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Le grucce e la loro utilità

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

La storia delle grucce risale al XIX secolo, infatti gli studiosi pensano che fu Thomas Jefferson presidente degli Stati Uniti d’America e inventore ad inventare il prototipo delle grucce di legno per i vestiti.
Quelle a filo son state ispirate da un appendiabiti che sono state inventate nel 1869 da O. A. dello stato del Connecticut. L’invenzione è stata poi attribuita ad un dipendente della Wire Timberlake e Novelty Company, Albert J. Parkhouse di Jackson.

Che utilizzo si fa delle grucce?
Nel 1906 Meyer May, un commerciante di Grand Rapids, Michigan, divenne il primo rivenditore di tali articoli.
Nel 1932 Schuyler C. Hulett brevettò tipi di grucce migliori che evitava la formazione delle pieghe, e infine nel 1935 Elmer D. Rogers aggiunse la barra inferiore alle grucce.

Le grucce esistenti.
Esistono due tipi di grucce a seconda degli abiti che si intende appendervi e dell’utilizzo che si vuol fare:

  • Spalle, per appendere facilmente i vestiti senza stropicciarli, viene utilizzata per vestir quali cappotto, giacca, maglione, camicia, ovvero quegli indumenti dalle parti superiori del corpo. Poi è possibile aggiungere una barra inferiore per appenderci pantaloni o gonne.
  • Morsetto a clip, barra inferiore o scorsoio, per appendere pantaloni, gonne o kilt, ovvero quelli adibiti alle parti inferiori del corpo.

Materiali.
Le grucce possono essere realizzati con diversi materiali, i quali possono vincolarne la forma. In tal senso il materiale più decisivo è il filo di ferro, che se realizzato tramite filo sottile permette alle grucce di aver le classiche forme triangolari, ma se viene utilizzato uno spessore maggiore può essere realizzato in varie forme, mentre il legno e la plastica le grucce vengono realizzate in diverse forme e varianti.

GRUCCE IN PLASTICA
Le grucce in plastica vanno dalle più basilari come le grucce in plastica nera o colorata alle più particolari come le grucce perlate, le grucce fluorescenti,  trasparenti speciali e le grucce laccati antigraffio. Una fase importante per le grucce in plastica è la cromatura ottenibile con oro e argento lucido.
Tutte le grucce in plastica si possono arricchire di finiture particolari, quali la vellutazione parziale o totale, conferendo alle grucce un tocco di classe. Il soft touch  darà un effetto satinato agli appendini su base trasparente mentre renderanno i colori più caldi e morbidi al tatto gli appendini in plastica colorata.

GRUCCE IN PLEXIGLASS.
Le nuove tecnologie hanno permesso la realizzazione di nuovi tipi di materiali con i quali realizzare le grucce, un dei quali il PLEXIGLASS. Lo stampaggio ad iniezione e l’assemblaggio delle grucce avvengono all’interno dell’azienda.

GRUCCE IN LEGNO
Grucce invece di particolare eleganza e classe sono quelle realizzare in legno. Esso sono innovative e di alta qualità; personalizzabili secondo le specifiche esigenze di coloro che vogliono rendere unico il proprio guardaroba con grucce personalizzate. La particolarità di queste grucce la possibilità di personalizzarle. Chiunque può chiedere di realizzare le proprie grucce contando su una vasta gamma di esperti del settore in grado di soddisfare qualsiasi tipo di richiesta. Le finiture vanno dalle più basilari quali: il legno naturale non trattato, le tinture trasparenti, per dare risulato alle venature del legno, le laccature dalle più opache alle più lucide.

GRUCCE IN METALLO
Le più comuni grucce son quelle realizzate in metallo. Albert J. Parkhouse di Jackson utilizzando un filo di metallo ha realizzato una delle prime grucce. Al giorno d’oggi le grucce di metallo possono essere non solo di semplice filo bensì più decorate e particolari per soddisfare tutti i gusti delle persone. Servendosi sempre di materiali di alta qualità, le finiture possono essere cromate, in acciaio ed in alluminio. Inoltre su molte grucce è possibile il rivestimento in pelle o con passamanerie  in tessuto.

Gli attici a Bergamo

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Gli attici in Bergamo erano molto diffusi in epoca romana e soprattutto nei centri abitati dove vi erano degli edifici molto alti, infatti era possibile realizzare un’ulteriore alloggio sfruttando la parte sottostante al tetto. Tale tecnica è stata molto utilizzare per realizzare attici in Bergamo. In seguito venne posto anche in edifici del periodo rinascimentale e neo-classico per dare agli stessi edifici quel senso di “bellezza” e quindi per fungere da abbellimento ma anche per renderli imponenti su tutta la città. Negli attici di Bergamo era possibile scrutare tutta la città e i luoghi circostanti.

In parole semplici gli attici in Bergamo sono particolari alloggi situati sotto i tetti di edifici e al di sopra del cornicione. Un esempio famoso è la Basilica di San Giovanni in Laterano che ha un attico costituito da statue e da una sorta di terrazza. Difatti il più delle volte la bellezza di un palazzo e la sua distinzione dagli altri dipendeva proprio dall’utilizzo di statue sul cornicione ma anche dall’utilizzo di terrazzi. Gli attici in Bergamo erano sintomi di nobiltà e eleganza che rendeva imponete e dava importanza alla famiglia che vi abitava.

In architettura gli attici in Bergamo vengono definiti come muri decorativi posti sopra le cornici di palazzi alti e spesso son costituiti da statue che mettono in risalto l’imponenza degli edifici stessi mettendo in risalto anche i terrazzi. Viceversa nell’edilizia di Bergamo gli attici in Bergamo vengono definiti come alloggi abitabili situati all’ultimo piano di palazzi e quindi costituiti da finestre e luci.

In questo caso non ci sono statue in quanto gli attici in Bergamo sono sì situati in palazzi alti ma si trovano più all’interno dei palazzi stessi a differenza della sua intera facciata. Quindi ci sono diverse definizioni per definire attici a Bergamo:

Bisogna innanzitutto distinguere gli attico in Bergamo dalle mansarde e dai super-attici in Bergamo. Oggi gli attici a Bergamo son quindi un appartamento vivibile ma più piccolo rispetto a quelli sottostanti situato sotto il tetto e costituito il più delle volte da un terrazzo mentre le mansarde son alloggi molto ristretti i cui soffitti assumono la forma del tetto e composte da finestre che seguono il più delle volte la forma del tetto stesso.

In passato gli attici in Bergamo ma anche in tutta Italia erano quindi esclusivamente posti sugli edifici più lussuosi dei centri storici. Nel corso degli anni settanta del secolo scorso il mercato immobiliare crebbe molto in quanto furono venduti molti palazzi lussuosi nelle più importanti città italiane a costi altissimi.

Il successo fu tale che sul finire degli anni settanta e per i successivi anni ottanta le stesse agenzie immobiliari si attivarono per aggiungere un ulteriore alloggio vivibile ai palazzi. Questo soprattutto nei centri delle città, per esempio a Bergamo vennero ideati gli attici in Bergamo centro come in via XX Settembre. Difatti i nuovi palazzi furono costruiti aggiungendo al di sopra degli attici a Bergamo i super-attici in quanto questa “novità” avrebbe fatto ulteriormente crescere il mercato immobiliare.

Con l’aggiunta del super-attico i palazzi a Bergamo diventarono molto alti e tra l’altro contribuirono ad un grande successo delle stesse agenzie immobiliari in quanto se già prima con l’attico i palazzi a Bergamo si imponevano nei centri storici al contrario ora con il super-attico i palazzi di Bergamo si imponevano su tutta la città permettendo così a chi viveva in questo alloggio di poter godere di una visione completa di tutta la città.

Ovviamente vennero poi costruite delle scale e vennero anche installati degli ascensori. Vivere in un super-attico in Bergamo da tra l’altro la sensazione di vivere lontano da tutto e da tutti ed è l’appartamento ideale per chi ama la pace e la tranquillità.

Dispositivi antitaccheggio

Scritto da fabio zinesi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

I furti svolti con astuzia sono aumentati notevolmente negli ultimi anni ed il dispositivo antitaccheggio è divenuto un’arma necessaria, infatti ben il 78% delle differenze dell’inventario derivano dall’opera di taccheggiatori. Per tali motivi i commercianti hanno sempre più apprezzato i nuovi sistemi e tipi di dispositivo antitaccheggio immessi sul mercato.
Nelle attività commerciali sono utilizzate moltissime tecnologie differenti: chi le guardie giurate, specchi appositi messi in modo tale da controllare quasi tutto il negozio e chi le telecamere o altri sitemi. La percentuale di prodotti con protezione furti è salita dal 60% del 2007, al 75% del 2011. Ma quali sono i principali dispositivi antitaccheggio con cui i commercianti possono difendersi? Quale è il miglior dispositivo antitaccheggio?

Vi sono innumerevoli dispositivi antitaccheggio e i più efficaci sono i seguenti:
Dispositivo antitaccheggio 1: Videocamere di vigilanza
Un efficiente sistema di telecamere a circuito chiuso, se ben poste, rappresentano un ottimo dispositivo antitaccheggio, a costi contenuti. Ovviamente, qualche taccheggiate, abbastanza scaltro può, talvolta, eludere l’occhio elettronico. Tuttavia il valore di questo dispositivo antitaccheggio sta nella possibilità di rivedere le registrazioni per identificare i ladri, esaminando in dettaglio il tipo di furti subiti e ideare migliori sistemi per diminuire drasticamente i furti.

Un altro aspetto a favore di tale dispositivo antitaccheggio è il loro potere di dissuasione. Oppure il titolare può predilige più discrezione. La tecnologia ci offre dispositivi sempre più piccoli e discreti: microscopiche ma allo stesso modo videocamere che si possono montare e osservare dall’altra parte degli specchi, all’interno di orologi, se non addirittura nei pannelli del soffitto.
Dispositivo antitaccheggio 2: Espositori antitaccheggio
Bloccare la merce esposta con cavi, fili resistenti che li agganciano agli espositori oppure installarli in vetrine dedicate sono una scelta comunemente usata in caso di merce preziosa oppure nel caso in cui gli espositori siano esterni all’esercizio: bigiotteria, occhiali da sole, piccoli gadget, solari, borse e cinture son gli oggetti più comuni associati a questo tipo di dispositivo antitaccheggio.
Tralasciando il caso a parte delle gioiellerie, una cosa è ovvia: nessun taccheggiatore correrebbe il rischio di farsi prendere trascinando un espositore, dotato di tal dispositivo antitaccheggio, solo per rubare un anello o un portachiavi di poco valore. Né distruggerebbe una vetrinetta, al centro del negozio o nel bel mezzo di un centro commerciale, per accaparrarsi un paio di occhiali. L’utilizzo di un dispositivo antitaccheggio simile da sicuramente molta sicurezza al commerciante, ma c’è il rovescio della medaglia: cavi e vari dispositivi di blocco rendono difficile osservare e indossare capi e articoli a tutti quei clienti che sarebbero veramente intenzionati all’acquisto.
Dispositivo antitaccheggio 3: Apparecchiature di vigilanza elettronica a radiofrequenza.
Tra i dispositivi antitaccheggio, e ritenuti dagli esperti in materia i più efficaci, c’è l’Eas ovvero il dispositivo antitaccheggio elettronico. Come si attivano?
Sono delle etichette (adesive oppure tessute e poi cucite sull’articolo) che contengono un tag Rfid a memoria molto bassa: non avendo un chip, non contengono nessun dato informativo e il segnale che manda serve solo ad accendere i lettori dentro i varchi all’entrata e all’uscita dei negozi che mandano un segnale acustico se il dispositivo antitaccheggio non è stato disattivato.

Visto che nel nostro pianeta sono installati 800mila sistemi Eas si capisce benissimo che fra i sistemi antitaccheggio sia quello che si usa maggiormente.
Dispositivi antitaccheggio elettromagnetico son quei tag presenti in una fascia di ferro che si collegano ai prodotti con una particolare colla. Questo dispositivo antitaccheggio è il più usato in Europa dai commercianti per i propri esercizi. L’etichetta non viene rimossa al momento dell’acquisto, bensì è smagnetizzata con una scansione alla cassa. Il principale vantaggio di questo dispositivo antitaccheggio è d’essere riattivato e riutilizzabile a basso costo. Un punto negativo di questo dispositivo antitaccheggio? Il campo d’azione del rilevamento elettromagnetico è al quanto ridotto: le aperture devono essere poste in maniera che il prodotto rubato sia vicino.

Esistono anche i dispositivi antitaccheggio magnetico e acustico. Dispositivo antitaccheggio simile a quelli elettromagnetici ma con sistema diverso che lavora ad una frequenza con più campo.
In tal caso il trasmettitore manda un segnale, che aziona i dispositivo antitaccheggio tag magnetico acustico sui prodotti in transito nella zona di sorveglianza. L’etichetta emette un singolo segnale di frequenza che è rilevato e analizzato da un ricevitore che fa partire l’allarme nel caso il dispositivo antitaccheggio non sia stato smagnetizzato.
Questo dispositivo antitaccheggio è di materiale magnetico restrittivo, vuol dire che quando esso entra in un campo magnetico, si restringe al livello fisico: indi per cui, se azionato, funziona proprio come un diapason, assorbendo energia e cominciando a suonare.

Dispositivi antitaccheggio assieme ai Rfid la multifunzionalità porta molti più servizi. Sempre più utilizzati anche in Italia, maggiormente nel settore della moda, il dispositivo antitaccheggio costituito da tag Rfid con il chiprap presenta il più evoluto del settore perché adegua l’intera supply chain rendendo standard e velocizzando l’organizzazione, cosicché si abbia un’informazione migliore e trasparente. Il valore aggiunto del dispositivo antitaccheggio Rfid sta nella sua capacità di memoria che permette di collegare i prodotti ai sistemi di gestione.

Vedendo tutte le varie categorie di dispositivi antitaccheggio si capisce che i commercianti possono appoggiarsi a una vasta gamma di dispositivi, grazie ai quali, i furti possono essere ridotti drasticamente. Il mondo dei taccheggiatori ha i giorni contati? Speriamo sia così.

“Non esistono scorciatoie o mini-interventi poco invasivi per ringiovanire”. Il chirurgo Bruno Bassetto parla del 2° congresso AICPE

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Opinioni / Editoriale

Il Chirurgo estetico e plastico Bruno Bassetto della Clinica Marostica Salus, socio della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e dell’Associazione Italiana Chirurghi Plastici ed Estetici, è stato raggiunto telefonicamente per un’intervista riguardo al 2° congresso dell’Aicpe, tenutosi a Firenze dal 14 al 16 marzo.

1) Dott. Bassetto ha avuto modo di andare al Congresso dell’Aicpe?

Sì certo, partecipo sempre agli eventi organizzati dall’Associazione. Sono fondamentali per la mia professione, perché danno la possibilità di aggiornarsi, approfondire e confrontarsi con altri specialisti del settore, sulle ultimissime tecniche d’intervento, sui nuovi materiali in commercio, sulle recenti normative e in generale su tutto il mondo della chirurgia estetica e plastica. 

2) Erano presenti molti chirurghi plastici?

Con mia grande sorpresa sì, erano presenti oltre 250 professionisti da tutta Italia. 

3) È d’accordo con quello che è stato detto durante il congresso “non esistono scorciatoie o mini-interventi poco invasivi per ringiovanire”?

È necessario essere sempre molto chiari e realisti con il proprio paziente. Si deve cercare di capire il suo bisogno e di conseguenza capire se è necessario l’intervento del bisturi. Non ci si può illudere, non esistono soluzioni facili, veloci e indolore se si vuole avere un effetto di ringiovanimento naturale e duraturo. Servono dei veri e propri interventi in sala operatoria, con dei periodi di recupero post operatori e medicazioni.

4) Quali consigli darebbe lei ad un suo paziente che le chiede un trattamento di ringiovanimento?

Bisogna cercare di comprendere qual è il grado di necessità del paziente, se si tratta di piccoli segni dell’età esistono tecniche poco invasive ed efficaci, come i Filler, la tossina botulinica o il Laser. Se invece si tratta di qualcosa di più importante, come tratti di pelle in eccesso sul volto causati dal rilassamento dei tessuti del volto e dalla riduzione delle ossa e del grasso, non si possono evitare gli interventi chirurgici come il Lifting.

5) Cosa ne pensa delle persone che utilizzano creme e prodotti anti-age?

Le creme che vengono proposte nei negozi o nelle farmacie rispondono a motivi commerciali. Le creme non possono passare la barriera cutanea per cui si limitano solo a idratare lo strato corneo della cute, che è lo stato più superficiale della medesima, non vivente, e destinato all’esfoliazione. Solo quello che viene iniettato produce effetto di riempimento mediante idratazione o stimolando le cellule a produrre tessuto nuovo. Gli interventi correggono i difetti del viso e liftano la cute del viso, quello che nessuna crema potrà mai fare.

“Non esistono scorciatoie o mini-interventi poco invasivi per ringiovanire”. Il chirurgo Bruno Bassetto parla del 2° congresso AICPE

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Opinioni / Editoriale

Il Chirurgo estetico e plastico Bruno Bassetto della Clinica Marostica Salus, socio della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e dell’Associazione Italiana Chirurghi Plastici ed Estetici, è stato raggiunto telefonicamente per un’intervista riguardo al 2° congresso dell’Aicpe, tenutosi a Firenze dal 14 al 16 marzo.

1) Dott. Bassetto ha avuto modo di andare al Congresso dell’Aicpe?

Sì certo, partecipo sempre agli eventi organizzati dall’Associazione. Sono fondamentali per la mia professione, perché danno la possibilità di aggiornarsi, approfondire e confrontarsi con altri specialisti del settore, sulle ultimissime tecniche d’intervento, sui nuovi materiali in commercio, sulle recenti normative e in generale su tutto il mondo della chirurgia estetica e plastica.

2) Erano presenti molti chirurghi plastici?

Con mia grande sorpresa sì, erano presenti oltre 250 professionisti da tutta Italia.

3) È d’accordo con quello che è stato detto durante il congresso “non esistono scorciatoie o mini-interventi poco invasivi per ringiovanire”?

È necessario essere sempre molto chiari e realisti con il proprio paziente. Si deve cercare di capire il suo bisogno e di conseguenza capire se è necessario l’intervento del bisturi. Non ci si può illudere, non esistono soluzioni facili, veloci e indolore se si vuole avere un effetto di ringiovanimento naturale e duraturo. Servono dei veri e propri interventi in sala operatoria, con dei periodi di recupero post operatori e medicazioni.

4) Quali consigli darebbe lei ad un suo paziente che le chiede un trattamento di ringiovanimento?

Bisogna cercare di comprendere qual è il grado di necessità del paziente, se si tratta di piccoli segni dell’età esistono tecniche poco invasive ed efficaci, come i Filler, la tossina botulinica o il Laser. Se invece si tratta di qualcosa di più importante, come tratti di pelle in eccesso sul volto causati dal rilassamento dei tessuti del volto e dalla riduzione delle ossa e del grasso, non si possono evitare gli interventi chirurgici come il Lifting.

5) Cosa ne pensa delle persone che utilizzano creme e prodotti anti-age?

Le creme che vengono proposte nei negozi o nelle farmacie rispondono a motivi commerciali. Le creme non possono passare la barriera cutanea per cui si limitano solo a idratare lo strato corneo della cute, che è lo stato più superficiale della medesima, non vivente, e destinato all’esfoliazione. Solo quello che viene iniettato produce effetto di riempimento mediante idratazione o stimolando le cellule a produrre tessuto nuovo. Gli interventi correggono i difetti del viso e liftano la cute del viso, quello che nessuna crema potrà mai fare.

Intervista al celebre chirurgo plastico Dott. Bruno Bassetto: gli interventi estetici richiesti in vista della prova costume

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Opinioni / Editoriale

Si sta avvicinando l’annuale appuntamento con la prova costume! Sono molte le persone insoddisfatte del proprio corpo svestito, che dovranno esibire quest’estate in vacanza, ma a tutto c’è un rimedio. Se state pensando a qualche ritocco e pensate che palestra e dieta non bastino da sole, questo è il momento giusto. A questo proposito è stato intervistato l’esperto Bruno Bassetto, rinomato chirurgo estetico e plastico, che svolge la sua professione tra le province di Vicenza, Padova e Trento.

1- Dott. Bassetto, qual è l’intervento più richiesto in vista del periodo estivo?

Sicuramente è la liposuzione, per eliminare il grasso in eccesso, la cellulite e le zone più difficili che nonostante le numerose ore di palestra, faticano sempre a sparire. Io utilizzo l’innovativa ed affidabile tecnica della vibroliposcultura, che permette di “scolpire” il profilo corporeo rimodellandolo, con l’obiettivo di ottenere una figura più armoniosa e delle forme perfette da sfoggiare.

2- Che zone si rimodellano con questo intervento?

Con la vibroliposcultura, detta anche liposuzione assistita, andiamo a scolpire l’addome, i fianchi (le cosiddette “maniglie dell’amore”),le  mammelle maschili, le  gambe e i glutei. La precisione e la quantità di grasso che viene asportata sono notevoli. I risultati sono stupendi decisamente superiori rispetto la liposuzione tradizionale.

3- Anche gli uomini pensano alla prova costume?

Altroché! In questi ultimi anni c’è stato un autentico boom di richieste. Gli interventi più “di moda”, sono il rimodellamento dell’addome, dei fianchi  e la ginecomastia. Quando è il momento di togliere la maglietta, l’uomo vuole mostrarsi in forma perfetta con l’addome snello  e tonico. Non dobbiamo dimenticare che il grasso in eccesso  è pericoloso per il cervello e il cuore, quindi la cosa migliore è toglierlo in modo definitivo.

4- Dopo operazioni come quelle citate, quanto bisogna attendere prima di andare in spiaggia a godersi il sole?

Per una vibroliposcultura 1 mese e per la ginecomastia circa 20 giorni . Dopo l’intervento il dott. Bassetto  raccomanda  sempre  di utilizzare una protezione solare!

Sanremo: Ospite al Premio Oscar Tv assieme a tanti vip il chirurgo estetico plastico Bruno Bassetto

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Celebrità, Spettacolo, TV

Domenica 9 Marzo 2014, su Rai Uno, in diretta dallo splendido Teatro Ariston di Sanremo è stata trasmessa la 54° edizione del Premio Regia TV, ben conosciuto con il nome di Oscar TV. Ha partecipato alla storica kermesse, tra gli ospiti invitati, il dott. Bruno Bassetto, rinomato specialista della chirurgia estetica e plastica. In occasione della manifestazione, un notevole afflusso di esponenti illustri, tra registi, attori, produttori, presentatori, nonché tutti i migliori dello show business italiano, si sono avvicendati tra platea e palco per ricevere gli ambiti riconoscimenti. Bassetto commenta “E’ stato molto emozionante assistere ad una premiazione così importante in Italia. Il presentatore di quest’anno, Fabrizio Frizzi, ha saputo intrattenere il vastissimo pubblico e le star con la sua caratteristica simpatia e professionalità“.

Intervista al rinomato Dott. Bruno Bassetto: formazione e specializzazione nella chirurgia plastica ed estetica

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Opinioni / Editoriale

Intervistato il Dott. Bruno Bassetto, specialista in chirurgia Estetica e Plastica, conosciuto in tutto il Veneto per la sua bravura, la sua passione e dedizione per il lavoro, coronato da più di 5000 interventi specialistici e numerose pubblicazioni sulla chirurgia Estetica.

Dove ha studiato?

Mi sono laureato in medicina e chirurgia e specializzato in chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l’Università degli Studi di Padova.

Cosa l’ha portata ad entrare nel mondo della chirurgia Estetica?

Alla fine del mio corso di studi ho avuto modo di conoscere ed apprezzare il Prof. Gianfranco Girardi, Primario della Divisione di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Regionale di Vicenza, che mi ha aiutato e fatto appassionare a questa specialità. Il Prof. Girardi è stato uno dei pionieri della chirurgia plastica ed Estetica in Italia e all’estero.

Quali sono le doti che un chirurgo plastico deve avere?

Resistenza allo stress, accurata preparazione ed esperienza, sicurezza, capacità decisionale, senso dell’Estetica, capacità organizzativa, sensibilità alle esigenze del paziente, capacità di selezionare il personale di supporto, capacità di valutare l’opportunità o meno dell’intervento richiesto e il risultato ottenibile.

Dal 1984 al 2002 ha lavorato nel Reparto di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Regionale di Vicenza dove ha ricoperto le funzioni di dirigente medico di I livello e di vice primario. Come ricorda questi anni lavorativi?

Sono stati anni di importante formazione professionale e collaborazione con importanti professionisti nell’arte della chirurgia Estetica sia italiani che stranieri. In Ospedale, ho acquisito le fondamentali nozioni e conoscenze per poter essere un chirurgo estetico capace e quindi di successo. Sicuramente sono stati anni molto impegnativi e faticosi che mi hanno fatto acquisire molta sicurezza per risolvere anche le eventuali complicanze degli interventi.

Ha lavorato anche negli Stati Uniti?

No, ho frequentato il reparto del Dott. Argenta ad Ann Harbour, Michigan.

Dove esercita la Sua professione?

A Marostica, presso la mia Clinica di chirurgia Estetica, presso la casa di cura Villa Berica di Vicenza. Visito a Padova, presso la casa di cura Diaz, a Trento in un ambulatorio e a Vicenza presso il Poliambulatorio SEFAMO.

Quali le pubblicazioni a cui ha collaborato?

Ho collaborato nelle seguenti pubblicazioni: Otoplastica secondo Mustardè (Rivista Italiana di Chirurgia Plastica) e Correzione Funzionale ed Estetica del naso a sella (Rivista Italiana di Chirurgia Plastica) entrambe con M. Pegoraro e L. Friede.

Quale il congresso in Italia più importante a cui ha partecipato?

In Italia i congressi più importanti sono quelli annuali delle mie Società: SICPRE e AICPE a cui partecipo sempre.

Quale il congresso all’estero più importante a cui ha partecipato?

Quello a Stoccolma del Dott. Per Hedén sulla Mastoplastica additiva.

E’ appassionante il suo lavoro?

Sicuramente si.

Che consigli darebbe ad un giovane chirurgo?

Essere consapevole che, prima di operare pazienti sani per motivi estetici, deve avere una preparazione notevole basata su anni di pratica chirurgica, guidata da Maestri nel settore. Sembra tutto facile ma, nella branca specialistica di chirurgia Estetica, non c’è niente di semplice o di improvvisato!

Il noto chirurgo plastico Bruno Bassetto spiega le ragioni della mastoplastica additiva: il ritocco al seno in rapporto alla prova costume

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Beauty & Wellness

Inizia il fatidico periodo della “prova costume”, momento in cui tutte le insicurezze vengono a galla. Oltre al voler eliminare il grasso in eccesso e voler essere più tonici ed in forma, le donne si preoccupano del loro “lato A” che dovranno esibire durante le loro vacanze in spiaggia. Il rinomato Dott. Bruno Bassetto, specialista in chirurgia estetica e plastica, è stato contattato per una breve intervista sui ritocchi al seno, in vista dell’estate.

1- Dott. Bassetto, è vero che la mastoplastica additiva è uno degli interventi più richiesti in questo periodo?

Esattamente. Assieme alla liposuzione, questo intervento è uno dei più in voga tra le donne. Il seno riveste una rilevanza particolare, perché al lato estetico si associa quello intimamente legato alla femminilità. La donna che si sottopone all’intervento al seno lo fa esclusivamente per sé, per trovare o ritrovare quel senso di benessere e sicurezza che solo una certa forma e dimensione del seno procura.

2- E’ un’operazione molto invasiva? Si vedranno le cicatrici?

Con il nuovo metodo che ho perfezionato presso la Inamed Academy di Stoccolma, la mastoplastica diventa un intervento mini invasivo, con cicatrici sempre più piccole. Non vengono più messi i drenaggi e non ci sono punti di sutura esterni. Il volume, il tipo di protesi e la posizione, vengono calcolati con estrema precisione e i risultati sono ottimali, con minori disagi per la paziente.

3- Dopo l’intervento, si incorre in qualche disagio per quanto riguarda l’esposizione al sole?

Ovviamente bisognerà attendere circa 6 settimane prima di poter esporre il seno al sole, ma decorso qual periodo non ci saranno più problemi. Perciò direi che questo è il momento giusto per programmare un’operazione del genere!

4- E le pazienti sono soddisfatte del risultato?

I risultati sono ottimi e appaganti per la paziente, tanto da far dimenticare i piccoli fastidi del post-operatorio. Alla domanda: “lo rifarebbe?” tutte le pazienti hanno risposto in modo affermativo.

Il rinomato Dott. Bruno Bassetto visita l’imperdibile mostra su Van Gogh a Milano

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Opinioni / Editoriale

La celebre Fabbrica del Vapore di Milano ha allestito una mostra imperdibile sul maestro del colore olandese Van Gogh, dal titolo “Van Gogh Alive. The Experience”. Tra i numerosi visitatori anche il rinomato Dott. Bruno Bassetto, chirurgo plastico-estetico specialista della Clinica Marostica Salus, clinica d’eccellenza nelle tecniche estetiche più innovative.

L’originalità dell’esposizione sta nella sua multimedialità, costruita su più di 3000 immagini, proiezioni in altissima qualità che sottolineano il valore di ogni singolo dettaglio delle opere. Il Dott. Bassetto, conosciuto e richiesto da personaggi illustri e vip, ha affermato “credo che il valore di questa mostra stia proprio nell’innovativa installazione, che mette ulteriormente in risalto il valore universale delle opere e della tecnica pittorica unica nel suo genere. L’osservatore si trova faccia a faccia con i grandi classici della carriera di Van Gogh, e ne apprezza l’alta definizione di ogni singola pennellata”.

Oltre a questo il celebre chirurgo estetico ha continuato “la mostra ha un valore aggiunto perché consente ai visitatori di immergersi non solo nel suo mondo pittorico ma anche in quello privato, solitamente secondario, che definisce nella completezza la sua personalità, la sua vita e i suoi ideali, e permette di comprendere meglio anche la sua arte.”