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Matteo Fieno il pittore delle donne

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

La gestualità bilanciata e l’armonia del movimento contraddistinguono il fare pittorico di Matteo Fieno, che dimostra una consolidata maestria nella capacità di rappresentare e rievocare, con un imprinting quasi fantastico e fiabesco, figure femminili che acquistano particolare valenza iconica e simbolica e al contempo hanno un significato personale e soggettivo. Dalle raffigurazioni di Matteo, sempre curate nel minimo dettaglio, si denota la matura competenza tecnica. Nel processo creativo lo scenario riprodotto diventa il veicolo di trasmissione più adatto e congeniale per rivolgersi, parlare e comunicare con il pubblico dei fruitori, innescando un dialogo di condivisione articolato e stimolante. Con i suoi lavori si propone di dare vita ad un linguaggio di comunicazione aperta, dove l’esuberanza pittorica del colore funge da catalizzatore e accentratore dell’attenzione per dare maggior risalto all’intera narrazione. Le opere possiedono “un’intelligenza attiva” permeante e coinvolgono visivamente ed emotivamente chi le guarda. La ricchezza della visione attira e cattura in una commistione percettiva di emozione e “giocosità”. Ogni quadro ha una sua sequenza speciale, propria e specifica. Lo stile caratteristico e identificativo delle sua pittura qualifica il “deposito interno” di messaggi e contenuti sostanziali e imprime potenza espressiva alla composizione.

La dottoressa Elena Gollini nel rimarcare gli aspetti fondanti del suo modus pingendi ha spiegato: “Quella di Matteo Fieno è un’arte dotata di efficace formula comunicativa in continuo divenire e in costante progressione, che si propone come un universo di idee ritrovato e rigenerato, al cui interno Matteo ha la libertà piena e totale di esprimersi, attraverso un’estrinsecazione senza vincoli, barriere e convenzioni. La poetica artistica coincide con la volontà di appropriarsi di un linguaggio senza retaggi e sedimenti schematici imposti, nell’intento di perseguire una possibilità comunicativa autonoma e indipendente. Le opere entrano in relazione diretta e interattiva con lo spazio reale circostante e si genera un contatto diretto con lo spettatore. Matteo dimostra una straordinaria capacità di saper coniugare e sintetizzare insieme l’antico e il moderno in un’incisiva, inedita e accattivante visionarietà dal gusto contemporaneo e al passo con i tempi“. Inoltre ha sottolineato: “Nel suo fare artistico Matteo è perfettamente consapevole dei cambiamenti in atto nel mondo dell’arte. Considera l’arte viva, in grado di comunicare, di agire con il suo osservatore, se quest’ultimo è capace di partecipazione con interazione diretta e attiva. Le sue opere non appartengono al mondo predefinito e prestabilito dell’apparire e dell’essere, intesi nel senso più comune e di frequente uso del termine, ma assumono una connotazione inedita e sui generis. Il suo pensiero si può accostare a quello dell’illustre storico dell’arte Arturo Schwarz che asseriva che -un’opera d’arte per essere tale deve avere tre caratteristiche fondamentali: essere originale, provocare un’emozione, essere iniziatica“.

Rosanna Gaddoni: ritratti fatti ad arte

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’arte del ritratto ha origini e radici molto antiche e vanta grandi maestri tra i precursori di questa formula stilistica così suggestiva e pregnante di visionarietà profonda. Nel solco di questa prestigiosa tradizione prende vita la corposa produzione di Rosanna Gaddoni, talentuosa artista del panorama contemporaneo. La mentalità aperta e l’indole cosmopolita le consentono di attingere dagli insegnamenti del passato e al contempo di rivisitarli e rielaborarli in chiave moderna, originale e personalizzata, imprimendo un proprio modus pingendi soggettivo, che diventa una connotazione distintiva esclusiva e caratterizzante di forte pregio espressivo.

La portata comunicativa delle raffigurazioni è davvero sorprendente. Le immagini acquistano vita propria e sprigionano a tutto tondo una coinvolgente carica energetica e un vibrante dinamismo vitale. Il segreto di Rosanna è quello di saper fondere in perfetta alchimia di equilibrio compositivo il realismo della rappresentazione figurale, curata nel minimo dettaglio con grande perizia tecnica e la rievocazione emozionale e psicologica, che deriva dalla sua particolare sensibilità intuitiva nel saper catturare e carpire quella commistione di fattori emotivi che fanno la differenza sostanziale sul piano della resa scenica d’insieme.

“L’arte non si può separare dalla vita. È l’espressione della più grande necessità della quale la vita è capace” (Robert Henri).

Intervista: Matteo Fieno in mostra collettiva a Barletta e Savona

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

D: Il mese di Marzo si preannuncia intenso con due importanti esposizioni collettive, a Barletta e a Savona; come ti sei preparato per questi due appuntamenti?
R: Per la collettiva di Savona non sono ancora stato informato nel dettaglio in quanto gli organizzatori vogliono mantenere l’effetto sorpresa! So solamente che si terrà dal 23 al 29 Marzo a Palazzo Nervi, sede della Provincia di Savona, e sarà un’esplosione di colori. Mentre per l’esposizione di Barletta, che avrà luogo presso la Galleria ZeroUno dal 13 al 27 Marzo non mi è stato assolutamente difficile prepararmi in quanto mi sento in perfetta sintonia con il tema e titolo dell’evento “Non sogni”. Infatti il primo obiettivo del mio lavoro è creare dei personaggi che offrano degli spunti a tutte quelle persone che sentono un desiderio di fanciullezza: in ogni personaggio c’è un qualcosa di volutamente celato che offre un assist all’individuo per dare spazio alla propria interpretazione e dare forma ai propri SOGNI.

D: Ci racconti che tipologia di mostre sono; quali altri artisti avrai accanto a te? Quali organizzazioni le gestiscono?
R: La mostra di Barletta si intitola “Non Sogni” ed è una collettiva incentrata sul binomio “Arte e Cinema”, in particolare sulla pellicola di animazione “Sing”. L’esibizione è a cura della dottoressa Anna Soricaro ed è patrocinata dalla Fondazione De Nittis. Gli altri artisti che espongono sono Assunta Cassa, Alberto Capparoni e Salvo Privitera. La collettiva di Savona curata da Luigi Cerruti si intitola “Colorfull” ed è patrocinata della Provincia di Savona.

D: Con quali criteri di scelta hai individuato le opere da portare nelle due mostre? Quali sono le loro caratteristiche salienti e i tratti distintivi?
R: I lavori esibiti a Barletta sono stati scelti dalla dottoressa Anna Soricaro, da parte mia c’è stato grande apprezzamento per le sue scelte. Le opere si distinguono per una chiara componente cinematografica in quanto i miei personaggi femminili evocano un’atmosfera e raccontano un “background”. Per Savona sto ancora facendo uno studio approfondito sui lavori che più si identificano con il tema del colore. Nei prossimi giorni mi consulterò con l’organizzatore.

Positivi apprezzamenti per l’artista Matteo Fieno in mostra a Napoli

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Matteo Fieno ha recentemente esposto a Napoli, ottenendo positivi riscontri per l’interessante lavoro di ricerca creativa, a cui si sta dedicando con profonda motivazione. Ha preso parte all’esposizione collettiva denominata in modo molto evocativo “Animus et Anima” che si è svolta dal 23 febbraio al 6 marzo, presso lo storico complesso di San Severo al Pendino, nella centralissima via Duomo. L’importante rassegna rientra all’interno di un corposo programma artistico culturale pianificato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, della Regione Basilicata, del Comune di Matera e della Fondazione Matera 2019.

La pittura di Fieno si può interpretare attraverso un percorso, che partendo dall’anima e dal suo moto vibrante si dipana e si articola, toccando la sfera dei sentimenti intimi, ma anche la componente fantasiosa del sogno, quella magica dimensione onirica che tutti noi viviamo nel tripudio percettivo e sensoriale più libero, affrancato e disinibito. Ecco perché, il suo tracciato pittorico si è congiunto perfettamente con il motore trainante di questa mostra, che ha evidenziato e posto in primo piano il fattore psichico e psicologico, facendo leva su un comune denominatore di scandaglio analitico e partendo da un’autorevole affermazione del grande maestro Carl Gustav Jung, secondo il quale “ogni uomo ha in sé una donna e ogni donna ha in sé un uomo”.

Il linguaggio simbolico e metaforico nell’arte di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

A seguito delle molteplici mostre e manifestazioni alle quali ha partecipato in questi ultimi tempi, siamo ancora una volta ad intervistare il pittore e poeta, Graziano Ciacchini. Avvicinatosi alla pittura, nel 2002, l’artista ha perfezionato una forma espressiva personale ed originale, fatta di elementi simbolici, che custodiscono la chiave di accesso ad un mondo onirico nel quale Ciacchini esplora il contatto tra la realtà ed il trascendente.

D: Quanto influisce la componente onirica del sogno per interpretare e recepire al meglio le tue opere pittoriche?

R: Nei miei lavori, penso di materializzare un luogo nel quale il pensare ed il sentire, si contaminano fino a “rappresentarsi” attraverso immagini che nel loro aspetto, pur farcite di componenti reali, sfiorano il terreno della percezione e dell’immaginazione. Possiamo chiamare tutto questo sogno? E se sì, in quale accezione? Non so. Io che non sono esperto di queste materie ma mi affido a ciò che suggerisce la sensibilità, direi che è una ricerca inconscia di una “essenza” reale della quale sento la presenza, ma della quale mi sfugge il disvelarsi. Come una ricerca di radici;come un cercare di dar senso a qualcosa che forse, senso non deve avere, almeno nel significato terreno. Ecco allora che spesso nei miei lavori, si disegna un percorso ed i personaggi che popolano le tele, guardano fiduciosi nell’attesa di quel disvelarsi che spero (ma a loro non va detto, mi raccomando!) non arrivi mai.

D: Quanto influisce il linguaggio simbolico e metaforico nel tuo fare arte?

R: Influisce molto, come ho già spiegato rispondendo alla domanda precedente. Spesso nei miei lavori ho l’ardire di raccontare storie, illustrare situazioni e generare domande quindi in un certo senso, tutto è simbolo o almeno, io così lo ritengo. Ogni tanto mi piace anche inserire piccoli elementi, apparentemente senza significato, che rimandano a qualcosa o a qualcuno, ma questo in fondo è secondario, un gioco, una licenza poetica.

Il linguaggio simbolico e metaforico nell’arte di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura, Lifestyle

A seguito delle molteplici mostre e manifestazioni alle quali ha partecipato in questi ultimi tempi, siamo ancora una volta ad intervistare il pittore e poeta, Graziano Ciacchini. Avvicinatosi alla pittura, nel 2002, l’artista ha perfezionato una forma espressiva personale ed originale, fatta di elementi simbolici, che custodiscono la chiave di accesso ad un mondo onirico nel quale Ciacchini esplora il contatto tra la realtà ed il trascendente.

D: Quanto influisce la componente onirica del sogno per interpretare e recepire al meglio le tue opere pittoriche?
R: Nei miei lavori, penso di materializzare un luogo nel quale il pensare ed il sentire, si contaminano fino a “rappresentarsi” attraverso immagini che nel loro aspetto, pur farcite di componenti reali, sfiorano il terreno della percezione e dell’immaginazione. Possiamo chiamare tutto questo sogno? E se sì, in quale accezione? Non so. Io che non sono esperto di queste materie ma mi affido a ciò che suggerisce la sensibilità, direi che è una ricerca inconscia di una “essenza” reale della quale sento la presenza, ma della quale mi sfugge il disvelarsi. Come una ricerca di radici;come un cercare di dar senso a qualcosa che forse, senso non deve avere, almeno nel significato terreno. Ecco allora che spesso nei miei lavori, si disegna un percorso ed i personaggi che popolano le tele, guardano fiduciosi nell’attesa di quel disvelarsi che spero (ma a loro non va detto, mi raccomando!) non arrivi mai.

D: Quanto influisce il linguaggio simbolico e metaforico nel tuo fare arte?
R: Influisce molto, come ho già spiegato rispondendo alla domanda precedente. Spesso nei miei lavori ho l’ardire di raccontare storie, illustrare situazioni e generare domande quindi in un certo senso, tutto è simbolo o almeno, io così lo ritengo. Ogni tanto mi piace anche inserire piccoli elementi, apparentemente senza significato, che rimandano a qualcosa o a qualcuno, ma questo in fondo è secondario, un gioco, una licenza poetica.

Intervista: l’artista Graziano Ciacchini parla del Tuscania Art Festival

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Il 26 e il 27 Maggio 2018, l’artista Graziano Ciacchini è stato uno dei protagonisti dello storico Tuscania Art Festival, evento di importante valenza, tenutosi a Peccioli, nella splendida cornice delle colline di Pisa. Di seguito l’intervista realizzata in occasione della sua partecipazione all’interno della sezione artistica del festival.

D: Di recente hai partecipato al rinomato Tuscania Art Festival, è stata un’esperienza positiva?
R: Direi molto positiva, sia per il contesto urbano e per la qualità delle esposizioni, sia per la possibilità di partecipare direttamente ad una esperienza fatta di tanti apporti artistici anche molto diversi tra loro. Queste manifestazioni fanno uscire il gesto artistico da contesti più specifici per portarlo in mezzo alle persone, le quali ripagano con la nutrita presenza e con la partecipazione attenta.

D: Come è nata l’occasione di questa tua partecipazione?
R: Lo scorso anno sono andato da spettatore, perché esponevano alcuni amici. Ho scoperto allora che c’era una richiesta da fare ed una selezione da superare. Ho inviato il materiale nel mese di marzo e sono stato selezionato per l’edizione 2018. Con grande gioia da parte mia, aggiungerei.

D: Quali opere hai esposto e in che contesto?
R: Ogni artista selezionato aveva uno spazio definito da sfruttare al meglio. Ho allora pensato di dare spazio ai miei azzurri. Tra le opere esposte mi piace ricordare “La casa della fata” e “Fly”.

D: Come consideri la simbolica sinergia tra arte e musica del Tuscania Art Festival?
R: Considero la sinergia e la contaminazione tra diverse forme espressive qualcosa di assolutamente vincente, sia dal punto di vista della qualità sia dal punto di vista emotivo; punto di vista, quest’ultimo che si legge in modo decisamente chiaro sui volti del pubblico che dimostra di apprezzare una lettura a più voci della creazione artistica.

La poesia cromatica nella pittura di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Le opere pittoriche realizzate da Graziano Ciacchini possiedono una grande portata scenica rafforzata e avvalorata dalla componente cromatica, che assieme all’elemento figurativo costituisce il nucleo centrale della sua poetica espressiva. Graziano infonde nelle combinazioni tonali un profondo potere evocativo e riesce abilmente ad imprimere uno stile cromatico ad hoc ben definito e ben qualificante per la composizione d’insieme. La valenza primaria del colore si evince anche dalla perizia nella stesura che Graziano concepisce come fase cruciale.

Il colore viene scelto con ponderata selezione e viene utilizzato come prezioso strumento. Il risultato ottenuto offre allo sguardo dello spettatore un corollario colorato di armonia ed equilibrio, dominato dalla densa corposità che accentua l’effetto plastico della superficie pittorica ed esalta le raffigurazioni riprodotte in modo ottimale. Le opere attraverso il colore si animano, prendono vita, si accendono di luce propria e acquistano un fattore distintivo caratterizzante, che le rende permeanti a tutto tondo come se uscissero dai limiti della tela ed espandessero la loro ammaliante visionarietà tutto intorno. Questa è la magia che si sprigiona dalla pittura di Graziano.

Uno sguardo sull’arte di Graziano Ciacchini: intervista al pittore poeta

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Dopo la mostra personale “In un niente ch’è tutto” tenutasi a Lucca, abbiamo intervistato il poeta e pittore Graziano Ciacchini, per scoprire un po’ di più sulla sua visione artistica e poetica.

D: Hai iniziato il tuo percorso nel variegato mondo della poesia: come vedi il parallelismo tra poesia e arte?

R: Come ho già avuto modo di dire, il mio punto di osservazione è quello di un pittore e di un poeta che non ha mai sperimentato circuiti importanti. Il primo parallelismo, purtroppo negativo, che appare nitido, almeno al mio livello, è quello di un mondo semi sommerso dove per gli addetti ai lavori, spesso improvvisati, le priorità sono quelle di proporre iniziative a pagamento, per lo più fini a se stesse. Conservo decine di lettere di pseudo editori che avendo scoperto in me il nuovo D’Annunzio, mi proponevano pubblicazioni a pagamento, senza nessuna forma di promozione, senza nessuna forma di distribuzione. Nel campo della pittura, la musica non cambia. Il parallelismo che più mi piace raccontare, è invece quello legato al grande fermento che c’è, specialmente tra i giovani, aiutati spesso da spazi che magari non avranno i crismi della galleria o del circolo letterario, ma che permettono di esporre o di esprimersi. Poesia, pittura, l’arte in generale sono cosa viva ed in salute.

D: Quanto ha influito nel percorso pittorico l’essere anche poeta;

R: Nel mio caso la pittura e la poesia sono due manifestazioni diverse dello stessa ispirazione, dello stesso pensiero, della stessa istanza di dover comunicare quello che ho dentro, per riuscire, se non altro, a placare domande altrimenti prive di risposta. Molte delle tele potrebbero essere raccontate in versi e viceversa. È solo una questione di diversa espressione formale. Ho in cantiere un progetto di contaminazione in tal senso, un progetto che unisca versi ed immagini.

D: Se dovessi definire la tua vena poetica, come ti valuti e come valuti in generale il comparto poetico attuale?

R: Ho pensato un attimo se inserire i miei versi dentro qualche schema, magari facendo riferimento, indegnamente, a grandi poeti. In realtà mi sento un randagio dei pensieri, pensieri che spesso manifestano mondi possibili o mondi reali, pensieri che aiutano a liberarsi, ad aprire varchi nei quali sia possibile scorgere l’essenza od almeno illudersi di farlo. Quanto al momento attuale, credo che la poesia sia un po’ come il cinema italiano. La si dà per morta da decenni mentre in realtà, secondo me, vive e gode di buona salute. Le librerie continuano a proporla, segno di un mercato che sicuramente non di massa, continua comunque ad esistere. Si parla e si fa poesia in molte sedi, si moltiplicano le contaminazioni con altre forme d’espressione artistica, Il tanto bistrattato web ed i tanto bistrattati social hanno fatto incontrare persone le quali, sia come fruitori che come scrittori, vivacchiavano solitari e questo ha fatto nascere molte iniziative: incontri, dibattiti, reading ed anche riviste letterarie. In sintesi dire che (per fortuna) le cose belle non muoiono mai!

Graziano Ciacchini poeta pittore di profonda ispirazione

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Il pittore Graziano Ciacchini, artista contemporaneo di grande talento creativo, è anche un sensibile poeta moderno. Ha ottenuto positivi traguardi e apprezzamenti nel campo poetico e conserva anche nello stile pittorico una soavità raffinata e un’aggraziata eleganza tipiche del suo linguaggio aulico. Queste due componenti sono molto armoniose all’interno delle composizioni e accentuano l’afflato emozionale e lo stimolo emotivo da parte del fruitore.

Ciacchini con sapiente abilità calibra e dosa nello scenario narrativo rimandi e richiami di portata lirica e costruisce scenari con sequenze percettive articolate su più piani, proprio per consentire una compartecipazione piena. La poesia del cuore e del sentimento, che lo guida nel gesto creativo, è un plus valore aggiunto alla portata d’insieme. Ciacchini riesce dunque a mostrare al meglio nella pittura quel suo pregevole lato poetico, che diventa una connotazione caratterizzante e distintiva della sua corposa produzione, infondendo una speciale e inconfondibile magia di contorno che pervade e avvolge con suadente intreccio.