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Prestiti: in Sardegna si chiedono 13.700 euro

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Italia

In Sardegna lo scorso anno i cittadini hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera importante e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un panel di circa 5.000 domande di prestito personale presentate da utenti della regione, chi nell’Isola si è rivolto ad una finanziaria nel 2018 ha cercato di ottenere, in media, 13.714 euro, vale a dire il 6,4% in più rispetto alla media nazionale, importo che i richiedenti intendono rimborsare in 68 rate (poco più di 5 anni e mezzo).

Ma quali sono le ragioni che hanno spinto i sardi a richiedere un prestito personale? Analizzando le domande di finanziamento per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel 2018, il prestito più richiesto in Sardegna è stato quello per ristrutturare casa (23% del totale richieste), seguito da quello per l’acquisto di un’auto usata (20%). La tipologia di prestito personale che però è cresciuta maggiormente lo scorso anno è quella per il consolidamento debiti, il cui peso sul totale prestiti è aumentato di ben 5,3 punti percentuali passando dall’11,6% del 2017 al 16,9%. Aumento significativo anche per i prestiti personali richiesti per pagare costi legati alle spese mediche (4,3% del totale in aumento di 2,2 punti percentuali rispetto al 2017).

«L’aumento di richieste per il consolidamento debiti è un segnale di come i sardi siano sempre più attenti al risparmio, anche nell’ambito dei prestiti personali», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it. «Sono sempre più numerosi i consumatori che, consapevoli delle opportunità offerte dal mercato, e in particolare dai prestiti del canale online, scelgono di consolidare un debito in corso passando ad una finanziaria che offre tassi di interesse più contenuti.».

Analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Nuoro è la provincia sarda dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (15.593 euro, il 13,7% in più rispetto alla media regionale); seguono in classifica la provincia di Sassari (13.899 euro) e quella di Cagliari (13.342 euro). L’importo medio più basso, invece, è quello registrato in provincia di Oristano (12.749 euro) e nella provincia del Sud Sardegna (13.254 euro).

Se a livello provinciale non emergono differenze significative rispetto alla durata media dei prestiti richiesti, come detto pari a 68 rate, variazioni importanti sono state rilevate analizzando l’età media dei richiedenti che, in Sardegna è pari a 43 anni ma a livello provinciale oscilla tra i 42 anni registrati a Nuoro e Cagliari e i 45 di Oristano.

Prestiti: in Sicilia si chiedono 13.000 euro

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Italia

In Sicilia lo scorso anno i cittadini hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera importante e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un panel di oltre 11.000 domande di prestito personale presentate da utenti della regione, chi si è rivolto ad una finanziaria nel 2018 ha cercato di ottenere, in media, 12.973 euro da restituire in 66 rate (5 anni e mezzo). L’età media dei richiedenti è pari a 43 anni ma se si guardano più da vicino le fasce anagrafiche emerge che quasi 1 richiesta su 3 (29%) proviene da un under 35.

Ma quali sono le ragioni che hanno spinto i siciliani a richiedere un prestito personale? Analizzando le domande di finanziamento per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel 2018, i prestiti più richiesti in Sicilia sono stati quello per ristrutturare casa (24,7% del totale richieste) e quello per l’acquisto di un’auto usata (17,6%), anche se entrambi risultano in calo rispetto al 2017, rispettivamente del -2,8% e del -1,9%.

Le richieste di prestito personale che, nella regione, sono cresciute maggiormente lo scorso anno sono quelle rivolte all’ottenimento di liquidità, il cui peso sul totale prestiti è aumentato di 3,9 punti percentuali, passando dall’11,1% al 15%; un incremento significativo se si pensa che a livello nazionale i prestiti personali per liquidità sono aumentati, percentualmente, solo di 1,7 punti. In crescita rispetto al 2017 anche il peso delle richieste per consolidamento debiti (14,2% del totale, in aumento di 3,4 punti percentuali) e quelle per pagare le spese mediche (4,5% del totale, +1,3 punti percentuali).

L’andamento provinciale

Analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Caltanissetta è la provincia siciliana dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (14.350 euro, il 10,6% in più rispetto alla media regionale); seguono in classifica le province di Messina (13.477 euro), Enna (13.295 euro) e Agrigento (13.245 euro). In provincia di Catania l’importo medio richiesto è pari a 12.992 euro, mentre in quella di Siracusa è pari a 12.957 euro. Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, gli importi medi più bassi sono stati chiesti in provincia di Ragusa (11.586 euro); seguono le province di Trapani (12.316 euro) e di Palermo (12.933 euro).

Interessante notare come, a seconda della provincia presa in esame, vari sensibilmente anche l’età media di coloro che hanno presentato domanda di prestito. I richiedenti più giovani sono quelli di Ragusa, dove l’età età media è pari a 41 anni e gli under 35 rappresentano il 34% del campione totale; l’età media più alta, invece, è stata registrata nelle provincia di Enna (45 anni), area dove il peso dei giovani con meno di 35 anni scende al 24%.

Analizzando la durata media dei finanziamenti richiesti, invece, le differenze provinciali sono meno accentuate e incluse in una forbice che varia tra le 65 e le 67 mensilità.

Prestiti personali: il tasso negativo arriva a – 1,5%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Economia

Chiedere in prestito 1.000 euro e doverne restituire meno. È il cosiddetto tasso negativo, presentato per la prima volta in Italia a fine 2018 e oggi nuovamente disponibile con indice ancora inferiore. A comunicare la novità è Facile.it che, fino al 31 marzo, tramite la sua piattaforma (https://www.facile.it/prestiti-tasso-negativo.html) rende accessibili prestiti personali con un tasso taeg* pari al -1,5% erogati dalla società Younited Credit.

«L’introduzione sul mercato italiano di prestiti personali a interesse negativo è stata una vera e propria novità per il settore», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it.  «L’obiettivo del progetto era ed è di sensibilizzare i consumatori sui tassi di interesse e promuovere le opportunità di risparmio offerte dall’online anche nell’ambito dei prestiti personali, canale che storicamente offre tassi di interesse più bassi rispetto a quelli tradizionali. Per questo, se a fine 2018 il tasso negativo offerto era pari al -1%, oggi arriva addirittura al -1,5%.».

La conoscenza delle opportunità offerte dal mercato dei prestiti è senza dubbio uno degli elementi fondamentali quando si parla di risparmio; in quest’ottica assumono un valore particolarmente significativo gli ultimi dati diffusi da Banca d’Italia secondo cui, nel corso del quarto trimestre 2018, il tasso effettivo globale medio dei prestiti personali erogati in Italia è diminuito di 17 punti base rispetto al trimestre precedente.

Chi ha chiesto prestiti a tasso negativo

Quando a novembre è stata presentata per la prima volta al pubblico italiano, il tasso negativo sembrava una boutade e invece, numeri alla mano, centinaia di italiani ne hanno approfittato. Nel primo giorno è arrivata una richiesta di prestito ogni 2 minuti, con domande provenienti da tutta Italia e l’erogazione del primo finanziamento è stata finalizzata solo dopo appena 5 ore dal lancio ufficiale.

Analizzando il profilo dei richiedenti che tra ottobre e novembre hanno richiesto un prestito a tasso negativo su Facile.it emerge che a presentare domanda sono stati prevalentemente dipendenti privati a tempo indeterminato (65%); non trascurabile, però, la percentuale di richieste provenienti dai pensionati (12%).

Le domande per questo genere di finanziamento sono arrivate da tutta Italia, ma guardando alla classifica territoriale, al primo posto per numero di richieste (rapportate al numero di residenti) si posiziona la regione Lazio, seguita dalla Lombardia e dall’Abruzzo.

Quanto potrebbero far risparmiare

In Italia, secondo Banca D’Italia, nel IV trimestre del 2018 il tasso effettivo globale medio applicato ad un prestito personale è stato pari al 9,92% mentre secondo le analisi di Facile.it il tasso medio erogato online è pari al 7,4%; le percentuali, seppur non direttamente confrontabili, confermano un’importante differenza tra il canale online e quello tradizionale che, secondo le stime del comparatore, equivale a circa di 500 milioni di euro di interessi all’anno.

«Il mercato del credito al consumo in Italia, seppur in espansione, risulta ancora relativamente acerbo – soprattutto se paragonato a quello di altri Paesi europei – e pertanto la conoscenza dei consumatori italiani sulle opportunità offerte da questo settore non sempre è profonda», spiega Andrea Bordigone. «Iniziative come il prestito personale a interesse negativo e, più in generale, una maggiore consapevolezza sul mondo dei prestiti personali possono contribuire a dare ai cittadini gli strumenti necessari per effettuare una scelta più informata e, quindi, risparmiare.».

Come chiedere un prestito a tasso negativo e come funziona

Fino al 31 marzo, collegandosi all’indirizzo https://www.facile.it/prestiti-tasso-negativo.html gli utenti potranno richiedere un prestito di importo pari a 1.000 euro da restituire in 12 mesi; al termine del piano di ammortamento i clienti dovranno rimborsare alla finanziaria solo 991,60 euro, ovvero meno di quanto hanno ottenuto in prestito. Nella pratica, per ragioni contabili, il cliente che si vedrà accordare il finanziamento riceverà da Younited Credit un importo pari a 1.028,28€ (di cui 19,88 euro per ripagare gli interessi e 8,40 euro di capitale aggiuntivo).

Potranno fare domanda di finanziamento tutti i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e i pensionati. Non potranno ottenere il prestito, invece, gli utenti che non hanno reddito dimostrabile, non hanno una solidità finanziaria tale da consentirgli di pagare le rate e, ancora, quelli che hanno avuto in passato disguidi finanziari.

Prestiti: aumenta il ricorso al consolidamento debiti (+5,5%)

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia

Il 2017 è stato un anno di crescita per il credito al consumo e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, nel corso dei 12 mesi la richiesta media presentata alle finanziarie è aumentata del 2,3% rispetto al 2016, raggiungendo i 10.790 euro; chi si è rivolto ad una società del credito, dichiarando la finalità, lo ha fatto soprattutto per sostenere spese legate alla casa o all’auto, ma quella che, percentualmente, è aumentata di più rispetto al totale richieste è il consolidamento debiti (+5,5%). Sono questi alcuni dei dati emersi dall’analisi realizzata dai due portali, che hanno esaminato un campione di oltre 50.000 richieste di prestito personale ricevute tra l’1 gennaio il 31 dicembre 2017*.

«L’aumento della percentuale di richieste di prestito per il consolidamento debiti è legato alla diminuzione del costo del denaro e alla sempre più intensa competizione tra le società del credito, che insieme hanno determinato un generale abbassamento dei tassi di interesse applicati dalle finanziarie», spiega Andrea Bordigone, responsabile BU prestiti di Facile.it.  «Oggi un prestito personale costa meno rispetto a qualche anno fa; scegliere di consolidare finanziamenti già in corso può essere quindi una soluzione concreta per risparmiare sugli interessi, accorpando tutte le rate in una unica mensile più leggera.».

Analizzando il profilo dei richiedenti emerge che, rispetto al 2016, è diminuita l’età media di chi ha presentato domanda, scesa da 41 anni e 11 mesi a 40 anni e 9 mesi, mentre sono rimasti sostanzialmente stabili la durata dei prestiti (circa 60 rate) e lo stipendio medio del richiedente, pari a 1.670 euro.

Nel 71% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stato un uomo ma rispetto al 2016 è aumentata di quasi 1 punto la percentuale delle donne che si sono rivolte ad un’azienda del credito. Permangono le differenze tra gli importi richiesti dai due sessi; gli uomini hanno cercato di ottenere in media circa 11.100 euro, l’11% in più rispetto alle donne (circa 9.900 euro), distanza da leggere anche in rapporto agli stipendi medi dichiarati (1.470 euro per le donne contro i 1.750 euro degli uomini).

La categoria professionale che si rivolge maggiormente alle finanziarie è quella dei dipendenti privati a tempo indeterminato (66,1% delle richieste); seguono i lavoratori autonomi (11,1%) e i pensionati (6,3%).

Aumentano i giovani e gli importi richiesti

A dare un contributo importante alla riduzione dell’età media dei richiedenti sono stati, in particolare, gli under 30, che nel 2017 aumentano il proprio peso di quasi 4 punti percentuali sul totale richiedenti, arrivando a rappresentare il 19%. Guardando alle altre fasce, le due più rappresentative restano comunque quella tra i 30 e i 39 anni di età, (30%) e quella tra i 40 e i 49 anni (27%). Chiudono la classifica coloro che hanno tra i 50 e i 59 anni (14%) e gli over 60 (8%).

Da notare che, nonostante l’età dei richiedenti sia diminuita e la percentuale di giovani cresciuta, l’importo medio richiesto non solo non si è ridotto ma è addirittura aumentato, sia guardando al totale prestiti, sia nel segmento under 30, categoria che nel 2017 ha chiesto alle società del credito somme più alte del 6,7% rispetto al 2016.

Casa e auto le prime finalità

Fra le richieste di prestito personale 2017 per le quali il firmatario ha specificato la finalità di utilizzo, quelle destinate alla “casa” rappresentano ancora una volta la voce più consistente; poco più del 34% delle domande di finanziamento erano destinate a spese legate all’abitazione. Tra queste, la fetta più grossa è rappresentata dai prestiti per ristrutturazione (24%), seguiti da quelli per l’acquisto di arredamento (7%) o di un immobile (3%). Le auto, invece, rappresentano, con circa il 27%, la seconda ragione che spinge gli italiani a rivolgersi ad una finanziaria; compongono questa categoria i prestiti per l’acquisto di auto usate (21%) o nuove (6%).

Seguono in classifica le richieste di prestito personale mirate all’ottenimento di liquidità (circa il 13%) e quelle per il consolidamento debiti (circa l’11% e, come detto, in aumento di 5,5 punti percentuali rispetto al 2016).