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Massimo Caramia: un cuore e un’anima per l’arte

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’arte scultorea di Massimo Caramia non risiede solo nella tecnica consolidata, ma nell’autentica energia del creare, nella forza del modellare, trasformare e forgiare un materiale duro e apparentemente inerme e inerte con una perizia sapiente, derivante dalla tradizione antica e da un ingegnoso estro innato. Così parla di lui la dottoressa Elena Gollini nel commentarne il talento indiscusso: “Massimo è un alchimista della scultura che sa rinvigorire la materia inerme e informe per darle valore e significato nella forma e imprimerle un anelito di vita. Le masse e i volumi hanno equilibrio ben proporzionato nell’organicità dello spazio. Le creazioni marmoree rimandano a una gestualità, che nel processo di sintesi dell’arte sa manipolare plasticamente l’idea di materia e modularla con compostezza sistematica. Il prodotto scultoreo finito ha contorni raffinati, incisivi, marcati e viene collocato dentro uno spazio sempre caratterizzato dove la determinatezza e la tangibilità scandiscono la timbrica strutturale d’insieme. Ogni creazione si concede allo spettatore come la pagina virtuale di un libro simbolico, fatto di significati sostanziali e argomenti sottesi. Le creazioni sono progettate con particolare attenzione anche riguardo la funzione d’uso che rivestono. Per Massimo l’oggetto-opera d’arte deve integrarsi perfettamente con quanto lo circonda e acquisire versatilità di contenuti, in nome di una ricerca tecnico-espressiva che individua sempre nuove frontiere applicative e di valori e non prescinde mai dal dato funzionale, logico ed estetico. Nella piena consapevolezza del suo ruolo di professionista operatore d’arte che ricopre con coerenza di intenti, di obiettivi e di traguardi, invita il fruitore e lo sprona ad abbandonarsi all’emozione plastico-dinamica come asseriva Umberto Boccioni, ravvisando e avvertendo quei valori cardine che trascendono l’oggetto e il soggetto in sé per sé considerati e si spostano su un articolato e sfaccettato linguaggio semantico dai contorni iconici e concettuali. Massimo si dimostra incline alla poetica di quelle avanguardie artistiche che fanno convergere l’esplosione e il tripudio della materia con la simultaneità degli stati d’animo e moti interiori. Il sentire e il vedere sono in stretta relazione e hanno una percezione concomitante delle funzioni in senso unitario e una convergenza univoca delle diverse sensazioni, attuando nella dimensione del movimento il rapporto interno-esterno-spazio-tempo secondo il paradigma teorico insegnato da Giacomo Balla“.

“Il marmo dai 1000 volti” di Massimo Caramia

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

È davvero un blocco di marmo speciale quello che Massimo Caramia custodisce gelosamente e sul quale sta sviluppando con incalzante fervore uno stimolante progetto di ricerca denominato “Il marmo dai 1000 volti”. La dottoressa Elena Gollini che ha elaborato un’apposita certificazione ufficiale comprovante di expertise ha messo in evidenza e classificato le connotazioni peculiari di questo affascinante blocco marmoreo di genesi medicea, classificato nella pregiata categoria della “breccia medicea” che trova e innerva le sue millenarie origini nel cuore della Toscana, precisamente nella località di Seravezza. Il passo compiuto da Pablo Picasso quando si trasformò in un “detonatore” di corpi e volti umani, nello spirito di quella spinta progressista che Parigi ai primi del Novecento ha saputo imprimere agli artisti in essa convenuti, è lo stesso passo che riesce a compiere Caramia attraverso questo suo progetto di ricerca. Quando un artista del marmo esperto e autorevole come lui approda a una visione sperimentale così complessa e articolata, riesce a saper parlare il linguaggio di ieri (rispettando le icone classiche della tradizione) e il linguaggio di oggi (approdando ad una visione sui generis e inedita) diventa un vero e proprio esempio a modello di “polo creativo” capace di solcare e attraversare le onde del tempo e stare anche al passo della contemporaneità con un’azione di impronta avveniristica e futurista. Caramia si è accostato a questa ricerca reinterpretando e rivisitando le immagini figurali impresse nel blocco di marmo in modo totalmente naturale e spontaneo e fornendo una propria plausibile chiave di lettura di queste speciali raffigurazioni umane, che fanno affiorare volti misteriosi e di sorprendente fattezza. Le immagini che appaiono dal blocco possiedono una visione dinamica molto suggestiva e assolutamente imprevista e non prevedibile a monte. Il progetto “Il marmo dai 1000 volti” risponde a un ordine e a uno schema interiore oltre che estetico e dà voce ad accorpamenti timbrici disposti in una sequenza armoniosa, che nessuno e niente ha programmato e calcolato con una formula predefinita. Caramia si cimenta nell’appassionato compito di raggruppare e decifrare questo particolare “mosaico umano” che il blocco conserva in sé e di orchestrare una serie di approfondimenti mirati per capire e spiegare questo esclusivo “ritrovamento artistico”. Si tratta senza dubbio di una situazione di notevole interesse storico e culturale oltre che artistico, che associa le proiezioni ottiche e visive a quelle mentali e genera un discorso molto ampio in continua evoluzione. Il blocco suscita fin dal primo sguardo un potere ammaliante e una commistione di sensazioni, emozioni, energia che si sprigiona con sferzante vitalità. Quello che vive nel blocco e dentro il blocco è qualcosa di veramente inusuale, che merita attenzione sia da parte delle istituzioni preposte sia da parte dell’opinione pubblica.

Massimo Caramia nella magia di un antico blocco di marmo di genesi medicea

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Massimo Caramia conosciuto come l’artista del marmo ha la proprietà esclusiva di un vero prodigio della natura: un blocco di marmo rarissimo che si palesa nelle sue possenti fattezze con un peso di 150 quintali, racchiudendo e custodendo un prezioso patrimonio artistico tutto ancora da scoprire e rivelare all’opinione pubblica. All’interno di questo maestoso blocco sono intarsiate delle figurazioni di volti che emergono nella plasticità tridimensionale e sono assolutamente inedite come origine. Caramia ha testimoniato queste presenze misteriose di volti attraverso delle immagini fotografiche e dei video proprio per condividere con il mondo intero questa importante scoperta. La dottoressa Elena Gollini nel constatare la peculiarità pregiata del blocco marmoreo ha evidenziato: “Massimo tramite questa ricerca approfondita è portavoce e sostenitore di un’espressione artistica che ha il sapore e il gusto del mistero enigmatico affascinante e intrigante, capace di stimolare e incuriosire da subito. Con il suo studio si scardina dagli schemi costrittivi e si svincola dai preconcetti formali di una rappresentazione inglobata e imbrigliata dentro un inquadramento imposto e si canalizza a carpire e scandagliare il contenuto subliminale, con un’operazione di svelamento invitando lo spettatore a compenetrare quanto di nascosto si cela dietro la figurazione. Il blocco di marmo racchiude in sé un tumulto allusivo sfaccettato in codice cifrato, che Caramia vuole palesare evitando ogni manierismo scontato e standardizzato, ma accogliendo una rielaborazione in chiave simbolica e concettuale ad ampio respiro, dove l’impronta di orientamento fisico-psichico è determinante. Per lui la motivazione dominante che lo spinge a questa ricerca è quella di poter accertare e suffragare l’intima identità genetica di questi volti per fornire risposte plausibili e pertinenti. In queste risposte Massimo vuole andare oltre i parametri di valutazione e di analisi più classici e tradizionalisti per addentrarsi in un ambito percettivo e sensoriale molto più sottile. L’armonia classica fidiaca o rinascimentale delle immagini non gli interessa come elemento di giudizio, mentre attribuisce una valenza fondante a una realtà delle cose che acquista un significato diverso non prevedibile e inaspettato. In questo blocco vibra e pulsa l’aspetto più organico ed enigmatico della vita, la sua essenza più attraente da scoprire, la sublimazione della sostanza più pura“.

Caramia da 20 anni protegge questo blocco in un ambiente sicuro e incontaminato da fattori esterni e continua incessante la sua fase di scandaglio, per capire appieno cosa si nasconde sotto e dentro la natura e genesi di questo corollario di immagini, che sono intrise e pregnanti di suggestione visionaria. Caramia si propone di arrivare ad un traguardo finale senza esagerate sofisticazioni e cervellotici intellettualismi, dove tutto si convoglia e si riconduce sotto una logica intuitiva di semplice articolazione e accessibile comprensione. Davanti a questo blocco l’immaginazione si spinge lontano, il pensiero e la riflessione si librano, pur rispettando un organigramma interpretativo armonioso e coerente, che nasce da una piena consapevolezza. Per Caramia le soluzioni vanno trovate con acuto e perspicace spirito critico, con una propensione analitica di nuova visione che diventa quasi un prolungamento della linfa umana. Le figurazioni incastonate dentro il marmo appaiono come scaturite da un’emozione del moto dell’animo. Nel movimento naturale delle venature marmoree tutto sembra seguire un ordine bilanciato, con una tensione trasfigurava che compone un labirinto formale e si scioglie e si dipana nell’oscillazione delle sensazioni ottiche e tattili. “L’arte non è lo studio della realtà positiva, ma la ricerca della verità ideale” (George Sand).

Massimo Caramia artista del marmo

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’eleganza del classicismo figurativo reso moderno e attuale, la competenza strumentale acquisita, la precisione ricercata della lavorazione mai improvvisata, ma anche la semplicità essenziale e la genuina spontaneità espressiva sono componenti che caratterizzano e identificano in modo qualificante Massimo Caramia artista del marmo. Le immagini e le forme riprodotte definiscono un legame con il quotidiano e la dimensione del reale, ma al contempo consentono allo spettatore una vivace versatilità interpretativa e una fantasiosa libertà di lettura e comprensione dei contenuti insiti nella narrazione. La sperimentazione tecnica gli consente di muoversi e spaziare su più fronti stilistici dando vita ad un proprio percorso di ricerca non convenzionale e inedita. Caramia dimostra un talento e un estro innato che gli permette di ottenere sempre un equilibrio armonioso di insieme. È un’arte scultorea in cui entra in primo piano anche la componente onirica e fantastica. E così i sogni prendono forma tattile e le idee diventano materia visibile.

La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Dinamismo ed eclettismo contraddistinguono una personalità forte e vitale e sono aspetti indispensabili di grande sostegno nel suo cammino di artista del marmo. Massimo mostra un certo gusto per la manipolazione della materia e l’utilizzo di combinazioni particolari che accorpa con estrema naturalezza offrendo soluzioni e combinazioni dall’intenso potere iconico ed evocativo. Ciò che colpisce e attira nei suoi lavori è la capacità di dare vita a visioni dove domina una proiezione plastica e una resa scenica ottimale. Nella corposa produzione nascono e prendono vita pensieri, emozioni e sentimenti puri e incontaminati. Massimo apre allo spettatore orizzonti spaziali stimolanti e canalizza verso suggestioni visive di profondo approccio sensoriale e percettivo. La bellezza sobria e pacata delle composizioni marmoree avvalora la valenza sostanziale. Il fare arte non è mai concepito come esibizionismo individualista ed esercizio stilistico fine a se stesso, ma bensì come momento di condivisione sinergica per raggiungere l’animo dello spettatore e instaurare un dialogo aperto e intimo. Il disegno rifugge volutamente dalla perfezione descrittiva fotografica e si accosta ad una formula di stilizzazione dai contorni astratti volendo fare risaltare la natura intrinseca e la luce interna dell’orchestrazione strutturale, lasciando emergere e trapelare un’introspezione psicologica che fluisce e si espande a tutto tondo, coinvolgendo chi guarda in un’attenta analisi concettuale. La sua arte racchiude le multiformi sfaccettature dell’animo umano e le sintetizza con una riflessione che va oltre la prospettiva estetica. Il lavoro certosino diventa il mezzo con cui massimo penetra attivamente dentro il marmo e compone e scrive quanto gli trasmette il pathos e la volontà creativa in una combinazione di conscio e inconscio, di pensiero e azione, di razionale e passionale”.

Elettricisti ed idraulici i professionisti che nel 2017 hanno fatturato di più grazie al web

Scritto da Alessandra Moretti il . Pubblicato in Aziende, Economia

Grazie al web, oggi gli artigiani possono contare su canali di promozione che prescindono dal passaparola, ma che permettono loro di aumentare i propri introiti. A dimostrarlo una ricerca dell’Osservatorio di ProntoPro.it che ha evidenziato quali siano stati i professionisti che hanno fatturato di più grazie all’online nel 2017.

Al primo posto ci sono gli elettricisti che, secondo quanto emerge dall’analisi delle richieste ricevute dai professionisti sul portale, hanno generato complessivamente come categoria e solo grazie al web un giro di affari di 10.060.800 euro.

Al secondo posto gli idraulici che, come nel 2016 restano tra i primi in classifica, ma scendono di una posizione e inviano preventivi per un valore di 8.588.000 euro. Terza posizione per gli imbianchini, che hanno generato un giro di affari pari a 8.187.500 euro e si dimostrano categoria molto aperta alla digitalizzazione.

Se per tutti traslocare è una fatica immensa e fonte di forte stress, il settore di chi organizza il trasporto dei beni altrui vive un momento di grande espansione sul web. I traslocatori nel 2017 hanno inviato preventivi per un valore di 7.226.000 euro.

Continuando a scorrere le professioni della classifica si trovano i fabbri e i serramentisti che, grazie alla propria abilità artigiana e maestria nel fornire soluzioni progettuali capaci di valorizzare l’architettura e l’arredo di ogni spazio abitativo, hanno generato un valore rispettivamente di 6.325.500 euro e di 5.521.000 euro.

Particolarmente significativa l’attenzione alle misure di sicurezza per proteggere la propria casa dai ladri: gli installatori di impianti di antifurti e videosorveglianza generano un giro di affari pari a 5.022.800 euro. La domanda c’è e l’offerta risponde sul web.

Tra gli artigiani digitali non possono mancare giardinieri (4.414.700 euro), piastrellisti (3.850.500 euro) e falegnami (1.520.000 euro): anche in questi settori i professionisti riescono ormai a farsi trovare, elaborare preventivi, svolgere nuovi lavori e incrementare le entrate di cassa grazie al web.

  Professionisti Valore in euro*
1 Elettricisti 10,060,800.00 €
2 Idraulici 8,588,000.00 €
3 Imbianchini 8,187,500.00 €
4 Traslocatori 7,226,000.00 €
5 Fabbri 6,325,500.00 €
6 Serramentisti 5,521,000.00 €
7 Installatori di sistemi di antifurti e videosorveglianza 5,022,800.00 €
8 Giardinieri 4,414,700.00 €
9 Piastrellisti 3,850,500.00 €
10 Falegnami     1,520,000.00 €