direzione organizzativa del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte”. All’inaugurazione, prevista per Sabato 7 Marzo alle ore 18.00, si terrà un’interessante conferenza a tema su “Il dolore e la speranza” con protagonista Dalila Di Lazzaro.

Lorenzo Sangiovanni nasce a Milano nel 1993. Fin da piccolo si avvicina all’arte e all’età di 14 anni inizia la sua vera ricerca artistica, trovando un primo stimolo nella pittura digitale. Impara tutto da autodidatta, passando giornate intere a studiare i meccanismi di programmi come Photoshop e Corel Painter. Dopo l’acquisto della prima tavoletta grafica, inizia a sperimentare questo nuovo modello di pittura. Negli anni successivi si dedica sempre di meno alla pittura digitale e il suo desiderio diventa quello di costruirsi una base più solida nelle arti tradizionali. La realizzazione di quadri a olio lo fa avvicinare sempre più al mondo dell’illustrazione cosi che nel 2013 fonda, insieme ad altri tre compagni di Accademia, “The House Art Project”, uno spazio artistico a Brescia. L’anno successivo lo studio viene ufficialmente inaugurato con una collettiva di artisti e la presenza della stampa locale. Nasce in lui il desiderio di crearsi un’identità stilistica il più possibile nitida e si riavvicina così all’arte digitale iniziando però un nuovo processo di lavorazione: unire l’arte digitale con quella tradizionale, lavorare su stampe partendo da un disegno realizzato in digitale, da combinare inseguito con varie tecniche quali l’acrilico, l’acquerello, la matita, i pantoni, ecc.. così da creare qualcosa di nuovo senza mai rinunciare all’unicità dell’opera.

Ludovica Cortesi su Lorenzo Sangiovanni, in arte Lorenzo Voltaic afferma: “Voltaic fa della sperimentazione la propria forza ed infatti nella sua ricerca estetica è possibile distinguere tecniche che spaziano dall’illustrazione più ortodossa allo speed painting in cui il colore fa da padrone. I soggetti delle opere di Voltaic vengono immortalati spogli nella loro fragilità, infatti gli  individui delle sue opere hanno spesso la testa china, lo sguardo altrove: la percezione che ne dà Voltaic, è quella di figure in attesa, sospese. Voltaic fa del tempo una prerogativa, nelle sue opere i soggetti sono ritratti nella loro intimità, dove intima è la ricerca del loro tempo perduto: un tempo che non è impossibile da ritrovare, in cui la memoria e la consapevolezza giocano un ruolo fondamentale, e che è sintomatico di felicità”.