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RC auto: in Veneto prezzi inferiori del 16,5% rispetto alla media

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Mercati

Buone notizie per gli automobilisti veneti; nonostante un leggero aumento vissuto negli ultimi 12 mesi (0,75%) i prezzi dell’RC auto in Veneto continuano a rimanere notevolmente inferiori ai valori medi nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza del 16,48% e un costo medio della copertura RC, a febbraio 2017, pari a 441,95 euro.

Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, (a questo link i risultati per il Veneto: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-veneto.html) l’incremento annuale sarebbe stato ancora più contenuto se soltanto la seconda parte dell’anno non avesse registrato un aumento pari all’ l’1,82%.

Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori, benché contenuti, siano state Verona e Padova; per gli automobilisti di queste due province l’RC auto oggi costa rispettivamente il 2,09% ed il 2,08% in più di quanto non fosse un anno fa.

A seguire, nella classifica dei rincari, quelli subiti dai veneziani, che hanno dovuto affrontare un incremento delle tariffe pari all’ 1,82%. Assolutamente in controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Rovigo, Treviso e Belluno; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Rovigo i prezzi sono scesi del 3,14%; a Treviso si è registrato un calo del 2,65% ed infine a Belluno una riduzione del 1,93% che a ben guardare, però, sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 5,9%.

Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Venezia, con i suoi 475,95 euro è la provincia veneta in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Padova, con un premio medio pari a 468,92 euro. Terzo posto in classifica per Verona, con 440,06 euro. In fondo alla classifica, con 356,95 euro troviamo Belluno nonostante l’aumento del 5,9% negli ultimi sei mesi.

RC auto: in Lombardia prezzi in aumento del 3%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Mercati

Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Lombardia sono aumentati e, in alcuni casi, in maniera considerevole. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il principale comparatore italiano del mercato assicurativo, ha evidenziato un incremento del 3,02% su base annuale, il che ha portato il costo medio della copertura a febbraio 2017 a 425,20 euro.

In Lombardia (qui tutti i dati relativi allo studio sull’RC auto in regione: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-lombardia.html) l’aumento è stato quasi doppio rispetto al valore nazionale, ma i costi per assicurare un veicolo sono ancora inferiori, del 19,64%, se confrontati al premio medio italiano.

Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori siano stati gli automobilisti di Mantova; per loro l’RC auto oggi costa il 7,67% in più di quanto non fosse un anno fa. Secondi nella classifica dei rincari gli abitanti di Lecco, che hanno dovuto arrendersi ad un incremento delle tariffe pari al 6,21%; a Cremona, invece, l’aumento dei costi da sostenere per assicurare il proprio veicolo è stato pari al 5,62%. Unici in controtendenza gli assicurati della provincia di Como; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione, seppure minima (-0,6%) che aveva già iniziato il suo corso negli ultimi sei mesi durante i quali si è registrata una diminuzione pari allo -0,37%.

Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Milano, con i suoi 446,48 euro è la provincia lombarda in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Lodi che, con un premio medio pari a 439,31 euro, registra il più alto incremento su base semestrale in termini percentuali (3,66%). Terzo posto in classifica per Pavia, con una spesa che si pari a 437,64 euro. Sondrio risulta essere la provincia più economica, con un premio medio pari a 366,96 euro.

Con un’età media pari a 8,86 anni, i veicoli circolanti in Lombardia risultano molto più giovani della media nazionale (9,5 anni), ma nonostante questo è comunque l’assistenza stradale la garanzia aggiuntiva più richiesta dagli automobilisti lombardi; la inseriscono nel preventivo il 31,8% degli assicurati; seconda la tutela legale (19,63%) che precede la copertura contro gli infortuni al conducente (17,63%).

Assicurazioni vita e infortuni: costano in media 415 euro

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Salute

115 euro annui per tutelarsi contro gli infortuni di lieve entità, fra i 300 ed i 350 per coprire anche il caso di invalidità permanente o decesso. Sono questi i costi che si devono affrontare in Italia per sottoscrivere una polizza infortuni e una polizza vita secondo i calcoli fatti da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-vita.html), il più importate sito italiano di confronto dedicato ai prodotti assicurativi, che ha compiuto una simulazione relativa al profilo del richiedente tipo (40 anni, somma assicurata 100.000 euro, durata polizza 15 anni) rilevando i dati risultanti dalle migliori offerte disponibili in piattaforma.

I costi sono tutt’altro che eccessivi, ma possono variare notevolmente a seconda del profilo del richiedente; tutte le compagnie considerate per il confronto – ad esempio – nel caso della polizza vita arrivano quasi a raddoppiare il premio annuo richiesto se chi firma la polizza è un fumatore, anche occasionale.

«Spesso si fa molta confusione in merito alle assicurazioni legate alla salute.», ha dichiarato Giordano Gala, BU manager di Facile.it, «È molto importante distinguere fra le polizze infortuni – che coprono solo eventi meno gravi, ma includono anche i rimborsi di diaria per ingessature o ricoveri in Italia e all’estero, e quelle vita che, al contrario, tutelano per gli eventi più gravi, fino al decesso.»

I vantaggi derivanti da una copertura di questo tipo sono talmente evidenti che oggi sempre più spesso le aziende si fanno carico della polizza assicurativa offrendola come benefit al dipendente, tanto singolarmente quanto per il suo intero nucleo familiare, favorendone in questo modo anche il ricorso alle strutture sanitarie private.

Nel corso del 2016, si legge ancora nell’analisi di Facile.it, la regione italiana che ha dimostrato il maggiore interesse per questo tipo di copertura è il Lazio, seguito dalla Lombardia. Al terzo posto, nel caso delle assicurazioni infortuni si trova il Piemonte mentre, per quelle vita, la medaglia di bronzo è ad appannaggio della Liguria. In entrambi i casi il Sud sembra non cogliere ancora i vantaggi derivanti da queste coperture e sono tutte meridionali le regioni agli ultimi posti della classifica.

Guardando invece all’età di chi si informa online in merito a questi prodotti, la fascia più rappresentata è quella tra i 25 ed i 34 anni per gli infortuni (30% del campione), mentre si sale di un pochino e si arriva a quella 35 – 44 anni (31% del campione) per la polizza vita.

Assicurazione professionale medici; cosa cambia da marzo col DDL Gelli

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Economia

Entro fine febbraio è attesa l’approvazione definitiva del ddl Gelli, disegno di legge che mira a introdurre nuove disposizioni in materia di responsabilità professionale dei medici e più in generale del personale sanitario operante nel pubblico e nel privato. Facile.it ha fatto il punto della situazione per vedere cosa cambia alla luce della nuova norma che, a quanto risulta da un’indagine dello stesso comparatore, sta già sortendo i primi effetti visto che il 19,2% di chi ha richiesto informazioni su un’assicurazione professionale è un medico. Ecco cosa cambia con il nuovo ddl.

RC Professionale obbligatoria per medici e strutture del Servizio Sanitario Nazionale
In materia di assicurazioni, l’articolo 10 della nuova normativa ribadisce l’obbligatorietà di una copertura RC professionale per i medici, secondo quanto già avviato dalla riforma delle professioni che dal 2012 ha progressivamente esteso l’obbligo a tutti i liberi professionisti iscritti a un albo ad eccezione dei giornalisti. Nello stesso articolo viene inoltre sottolineato l’obbligo di assicurarsi per tutte le aziende legate al Servizio Sanitario Nazionale, incluse le strutture e gli enti privati che operano in regime autonomo o di accreditamento.

Ridimensionata la responsabilità del medico
Al fine dichiarato di limitare i casi di medicina difensiva, nell’interesse generale del medico e del paziente, il disegno di legge modifica in modo sostanziale il concetto di responsabilità civile del professionista. Resta infatti da una parte invariata la responsabilità civile della struttura sanitaria, chiamata a rispondere, anche tramite l’assicurazione obbligatoria, dei danni causati al paziente e a dimostrare che non si sia verificato un caso di malasanità, mentre la responsabilità del medico operante viene ridimensionata. L’articolo 7 specifica infatti che è la struttura sanitaria a rispondere delle condotte dolose o colpose del professionista che opera al suo interno, anche se non in qualità di dipendente, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile.

Altre novità
Il ddl Gelli alleggerisce inoltre la responsabilità penale del medico, che dovrà rispondere di omicidio colposo o lesioni personali colpose solo in caso di colpa grave, ossia in caso si dimostri abbia agito contro le linee guida stabilite dall’Istituto Superiore di Sanità e le buone pratiche clinico-assistenziali.

Per abbreviare i tempi di risoluzione delle controversie viene introdotto l’obbligo di provare una conciliazione stragiudiziale prima di proporre in tribunale un caso di responsabilità medica.

Chi ha subito un danno può procedere alla richiesta di indennizzo diretto sia presso l’ente ospedaliero che presso il medico o in ultimo direttamente presso la compagnia assicuratrice della struttura o del professionista. Il disegno di legge promuove l’introduzione di un Fondo di Garanzia che intervenga nel risarcimento dei pazienti in caso di massimali assicurativi inadatti al rimborso di quanto dovuto o in altri casi di insolvenza della compagnia assicuratrice.compagnia assicuratrice.

Quanto costa assicurare cani e gatti

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Lifestyle

Gli italiani sono un popolo notoriamente amante degli animali tanto che, secondo dati ufficiali, il 55% dei nostri connazionali convive con cani o gatti. Da anni il mondo delle assicurazioni si rivolge anche a loro e Facile.it (https://www.facile.it/assicurazione-cane.html), il principale comparatore italiano di prodotti assicurativi, ha deciso di analizzare questo mercato che, con ben 14 milioni di soggetti assicurabili in Italia ha, potenzialmente, valori da capogiro: oltre 532 milioni di euro per le sole coperture di responsabilità civile.

Il costo che i proprietari di cani o gatti devono sostenere per assicurare il proprio amico a quattro zampe è sostanzialmente legato a due fattori: l’età e la razza dell’animale.

Assicurare un gatto o un cane di razze ritenute non a rischio ha un costo pari a meno di 40 euro all’anno (76 euro dal secondo anno in poi), ma se il nostro animale appartiene ad una razza classificata come “a rischio” il premio può arrivare a costare fino al 60% in più.

A definire il “rischio” sono tabelle che includono sempre razze come Pitbull, Rottweiler e Dogo argentino, anche se esistono molte altre varianti che portano le compagnie a considerare “rischiose” particolari tipologie di cani o gatti. Meglio quindi verificare come l’assicurazione consideri il nostro animale prima di procedere alla stipula del contratto di copertura.

Curiosamente, cani e gatti particolarmente giovani (di età inferiore ai sei mesi) o anziani (oltre i 10 anni) godono di scontistiche importanti rispetto ai loro omologhi di età compresa fra questi estremi; se il nostro animale ha già superato i sei mesi di età, ma ancora non ha compiuto dieci anni, assicurarlo costerà praticamente il doppio. Vita (assicurativa) facile quindi per i cani anziani? In realtà no: alcune compagnie non accettano di assicurare l’animale se ha più di otto anni a meno che, in qualche senso, sia già “loro cliente”; possibile quindi stipulare il contratto se si tratta di un rinnovo o se è già stato assicurato almeno 24 mesi con la compagnia.

È stato calcolato che ogni famiglia con un cane o un gatto affronta per lui una spesa media mensile di circa 300 euro; segno che l’amico a quattro zampe è tenuto di conto, caratteristica indispensabile anche per godere della copertura assicurativa che, nel caso in cui si accerti che il cane o il gatto venga maltrattato dal proprietario, non è valida.

La copertura RC legata a cani e gatti non copre unicamente i danni che possono causare a terze persone o loro proprietà, ma anche la salute dell’animale, pur escludendo casi specifici come infortuni o malattie derivanti dal suo impiego per la caccia o nei combattimenti clandestini, il suo utilizzo “professionale” (ad esempio nel caso di cani poliziotto o da soccorso) o la semplice non iscrizione all’anagrafe canina.

Come accade agli esseri umani, anche cani e gatti possono star male durante la vacanza; ecco quindi che, se siamo soliti viaggiare con loro, possiamo stipulare a nome di Fido anche un’assicurazione dedicata al viaggio che garantisce ulteriori benefici, come le visite veterinarie in altri Stati o un servizio di assistenza che informerà il padrone della disponibilità di strutture pet friendly.

«Le assicurazioni per cani e gatti», ha dichiarato Giordano Gala, BU manager di Facile.it, «sono un prodotto sempre più cercato online e offline. Questo racconta il grande amore degli italiani per i loro animali, ma anche la crescente consapevolezza che le coperture assicurative possono essere un grande aiuto in molti campi della nostra quotidianità, incluso il rapporto con i nostri animali domestici.»

RC auto: in Toscana aumenterà per 140.000 conducenti

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Secondo l’osservatorio di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), in Toscana, nel 2016, il 5,78% degli automobilisti ha denunciato sinistri con colpa e, in virtù di ciò, la regione è prima in assoluto nella classifica nazionale. Considerando il parco auto circolante, il dato si tradurrà in aumenti dei costi RC auto per quasi 140.000 conducenti toscani.

L’analisi – che ha considerato un campione di 50.000 preventivi di rinnovo compilati in regione nello scorso mese – vede comunque un miglioramento, seppur lievissimo, nel comportamento degli automobilisti censiti: la percentuale di soggetti che pagheranno di più si è ridotta dello 0,10% rispetto allo scorso anno.

Le cattive notizie, però, riguardano anche i più virtuosi visto che, in linea generale, i costi delle polizze auto in Toscana sono aumentati del 2,56% in un anno, raggiungendo una media di 594,60 euro. (Al link https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-toscana.html tutti i dati relativi  all’osservatorio RC auto della regione Toscana).

La provincia che, secondo i dati di Facile.it, ha la maggiore percentuale di automobilisti imprudenti è Lucca; qui è ricorso all’intervento delle assicurazioni il 7,16% dei conducenti. Massa Carrara è seconda, con il 6,34% di automobilisti protagonisti di una denuncia presso la propria compagnia assicurativa. Simili le percentuali registrate in provincia di Prato (6,23%) e Pistoia con il 6,21% di automobilisti che peggioreranno la propria classe di merito. Poco sotto la soglia del 6% si collocano le province di Firenze (5,77%) e Livorno (5,65%). A seguire troviamo Pisa, dove il 5,38% degli automobilisti ha denunciato un sinistro con colpa e peggiorerà per questo classe di merito. Arezzo si colloca fra gli ultimi posti della classifica regionale con una percentuale del 4,86% di denunce. Stando all’analisi, i toscani più virtuosi guidano nelle province di Grosseto e Siena, con percentuali rispettivamente pari al 3,97% e 3,50%.

Leggendo i dati socio-demografici del campione analizzato, emergono alcune differenze, a partire dal sesso del conducente: in caso di incidente con conseguente peggioramento della classe di merito, fra le donne toscane si conferma un maggior ricorso alle compagnie assicurative (6,30%); per gli uomini la percentuale si ferma al 5,78%. Guardando alla professione dichiarata i più distratti sono i pensionati: in questa categoria la percentuale di denunce arriva all’8,02%; alle loro spalle gli insegnanti (6,77%) e i dirigenti (6,69%). Al contrario, i conducenti più attenti sono gli imprenditori (4,60%) e gli operai (4,65%).

Nel 2017 meno denunce di sinistri, ma RC auto in aumento per oltre 1,4 milioni di automobilisti

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Stando alle ultime stime di Aci e Istat il 2016 va archiviato come anno positivo per la sicurezza sulle strade italiane, con un calo sia del numero di incidenti che di vittime. Nonostante ciò, secondo un’analisi di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html), per oltre 1,4 milioni di automobilisti il 2017 si aprirà all’insegna di un aumento delle tariffe RC auto, e ciò perché sono stati riconosciuti responsabili di sinistri che faranno peggiorare la loro classe di merito.

Il portale, sito leader in Italia per la comparazione di assicurazioni auto, ha analizzato oltre 500.000 preventivi richiesti nell’ultimo mese dello scorso anno, scoprendo che il 4,12% degli utenti vedrà aumentare l’importo dell’RC auto da rinnovare. La percentuale è in diminuzione rispetto all’anno scorso (-0,31%) e ciò indica che nel 2016 oltre 100mila automobilisti italiani sono stati più attenti e prudenti rispetto al 2015.

Guardando alle caratteristiche socio-demografiche del campione analizzato, emergono alcune differenze, a partire dal sesso del conducente: in caso di incidente, fra le donne si conferma un maggior ricorso alle compagnie assicurative (4,68%) con il conseguente peggioramento della classe di merito; fra gli uomini la percentuale si ferma al 3,81%.

Per quanto riguarda la professione dichiarata durante la richiesta di preventivo, infermieri e medici si confermano molto disattenti e tra loro il 4,66% nel 2017 pagherà premi maggiori; il dato dei camici bianchi e degli operatori sanitari è superato solo da quello dei pensionati (5,21%). Seguono insegnanti (4,58%) e impiegati (4,38%). Al contrario, sono ancora una volta i vigili urbani e gli appartenenti alle forze dell’ordine gli automobilisti che hanno fatto meno ricorso alla propria compagnia assicurativa; soltanto il 2,76% ha denunciato sinistri con colpa.

Come avvenne nella scorsa rilevazione, anche per il 2017 la regione con il maggior numero di denunce è la Toscana, in cui ben il 5,78% del campione si è reso colpevole di sinistri – in calo comunque dello 0,10% rispetto all’anno scorso. A seguire si trovano Liguria (5,40%) e Lazio (5,21%). Proprio la Liguria è una delle regioni che ha visto aumentare maggiormente il numero di denunce con un aumento dello 0,28% rispetto alla rilevazione precedente; il record spetta alla Valle d’Aosta con un +1,79%. Chiudono la classifica Basilicata (2,05%) e Molise (2,15%): proprio in queste due aree sono diminuiti più che altrove i sinistri con colpa denunciati, con percentuali pari rispettivamente al -1,35% e -1,93%. Buone anche le prestazioni di chi guida in Umbria, dove c’è stato un calo del -1%.

«Se l’obiettivo dell’Europa è quello di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2020, l’Italia è ancora lontana dal traguardo  – dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it Gli ultimi anni hanno rappresentato una svolta nel comparto assicurativo che ha visto rivoluzionare non solo le pratiche burocratiche, ma anche l’atteggiamento dell’automobilista. Contrassegno elettronico e scatole nere sono stati cambiamenti importanti, e nonostante per qualcuno l’RC auto aumenterà, auspichiamo che questi strumenti creino circoli virtuosi che si amplificheranno nei mesi a venire, sommandosi a quelli provenienti dalla comparazione, ormai largamente sfruttata dagli italiani».

Smartphone, tablet e computer: nel 2016 triplicate le richieste per assicurarli

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

La tecnologia sarà di certo protagonista anche nel Natale 2016, ma i consumatori sono più accorti rispetto al passato e, visti i costi importanti di smartphone, computer, tablet e macchine fotografiche, sempre più spesso  decidono di unire all’acquisto del prodotto anche un’assicurazione. Secondo un’analisi condotta da Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni-gadget/smartphone-cellulare.html) su un campione di oltre 7.000 domande presentate da gennaio a dicembre 2016, in un anno le richieste di questo tipo sono quasi triplicate.

A fare la parte del leone è la copertura assicurativa legata ai cellulari, che rappresenta il 74,6% del totale delle richieste analizzate; a seguire, ben distanziate, si trovano quelle legate a computer (9,9%) e macchine fotografiche (4%).

Ma come mai questa impennata nelle richieste? Secondo Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it, «i consumatori hanno compreso il vantaggio di tutelarsi con pochi euro da danni molto comuni e, purtroppo, molto costosi: bastano un display rotto, ad esempio, o un bicchiere d’acqua rovesciato su un computer per compromettere seriamente le funzionalità del nostro gioiello tecnologico.»

In effetti, scorrendo i numeri dell’analisi di Facile.it, il rapporto fra costi e benefici appare notevole: per assicurare uno smartphone da 750 euro contro qualunque danno, anche causato da altri individui, bastano meno di 50 euro per un anno, che diventano appena 10 in più se si vuole unire alla copertura anche la tutela contro il furto.

Ad oggi i più inclini a scegliere di tutelare il proprio acquisto con un’assicurazione sono i consumatori con un’età compresa fra i 24 e i 34 anni (45% del totale richiedenti), seguiti da quelli nella fascia 35-44 anni (35%).

Analizzando i numeri in ottica regionale, invece, sono soprattutto la Lombardia, il Lazio e l’Emilia Romagna le regioni che ricorrono maggiormente alle assicurazioni sui prodotti tech; Basilicata, Valle d’Aosta, e Calabria quelle dove, di contro, i consumatori si assumono i rischi maggiori.

“Spoleto Arte incontra Venezia”: si riconferma il sodalizio collaborativo con Ciaccio Broker

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Economia

La rinomata società Ciaccio Broker, è partner ufficiale della grande mostra di “Spoleto Arte incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, attualmente allestita dall’8 ottobre fino al 7 novembre 2016 presso lo storico palazzo Giustinian Faccanon, nel cuore di Venezia.

Ciaccio Broker nasce nel 2009, quale naturale evoluzione del lavoro compiuto da Massimo Ciaccio dalla fine degli anni settanta ad oggi, con Ciaccio Assicurazioni prima e successivamente per conto di alcuni maggiori gruppi italiani del settore brokeraggio assicurativo. Tale esperienza trentennale, ha prodotto un know-how, che si è deciso di valorizzare creando una struttura dinamica, efficiente e con una snellezza gestionale, che permetta di dare riscontri in brevi tempi, se non immediati, alle esigenze della clientela. Ciaccio Broker, con la sua divisione arte, è intermediario assicurativo leader per le coperture. Mercanti d’arte, restauratori, collezionisti privati, nonché mostre, musei, enti pubblici hanno scelto i servizi e la consulenza professionale specializzata di Ciaccio Broker.

Massimo Ciaccio, spiega “Grazie a canali preferenziali sul mercato assicurativo inglese Lloyd’s possiamo ottenere le coperture più estese, a tariffe particolarmente contenute, a differenza di quanto avviene normalmente. I testi contrattuali vengono redatti da noi e successivamente fatti approvare agli assicuratori, per garantire al massimo la tutela del cliente”.

E inoltre, aggiunge “Oltre al servizio assicurativo, è possibile accedere a una rete di tecnici ed esperti esterni di riferimento, per la valutazione delle proprie opere a costi molto ridotti e agevolati. Abbiamo anche a disposizione consulenti nel campo delle protezioni e dei sistemi di sicurezza specializzati in lavori ad alto livello”.

Quando la garanzia cristalli tutela i vetri della nostra auto

Scritto da seoguru il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Questo tipo di polizza definisce un risarcimento per tutti i casi legati a danni procurati ai vetri del nostro veicolo. All’interno della parola cristalli sono compresi danni riguardanti il parabrezza, il lunotto posteriore, i finestrini e i vetri laterali dell’auto. È bene sapere che deterioramenti legati a specchietti retrovisori sia interni che esterni, sono esclusi da ogni polizza cristalli.

Una garanzia di questo tipo entra in gioco nelle casistiche di rottura accidentale o per fatto involontario di terzi. Un tipo di polizza che a seconda dell’assicurazione da noi stipulata varia da compagnia a compagnia; alcune assicurazioni effettuano infatti rimborsi anche per danni legati ad un eventuale tetto panoramico con buona copertura di tutto il mezzo.

Nel territorio italiano dati statistici dimostrano come ben il 5% delle automobili circolanti subiscono la rottura del cristallo; per essere chiari ogni anno più di 1,8 milioni di vetture.
È opportuno essere consapevoli del fatto che eventuali danni causati all’interno del mezzo dalla rottura del parabrezza o da altri vetri esterni, non vengono presi in considerazione come danni rimborsabili. La rottura dei cristalli nel caso di un furto viene inoltre legata alla stipula accessoria del furto; stesso discorso fatto in caso di atti vandalici. Casistiche che rientrano nell’assicurazione casco e non vengono quindi rimborsate da un’eventuale garanzia cristalli sono tutti quei danni che possono essere provocati da uscite di strada, ribaltamento del mezzo, e ogni tipo di collisione con un altro veicolo.

Aziende specializzate nel settore hanno stabilito come parametro per una idonea riparazione un danno non superiore ai 2,5 cm di diametro. Sarà possibile in questo caso passare la speciale resina che una volta indurita verrà ripulita e lucidata; come risultato avremo un aspetto molto simile al cristallo originale. Attenzione però, la scheggiatura non dovrà in ogni caso trovarsi nella parte riguardante la visuale del guidatore, in questo frangente non si potrà procedere con la riparazione. Il parabrezza può essere aggiustato in caso di danni non estesi, a differenza dei finestrini laterali e del lunotto posteriore che dovranno per forza di cose essere cambiati.

Con questo tipo di polizza anche una semplice scheggiatura sul parabrezza può essere riparata in maniera rapida ed efficace; in moltissimi casi anche gratuitamente e non andando in alcun modo ad influire sui parametri bonus/malus della nostra assicurazione. Questa tipologia di garanzia arriva ad un massimale di 2.500 euro per anno assicurativo, prestata con una franchigia di 150 euro che verrà applicata solo nel caso di completa sostituzione del cristallo danneggiato. I prezzi delle riparazioni naturalmente variano a seconda dell’azienda alla quale ci si rivolge ma generalmente restano tra la fascia dei 50 e i 90 euro. Le spese per la sostituzione invece sono legate quasi esclusivamente al modello dell’autovettura.

La garanzia cristalli delle assicurazioni auto è una copertura facoltativa, spetterà all’assicurato la scelta di includerla o meno all’interno del nostro contratto assicurativo, pur sapendo che alcune agenzie allegano questa assicurazione all’interno della polizza furto e incendio.