Posts Tagged ‘cromatismo’

Graziano Ciacchini portavoce di un personale realismo magico

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Gli spazi pittorici realizzati da Graziano Ciacchini, sempre perfettamente orchestrati e costruiti in modo geometricamente ordinato, racchiudono un’interessante proiezione personalizzata riconducibile al realismo magico. Graziano, che da esperto professionista lavora seguendo rigorose strutture mentali, aggiunge alle sue figurazioni la componente frizzante della dimensione fantasiosa e ottiene effetti di notevole impatto coreografico. Le ambientazioni hanno una cornice di contorno che attinge dalla metafisica e dagli universi metafisici rarefatti, generando una profusione percettiva di illusione, di indefinibile, di straordinariamente inafferrabile. Il complesso procedimento pittorico si sviluppa tra tradizione e sperimentazione in un ricercato connubio alchemico, che coniuga e fonde metodo analitico, pensiero logico e raffinatezza tecnica con illusionismo percettivo, tematiche visionarie e simboliste.

Le coinvolgenti evocazioni oniriche della pittura di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Italia

La variegata formula pittorica di Graziano Ciacchini si presta anche ad un intenso e coinvolgente afflato onirico, molto permeante. Lo spettatore viene conquistato dagli scenari dipinti con abile maestria, che lasciano spazio alla fantasia sognante e sognatrice come ad essere dolcemente e soavemente guidati a sollecitare la mente al di fuori di quanto immediatamente visto dal primo impatto. Ecco emergere una cornice di contorno che ciascuno può immaginare e inventare a proprio piacere, dove immergersi in libertà a gustarsi il sogno prediletto e a ripercorrere le sequenze pittoriche in modo sorprendente. Meraviglia e stupore si alimentano attraverso una pittura pura e incontaminata che crea nell’osservatore un desiderio genuino di corresponsione dinamica.

Per Graziano la pittura diventa un versatile e poliedrico medium comunicativo espresso su più livelli, dove anche l’elemento fantastico si eleva ad efficace strumento di collante con il mondo circostante e gli permette di rimanere dentro una sorta di “limbo” in un’atmosfera atemporale, che guarda verso confini dove ognuno può spingersi per trovare nuovi paradigmi di pensiero e nuove visioni esistenziali, cullandosi delicatamente tra realtà e fantasia onirica.

Il linguaggio simbolico e metaforico nell’arte di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

A seguito delle molteplici mostre e manifestazioni alle quali ha partecipato in questi ultimi tempi, siamo ancora una volta ad intervistare il pittore e poeta, Graziano Ciacchini. Avvicinatosi alla pittura, nel 2002, l’artista ha perfezionato una forma espressiva personale ed originale, fatta di elementi simbolici, che custodiscono la chiave di accesso ad un mondo onirico nel quale Ciacchini esplora il contatto tra la realtà ed il trascendente.

D: Quanto influisce la componente onirica del sogno per interpretare e recepire al meglio le tue opere pittoriche?

R: Nei miei lavori, penso di materializzare un luogo nel quale il pensare ed il sentire, si contaminano fino a “rappresentarsi” attraverso immagini che nel loro aspetto, pur farcite di componenti reali, sfiorano il terreno della percezione e dell’immaginazione. Possiamo chiamare tutto questo sogno? E se sì, in quale accezione? Non so. Io che non sono esperto di queste materie ma mi affido a ciò che suggerisce la sensibilità, direi che è una ricerca inconscia di una “essenza” reale della quale sento la presenza, ma della quale mi sfugge il disvelarsi. Come una ricerca di radici;come un cercare di dar senso a qualcosa che forse, senso non deve avere, almeno nel significato terreno. Ecco allora che spesso nei miei lavori, si disegna un percorso ed i personaggi che popolano le tele, guardano fiduciosi nell’attesa di quel disvelarsi che spero (ma a loro non va detto, mi raccomando!) non arrivi mai.

D: Quanto influisce il linguaggio simbolico e metaforico nel tuo fare arte?

R: Influisce molto, come ho già spiegato rispondendo alla domanda precedente. Spesso nei miei lavori ho l’ardire di raccontare storie, illustrare situazioni e generare domande quindi in un certo senso, tutto è simbolo o almeno, io così lo ritengo. Ogni tanto mi piace anche inserire piccoli elementi, apparentemente senza significato, che rimandano a qualcosa o a qualcuno, ma questo in fondo è secondario, un gioco, una licenza poetica.

Il linguaggio simbolico e metaforico nell’arte di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura, Lifestyle

A seguito delle molteplici mostre e manifestazioni alle quali ha partecipato in questi ultimi tempi, siamo ancora una volta ad intervistare il pittore e poeta, Graziano Ciacchini. Avvicinatosi alla pittura, nel 2002, l’artista ha perfezionato una forma espressiva personale ed originale, fatta di elementi simbolici, che custodiscono la chiave di accesso ad un mondo onirico nel quale Ciacchini esplora il contatto tra la realtà ed il trascendente.

D: Quanto influisce la componente onirica del sogno per interpretare e recepire al meglio le tue opere pittoriche?
R: Nei miei lavori, penso di materializzare un luogo nel quale il pensare ed il sentire, si contaminano fino a “rappresentarsi” attraverso immagini che nel loro aspetto, pur farcite di componenti reali, sfiorano il terreno della percezione e dell’immaginazione. Possiamo chiamare tutto questo sogno? E se sì, in quale accezione? Non so. Io che non sono esperto di queste materie ma mi affido a ciò che suggerisce la sensibilità, direi che è una ricerca inconscia di una “essenza” reale della quale sento la presenza, ma della quale mi sfugge il disvelarsi. Come una ricerca di radici;come un cercare di dar senso a qualcosa che forse, senso non deve avere, almeno nel significato terreno. Ecco allora che spesso nei miei lavori, si disegna un percorso ed i personaggi che popolano le tele, guardano fiduciosi nell’attesa di quel disvelarsi che spero (ma a loro non va detto, mi raccomando!) non arrivi mai.

D: Quanto influisce il linguaggio simbolico e metaforico nel tuo fare arte?
R: Influisce molto, come ho già spiegato rispondendo alla domanda precedente. Spesso nei miei lavori ho l’ardire di raccontare storie, illustrare situazioni e generare domande quindi in un certo senso, tutto è simbolo o almeno, io così lo ritengo. Ogni tanto mi piace anche inserire piccoli elementi, apparentemente senza significato, che rimandano a qualcosa o a qualcuno, ma questo in fondo è secondario, un gioco, una licenza poetica.

La poesia cromatica nella pittura di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Le opere pittoriche realizzate da Graziano Ciacchini possiedono una grande portata scenica rafforzata e avvalorata dalla componente cromatica, che assieme all’elemento figurativo costituisce il nucleo centrale della sua poetica espressiva. Graziano infonde nelle combinazioni tonali un profondo potere evocativo e riesce abilmente ad imprimere uno stile cromatico ad hoc ben definito e ben qualificante per la composizione d’insieme. La valenza primaria del colore si evince anche dalla perizia nella stesura che Graziano concepisce come fase cruciale.

Il colore viene scelto con ponderata selezione e viene utilizzato come prezioso strumento. Il risultato ottenuto offre allo sguardo dello spettatore un corollario colorato di armonia ed equilibrio, dominato dalla densa corposità che accentua l’effetto plastico della superficie pittorica ed esalta le raffigurazioni riprodotte in modo ottimale. Le opere attraverso il colore si animano, prendono vita, si accendono di luce propria e acquistano un fattore distintivo caratterizzante, che le rende permeanti a tutto tondo come se uscissero dai limiti della tela ed espandessero la loro ammaliante visionarietà tutto intorno. Questa è la magia che si sprigiona dalla pittura di Graziano.

Alla Milano Art Gallery Alessandro Testa espone le sue originali opere con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes e la presenza di Andrea Pinketts di Italia Uno

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

In occasione della prestigiosa esposizione collettiva “Evoluzioni Artistiche” che si terrà nella storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, a due passi dal centro cittadino e dal Duomo, il pittore Alessandro Testa presenterà una corposa serie di dipinti caratterizzati dal vivace e multiforme cromatismo della materia astratta. L’evento, organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes, sarà inaugurato con la presenza d’eccezione del noto scrittore noir e popolare volto televisivo Mediaset Andrea Pinketts. L’esclusivo vernissage è previsto in data Sabato 20 Dicembre 2014 alle ore 18.00. L’allestimento resterà in loco fino al 9 Gennaio 2015, con ingresso libero per le visite.

Di recente l’artista spoletino ha partecipato con successo alla grandi mostre di “Spoleto Arte” e “Spoleto incontra Venezia” con l’autorevole curatela del professor Vittorio Sgarbi, che nel commentarne le connotazioni stilistiche distintive ha dichiarato Al gusto di Tancredi si ispira Alessandro Testa. Nei quadri gesti incisivi e nervosi graffiano la superficie limacciosa innaffiata da macchie zafferano e nere”.

Sul suo percorso artistico Testa spiega Essendo un autodidatta non ho tecniche particolari, seguo l’istinto. Uso colori acrilici e smalti, senza l’uso dei pennelli. Pittoricamente parlando, mi sento severamente sotto esame davanti a ogni tela, sfido sempre me stesso e non mi accontento quasi mai. Solo dai battiti del cuore capisco se la mia opera è riuscita, per la straordinaria emozione, che mi infonde. Vorrei essere ricordato come un pittore, forse anomalo, ma liberissimo, che non ha mai accettato costrizioni e condizionamenti”.

La sua evoluzione di ricerca stilistica è incentrata e focalizzata sulla sperimentazione delle cromie e sfumature tonali. Il colore nel suo utilizzo più vario ed eterogeneo, diventa il protagonista principale sulle tele e viene distribuito quasi con gestualità impulsiva, per trasmettere intensi messaggi, che lo spettatore deve saper cogliere e interpretare in modo soggettivo e personalizzato. Il suo campo d’applicazione è l’informalismo e l’astrattismo materico, con un linguaggio espressivo scaturito e guidato dal moto dell’anima più spontaneo e dall’istinto di pura irrazionalità. L’impatto visivo delle creazioni è di immediato coinvolgimento emozionale. Fin dal primo sguardo l’osservatore rimane quasi ipnotizzato e viene conquistato dalla dirompente irruenza impressa, recependone la vibrante enfasi ideativa.

Le suggestive opere pittoriche di Alessandra Turolli nell’illustre contesto delle mostre di “Spoleto Arte”

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

La talentuosa Alessandra Turolli sarà presente con le sue suggestive creazioni pittoriche all’interno della pregiata esposizione allestita in occasione delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014, nell’elegante contesto del Palazzo Leti Sansi, situato in una delle principali piazze di Spoleto. L’inaugurazione dell’importante evento artistico, organizzato dal manager Salvo Nugnes di Promoter Arte, è prevista per Venerdì 27 Giugno, alle ore 18.30. 

La ciclicità nell’arte della Turolli simboleggia il continuo ed ininterrotto movimento dinamico dell’essere e dell’esistere dell’uomo e della natura circostante, nel processo dei corsi e ricorsi della storia universale. L’espressione artistica diventa veicolo e strumento di divulgazione e trasposizione in riferimento a tematiche connesse all’insieme dei mutamenti ciclici, che hanno coinvolto, stanno coinvolgendo e coinvolgeranno le evoluzioni del mondo e della vita sulla terra.

Questi fenomeni sono protagonisti di una peculiare rielaborazione da parte dell’artista e vengono impressi sulle tele con un procedimento dettato dalla pura irrazionalità, con l’istinto guidato dal moto dell’anima e dalle emozioni scaturite spontaneamente, quasi generate da irruenta ed incontrollata gestualità. Questa stessa proiezione si osserva nella ciclicità della natura e degli accadimenti naturali ad essa correlati. E’ dunque una ricerca stilistica ispirata dalla percezione consapevole dell’inarrestabile fluire di quanto circonda l’uomo e costituisce anche il fondamento di stimolo per importanti riflessioni, fungendo da motore trainante propulsore di profondi messaggi, legati alla tutela, al rispetto e all’amore verso l’ambiente e l’habitat in cui viviamo.

La Turolli spiega “La natura deve seguire il suo corso e rimanere nei suoi binari evolutivi di ciclicità senza, che l’uomo intervenga a travolgere e stravolgere questo armonioso ordine preconfigurato. Soltanto così l’arte potrà rievocare quell’equilibrio di eccelsa perfezione, che risiede nel sommo progetto ispiratore della genesi divina”.

Nino Perrone insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti esporrà in occasione delle mostre di Spoleto Arte

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Il maestro Nino Perrone partecipa alle imminenti mostre di “Spoleto Arte” che si svolgeranno dal 27 Giugno al 24 Luglio, con la curatela del professor Vittorio Sgarbi. La cornice ospitante scelta per l’evento, organizzato dal manager Salvo Nugnes, è quella del magnifico scenario di Palazzo Leti Sansi, che si trova nella centralissima Piazza del Mercato, a Spoleto. 

Perrone vanta al suo attivo una formazione artistica ad alto livello. Ha esposto in numerosi contesti ricevendo premi e riconoscimenti di prestigio, con ampio consenso da parte della critica di settore. Si cimenta con positivo successo, sia nell’ambito del realismo figurativo sia nello stile astratto informale, di matrice espressionista e concettuale. Elemento dominante della sua certosina e doviziosa ricerca, sempre in crescente evoluzione sperimentale, è il colore, nelle sue molteplici declinazioni di toni e sfumature. La tavolozza cromatica è ricca e corposa e viene concepita come prezioso strumento comunicativo, che gli consente di imprimere sulle tele quell’intenso corollario di sentimenti ed emozioni, che prendono forma e si materializzano virtualmente attraverso le opere.

L’artista sottolinea “Lo studio approfondito del colore, la fusione e l’intreccio delle eterogenee sfumature, sempre ben dosate e calibrate, costituisce un punto nevralgico primario, sul quale focalizzo grande cura e precisa metodologia elaborativa, senza mai lasciare nulla alla casuale improvvisazione. Per questo i tempi realizzativi dei miei dipinti variano e si dilatano cronologicamente, con una certa ampiezza”.

Nella sferzante energia vitale dell’arcobaleno cromatico da lui proposto, emerge un interessante riferimento di connessione al concetto di cromoterapia, che offre ai fruitori l’opportunità stimolante di carpire una chiave interpretativa, che va oltre l’impatto visivo dell’immagine riprodotta e si spinge in una dimensione sensoriale dinamica di benefica recettività quasi terapeutica, da poter condividere insieme. Tale connotazione avvalora i profondi contenuti dei messaggi e dei significati racchiusi nei quadri e risulta un tassello di fondamentale comprensione nell’approccio alla suggestiva arte pittorica di Perrone.