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Casa: in media costa 11.304 euro all’anno

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Le famiglie italiane spendono in media 942 euro al mese per la casa. Vale a dire 11.304 euro all’anno per proprietà e gestione dell’abitazione principale. Un costo che comprende le rate del mutuo, le utenze domestiche (energia elettrica, gas, acqua), le spese condominiali, le manutenzioni e la tassa rifiuti. Ma le cifre differiscono sensibilmente sul territorio: a parità di caratteristiche dell’immobile, al Nord le famiglie pagano mediamente il 20% in più che al Sud e sulle Isole. Mentre a livello di singole città è Roma a guidare la classifica, con 1.219 euro al mese, ossia 14.628 euro annui.

È quanto emerge da uno studio condotto da Facile.it e da Mutui.it, basato su dati Istat e Dipartimento delle finanze. L’abitazione, in un paese dove circa l’83% delle persone vive sotto un tetto di proprietà, costituisce l’asset più importante nel patrimonio delle famiglie, ma rappresenta anche la principale voce di spesa nel budget mensile.

Ai fini dell’elaborazione è stato preso come riferimento un appartamento standard di circa 100 metri quadrati, situato in una zona intermedia del contesto abitativo. Come rilevato dall’Osservatorio Facile.it e Mutui.it, il taglio medio dei finanziamenti erogati nel 2018 per l’acquisto della casa è pari a 128.227 euro. Tuttavia, le differenze su base territoriale sono piuttosto elevate; è evidente che acquistare l’immobile standard comporti una spesa diversa, e quindi un mutuo e una rata più o meno alti, a seconda della città in cui esso si trova.

Ecco quindi che una famiglia spende in media 864 euro di mutuo al mese a Roma e 753 euro a Milano. Sul podio anche Firenze (777 euro) e Bologna (770 euro), mentre tra le dieci metropoli esaminate i costi per la proprietà immobiliare più bassi si registrano a Napoli (487 euro) e Palermo (430 euro).

A livello di aree geografiche, è il Nordest il territorio dove i costi per l’acquisto della casa sono maggiori (623 euro mese), seguito dal Nordovest (599 euro) e dal Centro (646 euro). Quest’ultima regione è però fortemente influenzata dal dato di Roma. Come già documentato dall’Istat negli ultimi rapporti annuali, il peso medio dei mutui delle famiglie che vivono nella periferia delle aree urbane è inferiore di circa 10 punti percentuali rispetto a quello di chi abita entro i confini comunali, scendendo a 777 euro al mese nell’hinterland della capitale e a 678 euro nel circondario milanese.

Un’altra voce significativa è data dalle spese di gestione dell’immobile: dalle utenze luce, gas e acqua alle spese condominiali, dalla manutenzione ordinaria a quella straordinaria. In tale ottica i valori rimangono più alti nelle regioni settentrionali, superiori anche del 35% rispetto al Sud e alle Isole. È Torino a guidare la classifica dei costi di forniture domestiche e manutenzioni, con 381 euro al mese, seguita a poca distanza da Bologna e Firenze (358 euro) e da Milano (381 euro). A fare la differenza in questo caso è anche la componente “climatica”: nei mesi invernali si spenderà molto più in Lombardia che non in Sicilia o in Sardegna, dove peraltro una quota non trascurabile di abitazioni non è dotata di impianti di riscaldamento a gas.

Poiché sulla prima casa non sono dovute né Imu né Tasi, a meno che non si tratti di immobili accatastati come di lusso (ma non è il caso “dell’abitazione tipo” rilevata dallo studio), a completare il quadro delle spese c’è la tassa comunale per lo smaltimento dei rifiuti. Qui la situazione si ribalta rispetto a tutte le altre tipologie di costi visti finora. Sebbene a livello nazionale il prelievo medio per famiglia sia di circa 320 euro all’anno, le differenze territoriali sono molto più marcate, stavolta a sfavore del Sud. Mentre a Bologna o a Firenze il costo annuale non supera i 288 o i 240 euro, a Napoli e Cagliari i nuclei familiari sborsano in media 444 euro e 504 euro.

Come detto l’analisi è stata condotta con riferimento a uno scenario dove la famiglia media è composta da 2,3 componenti, ma in cui le dinamiche demografiche registrano un incremento dei single (ormai arrivati a circa un terzo della popolazione) e una riduzione delle famiglie numerose, con tre o più figli (5% del totale). Al variare del numero di occupanti l’immobile cambiano naturalmente anche le relative spese di gestione e la tassa rifiuti, ma l’oscillazione non è proporzionale. La bolletta del gas di una famiglia di quattro persone non è infatti il quadruplo di quella di un single.

RC auto: nel Lazio prezzi in calo dell’1,43%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Buone notizie sul fronte dell’RC auto nel Lazio; secondo l’Osservatorio realizzato da Facile.it, ad agosto 2018, il premio medio è diminuito dell’1,43% rispetto a 12 mesi prima, stabilizzandosi a 589,80 euro. Il calo, però non è ancora sufficiente a colmare la distanza che separa, in termini di tariffe, la regione dal resto d’Italia; assicurare un’auto nel Lazio costa l’1,22% in più rispetto alla media nazionale.

Il valore (la versione completa dell’osservatorio è disponibile a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-lazio.html) è stato calcolato esaminando oltre 1.270.000 preventivi raccolti nella regione dal comparatore negli ultimi 12 mesi e le quotazioni offerte da un panel di compagnie rappresentanti, in base alla raccolta premi, circa il 54% del mercato RCA italiano*.

Leggendo nel dettaglio i risultati emerge, però, un andamento provinciale piuttosto differenziato; se è vero che i ribassi hanno interessato i residenti di diverse aree della regione, è altrettanto vero che alcuni automobilisti hanno visto, loro malgrado, degli aumenti.

Dove le tariffe sono aumentante….

A guidare la classifica dei rincari è la provincia di Latina dove, ad agosto 2018, il premio medio è salito dell’1,03% stabilizzandosi a 707,94 euro, valore che equivale al 21,49% in più di quanto non costi in media assicurare un’auto in Italia.

Aumento più contenuto per Frosinone, dove il costo dell’RC auto è cresciuto nell’ultimo anno dello 0,65%; in questo caso, però, il premio, pari a 503,76 euro, risulta essere il 13,55% più basso di quello nazionale.

… e dove sono diminuite

Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, sono tre le province laziali che hanno visto una riduzione delle tariffe. La più consistente è stata a Viterbo, dove il premio medio è diminuito del 5,68% rispetto ad agosto 2017, stabilizzandosi a 486,98 euro; i costi RC auto pagati dai viterbesi non solo sono i più bassi della regione, ma sono addirittura inferiori del 16,43% rispetto alla media nazionale.

Valori in calo anche nella provincia di Rieti, dove il premio medio, pari a 561,69 euro, è diminuito del 3,17%; e rimane inferiore del 3,61% alle medie nazionali, ed in quella di Roma dove, ad agosto 2018, per assicurare un’auto occorrevano mediamente 590,85 euro, l’1,60% in meno dell’anno prima, ma ancora l’1,4% in più rispetto al valore medio italiano.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 6.825.645 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018. Per quanto riguarda il Lazio, la ricerca è basata su 1.271.828 preventivi effettuati nel Lazio attraverso Facile.it nel medesimo periodo.

Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC auto: in Puglia costi in calo dell’1,95% in un anno

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Buone notizie per gli automobilisti pugliesi o, perlomeno, per la maggior parte di loro. Secondo l’osservatorio di Facile.it (dati completi disponibili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-puglia.html) nel corso degli scorsi dodici mesi il premio medio dell’RC auto in Puglia si è ridotto di quasi 2 punti percentuali arrivando, in media a 656,98 euro (-1,95%). Va comunque detto che, nonostante la riduzione, il premio pagato dagli automobilisti pugliesi è ancora superiore del 12,75% rispetto alla media nazionale.

Il valore è stato calcolato analizzando oltre 229.000 preventivi raccolti dal comparatore negli ultimi 12 mesi e le quotazioni offerte da un panel di compagnie rappresentanti, in base alla raccolta premi, circa il 54% del mercato RCA italiano*.

Leggendo nel dettaglio i risultati emerge però un andamento provinciale piuttosto differenziato; se è vero che i ribassi hanno interessato i residenti di quasi tutte le aree della regione, è altrettanto vero che alcuni hanno dovuto, loro malgrado, accettare degli aumenti.

Dove le tariffe sono aumentante….

A guidare la classifica dei rincari è Foggia dove, ad agosto 2018, il costo medio per assicurare un’auto è stato pari a 945,27 euro, cifra che consente a questa provincia di ottenere in un solo colpo ben tre record negativi; è la più cara di tutta la Puglia, quella in cui i costi sono cresciuti di più nei 12 mesi (+12,79%) e quella con il differenziale maggiore rispetto alla media nazionale (+62,22%).

L’unica altra provincia pugliese che, in base ai dati dell’osservatorio Facile.it, ha subito un rincaro è Lecce. Qui gli automobilisti hanno dovuto mettere a budget mediamente, 537,70 euro; prezzo che, sebbene in aumento del 5,22% rispetto allo scorso anno rimane il più contenuto della Puglia ed equivale al 7,72% in meno di quanto non costi in media assicurare un’auto in Italia.

… e dove sono diminuite

Guardando ora alla parte positiva del quadro pugliese, i premi medi sono risultati in calo in tutte le altre province. Sebbene con 700,96 euro rimanga ancora la seconda per valori assoluti, Taranto ha visto ridursi del 2,13% in un anno i costi per assicurare le auto. Ancora piuttosto alto il differenziale fra il costo delle assicurazioni della provincia e la media nazionale; a Taranto la copertura RC auto costa in media il 20,29% in più.

Valori in calo (-3,44%) anche a Barletta – Andria – Trani dove assicurare un’automobile costa in media 677,34 euro, comunque sempre il 16,24% in più della media nazionale.

È superiore di appena più di un euro rispetto al valore registrato a BAT il premio RC auto medio della provincia di Bari (678,37 euro). Nel corso degli scorsi 12 mesi il valore è diminuito del 7,25%, ma rimane ancora più alto del 16,42% se confrontato con le medie nazionali.

Buone notizie, in fine, per i residenti della provincia di Brindisi che, sempre ad agosto 2018, hanno potuto brindare alla riduzione dei premi medi più alta fra quelle registrate in regione (-13,29%). Con questo calo il costo medio per assicurare un’auto in provincia è passato a 613,82 euro, appena il 5,34% più della media italiana.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 6.825.645 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018. Per quanto riguarda la Puglia, la ricerca è basata su 229.308 preventivi effettuati in Puglia su Facile.it nel medesimo periodo.

Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC auto: prezzi in calo, ma 35.000 automobilisti del FVG pagheranno di più

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (415,51 in Friuli Venezia Giulia); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 35.000 gli automobilisti del Friuli Venezia Giulia che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 8.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti del Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato come il 4,39% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore leggermente superiore alla media nazionale, ferma al 4,22%.

Le differenze provinciali

Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Trieste che, con il 5,91%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Gorizia, con il 4,90% e Udine, con il 4,15%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Pordenone, dove solo il 3,22% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

Le differenze di genere

Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione del Friuli Venezia Giulia, la differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 4,89% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,11%.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC auto: aumenti per 135.000 toscani

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (638,89 in Toscana); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 135.000 gli automobilisti toscani che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 30.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti toscani, ha evidenziato come il 5,48% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%, e che fa guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica italiana.

Le differenze provinciali

Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Livorno che, con il 6,309%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Lucca, con il 6,010%, Massa-Carrara, con il 5,873% e Prato, con il 5,869% La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Pistoia, dove solo 3,988% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

Le professioni

Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione toscano, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 6,40% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,87%.

Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, l’8,81% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per il personale medico (7,48%) e per i pensionati (6,25%). Sul versante opposto, sono gli artigiani e gli studenti ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il 3,14% ed il 3,26% ha denunciato un incidente con colpa.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Contabilizzatori di calore prezzi per fare la scelta giusta

Scritto da comunicatistampa13 il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Bisogna fare una distinzione tra apparecchi walk-by e quelli radio dotati di accentratori dati. Contabilizzatori di calore prezzi cambiano nei due casi per effetto delle diverse funzioni che i due apparecchi sono portati a svolgere. I walk-by sono gli apparecchi più classici, il sistema è uguale con la particolarità che le letture avvengono da vicino; praticamente il tecnico che si occupa della lettura si deve recare fisicamente su ogni pianerottolo e fare singolarmente le letture. Invece gli apparecchi radio hanno delle antenne che mandano il segnale agli accentratori di dati i quali immagazzinano i dati di consumo e li memorizzano. L’unica sostanziale differenza sta nel fatto che il tecnico è agevolato nella lettura perché al posto che recarsi su ogni pianerottolo può fare la lettura direttamente dal centralino. Quest’ultima tipologia ha inoltre una variante che consta in un modulo GPRS. Con lo stesso principio del normale apparecchio ad accentratore dati, il modulo GPRS da la possibilità di accumulare i dati di lettura e di trasmetterli direttamente al modem da cui poi il tecnico potrà svolgere la consueta lettura. L’ordine con cui sono stati descritti i diversi modelli non è casuale ma è proporzionale al prezzo delle singole apparecchiature. Infatti gli apparecchi walk-by sono quelli più economici, mentre gli apparecchi dati con accentratore di dati sono più costosi e infine quelli con il modulo GPRS.

I contabilizzatori di calore prezzi sono causati da fattori che li distinguono. Il principale è la marca dell’apparecchio. È difficile fare una stima reale e precisa del prezzo ma si possono sapere altre cose che sono importanti e che condizionano il costo. Un esempio importante è la conoscenza della casa di produzione. La maggiore è la Cundis;  tale azienda infatti fornisce di apparecchiature moltissime multinazionale che poi rivenderanno le stesse al pubblico. La Cundis si occupa delle valvole e dei ripartitori e vanta una buona qualità del prodotto ad un prezzo accessibile.
I contabilizzatori di calore prezzi  differiscono anche nel caso in cui ci sia un sistema aperto o un sistema chiuso. La differenza sta nella modalità di lettura: nel sistema chiuso la ditta installatrice si occupa di installare gli apparecchi con la particolarità che solo lei può effettuare le letture senza che l’utente possa decidere a chi affidare questo compito; il sistema aperto invece è caratterizzata da una lettura a libero mercato perché l’hardware e il software possono essere scelti dal cliente e quindi si può arrivare a un beneficio maggiore dell’utenza che sarà consapevole delle spese a cui andrà incontro.
Un’ultima condizione che si può valutare per il costo dei contabilizzatori di calore prezzi  in modo da avere maggior risparmio sta nella scelta tra un apparecchio a singolo sensore o a doppio sensore. Nel primo caso l’unico sensore misura la temperatura del radiatore e viene calcolato il consumo in base alla differenza della temperatura ambientale che però è preimpostata secondo un valore fittizio e presunto. Nel caso della valvola a doppio sensore invece la misurazione del radiatore rimane mentre l’ambiente viene misurato realmente dal secondo sensore dando così un valore molto più preciso e sicuro e facendo risparmiare l’utente maggiormente rispetto a prima.

Valvola termostatica prezzo quanto costa il benessere

Scritto da comunicatistampa13 il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Per capire la valvole termostatica prezzo è necessario conoscere le differenze che intercorrono tra le diverse tipologie di apparecchi. Possiamo riassumere brevemente le differenze tra questi tipi di valvole per conoscerle e scegliere se e come spendere i propri soldi in base alle proprie necessità.
Per iniziare dobbiamo fare una distinzione tra gli apparecchi walk-by e gli apparecchi radio con accentratori dati. La valvola termostatica prezzo cambia nei due casi per via delle diverse funzioni che i due apparecchi svolgono. Gli apparecchi walk-by sono quelli più classici, il sistema non cambia e hanno la particolarità che le letture avvengono, per così dire, da vicino. Praticamente il tecnico che deve fare la lettura si deve recare su ogni pianerottolo e fare le singole letture; gli apparecchi radio hanno invece delle antenne che mandano il segnale agli accentratori dati, i quali li immagazzinano e li memorizzano. L’unica differenza tecnica sta nel fatto che il tecnico è agevolato nella lettura perché invece che recarsi su ogni pianerottolo può fare la lettura direttamente dal centralino. Quest’ultima tipologia ha inoltre una variante che consta in un modulo GPRS. Il principio è lo stesso dell’accentratore di dati, ma con il modulo GPRS i dati di lettura vengono trasmessi direttamente al modem da cui si potrà fare la lettura. L’ordine con cui sono stati descritti i diversi modelli non è casuale ma è proporzionale al prezzo delle singole apparecchiature. Infatti gli apparecchi walk-by sono quelli più economici, mentre gli apparecchi dati con accentratore di dati sono più costosi e infine quelli con il modulo GPRS.
Per avere un ulteriore scrematura riguardo alla valvola termostatica prezzo, chiaramente un fattore che influisce è la marca degli apparecchi che possono variare diametralmente secondo le decisioni della singola casa rispetto ad un’altra e ovviamente per le regole di mercato e di concorrenza che intercorrono tra le diverse marche. È difficile fare una stima del prezzo reale ma si possono sapere altre cose che sono importanti prima dell’acquisto. Per esempio è importante conoscere la casa di produzione maggiore di questi apparecchi: questa è la Cundis. Questa azienda vanta di fornire di apparecchiature moltissime multinazionali che poi rivenderanno le stesse al pubblico. La Cundis si occupa della costruzione delle valvole e dei ripartitori e vanta una buona qualità del prodotto ad un prezzo accessibile.
Un’altra variabile che influisce sulla valvola termostatica prezzo sta nella differenza tra gli apparecchi a sistema aperto o a sistema chiuso. La diversità insita tra le due apparecchiature sta sostanzialmente nella modalità di lettura. Nel sistema chiuso è la ditta installatrice che si occupa di installare gli apparecchi con la particolarità che solo lei può effettuare le letture, senza che il singolo utente possa autonomamente decidere a chi affidare questo compito. Questa scelta comporta una monopolizzazione dell’apparecchio e dell’intero sistema senza lasciare spazio al cliente di poter usufruire di tutti i benefici ( ecologici ed economici) che un impianto centralizzato con valvole termostatiche da. Al contrario il sistema aperto è molto più accessibile e gestibile dall’utenza perché la lettura è cosiddetta a libero mercato; praticamente il libero mercato sta nel fatto che l’hardware e il software possono essere scelti precedentemente riuscendo così ad attuare un benefit maggiore del cliente che potrà constatare con mano propria le spese a cui andrà incontro e infine avrà un vantaggio economico notevole e palpabile.

Costo valvole termostatiche sai a che spesa vai in contro?

Scritto da comunicatistampa13 il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Per capire il costo valvole termostatiche è sufficiente e necessario conoscere le differenze sostanziali che ci sono tra le differenti tipologie di apparecchi.
Bisogna fare una distinzione tra apparecchi walk-by e quelli radio dotati di accentratori dati. Il costo valvole termostatiche cambia nei due casi per effetto delle diverse funzioni che i due apparecchi sono portati a svolgere. I walk-by sono gli apparecchi più classici, il sistema è uguale con la particolarità che le letture avvengono da vicino; praticamente il tecnico che si occupa della lettura si deve recare fisicamente su ogni pianerottolo e fare singolarmente le letture. Invece gli apparecchi radio hanno delle antenne che mandano il segnale agli accentratori di dati i quali immagazzinano i dati di consumo e li memorizzano. L’unica sostanziale differenza sta nel fatto che il tecnico è agevolato nella lettura perché al posto che recarsi su ogni pianerottolo può fare la lettura direttamente dal centralino. Quest’ultima tipologia ha inoltre una variante che consta in un modulo GPRS. Con lo stesso principio del normale apparecchio ad accentratore dati, il modulo GPRS da la possibilità di accumulare i dati di lettura e di trasmetterli direttamente al modem da cui poi il tecnico potrà svolgere la consueta lettura. L’ordine con cui sono stati descritti i diversi modelli non è casuale ma è proporzionale al prezzo delle singole apparecchiature. Infatti gli apparecchi walk-by sono quelli più economici, mentre gli apparecchi dati con accentratore di dati sono più costosi e infine quelli con il modulo GPRS.
Un fattore che ovviamente influisce sul costo valvole termostatiche è la marca dell’apparecchio. È difficile fare una stima reale e precisa del prezzo ma si possono sapere altre cose che sono importanti e che condizionano il costo. Un esempio importante è la conoscenza della casa di produzione. La maggiore è la Cundis; tale azienda infatti fornisce di apparecchiature moltissime multinazionale che poi rivenderanno le stesse al pubblico. La Cundis si occupa delle valvole e dei ripartitori e vanta una buona qualità del prodotto ad un prezzo accessibile.
Il costo valvole termostatiche differisce anche nel caso in cui ci sia un sistema aperto o un sistema chiuso. La differenza sta nella modalità di lettura: nel sistema chiuso la ditta installatrice si occupa di installare gli apparecchi con la particolarità che solo lei può effettuare le letture senza che l’utente possa decidere a chi affidare questo compito; il sistema aperto invece è caratterizzata da una lettura a libero mercato perché l’hardware e il software possono essere scelti dal cliente e quindi si può arrivare a un beneficio maggiore dell’utenza che sarà consapevole delle spese a cui andrà incontro.
Un’ultima condizione che si può valutare per il costo valvole termostatiche in modo da avere maggior risparmio sta nella scelta tra un apparecchio a singolo sensore o a doppio sensore. Nel primo caso l’unico sensore misura la temperatura del radiatore e viene calcolato il consumo in base alla differenza della temperatura ambientale che però è preimpostata secondo un valore fittizio e presunto. Nel caso della valvola a doppio sensore invece la misurazione del radiatore rimane mentre l’ambiente viene misurato realmente dal secondo sensore dando così un valore molto più preciso e sicuro e facendo risparmiare l’utente maggiormente rispetto a prima.

Valvole termostatiche prezzi: le tecniche del risparmio

Scritto da comunicatistampa13 il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Per capire le valvole termostatiche prezzi è necessario conoscere le differenze che intercorrono tra le diverse tipologie di apparecchi. Possiamo riassumere brevemente le differenze tra questi tipi di valvole per conoscerle e scegliere se e come spendere i propri soldi in base alle proprie necessità.
Per iniziare dobbiamo fare una distinzione tra gli apparecchi walk-by e gli apparecchi radio con accentratori dati. Le valvole termostatiche prezzi cambiano nei due casi per via delle diverse funzioni che i due apparecchi svolgono. Gli apparecchi walk-by sono quelli più classici, il sistema non cambia e hanno la particolarità che le letture avvengono, per così dire, da vicino. Praticamente il tecnico che deve fare la lettura si deve recare su ogni pianerottolo e fare le singole letture; gli apparecchi radio hanno invece delle antenne che mandano il segnale agli accentratori dati, i quali li immagazzinano e li memorizzano. L’unica differenza tecnica sta nel fatto che il tecnico è agevolato nella lettura perché invece che recarsi su ogni pianerottolo può fare la lettura direttamente dal centralino. Quest’ultima tipologia ha inoltre una variante che consta in un modulo GPRS. Il principio è lo stesso dell’accentratore di dati, ma con il modulo GPRS i dati di lettura vengono trasmessi direttamente al modem da cui si potrà fare la lettura. L’ordine con cui sono stati descritti i diversi modelli non è casuale ma è proporzionale al prezzo delle singole apparecchiature. Infatti gli apparecchi walk-by sono quelli più economici, mentre gli apparecchi dati con accentratore di dati sono più costosi e infine quelli con il modulo GPRS.
Per avere un ulteriore scrematura riguardo alle valvole termostatiche prezzi, chiaramente un fattore che influisce è la marca degli apparecchi che possono variare diametralmente secondo le decisioni della singola casa rispetto ad un’altra e ovviamente per le regole di mercato e di concorrenza che intercorrono tra le diverse marche. È difficile fare una stima del prezzo reale ma si possono sapere altre cose che sono importanti prima dell’acquisto. Per esempio è importante conoscere la casa di produzione maggiore di questi apparecchi: questa è la Cundis. Questa azienda vanta di fornire di apparecchiature moltissime multinazionali che poi rivenderanno le stesse al pubblico. La Cundis si occupa della costruzione delle valvole e dei ripartitori e vanta una buona qualità del prodotto ad un prezzo accessibile.
Un’altra variabile che influisce sulle valvole termostatiche prezzi sta nella differenza tra gli apparecchi a sistema aperto o a sistema chiuso. La diversità insita tra le due apparecchiature sta sostanzialmente nella modalità di lettura. Nel sistema chiuso è la ditta installatrice che si occupa di installare gli apparecchi con la particolarità che solo lei può effettuare le letture, senza che il singolo utente possa autonomamente decidere a chi affidare questo compito. Questa scelta comporta una monopolizzazione dell’apparecchio e dell’intero sistema senza lasciare spazio al cliente di poter usufruire di tutti i benefici ( ecologici ed economici) che un impianto centralizzato con valvole termostatiche da. Al contrario il sistema aperto è molto più accessibile e gestibile dall’utenza perché la lettura è cosiddetta a libero mercato; praticamente il libero mercato sta nel fatto che l’hardware e il software possono essere scelti precedentemente riuscendo così ad attuare un benefit maggiore del cliente che potrà constatare con mano propria le spese a cui andrà incontro e infine avrà un vantaggio economico notevole e palpabile.
Un’ultima condizione che si può valutare per le valvole termostatiche prezzi e per avere maggior risparmio sta nella scelta tra un apparecchio a singolo sensore o a doppio sensore. Nel primo caso l’unico sensore misura la temperatura del radiatore e viene calcolato il consumo in base alla differenza della temperatura ambientale che però è preimpostata secondo un valore fittizio e presunto. Nel caso della valvola a doppio sensore invece la misurazione del radiatore rimane mentre l’ambiente viene misurato realmente dal secondo sensore dando così un valore molto più preciso e sicuro e facendo risparmiare l’utente maggiormente rispetto a prima.