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IMMOBILI COMMERCIALI BERGAMO

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Se volete vendere il Vostro immobile commerciale a Bergamo, o immobili a reddito a Milano è di fondamentale importanza che, oltre a numerose foto, la descrizione che fornire sia accattivante, coinvolgente…che invogli coloro che leggono ad alzare la cornetta per contattarvi. Bisogna dunque fornire molte informazioni, numeri, e numeri di intervenni svolti per migliorare la Vostra casa.
EccoVi alcuni esempi su cui poterVi basare per descrivere il Vostro immobile commerciale a Bergamo, o immobili a reddito a Milano:

IMMOBILI COMMERCIALI BERGAMO:
IMMOBILI COMMERCIALI BERGAMO-Vendo immobili commerciali a Bergamo con accessi comodi e vicinanza immediata ad autostrada, proponiamo in vendita bellissimi immobili commerciali in Bergamo cosi composti:
area esterna di proprietà di circa 1000 mq, locale unico con doppia basculante, ufficio, spogliatoio e wc regolarmente accatastati.
Gli immobili commerciali in Bergamo sono stato costruito circa 8 anni fa e son dotati di carroponte con portata di 5 tonnellate.
L’altezza degli immobili commerciali di Bergamo è di 5,50 metri.
Impianto elettrico in essere di 50 KW predisposto x un aumento a 150 KW.
Dimensioni 15×24 = 360 mq
Attualmente gli immobili commerciali son adibiti ad attività x stampaggio materie plastiche.
PREZZO TRATTABILE !!!

IMMOBILI COMMERCIALI BERGAMO-Immobili commerciali a Bergamo formati da tre campate di mq.4.700 circa completi di impianti, palazzina uffici, area esterna di circa mq.3.000. Gli immobili commerciali son posizione strategica in Bergamo vicino alla tangenziale sud. Gli immobili commerciali di Bergamo sono davvero fantastici, unici visto il prezzo che hanno!
CLASSE ENERGETICA: G – INDICE DI PRESTAZIONE ENERGETICA: 165 kWh/m3/anno.

IMMOBILI A REDDOTO MILANO:
IMMOBILI A REDDITO MILANO-POZZUOLO MARTESANA: IMMOBILE A REDDITO MILANO con contratto di Locazione in essere! Non lontano dal centro, comodo BOX/MAGAZZINO con accesso alla rampa da cancello automatico. Euro 15.000,00. Immobile a reddito Milano non soggetto a certificazione energetica.

IMMOBILI A REDDITO MILANO-TRE LOCALI CON GIARDINO A REDDITO A MILANO. Nello stimato e prestigioso quartiere dei Giornalisti vendo immobili a reddito in Milano. Recentissima realizzazione in palazzina elegante e originale, bellissimo tre locali a reddito in Milano. L’abitazione e’ composta da ingresso, cucina abitabile, soggiorno con veranda di circa 50 mq, due camere da letto e doppi servizi. La soluzione e’ inoltre circondata da giardino privato di circa 180 mq. Finiture signorili completano l’abitazione come il favoloso parquet in ogni locale, pannelli solari per l’acqua calda, Tv satellitare con sistema digitale, videocitofono, impianto antifurto, impianto di riscaldamento con caldaia centralizzata a risparmio energetico e aria condizionata. Cantina. Tali immobili a reddito in Milano sono fantastici, completi di tutto e ad un prezzo FANTASTICO!
Possibilita’ box.
L’IMMOBILE E’ LOCATO PER TRE ANNI ED E’ AD ALTA REDDITIVITA’.
RIF.40505
CLASSE ENERGETICA: B
INDICE PRESTAZIONE ENERGETICA (IPE): Non indicato

Le grucce e la loro utilità

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

La storia delle grucce risale al XIX secolo, infatti gli studiosi pensano che fu Thomas Jefferson presidente degli Stati Uniti d’America e inventore ad inventare il prototipo delle grucce di legno per i vestiti.
Quelle a filo son state ispirate da un appendiabiti che sono state inventate nel 1869 da O. A. dello stato del Connecticut. L’invenzione è stata poi attribuita ad un dipendente della Wire Timberlake e Novelty Company, Albert J. Parkhouse di Jackson.

Che utilizzo si fa delle grucce?
Nel 1906 Meyer May, un commerciante di Grand Rapids, Michigan, divenne il primo rivenditore di tali articoli.
Nel 1932 Schuyler C. Hulett brevettò tipi di grucce migliori che evitava la formazione delle pieghe, e infine nel 1935 Elmer D. Rogers aggiunse la barra inferiore alle grucce.

Le grucce esistenti.
Esistono due tipi di grucce a seconda degli abiti che si intende appendervi e dell’utilizzo che si vuol fare:

  • Spalle, per appendere facilmente i vestiti senza stropicciarli, viene utilizzata per vestir quali cappotto, giacca, maglione, camicia, ovvero quegli indumenti dalle parti superiori del corpo. Poi è possibile aggiungere una barra inferiore per appenderci pantaloni o gonne.
  • Morsetto a clip, barra inferiore o scorsoio, per appendere pantaloni, gonne o kilt, ovvero quelli adibiti alle parti inferiori del corpo.

Materiali.
Le grucce possono essere realizzati con diversi materiali, i quali possono vincolarne la forma. In tal senso il materiale più decisivo è il filo di ferro, che se realizzato tramite filo sottile permette alle grucce di aver le classiche forme triangolari, ma se viene utilizzato uno spessore maggiore può essere realizzato in varie forme, mentre il legno e la plastica le grucce vengono realizzate in diverse forme e varianti.

GRUCCE IN PLASTICA
Le grucce in plastica vanno dalle più basilari come le grucce in plastica nera o colorata alle più particolari come le grucce perlate, le grucce fluorescenti,  trasparenti speciali e le grucce laccati antigraffio. Una fase importante per le grucce in plastica è la cromatura ottenibile con oro e argento lucido.
Tutte le grucce in plastica si possono arricchire di finiture particolari, quali la vellutazione parziale o totale, conferendo alle grucce un tocco di classe. Il soft touch  darà un effetto satinato agli appendini su base trasparente mentre renderanno i colori più caldi e morbidi al tatto gli appendini in plastica colorata.

GRUCCE IN PLEXIGLASS.
Le nuove tecnologie hanno permesso la realizzazione di nuovi tipi di materiali con i quali realizzare le grucce, un dei quali il PLEXIGLASS. Lo stampaggio ad iniezione e l’assemblaggio delle grucce avvengono all’interno dell’azienda.

GRUCCE IN LEGNO
Grucce invece di particolare eleganza e classe sono quelle realizzare in legno. Esso sono innovative e di alta qualità; personalizzabili secondo le specifiche esigenze di coloro che vogliono rendere unico il proprio guardaroba con grucce personalizzate. La particolarità di queste grucce la possibilità di personalizzarle. Chiunque può chiedere di realizzare le proprie grucce contando su una vasta gamma di esperti del settore in grado di soddisfare qualsiasi tipo di richiesta. Le finiture vanno dalle più basilari quali: il legno naturale non trattato, le tinture trasparenti, per dare risulato alle venature del legno, le laccature dalle più opache alle più lucide.

GRUCCE IN METALLO
Le più comuni grucce son quelle realizzate in metallo. Albert J. Parkhouse di Jackson utilizzando un filo di metallo ha realizzato una delle prime grucce. Al giorno d’oggi le grucce di metallo possono essere non solo di semplice filo bensì più decorate e particolari per soddisfare tutti i gusti delle persone. Servendosi sempre di materiali di alta qualità, le finiture possono essere cromate, in acciaio ed in alluminio. Inoltre su molte grucce è possibile il rivestimento in pelle o con passamanerie  in tessuto.

CARUSO INVESTIMENTI IMMOBILIARI MILANO

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

CARUSO INVESTIMENTI IMMOBILIARI MILANO svolge attività di consulenza rivolta alla compravendita e locazione di beni immobili a uso residenziale e strumentale svolgendo quindi investimenti immobiliari a Milano, dalla singola unità fino a interi fabbricati e complessi immobiliari. Fornisce inoltre servizi di consulenza in materia creditizia relativamente a mutui e leasing immobiliari ma pure su eventuali investimenti immobiliari.

CARUSO INVESTIMENTI IMMOBILIARI MILANO nasce e si sviluppa a Milano su iniziativa di Dario Caruso, giovane e dinamico imprenditore da sempre attento osservatore delle evoluzioni del mercato immobiliare e sugli investimenti immobiliari a Milano li quale, sulla base dell’esperienza maturata in molti anni di attività con alcune tra le più importanti aziende immobiliari italiane e internazionali, è riuscito a cogliere e sintetizzare quanto di meglio offerto dai principali operatori di settore relativamente a know-how e servizi, eliminando al contempo tutte le criticità riscontrate.

CARUSO INVESTIMENTI IMMOBILIARI MILANO ha messo a punto una completa gamma di servizi grazie, tra cui investimenti immobiliari a Milano, a cui è in grado di rispondere in modo rapido, concreto ed efficace alle sempre maggiori esigenze e aspettative di chi si trova ad affrontare il mercato immobiliare con investimenti immobiliari a Milano, riuscendo a facilitare l’incontro tra “domanda” e “offerta” e garantendo una completa assistenza e tutto il supporto necessario, oltre che da un punto di vista commerciale, anche per quanto concerne gli aspetti normativi, tecnici, legali e fiscali.



L’organizzazione della struttura e l’approfondita conoscenza del mercato consentono di portare a termine con successo qualsiasi tipo di incarico e di offrire i propri servizi sull’intero territorio nazionale, anche grazie all’ausilio di un qualificato network di operatori immobiliari/investimeniti immobiliari a Milano.

Ogni singola pratica è costantemente gestita, dal contatto iniziale sino alla stesura dei protocolli contrattuali definitivi, con la massima trasparenza, secondo attenti e scrupolosi parametri deontologici e professionali.

Tutti i clienti possono quindi beneficiare di una reale consulenza basata sull’analisi delle specifiche esigenze e delle strategie da mettere in atto per cogliere le migliori opportunità offerte dal mercato. Possono dunque effettuare i peonie investimenti immobiliari a Milano eseguiti da esperiti del settore.

Il principale obiettivo di CARUSO INVESTIMENTI IMMOBILIARI MILANO è la soddisfazione del cliente, con la convinzione che questa rappresenti l’unica via per raggiungere il successo. Tale obiettivo viene perseguito rivestendo un ruolo realmente professionale e consulenziale soprattutto sugli investimenti immobiliari a Milano, ponendosi al fianco del cliente per consigliarlo, aiutarlo nella realizzazione dei propri desideri e tutelare i suoi interessi, anche quando ciò significhi dover rinunciare alla conclusione di un affare.

CARUSO INVESTIMENTI IMMOBILIARI MILANO, il Vostro consulente immobiliare di fiducia.

L’appendino: caro aiutante dell’uomo ma spesso sottovalutato.

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Nessuno sa con certezza come fosse il primo appendino o quali fossero le sue somiglianze agli oggetti esistenti. Sappiamo con certezza che l’appendino venne utilizzato dal 1850 in quanto nell’epoca Vittoriana, le gonne le crinoline, necessitavano di  un attento stoccaggio,  allora probabilmente la gente ha cominciato ad utilizzare le grucce (sinonimo di appendini) per appendere i propri abiti nel guardaroba. In aiuto ai copiosi vestiti femminili vennero gli  inventori e i costruttori di appendini, dotati di molti gadget,  per favorire alle gonne e agli abiti vaporosi di non stropicciarsi.

Ma lo sviluppo degli appendini non si fermò e cominciarono ad inventare gli appendini per altri capi quali le camice, giacche, pantaloni e, per tali motivi si idearono appennini da viaggio. Sarti e commercianti di abbigliamento rimasero estasiati  e riconobbero che tale invenzione sarebbe divenuta utile per le loro attività. Entro i primi del 1900 l’umile appendini era diventato indispensabile, e centinaia di disegni e modelli furono ideati e registrati presso l’ufficio brevetti degli USA.

Gli appendini sono dispositivi a forma di “spalle umane” pensati per semplificare “l’impiccagione” di un capo che può essere cappotto, giacca, maglione, camicia, camicetta o vestito, in modo tale da impedire che essi si stropiccino. In oltre gli appendini Possono avere una barra inferiore che serve ad appoggiare i pantaloni o dei gancetti per appendere le gonne.

Ci sono tre tipi base di appendini:

– I primi tipi di appendini sono a filo di ferro. Possono essere più o meno grossi a forma di triangoli che si chiudono formando ganci in alto, che serviranno per essere appesi.

– I secondi sono gli appendini in legno, che consistono in pezzi di legno tagliati a forma rettangolare simile a boomerang con bordi levigati per prevenire danni agli abiti appesi e un gancio, di solito in metallo. Anch’essi possono avere applicato nella parte sottostante una barra in legno tondeggiante la quale serve per appendere i pantaloni o ganci per gonne.

– I terzi tipi, il più usati ai tempi nostri, sono gli appendini in plastica. Sono il più versatili sia per il colore che per il materiale, questi appendini son i più usati per le piccole taglie, quindi maggiormente utilizzati nell’abbigliamento dei bambini.

Alcuni storici sostengono che i primi appendini erano per i cappotti e fossero in legno, e siano stati inventati dal terzo presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson. Ad egli vengono attribuite innumerevoli invenzioni come l’aratro in legno, la macchina da scrivere portatile, la sedia girevole e molte altre tra le quali per l’appunto gli appendini.

Parlando del futuro immediato il più popolare, e forse il prototipo per eccellenza di design per appendini a venire, è il filo appendini, ma prima il filo appendini, è stato il così detto “gancio cappotto”. La sua scoperta ha origine in un “gancio per abbigliamento” nel 1869 da O.A a nord di New Britain nel Connecticut. Tuttavia la vera scoperta degli appendini a filo fu accreditata  nel 1903  ad un impiegato della società TIMBERLAKE WIRE & NOVELTY COMPANY IN JACKSON, nel Michigan, al sig. Albert J. ParkHouse, che in risposta ai suoi compagni di lavoro, i quali sottolineavano il problema dei troppi cappotti da appendere ed i troppo pochi ganci su cui appenderli, prese un pezzo di filo lo modificò formando 2 ovali nel punto in cui appoggiavano le spalle, piegò le estremità per formare così il gancio.

Per comprendere l’importanza e l’influenza degli appendini nella società che viviamo, basti pensare al  celebre film “MAMMIMA CARA” in cui la protagonista Loan Crawford,  entra di notte nella stanza da letto della figlia con l’intento di ammirare i bellissimi abiti costosi, appesi in modo ordinato all’interno dell’armadio. Si accorge così che la figlia ha appeso gli abiti su appendini di filo di ferro. Secondo la protagonista gli appendini in ferro erano troppo poveri per il loro ceto sociale ed così inferisce sulla figlia in modo molto aggressivo facendo chiaramente trasparire il suo punto di vista “tu che vivi nella più bella casa di Brentowwod non t’ importa se i tuoi abiti sono appesi ad un filo di ferro”

Naturalmente lo sviluppo degli appendini ha continuato a prosperare nel corso degli anni. Gli appendini di plastica sono ora i più popolari per uso domestico, mentre quelli in finiture di legni pregiati o tinture particolari abitano i negozi al dettaglio più famosi.

Alcuni appendini possono essere rivestiti in gomma per non far scivolare i vestiti, altri appendini imbottiti con materiali pregiati per evitare di rovinar il capo, come il raso adatti soprattutto per la lingerie oppure possono essere  rivestiti totalmente o parzialmente  di velluto per proteggere gli indumenti.

Quindi, anche se noi spesso non badiamo a quale tipo di appendini abbiamo nell’armadio, essi svolgono un compito molto importante all’interno dei nostri guardaroba salvaguardando i capi e proteggendoli da deterioramenti che sarebbero inevitabili qualora essi non esistessero.

Appartamenti Bergamo

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Appartamenti Bergamo – Il comune di Bergamo mette in vendita 600 appartamenti a Bergamo per provare a rimettere in sesto il disastrato bilancio della città. Da queste dismissioni si vogliono ricavare circa 280 milioni di euro dalla vendita di appartamenti a Bergamo.

Il sindaco di Bergamo, ha già incontrato diverse tra le più importanti società immobiliari attive sul mercato per trattare la vendita degli appartamenti a Bergamo più interessanti. Tra questi l’ex sede della Atalanta: interi appartamenti a Bergamo nel cuore delle vie dello shopping capitolino, in via XX settembre.

Già occupati lo scorso ottobre dai movimenti per il diritto all’abitare, dalla vendita di questi stabili, fanno sapere fonti de L’Eco di Bergamo, il Comune si aspetta di ricavare, dalla vendita degli appartamenti in Bergamo, almeno 10 milioni di euro, “ma si punta ad ottenere di più. E’ una occasione da non lasciarsi sfuggire, siamo sicuri ci sarà la coda per acquistarlo”.

Trattandosi comunque di cubature importanti, i possibili acquirenti hanno un identikit ben preciso: imprenditori, privati che desiderano acquisire appartamenti in Bergamo, agenzie immobiliari che desiderano avere appartamenti in centro Bergamo da poter vendere o affittare così da avere innumerevoli profitti.

Ormai il Comune di Bergamo ha già censito circa l’80 per cento del patrimonio di appartamenti in Bergamo e questi 600 appartamenti di Bergamo sono tutti pronti per essere messi sul mercato. Di questi, circa la metà sarebbe ad uso residenziale di cui un terzo si trova in zone di pregio della città, in pieno centro storico.

Della vendita degli appartamenti in Bergamo se ne sta occupando una delibera che modifica la precedente deliberazione dell’Assemblea n.43 del 2012 che si proponeva di alienare una grande quantità di appartamenti di Bergamo, ma che non ha avuto alcun seguito non avendo prodotto la vendita neanche di una unità.

Dall’Assessorato al patrimonio del comune Bergamasco si prevede di chiudere tutta l’operazione di dismissione degli appartamenti in Bergamo entro la fine di aprile.

L’attico più bello di Bergamo in vendita!

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Pensate a un attico a Bergamo, di forma ottagonale, che si sviluppa su tre piani, affacciato su Bergamo bassa, con terrazzi tra i più alti e grandi della città. È l’attico in Bergamo alta che ora è in vendita nella città lombarda da parte del suo proprietario, Stefano Rebuzzi, presidente dell’agenzia immobiliare specializzata in immobili di prestigio: uno tra gli attici in Bergamo più ambiti e belli, ora sul mercato a 100 milioni di euro. Il motivo del costo è presto detto, visto che l’appartamento conta sei camere da letto e nove bagni a cui si aggiunge un terrazzo da oltre 1000 mq.

La bergamasca si conferma come la provincia che ospita il primo attico in Bergamo più bello d’Italia. Ma con le nuove costruzioni, presso il centro di Bergamo, il primato di attico più bello d’Italia potrebbe passar il testimone. Infatti sarà proprio qui, come rivela il L’Eco di Bergamo, che Stefano Rebuzzi, vorrebbe andare a vivere dopo aver venduto il suo attico di Bergamo.

Quando acquistò il suo attico in Bergamo nel 1993, lo pagò 4,5 milioni di euro: più di 2.800 mq di appartamento con pianta ottagonale e oltre mille mq di terrazzo. L’attico si sviluppa su tre piani, dal 73° al 75° del CitySpire, con una suite situata al 72°.
Il prezzo dell’attico in centro Bergamo al momento è stato fissato in 100 milioni di euro. “L’arte è ciò che le persone sono disposte a pagare, e un appartamento come questo è come un pezzo d’arte“, ha spiegato al quotidiano bergamasco Rebuzzi.

L’attico di Bergamo conta sei camere da letto e nove bagni: l’interior designer Juan Pablo Molyneux vi ha lavorato per due anni fino a donare uno stile classicheggiante a tutto l’appartamento. Si entra da una maestosa hall con colonne e si prosegue nelle varie stanze, tra cui una grande sala da pranzo illuminata da un grande lampadario.

Ovviamente l’attico in Bergamo città dispone di un ascensore interno per muoversi tra i vari piani: per gli amanti del vino inoltre c’è una cantina che può contenere fino a mille bottiglie.

Tutto l’attico di Bergamo è illuminato grazie alla sua particolare pianta ottagonale: da ogni finestra si può godere dei ponti della città e di una splendida vista su tutta la valle bergamasca. Rebuzzi ha specificato di aver speso circa 5 milioni di dollari per arredarlo a suo gusto e secondo le sue necessità tra cui quello di riservare una stanza solo per la sua collezione di soldati di piombo.

Il motivo che ha spinto Rebuzzi a mettere in vendita il suo appartamento da sogno è strettamente familiare: il figlio ha 5 anni e per paura che possa uscire sul terrazzo tutta la famiglia non si gode più la vista e le bellezze dell’attico di Bergamo. Un vero peccato.

Gli attici a Bergamo

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Gli attici in Bergamo erano molto diffusi in epoca romana e soprattutto nei centri abitati dove vi erano degli edifici molto alti, infatti era possibile realizzare un’ulteriore alloggio sfruttando la parte sottostante al tetto. Tale tecnica è stata molto utilizzare per realizzare attici in Bergamo. In seguito venne posto anche in edifici del periodo rinascimentale e neo-classico per dare agli stessi edifici quel senso di “bellezza” e quindi per fungere da abbellimento ma anche per renderli imponenti su tutta la città. Negli attici di Bergamo era possibile scrutare tutta la città e i luoghi circostanti.

In parole semplici gli attici in Bergamo sono particolari alloggi situati sotto i tetti di edifici e al di sopra del cornicione. Un esempio famoso è la Basilica di San Giovanni in Laterano che ha un attico costituito da statue e da una sorta di terrazza. Difatti il più delle volte la bellezza di un palazzo e la sua distinzione dagli altri dipendeva proprio dall’utilizzo di statue sul cornicione ma anche dall’utilizzo di terrazzi. Gli attici in Bergamo erano sintomi di nobiltà e eleganza che rendeva imponete e dava importanza alla famiglia che vi abitava.

In architettura gli attici in Bergamo vengono definiti come muri decorativi posti sopra le cornici di palazzi alti e spesso son costituiti da statue che mettono in risalto l’imponenza degli edifici stessi mettendo in risalto anche i terrazzi. Viceversa nell’edilizia di Bergamo gli attici in Bergamo vengono definiti come alloggi abitabili situati all’ultimo piano di palazzi e quindi costituiti da finestre e luci.

In questo caso non ci sono statue in quanto gli attici in Bergamo sono sì situati in palazzi alti ma si trovano più all’interno dei palazzi stessi a differenza della sua intera facciata. Quindi ci sono diverse definizioni per definire attici a Bergamo:

Bisogna innanzitutto distinguere gli attico in Bergamo dalle mansarde e dai super-attici in Bergamo. Oggi gli attici a Bergamo son quindi un appartamento vivibile ma più piccolo rispetto a quelli sottostanti situato sotto il tetto e costituito il più delle volte da un terrazzo mentre le mansarde son alloggi molto ristretti i cui soffitti assumono la forma del tetto e composte da finestre che seguono il più delle volte la forma del tetto stesso.

In passato gli attici in Bergamo ma anche in tutta Italia erano quindi esclusivamente posti sugli edifici più lussuosi dei centri storici. Nel corso degli anni settanta del secolo scorso il mercato immobiliare crebbe molto in quanto furono venduti molti palazzi lussuosi nelle più importanti città italiane a costi altissimi.

Il successo fu tale che sul finire degli anni settanta e per i successivi anni ottanta le stesse agenzie immobiliari si attivarono per aggiungere un ulteriore alloggio vivibile ai palazzi. Questo soprattutto nei centri delle città, per esempio a Bergamo vennero ideati gli attici in Bergamo centro come in via XX Settembre. Difatti i nuovi palazzi furono costruiti aggiungendo al di sopra degli attici a Bergamo i super-attici in quanto questa “novità” avrebbe fatto ulteriormente crescere il mercato immobiliare.

Con l’aggiunta del super-attico i palazzi a Bergamo diventarono molto alti e tra l’altro contribuirono ad un grande successo delle stesse agenzie immobiliari in quanto se già prima con l’attico i palazzi a Bergamo si imponevano nei centri storici al contrario ora con il super-attico i palazzi di Bergamo si imponevano su tutta la città permettendo così a chi viveva in questo alloggio di poter godere di una visione completa di tutta la città.

Ovviamente vennero poi costruite delle scale e vennero anche installati degli ascensori. Vivere in un super-attico in Bergamo da tra l’altro la sensazione di vivere lontano da tutto e da tutti ed è l’appartamento ideale per chi ama la pace e la tranquillità.

Dispositivi antitaccheggio

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

I furti svolti con astuzia sono aumentati notevolmente negli ultimi anni ed il dispositivo antitaccheggio è divenuto un’arma necessaria, infatti ben il 78% delle differenze dell’inventario derivano dall’opera di taccheggiatori. Per tali motivi i commercianti hanno sempre più apprezzato i nuovi sistemi e tipi di dispositivo antitaccheggio immessi sul mercato.
Nelle attività commerciali sono utilizzate moltissime tecnologie differenti: chi le guardie giurate, specchi appositi messi in modo tale da controllare quasi tutto il negozio e chi le telecamere o altri sitemi. La percentuale di prodotti con protezione furti è salita dal 60% del 2007, al 75% del 2011. Ma quali sono i principali dispositivi antitaccheggio con cui i commercianti possono difendersi? Quale è il miglior dispositivo antitaccheggio?

Vi sono innumerevoli dispositivi antitaccheggio e i più efficaci sono i seguenti:
Dispositivo antitaccheggio 1: Videocamere di vigilanza
Un efficiente sistema di telecamere a circuito chiuso, se ben poste, rappresentano un ottimo dispositivo antitaccheggio, a costi contenuti. Ovviamente, qualche taccheggiate, abbastanza scaltro può, talvolta, eludere l’occhio elettronico. Tuttavia il valore di questo dispositivo antitaccheggio sta nella possibilità di rivedere le registrazioni per identificare i ladri, esaminando in dettaglio il tipo di furti subiti e ideare migliori sistemi per diminuire drasticamente i furti.

Un altro aspetto a favore di tale dispositivo antitaccheggio è il loro potere di dissuasione. Oppure il titolare può predilige più discrezione. La tecnologia ci offre dispositivi sempre più piccoli e discreti: microscopiche ma allo stesso modo videocamere che si possono montare e osservare dall’altra parte degli specchi, all’interno di orologi, se non addirittura nei pannelli del soffitto.
Dispositivo antitaccheggio 2: Espositori antitaccheggio
Bloccare la merce esposta con cavi, fili resistenti che li agganciano agli espositori oppure installarli in vetrine dedicate sono una scelta comunemente usata in caso di merce preziosa oppure nel caso in cui gli espositori siano esterni all’esercizio: bigiotteria, occhiali da sole, piccoli gadget, solari, borse e cinture son gli oggetti più comuni associati a questo tipo di dispositivo antitaccheggio.
Tralasciando il caso a parte delle gioiellerie, una cosa è ovvia: nessun taccheggiatore correrebbe il rischio di farsi prendere trascinando un espositore, dotato di tal dispositivo antitaccheggio, solo per rubare un anello o un portachiavi di poco valore. Né distruggerebbe una vetrinetta, al centro del negozio o nel bel mezzo di un centro commerciale, per accaparrarsi un paio di occhiali. L’utilizzo di un dispositivo antitaccheggio simile da sicuramente molta sicurezza al commerciante, ma c’è il rovescio della medaglia: cavi e vari dispositivi di blocco rendono difficile osservare e indossare capi e articoli a tutti quei clienti che sarebbero veramente intenzionati all’acquisto.
Dispositivo antitaccheggio 3: Apparecchiature di vigilanza elettronica a radiofrequenza.
Tra i dispositivi antitaccheggio, e ritenuti dagli esperti in materia i più efficaci, c’è l’Eas ovvero il dispositivo antitaccheggio elettronico. Come si attivano?
Sono delle etichette (adesive oppure tessute e poi cucite sull’articolo) che contengono un tag Rfid a memoria molto bassa: non avendo un chip, non contengono nessun dato informativo e il segnale che manda serve solo ad accendere i lettori dentro i varchi all’entrata e all’uscita dei negozi che mandano un segnale acustico se il dispositivo antitaccheggio non è stato disattivato.

Visto che nel nostro pianeta sono installati 800mila sistemi Eas si capisce benissimo che fra i sistemi antitaccheggio sia quello che si usa maggiormente.
Dispositivi antitaccheggio elettromagnetico son quei tag presenti in una fascia di ferro che si collegano ai prodotti con una particolare colla. Questo dispositivo antitaccheggio è il più usato in Europa dai commercianti per i propri esercizi. L’etichetta non viene rimossa al momento dell’acquisto, bensì è smagnetizzata con una scansione alla cassa. Il principale vantaggio di questo dispositivo antitaccheggio è d’essere riattivato e riutilizzabile a basso costo. Un punto negativo di questo dispositivo antitaccheggio? Il campo d’azione del rilevamento elettromagnetico è al quanto ridotto: le aperture devono essere poste in maniera che il prodotto rubato sia vicino.

Esistono anche i dispositivi antitaccheggio magnetico e acustico. Dispositivo antitaccheggio simile a quelli elettromagnetici ma con sistema diverso che lavora ad una frequenza con più campo.
In tal caso il trasmettitore manda un segnale, che aziona i dispositivo antitaccheggio tag magnetico acustico sui prodotti in transito nella zona di sorveglianza. L’etichetta emette un singolo segnale di frequenza che è rilevato e analizzato da un ricevitore che fa partire l’allarme nel caso il dispositivo antitaccheggio non sia stato smagnetizzato.
Questo dispositivo antitaccheggio è di materiale magnetico restrittivo, vuol dire che quando esso entra in un campo magnetico, si restringe al livello fisico: indi per cui, se azionato, funziona proprio come un diapason, assorbendo energia e cominciando a suonare.

Dispositivi antitaccheggio assieme ai Rfid la multifunzionalità porta molti più servizi. Sempre più utilizzati anche in Italia, maggiormente nel settore della moda, il dispositivo antitaccheggio costituito da tag Rfid con il chiprap presenta il più evoluto del settore perché adegua l’intera supply chain rendendo standard e velocizzando l’organizzazione, cosicché si abbia un’informazione migliore e trasparente. Il valore aggiunto del dispositivo antitaccheggio Rfid sta nella sua capacità di memoria che permette di collegare i prodotti ai sistemi di gestione.

Vedendo tutte le varie categorie di dispositivi antitaccheggio si capisce che i commercianti possono appoggiarsi a una vasta gamma di dispositivi, grazie ai quali, i furti possono essere ridotti drasticamente. Il mondo dei taccheggiatori ha i giorni contati? Speriamo sia così.

Cosa sono i safers?

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Negli ultimi anni, oltre all’evoluzione di nuovi sistemi di sicurezza come le etichette di sicurezza e le telecamere si sono sviluppati ì safers. Essi sono stati sempre più utilizzati dai negozi per ridurre sempre più i furti all’interno dei negozi.

I safers sono piccoli contenitori in plastica dentro ai quali vengono inseriti i vari prodotti. I safers permettono l’osservazione ottimale del prodotto senza però permettere ai clienti e probabili acquisitori di aprire le confezioni.

All’inizio essi esano semplici scatole in plastica trasparente le quali fornivano una parziale protezione inquinato il taccheggiatore poteva rubare sia la scatola che il contenuto al suo interno. Successivamente i safers si sono sempre più evoluti proprio come i sistemi di sicurezza utilizzati dai commercianti. I safers iniziarono ad essere dotati di un allarme il quale suonava qualora l’oggetto oltrepassasse i sensori porsi all’uscita e all’entrata del negozio, diminuendo drasticamente il numero dei furti.

Negli ultimi tempi però i taccheggiatori più furbi sono stati in grado di eluderei sistemi di sicurezza dei safers obbligando così gli ideatori di quest’ultimi a ottimizzarli. Così sono stati ideati dei safers i quali se manomessi tal taccheggiatore automaticamente danneggiano in prodotto al loro interno in modo tale che il ladro anche se è stato in grado di rubare l’oggetto non potrà mai utilizzarlo.

Tale caratteristica dei nuovi safers però ha suscitato moltissimi reclami da parte dei commercianti che preferirebbero non rovinare i propri prodotti e preferirebbero che i safers siano in grado di essere più efficaci. Con efficaci si intende il meno manomettibili possibile cosicché il taccheggiatore non possa portarli all’infuori delle mura del negozio.

Sono nati dunque nuovi progetti di safers i quali, una volta tentata la manomissione, rilasciano una scarica elettrica in modo tale da rendere più efficace la cattura del ladro, altri che emettono suoni molto acuti ed altri. esse son tutte idee molto brillanti che garantiscono maggior protezione all’oggetto e ai commercianti ma d’altro canto sono dannosi per i taccheggiatori, che pur infrangendo la legge son pur sempre esseri umani.

La discussione è aperta, realizzare sfere che danneggiano l’oggetto o realizzare sfere che puniscono fisicamente i trasgressori della legge? Sicuramente sarebbe bene far rispettare la legge in tutti i modi possibile salvaguardando però la salute delle persone.

Una nuova “moda casa di Bergamo”

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Una nuova “moda casa di Bergamo” invade Bergamo. Secondo Bloomberg, infatti, i bergamaschi intenzionati a vendere la propria casa  di Bergamo situata nei quartieri più centrali di Bergamo comprerebbero la casa di Bergamo del proprio vicino e questa transazione permetterebbe addirittura di raddoppiare il valore della casa in Bergamo.

Il problema della casa di Bergamo del centro della città, infatti, è la metratura. Per tale ragione, viste tutte le difficoltà tecniche necessarie per ingrandirsi, i proprietari si “allargano” entrando nella casa di Bergamo del proprio vicino.
Nel quartiere di Borgo S.Caterina, ad esempio, la richiesta di “casa in Bergamo combinata” l’anno scorso è stata di 27% e, nei primi mesi del 2014, questo numero è stato quasi già raggiunto.

Il valore delle case è altissimo, allo 0,09 m², ad esempio, vengono pagate 1800 euro, spiega Carlo Venturini, direttore di Casa in Bergamo, intervistato da Bloomberg. Unendo quattro appartamenti il prezzo, naturalmente, esplode raggiungendo fino a 4820 euro per 0,09 m².

Queste operazioni si fanno molto facilmente “i proprietari incontrano i propri vicini che abitano sullo stesso piano o subito sotto di loro per chiedere loro ‘Sareste disponibili a vendermi la vostra casa in Bergamo?’“, spiega Carlo Venturini.

Il primo cittadino della City, però, sembrerebbe non essere molto a favore del progetto e si prepara a mettere i bastoni tra le ruote a questi investitori. Ma gli converrebbe? Secondo una ricerca dell’inserto, gestito del L’Eco di Bergamo, La Casa di Bergamo oggi  Bergamo a fine 2013 era la città più ricercata nella Lombardia.
Questo interessa fa alzare i prezzi della casa in Bergamo in ambito immobiliare (+7% lo scorso anni) al punto che gli specialisti parlano di possibile bolla immobiliare.
Un esempio, quello di una casa di Bergamo di 390 m² all’ottavo piano di un complesso situato del quartiere di Borgo S.Caterina, venduta per 32 milioni di euro, ossia 82.000 euro al metro quadro.