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Geoplant scommette sul tardivo con la cultivar di fragola Talia

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Alimentari e Bevande, Aziende

Una proposta che intercetta le richieste del mercato colmando il gap produttivo del periodo tardivo: l’azienda vivaistica espositrice alla kermesse serba di Novi Sad si appresta a presentare al mondo dei frutticoltori, in anteprima, le skills di Talia. 

Rusticità della pianta, alta produttività e aspetto conico regolare sono solo alcune delle caratteristiche che configurano Talia come una vera novità nel panorama del mercato fragolifero nazionale ed europeo.

La Società agricola di Savarna (RA) Geoplant Vivai, player di punta del vivaismo grazie alla pluriennale esperienza nel campo del miglioramento genetico e dell’innovazione varietale, lancerà quindi tra poche settimane questa cultivar “il cui nome è un omaggio al nostro Paese, così come alla tradizione mitologica dell’antica Grecia, in cui Talia era una delle nove muse” commenta Lucilla Danesi, responsabile del comparto Fragola in azienda.

Dopo un’attenta valutazione dei comportamenti e dei risultati ottenuti dalla selezione – per cui è stata avviata la pratica di privativa comunitaria a metà del 2018 – Geoplant Vivai ha scelto di portare Talia alla manifestazione internazionale di Novi Sad (Serbia, 11-17 maggio 2019, area ICE – Pad. 1) per presentarne alla platea di addetti e visitatori, in anteprima assoluta, proprietà e must.

Questa cultivar di fragola, già protetta brevettualmente, ha superato il test in numerosi areali, dove un gruppo selezionato di agricoltori ha potuto verificarne a fondo l’andamento e il comportamento varietale, e ha pertanto tutte le caratteristiche per collocarsi proficuamente tra Polonia, Ungheria, Francia, Germania, Serbia, Ucraina e naturalmente Italia. Le ragioni dell’interesse di questi mercati vanno rintracciate nell’epoca di maturazione tardiva di questa fragola, nella buona rusticità della sua pianta e nell’elevato standard qualitativo del prodotto finale, ideale anche in coltura biologica.

Talia nasce con l’obiettivo di colmare un segmento produttivo estremamente vantaggioso” prosegue Danesi, “coincidente con il periodo tardivo, che si dimostra sempre più allettante per gli agricoltori in virtù di un gap di produzione riscontrato tra la fine di maggio e le prime settimane di giugno, epoca in cui peraltro i prezzi di vendita al consumo si sono dimostrati piuttosto soddisfacenti negli ultimi anni”. Ad oggi, in questa fase, è bassa la concentrazione dell’offerta con conseguente vantaggio in termini di profitto per il produttore, mentre negli anni passati il precoce ha accusato, a livello di introiti reali, il duro colpo del crossing produttivo tra il precoce italiano del nord, lo slancio finale del meridione, il tardivo spagnolo e il precoce tedesco. La vetrina di Novi Sad non resterà l’unica, nel panorama fieristico, ad ospitare la nuova cultivar di Geoplant: a novembre sarà infatti la volta di Karlsruhe in Germania, ultima tappa di un viaggio che, durante la primavera inoltrata, passerà dai campi sperimentali dell’azienda romagnola, nel ravennate, per una presentazione ufficiale e specificatamente tecnica.

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Geoplant scommette sulla qualità del kiwi con Boerica*

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L’azienda vivaistica presenta sul mercato una varietà dalle eccellenti caratteristiche agronomiche e di pezzatura, imprimendo una spinta al trend del comparto Kiwi negli areali del Nord Italia.

La Società Agricola punto di riferimento nel settore vivaistico prospetta quella che ad oggi appare come la miglior proposta nel settore del kiwi a polpa verde: si tratta di Boerica*, una cultivar generatasi da una mutazione spontanea della capostipite Hayward, le cui peculiarità organolettiche e sensoriali superano nettamente le caratteristiche della varietà d’origine, attestandosi su elevati standard di taglio sia qualitativo che quantitativo.

Il frutto proposto da Geoplant Vivai è un kiwi a polpa verde con forma cilindrica, più affusolata di circa 15 mm rispetto alla varietà di derivazione. Oltre che per le dimensioni, Boerica* si differenzia da Hayward per bontà e pezzatura, garantendo rese più elevate e un gusto di estrema piacevolezza.

Non solo: in virtù di un residuo secco rifrattometrico (RSR) leggermente superiore rispetto alla varietà capostipite (così come riscontrato per il grado Brix), questa cultivar di kiwi può dirsi conservabile più a lungo e quindi fruibile dal consumatore finale.

La pianta ha una vigoria medio elevata e una produttività comparabili ad Hayward e non presenta frutti laterali sull’infiorescenza; lo stesso principio vale per la sua epoca di maturazione, fioritura e germogliamento, che risulta contemporanea a quella della varietà d’origine.

Boerica* è una licenza della Società Agricola Bovo ed è gestita in via non esclusiva dal Consorzio Jingold, nato con l’obiettivo di tutelare e garantire il gusto e la qualità del kiwi a polpa gialla: la sua proposta segue quindi le regole applicate alla libera commercializzazione e non risponde a un unico canale distributivo.

Questa importante proposta testimonia la ripresa e il ritrovato dinamismo di un segmento del mercato ortofrutticolo che da tempo dimostrava di accusare i colpi dati da alcune problematiche agronomiche, nello specifico legate a moria e batteriosi. La produzione e la commercializzazione del kiwi negli areali del nord Italia – negli ultimi anni in affanno – sono compensate da un aumento delle superfici nelle regioni del sud (quali Basilicata, Campania e Calabria), motivo per cui, più in generale, l’intero comparto Kiwi in Italia deve essere in grado di ritrovare slancio per contrastare l’ascesa dei competitor esteri (uno su tutti la Grecia). L’impegno di Geoplant Vivai, con Boerica*, ne è la prova tangibile.

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La varietà di kaki Ribera Sun® approda in Italia con Geoplant

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L’azienda vivaistica si aggiudica la commercializzazione della cultivar di kaki, nata in Spagna e originata da una mutazione spontanea di Rojo Brillante, e ne presenta le plusvalenze al mercato ortofrutticolo italiano. 

Un altro importante inserimento a catalogo per la società agricola romagnola: la novità di prodotto riguarda una pianta da frutto – il kaki – la cui epoca di maturazione e raccolta interessa la stagione autunnale.

La cultivar in questione è Ribera Sun®, originatasi spontaneamente dalla capostipite Rojo Brillante, di cui ha mantenuto inalterati l’alta vigoria, il portamento assurgente e l’intensa produttività.

Le note agronomiche più significative di questa nuova varietà – prodotta in Spagna dai Vivers Hernandorena e licenziata sempre nella Penisola Iberica da Citrus Genesis – sono da rintracciarsi nell’aspetto del frutto stesso, sferico e non più oblungo, e negli elevatissimi valori di pezzatura (+8% rispetto a Rojo), oltre che nel tangibile incremento di peso che corrisponde a un valore del 25% e a una media di 330 gr per frutto).

Questi dati mettono in luce i punti di forza della nuova cultivar, che si presenta esteticamente più gradevole e, a livello d’incidenza sul mercato, più facilmente collocabile per via del suo alto tasso di produttività e delle sue eccellenti caratteristiche pomologiche, sensibilmente superiori rispetto alla varietà di origine. Il sapore è da considerarsi dolce, come prevede la natura stessa del frutto, e la sua acidità si attesta su valori medio-bassi.

L’epoca di maturazione è simile a quella della varietà capostipite Rojo Brillante ma – rispetto a quest’ultima – può essere anticipata di alcuni giorni fatti salvi alcuni accorgimenti, in virtù dell’elevata pezzatura e della colorazione. Ciò che invece non si discosta da essa è la gradazione cromatica, che si presenta similare confermando l’assenza di difetti dell’epidermide.

Questa recente acquisizione rappresenta un successo commerciale per Geoplant Vivai e si inserisce in una tradizione ortofrutticola antica e consolidata, che ha sempre visto la regione Emilia-Romagna tra le maggiori produttrici di kaki in Italia, accanto alla Campania e alla Sicilia. Un ottimo riscontro per l’azienda vivaistica romagnola, che da sempre si mostra attenta alle richieste del mercato.

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Geoplant presenta Albinova, l’albicocco dal gusto unico

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L’azienda vivaistica conquista il mercato con una varietà tardiva dal sapore e dall’aspetto inconfondibili: una proposta di qualità che s’inserisce nel panorama ortofrutticolo moderno con gusto ed equilibrio.

Se da un lato volge al termine la stagione estiva, dall’altro non si arresta il trend di ascesa della società agricola di Savarna (RA) e del suo comparto drupacee: dopo il successo registrato dal progetto sperimentale di MASPES e dalle cultivar autofertili Nirosa 1 e Nirosa 2, Geoplant Vivai prosegue sulla strada della qualità e scommette su Albinova, varietà di albicocco di cui detiene l’esclusiva, nata dal programma di breeding condotto dal Dott. Angelo Minguzzi.

Si tratta di una cultivar autofertile dall’alto grado di riconoscibilità, contraddistinta da un posizionamento sul mercato nettamente superiore alla media per via delle eccellenti caratteristiche sensoriali e organolettiche, ideale per la coltivazione nel Nord Italia (Piemonte, Emilia-Romagna, Trentino) e nell’Europa centro-settentrionale (con particolare riferimento a Ungheria e Serbia) in ragione della sua fioritura tardiva.

L’elevato fabbisogno di ore di freddo – che rende le regioni a clima continentale l’habitat elettivo di questa speciale cultivar – e l’epoca di maturazione medio-tardiva (risalente a inizio luglio) costituiscono degli irrinunciabili valori aggiunti per il comparto agricolo, che può contare sulla conservazione in frigo a lungo termine di Albinova, varietà longeva e capace di protrarre la sua disponibilità sui banchi della distribuzione in perfette condizioni di gusto e consistenza.

Nello scorso inverno – in particolar modo a seguito delle gelate verificatesi tra fine febbraio e inizio marzo – le gemme di Albinova hanno tratto vantaggio dal periodo tardivo di maturazione e non hanno registrato danni, dimostrandosi a tutti gli effetti una varietà tenace e indicata per il clima rigido.

A identificare il frutto di questa pianta vigorosa e dal portamento assurgente sono l’aspetto cuoriforme, decisamente poco diffuso, e l’epidermide dalla sovra colorazione rossa (pari al 15-20% della superficie).

Una varietà “vecchio stile”, se così si può dire, che per questo e molti altri dettagli rievoca alla memoria delle antenate molto saporite, oggi fuori commercio. Un nome su tutti, la Reale d’Imola: una vecchia cultivar inadatta alla moderna frutticoltura, le cui peculiarità sensoriali si accostano alle plusvalenze di Albinova, varietà unica per aromaticità, croccantezza e resistenza. Il sapore estremamente gustoso, che nasce dal delicato e riuscito equilibrio di acidi e zuccheri, fa di questo prodotto di Geoplant Vivai una vera e propria eccellenza nell’universo delle drupacee.

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Il gelo non piega le cultivar di albicocco di Geoplant

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All’indomani dell’ultima grande ondata di freddo che ha colpito l’Italia, Geoplant Vivai raccoglie gli esiti sulle sue varietà di albicocco e rileva un marginale livello di danneggiamento sui suoi marchi di punta.

Il passaggio di Burian, la rigida perturbazione che ha messo a dura prova l’agricoltura italiana ed europea, non è riuscito a inficiare la produttività del campo sperimentale di Savarna, tempio dell’attività vivaistica di Geoplant in provincia di Ravenna. L’azienda, dal 2007 naturale prosecuzione dell’impresa individuale di Secondo Danesi, si è subito attivata nell’indagine dei potenziali danni, scoprendo che una parte delle cultivar di albicocco sono riuscite a contrastare la portata del maltempo.

I primi monitoraggi si sono concentrati sulle varietà a maturazione precoce che, al momento dell’ondata di gelo di fine febbraio, si trovavano nello stadio fenologico di bottoni rosa. Se Wonder Cot, Lilly Cot e Primidi hanno mostrato alcuni danni sui fiori variabili – causati dal record sfavorevole di 12 ore decisamente sotto lo zero nelle giornate del 27 e del 28 – Pricia ha conservato inalterate le sue gemme e non ha riportato deterioramenti rilevanti.

Ci sono poi le varietà ideali per il clima continentale, per cui l’osservazione ha rappresentato una forma di controllo ma anche una riprova della profonda adattabilità alle fredde temperature. Le analisi hanno infatti messo in luce la decisa tenuta di Tsunami e Lady Cot, diffuse nell’areale Piemontese ma anche nella regione del Lago Balaton, in Ungheria. Per quanto non autofertile, Tsunami si distingue per l’elevata vigoria e la buona produttività, con un frutto di grossa pezzatura dal sapore equilibrato. Autofertile è invece Lady Cot, varietà altamente produttiva, riconoscibile per l’aspetto ovale del frutto e per il gusto dolce e aromatico della sua polpa.

Interessante è il riscontro su una delle cultivar più richieste dell’ultimo biennio, impareggiabile per caratteristiche pomologiche e qualità organolettiche. Si tratta di Farbela, del gruppo Carmingo (lo stesso di Faralia e Farbaly), che non ha accusato nemmeno l’ultima gelata di marzo, con un bilancio più che positivo: gemme quasi totalmente integre e nessuna cascola di fiori rilevata.

Conclude la rassegna Albinova, la varietà più tardiva tra quelle proposte da Geoplant, diffusa nelle zone produttive del nord Italia (Piemonte, Emilia Romagna e Trentino) e, nell’Europa Centrale, in Serbia e Ungheria: la tempistica più dilatata della fioritura e l’elevato fabbisogno di freddo – caratteristiche distintive della cultivar – l’hanno schermata dai potenziali danni.

www.geoplantvivai.com