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Flavio Cattaneo / Terna: Piano Sviluppo secondo Passera è in linea con esigenze Paese

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Ministro Passera, il piano decennale di sviluppo della rete elettrica nazionale di trasporto predisposto da Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, guidata da Flavio Cattaneo, è in linea con le esigenze del Paese.

Per il governo il piano decennale di sviluppo della rete elettrica nazionale di trasporto predisposto da Terna, guidata da Flavio Cattaneo, è utile ai bisogni italiani.

Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Corrado Passera durante un’audizione.

“Il piano decennale di Terna è in linea con le esigenze del Paese”, ha detto Passera rispondendo alle domande di un parlamentare che lamentava l’elevato costo per i consumatori – 700-800 mln di euro l’anno – a causa della mancata interconnessione elettrica fra Sicilia e Calabria.

Il piano decennale di sviluppo della rete è un obbligo comunitario per i gestori di infrastrutture e deve essere approvato dal governo. L’autorità dell’Energia deve esprimere il proprio parere.

FONTE: Reuters

Flavio Cattaneo, Terna sviluppo tecnologico sostenibile per un nuovo sistema energetico

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L’esperienza di Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, dimostra come uno sviluppo sostenibile, tecnologicamente avanzato e con un respiro europeo rappresenti non solo più sicurezza ed efficienza, ma anche riduzione dei costi, occupazione, lavoro. In una parola: crescita, per reti del futuro più flessibili, più dinamiche, più intelligenti, con un ruolo cruciale riservato alla ricerca e all’innovazione.

Terna, guidata da Flavio Cattaneo, fin da subito ha accolto con favore l’impegno dell’esecutivo di voler elaborare, a distanza di oltre 20 anni dall’ultimo PEN – Piano Energetico Nazionale, i nuovi indirizzi di politica energetica di cui il Paese ha urgente bisogno. Ma se vogliamo che la SEN- Strategia Energetica Nazionale, ora in consultazione abbia successo, dobbiamo essere persuasi che occorre un gioco di squadra. Ciò di cui si sta discutendo riguarda infrastrutture vitali per il Paese, e per questo è necessario il coinvolgimento di tutti gli stakeholders e le istituzioni centrali e locali sia nella fase di programmazione e individuazione degli indirizzi strategici, sia – e direi soprattutto – nella fase attuativa, ciascuno per la sua parte.

Oltre all’orizzonte di lungo periodo, abbiamo evidenziato come sia opportuno elaborare anche una road map per il breve periodo, mettendo nero su bianco gli interventi puntuali da fare in concreto e fin da subito, in un’ottica di selettività. Gli obiettivi sono presto detti: prima di tutto incidere sul mix di combustibili per la produzione di energia elettrica, oggi troppo sbilanciato sul gas, puntando nel breve-medio termine sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, e nel lungo termine sul carbone pulito.

È poi fondamentale semplificare il sistema di governance: sulle infrastrutture di interesse nazionale serve maggiore decisionismo, e per questo è importante che la modifica del Titolo V che riporta allo Stato l’esclusiva competenza in materia di energia divenga presto realtà. La situazione attuale, con le regioni depositarie, di fatto, di poteri di veto, è spesso un ostacolo alla realizzazione in tempi certi di opere indispensabili per l’ammodernamento della rete elettrica.

Se vi è un prezzo unico nazionale, allora si deve poter decidere dove realizzare le opere, ovviamente rispettando i vincoli ambientali e le normative, spesso giustamente assai rigide. Se, invece, in nome del federalismo alcune amministrazioni si oppongono a certi progetti, allora devono anche assumersi la responsabilità di dire che nei loro territori sono disposti a pagare di più l’elettricità.
Non meno importante è il coordinamento tra lo sviluppo della capacità di produzione e quello della rete, per evitare che gli impianti di generazione vengano fatti non dove servono ma dove si ottengono più facilmente i permessi.

I cambiamenti in atto, primo fra tutti la crescita impetuosa delle rinnovabili, stanno di fatto ridisegnando il paradigma di riferimento, in Italia come in Europa e nel mondo intero. Questo vuol dire ripensare le reti, la loro gestione, il loro modello di sviluppo. L’esperienza di Terna dimostra come uno sviluppo sostenibile, tecnologicamente avanzato e con un respiro europeo vuol dire non solo più sicurezza ed efficienza, ma anche riduzione dei costi, occupazione, lavoro. In una parola: crescita.

Le reti del futuro dovranno essere più flessibili, più dinamiche, più intelligenti, con un ruolo cruciale riservato alla ricerca e all’innovazione. Serviranno nuove linee elettriche e stazioni, ma anche sistemi di accumulo diffuso e batterie, strumenti questi ultimi che stanno muovendo i loro primi passi, utili anche per verificare la possibilità della creazione in Italia di una filiera industriale ad essi collegata. Terna, inoltre, sempre nell’ambito della migliore gestione dell’energia prodotta dalle rinnovabili, ripone fiduciose aspettative sui meccanismi di scambio con l’estero della cosiddetta “riserva terziaria”, energia che serve a bilanciare le reti e la tensione.

Anche tali scambi potranno consentire di gestire meglio i problemi di over generation del sistema elettrico nazionale che si determinano in quei periodi dell’anno in cui la domanda interna è limitata mentre le immissioni di energia, principalmente da fonte rinnovabile, sono elevate, con conseguente surplus di energia in rete. E’ indispensabile, per dare risposte alle complesse problematiche tecniche, che ciascuno faccia la sua parte per far sì che l’Italia possa diventare (tra i primi) un Paese dotato di un sistema di generazione distribuita basato sull’energia rinnovabile ad alta efficienza energetica, volano per il rilancio dell’economia e modello di sviluppo da seguire per gli altri paesi.
Gli obiettivi che pone la SEN sono ambiziosi; l’Italia ha però tutte le carte in regola per assumere un ruolo di rilievo. Terna è pronta a fare la sua parte, ed farà tutto quanto è in suo potere affinché i risultati previsti dalla SEN al 2020 non vengano disattesi.

FONTE: Pubblico Giornale

Flavio Cattaneo: Kwd Webranking, Terna nella top 10 per qualità della comunicazione online

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La ricerca Kwd Webranking, realizzata da Kw Digital in collaborazione con Lundquist, da sedici anni è la ricerca più riconosciuta in Europa nella valutazione della qualità della comunicazione corporate online. Nell’11esima edizione italiana, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, si colloca nella top 10 della categoria Europe 500. La ricerca ha considerato 102 tra le maggiori società italiane, circa 1.000 società a livello internazionale e ha introdotto nuovi sottocriteri di valutazione dedicati ai social media e ai motori di ricerca.

Telecom Italia (87,5 punti su 100) si conferma regina nell’11* edizione italiana della ricerca Kwd Webranking, la principale ricerca europea che premia i migliori siti corporate.

Hera, informa una nota, con 85,8 punti strappa a Eni (83,5) la 2* posizione. Ansaldo Sts e Maire Tecnimont (+9,7 punti), invece, vincono il titolo di “best improver” come società che hanno aumentato maggiormente il proprio punteggio rispetto all’edizione precedente.

Telecom ed Eni si confermano anche nelle prime due posizioni nella classifica Europe 500 che ha considerato le maggiori società per capitalizzazione in Europa. In 3* posizione si trova la svedese Sca con 78,3 punti seguita dalla tedesca Basf (78,1) e dall’utility finlandese Fortum (74,4).

Ben nove aziende italiane, sul totale di 26 incluse nella classifica europea, si posizionano nelle prime 30 posizioni: Telecom Italia, Eni, Pirelli & Co., Snam, Terna, guidata da Flavio Cattaneo, Unicredit, Luxottica, Generali Ass. e Intesa Sanpaolo.

La ricerca Kwd Webranking, realizzata da Kw Digital in collaborazione con Lundquist, da sedici anni è la ricerca più riconosciuta in Europa nella valutazione della qualità della comunicazione corporate online. In Italia la ricerca ha considerato le 102 maggiori società quotate italiane per capitalizzazione. A livello internazionale sono state valutate circa 1.000 società.

La media delle cento società italiane di 32,5 punti, in calo dal 2010, rimane di 7 punti inferiore alla media europea. Il protocollo quest’anno è stato profondamente cambiato, grazie all’introduzione di sottocriteri dedicati ai social media e ai motori di ricerca all’interno dei criteri della ricerca (con un peso del 13,5% rispetto al 5% del 2011). I social media, infatti, sono ormai come componenti importanti della comunicazione e non devono essere più considerati uno strumento accessorio.

Il confronto con i risultati europei mette in evidenza che le performance italiane sono simili a quelle internazionali nelle sezioni maggiormente legate alla disclosure, come le informazioni sulla corporate governance e sui risultati finanziari, mentre se ne discostano significativamente in aree fondamentali nella costruzione dell’identità aziendale come la responsabilità sociale, l’employer branding e le informazioni sull’azienda come il brand e la posizione di mercato.

Dall’analisi dei risultati emerge che il settore ad aver registrato la performance migliore in termini di punteggio è quello che raccoglie le aziende energetiche italiane, il quale ha ottenuto un punteggio medio pari al 49% sul massimo, un punteggio superiore anche alla media europea. I punteggi medi relativamente più bassi sono stati conseguiti dai settori “Industrials” e “Banks”.

FONTE: Milano Finanza

Flavio Cattaneo Sostenibilità: Parco del Gran Sasso liberiamo area di 130 ettari

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Terna, Flavio Cattaneo, oltre ai benefici per il sistema elettrico (maggiore sicurezza della RTN nell’area interessata e riduzione delle perdite di trasmissione), si avranno notevoli vantaggi per l’ambiente: infatti, verrà liberata da vincoli di servitù un’area di circa 130 ettari nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga sottoposta a vincolo paesaggistico, nonché sito di Interesse Comunitario e Zona a Protezione Speciale.

Nell’ambito di un piano per uno sviluppo del sistema elettrico italiano in un’ottica di sostenibilità ambientale e attenzione al territorio con il pieno coinvolgimento delle Istituzioni Locali, con il progetto “Nuovo Assetto delle linee elettriche del Vomano”, parte della razionalizzazione RTN Regione Abruzzo è stata messa in servizio la Sezione 220 kV nella S/E di San Giacomo nuova.

Il progetto prevede inoltre la demolizione sia della stazione di S. Giacomo Vecchia (ex Collepiano) a 220 kV che della linea a 220 kV “Villavalle – S. Giacomo Vecchia – der. Provvidenza” per il tratto ancora in servizio tra la SE 220 kV S. Giacomo Vecchia e la centrale di Provvidenza.
Per rendere possibile la dismissione di questa linea, garantendo la flessibilità e sicurezza di esercizio della centrale di Provvidenza, è in costruzione un breve raccordo a 220 kV dalla centrale di Provvidenza alla linea a 220 kV “Popoli – S. Giacomo” da collegare a tale linea: si otterrà in tal modo il nuovo collegamento a 220 kV “Popoli – S. Giacomo – der. Provvidenza”.

Oltre ai benefici per il sistema elettrico (maggiore sicurezza della RTN nell’area interessata e riduzione delle perdite di trasmissione), si avranno notevoli vantaggi per l’ambiente: infatti, verrà liberata da vincoli di servitù un’area di circa 130 ettari nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga sottoposta a vincolo paesaggistico, nonché sito di Interesse Comunitario e Zona a Protezione Speciale.

FONTE: Terna

Flavio Cattaneo / Terna: Puglia ammodernamento rete elettrica

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La Puglia al centro dell’ammodernamento della rete elettrica grazie alla tecnologia di Terna. La società, che gestisce la rete elettrica italiana, guidata da Flavio Cattaneo, ha installato un nuovo trasformatore di energia ad elevate prestazioni tecnologiche, il Phase Shifting Transformer, nella stazione elettrica di Foggia, per controllare i flussi di potenza sull’elettrodotto ad alta tensione “Foggia-Benevento”. Un investimento da 35 milioni di euro, che avrà come principali benefici 150 MW di capacità di trasmissione in più, un miglior utilizzo dell’energia elettrica e una maggiore sicurezza e qualità del sistema elettrico locale e nazionale.

Terna ha installato un nuovo trasformatore di energia ad elevate prestazioni tecnologiche, in gergo tecnico Phase Shifting Transformer, nella stazione elettrica di Foggia, per controllare i flussi di potenza sull’elettrodotto ad alta tensione “Foggia-Benevento”.

Ci sono voluti quasi dodici mesi di cantiere per costruirlo, un viaggio via terra e per mare lungo lo stivale cominciato a Legnano e finito a Foggia, con tappe intermedie a Chioggia e Barletta, e ancora quattro giorni di prove per l’attivazione. Ora, il mega trasformatore è pronto a fare il suo dovere: garantire un flusso costante di energia elettrica sulla rete, recuperare parte dell’elettricità inutilizzata, convogliare un maggior quantitativo di energia rinnovabile, ridurre le “congestioni”. Con notevoli benefici per le cosiddette zone di mercato “Sud” e “Centro-Sud” con migliorie in termini di sicurezza e qualità del sistema elettrico locale e nazionale. In poche parole: miglior utilizzo dell’energia elettrica e riduzione delle disalimentazioni in caso di guasti.

Il PST è una macchina di dimensioni enormi, composta da due apparecchiature ognuna delle quali larga 7 metri, alta 10 e lunga 13, per un peso complessivo di 900 tonnellate. Quello installato a Foggia è attualmente il più grande in Europa e tra i più potenti al mondo, nonché il primo in Italia su una linea interna di alta tensione. Il nuovo trasformatore rientra in un contesto che ha come obiettivo quello di realizzare una rete intelligente che risponda ai criteri della Smart Grid, garantendo l’affidabilità e il pieno sfruttamento della rete di trasmissione, la flessibilità e il miglioramento dell’economicità del sistema elettrico, l’accessibilità alla rete elettrica e l’incremento di produzione da fonte rinnovabile. Grazie a tale intervento, infatti, i valori di scambio tra la zona di mercato di Foggia e il Sud saranno incrementati di 150 MW, e di 100 MW nel semestre estivo. Puglia, quindi, al centro dell’ammodernamento della rete elettrica grazie a questo gioiello della tecnologia per cui Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, ha investito 35 milioni di euro. E Foggia si conferma un polo importante per i progetti di investimento di Terna Rete Italia per lo sviluppo e ammodernamento della rete elettrica nazionale. La scorsa estate sono infatti partiti i cantieri per il potenziamento dell’elettrodotto “Foggia-Benevento”, autostrada energetica “verde” per le fonti rinnovabili. Una volta realizzata, l’opera porterà un risparmio per il sistema elettrico di circa 30 milioni di euro l’anno e permetterà la demolizione di oltre100 km di vecchie linee aeree. Il tracciato della nuova linea sarà composto per circa un terzo da sostegni tubolari monostelo a basso impatto ambientale e ridotto ingombro al suolo.

Realizzato con una tecnologia tutta italiana, il PST è stato costruito negli stabilimenti di produzione di Legnano e per recapitarlo a Foggia è stato necessario un sistema di trasporto particolarmente complesso. Il trasformatore, infatti, è arrivato dopo300 km su strada al porto di Chioggia, poi è stato imbarcato sulla nave per Barletta. Da qui ha proseguito il viaggio su un convoglio lungo circa80 metri con 100 ruote, per giungere alla stazione elettrica di Foggia. Non prima però di essere trasbordato su un convoglio di dimensioni inferiori, per permettergli l’ingresso all’interno della struttura Terna senza che demolisse la recinzione. Ultimo passo, il collegamento alla linea elettrica, avvenuto per mezzo di un complesso blindato dedicato, lungo complessivamente2 km.

FONTE: Zero Ventiquattro

Flavio Cattaneo: La Germania chiede sostegno all’Italia per l’energia elettrica.

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La Germania chiede sostegno all’Italia per l’energia elettrica. E’ quanto riportato in una nota di Assoelettrica. L’operatore tedesco di trasporto elettrico TransnetBW ha avviato negoziati con Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, per l’acquisto di una capacità di riserva necessaria a scongiurare il rischio di blackout nei Lander meridionali nel caso di giornate particolarmente rigide con elevato carico in rete.

In una nota Assoelettrica evidenzia che la Germania chiede aiuto all’Italia perché il mix tedesco di energie pulite, fortemente sbilanciate su solare e eolico, creerebbe problemi di equilibrio tra produzione e consumo, tanto che l’operatore tedesco di trasporto elettrico TransnetBW ha avviato negoziati con Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, per l’acquisto di capacità di riserva necessaria a scongiurare il rischio di blackout nei Lander meridionali nel caso di giornate particolarmente rigide con elevato carico in rete.

“La notizia – ha commentato Chicco Testa, Presidente di Assoelettrica – che l’operatore della rete tedesca di trasporto dell’energia elettrica ha chiesto alle rete italiana, e di conseguenza a quella svizzera che connette entrambi i paesi, la disponibilità a fornire potenza per far fronte alle oscillazioni del sistema di generazione di Berlino è la dimostrazione, se ce n’era bisogno, che lo sviluppo del sistema elettrico richiede una grande dose di attenzione ed di oculatezza. La Germania ha investito enormemente sull’eolico e sul fotovoltaico ed ora si accinge ad uscire dal nucleare”.

“Per questo – conclude Testa – in Germania si stanno costruendo nuovi impianti a ligniti e carbone e anche a gas naturale, ma gli squilibri introdotti dalle fonti non programmabili sono tali da dover richiedere un apporto dall’estero. In questo caso, la potenza presente in Italia, frutto di un decennio di investimenti in impianti alimentati a gas di elevatissima efficienza, si dimostra essere un patrimonio utile non soltanto al nostro paese”.

FONTE: La Stampa

Terna Terzo Trimestre: Flavio Cattaneo, ebit in crescita del 7,3% nel terzo trimestre

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L’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo ha illustrato i risultati dei primi nove mesi e del terzo trimestre 2012, esaminati e approvati dal Consiglio di amministrazione di Terna. “I buoni risultati dei nove mesi evidenziano l’efficienza gestionale raggiunta dal Gruppo – ha dichiarato Flavio Cattaneo, AD di Terna. Siamo confidenti in una chiusura di anno positiva. Terna ha dall’inizio un obiettivo: dare un contributo positivo allo sviluppo e alla crescita delle infrastrutture in Italia e creare valore per i suoi azionisti”.

“I buoni risultati dei nove mesi evidenziano l’efficienza gestionale raggiunta dal Gruppo – ha dichiarato Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna. Siamo confidenti in una chiusura di anno positiva. Terna ha dall’inizio un obiettivo: dare un contributo positivo allo sviluppo e alla crescita delle infrastrutture in Italia e creare valore per i suoi azionisti. Questo ventinovesimo trimestre di crescita rende tutti soddisfatti del lavoro svolto e consapevoli di avere ancora una strada importante da fare. Lo sviluppo delle infrastrutture è una leva virtuosa per la crescita e l’innovazione del sistema elettrico italiano. Grazie ai risultati conseguiti possiamo annunciare un acconto sul dividendo in linea con la nostra politica. Si tratta di un risultato molto significativo tenendo conto anche della Robin Hood Tax.”

RISULTATI ECONOMICO-FINANZIARI CONSOLIDATI

I Ricavi dei primi nove mesi del 2012, pari a 1.298,7 milioni di euro, registrano un incremento del 6,9% (+84,1 milioni di euro) rispetto a 1.214,6 milioni dello stesso periodo del 2011. Tale incremento è originato principalmente dal maggior corrispettivo per il trasporto di energia nella Rete di Trasmissione Nazionale e per il servizio di dispacciamento.
I Costi operativi pari a 269,7 milioni di euro nei primi nove mesi del 2012, registrano una riduzione di 5,6 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2011 (-2%), sostanzialmente per minori costi per servizi e materiali.

L’Ebitda (Margine Operativo Lordo) si attesta a 1.029 milioni di euro, con un incremento di 89,7 milioni di euro rispetto ai 939,3 milioni di euro dei primi nove mesi del 2011 (+9,5%). L’ebitda margin passa dal 77,3% dei primi nove mesi del 2011 al 79,2% del corrispondente periodo del 2012. Gli ammortamenti del periodo crescono di 21,9 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2011 principalmente per l’entrata in esercizio di nuovi impianti.

L’Ebit (Risultato Operativo) è pari a 718,1 milioni di euro, in crescita del 10,4% rispetto ai 650,3 milioni del corrispondente periodo del 2011. Gli oneri finanziari netti del periodo sono pari a 72 milioni di euro e rilevano un decremento di 15,6 milioni di euro rispetto agli 87,6 milioni di euro dello stesso periodo del 2011, riconducibile sostanzialmente alla riduzione dei tassi di interesse il cui effetto ha più che compensato gli oneri relativi al maggior indebitamento netto.

Le imposte sul reddito a carico del periodo sono pari a 290,6 milioni di euro, in diminuzione di 47,5 milioni di euro (-14%) rispetto ai primi nove mesi del 2011, che scontavano l’effetto fiscale one off dell’adeguamento del fondo imposte differite nette di inizio esercizio a seguito della prima applicazione delle manovre fiscali 2011. Il tax rate del periodo si attesta al 45% in linea con il dato dei primi nove mesi del 2011 (senza tener conto dell’effetto one-off sopradescritto).

L’utile netto del periodo delle attività continuative si attesta pertanto a 355,5 milioni di euro con un incremento di 130,9 milioni rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente (+36 milioni di euro rispetto all’utile netto dei primi nove mesi del 2011, che include il risultato riferibile alle attività operative cessate, pari a 94,9 milioni di euro). Anche se si esclude l’impatto delle maggiori imposte rilevate nei primi nove mesi dello scorso anno per la rideterminazione del fondo imposte differite nette di inizio esercizio 2011, l’utile netto del periodo delle attività continuative (adjusted) risulterebbe comunque in crescita di 48 milioni di euro (+15,6%) rispetto ai 307,5 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente.

La situazione patrimoniale consolidata al 30 settembre 2012 registra un Patrimonio Netto pari a 2.822,8 milioni di euro (a fronte di 2.751 milioni di euro al 31 dicembre 2011).
L’indebitamento Finanziario Netto è pari a 5.576,4 milioni di euro e registra una crescita di 453,3 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2011 (5.123,1 milioni di euro), dovuta prevalentemente alla dinamica degli investimenti effettuati. Il rapporto debt/equity al 30 settembre 2012 è pari a 1,98%.

Gli investimenti complessivi di Gruppo nei primi 9 mesi 2012 si attestano a 778,4 milioni di euro, di cui quelli in attività regolamentate sono pari a 736,3 milioni di euro, in flessione del 4,8%. L’andamento degli investimenti risente di una più marcata stagionalità nel terzo trimestre che si equilibrerà nell’ultima parte dell’anno confermando il livello degli investimenti del 2011.
I Dipendenti del Gruppo, a fine settembre 2012, sono 3.479, in diminuzione di 16 unità rispetto al 31 dicembre 2011.

RISULTATI ECONOMICO-FINANZIARI CONSOLIDATI DEL TERZO TRIMESTRE 2012

Nel terzo trimestre 2012 i ricavi del Gruppo ammontano a 442,1 milioni di euro con un incremento di 21,6 milioni di euro (+5,1%) rispetto allo stesso periodo del 2011 essenzialmente per l’effetto del maggior corrispettivo utilizzo rete e del servizio di dispacciamento. I costi operativi ammontano a 82 milioni di euro, in diminuzione di 5,7 milioni di euro rispetto agli 87,7 milioni del terzo trimestre del 2011 soprattutto per minori costi per servizi e materiali. L’Ebitda si attesta a 360,1 milioni di euro con una variazione di +27,3 milioni di euro (+8,2%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (332,8 milioni di euro). L’Ebit è pari a 253,7 milioni di euro, in crescita del 7,3% rispetto al terzo trimestre del 2011, dopo aver scontato ammortamenti per 106,4 milioni di euro, in crescita di 10,1 milioni di euro rispetto ai 96,3 milioni di euro dello stesso periodo del 2011.

Fatti di rilievo successivi al 30 settembre 2012
Approvazione del Piano di Sviluppo della Rete Elettrica Nazionale e del Piano di Difesa
Il 2 ottobre 2012 il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato il Piano di Sviluppo della rete elettrica Nazionale 2011 e il Piano di Difesa 2012 predisposti da Terna S.p.A. Con tali provvedimenti il Ministero dello Sviluppo Economico ha così approvato complessivi 75 MW di batterie. Emissione obbligazionaria a 5 anni, con scadenza 16 febbraio 2018 per 750 milioni di euro
In data 8 ottobre 2012, Terna S.p.A ha lanciato sul mercato un’emissione obbligazionaria in euro, a tasso fisso, con durata superiore a 5 anni e con scadenza 16 febbraio 2018, per totali 750 milioni di euro, nell’ambito del proprio Programma di Euro Medium Term Notes (EMTN). La cedola è pari a 2,875% e il suo prezzo di emissione pari a 99,736%.
Acconto dividendo 2012 di 7 centesimi di euro per azione
In considerazione dei risultati conseguiti nel primo semestre 2012 e alla luce della prevedibile evoluzione della gestione per l’esercizio in corso, il Consiglio di Amministrazione di Terna S.p.A, avendo ottenuto in data odierna il parere della società di revisione PricewaterhouseCoopers (PwC) prevista dall’art. 2433 bis del codice civile, ha deliberato la distribuzione dell’acconto sul dividendo ordinario dell’esercizio 2012 nella misura di 7 centesimi di euro per azione, in linea con la politica dei dividendi annunciata il 20 marzo 2012. L’acconto sul dividendo, al lordo delle eventuali ritenute di legge, verrà posto in pagamento a decorrere dal 22 novembre 2012 (record date ex art.83-terdecies del Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 cd “TUF”: 21 novembre 2012), previo stacco in data 19 novembre 2012 della cedola n. 17.

FONTE: La Stampa

Flavio Cattaneo: Terna, Rivincita elettrica nel derby Italia-Francia

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Rivincita elettrica nel derby Italia-Francia. I francesi perdono colpi in campo energetico, a causa dell’aumento delle centrali a gas, del boom delle rinnovabili e del miglioramento della rete elettrica italiana. Raddoppiato il valore delle infrastrutture elettriche in Italia, che è passato del 5,3 miliardi del 2005 a 10,4 miliardi di oggi. 6 i miliardi investiti in infrastrutture da parte di Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo.

Di questi tempi, i francesi possono ancora darci lezioni di calcio. Ma già sul debito pubblico devono stare attenti, come ammonisce l’Economist, che parla addirittura di conti pubblici pronti a esplodere come una bomba sul futuro dell’euro. Ma senza scomodare scenari di finanza apocalittica, i francesi stanno perdendo colpi anche in campo energetico. Lo rivelano gli ultimi dati sullo scambio di elettricità tra i due paesi.

L’Italia, fino a pochi anni fa, era prevalentemente un paese importatore dalla Francia, dove il costo del chilowattora è più basso grazie alla presenza di 54 centrali nucleari. Ora si scopre che la quota di energia elettrica che compie il viaggio inverso cresce trimestre dopo trimestre. Nei primi dieci mesi dell’anno, sono stati acquistati dalla Francia 2 miliardi di chilowattora: un dato ancora modesto in termini assoluti, ma in crescita del 15% rispetto a un anno fa.

Quali ne sono le cause? L’aumento delle centrali a gas e il boom delle rinnovabili ha portato l’Italia a godere di capacità in eccesso rispetto alla domanda di energia, fenomeno accentuato dal calo della domanda causata dalla recessione. Punto secondo: il sistema francese è più rigido di quello italiano. Quando ci sono picchi della domanda, il parco delle centrali nucleari non riesce sempre a soddisfarlo e i transalpini fanno prima a prendere l’energia in eccesso oltreconfine. Infine, l’Italia può contare sul miglioramento della rete elettrica ad alta tensione, grazie alla quale è più facile la trasmissione anche al di là delle Alpi.

Nonostante, la Ue nel suo ultimo documento sullo stato dell’energia in Europa abbia sollecitato l’Italia a completare il suo piano di investimenti infrastrutturali (in particolare, per collegare meglio le isole al continente), i numeri dicono che dal 2005 a oggi sono stati investiti 6 miliardi da parte di Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo. Il che ha portato l’Italia a sfiorare il pareggio in un altro derby con la Francia: se il valore delle infrastrutture elettriche di Parigi è cresciuto dal 2005 a oggi del 6% a quota 11.4 miliardi, quelle del nostro paese è raddoppiato passando da 5,3 a 10,4 miliardi.

FONTE: Repubblica

Flavio Cattaneo: Terna, dal ministero via libera all’operazione Capri

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Operazione Capri, un elettrodotto sottomarino collegherà le isole campane alla terraferma. Questo è il progetto: creare una nuova infrastruttura destinata a rivoluzionare in futuro la distribuzione dell’energia elettrica a Capri, Procida e Ischia. Con l’avvio di questa operazione Terna rafforza la propria presenza in Campania, dove spicca il progetto della linea Foggia – Benevento che, come sottolineato dall’ad Flavio Cattaneo, è partita con “sei mesi di anticipo sul programma e con questa Terna raggiunge quota 3 miliardi di euro di opere in realizzazione lungo tutto la Penisola, con oltre 150 cantieri, 750 imprese impiegate e più di 4mila unità di forza lavoro”.

Via libera al collegamento delle isole campane alla terraferma. Come scrive infatti “Il Mattino”, il ministero dello Sviluppo economico ha dato l’ok per la realizzazione del collegamento tra Torre Annunziata e Capri nell’ambito del progetto di interconnessione delle isole campane. Un piano del valore di 150 milioni di euro, il coinvolgimento di 10 imprese, l’impiego di oltre 30 persone nei cantieri per circa due anni di lavori dagli appalti.

Si tratta di una nuova infrastruttura di Terna destinata a rivoluzionare in futuro la distribuzione dell’energia elettrica a Capri, Procida e Ischia. Nello specifico, l’operazione Capri (45 milioni di euro) prevede la messa in opera di un elettrodotto lungo 30 km, dei quali ben 29 sottomarini, e di una nuova stazione elettrica, in prossima dell’isola ecologica di Gasto, destinata a collegare questo cavo proveniente dalla terraferma con la rete di distribuzione locale.

La realizzazione di questo progetto nelle intenzioni di Terna mira a ridurre al minimo quelle disfunzioni nell’erogazione di energia elettrica che nelle isola si verifica soprattutto nel periodo estivo quando la popolazione e quindi i consumi aumentano a dismisura, disfunzioni legate in gran parte proprio alla mancanza di questo collegamento con il continente (basti pensare che Capri finora è servita da un’unica centrale termica a gasolio e senza riserve).

Con l’avvio dell’operazione Capri, inoltre, Terna rafforza la propria presenza in Campania che nei prossimi anni vedrò complessivamente oltre un miliardo di euro di investimenti che daranno lavoro a 60 ditte e 500 lavoratori, riducendo le emissioni di gas nocivi e determinando un risparmio per il sistema elettrico stimato in 42 milioni di euro l’anno. Su tutte spicca la realizzazione della linea Foggia – Benevento che, come sottolineato dall’ad Flavio Cattaneo, è partita con “sei mesi di anticipo sul programma e con questa Terna raggiunge quota 3 miliardi di euro di opere in realizzazione lungo tutto la Penisola, con oltre 150 cantieri, 750 imprese impiegate e più di 4mila unità di forza lavoro”.

FONTE: Terna

Terna Energie Rinnovabili: accordo collaborazione Desertec e Res4Med

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Energie rinnovabili. A Milano in occasione della terza conferenza Euromed, è stato firmato un accordo di collaborazione tra il consorzio Desertec Industrial Initiative (Dii) e Renewable EnergySolutions for the Mediterranean (Res4med) a fronte di investimenti nelle regioni del Sud del Mediterraneo per 120-160 miliardi di euro per energie rinnovabili. Significativo l’impegno di Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, partner sia del Dii, sia di Res4med con Terna Plus.

E’ stato siglato a Milano un accordo di collaborazione nel settore delle energie rinnovabili tra il consorzio Desertec Industrial Initiative (Dii) e Res4med, Renewable Energy Solutions for the Mediterranean.

Con il motto “Energia solare ‘nel’ e ‘dal’ Mediterraneo”, la firma da parte del presidente della Dii Paul Van Son e di Res4med, Francesco Starace è avvenuta nell’ambito della terza conferenza Euromed. Come sottolinea una nota, nei prossimi 20 anni nei Paesi del Sud del Mediterraneo l’aumento di capacità elettrica richiesto a fronte dell’incremento della popolazione di 80 milioni di persone richiederà investimenti per 120-160 miliardi di euro per le sole centrali solari ed eoliche.

Le attività di Dii, fondata in Germania nel 2009, con 57 soci e partner in 16 Paesi (tra cui Enel Green Power, Terna, guidata da Flavio Cattaneo, Unicredit, Intesa e Italgen-Italcementi) puntano a creare entro il 2050 un mercato di scala industriale per le rinnovabili nelle regioni desertiche del Sud Mediterraneo e del MO. Res4Med è l’associazione creata ad Enel Green Power, Edison, Cesi, Gse, Pwc, Terna Plus e Politecnico di Milano per promuovere le rinnovabili nel Mediterraneo e le infrastrutture elettriche necessarie al loro trasporto.

FONTE: Borsa Italiana