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Trasporto su gomma hi-tech: a settembre Renault lancia i nuovi tir elettrici

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Innovazione, ricerca e autotrasporto: un connubio sempre più fondamentale che guarda a sicurezza ed ecosostenibilità come obbiettivi di imminente realizzazione. Non a caso le principali case di produzione dei camion stanno operando in questa direzione già da alcuni anni, lanciando sul mercato nuovi modelli con sistemi di propulsione ibridi ed elettrici.

Proprio quello che farà tra pochi giorni Renault Trucks nel corso del prossimo salone IAA in Germania, in programma ad Hannover dal 20 al 27 settembre prossimi. Annunciate già nei mesi precedenti, le novità della divisione veicoli commerciali della casa francese riguardano i suoi nuovi camion della guida Z.E, ovvero i tir 100% elettrici. Nel corso dell’evento, infatti, saranno presentati un furgone Master Z.E e un Wide Z.E, quest’ultimo adatto per il servizio di nettezza urbana in quanto dotato di un cassonetto per la raccolta dei rifiuti domestici.

Ma la mobilità elettrica progettata da Renault riguarderà per il momento solo l’ambito urbano e quindi le brevi distanze. Per i lunghi tragitti, dunque bisarche e trasporto su gomma dovranno ancora affidarsi al diesel, anche se bisogna sottolineare che l’impegno delle case di costruzione dei camion è decisamente orientato all’ottimizzazione dei consumi.

A tal proposito, Renault Trucks ha annunciato di essere costantemente impegnata nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni tecnologiche in grado di migliorare il livello di efficienza dei suoi tir, sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale che da quello economico legato al consumo di carburante.

Fermo autotrasporto italiano: tutto rinviato a settembre!

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Economia

Gli italiani e i milioni di turisti stranieri in Italia in questo periodo possono tirare un sospiro di sollievo: l’autotrasporto italiano ha deciso di revocare lo sciopero previsto per i giorni 6-9 agosto indetto inizialmente dalle principali associazioni di categoria per la questione deduzioni forfettarie e per la scarsa disponibilità del Governo a sedersi a un tavolo di concertazione.

Scongiurato quindi il rischio del mancato approvvigionamento dei beni di prima necessità in questo periodo particolarmente affollato per le nostre località turistiche ma attenzione: tutto è stato rinviato all’ultima settimana di settembre. A sbloccare la situazione di stallo è stato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Toninelli, che si è impegnato a incontrare in prima persona i rappresentanti del comparto a settembre per discutere delle tante problematiche che affliggono soprattutto le piccole e medie imprese.

Il tema principale, come detto, riguarda gli importi delle deduzioni forfettarie relative ai redditi 2017: l’obiettivo è riportare gli attuali 38 euro ogni giorno ai 51 euro degli anni scorsi, e per questo l’impegno del Governo sarà quello di reperire risorse aggiuntive prima della scadenza del termine di pagamento delle tasse fissato al 20 agosto 2018. Ma le questioni sulla quale bisognerà discutere sono molteplici e tutte ugualmente importanti, a partire dalle accise sul gasolio per le quali si chiede una riduzione ragionevole al fine di garantire competitività alle imprese italiane del trasporto merci su gomma e dello stesso trasporto auto.

In sostanza, l’iniziativa delle associazioni di categoria di posticipare il fermo nazionale può essere considerata una tregua tra le parti ma che somiglia molto a una sorta di ultimatum per il Governo, al quale è stato affidato il non facile compito di stabilire regole precise in grado di rilanciare un comparto fondamentale per il bene della nostra economia: in caso contrario, i camionisti saranno pronti a incrociare le braccia con notevoli disagi per milioni di cittadini.

Canter Eco Hybrid: la nuova frontiera del trasporto su gomma

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Sostenibilità economica e quella ambientale: due tematiche strettamente correlate e sulle quali si concentrano le maggiori aspettative dell’autotrasporto mondiale. Se da un lato permane il problema costi, particolarmente elevati in Italia soprattutto a causa dei prezzi alla pompa, dall’altro la lotta all’inquinamento continua ma senza rivoluzioni clamorose. Da qui nasce la necessità di pensare ad un trasporto più pulito e meno oneroso, e quindi a mezzi in grado di rispettare entrambi i criteri.

A questo ci sta pensando la casa di produzione giapponese FUSO (gruppo Daimler), che ha lanciato sul mercato CANTER ECO HYBRID, il tir con massa complessiva da 3,5 a 8,55T a trasmissione ibrida diesel-elettrica in grado di far risparmiare fino al 23% di carburante e già presente sulle strade europee. Questo camion compatto, simile a un veicolo industriale ma con caratteristiche di uno commerciale, è dotato di partenza a trazione interamente elettrica e cambio automatico a doppia frizione Duonic, ma soprattutto di un tecnologico motore diesel a quattro cilindri da 3 litri di 110 kW (150 CV) che lavora alternativamente a un motore elettrico in grado di erogare una potenza di 40 kW accompagnato da un pacco batterie agli ioni di litio da 2 kWh.

Questo camion è anche sinonimo di comodità, merito di sedili ergonomici dell’abitacolo e al volante regolabile, e agilità, grazie a una cabina larga da 1,7 a 2 metri che consente manovre agevoli anche nel centro città.

Canter Eco Hybrid è insomma la nuova frontiera del trasporto su gomma ma anche un progetto concreto di innovazione tecnologica al servizio della mobilità intelligente, estendibile anche a mezzi con massa complessiva più elevata come quelli adibiti al trasporto auto con bisarca.

Nuove norme UE autotrasporto: si punta a maggiore flessibilità e sicurezza

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La Commissione Trasporti del Parlamento Ue ha approvato nei giorni scorsi il pacchetto di proposte contenente nuove norme riguardanti aspetti strategici per l’intero autotrasporto europeo. L’obiettivo è chiaro: garantire una maggiore flessibilità nell’applicazione delle regole senza pregiudicare il principio fondamentale della sicurezza stradale, con particolare riferimento ai tempi di guida e di riposo dei conducenti.

E in effetti la nuova riforma prevede la possibilità di alternare riposi regolari e riposi ridotti e quella di rientro a casa per gli autisti al termine delle ore di guida. Per quel che concerne il riposo lungo in cabina, la nuova proposta ne conferma il divieto ma apre alla possibilità di riposare a bordo del mezzo in aree attrezzate sia dal punto di vista della sicurezza che da quello igienico.

Ma di particolare interesse è anche la norma che vieta nuove operazioni di cabotaggio prima che siano trascorse 72 ore, ovvero un periodo di “raffreddamento”. Le norme sul distacco del personale, che prevedono la stessa retribuzione degli autisti residenti, si estendono non solo al cabotaggio ma anche alle tratte stradali dei trasporti combinati.

In materia di cabotaggio, introdotte precise limitazioni in riferimento al tempo trascorso nel Paese ospitante, nonché il limite di 2 giorni di permanenza in altro Stato a seguito dello scarico di merci in un trasporto internazionale, punto quest’ultimo molto interessante per il comparto trasporto bisarca.

Aumentano i prezzi del gasolio, stangata per l’autotrasporto

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L’impennata del prezzo del petrolio nelle ultime settimane sta mettendo in crisi non solo i milioni di automobilisti italiani ma soprattutto le piccole-medie imprese dell’autotrasporto, che hanno visto incrementare di svariate migliaia di euro i costi legati al gasolio.

Un’indagine accurata della CNA dimostra come l’Italia sia il secondo paese europeo con il maggiore prezzo del gasolio alla pompa alle spalle della Svezia. Ad incidere pesantemente sono anche le accise, che insieme alla tassazione arrivano a sfiorare il 60% del prezzo alla pompa. Certamente il costo del carburante, che da solo costituisce il 30-40% dei costi di gestione, non può essere considerato un problema superfluo per il comparto ma al contrario un freno alla crescita e alla competitività delle nostre imprese, soprattutto se confrontati con quelli dei paesi dell’Est.

Lo studio di CNA, infatti, ha dimostrato come i paesi che si trovano in fondo a questa particolare classifica sono proprio quelli da cui provengono maggiormente i pericoli dumping sociale e concorrenza sleale, nella fattispecie Polonia, Bulgaria e Romania.

In sostanza, stiamo parlando di quei paesi che hanno registrato notevoli aumenti di chilometraggio in tutta Europa negli ultimi anni, a differenza del trasporto bisarca e degli autotrasportatori italiani, che hanno invece visto diminuire il traffico trasporto merci nazionale e volume d’affari internazionale anche in virtù di una concorrenza poco incline a rispettare le regole in termini di orari di lavoro riposi, contribuzione e cabotaggio ecc.

Autotrasporto transnazionale: Italia e Svizzera siglano accordo

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Italia e Svizzera sempre più vicine in materia di autotrasporto: è stato siglato nei giorni scorsi a Roma un importante accordo di collaborazione tra due rinomate associazioni di categoria, ovvero ASTAG – associazione elvetica dei trasportatori stradali merci e viaggiatori – e la nostra TrasportoUnito – associazione delle piccole-medie imprese di trasporto merci e viaggiatori.

L’accordo sancisce una collaborazione totale sulle tematiche relative alla progettualità e altre forme di collaborazione transnazionale e di filiera, ma si sofferma anche sulle relazioni con le istituzioni nazionali e internazionali. Altro punto rilevante è quello relativo alla formazione, perché l’intesa prevede un progetto per l’istituzione di un soggetto di alta formazione con funzioni giuridico-operative, che si avvale delle professionalità esistenti nei due Paesi.

L’accordo, sottoscritto dal presidente Astag Ticino – Alessio Sala – e dal segretario generale TrasportUnito – Maurizio Longo – rappresenta anche una possibilità concreta di dialogo tra Italia e Svizzera anche in tema infrastrutture e logistica, considerando l’importanza degli scambi commerciali tra entrambi in termini di trasporto.

Ricordiamo infine che il patto, al quale anche il settore trasporto auto con bisarca guarda con particolare attenzione, è stato raggiunto dopo il perfezionamento di un altro molto importante dal punto di vista economico, ovvero l’accordo Lugano-Genova sui trasporti finalizzato alla creazione di un corridoio logistico tra il Nord e il Sud dell’Europa.

L’Austria “blinda” il Brennero ai tir stranieri: l’autotrasporto italiano non ci sta

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Dal Mondo

Dopo i veti imposti all’Ue per difendere i propri confini dai flussi migratori, l’Austria fa arrabbiare l’autotrasporto internazionale con la decisione di imporre limiti al transito dei Tir al Brennero per 25 giorni in tutto il 2018.

Un provvedimento alquanto illiberale, già applicato nelle scorse settimane, che consente il passaggio di massimo 300 veicoli industriali l’ora, e bocciato all’unisono dalle associazioni di categoria italiane, le quali hanno chiesto al nostro Governo e al Ministero dei Trasporti provvedimenti urgenti affinché questo divieto venga subito rimosso.

In effetti, il corridoio del Brennero rappresenta incontrovertibilmente uno snodo fondamentale non solo per il trasporto su gomma, ma soprattutto per l’intero export italiano. Coma ha ricordato Anita, una delle più importanti associazioni del settore in Italia a mobilitarsi, il 70% delle merci esportate dall’Italia passa attraverso le Alpi, delle quali ben 47 milioni di tonnellate di merci transitano proprio dal Brennero.

È facile intuire che, oltre ad essere un’azione in deroga ai principi comunitari della libera circolazione di merci e persone, quella austriaca è una decisione che ha delle ripercussioni pesanti per il nostro Paese sotto il profilo economico, che non può essere giustificata da mere ragioni di carattere ambientale. All’iniziativa di Anita si sono aggiunte anche quelle di altre importanti sigle di categoria, tra cui Assotir, Fiap, Cna Fita e Confartigianato Trasporti. Certo, gli attuali scenari politici italiani, con le evidenti difficoltà a far partire un nuovo esecutivo, non sono confortanti da questo punto di vista.

Ma i limiti di circolazione dei camion al Brennero sembra essere penalizzanti soprattutto per il trasporto bisarca e il settore automobilistico, per via dei notevoli ritardi nelle consegne causate dai ritardi.

Costi minimi autotrasporto, la Consulta dichiara la loro legittimità

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Economia

Uno dei temi più controversi e dibattuti nell’ambito del trasporto su gomma e del trasporto bisarca riguarda i cosidetti costi minimi e la loro liceità. Ad entrare nel merito della questione è stata ancora una volta la Corte Costituzionale, che con sentenza n. 47 del 2 Marzo 2018 ne ha definitivamente sancito la loro legittimità e conformità alla Costituzione Italiana.

Previsti dall’art. 83-bis del D.L. n. 112 del 2008 a tutela degli operatori del settore, i corrispettivi minimi sono sempre stati considerati da una parte consistente della committenza uno strumento di forte limitazione alla libertà economica privata, nonché dalla stessa Corte di Giustizia Europea, al punto da essere abrogati in via definitiva nel 2014 con la L. 190.

La decisione della Consulta rimette tutto in gioco, sottolineandone la loro conformità nei confronti del dettato della nostra Costituzione e dello stesso diritto comunitario. La sentenza emessa lo scorso 2 marzo, infatti, stabilisce che i costi minimi non solo non limitano il principio di libertà negoziale di iniziativa economica delle parti, non compromettendo in alcun modo la trasparenza del mercato e la concorrenza leale, ma rappresentano anche un valido strumento di salvaguardia dei livelli di sicurezza nella circolazione stradale in quanto evitano lo sfruttamento eccessivo delle risorse umane e dei materiali da parte delle imprese di trasporto.

Inoltre, essendo basati su costi incomprimibili ed essenziali, essi lasciano alle parti una maggiore autonomia negoziale rispetto alle tariffe a forcella, non ostacolando l’accesso all’attività di trasporto per conto terzi: è quanto stabilisce proprio l’art. 83-bis del D.L. 112/2008. Articolo che tutto il mondo dell’autotrasporto chiede a gran voce di ripristinare quanto prima, a cominciare dal presidente di Confartigianato Trasporti – Amedeo Genedani – che ha richiesto la ripubblicazione immediata dei costi minimi sul sito ufficiale del Ministero dei Trasporti.

Trasporti e logistica, nasce ufficialmente il Partenariato

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende

Studiare e definire strategie di intervento per il settore della logistica e dei trasporti a sostegno dell’attività di governo, allo scopo di ridare slancio ad un comparto fondamentale per la vita economica e sociale del Paese, e al quale il trasporto bisarca contribuisce in maniera notevole. È questa, in sintesi, la mission del Partenariato per la Logistica e i Trasporti, il nuovo organismo presieduto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il cui compito è quello di affiancare lo stesso ministero attraverso attività di analisi, monitoraggio e consulenza per la definizione di politiche mirate a favorire crescita e competitività.

Il Partenariato non consiste tuttavia in un organismo unilaterale, in quanto si avvarrà della partecipazione di diversi soggetti, a cominciare da quelli di natura istituzionale con i dicasteri di Economia e Finanze, Lavoro, Sviluppo Economico, Interno e Ambiente. Importante sarà anche il contributo della Conferenza Stato-Regioni, dell’Agenzia delle Dogane e del Dipartimento delle Politiche europee, in modo che le scelte strategiche adottate siano condivise anche a livello locale nel rispetto dei vincoli comunitari.

A confrontarsi con il nuovo organismo ci saranno anche le parti sociali, rappresentate dal Presidente del Comitato Centrale per l’Albo Autotrasportatori, dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto e da un membro della Struttura Tecnica di missione del ministero. All’appello, non potevano mancare ovviamente i rappresentanti di categoria della logistica e trasporto merci, tra i quali Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori), Assoporti e Assoaeroporti, Anas e le Ferrovie dello Stato con la società RFI (Rete Ferroviaria Italiana).

Insomma, il Partenariato per la logistica e i trasporti, nato seguendo il modello della vecchia Consulta dell’autotrasporto “rottamata” nel 2012, non è altro che un tavolo di confronto tra le diverse parti interessate allo stesso settore, chiamate a convergere sulle decisioni da adottare in tema di sviluppo economico, competitività, innovazione e sostenibilità dal punto di vista ambientale.

Camion e tecnologia, inizia l’era dell’autotrasporto elettrico

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Ecosostenibilità e sicurezza stradale sono da anni due tematiche di notevole interesse per l’autotrasporto in quanto rappresentano obiettivi concreti in grado di assicurare crescita e sviluppo a questo settore. Più volte abbiamo sottolineato come sia in Italia che in Europa il livello di emissioni di co2 si stia gradualmente abbassando negli ultimi anni, merito soprattutto di veicoli industriali all’avanguardia, ma è ancora molto lunga la strada da percorrere in questa direzione.

Chi sta cercando di accorciarla e renderla percorribile e Tesla, la società americana specializzata nella produzione di veicoli elettrici, che alcuni mesi fa ha presentato “Tesla Semi”, il veicolo industriale del futuro. Si tratta di un autoarticolato completamente a energia elettrica in grado di percorrere 800 Km con una sola ricarica e con un pieno carico di 36 T. Un tir che oltre a non produrre alcun effetto negativo per l’ambiente, assicura massima sicurezza su strada.

Il sistema Autopilot di cui è dotato, infatti, garantisce controllo totale della velocità, rallentamenti automatici nel traffico e mantenimento della propria corsia di marcia. Ma se per molti il tir elettrico è solo un progetto avveniristico, per Tesla invece è una realtà pronta a concretizzarsi entro l’arco di un biennio: la produzione, infatti, partirà nel 2019. Non per questo la società californiana ha già aperto alla possibilità di versare un acconto a titolo di prenotazione per chi volesse acquistarlo.

Il tir elettrico, massima espressione di economicità in virtù di costi minori di alimentazione e manutenzione, potrà essere una soluzione efficace anche per chi effettua trasporti speciali, come ad esempio il trasporto auto con bisarca, la cui merce trasportata è notevole dal punto di vista del carico. Insomma, in futuro energia pulita e tecnologia andranno sempre più a braccetto e la logistica mondiale è pronta a percorrere la strada dell’innovazione.