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Eni: Claudio Descalzi commenta gli ottimi risultati del 2018

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

“Abbiamo lavorato su due fronti: la continua ottimizzazione del portafoglio di business esistente e il suo potenziamento per il futuro, in linea con la strategia annunciata”: così Claudio Descalzi ha commentato gli importanti traguardi raggiunti da Eni nel corso del 2018.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: il 2018 di Eni

In seguito all’approvazione dei risultati consolidati dell’esercizio 2018, Eni ha confermato di aver chiuso l’anno con un utile operativo adjusted di 11,24 miliardi: tale risultato rappresenta un raddoppio dell’utile rispetto al 2017. Anche l’utile netto adjusted è quasi raddoppiato rispetto al 2017, salendo a 4,59 miliardi. L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha confermato che questi risultati derivano da un lavoro importante, che si è svolto su due fronti: “La continua ottimizzazione del portafoglio di business esistente e il suo potenziamento per il futuro, in linea con la strategia annunciata. I risultati, grazie anche al contributo di quanto fatto nel quarto trimestre, sono stati ottimi in entrambi i casi”. Il CdA intende proporre all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,83 euro per azione (era 0,80 nel 2017), di cui 0,42 distribuiti nel settembre 2018 a titolo di acconto: la proposta avverrà durante la convocazione del 14 maggio 2019. La società guidata da Claudio Descalzi ha ottenuto ottimi risultati anche dal punto di vista della produzione.

Claudio Descalzi commenta i risultati

Sono da record i risultati ottenuti da Eni nel campo della produzione di idrocarburi, che si è attestata attorno a 1,85 milioni di barili di olio equivalente al giorno con un aumento del 2,5% rispetto al 2017 a prezzi costanti. La società ha comunicato che il risultato è stato raggiunto nonostante l’intercorrere di eventi penalizzanti, come la minore domanda di gas in alcuni Paesi (che ha portato al -1% nel corso dell’anno). La crescita del settore è alimentata da oltre 300mila boe/giorno di contributo dai ramp-up dei grandi progetti a elevata marginalità e dai cinque start-up pianificati per il 2018. Nel commentare i risultati di Eni, Claudio Descalzi ha sottolineato che il portafoglio è stato potenziato ulteriormente “in ottica futura: questo rende il nostro portafoglio complessivo ancor meglio bilanciato e resistente alle ciclicità future.” L’AD ha precisato che “per quanto concerne il portafoglio esistente, abbiamo raddoppiato il risultato operativo ed il risultato netto in presenza di un prezzo Brent in euro cresciuto solo del 25% rispetto al 2017. La cassa operativa è cresciuta del 35% consentendo, dedotti gli investimenti rimasti sostanzialmente costanti a riprova della disciplina adottata, di coprire l’esborso per dividendi pari a 3 miliardi e di ridurre di importo pressoché uguale il debito netto, sceso a 8,3 miliardi.” Claudio Descalzi ha confermato che, sulla base di questi risultati, ha intenzione di proporre al Consiglio di Amministrazione il pagamento di un dividendo pari a 0,83 euro per azione.

Emirati Arabi: Eni, guidata dall’AD Claudio Descalzi, conquista due concessioni esplorative

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Emirati Arabi: con l’acquisizione di due nuove concessioni esplorative, Eni continua nel suo percorso di crescita nel Medio Oriente. Un traguardo importante per l’AD Claudio Descalzi, che in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore a fine dicembre aveva considerato come strategico il consolidamento nell’area.

Claudio Descalzi

Importante operazione per Eni negli Emirati Arabi: la società guidata da Claudio Descalzi avanza nel Medio Oriente

Due accordi per acquisire il 70% di altrettanti blocchi offshore: questo l’importante traguardo raggiunto da Eni nel Medio Oriente, con la conquista di due nuove concessioni esplorative negli Emirati Arabi, della durata di 35 anni, messe a gara da Adnoc (Abu Dhabi National Oil Company), la compagnia di Stato. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi le gestirà in compartecipazione con la tailandese Ptt Exploration and Production Company Limited (Pttep), che detiene il restante 30%. Situate nell’offshore nord-occidentale dell’Emirato di Abu Dhabi, le due concessioni (blocco 1 e blocco 2) saranno interessate da un investimento nell’ordine di uno o due miliardi con un obiettivo ben preciso: avviare la produzione di gas entro due anni. Gli accordi prevedono, inoltre, che la fase di esplorazione si estenderà su una durata massima di 9 anni, che diventeranno 35 qualora si arrivasse a una scoperta e si procedesse con le fasi di sviluppo e produzione. La superficie coperta dalle due aree è pari a circa 8mila chilometri quadrati.

Claudio Descalzi: un’operazione che segna un deciso passo avanti per Eni

Esprime grande soddisfazione l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, il quale sottolinea come questo accordo rappresenti “un nuovo importante passo verso l’espansione di Eni in una delle regioni leader a livello mondiale nel settore degli idrocarburi”. Un’operazione tesa a rafforzare ulteriormente l’alleanza tra il Gruppo e Adnoc e per la quale verranno messe in campo le “competenze nell’esplorazione e tecnologia all’avanguardia” con l’obiettivo di “liberare ulteriori risorse nell’offshore di Abu Dhabi”. Quella di Eni è una mossa in linea con quanto dichiarato dallo stesso AD in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore a fine dicembre, ovvero il consolidamento nell’area. Claudio Descalzi, dopo aver definito “un fatto storico” l’ingresso nel Medio Oriente, si era già sbilanciato allora su una presenza sempre più forte. La conquista delle due concessioni esplorative negli Emirati Arabi è una conferma di quanto detto e un segnale esplicito per le strategie future di Eni.

Messico e Medio Oriente nel futuro di Eni: Claudio Descalzi intervistato da “Il Sole 24 Ore”

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Ambiente, Aziende

In un’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”, l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi analizza le principali operazioni del Gruppo ed esprime soddisfazione per un 2018 che si è rivelato assai proficuo.

Claudio Descalzi

Gela, Messico e Medio Oriente: Claudio Descalzi sulle strategie di Eni

Nonostante il 2018 si sia rivelato un anno assai proficuo, Claudio Descalzi guarda già al futuro di Eni e parla delle strategie del Gruppo in un’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”. Primo argomento trattato il progetto waste to fuel di Gela, un esempio di come Eni stia sempre più puntando sull’economia circolare. Imperniato su tre pilastri (sinergia, simbiosi industriale e cambio culturale), tale modello sarà propedeutico all’acquisizione di una serie di informazioni necessarie per la progettazione di nuovi impianti su scala industriale che il Gruppo realizzerà in altri siti in Italia. Il progetto di Gela è solo il primo di una serie di altri che interesseranno le principali città italiane e che porteranno all’eliminazione di “una grande quantità di rifiuti organici, riutilizzandoli e fornendo un significativo contributo in termini di vantaggi ambientali alle grandi aree urbane in Italia e all’estero”. Tra riconversioni industriali, ricerca e bonifica, Eni ha infatti investito circa 5 miliardi di euro dal 2012 al 2017. Claudio Descalzi si sofferma, successivamente, sulla cessione del 35% dell’Area 1 del Messico a Qatar Petroleum, “una partnership di lungo termine che non riguarderà solo il Messico, ma anche altri Paesi, e che ci consente di ribilanciare la nostra diversificazione e il livello di investimenti in alcune aree, come abbiamo fatto anche con Mubadala Petroleum”. Tra gli obiettivi di Eni vi è, infatti, il rafforzamento delle proprie attività sia in Medio Oriente che in Messico.

Claudio Descalzi: la riduzione del debito di Eni e il piano di buyback

Nell’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”, Claudio Descalzi interviene anche in merito alla riduzione del debito di Eni, ottenuta grazie a un flusso costante di cassa e a una gestione oculata della struttura finanziaria. Il Gruppo ha infatti raggiunto un’esposizione di 9 miliardi e un leverage pari a 0,18 contro lo 0,23 di fine 2017, segnando il livello minimo degli ultimi 20 anni. Un risultato possibile grazie all’eccellente performance dell’esplorazione e produzione e a un piano di turnaround che si è rivelato efficace negli ultimi anni sui business downstream. L’AD ha anticipato che gli obiettivi finanziari del prossimo quadriennio saranno comunicati a marzo, evidenziando come Eni continuerà a “lavorare per migliorare ulteriormente la performance”. In occasione del prossimo piano sarà presa una decisione a riguardo del buyback, “che resta comunque una priorità ed è una delle gambe, insieme al dividendo progressivo, su cui si basa la nostra remunerazione”. Il buyback molto probabilmente verrà proposto al CdA e all’assemblea se il livello del leverage continuerà a essere adeguato.

Green economy: Claudio Descalzi promuove l’economia circolare

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende

Gli investimenti in ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione sono fondamentali per un futuro a emissioni zero, ma lo è altrettanto promuovere un modello economico circolare che aiuti a ridurre gli sprechi e porti maggior efficienza: l’AD Claudio Descalzi parla dell’impegno di Eni in questo ambito.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Eni promuove concretamente l’economia circolare, l’esempio delle bioraffinerie

“Basta con gli sprechi, il futuro è l’economia circolare” esortava Claudio Descalzi lo scorso maggio sulle pagine del “Corriere della Sera”. “L’economia circolare? Per l’Eni è fondamentale” ha ribadito a ottobre l’Amministratore Delegato intervenendo alla Maker Faire di Roma in una sessione dedicata alla «Circular Economy». Parole che oggi continuano a trovare riscontro nell’impegno quotidiano del gruppo in questo ambito: progetti, iniziative e i primi importanti risultati. Qualche esempio: la conversione di Marghera in bioraffineria, l’avvio nel 2019 delle attività in quella di Gela e l’idea di realizzare un impianto di questo tipo a servizio di ogni grande città. Più efficienza, meno scarti: è la formula adottata dal gruppo guidato da Claudio Descalzi per fronteggiare l’aumento di emissioni di Co2, come spiega l’AD: “I rifiuti non solo inquinano il suolo e l’acqua, ma producono anche emissioni, in una quantità pari a circa 2 miliardi di tonnellate di Co2. Oggi la produzione urbana mondiale di rifiuti è pari a circa due miliardi di tonnellate l’anno: di queste, circa il 19% viene già utilizzato, mentre il 40% stoccato nel sottosuolo, il 33% disperso nell’ambiente, l’11% incenerito. Un’enormità. Questa situazione è riconducibile all’aver adottato finora un modello di crescita lineare: produzione-consumo-scarto e accumulo, riutilizzando solo in minima parte quello che è eliminato”.

Claudio Descalzi: l’energia del futuro? Da oli e rifiuti

Eni ha già speso cinque miliardi di euro in progetti legati all’economia circolare, inclusa la trasformazione della chimica e di buona parte della raffinazione. “L’energia per trasformare la linearità in circolarità deve arrivare dalla tecnologia e dalla ricerca scientifica, e questo è importante soprattutto in un Paese come il nostro, vista la scarsità di materie prime” ha ricordato Claudio Descalzi. Tra le tecnologie innovative sviluppate dal gruppo, una appositamente dedicata al trattamento del Forsu (Frazione organica da rifiuto solido urbano): lo trasforma in olio combustibile bio che può diventare materia prima per le raffinerie verdi o essere utilizzato come combustibile per le navi. Come ha sottolineato Claudio Descalzi l’ottica è “utilizzare i rifiuti per creare energia in termini di mobilità, di produzione di bio olio, bio gas, bio carburanti e prodotti chimici che devono poter essere riutilizzati, per andare a ridurre anche l’inquinamento da plastiche”. E se Eni, prima al mondo, a Marghera è riuscita a convertire un impianto tradizionale in bioraffineria, a Gela si guarda già ad altri primati: “Stiamo realizzando il primo impianto pilota in grado di produrre 40 tonnellate all’anno di bio-olio. Ne faremo uno a Ravenna da 4 mila tonnellate e stiamo studiando anche lo sviluppo di un impianto su scala industriale in grado di trattare 150mila tonnellate all’anno di Forsu, pari al consumo di 1,5 milioni di persone”.

Claudio Descalzi: l’intervento dell’AD di Eni alla Maker Faire Rome

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

“Avanti tutta con l’economia circolare”: al Maker Faire Rome l’AD Claudio Descalzi sottolinea i progressi compiuti da Eni in materia, tra progetti già avviati, altri in sviluppo e un impegno costante nel promuovere una cultura del riciclo e del riuso dei rifiuti.

Claudio Descalzi

Maker Faire Rome 2018: l’AD di Eni Claudio Descalzi all’Opening Event

Basta con il modello dell’economia lineare, avanti tutta con l’economia circolare“: nel corso del suo intervento alla Maker Faire di Roma, Claudio Descalzi rinnova l’invito ad adottare un approccio sostenibile, nell’ottica di salvaguardare il pianeta dagli effetti disastrosi del climate change. Un tema particolarmente sentito dall’AD di Eni: non a caso il gruppo negli ultimi 5 anni-5 anni e mezzo ha investito 5 miliardi nello sviluppo dell’economia circolare. E in programma ci sono già altre iniziative: “Certamente a livello industriale, nel campo energetico, nell’economia circolare bisogna investire molto” ha dichiarato Claudio Descalzi, sottolineando come tali risorse possano essere impiegate in molteplici ambiti, dalle raffinerie alla chimica, alle bonifiche dei territori. “In questi anni abbiamo sviluppato tecnologie uniche al mondo per trasformare, ad esempio, le raffinerie tradizionali in bioraffinerie” ha aggiunto l’AD, spiegando come serva l’impegno di tutti i player in campo per favorire uno sviluppo industriale in questa direzione. “Deve poter nascere una filiera che possa certificare, raccogliere i rifiuti e trasformarli in prelavorati, almeno per 1,5 milioni di tonnellate l’anno di scarti organici“. In questa ottica è necessario “sviluppare la ricerca scientifica, la tecnologia” incentivando anche “nuove assunzioni ad esempio di biologi, ingegneri, chimici“.

Claudio Descalzi: i progetti di Eni nell’economia circolare

L’impegno di Eni nell’economia circolare, come spiega Claudio Descalzi nell’intervista ad Adnkronos, è partito dalle consuetudini quotidiane. Per esempio dalle patatine fritte: “L’olio in cui le friggiamo è una delle cose più inquinanti ma con le tecnologie che abbiamo sviluppato è diventato una fonte di energia per il nostro sistema di raffinazione a Venezia, e in futuro a Gela”. L’AD fa inoltre notare come vengano raccolte quantità importanti ma non sufficienti: “Si tratta di circa 300 mila tonnellate l’anno ma dovremmo averne molte di più“. Claudio Descalzi aggiunge inoltre che ci sarebbe bisogno di far nascere “una nuova industria che faccia da tramite, capace di raccogliere, raffinare e certificare” gli oli di frittura esausti in modo tale “da venderli a noi che stiamo affinando le tecnologie per trasformare grassi vegetali e animali e rifiuti organici” in biocarburanti. Ma questa è solo una delle tre aree in cui spaziano le attività di Eni dedicate allo sviluppo dell’economia circolare: le altre riguardano il settore chimico con Versalis e quello del risanamento ambientale con Syndial.

Claudio Descalzi: su “Formiche.net” il caso Versalis che fa ben sperare per la chimica italiana

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

“Una società, che fino a poco tempo fa sembrava soltanto una voce dell’elenco vendite di Eni si sta risollevando e con lei la chimica italiana” scrive Formiche.net di Versalis: un percorso in salita che si riflette nelle strategie promosse dall’AD Claudio Descalzi orientate a un futuro green del settore.

Claudio Descalzi, ad Eni

Claudio Descalzi: l’approfondimento di Formiche.net sulla crescita di Versalis

“Se vogliamo raggiungere l’obiettivo dell’accordo, dobbiamo lavorare sul mix energetico e il migliore connubio è quello tra rinnovabili e gas”: basterebbero queste parole, pronunciate da Claudio Descalzi nel suo intervento al forum della Oil and gas climate initiative il 25 settembre scorso, per capire in quale direzione sta andando il gruppo. Sostenibilità, rinnovabili e chimica green ne sono i capisaldi, come riporta anche Formiche.net in un articolo dedicato alla crescita di Versalis: “Una società, che fino a poco tempo fa sembrava soltanto una voce dell’elenco vendite di Eni, si sta risollevando e con lei la chimica italiana”. Il sito fa notare come l’intuizione di puntare su un settore innovativo come quello delle energie rinnovabili e nello specifico dei biocarburanti sia stata determinante. Ed è questa la strada che Eni sta percorrendo con grande convinzione. Lo dimostrano gli investimenti che il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha destinato al settore: un miliardo alle attività green nei prossimi 4 anni sui 7 totali.

New York: Claudio Descalzi interviene al meeting Ogci

A New York per la settimana dedicata al cambiamento climatico, l’AD di Eni Claudio Descalzi ha preso parte al forum della Oil and Gas Climate Initiative (Ogci). Durante il meeting, che si è tenuto lo scorso 24 settembre, le aziende partecipanti hanno fissato il primo target collettivo per ridurre l’intensità delle loro emissioni di metano sulle attività Upstream di petrolio e gas aggregate portandola da 0,32% (2017) a 0,25% entro il 2025, con l’obiettivo di arrivare allo 0,20% corrispondente a una riduzione di un terzo. Oltre ad auspicare un maggior impegno nell’incentivare il connubio tra rinnovabili e gas, Claudio Descalzi ha evidenziato come occorra “aumentare la nostra collaborazione e coinvolgere altre compagnie”. Per l’AD infatti “questo è giusto un punto di partenza, ma dobbiamo essere più rapidi nel porci nuovi obiettivi”. Il primo però è piuttosto chiaro: “Dobbiamo essere trasparenti e spiegare ogni anno dove siamo arrivati. Noi dobbiamo migliorare e non fermarci compiacendoci di questo obiettivo”. E soprattutto“dobbiamo essere soddisfatti di trovare la strada per raggiungerlo”.

Evento “Ognuno di noi” a Roma: Il futuro di Eni secondo Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

La crescita di Eni verso la neutralità carbonica, l’economia circolare e lo sviluppo del settore delle rinnovabili: questi gli obiettivi dell’azienda secondo l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: lo scenario attuale

Ci troviamo ad affrontare uno scenario complesso, con una popolazione mondiale che nei prossimi 20 anni è destinata a crescere significativamente, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, caratterizzati da un elevatissimo numero di persone che ancora non hanno accesso all’energia elettrica. È questa la realtà che ha delineato Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, durante l’evento “Ognuno di noi”, presso la Nuvola a Roma. L’AD ha incontrato i dipendenti della società e ha illustrato le linee guida della nuova strategia, soffermandosi su diversi punti cruciali. Il paradosso da affrontare sarà proprio il continuo crescere della domanda di energia, contrapposto alla necessità di ridurre le emissioni prima di provocare conseguenze climatiche “irreversibili”. “Viviamo in una realtà caratterizzata dalle differenze e dagli squilibri”, ha sottolineato Claudio Descalzi, facendo riferimento anche agli accordi non vincolanti e alle politiche disomogenee sul clima messe in atto dai vari Paesi. Altro grande problema, ha aggiunto, è quello dei rifiuti, in particolare delle plastiche: “Oggi il mondo produce 1,3 miliardi di tonnellate all’anno di rifiuti, nel 2025 saranno 2,2 miliardi di tonnellate”

Claudio Descalzi: gli obiettivi futuri di Eni

“L’obiettivo maestro”, ha specificato Claudio Descalzi, “è creare valore nel lungo termine”, aspetto che non interessa solo gli investitori di Eni ma anche tutti gli “stakeholder” che hanno a che fare con la compagnia, come ad esempio le popolazioni locali dei Paesi nei quali la società opera. Tale obiettivo va perseguito attraverso l’economia circolare e la neutralità carbonica, cioè il bilancio zero tra emissioni generate e le misure adottate per compensarle. Secondo l’AD si tratta di “un progetto identitario, interamente basato sui valori. Tutte queste dimensioni saranno accomunate da un profondo processo di digitalizzazione, innovazione e condivisione che ne determinerà un miglioramento continuo. Si tratta di un modello dove digitalizzazione e innovazione saranno fondamentali, in cui Eni cercherò nuove figure professionali e in cui occorrerà lavorare sempre in trazione diretta con la ricerca e lo sviluppo”. L’economia circolare nel futuro di Eni è destinata a diventare un business importante, da sviluppare, insieme alla riduzione dei rifiuti e dei costi della materia prima, insieme alla limitazione delle emissioni a valle. Infine, Claudio Descalzi ha evidenziato anche il tema della ricerca e sviluppo: “Nell’arco del quadriennio 2018-2021, Eni spenderà oltre 750 milioni di euro, di cui il 45% in HSE e decarbonizzazione”.

Eni: il valore della collaborazione con SONATRACH nelle parole di Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

L’accordo sottoscritto da Eni con SONATRACH per il gas in Algeria sancisce un ulteriore passo in avanti nel rafforzamento della partnership nel bacino del Berkine: i dettagli e il commento dell’AD Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Eni rafforza la collaborazione con SONATRACH

Presente in Algeria dal 1981, Eni è oggi il principale player internazionale del Paese, con partecipazioni in 32 permessi minerari e una produzione equity di oltre 100.000 barili di olio equivalente al giorno. Ma il gruppo guidato da Claudio Descalzi è continuamente proiettato nel futuro, come conferma il nuovo accordo sottoscritto lo scorso 18 luglio con la società di stato algerina SONATRACH, che sancisce un ulteriore rafforzamento della partnership avviata da tempo tra le due realtà. L’obiettivo è realizzare un gas hub nell’area del bacino del Berkine sfruttando la sinergia con gli asset esistenti di BRN (blocco 403) e MLE (blocco 405b). Il progetto va nella stessa direzione tracciata dall’accordo-quadro sottoscritto ad aprile dall’AD Claudio Descalzi in occasione delle “Giornate Tecnico Scientifiche” di Orano: Eni e SONATRACH puntano a rilanciare le attività di esplorazione e sviluppo nell’area, attraverso l’ottimizzazione delle infrastrutture esistenti in sinergia con altre di prossima realizzazione. In sviluppo c’è infatti la realizzazione di una linea di 180 Km che collegherà in fast-track gli assets di BRN con MLE, destinata a diventare il gas hub di riferimento del bacino del Berkine.

Accordo Eni-SONATRACH: l’AD Claudio Descalzi ne illustra i dettagli

“Si tratta di un ulteriore passo avanti nel percorso strategico di espansione delle nostre attività upstream in Algeria” ha dichiarato Claudio Descalzi in merito al nuovo accordo con SONATRACH. Le due realtà hanno approfittato di questa occasione anche per negoziare le condizioni commerciali per l’anno termico 2018-19 in linea con il mercato del gas. Non solo: l’AD di Eni ha spiegato che ci sarebbero inoltre le condizioni per valutare in futuro il prolungamento della fornitura gas oltre la naturale scadenza contrattuale del 2019. Non a caso per Claudio Descalzi l’accordo esprime “lo spirito di forte collaborazione fra SONATRACH e Eni che si sta sviluppando in differenti aree, dall’esplorazione allo sviluppo di nuovi progetti nell’ambito del gas e allo sviluppo delle rinnovabili”.

Eni: Claudio Descalzi dà il benvenuto al nuovo partner Mubadala Petroleum

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Claudio Descalzi commenta l’entrata in Eni del partner Mubadala Petroleum: finalizzata la cessione di una quota del 10% nella concessione di Shorouk, dove è situato il giacimento super gigante a gas di Zohr.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: i dettagli del nuovo accordo con Mubadala Petroleum

Eni ha finalizzato un nuovo accordo di cessione a Mubadala Petroleum, Società interamente posseduta da Mubadala Investment Company: la cessione interessa una quota del 10% nella concessione di Shorouk, nell’offshore egiziano. Nell’area è situato il giacimento super gigante a gas di Zohr. In seguito all’operazione, la compagnia italiana guidata da Claudio Descalzi possiede attraverso la sua controllata Ieoc una quota di partecipazione nel blocco del 50%. Gli altri partner sono Rosneft (30%), Bp (10%) e ora anche Mubadala Petroleum (10%). L’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato così l’operazione: “Diamo ufficialmente il benvenuto a Mubadala Petroleum, un partner forte e affidabile con il quale non vediamo l’ora di iniziare a lavorare. La presenza di soci importanti come Mubadala Petroleum, Bp e Rosneft nella concessione darà ulteriore impulso allo sviluppo del progetto Zohr, che sta svolgendo un ruolo fondamentale nel supportare l’Egitto a perseguire l’indipendenza dall’importazione di Gnl, e conferma la grande qualità di questo asset”. Anche l’Amministratore Delegato di Mubadala Petroleum, Bakheet Al Katheeri, si è espresso positivamente riguardo l’operazione, sottolineando come questo asset di livello mondiale fornirà alla compagnia un aumento considerevole sia di riserve che di produzione futura.

Claudio Descalzi: i numeri dell’accordo di cessione tra Eni e Mubadala Petroleum

È la prima volta che Mubadala Petroleum investe in Egitto attraverso la partnership per lo sviluppo di Zohr: secondo quanto riferito dal ministero del Petrolio egiziano, il corrispettivo per la cessione della quota di Shorouk è di 934 milioni di dollari, con l’aggiunta di un bonus di 94 milioni. Attualmente la produzione di Zohr è di oltre 1,1 bcfd di gas, vale a dire circa 200 mila barili di olio equivalente al giorno. Il progetto ha avuto un avvio record in meno di due anni e mezzo dalla scoperta ed è ora in ramp-up con l’obiettivo di raggiungere i 2 miliardi di piedi cubi di gas al giorno (bcfd) di capacità complessiva installata entro la fine dell’anno, e di raggiungere il plateau di produzione di 2,7 bcfd entro la fine del 2019. La compagnia italiana guidata da Claudio Descalzi è presente in Egitto dal 1954, dove opera attraverso la controllata Ieoc Production BV. La Società è il principale produttore del Paese, con una produzione equity pari a circa 300.000 barili di olio equivalente al giorno. Il progetto è operato da Petrobel, società operativa di proprietà di Eni e di Egyptian General Petroleum Corporation (Egpc), per conto di Petroshorouk, Gas Holding Company (Egas). Per l’AD di Eni Claudio Descalzi il nuovo partner è un punto di forza, e la presenza di soci importanti è fondamentale per la riuscita del progetto di sviluppo di Zohr.

Eni: il Premio Luiss Guido Carli all’AD Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

L’impegno in ambito sociale e i traguardi professionali in Eni: il “Premio Luiss Guido Carli alla carriera” è stato conferito quest’anno all’Amministratore Delegato Claudio Descalzi

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi vince il “Premio Luiss Guido Carli alla carriera”

“L’energia, il suo mondo, la sua passione”: queste parole hanno accompagnato la premiazione dell’AD di Eni Claudio Descalzi lo scorso 14 maggio. Nella Sala della Regina di Montecitorio il manager è stato insignito del “Premio Luiss Guido Carli alla carriera”. Nelle motivazioni lette al momento della consegna si evidenzia come ami le sfide: “Entrato da giovane neolaureato in Fisica in un’azienda di ingegneri e geologi, oggi ne è Amministratore Delegato e con questo spirito continua a guidarla durante la crisi del petrolio senza tagliare posti di lavoro”. Lo confermano anche i numeri: il gruppo, come è stato ricordato durante la cerimonia, ha chiuso il 2017 con un utile netto di quasi 3 miliardi e mezzo segnando il record assoluto nella produzione con circa 2 milioni di barili al giorno. Oltre a Claudio Descalzi, sono state premiate altre tredici personalità del panorama industriale, politico e culturale italiano, che attraverso il loro percorso professionale esprimono gli stessi valori promossi nel suo da Guido Carli, l’ex Governatore della Banca d’Italia a cui è stato intitolato il riconoscimento.

A Claudio Descalzi il “Premio Luiss Guido Carli”: l’AD lo dedica ai professionisti di Eni

Nel ricevere il “Premio Luiss Guido Carli alla carriera”, l’AD Claudio Descalzi lo ha voluto dedicare alle 34mila persone che lavorano in Eni: “Investiamo nelle nostre professionalità, in un’ottica di rispetto delle persone e del loro talento” ha dichiarato il manager invitando a “farlo tutti, per l’Italia e per il mondo intero”. Non è un caso se il gruppo investe sempre più in ricerca e sviluppo, come ha ricordato l’AD: l’obiettivo è la crescita non solo di Eni ma dell’Italia intera sia in termini di occupazione che di innovazione. Claudio Descalzi ha dedicato un pensiero anche all’ispiratore del Premio facendo notare come la sua visione di Eni sia in linea con quella dell’economista, orientata su “semplicità, ascolto e centralità dell’Italia, con una proiezione su scala europea e mondiale”.