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Da miseria e crudeltà ad un sogno chiamato vita: Schiavi di Paolo Ostorero

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Schiavi di Paolo Ostorero

Paolo Ostorero presenta “Schiavi”, un romanzo basato su una storia vera, quella di due ragazzi costretti a lasciare la loro terra, l’Africa, per inseguire il sogno di una condizione che possa essere chiamata vita, e cancellare un passato di miseria e disperazione. Felix partirà dal Camerun e Peter dal Sud Sudan, due paesi dalle diverse culture e in cui si parlano lingue differenti, e alla fine le loro rotte distanti ma parallele convergeranno nello stesso luogo, che potranno finalmente chiamare casa. Una storia dolorosa e commovente, scritta da un autore che spera che in futuro ci saranno sempre più ponti, e soprattutto meno muri.

 Titolo: Schiavi

Autore: Paolo Ostorero

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 212

Prezzo: 15,00 €

Codice ISBN: 978-10-7050-356-1

«Iniziò dalle lettere dell’alfabeto arabo che si divertiva a tracciare sulla sabbia. Dopo le lettere fu la volta delle parole intere. Apprese anche i numeri, ma la sua predilezione era per la scrittura. Tracciava i morbidi segni dell’arabo sulla sabbia vicino al fiume e nel tracciarli gli pareva di essere il vento che modellava a suo piacimento le nuvole nel cielo. La scrittura esercitava su di lui un fascino irresistibile. Scrivere una cosa era per Peter come possederla, carpirne l’essenza, capirla in profondità: un conto era dire una parola, altro era scriverla […]».

Schiavi di Paolo Ostorero racconta una storia drammaticamente vera, di quelle che colpiscono allo stomaco, che fanno vergognare di stare al sicuro nella propria casa, di essere amati e liberi. L’autore è parte integrante di questa vicenda, come è possibile apprendere dalla postfazione al romanzo: Paolo Ostorero è infatti riuscito a cambiare nel profondo l’esistenza di due ragazzi, Felix e Peter, che hanno avuto l’unica colpa di essere nati alla “latitudine sbagliata”. Il racconto si apre su una famiglia camerunense e sui discorsi di uguaglianza e libertà del capofamiglia, Mosi. Un quadro familiare sereno, che presto verrà stravolto dalla cruda realtà. L’autore decide di narrare la straziante avventura dei giovani protagonisti Felix e Peter alternandone le vicende, rimbalzando dal Camerun al Sud Sudan, seguendo da vicino il cammino dei due giovani verso il miraggio dell’Europa, un percorso irto di pericoli, con il dolore e la solitudine come unici compagni. Attraverso la loro travagliata storia si conoscono le diverse culture e usanze di popoli appartenenti allo stesso continente, ma profondamente lontani per lingua e religione. Si entra nel vissuto quotidiano della gente comune, si assiste alle inutili lotte interne, e si fanno i conti con i pregiudizi e le violenze di un popolo verso i propri simili e vicini di casa. E soprattutto si annusa la paura, quella che paralizza, che rende bianchi i capelli. Nell’opera si dà consistenza alla nozione di “schiavo” che, per quanto si pensi di conoscerla, è solo un’immagine sfocata nella mente degli uomini che hanno la fortuna di vivere nei Paesi sviluppati. In questo romanzo si è schiavi nella società così come in famiglia; la schiavitù in Africa è una condizione molto diffusa e dalle mille sfumature: l’autore racconta delle donne libiche segregate in casa dai loro mariti e private di ogni contatto con il mondo esterno, dei bambini costretti a lavorare duramente invece di andare a scuola, degli uomini venduti come merce, senza più diritti, senza più dignità. Le storie di Felix e Peter sono purtroppo simili nel loro perdere la famiglia e l’amore, nel loro peregrinare in cerca di un luogo sicuro in cui vivere liberi, nel loro sogno di raggiungere l’Europa per costruire finalmente un futuro dignitoso. L’autore ci fa toccare la miseria più nera e la crudeltà più cieca, ci fa provare dolore per le ferite inferte ai due ragazzi, ci fa sentire terrorizzati e soli come mai ci siamo sentiti. Come nessuno dovrebbe mai sentirsi. Schiavi è un romanzo che punta dritto al cuore, che vuole contribuire a spezzare le catene della schiavitù e dell’odio. Un’opera struggente che lascia il segno, che invita a distruggere i muri che ci tengono lontani dai nostri simili e a costruire un avvenire di pace e tolleranza, in cui la parola “schiavo” non avrà più significato.

TRAMA. Le storie di Felix e Peter somigliano a quelle di altri mille ragazzi: un’infanzia finita troppo presto, la violenza dentro e fuori la propria casa, il sogno di fuggire per costruirsi una nuova vita in un Paese migliore. Felix perde suo padre quando è ancora un bambino, Peter invece suo padre lo conosce quel poco che basta a temerlo: è un uomo duro e violento, incattivito dalla vita militare. Le loro esistenze non sono facili, non c’è spazio per i giochi, la scuola o le amicizie. La fame non fa sconti e l’unica soluzione è il lavoro, umiliante, faticoso e sottopagato. Per chi come loro nasce sotto i cieli infiniti dell’Africa, la vita sembra non possa essere migliore di così. Felix e Peter sognano l’Europa, quell’Europa dove si vive e si lavora onestamente, dove c’è sempre da mangiare, dove la parola “schiavo” si legge solo sui libri di storia. Senza conoscersi e senza saperlo, Felix e Peter iniziano il loro viaggio in parallelo, alla ricerca della vita che sognano; un viaggio fatto di città sconosciute, periferie immense, lavori umili e dolorose delusioni. Il costo della felicità è alto e bisogna rinunciare all’orgoglio, alla paura e persino all’amore. Ma quando non si possiede niente, i sogni diventano l’unico tesoro da difendere. Questa non è solo la storia di Felix e Peter. È la storia di chi lascia il proprio cuore in una casa vuota per intraprendere un viaggio spaventoso e necessario come solo la vita sa essere.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Paolo Ostorero è nato a Torino nel 1960. Da sempre impegnato nel volontariato, negli ultimi anni è venuto a contatto con diverse situazioni legate all’immigrazione, passando quindi dall’essere spettatore di quanto sta avvenendo all’essere coinvolto emotivamente.  In particolare le vite di due ragazzi, uno proveniente dal Sud Sudan (Peter) e uno dal Camerun (Felix), lo hanno colpito così tanto da sentire la necessità di aiutarli. Questi due ragazzi africani ora fanno parte in vario modo della sua famiglia. Schiavi è il primo romanzo dell’autore, ed è il racconto della storia dei due giovani e, in parte, anche della sua. Tutto il guadagno dell’opera, dedotti i costi, verrà devoluto in beneficenza.

Contatti

Facebook autore – https://www.facebook.com/paolo.ostorero.9

Link di venditahttps://www.amazon.it/Schiavi-Paolo-Ostorero

IL TACCUINO UFFICIO STAMPA

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“La fase acquatica della evoluzione umana” ora in libreria

Scritto da Marco il . Pubblicato in Libri

E’ uscito in questi giorni in libreria, edito da Edizioni Altravista, il nuovo libro del prof. Brunetto Chiarelli dal titolo La fase acquatica della evoluzione umana.

Uno dei primi studiosi che ha affrontato e sviluppato l’ipotesi di una fase acquatica dell’evoluzione umana è stato Gioacchino Sera (1878 – 1960). Nonostante un crescente consenso tra antropologi evoluzionisti essa è stata lenta ad acquisire il suo ruolo tra le teorie evolutive. Dalle premesse storiche e biologiche all’adattamento all’ambiente della savana e dei grandi laghi dell’Africa Orientale, all’analisi della comunicazione mimico gestuale e del linguaggio sino alle considerazioni sull’evoluzione dell’encefalo umano, il volume affronta sotto diversi profili la teoria di una fase acquatica dell’evoluzione umana.

Brunetto Chiarelli dal 1962 al 1979 insegna Antropologia, Primatologia ed Ecologia Umana all’Università di Torino. Dal 1969 è professore ordinario diAntropologia all’Università di Torino e dal 1979 si transferisce a Firenze. Ha tenuto corsi di Antropologia nelle Università di Palermo, Catania e Messina, ed Etnologia nelle Università di Torino e Firenze. Dal 1970 al 1975 è Visiting Professor al Dipartimento di Antropologia dell’Università di Toronto (Canada) dove tiene un corso di Evoluzione Umana e partecipa al progetto di ricerca l’Int. Biol. Program-HumanAdaptability, occupandosi della popolazione eschimese di Igloolik. Ha tenuto seminari e svolto attività di ricerca in vari paesi europei, in USA, ex Unione Sovietica, Giappone, Cina, Australia, Canada, Messico, Santo Domingo,Venezuela, Brasile, India, Kenia, Sudafrica. È autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche su problemi di genetica ed evoluzione dei Primati, biologia di popolazione umane (attuali e antiche) e di bioetica. Nel 1972 ha fondato e diretto fino al 1986, il Journal of Human Evolution. Ha poi fondato e dirige Human Evolution, l’International Journal of Anthropology (organo ufficiale della EuropeanAnthropologicalAssociation) e, in collaborazione con R. Van Potter, Global Bioethics, che affronta problemi di impatto delle nuove biotechnologie sull’Uomo e sull’Ambiente. È socio e membro di numerose società scientifiche italiane e straniere, come l’AmericanAssociation ofAdvances of Sciences, la New York Academy of Sciences, l’Accademia delle Scienze di Torino; è stato presidente della European Anthropological Association e dell’Unione Antropologica Italiana. Attualmente è presidente dell’Associazione Antropologica Italiana, della European Association of Global Bioethics, dell’Intr. Institute for the Study of Man e vicepresidente dell’International Union ofAnthropological and Ethnological Scineces. Per il 2001 e il 2002 è stato incluso dalWho’sWho in theWorld fra le “500 Minds of Early 21st century”.

 

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Modificazioni espansive dei genitali femminili ora anche in ebook

Scritto da Marco il . Pubblicato in Cultura, Libri

Edizioni Altravista pubblica la versione ebook del volume Modificazioni espansive dei genitali femminili scritto da Pia Grassivaro Gallo e Lucrezia Catania

Edizioni Altravista offre ai suoi lettori la versione digitale del volume Modificazioni espansive dei genitali femminili scritto da Pia Grassivaro Gallo e Lucrezia Catania.  Da oggi sarà possibile acquistare il libro dal bookstore della casa editrice e presso i migliori ebookstore online.

Un percorso monografico che affronta il fenomeno delle modificazioni genitali femminili di tipo espansivo in Africa, delineando i tratti fondamentali che tali interventi sottendono nel rito. Dal longininfismo nelle popolazioni ancestrali africane dei Boscimani-Ottentotti alle pratiche culturali, legate all’allungamento labiale, che si riscontrano oggi in alcune popolazioni del Centro e Sud Africa, sino alle esperienze riscontrate in Occidente – anche in Italia – come conseguenza dei flussi migratori. La morfologia, comune a molte donne africane, che tramite significati rituali e culturali si tramanda nel tempo e nello spazio, si riscopre nei territori nuovi dei traguardi migratori. È stata evidenziata ancora – identificata con il nome di ipertrofia labiale – nelle popolazioni occidentali, anche in Italia, nelle afferenze degli ambulatori ostetrici/ginecologici, misconosciuta e trascurata dai professionisti, finché non venga richiesta la riduzione labiale, attraverso l’intervento di labio-plastica. Un’analisi antropologica puntigliosa, che spazia dalla psicologia della sessualità, alla chirurgia estetica dell’apparato genitale femminile, alle interpretazioni dei significati culturali e rituali sottesi al fenomeno. Un testo fondamentale per completare il significato delle mutilazioni genitali femminili.

Pia Grassivaro Gallo, già professore associato di Antropologia presso l’Università di Padova, dagli anni ’80 si è dedicata a ricerche sul campo in Africa. E’ autrice di numerose pubblicazioni sulle Mutilazioni Genitali Femminili tra le quali “Vincere l’infibulazione si può” (Torino, 2012). Lucrezia Catania, ginecologa esperta in sessuologia clinica, da anni è impegnata nella cura, prevenzione e ricerca sulle Mutilazioni Genitali Femminili. Oltre a numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali, è autrice di “Ferite per sempre” (Roma, 2005).

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http://www.edizionialtravista.com/modificazioni-espansive-dei-genitali-femminili-tra-eredita-e-ambiente-ebook-pia-grassivaro-gallo-lucrezia-catania.html

Modificazioni espansive dei genitali femminili, tra eredità e ambiente: vieni a scoprirlo in libreria!

Scritto da Marco il . Pubblicato in Libri

E’ uscito in questi giorni in libreria, edito da Edizioni Altravista, il nuovo libro di Fulvio ed Elisa Gosso, dal titolo Modificazioni espansive dei genitali femminili, tra eredità e ambiente.

Un percorso monografico che affronta il fenomeno delle modificazioni genitali femminili di tipo espansivo in Africa, delineando i tratti fondamentali che tali interventi sottendono nel rito. Dal longininfismo nelle popolazioni ancestrali africane dei Boscimani-Ottentotti alle pratiche culturali, legate all’allungamento labiale, che si riscontrano oggi in alcune popolazioni del Centro e Sud Africa, sino alle esperienze riscontrate in Occidente – anche in Italia – come conseguenza dei flussi migratori. La morfologia, comune a molte donne africane, che tramite significati rituali e culturali si tramanda nel tempo e nello spazio, si riscopre nei territori nuovi dei traguardi migratori. È stata evidenziata ancora – identificata con il nome di ipertrofia labiale – nelle popolazioni occidentali, anche in Italia, nelle afferenze degli ambulatori ostetrici/ginecologici, misconosciuta e trascurata dai professionisti, finché non venga richiesta la riduzione labiale, attraverso l’intervento di labio-plastica. Un’analisi antropologica puntigliosa, che spazia dalla psicologia della sessualità, alla chirurgia estetica dell’apparato genitale femminile, alle interpretazioni dei significati culturali e rituali sottesi al fenomeno. Un testo fondamentale per completare il significato delle mutilazioni genitali femminili.

Pia Grassivaro Gallo, già professore associato di Antropologia presso l’Università di Padova, dagli anni ’80 si è dedicata a ricerche sul campo in Africa. E’ autrice di numerose pubblicazioni sulle Mutilazioni Genitali Femminili tra le quali “Vincere l’infibulazione si può” (Torino, 2012). Lucrezia Catania, ginecologa esperta in sessuologia clinica, da anni è impegnata nella cura, prevenzione e ricerca sulle Mutilazioni Genitali Femminili. Oltre a numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali, è autrice di “Ferite per sempre” (Roma, 2005).

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http://www.edizionialtravista.com/modificazioni-espansive-dei-genitali-femminili-tra-eredita-e-ambiente-pia-grassivaro-gallo-lucrezia-catania.html

A Milano il nuovo Consolato di Etiopia

Scritto da Massimo Lucidi il . Pubblicato in Dal Mondo, Economia

Apre nel cuore di Milano, a due passi da Piazza Affari, il Consolato di Etiopia, Paese centrale nel delicato scacchiere del corno d’Africa con implicazioni in tutta l’Area centrafricana e penisola arabica.

Lontana dal luogo comune di colonia italiana, l’Etiopia è oggi un’economia in forte crescita, attenzionata da Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale per la duratura stabilità politica e sociale ed il continuo impegno a realizzare assai significativi interventi infrastrutturali, premessa necessaria ad un costante e prossimo ulteriore sviluppo.

Queste ragioni hanno indotto numerosi imprenditori e professionisti a ritrovarsi a pranzo nella sede consolare, alla presenza di S.E. l’Ambasciatore Mulugeta Alemseged Gessese, su invito del Console Onorario, l’avvocato Nicola Spadafora che, con il sostegno dello Studio Legale Internazionale Tonucci & Partners, da sempre impegnato sui temi dell’internazionalizzazione, ha saputo catalizzare l’interesse di giornalisti, diplomatici, studiosi e, perfino, un diplomatico di carriera ed ex Ministro, S.E. Giulio Terzi di Sant’Agata.

Con la professionalità del giornalista economico Massimo Lucidi, che ha moderato gli autorevoli interventi, si é cosi prodotto un originale confronto, anticamera di quel Forum Italia Africa che é nelle corde del Console Spadafora sin dall’inizio di questo percorso umano e professionale: “ci si chiedeva cosa fare per supportare le ragioni delle imprese italiane di qualita’, dove guardare come studio legale e in genere come mondo delle professioni; – spiega Spadafora – non abbiamo avuto dubbi nel ritenere che internazionalizzare imprese e guardare all’Africa fosse la risposta strategica piu’ giusta. L’Etiopia e’ davvero un Paese ricco di giovani, risorse e opportunita’, non era giusto lasciarlo alle attenzioni incessanti di Cina e Usa. L’Italia e l’Europa devono giocare un ruolo da protagoniste”.

I rapporti bilaterali e le prospettive di crescita sono state al centro dell’intervento di S.E. Gessese che ha sottolineato “lo straordinario apprezzamento per il made in Italy che nutre l’Etiopia e le prospettive di sinergico sviluppo che possono derivare da investimenti italiani nel Paese, quale base di partenza per raggiungere mercati ancora inesplorati, costituiti da centinaia di milioni di individui, desiderosi di crescita“.

L’Ambasciatore Terzi ha, infine, voluto ricordare “un delicato passaggio dei rapporti bilaterali ma anche la necessità e l’opportunità per l’Italia, Europa Mediterranea, di porsi quale ponte naturale sull’Africa, superando quell’attenzione a senso unico che ha la Cina verso il Continente Africano, rispetto al quale l’Etiopia ha una centralità non solo geografica.”

 

Un Natale altruistico

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Cultura, Locale

Un’azienda socialmente responsabile come Varvel SpA, storica PMI bolognese specializzata nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di motoriduttori, riduttori e variatori meccanici di velocità, non poteva non accogliere un’iniziativa di beneficienza per celebrare il Natale in modo non consumistico, ma anzi altruistico.
E’ nata così l’idea di sensibilizzare tutti i dipendenti istituendo un periodo di Festività solidali, ospitando il 15 dicembre un banchetto per l’acquisto delle Pigotte di Unicef, le bambole di pezza realizzate dalle detenute del carcere di Bologna. I proventi saranno destinati a progetti e programmi salvavita dell’Africa centrale e occidentale. Ogni Pigotta apre un cerchio di solidarietà che unisce chi ha realizzato la bambola, chi l’ha adottata e il bambino che, grazie all’UNICEF, verrà inserito in un programma di lotta alla mortalità infantile denominato “Strategia Accelerata per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’infanzia”. A presiedere all’evento sarà Lea Boschetti della Direzione Unicef Italia che illustrerà l’attività delle ragazze della casa circondariale, facendo così comprendere come l’acquisto sia in realtà una formula per aiutare non solo i destinatari, ma anche coloro che hanno contribuito alla produzione. Ogni bambola, infatti, è realizzata con amore rigorosamente a mano ed è quindi un pezzo unico che porta con sé tutto il valore di un’attività di recupero utile al reinserimento nella società.
L’idea di Varvel di coinvolgere tutti i dipendenti si somma ad altre iniziative natalizie e alle donazioni continuative ad Unicef, Medici Senza Frontiere ed ANT, onlus che proprio quest’anno hanno festeggiato con la PMI bolognese il decennale del sodalizio che le vede beneficiarie di 2 eurocent per ogni pezzo venduto, legando così i risultati aziendali ad una finalità umanitaria.
“Abbiamo voluto coinvolgere tutti per far comprendere il valore di questa attività di recupero – affermano Francesco Berselli e Mauro Cominoli, Presidente e Direttore Generale di Varvel SpA “così come abbiamo incentivato la partecipazione volontaria all’iniziativa di Medici Senza Frontiere presso le librerie Feltrinelli, per avviare una riflessione su chi vive in situazioni difficili, a livello psicologico, umanitario, personale, in un momento come il Natale in cui la frenesia consumistica spesso allontana dai valori più importanti e profondi. Un segnale di coerenza e di un impegno reale di un’impresa socialmente responsabile, condiviso con tutti i propri stakeholder”.

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980 n. 9 – 40056 Crespellano BO – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 0516721825 – varvel@varvel.com
Ufficio stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200
Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com

Edizioni Altravista, Occasional Papers in free download

Scritto da Marco il . Pubblicato in Comunicati Stampa, Dal Mondo

Da oggi sarà possibile scaricare gratuitamente dal sito di Edizioni Altravista il PDF gratuito Occasional Papers 001, pubblicazione Open Access riguardante la Conferenza ASAI tenutasi a Pavia nel settembre 2012.

Anche Edizioni Altravista apre al mondo dell’Open Access e lo fa con Occasional Papers 001, un progetto digitale che illustra il dibattito aperto tenutosi in occasione della Conferenza ASAI svoltasi a Pavia nel mese di settembre 2012, dal tema “Riflessioni sullo stato degli studi africani in Italia”. Autori del volume sono Iginio Gagliardone, Emanuela Paoletti e Giulia Paoletti.

ASAI, Associazione per gli Studi Africani in Italia, promuove l’interazione fra gli studiosi e si costituisce come luogo di incontro e scambio a livello nazionale e internazionale tra quanti si dedicano a studi e ricerche disciplinari ed interdisciplinari sull’Africa e le sue popolazioni dentro e fuori dal continente.

Nel volume viene tratteggiata la complessa relazione tra Italia e Africa, che emerge spesso attraverso il dibattito sul razzismo. Questa relazione conserva le tracce, ed in alcuni casi riflette la rimozione, della passata esperienza coloniale ma al tempo stesso è al centro di alcune delle trasformazioni più recenti della storia d’Italia, che riguardano immigrazione, integrazione e cittadinanza. L’evoluzione e lo stato attuale dell’africanistica denotano queste numerose fault-lines.

La ricerca presentata in questo testo propone una riflessione sullo stato dell’arte degli studi africani in Italia. I motivi che la rendono necessaria sono principalmente due: l’incrementale ruolo politico ed economico dell’Africa a livello internazionale e nella politica interna italiana e, ciò nonostante, il persistente divario tra ricerca, dibattito pubblico e mondo politico.

Il PDF di Occasional Papers 001 è scaricabile sul sito di Edizioni Altravista e di ASAI.