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Immobili: qual è stato l’effetto Morandi su Genova

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

È passato un anno esatto dal crollo del Ponte Morandi di Genova, ma cosa è accaduto ai cittadini che in seguito a quella tragedia dello scorso agosto si sono trovati, da un giorno all’altro a non poter più entrare nella loro casa su cui, magari, gravava un mutuo? E che ripercussioni ha avuto il crollo del ponte sul mercato immobiliare genovese? Mutui.it e Facile.it, in collaborazione con Franco Canevesio, se lo sono chiesti e hanno scoperto delle cose interessanti; 12 mesi dopo quel drammatico 14 agosto, finalmente arriva qualche buona notizia, a cominciare dal risarcimento riconosciuto; circa 2.000 euro a metro quadro.

Mutui, indennizzi da 2.000 euro al metro quadro.

L’ultima data importante di questa storia è, in ordine di tempo, il 6 agosto 2019 quando è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dell’Interno relativo al rimborso al Comune di Genova del minor gettito dell’IMU e della TASI, riferito alle annualità 2019 e 2020. Il provvedimento si è reso necessario per l’esenzione applicata ai fabbricati “oggetto di ordinanze sindacali di sgombero adottate a seguito dell’evento del crollo di un tratto del viadotto Polcevera dell’autostrada A10”. Al Comune, dunque, viene assegnato un contributo di 210 mila euro per ciascuna annualità 2019 e 2020.

«Entro febbraio 2019 sono stati indennizzati tutti gli aventi diritto; ossia gli abitanti di via Porro dal numero 5 al 16 e di via del Campasso 39 e 41», spiega Franco Ravera, presidente del comitato Quelli del ponte Morandi. Il Decreto Genova ha previsto gli indennizzi allargando agli sfollati del ponte Morandi il Pris, Pogramma regionale di intervento strategico, inizialmente previsto per gli espropriati dalla gronda.

Ogni proprietario ha ricevuto 2.025,50 euro di indennizzo per ogni metro quadro di casa; le voci principali che formano la cifra complessiva sono il risarcimento del valore venale dell’immobile (calcolato in circa 1.500 euro a metro quadro) e le spese di riacquisto degli arredi e di ogni altra spesa accessoria per la ricollocazione abitativa (circa 450 euro). A questi importi è stato aggiunto, per ogni unità abitativa, un indennizzo forfettario di importo pari a 45.000 euro secondo quanto previsto dalla legge della Regione Liguria 3 dicembre 2007 n. 39, che disciplina i Programmi regionali di intervento strategico (PRIS) e un ulteriore risarcimento, di 36.000 euro, per l’improvviso sgombero.

Ad essere indennizzate sono state 260 famiglie; 200 proprietarie residenti e 60 in affitto (con i relativi 60 proprietari non residenti). «Tutto è filato liscio, anche se con qualche ritardo» – sottolinea Ravera – «le pratiche sono state inoltrate tramite notai: gli indennizzi avrebbero dovuto arrivare entro fine dicembre 2018, ma per via di qualche professionista che ha allungato i tempi la questione si è conclusa a febbraio 2019».

Il mercato immobiliare di Genova. Quale è oggi la situazione immobiliare del comune di Genova? Un buon metro per comprenderlo è la richiesta di mutui per l’acquisto della casa presentati alle banche. «Nel primo semestre del 2018, quando il ponte era ancora in piedi» afferma Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it«secondo i dati del nostro portale, a Genova faceva capo l’1,37% delle domande di finanziamento presentate in Italia. Un anno dopo, nel primo semestre del 2019, il valore rilevato tramite il nostro osservatorio è sceso allo 0,98% e non si può escludere che un calo di questo tipo possa anche essere stato generato dall’incertezza che il crollo del ponte ha diffuso in merito all’opportunità di un investimento nella città della Lanterna; nell’ultimo periodo, però, stiamo assistendo ad una leggera inversione di tendenza e questo fa ben sperare».

12 banche per gli sfollati del Polcevera. Per ciò che riguarda i mutui che gravavano sulle case ubicate nella zona del crollo ci sono buone notizie e, a detta dei diretti interessati, le banche hanno risposto bene all’appello degli sfollati con ben 12 istituti che hanno firmato l’accordo quadro tra ABI Liguria e associazioni dei Consumatori. Questo prevede la sospensione delle rate dei mutui e di eventuali prestiti personali non solo ai danneggiati residenti o lavoratori nella cosiddetta “zona rossa” o aree limitrofe, ma anche tutti coloro che a causa del crollo hanno perso il posto di lavoro o lo hanno dovuto sospendere per almeno 30 giorni. A firmare sono stati: Carige; Banca di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei Fiori; Banca di credito cooperativo di Cherasco; Banca Passadore; Popolare Sondrio; Banco di Desio e della Brianza; Banco di Sardegna; la sede italiana della Barclays Bank; Intesa Sanpaolo; Ubi Banca; Unicredit e Unipol Banca.

Assicurazioni mutui sospese. Note positive arrivano anche dal ramo assicurativo visto che Ania ha tenuto fede a quanto garantito firmando, a febbraio 2019, un protocollo con le associazioni dei consumatori. Tra i benefici previsti dal documento, la proroga dei termini per il pagamento dei premi o delle rate di premio di tutte le polizze in essere se l’assicurato coincide con chi ha subito il danno.

L’intesa garantisce inoltre che, in caso di sospensione del pagamento delle rate del mutuo, l’abbinata polizza assicurativa sulla vita verrà gratuitamente estesa fino alla nuova scadenza del finanziamento e che in caso di mutui estinti verrà restituita agli assicurati la quota di premio versata e non goduta relativa alle polizze abbinate.

Vendite in aumento e nuova vita a Certosa. Solo qualche proprietario non residente, pare, è ricorso al Tar pretendendo di ottenere un rimborso maggiore. Il resto è la voglia di tornare a vivere. Spiega Bruno Fraternale, broker owner di Re/Max«Sul crollo del Morandi le autorità competenti hanno rimborsato gli sfollati con importi due e anche tre volte superiori ai valori immobiliari di vendita del periodo. Risarcimenti doverosi visti i gravi disagi. Le famiglie hanno in gran parte ricomprato generando un ritrovato interesse per la zona di Certosa, con un aumento medio delle transazioni. Di fatto – prosegue Fraternale – non abbiamo registrato alcun effetto Morandi: la nostra agenzia ha aumentato le vendite del 23% rispetto all’anno precedente, con oltre 400 transazioni, di cui il 20% nella zona Valpolcevera. Dico di più: la costruzione del nuovo ponte, con una complessiva riqualifica delle aree interessate, fa prevedere in aumento dei prezzi tra Sampierdarena, Cornigliano, Area Fiumara, Campi».

Dario Fo, la mostra curata da Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes alla Milano Art Gallery

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Da Venezia a Milano, la presentazione del 50° dell’opera più famosa di Dario Fo, Mistero Buffo, si sposterà alla Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a partire da giovedì 18 aprile. Alle 18 la mostra Dario Fo a cura del prof. Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes, manager di noti vip, verrà inaugurata qui al cospetto di un nutrito pubblico di interessati. Il direttore delle Milano Art Gallery Nugnes e il famoso fotografo Roberto Villa, amico del Premio Nobel e artefice degli scatti esclusivi riguardanti il giullare più rivoluzionario d’Italia, ne ripercorreranno vita e opere. Assieme all’assessore alla Partecipazione, Cittadinanza Attiva e Open Data Lorenzo Lipparini, l’esposizione darà spazio anche a un ristretto gruppo di artisti fino a giovedì 9 maggio. Presenti al taglio del nastro anche il console dell’Ecuador e quello di Panama.

L’esposizione dedicata al celebre attore e artista intende celebrare nell’anniversario di una delle sue più famose opere teatrali, il Mistero Buffo, la vita e la creatività di un uomo dalla mente brillante e anticonformista. E lo farà nella storica galleria milanese che da oltre cinquant’anni ospita esposizioni e incontri culturali dei più grandi artisti del panorama italiano ed europeo, tra cui proprio lo stesso Dario Fo, Gino De Dominicis, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Mario Schifano, Amanda Lear, Gillo Dorfles e molti altri. Qui si materializzeranno i ricordi legati all’ideatore del modello di teatro di narrazione e del grammelot, si brinderà a chi è riuscito a riempire gli stadi con uno dei suoi cavalli di battaglia, il Mistero Buffo per l’appunto, e a replicare migliaia di volte i suoi spettacoli.

Alla mostra Dario Fo si respirerà quella stessa energia che il Premio Nobel trasmetteva con le sue parole, aiutati anche dalle opere di artisti del panorama contemporaneo.

Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Snom e VTech: un secondo anniversario di successo

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Il pioniere del VoIP Snom Technology celebra due anni dal suo ingresso nel gruppo VTech, leader di mercato nella produzione di telefoni cordless. L’acquisizione ha permesso a VTech di guadagnare importanti quote di mercato nell’ambito della telefonia business, mentre Snom ha potuto beneficiare a livello internazionale sia di aperture su una nuova tipologia di clientela, sia dell’elevato grado di industrializzazione della produzione di VTech.

Fabio Albanini, Head of Sales South Europe and Managing Director Snom Italy, afferma: “Questa collaborazione ci ha permesso di rafforzare la nostra posizione sul mercato consentendoci di fornire prodotti di prima categoria in tutto il mondo. Il nostro intento è offrire sempre ai nostri clienti un valore aggiunto. L’accesso alla capacità manifatturiera di VTech ha ridotto i nostri costi di produzione, consentendoci di conseguenza, di ridurre il prezzo dei nostri terminali.

L’acquisizione ha portato a una crescita esponenziale di Snom e a una scelta più ampia per il cliente – l’azienda ha presentato tredici nuovi prodotti negli ultimi due anni. Il D735, dotato di un sensore di prossimità che permette il risparmio energetico, e lo headset Snom A170 wireless DECT sono solo due tra gli apparecchi più innovativi lanciati dopo l’acquisizione. Anche il team di ricerca e sviluppo globale di Snom è cresciuto di pari passo con l’importante incremento del business dell’azienda, che ora dispone di centri R&D a Vancouver, Hong Kong e Taiwan, oltre che nella sede centrale di Berlino.

C.H.Tong, VP Telecommunication Products di VTech, afferma: “La reputazione di Snom come fornitore di prim’ordine di terminali VoIP ha rappresentato il punto di partenza per una partnership ideale. Per noi era importante collaborare con un’azienda che avesse la nostra stessa cultura e sposasse i nostri valori. Dalla nostra collaborazione degli ultimi due anni sono scaturiti numerosi benefici reciproci e mi entusiasma l’idea di vedere come si svilupperà il nostro percorso in futuro”.

Dall’acquisizione, Snom ha mantenuto intatta la forte identità del brand e continua a fornire prodotti innovativi di alta qualità, caratterizzati da un rapporto prezzo-prestazioni sempre più competitivo.


Chi è Snom

Leader su scala mondiale e marchio premium di innovativi telefoni VoIP professionali di livello enterprise, Snom fu fondata nel 1997 e ha sede a Berlino. Pioniere del VoIP, Snom lancia il primo telefono IP al mondo nel 2001. Oggi, il portafoglio di prodotti Snom è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di comunicazione presso aziende di ogni ordine e grado, call center, nonché in ambienti industriali con particolari requisiti di sicurezza.
Sussidiaria di VTech Holdings Limited dal 2016, Snom conta uffici commerciali dislocati in Italia, Regno Unito, Francia e Taiwan, vantando altresì una reputazione internazionale eccellente nel mercato del Voice-over-IP. L’innovazione tecnologica, l’estetica del design, la semplicità d’uso e un’eccezionale qualità audio sono solo alcune delle caratteristiche che distinguono i rinomati prodotti Snom. L’attuale gamma di prodotti Snom è universalmente compatibile con tutte le principali piattaforme PBX ed è stata insignita di numerosi premi in tutto il mondo da esperti indipendenti.
Ingegnerizzate in Germania, le soluzioni IP di Snom rappresentano la scelta perfetta nei mercati verticali, come la sanità e l’istruzione, dove sono richieste soluzioni specializzate nella comunicazione business, nell’IoT e nelle tecnologie intelligenti.
Per maggiori informazioni su Snom Technology GmbH, si prega di visitare il sito www.snom.com
Per maggiori informazioni su VTech  www.vtech.com

1987-2017: happy birthday MecVel, da 30 anni sempre in movimento

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Industria

Nel 2017 MecVel taglia il traguardo dei 30 anni di attività e festeggia questo successo nel migliore dei modi: oltre a introdurre importanti novità all’interno della propria gamma di prodotti, l’azienda diventa più grande non solo nello spirito ma anche nel “corpo”

Il 10 settembre 2017 MecVel spegne 30 candeline, e per l’occasione si regala un ampliamento delle linee produttive, con un nuovo stabilimento adiacente all’attuale struttura. L’obiettivo è di massimizzare il proprio rendimento, grazie anche all’utilizzo di diversi magazzini automatizzati, a dimostrazione dello sviluppo tecnologico e del livello d’innovazione raggiunto dall’azienda, che aumenta la sua capacità produttiva a 60.000 pezzi l’anno.

Dal 1987 il core business di MecVel è la progettazione e la produzione di attuatori lineari elettrici e martinetti meccanici, sistemi di movimentazione che utilizzano motori, riduttori e assi di spinta per trasformare il moto rotatorio del motore in un movimento lineare, permettendo di sollevare, posizionare, spingere o tirare qualsiasi carico fino a 200.000 N (20 tonnellate). A questo si aggiunge un importante servizio di customizzazione, che consiste nel configurare ogni prodotto nel dettaglio, in modo da adattarlo alle specifiche esigenze della singola applicazione, creando una soluzione su misura per ogni cliente.

In 30 anni di storia, l’azienda è passata dall’essere una piccola realtà nel mondo dell’artigianato locale a leader nel mercato degli attuatori lineari e dei martinetti meccanici, con una fortissima presenza a livello mondiale, confermata dal fatto che il 50% del fatturato (10 milioni di euro nel 2016) proviene da importanti aziende del panorama internazionale e da progetti speciali nei più diversi ambiti industriali: dalle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico) all’industria pesante (siderurgico e minerario), dal packaging al medicale, dall’automotive al settore dei trasporti e all’automazione in generale.

Tutto questo senza mai allontanarsi dalle basi su cui MecVel è stata costruita: valorizzazione del Made in Italy, che da sempre identifica un livello di know-how e una qualità senza precedenti, e una continua attività di ricerca e sviluppo per essere costantemente in linea con le richieste del mercato. È così che tra i vari ingredienti che hanno portato a questo traguardo, non può mancare una gamma in costante evoluzione, con l’obiettivo di offrire sempre di più il prodotto perfetto per la tipologia di applicazione cui è destinato, rispettando la mission dell’azienda: dare vita a prodotti in grado di migliorare e rendere unica ogni movimentazione lineare.

Da 30 anni l’incontro tra profonda esperienza e progresso tecnologico costituisce il nucleo di una costante crescita aziendale, ma l’efficacia si arricchisce significativamente di fronte alla coesione della squadra: è proprio alle risorse umane che MecVel ha deciso di dedicare, lo scorso 15 settembre 2017, la celebrazione di questo importante traguardo, con un evento dal sapore familiare che ha lasciato trasparire il forte senso di appartenenza di un gruppo di lavoro affiatato e competitivo, verso il quale la proprietà ha dimostrato tutta la sua riconoscenza. Una serata dal clima festoso rivolta a chi, in passato, ha reso grande quest’azienda e a chi, anche e ancora oggi, contribuisce alla sua rapida espansione con dedizione e determinazione. Un trentennio è trascorso, tra sfide stimolanti e successi, e tanti altri dovranno ancora venire: MecVel spegne queste candeline con molte consapevolezze e lo sguardo già proiettato al futuro.

www.mecvel.it

Moto e sicurezza: G DATA partner ufficiale del World Ducati Week

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Sport, Tecnologia

Logo-Claim-2015-3c-highresNon solo MotoGP ma anche World Ducati Week per condividere il messaggio G DATA con i ducatisti di tutto il mondo: la sicurezza prima di tutto.

Con lo slogan «More Than Red» Ducati ha appena presentato il World Ducati Week 2016. Un claim cui si allinea totalmente anche G DATA, che condivide con Ducati non solo il colore rosso della livrea aziendale ma numerosissimi elementi, su cui capeggia una visione condivisa: fornire prodotti di qualità e affidabili ai propri clienti, assicurando loro la massima mobilità, seppure in settori e modi differenti.

Ma è proprio questa univocità di intenti e valori tra le due aziende a fare del World Ducati Week 2016 una tappa irrinunciabile per G DATA nel quadro della partnership avviata con Ducati, che festeggia proprio quest’anno il suo novantesimo anniversario.

PANIGALE_GDATA_OFFICIAL

Il messaggio chiave del vendor teutonico per gli oltre 65.000 visitatori previsti per l’edizione di quest’anno del World Ducati Week 2016 (1 – 3 luglio / Misano World Circuit) è uno: in qualunque situazione, specie quando si tratta di avvalersi di mezzi di locomozione o di lavoro che comportano rischi o sono a rischio, bisogna pensare prima di tutto alla sicurezza.

Ecco quindi che i corsi che si terranno presso la Ducati University sono “secured by G DATA”. In questo frangente la sessione di venerdì sulla telemetria e la messa in sicurezza dei dati raccolti dal team per la messa a punto delle strategie di gara sarà di particolare interesse per i “data cruncher” tra i centauri, ma non solo. Il programma della Ducati University prevede la condivisione di nozioni di primo soccorso, di teoria della guida su pista e di informazioni sulla progettualità di Ducati Corse per la MotoGP e la SBK.

“Ci piace pensare di essere un produttore fuori dalle righe”, afferma Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia. “La nostra partnership con Ducati per il World Ducati Week fa parte della nostra particolarità. Siamo quindi davvero lieti di dare risalto al tema della sicurezza insieme a Ducati, in una cornice ben diversa dal grigio cliché in cui spesso sono relegati i vendor IT”.

Chi è G DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l’inventore dei software antivirus. L’azienda, fondata nel 1985 a Bochum, più di 28 anni fa sviluppò il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati hanno dimostrato che la IT security “Made in Germany” offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.

Dal 2005 la fondazione Stiftung Warentest si occupa di testare i prodotti di sicurezza informatica. In tutti e sette i test, condotti dal 2005 al 2014, G DATA ha sempre ottenuto il miglior punteggio per il rilevamento virus. Nei test comparativi di AV-TEST, G DATA ottiene regolarmente i migliori risultati in termini di individuazione di malware.

Anche a livello internazionale InternetSecurity di G DATA è stato eletto miglior pacchetto di sicurezza per Internet da riviste specialistiche indipendenti in diversi Paesi, tra cui Australia, Austria, Belgio, Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti.

In Italia la soluzione G DATA Internet Security è stata insignita per il quarto anno consecutivo del bollino “Miglior Acquisto” di Altroconsumo. L’azienda ha collaborato altresì con Assintel all’elaborazione del notissimo Report, giunto, nel 2015, alla sua decima edizione e alla stesura del Security Report 2015 del Clusit. G DATA è altresì partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati ed è partner esclusivo di Microsoft per la messa in sicurezza del Microsoft Cloud tedesco.

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

G DATA compie 30 anni: l’antivirus fu inventato nella regione della Ruhr

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Informatica, Internet, Tecnologia

Logo-Claim 2015 EN 4CIn trent’anni da start-up in garage a produttore di rilevanza mondiale, G DATA, padre dell’antivirus, ringrazia i propri utenti con un’edizione promozionale delle
proprie applicazioni per la sicurezza IT.

Bochum (Germania) – G DATA celebra il suo 30esimo anniversario. Fondata nel 1985 da Kai Figge e Andreas Lüning, l’azienda diede luce tre decenni fa al primo software antivirus in assoluto. Per festeggiare il suo compleanno G DATA offre a tutti i suoi utenti un’edizione speciale di G DATA INTERNET SECURITY 2015, soluzione che ha ottenuto il riconoscimento “Miglior Acquisto” di Altroconsumo e il premio della fondazione teutonica Stiftung Warentest. L’edizione “speciale anniversario” è disponibile presso i rivenditori G DATA al prezzo di € 30 per 3 PC.

“30 anni sono molti nell’industria IT. Da quando il mio socio Andreas Lüning inventò l’antivirus, la sicurezza IT si è evoluta da area di nicchia a settore dominante, quasi quotidianamente annoverato dai media per motivi tecnici, commerciali e politici. Oggi G DATA é tra le più note aziende di sicurezza IT nel mondo,” afferma Kai Figge, membro del consiglio e co-fondatore di G DATA Software AG.

G DATA compie 30 anni: da start-up in garage ad azienda di portata globale
Nel 1985 Kai Figge e Andreas Lüning visitarono la Fiera di Hannover. Entrambi rimasero affascinati dal nuovo Atari ST presentato allo show. La richiesta di questi computer e software fu enorme sin dall’inizio. I due giovani decisero quindi di cogliere questa opportunità e di sviluppare software che commercializzarono con il nome di G DATA. I primi virus per Atari comparvero poco dopo, diffondendosi dai floppy disk via boot sector. Allora non esistevano software in grado di offrire protezione contro questo tipo di malware: un’ispirazione per Andreas Lüning che nel 1987 sviluppò il primo software in grado di scansionare i floppy disk – la prima soluzione commerciale per la sicurezza IT al mondo.

Soluzioni per la sicurezza disponibili in oltre 90 Paesi
La start-up con sede a Bochum crebbe fino a diventare un’azienda con più di 400 dipendenti in tutto il mondo. Dieci anni fa l’azienda decise di concentrarsi interamente sulla sicurezza IT. Il portfolio di prodotti include oggi soluzioni complete per la tutela di dati e informazioni critiche di aziende e consumatori, disponibili in più di 90 Paesi.

G DATA ringrazia i propri utenti per i trent’anni di successi con l’edizione celebrativa di G DATA INTERNET SECURITY ad un prezzo speciale.


GDRIS26 IT JUBI 3PC KM37 72750 3D RGBLa miglior protezione: G DATA INTERNET SECURITY

G DATA INTERNET SECURITY tutela in modo affidabile PC e dati personali– con la migliore protezione contro virus e Trojan ed un potente firewall. Ciò significa che gli utenti sono protetti contro ogni pericolo – sia che essi stiano scrivendo email, utilizzando l’online banking o semplicemente navigando.

Le caratteristiche più rilevanti in sintesi:

  • Sicurezza completa per 3 PC
  • La miglior protezione contro virus ed altri malware, certificata da enti e associazioni indipendenti
  • Protezione istantanea per email, anche con crittografia SSL
  • Protezione degli exploit: blocca i malware che sfruttano i punti deboli del software
  • Protezione contro Keylogger: automatica, in tempo reale ed indipendente dalle signature
  • Protezione contro la pirateria tramite firewall
  • Tecnologia BankGuard per online banking sicuro
  • AntiSpam contro email pubblicitarie e di phishing
  • Servizio clienti gratuito 24/7/365

Prezzo speciale: € 30 (prezzo di listino consigliato)

Festeggiamo insieme

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

Festeggiare le persone e con le persone che ogni giorno vivono e condividono luoghi e valori. Iniziano così, con un evento per tutti i dipendenti e le loro famiglie, i festeggiamenti del Sessantesimo anniversario della fondazione di Varvel SpA, PMI bolognese specializzata nell’ambito delle trasmissioni di potenza e simbolo di un’imprenditoria made in Italy d’eccellenza.
Una scelta voluta dalla direzione dell’azienda per celebrare non una mera data, bensì i tanti traguardi raggiunti nel corso di sei decenni in cui Varvel ha saputo costruire un’importante rete d’impresa, basata su solidi rapporti con tutti i suoi collaboratori e partner, in Italia e nel mondo.
Così se il 24 febbraio 1955 si costituiva la società, a distanza di sessant’anni è stata individuata il 28 febbraio 2015 come la data più consona per ricordare quel momento tutti insieme. Un incontro voluto e organizzato non solo per i dipendenti del gruppo Varvel, ma anche per le loro famiglie, per un sabato dedicato al divertimento di grandi e piccoli.
Un motivo di orgoglio e di gioia, il Sessantesimo, che è anche un momento di presa di coscienza degli importanti obiettivi e delle nuove sfide che attendono Varvel per il futuro, nel processo di sviluppo ed internazionalizzazione che vede l’azienda impegnata sia nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti che nell’estensione della presenza all’estero che oggi supera i 60 paesi in tutti e cinque i continenti.
“Grazie all’impegno di ogni singolo individuo – affermano Francesco Berselli e Mauro Cominoli, Presidente e Direttore Generale di Varvel SpA – alla condivisione di valori comuni e al desiderio di vivere il lavoro animati da quei principi che rendono Varvel socialmente responsabile, l’azienda si è sviluppata in questi sei decenni diventando una realtà a livello mondiale. Abbiamo quindi ritenuto opportuno e doveroso festeggiare quest’anno così importante con le persone che hanno permesso a Varvel di crescere, generare lavoro e proiettarsi con rinnovato slancio nel futuro”.

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980 n. 9 – 40056 Crespellano BO – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 0516721825 – varvel@varvel.com
Ufficio stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200
Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com

Sessant’anni di storia

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

Un momento molto atteso e ora pronto per essere celebrato, tra piacevoli ricordi e nuovi progetti per il futuro. Nel 2015 ricorre infatti l’anniversario della fondazione di Varvel S.p.A., PMI bolognese specializzata nell’ambito delle trasmissioni di potenza e simbolo di un’imprenditoria made in Italy d’eccellenza.
Sei decenni di storia, di intenso lavoro ed una dedizione non comune non soltanto all’ottenimento dei risultati, ma anche alla costruzione di una rete di impresa che ha saputo crescere e svilupparsi, creando posti di lavoro, collaborazioni con scuole, università e centri di ricerca, lanciando un programma di internazionalizzazione che non ha mai fatto perdere di vista all’azienda il territorio in cui è ubicata.
Innovazione e tecnologia, ma anche persone e progetti umanitari, in un mix di valore e valori che ha dato vita ad una realtà presente oggi in 60 paesi, in tutti i 5 continenti.
Dai pezzi realizzati a mano nella prima sede, nel centro storico di Bologna, ad un complesso che oggi vanta 40.000 metri quadrati, di cui il 50% occupati dagli stabilimenti, ed un gruppo caratterizzato da cinque imprese, per circa 200 dipendenti, Varvel è un punto di riferimento per la qualità dei prodotti, ma anche per la grande capacità di personalizzazione dei pezzi e la modularità dei kit di assemblaggio, coniugando efficienza e affidabilità, semplicità e alto livello di servizio.
Una storia importante, iniziata il 24 febbraio 1955 e che oggi rappresenta un’esperienza preziosa per affrontare il futuro con rinnovato slancio, in vista di nuovi successi. Tra questi, l’accesso al programma Horizon 2020 che le ha permesso di avviare gli studi per un nuovo riduttore che promette di rivoluzionare il mondo delle trasmissioni meccaniche.
Tante le novità 2015, a partire dalla nuova serie di riduttori made in Varvel che verrà presentata nel corso della prossima edizione della fiera di Hannover, in cui l’azienda ospiterà i visitatori della manifestazione internazionale in un nuovo stand, volto a sottolineare attraverso moderne tecnologie la progettualità innovativa del gruppo.
I festeggiamenti per il sessantesimo sono un modo per ripercorrere, tra eventi e strumenti come il nuovo sito, ma anche social network, house organ, video aziendale ed un rinnovato company profile, una storia in cui, oltre al lavoro, una cura particolare è sempre stata posta nei confronti della qualità, dell’impatto ambientale e delle persone, come testimoniano le diverse certificazioni ottenute nel corso degli anni. Tra queste, si possono annoverare la certificazione, fin dal 1997, del Sistema di Gestione per la Qualità UNI EN ISO 9001 e quella del Sistema Ambientale, secondo la norma UNI EN ISO 14001 ottenuta nel 2001, ma anche la recente certificazione del Sistema di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, secondo lo standard internazionale BS OHSAS 18001 e i crediti certificati per l’impiego di energia proveniente da fonti rinnovabili, per ridurre ulteriormente il proprio impatto ambientale.
A riprova del concetto di impresa socialmente responsabile, Varvel considera nella definizione della propria strategia, come nei principi e nei comportamenti di gestione quotidiani, gli interessi di tutti gli stakeholder e gli impatti del proprio operato a livello economico, sociale ed ambientale.
Un insieme di valori che sono al tempo stesso linee guida che influenzano il comportamento e le azioni di tutti coloro che operano in azienda o per conto di essa. L’impegno nel sociale è infatti uno degli elementi che ha caratterizzato Varvel nel corso degli anni. Dal 2004, l’azienda di Crespellano (BO) sostiene 3 Onlus, Unicef, Medici Senza Frontiere e ANT Associazione Nazionale Tumori, versando per ognuna un contributo di 0,02 euro per ogni prodotto venduto, legando direttamente i propri risultati economici alla tutela di persone meno fortunate. Oltre agli innumerevoli interventi a favore di enti, associazioni, istituzioni, scuole, con contributi economici, formazione, incontri e convegnistica, così come la collaborazione con le università per l’introduzione etica dei giovani nel mondo del lavoro, testimoniando nell’edizione annuale del bilancio di sostenibilità una trasparenza ed una concretezza che le hanno permesso di essere presente con un’esposizione triennale presso il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, comprovano la condotta esemplare e l’eccellenza produttiva di Varvel nel corso della sua storia.
“In un anno così importante – afferma Francesco Berselli Presidente di Varvel S.p.A – festeggeremo con tutta la community di stakeholder che ci ha sostenuto e che ha costruito con noi un percorso comune. E’ difficile sintetizzare sei decenni di storia aziendale e condensare il tutto in poche righe. Per questo siamo sempre disponibili a condividere con gli altri le nostre esperienze, cercando di far percepire il più possibile quell’insieme di valori che ci animano quotidianamente e che sono uno dei punti di forza e di grande coesione di questo gruppo”.
“Si tratta di un grande traguardo – conferma Mauro Cominoli, Direttore Generale di Varvel S.p.A. – ma anche di un trampolino per il futuro. Gli investimenti in tecnologia, logistica, informatica sono stati determinanti per continuare a sviluppare quel processo di internazionalizzazione in cui siamo impegnati già da diversi anni, oltre alla ricerca che ci consente di dar vita a prodotti sempre nuovi in linea con le richieste del mercato e talvolta persino anticipandole”.

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980 n. 9 – 40056 Crespellano BO – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 0516721825 – varvel@varvel.com
Ufficio stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200
Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com

Salvo Nugnes visita la mostra dedicata al FAI: “Prezioso il lavoro svolto dal Fondo Ambiente Italiano in 40 anni d’intensa attività”

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Ambiente, Arte, Cultura, Fotografia

Nel rinomato contesto di “La Cavallerizza” di Milano presso la sede operativa del FAI (Fondo Ambiente Italiano) si è aperta l’importante mostra fotografica intitolata “Conoscere e amare l’Italia: Le trasformazioni del paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni” un’esposizione realizzata in occasione dell’anniversario celebrativo dei 40 anni del Fai.

Interpellato per un’intervista, a seguito della recente visita alla mostra, il manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes ha espresso le sue considerazioni in merito spiegando “Questa mostra, composta da circa 300 immagini, porta sulla scena gli scatti dell’architetto milanese Bazzoni, padre simbolico e fondatore dell’organizzazione e ripercorre le tappe principali del suo fervido impegno civile per la tutela dell’inestimabile patrimonio culturale italiano a partire dagli anni Cinquanta. Bazzoni ha progettato edifici industriali e alberghieri, abitazioni e ospedali, ma la sua passione più forte è stata da sempre orientata verso l’architettura rurale, che lo ha portato in viaggio in giro per l’Italia, alla ricerca di testimonianze di un mondo che andava scomparendo. In questo percorso ‘Nell’Italia minore’ Bazzoni si è affidato alla sua macchina fotografica per registrare, descrivere e interpretare le grandi trasformazioni del paese, quando da agricolo è diventato industriale e postindustriale”.

E aggiunge “A completamento integrativo della mostra è interessante anche visionare i due dossier di documenti riguardanti l’attività professionale svolta da Bazzoni e l’impegno nelle associazioni da lui presiedute, delle quali è stato fondatore e dirigente, Italia Nostra e FAI. La mostra si presta ad essere visitata da un target molto vasto ed eterogeneo di pubblico e rappresenta l’Italia che emoziona, l’Italia che gli italiani amano, che piace, ma anche l’Italia che rattrista perché’ dimenticata e umiliata. La mostra si fa portavoce di un messaggio sociale simbolico di stimolo a combattere contro il degrado e a riconoscere l’importanza della bellezza e del suo valore da salvaguardare al meglio”.

Milano Art Gallery: José Dalì intervistato sulla mostra dedicata al padre Salvador Dalì ai 110 anni dalla nascita

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Intervistato José Dalì, in occasione della mostra personale “La verità surreale“, organizzata in occasione dell’anniversario dei 110 anni della nascita del padre il celebre maestro del Surrealismo Salvador Dalì, presso la storica Milano Art Gallery via Alessi 11, Milano dall’11 al 26 maggio 2014, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. L’esposizione verrà inaugurata domenica 11 maggio alle ore 18.00, con un prestigioso evento di vernissage in presenza dell’artista.

1) Ci racconta com’è avvenuto il suo esordio nel mondo dell’arte? E’ vero, che già dai 7 anni dipingeva?

Il mio esordio nel mondo dell’arte forse non è ancora mai avvenuto. Prima di tutto, io non sono un artista, non mi ci sento, dipingo per il mio grande egoismo, per il gusto di fare una cosa che mi piace. Ogni volta che faccio una mostra per me è una sofferenza, un atto di esibizionismo. Espongo e poi scompaio per un po’ di tempo, quindi è come se non avessi mai esordito nel mondo dell’arte. Quando realizzo un quadro o dei quadri mi piace guardarmeli, magari farli vedere agli amici e basta. È una vita che dipingo e che espongo, ma cerco di farlo a piccole tappe. Quando era piccolo cercavo di scimmiottare mio padre che non mi permetteva di andare nell’area in cui lavorava perché aveva paura che gli rovinassi i quadri, ma sono giochi da bambini, sono cose che fanno tutti, anche quelli che poi da grandi non fanno i pittori o gli artisti.

2) Che rapporto aveva con suo padre il grande Salvador Dalì? Ha qualche particolare aneddoto, che vuole rivelarci?

Di aneddoti ne ho tantissimi, mio padre è stato molto particolare! Da ragazzino lo vedevo pochissimo, lui e mia madre erano impegnati nelle loro mostre, li incontravo quando i miei tutori, ai quali mi avevano affidato in Italia, mi portavano in Spagna. Poi li ho rivisti da adulto, dove è cambiato un po’ il legame, ma resta un rapporto particolare con due persone particolari, perché i miei genitori erano molto giocherelloni, si divertivano con tutto e soprattutto con gli esseri umani e ancor di più con me, facendomi degli scherzi. Gli aneddoti che mi vengono in mente sono due: il primo, quando mio padre Salvador, si è presentato ai piedi del mio letto in piena notte con una candela, una lampadina accesa in mano, sotto il volto e ha fatto finta di essere il demonio, al quale erano cadute le corna sulle labbra e ha cercato di spaventarmi. Un’altra volta invece, ricordo che si è nascosto, salendo sulle scale, dietro un orso imbalsamato, e con un tubo dell’acqua e un imbuto ha fatto finta di essere stato ingoiato e mi ha chiesto aiuto. Poi delle volte parlava in tre\quattro lingue, mescolandole con il latino per vedere il mio stupore, perché non capivo quello che mi diceva.

3) Un commento di riflessione sul concetto di arte;

E’ la cosa più difficile del Mondo, è come parlare del concetto di anima. Io non so se quello che faccio è arte, so solo che realizzo delle cose che a me piacciono. Credo che chi fa arte forse è una grande ricerca d’amore, per attirare l’attenzione delle persone comuni e per ottenerne il plauso, una ricerca d’affetto, di amore insomma. Su questo punto sono svantaggiato, sono sposato da più di quarant’anni con l’unica donna che ho amato nella mia vita, e non ho bisogno di amore, faccio questo perché mi piace. Quindi il concetto dell’arte credo sia quello di offrire al pubblico la medesima emozione che l’artista o il presunto tale ottiene creando quel lavoro.

Il concetto dell’arte è il concetto della bellezza, l’arte si può paragonare a qualsiasi cosa sublime ma anche ad un manufatto, ad una casa, un fiore. Le cose sublimi della natura che ci stupiscono e appagano il nostro animo, il nostro sguardo si possono paragonare all’arte. Non a caso per me l’arte è morta dopo il Rinascimento, tranne qualche rara eccezione, però in realtà ci sono ancora delle cose bellissime, che donano delle emozioni, e le emozioni sono la cosa più difficile da avere in questa vita.

4) Che ricordo ha dei suoi genitori? E della sua infanzia vissuta con i suoi tutori adottivi tra Verona e Roma?

Ho lasciato molti ricordi a Verona. Quando sono andato li con mia moglie, dopo 36 anni, per fargli vedere le bellezze di Verona, ho ritrovato le emozioni di vedere l’Arena per esempio o altre cose di questo genere. Quando abitavo a Verona, affianco al portone dell’abitazione dei mie tutori, c’era un negozio di Bauli e una giornalaia. Quando sono tornato ho visto una signora con i capelli bianchi e le ho domandato se fosse la signora Gemma e ha risposto di sì. Avrà avuto più di 90 anni, quando le ho raccontato chi ero io, ha cominciato a chiamare la gente raccontando delle mie gesta da bambino. Questa signora molto anziana si ricordava tutti i guai che avevo fatto a Verona, ad esempio quando correvo con i pattini a rotelle al secondo piano dell’abitazione e disturbavo a qualsiasi ora, gli abitanti del piano di sotto. Dei miei genitori, ho solo ricordi bellissimi, erano talmente speciali nei loro scherzi, nel loro modo di fare, che quando li vedevo abbracciati normalmente o sulla barca o che giocavano a scacchi per esempio, mi sembravano ammalati, perché erano in continuo movimento, una creatività continua per quanto riguarda i giochi, gli scherzi e le risate.

5) La data d’inaugurazione della sua mostra milanese, l’11 maggio, cade proprio nel giorno di celebrazione del simbolico anniversario dei 110 anni dalla nascita’ di suo padre; E’ compiaciuto di questa coincidenza speciale? E’ stata appositamente predisposta per creare un significativo filo conduttore di unione tra i due importanti eventi?

Sono felice e onorato di questa coincidenza, anche se una parte di me è dispiaciuta di dover mostrare al mondo la diversità tecnica e artistica che mi divide da mio padre, mio padre è stato un grande, io sono uno che gioca a fare il pittore, quindi in un certo senso sono felice perché è sempre difficile dimenticare una persona come mio padre, però forse ci vuole un nuovo genio per ricordare la sua bravura, naturalmente lo faccio con tutta la modestia che mi distingue. Davanti a mio padre sono soltanto un dilettante meglio e peggio di tanti altri miei colleghi, solo che di geni così ne nasce uno ogni duecento anni.