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Intervista – Grande successo di pubblico per la personale di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Il poliedrico artista Graziano Ciacchini è stato intervistato a seguito del successo riscosso dalla sua ultima mostra personale dal titolo “Suburbio” tenutasi in Toscana ad Ottobre 2018.

D: Un tuo commento di valutazione sull’ultima tua recente mostra; sei rimasto compiaciuto in generale?
R: La mia ultima personale si è svolta a Ponsacco, in provincia di Pisa, luogo dove vivo, dal 12 al 15 Ottobre scorso. Pensata ed organizzata nei giorni della festa del patrono che richiama tantissime persone anche dalle città vicine, ed ubicata in uno spazio posto sul corso principale, ha avuto un grande successo di pubblico. La soddisfazione maggiore è stata quella di scoprire molta curiosità e molto interesse verso i temi che affronto miei miei lavori, con molte persone mi sono soffermato a parlare ed a confrontarsi sul messaggio trasmesso e sulle emozioni recepite.

D: Ti senti affine nello stile pittorico alla formula espressiva del paesaggismo?
R: Sono appassionato di quel tipo di pittura e molto attratto dalle rappresentazioni sia del paesaggio agricolo che di quello urbano, fatte dai maggiori esponenti del ‘900 in Toscana. Sono poi irrimediabilmente affascinato dal paesaggio marino e collinare della zona in cui sono nato e nella quale vivo. Credo che queste parti del vissuto e dell’immaginario tornino nei miei lavori, non come una riproduzione reale dell’intono, ma come elementi di un canone personale più votato al tentativo di rappresentare emozioni.

D: Nei tuoi dipinti manca spesso la figura umana; da cosa deriva questa scelta certamente non casuale ma ben mirata?
R: Preferisco incontrare luoghi del mio immaginario e rappresentarli per quello che sono, espressioni del mio pensiero e del vissuto. C’è un rapporto profondo e molto personale con i miei lavori, come se fossero una continua ricerca votata all’emersione. Nemmeno la presenza dei personaggi velati che io chiamo confidenzialmente “animilli”, colma la lacuna dell’assenza di umani, loro sono la rappresentazione del pensiero che ha pensato l’immagine, inserito dentro l’immagine. La guardano la osservano silenziosi con il privilegio di abitarla.

La pittura di Graziano Ciacchini tra percezione e sperimentazione

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Uno sperimentalismo pittorico quello di Graziano Ciacchini che rifugge volutamente da situazioni estreme e radicali e attinge piuttosto dalla potenza emozionante della resa compositiva, partendo dai mezzi tradizionali e articolando paradigmi narrativi di suadente formulazione. Il colore, talvolta più marcato e talvolta più tenue nella corposa orchestrazione tonale, produce e accentua un effetto di plasticismo ricercato. La mancanza di figurazione umana non penalizza e non mortifica il sistema scenico e anzi genera una sorta di curiosità stimolante nello scoprire se e dove la traccia umana ha lasciato un segno e un segnale più o meno tangibile e visibile del suo passaggio. L’assenza della componente figurale umana trascende dall’intento comunicativo che è forte e intenso a prescindere e segue canali percettivi di complessa visionarietà semantica. Artefice di una pittura colta, non disperde le sensazioni ma le immette in modo mirato, sperimentandole direttamente su se stesso, per poi condividerle con lo spettatore. I quadri rispecchiano la simbolica trascrizione della sua personale visione delle cose, senza mai inseguire un idealistico e falsato sguardo oggettivo, freddo e rigido, ma cercando di afferrare e mostrare ciò che il cuore e l’anima gli suscitano nel profondo. Il suo sguardo indagatore accorato è sempre accompagnato e guidato dall’intuito intellettuale, che lo traduce in modo sobrio, misurato e controllato. Il dispendio di segno e di materia non cerca una resa fotografica della realtà, ma un approccio consapevole dell’arte diviso tra percezione empatica e sapere cognitivo, in una rivisitazione realistica dove si stabilisce un perfetto equilibrio di “dominatio” tra il contenuto sostanziale fantastico e la struttura formale reale. Di recente Graziano è stato protagonista in mostra dal titolo “Suburbio” allestita a Ponsacco dal 12 al 15 Ottobre 2018, riscuotendo meritati consensi d’apprezzamento.

Milano Art Gallery: in alto i calici per la personale di Gabriella Ventavoli

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

“Il verde è simbolo e auspicio che la forza creativa della vita sia più potente della distruttività” scrive l’artista Gabriella Ventavoli riguardo il colore rappresentante la sua nuova personale. “Per amore delle piante – Un mondo verde” è il titolo scelto della mostra felicemente inaugurata ieri sera alla seconda sede della Milano Art Gallery, La Porta Verde (in via Ampère 102). Il verde, si può tranquillamente aggiungere, non solo caratterizza la tematica ambientalista qui proposta, è chiaramente portatore di un successo più che meritato, che corona un percorso partito alcuni anni fa con “Per amore del mare” e “Per amore della Terra”.

L’evento, organizzato e presentato dal manager di volti noti Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, si fa portavoce di un disegno sociale, di una presa di coscienza, di un contatto con la natura globale e intimo al contempo. Il movimento, espresso attraverso le morbide linee, con cui la Ventavoli ha connotato i suoi teleri, riprende l’intuizione leonardesca del vortice a spirale, emblema caratteristico di tutte le forme viventi.

Voluta espressamente dall’artista in quest’arco di tempo specifico (dall’8 al 29 novembre), l’esibizione coincide con l’apertura del festival della scienza di Focus Live, il noto mensile, proprio al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Gabriella Ventavoli infatti vuole sottolineare la bellezza, la forza e l’intelligenza delle piante, “sede di processi dinamici straordinari”. Nei suoi lavori, rende omaggio al dinamismo insito in questi organismi che hanno condizionato il pianeta ben prima dell’arrivo dell’uomo e continuano a farlo.

Ma sentiamo direttamente dalla voce della pittrice che cosa si prefigge di fare con “Per amore delle piante – un mondo verde”: «Mi piacerebbe molto che l’arte potesse contribuire a questa sensibilizzazione ambientale. Auspico che arte e scienza si adoperino per significare come le piante, queste creature meravigliose e intelligenti, siano indispensabili alla sopravvivenza dell’uomo».

Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 0276 280638, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it

Tradizionale Concerto dell’Immacolata 2018 di Noi per Napoli

Scritto da Noi per Napoli il . Pubblicato in Arte, Cultura, Musica, Spettacolo, Turismo

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE NOI PER NAPOLI

Presenta

l’8 dicembre 2018 alle h.19.30

presso il Complesso monumentale di Sant’Anna dei Lombardi

Piazza Monteoliveto n.4 Napoli

Il tradizionale

CONCERTO DELL’IMMACOLATA

( Luoghi Storici e Musica)

con la visita guidata della splendida cinquecentesca Sala del Vasari e,novità quest’quest’anno, dell’Ipogeo.

Anche quest’anno per il tradizionale incipit in occasione delle festività natalizie, verrà presentato dall’Associazione Culturale Noi per Napoli il Concerto dell’ Immacolata con l’esecuzione di un repertorio che comprende le piu’ belle ed immortali melodie mariane, quelle meno note ma altrettanto degne di ascolto, di brani sacri di grande ed intensa spiritualita’, porranno l’accento sulla figura della Vergine Maria come madre e donna nella sua più vera umanità,presentati attraverso le voci di autori laici,con la finalità benefica di donare alla mensa dei senzatetto della Caritas di Santa Chiara, in Piazza del Gesù a Napoli, generi di prima necessità.

Iniziativa realizzata sempre in collaborazione e con il Patrocinio Morale dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania in vista di valorizzare sempre le bellezze ed i tesori del nostro patrimonio storico artistico, promuovendo la conoscenza storica abbinata sempre alla musica ed al Bel canto, rendendoli accessibili ai cittadini napoletani ed agli ospiti in visita a Napoli in questi giorni di festa, un progetto che coniuga arte,cultura e solidarietà.

Gli artisti saranno : il soprano Olga De Maio, il tenore Luca Lupoli, artisti del Teatro San Carlo, il tenore Lucio Lupoli, il flautista M° Andrea Ceccomori, accompagnati dal M° Maurizio Iaccarino pianista, con gli interventi storici del giornalista,storico e critico teatrale Dott. Giuseppe Giorgio.

Foto di Gaetano Del Mauro

Il Concerto sarà preceduto dalla visita guidata al complesso di S.Anna dei Lombardi, della Sala Vasari e dell’Ipogeo dalle h.18.00 su prenotazione !

Contributo Associativo valido per Visita guidata + Concerto 12€

Tickets online

http://www.etes.it/EventiController?az=EventiManager&subaz=getDesc&titolo=Concerto%20Dell%27Immacolata&argomento=43&servizio=9&prodotto=65737

Info e prenotazioni : Associazione Culturale Noi per Napoli 3394545044 3277589936

Tickets point: Every Tour Via S.Brigida n.13 Napoli Tel 0815518654

Edicola Piazza del Gesù

Info point CulTour Naples P.zza Miraglia Napoli 366 3325866

Via mail anoipernapoliart@gmail.com

oppure Sul sito webwww.noipernapoli.it

https://www.facebook.com/AssociazioneNoiPerNapoli/

Via mail a noipernapoliart@gmail.com
oppure Sul sito web www.noipernapoli.it

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Al Museo Emilio Greco la mostra bipersonale “Contesti espressivi” di Serena Capizzello e di Antonella Serratore.

Scritto da Accademia Federiciana il . Pubblicato in Arte, Cultura

Fino al 28 ottobre 2018 al Museo Emilio Greco di Catania  è visibile la mostra bipersonale “Contesti espressivi” di Serena Capizzello (brava disegnatrice attiva nell’ambito del realismo-verismo nata a Catania nel 1990) e Antonella Serratore (pittrice, nata a Lentini nel 1948, che nel corso della sua attività ha approfondito, al fine di approdare a un proprio linguaggio pittorico impregnato da un’originale ricerca di libertà espressiva, vari stili che richiamano fortemente movimenti artistici quali il surrealismo, l’astrattismo, l’espressionismo e il realismo) curata dal noto critico d’arte Fortunato Orazio Signorello e promossa dall’Accademia Federiciana.

Promossa per il VII “Festival siciliano della Cultura”, la mostra -propone 41 opere di medio e grande formato.

Di Serena Capizzello il critico d’arte Fortunato Orazio Signorello – curatore anche della pubblicazione a colori editata per l’occasione dalla Kritios Edizioni – ha scritto, tra l’altro, che «guardando la produzione di Serena Capizzello è evidente che la tematica sociale – che continua a rappresentare in molte sue opere perché “l’artista, vivendo nella società e percependo i cambiamenti, deve dar voce e testimonianza alla realtà che cambia giorno dopo giorno” – e i paesaggi hanno una centralità assoluta nei soggetti da lei raffigurati, che si caratterizzano particolarmente per una indovinata applicazione delle leggi prospettiche e per l’elevata qualità esecutiva».

Di Antonella Serratore hanno scritto, tra gli altri, Fortunato Orazio Signorello (che all’artista ha dedicato una pubblicazione monografica, editata nel 2012 dalla Kritios Edizioni, dal titolo “Antonella Serratore. Dinamismo stilistico”), Giorgio Falossi e Massimo Catalano. Di lei Signorello ha scritto, tra l’altro, che ella «eccelle soprattutto per le capacità di armonizzare gli stili e le esperienze eterogenee “che fanno parte del suo vissuto”, ne è consapevole e rifugge da ogni catalogazione. Il suo stile pittorico, in grado di entusiasmare anche il fruitore meno attento, rimane però ben riconoscibile».

La mostra è visitabile gratuitamente da lunedì a sabato dalle 9 alle 18.30, domenica dalle 9 alle 12.30.

La pittura di Graziano Ciacchini tra mondo reale e mondo ideale

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Procede con incalzante slancio creativo il percorso artistico di Graziano Ciacchini che trova sempre nuovi spunti di stimolo per ispirare la sua pittura. Le visioni e gli scenari proiettati nella narrazione scorrono tra passaggi reali e virtuali e contengono aspetti ed elementi di interessante analisi riflessiva. Partendo dal suo profondo scandaglio mentale e psicologico, Graziano trova soluzioni espressive che ricalcano mondo reale e mondo ideale, definendo un campo di confronto a largo raggio. È questo il suo personale modo di “sognare ad occhi aperti” attraverso il fare arte. Il mondo reale che ci appartiene diventa una sorta di traino simbolico per fare entrare il mondo ideale, che ciascuno in cuor suo, anche inconsciamente pensa e vede nel proprio futuro. Ecco dunque questi paesaggi che ci fanno guardare verso un orizzonte all’infinito e ci permettono di spaziare e fantasticare a nostro libero piacere.

L’appagamento e il compiacimento di Graziano nel gesto creativo diventano un mezzo di condivisione con il fruitore. Soltanto chi è capace di recepire e metabolizzare questo messaggio sotteso può affinare e perfezionare al meglio le chiavi di lettura. L’arte pittorica di Ciacchini si pone al centro di un lungo ponte di collegamento immaginario che tutti possiamo percorrere con sensibilità intuitiva e spirito di immedesimazione, per trovare quel mondo ideale e quella dimensione speciale di benessere completo.

Graziano Ciacchini commenta la sua stagione artistica estiva

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Siamo arrivati al finale dell’estate 2018, stagione che per il pittore Graziano Ciacchini ha portato svariati successi di pubblico e critica attraverso le sue mostre e le sue partecipazioni ad eventi artistici e culturali. Di seguito l’intervista all’artista.

D: Durante l’estate, quali sono i principali stimoli della tua vena creativa?
R: L’estate è un orizzonte sconfinato, è la luce fino a tardi, è il mare, per me che ci vivo da sempre vicino. D’estate si dilatano le distanze, nel bene e nel male,perché quelle distanze indicano vie, ma possono indicare anche lontananze. Non so in quale modo le sensazioni dell’estate influiscano sulla vena creativa, ma è sicuro che ho molto più tempo per trasformarla in immagini e lo faccio fino a stancarmi molto, fino ad avere voglia di scansare tela e pennelli, quasi diventasse un lavoro di fatica dipingere, che è per me, invece, luogo di pace. Quest’anno ho passato la parte centrale del mese di agosto a seguire, giorno per giorno, l’esposizione dei miei lavori presso, il Centro Eliopoli a Calambrone, in provincia di Pisa. Non avevo mai seguito così scrupolosamente una mia esposizione. Come un bottegaio (mi piaceva molto sentirmi così) aprivo e chiudevo i locali, disponevo le indicazioni esterne per i visitatori e poi le riponevo a fine serata. È stato un bel modo per confrontarmi con tantissime persone, per rispondere alle loro domande e per raccogliere le sensazioni loro date dai miei lavori. Ho capito come sia importante il contatto diretto, altro da esporre in luoghi dove fondamentalmente presiedi solo all’inaugurazione, per poi lasciare i lavori al loro destino, tranne nel caso in cui si tratti di locali con personale edotto e appassionato… ma in molte gallerie si accede solo affittando uno spazio e poi… finisce lì.

D: Se dovessi fare un resoconto sul tuo percorso artistico della prima parte dell’anno, ti consideri soddisfatto nell’insieme?
R: Sono estremamente soddisfatto. Nel 2018, fino ad ora, ho realizzato lavori che mi hanno dato molta soddisfazione e in un crescendo di nuovi riscontri e di conferme, da parte dei visitatori ho realizzato, fino ad ora, cinque esposizioni personali. Ho poi conosciuto persone che, incuriosite da quel che faccio, mi stanno aiutando a farmi conoscere in ambiti nuovi, rispetto a quelli in cui mi sono mosso negli ultimi anni. Spero che la parte finale dell’anno confermi quanto già accaduto e che sia il consolidamento di una base dalla quale continuare a crescere.

Manuela Andreoli alla Milano Art Gallery per un’arte senza confini

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Arriva a Milano, alla storica Milano Art Gallery in via Alessi 11, la personale dell’artista Manuela Andreoli. Intitolata Città che girano, la mostra verrà inaugurata venerdì 5 ottobre alle 18, e sarà liberamente accessibile al pubblico fino al 19 dello stesso mese. Organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, la mostra si propone di fare il punto del percorso artistico di Manuela Andreoli, specie della sua produzione più recente.

L’artista comincia a esprimere liberamente e con decisione la sua creatività a partire dagli anni Duemila. Concentrandosi soprattutto sull’espressione del non visibile, in particolare delle percezioni, emozioni e cognizioni che si celano al di là delle maschere che indossano le persone, Manuela Andreoli comincia a sperimentare diverse tecniche e materiali, come accade attraverso la scultura raku.

Ritrova la piena libertà d’espressione in un’arte concettuale, che le consente di arrivare a rappresentare quel principio unico e universale che ha dato il via alla sua ricerca e che da sempre la spinge a perseverare nel suo percorso. Concetti assoluti e astratti quindi diventano il codice per trascendere sensi e forme, permettendo l’unione di tempo e spazio in una rappresentazione originale dell’essere.

Artista che si avvicina al mondo della poesia, Manuela Andreoli «ricerca nell’arte una dimensione che non è fuori da sé stessa come fosse una ricerca d’evasione dal mondo reale ma è, al contrario, una ricerca che parte prima dalla sua anima e, filtrata adeguatamente dalla sua sensibilità, emerge nel suo straordinario percorso creativo. Le tematiche delle sue opere sono suddivise in “corpo, mente e spirito”, un segnale che già è una forte chiave di lettura dell’artista», dichiara il critico d’arte Alberto Moioli.

Alla Milano Art Gallery, rinomata galleria nel cuore della metropoli, hanno già esposto numerosi grandi Maestri dell’Arte italiana riconosciuti a livello internazionale, tra cui Renato Guttuso, Gino De Dominicis, Mario Schifano e molti altri. In questo prestigioso contesto si iscrive Manuela Andreoli con le sue Città che girano, opere che effettivamente offrono un respiro cosmopolita.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

“Un Nuovo Volo su Solaris. Nuova Traiettoria” alla Reggia di Monza

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Sarà inaugurato il 13 ottobre presso la Villa Reale di Monza la Mostra “Un Nuovo volo su Solaris. Nuova Traiettoria” riadattamento del primo progetto internazionale del Museo AZ, “Un nuovo volo su Solaris” che si è concluso a Firenze lo scorso settembre presso la Fondazione Zeffirelli.

La mostra in questione, che univa lavori di celebri artisti russi del secondo Novecento ai fotogrammi del grande regista Andrej Tarkovskij, ha avuto un enorme riscontro nella stampa e nella comunità dei professionisti del settore, oltre che presso ampie fasce di pubblico. Il carattere particolare e innovativo del progetto e la sua attualità sono stati tra le ragioni per cui “Un nuovo volo su Solaris” non ha cessato di esistere, ma al contrario ha virato verso una nuova traiettoria in una nuova sede.

Non si tratta di una riproposizione della mostra di Firenze: lo staff del Museo AZ guidato dal direttore generale Natalia Opaleva e dalla curatrice Polina Lobačevskaja ha saputo riadattare in modo creativo il progetto nei nuovi spazi dello splendido palazzo lombardo.

Com’è noto, nel film di Andrej Tarkovskij “Solaris” (1972) erano stati raccolti dei modelli esemplari dell’arte mondiale: oggetti della Terra selezionati da Tarkovskij per continuare a vivere su un altro pianeta. Nell’ambito del progetto espositivo “Un nuovo volo su Solaris. Nuova traiettoria”, il Museo AZ propone una sua scelta di opere d’arte congeniali ad Andrej Tarkovskij, provenienti dal ricco bagaglio dei suoi contemporanei, gli artisti non conformisti del secondo Novecento.

Il periodo tra gli anni ’60 e ’80 del Novecento, quando Tarkovskij diede forma ai suoi film, è segnato in Russia dalla nascita dell’arte non ufficiale. Si trattò, senza dubbio, di un “Rinascimento sovietico”, di un nuovo fiorire della pittura, della grafica e della scultura d’avanguardia, oltre che del cinema.

Gli ideatori della mostra danno al pubblico la possibilità di ritrovarsi all’interno di un’installazione futuristica sotto forma di stazione spaziale, con 22 schermi per la proiezione di video dove verranno presentati materiali unici (fotografie e frammenti di film) legati all’opera di Andrej Tarkovskij. Nella stessa sede saranno esposti i migliori lavori degli artisti russi del secondo Novecento: Anatolij Zverev, Francisco Infante, Dmitrij Plavinskij, Dmitrij Krasnopevcev, Vladimir Jankilevskij, Vladimir Jakovlev, Lidija Masterkova, Petr Belenok, Ulo Sooster, Vladimir Nemuchin, Oleg Celkov, Ernst Neizvestnyj (per un totale di 32 quadri e quattro sculture).

 “L’invito alla Villa Reale di Monza è stato per noi una piacevolissima sorpresa. Non è stato compito facile adattare a un nuovo spazio espositivo un progetto che è piuttosto complesso dal punto di vista tecnico e concettuale. Ma lo abbiamo fatto, cambiando la traiettoria del nostro volo, dunque ora il nostro progetto si chiama “Un nuovo volo su Solaris. Nuova traiettoria”. Grazie all’impegno e al supporto di tutto lo staff di Villa Reale e in particolare di Piero Addis, la nostra navicella spaziale continua il suo volo attraverso l’Italia’’.

Natalia Opaleva, Direttore generale del Museo AZ

“È con grande piacere che ospitiamo il progetto artistico “Un nuovo volo su Solaris”, allestito dal Museo AZ di Mosca, che ci permette di inaugurare un nuovo e prestigioso programma di collaborazione internazionale. La mostra, ispirata a un capolavoro del grande regista Andrej Tarkovskij, dà ai visitatori la possibilità di ammirare una selezione di lavori di grandi artisti russi del secondo Novecento e di percepire il genuino legame tra arte figurativa e cinematografica. Esprimo di tutto cuore la mia riconoscenza agli organizzatori e ai curatori della mostra che hanno reso possibile questo incontro, incontro che rappresenta l’inizio di uno stimolante dialogo artistico e culturale tra il Museo AZ di Mosca e il complesso monumentale della Reggia di Monza”.

Dario Allevi, Sindaco di Monza e Presidente della Reggia di Monza

“Un Nuovo Volo su Solaris. Una nuova traiettoria” è parte del programma internazionale portato avanti dalla Villa Reale di Monza. Per noi è un grande onore accogliere un progetto che rappresenta con tale profondità il legame tra il grande regista Andrej Tarkovskij e i capolavori dell’eccezionale pleiade di artisti russi non conformisti. Nella sua arte, Tarkovskij si rifaceva a Puškin e Dostoevskij. I suoi film penetrano nelle profondità più recondite della nostra anima. L’opera di Tarkovskij ci restituisce una sensazione di eternità, e proprio questo la rende per sempre attuale.

Esprimiamo la nostra sincera riconoscenza a Natalia Opaleva, le cui attività di mecenatismo si sono spinte ben oltre i confini russi: ora questo progetto artistico potrà essere ammirato anche dal pubblico italiano.

Piero Addis, Direttore generale della Reggia di Monza

Il Museo AZ è un giovane e dinamico museo privato russo fondato dalla collezionista e mecenate Natalia Opaleva e dalla curatrice e autrice di progetti museali Polina Lobačevskaja. Dalla sua fondazione il museo si occupa di riattualizzare l’eredità degli artisti sovietici non ufficiali degli anni ’60-’70. Le idee innovative dei curatori, le nuove tecnologie impiegate e il dialogo attivo con l’arte contemporanea trovano un ottimo riscontro di pubblico non solo in Russia, ma anche all’estero.

La Villa Reale di Monza è un edificio storico situato a Monza, piccola città non lontana da Milano. La Villa Reale è uno dei più bei palazzi europei, circondato da un parco che può competere con Versailles, ed è stato costruito nel 1777 su ordine dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria dopo la nomina di suo figlio, l’arciduca Ferdinando, a governatore della Lombardia. L’architetto Giuseppe Piermarini, che aveva costruito il celebre Teatro La Scala di Milano, fu incaricato di progettare questa grandiosa reggia neoclassica.

Nel corso dei secoli la villa è stata impiegata in qualità di residenza da sovrani italiani e austriaci. Oggi ospita un museo.

HIPPOPOETESS (la poetessa ippopotamo) – anteprima nazionale del nuovo film di Francesca Fini al Museo Macro di Roma

Scritto da Francesca Fini il . Pubblicato in Arte, Film, Spettacolo

FUORINORMA – la via neosperimentale del cinema italiano, il festival diretto da Adriano Aprà, è lieto di presentare, per la sua seconda edizione, l’anteprima nazionale del film HIPPOPOETESS (la poetessa ippopotamo), l’ultimo lavoro sperimentale della videoartista e performer Francesca Fini. La proiezione sarà al Museo Macro di Roma, giovedì 4 ottobre 2018, all’interno del progetto Macro Asilo.

HIPPOPOETESS (53′, 2018)
La poetessa ippopotamo
Un film di Francesca Fini

Grassoccia, bruttina, testarda, mascolina, invadente, anticonformista, intraprendente, ambiziosa, inarrestabile: la poetessa ippopotamo è una di noi.

HIPPOPOETESS (la poetessa ippopotamo) è un film sperimentale, surrealista, con un linguaggio ibrido tra animazione e performance art, che racconta la storia della scrittrice americana Amy Lowell e il suo desiderio di avere successo in un mondo dominato dagli uomini.
Nel film la storia di questa donna nata a Boston alla fine del diciannovesimo secolo, si sovrappone a quella dell’autrice: la sua furia intellettuale, la sua testardaggine, la sua ambizione, la sua intraprendenza, la solitudine, gli ostracismi e gli ostacoli che dovette affrontare, sono tutte cose in cui la Fini si riconosce, in cui moltissime donne si riconoscono. Come moltissime conosco bene quella forma di bullismo estetico che Amy subì da parte maschile nel corso della sua vita: lei non era perfetta, era sovrappeso, e questa particolarità veniva utilizzata contro di lei per deriderla, per sminuire il suo lavoro, proprio nella cerchia letteraria che frequentava. La chiamavano hippopoetess, poetessa ippopotamo.
Hippopoetess è una sperimentazione visiva che mescola i linguaggi del documentario di creazione, della performance, del gossip, del cinema muto, della videoarte e dell’animazione 2D e 3D, per restituire, con uno stile assolutamente contaminato, a volte tragico e a volte comico, la storia di questo personaggio suggestivo.

Dice l’autrice: “nel film racconto il rapporto di Amy con l’arte, con la poesia, con il corpo, con l’amore e con il cibo, in un continuo gioco di specchi in cui io mi rifletto in lei e lei in me. Anche le nostre voci si confondono, su un piano in cui la voce diventa atto creativo: la mia voce, rigorosamente in italiano per rispettare il suono della mia cultura, e quella di Amy, restituita nel presente grazie all’interpretazione di un’attrice americana, si fondono e si passano il testimone, in una tenera sorellanza che sfida spazio e tempo”.

sito del film: https://hippopoetess.tumblr.com/
trailer del film: https://vimeo.com/277210880

MACRO ASILO
Giovedì 4 ottobre 2018, ore 18.00, SALA CINEMA
* anteprima nazionale *
evento speciale a cura di FUORINORMA – la via neosperimentale del cinema italiano
INGRESSO LIBERO