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Esce Il Virus benefico, il libro di Pierluigi Dadrim Peruffo

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

“Il Virus benefico. Aprirsi la strada per la libertà e la verità in un mondo di sopraffazioni e menzogne” di Pierluigi Dadrim Peruffo

Il virus benefico è un saggio che analizza attraverso una prospettiva filosofica, e soprattutto umana, le macerie che si stanno accumulando nel mondo a causa di una gestione errata e malsana dell’esistenza. L’uomo è infatti diventato un mero meccanismo biologico sottoposto a condizionamenti e limitazioni della libertà personale, i cui unici bisogni sono di natura materiale ed esteriore, e i cui valori principali sono l’ambizione sfrenata, l’accumulo insensato di ricchezze e la brama di potere. In questo scenario disastroso si inserisce il lavoro di Pierluigi Dadrim Peruffo, che riflette sulla possibilità di un cambiamento della società a opera del singolo individuo, “l’uomo virus” che attraverso la piena consapevolezza di sé stesso e del mondo circostante può influenzare i suoi simili a ricercare la libertà, la felicità e l’amore.

Titolo: Il Virus benefico

Autore: Pierluigi Dadrim Peruffo

Genere: Saggistica, Riflessioni sull’attualità

Casa Editrice: Caravaggio editore

Pagine: 96

Codice ISBN: 9788895437729

«[…] L’essere umano, nel disperato tentativo di fuggire l’ignoranza e la paura provate rispetto alla sua stessa vita, è stato capace di costruire società terribilmente distopiche; rinchiudendo altri esseri umani all’interno di categorie, ha disegnato schemi da cui sono derivati stermini, schiavitù, torture e abusi di ogni genere. La mente umana lo sta ancora facendo, in questo istante, in molti luoghi».

Il virus benefico di Pierluigi Dadrim Peruffo indaga le motivazioni che hanno portato all’annebbiamento della coscienza umana, riflettendo sulla contemporaneità e sulla necessità impellente di trovare una soluzione allo sfruttamento e snaturamento dell’uomo a opera di una società che sta diventando nemica della vita stessa. Nel saggio si analizzano una serie di condizionamenti psicologici che sono stati alla base delle più terribili esperienze individuali e collettive del Novecento, e che si ripropongono purtroppo ai giorni nostri: il mito del self-made man, la menzogna di un’Occidente faro di libertà e democrazia, e il tabù della morte che non fa che allontanare l’esistenza dal suo stesso profondo significato. L’evoluzione e il progresso tecnologico hanno poi portato, accanto a illusorie percezioni di miglioramento delle condizioni di vita, a un complesso sistema di manipolazione e controllo psicologico e sociale, che Peruffo tratta con esempi pratici e su cui ragiona da diversi punti di vista. Nel saggio quindi si propone una nuova visione dell’uomo e della società, liberati da un narcisismo e un egocentrismo tossici, e si auspica una rivoluzione che parte dal singolo individuo. Per ottenere un cambiamento tanto radicale l’uomo deve però comprendere i propri limiti, e avere l’umiltà di accettare di essere ben lontano dal conoscersi nel profondo; solo attraverso l’esercizio di una coscienza critica e un’apertura alla realtà circostante senza pregiudizi potrà infine evolversi, svincolarsi da ogni forma di condizionamento e riappropriarsi della libertà. Pierluigi Dadrim Peruffo insiste sull’umanità, sul senso di appartenenza a una specie che non dovrebbe conoscere divisioni e conflitti, perché parte della stessa natura, ed è sostenitore di un percorso di affrancamento interiore in cui l’essere umano si fa portatore di un messaggio di bellezza, di verità e di amore che dovrebbe contagiare come un virus benefico la società malata. L’opera è quindi un invito alla ricerca del significato più nobile della vita, che va ben oltre le menzogne e le sopraffazioni di cui noi siamo, inconsapevolmente o no, vittime e carnefici, e focalizza l’attenzione del lettore sulla responsabilità individuale, che è il nucleo di ogni vero e duraturo cambiamento globale.

Video presentazione “Il virus benefico”

https://www.youtube.com/watch?v=KpMxAqOj3C0&t=2s

TRAMA. In un mondo dominato dai conflitti e dall’ipocrisia c’è ancora spazio per l’individuo? La risposta è affermativa, ma arrivare alla certezza di questo fatto non è scontato. La complessità in apparenza inestricabile del nostro tempo va affrontata con una ragionevolezza che è l’esatto opposto della “razionalità” occidentale – quella stessa “razionalità” che si esprime anche nelle soffocanti convenzioni del quotidiano, nel mito delle “buone maniere”, e che ha trasformato l’intero mondo in un campo di battaglia. Occorre invece trovare una strategia di liberazione interiore, di affrancamento dalle menzogne, dagli opportunismi che spingono in egual misura gli individui, gli uomini di potere e i mass media – ciascuno nella propria sfera d’azione – a manipolare fatti, valori e sentimenti. Il virus benefico è la risposta ironica e accorata di Pierluigi Dadrim Peruffo a un tempo altrettanto paradossale: la scoperta di un senso critico e di una ragionevolezza nuova, un’inedita apertura mentale il cui corrispondente relazionale è un apparente rinuncia a sé stessi, ai capricci di un ego trionfante – ma che come esito avrà la riscoperta di un “io” più maturo, più sereno di fronte ai casi della vita e davvero capace di condividere la propria esistenza con gli altri.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Pierluigi Dadrim Peruffo ha avvertito sin dalla tenera età il bisogno di intraprendere un intenso lavoro di indagine esistenziale, e di comprendere profondamente l’animo umano, i suoi condizionamenti e la sua possibilità di liberazione. Per questo motivo nel 2005 si laurea in Filosofia, per poi ottenere, nel 2007, un master in Counseling filosofico. Dopo gli studi inizia a lavorare in diversi ambiti del sociale, occupandosi prevalentemente dell’educazione dei giovani e del benessere relazionale e interiore della persona. Nel 2008 inizia a condividere sul web domande, risposte e riflessioni su questi temi attraverso un blog.

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Link di vendita

https://www.caravaggioeditore.it/prodotto/il-virus-benefico-aprirsi-la-strada-per-la-liberta-e-la-verita-in-un-mondo-di-sopraffazioni-e-menzogne/

https://www.amazon.it/benefico-Aprirsi-libert%C3%A0-sopraffazioni-menzogne/dp/8895437721

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Milano: una città futurista

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Antonio Sant’Elia. L’architetto manifesto del Futurismo. Così lui disegnava le città. Così immaginava il loro skyline. Edifici alti, alti fino al cielo. Strada senza curve, solo linee rette. Incroci, retti. I suoi progetti, all’epoca, rimasero solamente su carta. Come parte dei Futuristi, al tempo non venne considerato moltissimo. Lontani, forse, da ciò che allora era il presente, ma vicini al nostro di presente, il loro Futuro. Dalla pittura, alla letteratura, la fotografia, la scultura, la danza, l’architettura, la musica e perché no, anche la gastronomia, i Futuristi segnarono la cultura italiana. Uno dei movimenti che adoro di più. La Milano di Antonio Sant’Elia.

Abitando in un piccolo paese di provincia, non ebbi mai modo di vedere simili strutture. La prima volta che andai a Milano scattai proprio delle fotografie agli edifici.

È stato curioso vedere come nei paesi di montagna per esempio, si rimanga affascinati dalle linee curve. Non so se mi spiego. Quando penso ad una strada che affianca un monte, quando penso ad un piccolo paese rurale, penso soprattutto ad un design curvo. Le strade sono curve, le montagne stesse sono linee curve. Girando per Milano era tutto così dritto, così pulito, che mi concentrai solo su questo, solo sul design della città. Le strade, sono dritte. Ci sono tanti incroci, ma sono sempre linee dritte.

La linea curva, dinamica e voluminosa che incontra la linea retta perfetta e pulita. L’incontro tra due epoche, l’incontro tra l’arte Rinascimentale, la Venere di Botticelli, con l’arte cubista di Picasso e il neoplasticismo di Mondrian. Kandinsky con l’arte astratta metteva insieme queste due linee, la retta e la curva. Due indici di BELLEZZA, forse una mescolanza tra la BELLEZZA ideologica in due tempi differenti.

La perfezione della linea retta e il volume della linea curva si mescolano insieme tra i palazzi che disegnano lo skyline della moderna città di Milano.

Le linee tracciano i contorni della BELLEZZA. Entrambe esprimono emozioni, a volte contrastanti, ma che producono BELLEZZA. Dalla morbidezza della Venere di Botticelli alla dura Donna che Piange di Picasso, al Nudo Scende Le Scale di Duchamp, gli artisti hanno sempre cercato di trasmettere una BELLEZZA che fosse di forma diversa.

“Spoleto incontra Venezia”: I sassi scolpiti di Siro Polazzetto esposti in queste prestigiose mostre

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

In esposizione alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia” i noti sassi di Siro Polazzetto. Le sue opere sono visibili a Palazzo Rota Ivancich, a 150 mt da Piazza San Marco, fino al giorno 24 ottobre 2014. La mostra, curata dal Prof. Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, porta in mostra grandi nomi, come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì ed una mostra fotografica su Pasolini.

Siro Polazzetto è un artista multidisciplinare che divide la propria vita tra S. Donà di Piave e Venezia, dove ricopre la carica di restauratore di mosaico nella Basilica di San Marco dal 1973. L’artista, grande restauratore, ha eseguito numerosi interventi di restauro su mosaico, oltre che a Venezia, a Torcello, Napoli e Roma, per importanti monumenti e luoghi di culto.
Come membro della “Scuola del Mosaico” ha lavorato per la realizzazione di grandi opere per il Kuwait, la Nigeria, l’Arabia Saudita e per il palazzo di vetro di New York.

Le sue opere, sassi scolpiti raccolti dal fiume, interrompono con l’artista il loro naturale destino. L’uomo interviene così per inscrivervi una forma nuova, e lanciarli nel futuro. La pietra, dopo essere stata scolpita, non va perdere la sua originaria identità, bensì va a mantenere la sua forma naturale di sasso, pur diventando simultaneamente un volto umano. I sassi di Polazzetto ricordano le sculture primitive africane e gli studi di Picasso, nonché di Modigliani, ad esse inerenti. Nonostante sia un autodidatta, possiede delle notevoli capacità manuali e più tecniche qualificate. Non sorprende quindi che riesca a spaziare all’interno di una varietà di materiali, dai quali sfrutta ogni qualità espressiva. La sicurezza delle pennellate quando dipinge, l’abilità nel creare forme di poliuretano che abbiano una vitalità animale, la maestria nel riprodurre fisionomie in resine simili a vetro, testimoniano il suo talento.

La magia delle favole raccontata da Meris Perazzini.

Scritto da Tiziana Iaccarino il . Pubblicato in Arte, Cultura, Libri

Quanti di voi hanno riscoperto da adulti la magia delle favole che leggevano da bambini? Spesso capita che ci si ritrovi, per un motivo o per un altro, a parlare di favole e del loro significato, della metafora in esse contenuta, del loro linguaggio celato dietro i personaggi, gli eventi, i titoli stessi, la descrizione del racconto.

A farsi questa domanda, tra gli altri, anche l’autrice riminese Meris Perazzini che si è posta una serie di interrogativi ma anche di riflessioni in grado di farle riscoprire la magia e soprattutto l’importanza delle favole, in risposta a ciò che cercava, e alle domande che si poneva.

Nella vita, dopotutto, non si è sempre in grado di rispondere ai dilemmi che ci affliggono, ma forse la lettura, la scrittura, la cultura e l’arte in sé, possono essere in grado di donarci una prospettiva diversa e certamente fruttuosa e interessante.
Tutto sta nel riuscire a coltivarne il senso, nella lettura stessa e nella sua analisi.

Meris Perazzini ha riscoperto le favole perché le ha reputate in grado di rispondere alle domande che si poneva e soprattutto è riuscita nella scoperta di riflessioni in grado di restituirle un senso compiuto di ciò che significassero per loro stesse.
Con l’opera “Aladino. Un viaggio iniziatico” è dunque partita alla volta del racconto e dell’analisi di un personaggio tanto conosciuto come quello di Aladino, e di tutti i personaggi che fanno parte della sua storia, riuscendo così non solo a descriverne e a raccontarne le virtù e il senso di ciò che queste significhino, ma anche l’utilità in esse contenute e la possibilità di farne tesoro nella vita.
Provare per credere.

L’opera “Aladino. Un viaggio iniziatico” è disponibile già sul blog al link: www.viaggio-iniziatico.blogspot.it .

Tiziana Iaccarino.