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“Paura della pittura”, personale di Giovanni Blanco da Lo Magno Arte Contemporanea

Scritto da inpress il . Pubblicato in Arte, Cultura

Modica (RG) – Dal 14 dicembre all’11 gennaio Lo Magno Arte Contemporanea di via Risorgimento 91-93 ospiterà la personale di Giovanni Blanco “Paura della pittura” a cura di Gabriele Salvaterra (inaugurazione: sabato ore 19; visite: tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00).
Giovanni Blanco (Ragusa, 1980) vive e lavora a Modica e Bologna, dove è stato allievo di Massimo Pulini all’Accademia di Belle Arti.
“Paura della pittura” è il titolo di un testo dello scrittore e pittore Carlo Levi che, già nel 1942, metteva in discussione pratiche e stili pittorici, notando un allontanamento dalle ragioni e dalle problematiche dell’essere umano (“Il domani non si prepara con i pennelli, ma nel cuore degli uomini”). Dalle suggestioni e dagli stimoli offerti da quelle pagine ancora attuali prende le mosse l’idea della presente mostra.

In un’epoca in cui la pittura sconfina dagli spazi espositivi in modo quasi pervasivo e riafferma il proprio diritto di comunicare, l’artista contemporaneo avverte la necessità di riflettere sulla natura del fare pittorico che continua a essere fonte di inquietudine, qualcosa di molto semplice e molto complesso, naturale e assurdo allo stesso tempo.

Il percorso ideato da Giovanni Blanco – comprendente una serie di opere a olio, di piccole e medie dimensioni – si presenta come un’operazione analitica che, imitando le forme del display espositivo e dei generi tradizionali, interroga se stessa e l’osservatore sulla validità dell’esperienza estetica veicolata dalla pittura, in un’affascinante ricerca di nuovi significati e valori.

La mostra è accompagnata da una pubblicazione in cui le immagini dell’autore, i testi critici del curatore e altre referenze d’archivio si rincorrono tra loro per restituire il clima, le riflessioni e la genesi che hanno portato alla realizzazione delle opere esposte. L’evento è realizzato con il contributo dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica e Ghibli general contractor di Ragusa.

Info e contatti
LO MAGNO ARTE CONTEMPORANEA
via Risorgimento 91/93 – Modica (RG)
Tel. 0932 763165
info@gallerialomagno.it

Lo spazio torbido, il romanzo poliziesco di Simone Cozzi

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Cultura, Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Lo spazio torbido di Simone Cozzi

Lo spazio torbido è un romanzo poliziesco ambientato nell’Italia fascista dei primi anni trenta. Al Delegato di polizia Vittorio Ripamonti, già protagonista del precedente romanzo di Simone Cozzi La pace inquieta, viene chiesto di indagare sul misterioso omicidio di un’ancora più impenetrabile vittima, il sedicente Giorgio Schmitz. L’appartenenza dell’opera al genere giallo, affiancato da un occhio attento per l’elemento storico, rende la narrazione intrigante e avvincente, ma ciò che più colpisce è il focus sulla caratterizzazione e in particolare sulla vita interiore del protagonista, uomo solitario e disincantato, in eterna lotta con la parte oscura della sua anima che vuole emergere violentemente, quello “spazio torbido” del titolo presente in ogni essere umano.

Titolo: Lo spazio torbido

Autore: Simone Cozzi

Genere: Romanzo poliziesco

Casa Editrice: Panda Edizioni

Pagine: 124

Codice ISBN: 9788893781251

«[…] Abbiamo tutti una zona grigia, nell’anima. C’è uno spazio torbido dove trovano terreno fertile i pensieri più inaccettabili. Lì, celati e protetti nella penombra della morale, quei pensieri si nutrono, crescono e s’impadroniscono dell’individuo che li alberga: e lo trasformano, generando un mostro. Qualcuno li libera, altri riescono a trattenerli».

Lo spazio torbido di Simone Cozzi è un romanzo giallo a sfondo storico ambientato tra Milano e Mandello del Lario nel 1933, in piena epoca fascista e negli anni dell’ascesa di Hitler. Il contesto è molto importante per introdurre il protagonista: nell’accurata descrizione del periodo fascista si inserisce infatti per contrasto il pensiero di Vittorio Ripamonti, uomo tormentato e solitario, che nonostante l’appartenenza al corpo di polizia devoto al Regime riesce a guardare oltre la propaganda, e a capire la falsità e l’illogicità del momento storico in cui fatica a vivere. Ripamonti è dilaniato tra il bisogno di contatto umano e la repulsione per la sua gente, ormai preda della massificazione del pensiero individuale; questa lotta interiore lo porta a isolarsi per poi tentare un approccio con l’esterno che immancabilmente lo delude, e lo fa chiudere di nuovo in sé stesso: “il confronto con le persone era solito procurargli un senso di oppressione insostenibile”. Oltre a essere solo è anche un uomo profondamente sensibile, caratteristica essenziale per far bene il suo lavoro di investigatore ma che, come nell’omicidio su cui si trova a indagare, lo porterà a immedesimarsi con il lato oscuro dell’assassino, a chiedersi incessantemente se si ha davvero una scelta quando lo spazio torbido presente nell’anima di ogni uomo emerge, e se è possibile ricacciarlo nel buio da dove è venuto o se è più semplice e appagante lasciarlo uscire. Con la sua umanità e le sue domande esistenziali, che sono poi quelle di ogni essere vivente, Vittorio Ripamonti entra nel cuore del lettore, e se anche la trama di Lo spazio torbido è trainata dalle acute indagini per l’omicidio dell’ambiguo dottore Giorgio Schmitz, ciò che più risalta e illumina la narrazione è la figura del Delegato di polizia tormentato dalle tante facce della natura umana. Egli vive con estremo dolore la manipolazione delle menti a opera del fascismo, la diffidenza e la violenza nei confronti del diverso, l’assenza del senso critico nel popolo e soprattutto il gusto perverso di far male, di distruggere vite innocenti: “non aveva voglia di smarrirsi di nuovo nello spazio torbido della mente umana, dove il dolore e la morte altrui trovavano la propria genesi”. La bellezza dell’anima crepuscolare del protagonista sembra rispecchiarsi in una frase nelle ultime pagine del romanzo: “poche luci cercavano di combattere l’inevitabile buio”, e non si può non ravvisare in quelle poche luci la figura di Ripamonti, ultimo baluardo di speranza in un mondo che sta andando in frantumi.

TRAMA. È la vigilia del giorno di Sant’Ambrogio del 1933 e, per uno di quegli scherzi che solo il destino sa realizzare, il Delegato Ripamonti si ritrova nella propria città natale pronta a celebrare la festa del santo patrono, esattamente nel momento in cui vorrebbe essere ovunque tranne che a Milano. Convocato dallo scorbutico Vice Questore Guido Leto, che ne apprezza le qualità investigative e la sua capacità di indagare senza suscitare inutile clamore, viene incaricato di risolvere il caso di un omicidio avvenuto all’interno del prestigioso hotel Principe di Savoia. Procedendo con la propria inchiesta fra Milano, incupita dalla dittatura fascista e trasfigurata dall’inverno, e l’ormai familiare Mandello del Lario, Ripamonti si troverà a compiere un viaggio di esplorazione nella natura umana, costretto a confrontare i propri istinti con quelli dell’assassino, in una continua altalena fra l’opportunità di commettere il male e l’imperativo morale che lo ancora alla rettitudine.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE


BIOGRAFIA. Simone Cozzi è nato a Milano nel 1967. Dal 2011 al 2017 ha curato il blog Le cronache di Sigma. Nel 2014 ha preso parte al Cochonnerie-Labile Collettivo, con il quale ha pubblicato Fatti mangiare dall’amore. Con Panda Edizioni ha pubblicato nel 2015 il suo primo romanzo La pace inquieta e nel 2016 Doppio Strato. Lo spazio torbido (2018) è il suo terzo romanzo.

Contatti

https://www.facebook.com/Lospaziotorbido/?ref=py_c

https://www.pandaedizioni.it/

Link di vendita

https://www.pandaedizioni.it/il-nostro-catalogo/narrativa/lo-spazio-torbido/

IL TACCUINO UFFICIO STAMPA

Via Silvagni 29 – 401387 Bologna – Phone:+393396038451

Sito: iltaccuinoufficiostampablog.wordpress.com

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CONCEPT39 – Moda uomo Collezione Autunno-Inverno 2018/2019

Scritto da Concept39 il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness, Lifestyle, Moda, Nuovo Sito Web

Felpe colorblock, bomber anni Novanta e cappotti tartan look

(Prato, 28 Settembre 2018). Da oggi online su concept39.com la nuova collezione autunno-inverno di Concept39, brand di moda maschile e negozio online di abbigliamento uomo. Disponibile adesso sull’online store, la collezione A/I-2018/19 riflette sui concetti della moda contemporanea per offrire ai propri visitatori idee di stile per la stagione più fredda.

L’idea di felpa come indumento prediletto per l’autunno è ciò che ci ha spinto a sperimentare sui concetti di Colorblock e Barocco con tessuti e tagli attualissimi.

Creatività e moda stanno alla base dell’ideazione della creazione della nuova collezione. Così, felpe oversize a blocchi di colore convivono con fantasie neo barocche e monocromo.

Alla collezione di felpe si aggiunge una new-entry: Maglioni. Lo stile di Concept39 si allarga verso il settore maglieria, con capispalla e cardigan caldi e morbidi in lana e acrilico. Il top-trend teschi e skull si ripete come dettaglio anteriore, così come il concetto di blocchi di colore.

La collezione Giubbotti si amplia: i nuovi arrivi dei bomber con applicazioni e zip stile anni Novanta, e i double face, sono tra le scelte di stagione più street. Uno stile meno urban e più casual è ricercato nei giubbotti parka dalle tonalità più scure, con pelliccia sintetica, caratterizzati da linee essenziali e plain.

Sulle linee casual e contemporary la collezione di Cappotti si arricchisce con l’eleganza dei doppiopetto Cammello e fantasia Tartan, a completamento delle novità della collezione invernale 2018/19.

COLLEZIONE AUTUNNO/INVERNO-2018/2019 ORA ONLINE

www.concept39.com

LANCIO DELLO SHOP ONLINE CONCEPT39 | Nuovo brand italiano di moda maschile

Scritto da Concept39 il . Pubblicato in Aziende, Internet, Moda, Nuovo Sito Web, Società

(Prato, 11 Maggio 2018). Il gruppo di Concept39 è entusiasta di comunicare la pubblicazione online dell’e-commerce dedicato esclusivamente al men’s wear www.concept39.com, live dal 18 Aprile 2018.

Il nuovo brand nasce dalla volontà di unire la qualità del Made in Italy al gusto delle tendenze internazion­ali. Una squadra di giovani e creativi designer si occupa della creazione di capi d’abbigliamento unici, avendo cura del prodotto dal momento dell’ideazione a quello della produzione.

Sono nove le collezioni ad oggi online: T-shirt, Camicie, Felpe, Blazer, Jacket, Coat, Pantaloni, Jeans e Jogger. Un’ampia scelta di prodotti disponibili pensata per un target di uomini tra i 16 e 40 anni, a cui verranno aggiunti, nel prossimo futuro, accessori quali cappelli, calze e zaini.

Il sito si presenta come uno store online facilmente utilizzabile da tutte le piattaforme e user-friendly grazie alla grafica accattivante. Si struttura infatti in quattro grandi sezioni:

  • Novità, la vetrina per gli articoli del momento;
  • Abbigliamento, il menù essenziale per la navigazione tra le collezioni;
  • Get the look, in cui sono presentati degli outfit completi i cui singoli capi possono essere acquistati direttamente e rapidamente;
  • Promo, sezione dedicata agli articoli in saldo.

Dal 23 Maggio 2018 inizierà la pubblicazione degli articoli della collezione estate-2018, per proseguire con nuovi prodotti di settimana in settimana. Tra i nuovi arrivi verranno presentate le categorie “100% Lino” e “Hawaii”. Ideali per il look estivo.

Contatti:

support@concept39.com

www.concept39.com

Allegati:

Video collezione “Fresh Look Primavera-Estate 2018″

Testa sarà presente alla prestigiosa mostra di “Spoleto Arte” con la curatela di Vittorio Sgarbi

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

“Spoleto Arte” è il titolo della nuova ed attesissima mostra organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e curata dall’illustre Vittorio Sgarbi. Il vernissage si terrà sabato 27 giugno 2015 alle ore 18.30 presso lo storico Palazzo Leti Sansi, nel cuore della suggestiva città umbra di Spoleto, e avrà come protagonisti il Prof. Sgarbi, nonché Amanda Lear, artista poliedrica, cantautrice, attrice, presentatrice e pittrice, che espone alcune sue originali creazioni.

L’esposizione, visitabile con ingresso libero fino al 27 luglio, si svolge in concomitanza del Festival dei 2 Mondi, manifestazione d’interesse internazionale che ogni anno attira non solo turisti, ma anche esperti e appassionati d’arte. Dunque, un’occasione imperdibile per gli artisti di “Spoleto Arte”, i quali avranno maggiore possibilità di farsi conoscere. Tra questi troviamo anche Alessandro Testa.

Il noto Prof. Alberto D’Atanasio scrive di lui: «La funzione dell’arte per Testa è pura comunicazione tra artista e realtà. Ciò che, in effetti, muove il fare arte di Alessandro non è la ragione che deriva dal ragionamento di un’osservazione della realtà oggettiva o la coscienza dell’uomo che ha già un vissuto, ciò che anima il suo fare arte è la ragione dei sentimenti che non può avere tempi, non ha età e non sente Crono. Vive la pulsione del momento, trasforma l’energia interiore in gesto che diviene esso stesso opera d’arte nel lavoro che applica il colore che diviene pulsione visibile dell’universo interiore. Alessandro Testa vive della stessa scintilla eterna che regolò la creazione e muove ogni uomo che vive per amore della libertà».

«Osservando la sua produzione pittorica – evidenzia la rinomata curatrice di testi d’arte Elena Gollini – riecheggiano le eloquenti parole pronunciate nel 1973 dal poeta Ambrogio Bazzero, secondo il quale “L’arte è la grande arpa a innumeri corde, l’arpa del cuore a cui corrispondono i suoni del creato: è l’immenso prisma, che svela i colori della luce”. I dipinti di Testa, sull’impronta di queste intense riflessioni, esprimono un misticismo soggettivo di notevole impatto visivo, affiancato da un’elaborazione interiorizzante, libera dai condizionamenti della raffigurazione figurale. I criteri compositivi alludono simbolicamente e metaforicamente a quelli sonori, nel trionfo e nel tripudio colorato del risveglio dei sensi. […] Nella sua arte l’uso del pigmento colorato riveste una posizione di primaria centralità nella costruzione scenica d’insieme e assume un ruolo di fondamentale rilevanza nella trasmissione del messaggio artistico, connesso alla straordinaria visione di una prospettiva immaginifica, che si trasforma in articolate “architetture della psiche” trasferite e trasportate all’interno dei dipinti».

PROMOTER ARTE LANCIA IL SITO INTERNET DEDICATO ALL’ILLUSTRE PITTORE TOSCANO ALBERTO PISTORESI

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Nuovo Sito Web

É imminente il lancio del sito internet dedicato all’illustre pittore toscano Alberto Pistoresi, come significativo omaggio celebrativo alla memoria di un grande esponente di spicco dell’arte italiana del Novecento. Promoter Arte, affermata società leader specializzata in mostre, editoria e comunicazione, si sta occupando della gestione del progetto e sta predisponendo un sito completo e di funzionale consultazione, con una vasta carrellata di quadri catalogati in stile galleria espositiva online, correlata da interessanti testi critici, riflessioni, articoli, comunicati stampa realizzati a commento.

In Pistoresi emerge la spiccata sensibilità e la fervida passione per la natura, per gli scorci di paesaggio più suggestivi, che riesce a cogliere e raffigurare con acuta intuizione. La sua pittura stupisce per la spettacolare cornice coreografica, che regala alle rappresentazioni un’incantevole e magica atmosfera, trasportando l’osservatore dalla realtà al sogno, in una dimensione di visione quasi onirica.

L’intensa esperienza esistenziale e la forte carica di propensione umanitaria, lo inducono a cimentarsi anche con tematiche più complesse e delicate, come il mondo degli anziani, dei derelitti, dell’umanità sofferente, fornendo un’interpretazione di pragmatico e genuino realismo molto toccante e coinvolgente.

Piero Bargellini, sindaco di Firenze nel 1968 scrisse su Pistoresi “È un pittore, che usa come mezzo espressivo il colore ad olio o ad acquerello. Nei suoi dipinti non c’è nulla di pleonastico, di ripetuto, nulla di gravoso o di pesante. L’artista parte da una suggestione spontanea e giunge, quasi di volo, ad un’espressione sincera. Si potrebbe anche parlare di -felicita’- la quale, sul piano dell’arte, consiste nel superamento della fatica sorda e nella spoliazione da ogni elemento retorico“.

Il raffinato contesto “Spoleto Arte” accoglie nel Palazzo Leti Sansi le sculture di Ruggero Marrani

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Il pregiato allestimento delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal critico Vittorio Sgarbi presso lo storico Palazzo Leti Sansi, nella centralissima Piazza del Mercato a Spoleto, si svolgerà dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Tra i nomi di spicco selezionati per l’esposizione lo scultore Ruggero Marrani porterà alcune suggestive opere ispirate dall’influsso futurista.

Marrani conduce la formazione accademica sotto la guida di Gerardo Dottori, pittore perugino, affermato protagonista della seconda generazione del futurismo. I suoi primi lavori sono creazioni su tela, caratterizzate da uno spessore materico molto accentuato, che si concretizzerà nel passaggio da bidimensionalità a tridimensionalità. Da inizio anni Novanta decide di abbandonare il percorso pittorico e dedicarsi esclusivamente alla scultura. Si rivolge soprattutto al settore della ceramica policroma. In seguito, riprende gli studi cartografici e realizza le prime “Aerosculture” sintesi di processi e procedimenti, sia fisici sia mentali, sulle quali spiega “Ho effettuato la mia ricerca partendo dall’attenta osservazione cartacea di città o agglomerati urbani, che l’uomo ha costruito durante i secoli, da quelle micenee, greche e romane, alle planimetrie Nazca in Perù, fino alle città medioevali e rinascimentali”. E aggiunge “Nella realizzazione di ogni opera, partendo dalla forma perimetrale della base in legno, lo studio del progetto segue uno schema geometrico dinamico, che dà la forma alla terracotta per creare un -unicum- tra base d’appoggio e scultura”.

Alla fine degli anni Novanta è ispirato dalle steli azteche, nascono i “Totem” sculture in ceramica a tutto tondo, con strutture dinamiche e “verticistiche”. Attraverso le “Aerosculture” e i “Totem” lo spettatore viene coinvolto, ma solo passivamente. Da qui la nascita delle “Aerosculture interattive e sonore” sulle quali commenta “Sono strutture, che consentono il coinvolgimento diretto e attivo del fruitore, che può agire e intervenire sull’opera, ruotandola, spostandola, muovendola e anche suonandola. Queste nuove soluzioni artistiche stimolano l’azione dell’osservatore, che può modificare l’aspetto formale, lasciando però intatta la caratteristica strutturale”. E prosegue “La mia parola d’ordine è vietato non toccare. Infatti, per uno sculture creare con le mani è assolutamente normale, ma anche lo spettatore per poter comprendere deve -sentire e vedere- attraverso il tatto. Con il tatto è possibile concretizzare la realtà e si possono percepire emozioni e sensazioni, che la vista da sola non potrebbe completamente soddisfare. Perciò, ho inventato queste opere di stimolo sensoriale e acustico”.

Il bianco e nero pittorico di Beatrice Cignitti in mostra a “Spoleto Arte”

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In occasione delle imminenti mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi sarà possibile ammirare il talento artistico di Beatrice Cignitti, con le sue emozionanti visioni pittoriche in bianco e nero. “Spoleto Arte” si terrà dal 27 Giugno al 24 Luglio nello splendido Palazzo Leti Sansi, rinomata dimora storica in Piazza del Mercato a Spoleto, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

La Cignitti preferisce raffigurare il mondo circostante isolandone le forme attraverso il meccanismo dell’effetto in chiaro-scuro di ombra e luce, dove il disegno diventa lo strumento per cogliere il visibile e l’invisibile, inseguire i fasci luminosi e ritagliare lo spazio con la matita. L’impatto delle opere è davvero sorprendente. I soggetti rievocano le immagini di conchiglie, vasi, bicchieri, piccole ciotole, fiori, foglie secche, nature morte. Cimeli, che la suggestiva magia cromatica dei due colori in opposizione, come in un gioco di specchi riflessi, trasforma in miraggi misteriosi avvolti da forte intensità, in una dimensione tra realtà e fantasia onirica.

Gli oggetti sembrano fermi, fissati in una condizione fuori dal tempo e dalla scansione cronologica. Il suo occhio da pittrice di acuta e spiccata sensibilità le permette di valorizzare una scelta narrativa composta da pochi elementi, selezionati nel dettaglio, sui quali studiare la collocazione ottimale rispetto alla fonte di luce dominante, che li rende protagonisti di una profonda riflessione. Si delinea una sorta di “Psicologia dell’oggetto” che trasmette importanti messaggi subliminali e metafore esistenziali. Si può individuare un riferimento al principio creatore, allo sguardo divino, all’origine del concepimento. I quadri esprimono un desiderio di spontanea autenticità e semplicità, che la Cignitti possiede e con naturale propensione, vuole condividere con l’osservatore.

L’innovativo progetto del moderno grattacielo milanese, Giax Tower, presentato con grande successo dal suo ideatore Gelmetti con Silvana Giacobini – Grattacieli Milano

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, Italia

Ha ottenuto ottimi riscontri, la conferenza stampa “Giax Tower – Una sfida a Milano” tenuta dall’imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, lo scorso Mercoledì 4 Giugno 2014, presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo, in collaborazione con Intesa San Paolo. Ad affiancarlo la rinomata giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, che in qualità di relatrice, ha presentato assieme all’ideatore Gelmetti l’innovativo progetto dell’elegante grattacielo residenziale Giax Tower, in occasione della fine dei lavori, situato nel contesto del quartiere Dergano-Maciachini, la nuova zona di tendenza milanese, in grande trasformazione.

Presenti alla conferenza, tra numerosi giornalisti di settore, molti volti noti, alcuni dei quali hanno già avuto occasione di visitare l’esclusiva residenza verticale. Tra i personaggi ospiti: Paolo Limiti, Don Antonio Mazzi, Francesco Alberoni, Dalila Di Lazzaro, il maestro fotografo Bob Krieger, il cantante statunitense Ronnie Jones, lo stilista Elio Fiorucci, José Dalì, figlio del maestro del surrealismo Salvador Dalì, l’inviato di Striscia la Notizia Patrick Ray Pugliese, nonché influenti industriali ed imprenditori di fama internazionale.

Durante il meeting sono stati approfonditi i concetti di rivalutazione, di trasformazione delle zone urbane semicentrali. In periodo così arduo per l’economia, Gelmetti è riuscito a canalizzare le proprie energie nel cercare di introdurre un nuovo modo di vivere, tipico delle grandi capitali internazionali, tramite l’ideazione di una soluzione abitativa eccellente, sintesi d’innovazione e funzionalità, nel pieno rispetto della natura.

Dopo un momento particolarmente toccante, nel quale è stata proiettata una dichiarazione sulla Giax Tower dell’amatissima e indimenticabile Margherita Hack, l’incontro si è concluso con un ricco buffet curato dal ristorante Da Vittorio.

Investire sulla Giax Tower: Intervista all’ideatore Giovanni Gelmetti – Grattacieli Milano

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

L’imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, in questa intervista, parla di come investire sulla Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano, da lui ideato.

1) Dott. Gelmetti, fino a che cifra si può pagare per investire in un edificio verticale come la Giax Tower?
Costruire un edificio verticale residenziale è molto costoso. Per un acquirente ci deve essere un prezzo che permetta di intravedere una crescita negli anni avvenire. Le città europee hanno dei listini prezzi molto diversi e sicuramente Milano non può essere paragonata a Londra. Detto ciò bisogna distinguere l’acquisto di una casa che è un sogno personale e il listino reale del posto in cui si fa l’acquisto.

2) Parlando della Giax Tower, da che prezzo si può comprare un appartamento?
Dai 300.000 per un bilocale a 1,5 milioni per un pentalocale nei piani più alti.

3) Pensa che sia stato costruito troppo in Italia dal momento che ci sono molte case invendute?
Penso che bisognerebbe abitare in case nuove o in case d’epoca. Dopo 50 anni penso che bisognerebbe cambiare casa.

4) Cosa propone di fare per tutti quegli immobili brutti e indecorosi che a volte si vedono in città?
Credo che bisognerebbe demolirli ed offrire agli inquilini case nuove.