Fantascienza: i migliori videogiochi secondo Giampaolo Sutto

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Esperto in materia di gaming, il blogger Giampaolo Sutto ha recensito in una speciale classifica i videogiochi di fantascienza più avvincenti, da Fallout a Surving Mars.

Giampaolo Sutto: i migliori videogiochi di fantascienza

Sin dal lontano 1800, con i romanzi avveniristici di Jules Verne, l’uomo ha imparato a guardare al futuro provando a immaginare tecnologie all’avanguardia o, al contrario, scenari apocalittici. Il filone fantascientifico ha ovviamente contagiato anche il mondo del gaming, a cui sono legati moltissimi capolavori come Space Invaders o il più moderno Starcraft. Negli ultimi anni, grazie anche al discreto successo e alla crescente attenzione del pubblico verso tale genere, sono stati realizzati alcuni titoli che Giampaolo Sutto, blogger esperto in materia di videogiochi, ha condensato in una speciale classifica. Tra quelli che l’hanno colpito di più negli ultimi tempi, spiega, c’è sicuramente “Surving Mars, un city builder ambientato su Marte a carattere Survival”. Seguono poi tra i suoi preferiti l’intera saga di Fallout, X-Com 2, nonché Stellaris e Frost Punk. Guardando al passato recente, più precisamente agli inizi del nuovo millennio, Giampaolo Sutto ha voluto ricordare il già citato Starcraft e i suoi episodi successivi, lo strategico RTS Emperor: Battle for Dune, ispirato all’omonimo romanzo di Frank Herbert, e Spore, ideato dal creatore del famoso The Sims.

La biografia di Giampaolo Sutto

Originario del Veneto, Giampaolo Sutto inizia a sviluppare la propria passione per il gaming negli anni ’90, quando riceve in regalo a natale un Sega Mega Drive. Mentre molti ragazzi della sua età sono impegnati sugli autoscontri, lui preferisce passare il tempo libero all’interno delle sale arcade e spendere i famosi gettoni per un’altra partita a Puzzle Bubble. Cresciuto insieme alla tecnologia, la sua camera diventa presto la sua sala giochi personale. All’inizio degli anni 2000 però avviene la svolta. Entrato in possesso del suo primo personal computer, Giampaolo Sutto scopre il genere strategico, ancora oggi il suo preferito: trascorre molte ore infatti giocando ai titoli più famosi del momento, ovvero Age of Empires, Roller Coaster Tycoon, Zoo Tycoon, Sims City e Theme Hospital. Diventato più grande, non ha abbandonato la propria passione per il mondo dei videogiochi: ancora oggi, dopo il lavoro e gli impegni personali, ama abbandonarsi a lunghe sessioni di gaming sia in compagnia degli amici, sia in solitaria. Ha infine aperto un blog per parlare a 360 gradi di questo settore, fornendo recensioni, ultime notizie e classifiche.

L’analisi di Giampaolo Sutto sul Cloud Gaming

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Il pensiero di Giampaolo Sutto: nei prossimi anni il settore dei videogiochi è destinato a cambiare per sempre, le console potrebbero infatti presto scomparire in favore del Cloud Gaming.

Giampaolo Sutto: il modello Netflix è il futuro anche per i videogiochi

Preannunciato da tanti anni, lo streaming dei videogiochi è diventato realtà. Sebbene questo servizio fosse già disponibile da tempo sulle console Xbox e PS4, il recente lancio di Google Stadia sembra aprire le porte ad un futuro dove non sarà più necessario disporre di dispositivi fisici per giocare ai propri titoli preferiti: vi basterà infatti solamente uno schermo sul quale riprodurre i contenuti, che si tratti di un tablet, un monitor o un telefono. Blogger esperto nel settore del gaming, Giampaolo Sutto sottolinea come tale formula di fruizione dei videogiochi sarà molto probabilmente coronata dal successo, così come già accaduto in passato con Netflix. Le console di prossima di generazione potrebbero dunque essere le ultime ad essere lanciate sul mercato. A dominare la scena saranno in tale ottica gli abbonamenti, i quali consentiranno agli utenti di poter usufruire di un catalogo ampio di giochi senza doverli comprare direttamente. Ciò consentirebbe ai giocatori di non spendere cifre folli per acquistare di volta in volta una console: inoltre, in caso di trasferimento in altra sede, sarebbero sufficienti una buona connessione internet e il proprio account per continuare a giocare. Certamente case come Sony e Microsoft potrebbero non avere tutto l’interesse a procedere in questa ottica, così da non privarsi di parte dei guadagni. Una mossa che secondo Giampaolo Sutto, se da un lato consentirebbe di non perdere una considerevole fonte di profitto, dall’altro potrebbe spingere molti giocatori, soprattutto i più casuali, ad abbandonare il mondo delle console a favore di servizi come quelli offerti da Google Stadia.

Cloud Gaming, Giampaolo Sutto commenta Google Stadia

L’annuncio di Google Stadia, sottolinea Giampaolo Sutto, non è stato certo un fulmine a ciel sereno per questo settore. Sono infatti diversi anni che si parla di Cloud Gaming. Ognuna alla sua maniera, le diverse case come Sony e Microsoft si erano già attivate da tempo per sondare le acque. Attualmente sia Xbox che Playstation offrono infatti un servizio in abbonamento sulla falsa riga di Netflix (PS Now e Xbox Pass). Anche la Ubisoft si è mossa in questa direzione annunciando all’E3 il lancio di Uplay+. Google Stadia ha tuttavia introdotto un importante elemento di novità con la possibilità di utilizzare qualsiasi dispositivo per giocare, a patto che sia installata l’ultima versione di Chrome. Con l’abbonamento Pro, disponibile a circa 10 euro al mese, si potrà disporre di uno streaming in 4k, 60 fps con audio Dolby Surround 5.1. Gli abbonati, oltre a ricevere ogni mese dei giochi gratuiti, godranno infine di sconti per l’acquisto di altri titoli. L’esordio è atteso in Italia e in altri 13 Paesi per il mese di novembre. Giampaolo Sutto ricorda come per godere appieno di questo servizio sarà tuttavia necessaria una buona connessione internet: occorrono infatti almeno 20 Mbps di velocità in download per lo streaming in 1080p e 35 per un’esperienza in 4k.

Imperator Rome, la recensione di Giampaolo Sutto

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Giampaolo Sutto ha recentemente recensito sul suo blog Imperator Rome, videogioco strategico ambientato durante l’ascesa dell’Antica Roma.

Giampaolo Sutto recensisce Imperator Rome

Per la maggior parte dei videogiocatori, il mondo del gaming è rappresentato dai titoli più famosi come Fifa o Call of Duty. Esiste tuttavia una nicchia agguerrita in cui il proprio passatempo preferito rappresenta anche un momento dove ampliare la propria cultura e ritrovarsi in epoche passate. È il caso di Giampaolo Sutto, blogger appassionato di videogiochi strategici e gestionali. Tra gli ultimi prodotti disponibili del settore e da lui recensiti, ha recentemente fatto capolino Imperator Rome, disponibile dalla fine di aprile. Ambientato a pochi decenni dalla scomparsa di Alessandro Magno, consente ai giocatori di prendere il controllo su una civiltà qualsiasi dell’epoca con lo scopo di portarla alla grandezza attraverso oltre 300 anni di storia. È così possibile scegliere tra la stessa Roma, tra i regni successori di Alessandro, le tribù barbare del nord, la potente Cartagine, o anche una delle tante popolazioni celtiche. In imperator Rome si viene chiamati a guidare le sorti dello Stato attraverso la guerra, la diplomazia e il commercio, con differenti sfaccettature a seconda del governo adottato, come nel caso delle monarchie o delle repubbliche, o della religione dei nostri sudditi.

Imperator Rome: l’opinione di Giampaolo Sutto

Dopo averlo giocato per svariate ore, Giampaolo Sutto esprime la convinzione che Imperator Rome sia un titolo riuscito solo a metà. Dopo le fasi iniziali in cui si può esultare per via delle prime espansioni territoriali, ben presto si intuisce che il meccanismo di gioco è destinato a ripetersi: crea un casus belli, dichiara guerra al nemico, vinci e annetti le sue province. E nell’intermezzo? Nulla. L’impressione del blogger, condivisa da moltissimi utenti sui forum e sulla pagina ufficiale di Steam del Gioco, è quella di una versione Beta, ovvero ancora in fase di sviluppo. Basti pensare che in effetti gli sviluppatori hanno reagito alle cattive recensioni promettendo un rigoroso piano di nuove patch gratuite in arrivo, una in particolare rilasciata dopo pochi giorni l’uscita sul mercato. La Paradox d’altronde ha già abituato i suoi fans alla politica dei dlc, ovvero parti aggiuntive di gioco da comprarsi separatamente a caro prezzo. Tale modus operandi non è disdicevole a priori: molti sono coloro che sostengono come questa sia una strategia utile a far si che un gioco possa migliorare continuamente. Tuttavia, in questo caso sembra che l’incompletezza del gioco sia voluta dalla partenza, proprio per obbligare i videogiocatori a comprare i dlc per potersi godere a pieno il titolo. Secondo Giampaolo Sutto Imperator Rome, allo stato attuale risulta deficitario su molti punti: gameplay, grafica, colonna sonora e ricchezza di dettagli.

Anno 1800: la recensione di Giampaolo Sutto

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Anno 1800 è ora disponibile all’acquisto. Giampaolo Sutto, blogger esperto nel campo del gaming, lo ha provato in anteprima durante l’open beta.

Giampaolo Sutto recensisce Anno 1800

Tutto ha inizio verso la fine degli anni ’90: è l’epoca che regalerà agli amanti del genere strategico capolavori indimenticabili come Age of Empires II e Roller Coaster Tycoon. Esce il primo capitolo di Anno, serie di videogiochi gestionali a carattere storico dalla grande fortuna. Passata nelle mani di Ubisoft nel 2009, in occasione dell’uscita di Anno 1404, la serie ha conosciuto alti e bassi, dal successo di Anno 2070 fino alla delusione di Anno 2205. Il 16 aprile è stato rilasciato infine l’ultimo capitolo, Anno 1800, ambientato come si evince dal nome nel XIX secolo. Giampaolo Sutto ha avuto l’occasione di toccare con mano la nuova opera di Ubisoft grazie all’open beta, disponibile per tutti i giocatori nel week end precedente alla data di rilascio. Il blogger ed esperto videogiocatore ha colto l’occasione per produrre la prima recensione del suo nuovo blog, all’interno del quale fornisce consigli e suggerimenti preziosi per gli appassionati del genere strategico – gestionale. Giampaolo Sutto fornisce un’opinione positiva sull’ultima fatica degli sviluppatori di Blue Byte: “Generalmente Anno 1800 sembra mantenere le promesse annunciate, non rinunciando a quegli elementi che hanno reso popolare la serie e introducendo nel contempo numerose migliorie”.

Anno 1800, Giampaolo Sutto partecipa all’open beta

Sebbene l’open beta di Anno 1800 sia apparsa a molti come una demo dimostrativa, con la modalità di campagna bloccata dopo il primo capitolo, l’impressione che ne ha ottenuto Giampaolo Sutto è alquanto positiva, benché “non siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione della serie”. Nonostante il comparto grafico sia generalmente tralasciato da coloro che sviluppano titolo strategici, numerosi miglioramenti sono stati operati sulla qualità dei dettagli visivi “decisamente all’altezza dei tempi” e nel numero di edifici e strutture a disposizione. Tra gli altri aspetti positivi segnalati da Giampaolo Sutto il ruolo rivestito della popolazione, ora attiva a tutti gli effetti. Il giocatore, spiega il blogger, sarà infatti chiamato a gestire l’occupazione della popolazione e il numero di lavori disponibili, tanto da rischiare di incorrere in scioperi e manifestazioni nell’insediamento. D’altronde la serie è ambientata in un secolo caratterizzato si dal progresso tecnologico e scientifico, ma anche dalle rivendicazioni sociali delle classi più povere. Tra i difetti del gioco individuati da Giampaolo Sutto, oltre al prezzo abbastanza alto alla data di rilascio, vi è l’annuncio dato da Ubisoft che il prodotto sarà disponibile in esclusiva sull’Epic Store.

“Mutant Year Zero”: Giampaolo Sutto svela i segreti per vincere

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All’interno del suo blog dedicato al mondo del gaming, Giampaolo Sutto ha analizzato il videogioco Mutant Year Zero con soluzioni e trucchi per chi si sta avvicinando per la prima volta a questo titolo.

Giampaolo Sutto: la guida strategica di “Mutant Year Zero”

Rilasciato nel dicembre del 2018, Mutant Year Zero: Road to Eden è uno di quei titoli indie capace di farti capire come il futuro del gaming per pc, ma non solo, non deve per forza passare dalle grandi case di sviluppo come Microsoft, Ubisoft o EA. Strategico – tattico ambientato in un non troppo lontano futuro, dove l’uomo è sull’orlo dell’estinzione a causa di una non precisata pandemia globale, aggiunge alle dinamiche di X – Com la possibilità di esplorare liberamente la mappa di gioco. La storia, sebbene non fenomenale da un punto di vista narrativo, non ha nulla da invidiare rispetto a prodotti ben più blasonati. Altro punto da non sottovalutare è il livello di sfida: decisamente alto per chi non ha molta confidenza col genere. Per venire incontro a questa tipologia di videogiocatori, Giampaolo Sutto ha realizzato sul suo blog una guida strategica dedicata proprio a chi è in cerca di preziosi consigli per finire il gioco, senza spingersi nel contempo troppo nel dettaglio per evitare troppi spoiler.

I consigli di Giampaolo Sutto per finire il gioco

Mutant Year Zero: Road to Eden è un videogioco che non va sottovalutato, nemmeno da chi ha abbastanza dimestichezza con questo genere. Come afferma lo stesso Giampaolo Sutto: “Mutant Year Zero non è un titolo da prendere alla leggera. Non esistono “livelli semplici”. Sin dall’inizio sarete chiamati a usare il cervello”. Come per ogni generale che si rispetti, occorre studiare con attenzione la forza dei nemici e la loro disposizione sul campo di battaglia, pianificando le proprie mosse nel dettaglio. Se è vero che “nessun piano di battaglia sopravvive al contatto col nemico”, partire col piede sbagliato di certo non vi aiuterà. Per questo motivo, spiega sempre Giampaolo Sutto, “la strategia ideale è quella di separare le forze rivali ed affrontarle singolarmente” come dei novelli Napoleone, sfoltendo il più possibile il numero di nemici in modalità stealth. Ogni turno concesso al nemico, implica la possibilità di essere colpiti. Vista la scarsità di medikit, un’eventualità da evitare il più possibile. Per tale motivo un’altra delle tattiche da preferire è quella di eliminare il maggior numero di nemici nel minor numero di turni possibile.

Netflix: le recensioni di Giampaolo Sutto

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Amante delle serie tv, Giampaolo Sutto evidenzia nel suo blog le migliori produzioni in circolazione con classifiche, recensioni e approfondimenti.

Serie tv: gli approfondimenti di Giampaolo Sutto

L’avvento di una rivoluzione che porta il nome di streaming ha portato nell’ultimo decennio a un profondo cambiamento nel mondo del piccolo e grande schermo. Il pubblico, in particolare per quanto riguarda le generazioni più giovani, sembra essersi allontanato sia dai cinema che dalla televisione tradizionale. Una crisi che se da una parte ha portato ad esempio al fallimento della catena Blockbuster e alla chiusura di molte sale, dall’altra ha reso possibile il successo di piattaforme digitali come Netflix. Allo stesso tempo, il format delle serie tv ha conosciuto una grande espansione. Appassionato sin da piccolo di questo mondo, Giampaolo Sutto ha aperto un blog dedicato proprio alle ultime novità in uscita: grazie a recensioni e focus dedicati, offre qui preziosi consigli per orientarsi all’interno di un’offerta sempre più ampia. Nel suo spazio digitale è possibile trovare inoltre uno speciale angolo della fantascienza, dedicato a chi come lui ama il genere in tutte le salse, sia che si tratti di libri, fumetti, serie tv o film.

Giampaolo Sutto: la biografia

Originario del Veneto e informatico di professione, Giampaolo Sutto ha iniziato ad innamorarsi delle serie tv sin dall’infanzia, a partire dai cartoni animati giapponesi come Holly e Benji, Ken il guerriero e l’Uomo Tigre. Una volta cresciuto, non solo non ha perso la sua passione per le produzioni del Sol Levante, ma l’ha approfondita grazie alla scoperta dei fumetti. Interesse che lo spinge ogni qualvolta ne abbia l’occasione a visitare le fiere di settore come Lucca Comics e Cartoomics, dove arricchisce la sua collezione di manga. Fan accanito del genere fantascientifico e horror, Giampaolo Sutto trova tra i suoi registi preferiti Lucio Fulci, Sergio Leone, Takashi Miike e Hideo Nakata, mentre i suoi film più amati sono Blade Runner, Star Wars, La Cosa, Alien e Non aprite quella porta. Profondamente affascinato dalla cultura giapponese, ha visitato il Giappone in più riprese, da Sapporo alla capitale Tokyo. Tra i suoi sogni nel cassetto vi è quello di diventare un giorno un novello Steve Jobs, suo grande idolo.

Videogames: le opinioni di Giampaolo Sutto

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Focalizzato soprattutto sui titoli strategici e gestionali, il blog di Giampaolo Sutto apre un curioso spazio di osservazione sulle ultime novità del panorama videoludico.

Giampaolo Sutto: un blog per gli amanti dei videogiochi

Nel 2017 il fatturato dell’industria videoludica si è chiuso con una cifra impressionante: 100 miliardi di euro. Un numero che aiuta a comprendere quanto il settore goda di ottima salute e quante persone siano interessate all’argomento. C’è chi ama passare qualche ora al mese davanti alla console o al pc e chi invece ne ha quasi fatto un secondo mestiere. È il caso di Giampaolo Sutto, comune impiegato di giorno e videogiocatore incallito nel tempo libero. Appassionato sin da piccolo, ha avuto modo di conoscere le console e i titoli che hanno fatto la storia. Esperienza che racconta nel suo blog, all’interno del quale recensisce periodicamente le migliori novità, soprattutto relative al genere strategico militare e gestionale. Oltre agli approfondimenti e alle classifiche dedicate a questi generi, Giampaolo Sutto ama parlare anche dei migliori videogiochi indie del momento come “Cuphead: Don’t deal with the Devil” e “Doki Doki Literature Club!”. Per via dei numerosi anni che lo legano al gaming, ha sviluppato infine un amore incondizionato per tutto ciò che è retrò, sia che si tratti di rimasterizzazioni, sia che si tratti dell’uscita sul mercato delle console vintage.

Chi è Giampaolo Sutto

Nato nel 1987, Giampaolo Sutto lavora come impiegato in un piccolo ufficio di Verona. La sua vera passione però nasce durante le serate e i momenti di tempo libero, quando si trova a casa e finalmente può indossare i panni del videogiocatore, tornando ad essere piccolo. Sin dalla tenera età ha iniziato infatti a coltivare uno smisurato interesse per il mondo dell’intrattenimento digitale, in virtù del quale ha raccolto una ricca collezione di console e titoli di ogni epoca: dagli anni ’80 sino ad oggi. Felice possessore di oltre 700 prodotti sulla piattaforma Steam, divide il suo tempo tra pc, playstation e xbox senza pregiudizi. Non chiamatelo nerd però: Giampaolo Sutto ama staccare spesso la spina per fare ritorno alla realtà, nella quale si dimostra un cuoco provetto e un amante delle gite fuori porta. Nei weekend, che siano al mare, in montagna o al lago, si lascia infatti alle spalle le meraviglie della tecnologia per riscoprire quelle della natura insieme alla sua dolce metà Francesca.

Trovare la migliore tastiera da gaming

Scritto da LauraMusig il . Pubblicato in Aziende, Videogame

Quando ci si approccia all’acquisto di una tastiera da gioco, è bene pensare che dalla qualità di questa periferica dipenderà l’esperienza di cui si potrà beneficiare con i vari videogame con cui ci si cimenterà. Basti immaginare a titoli come Battlefield o Call of Duty, per i quali la velocità è una delle peculiarità più importanti e, di conseguenza, una delle necessità più rilevanti da soddisfare. Per un gamer professionista, per esempio, la migliore tastiera gaming è quella dotata di retroilluminazione, dal momento che tale attributo favorisce la possibilità di individuare e di premere i tasti corretti in ogni momento, anche nelle fasi di gioco più concitate o confuse, nel corso delle quali non si ha il tempo per concentrarsi sulle proprie mani.

Sono soprattutto i giocatori degli FPS, i First person shooter, ad aver bisogno di una tastiera da gioco in linea con le loro aspettative, in quanto le azioni caotiche che vi si sviluppano non consentono imprecisioni o errori. Ma, in realtà, tutti i giocatori vogliono sapere come si fa a trovare la migliore tastiera gaming: anche quelli dei MMORPG, i giochi di ruolo online, per esempio.

Il fatto è che per un utente poco esperto la scelta si potrebbe rivelare piuttosto complicata, dal momento che in commercio esiste un gran numero di modelli, con soluzioni e caratteristiche differenti che potrebbero confondere le idee a chi già non le ha proprio chiare. Di certo, la distinzione più importante che è bene conoscere è quella tra le tastiere meccaniche e le tastiere a membrana: queste ultime hanno un costo inferiore, ma sono le prime a garantire performance di un livello più elevato e, soprattutto, ad assicurare una maggiore longevità, essendo capaci di durare per più tempo.

La differenza tra una tastiera a membrana e una di tipo meccanico è rappresentata dal modo in cui i modelli sono costruiti: nel primo caso si ha a che fare con una membrana di gomma, che viene premuta nel momento in cui si schiaccia un tasto e va ad attivare i sensori del tasto corrispondente, mentre nel secondo caso non c’è alcun tramite tra il tasto e il sensore, il che vuol dire che l’input che proviene dal giocatore viene eseguito in modo più rapido. Va detto che le tastiere di tipo meccanico sono, in linea di massima, più rumorose; quelle a membrana, d’altro canto, sono più leggere e, di conseguenza, più facili da portare in giro.

App store di terze parti – isola felice di Gooligan

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia, Videogame

Logo-Claim-2015-3c-highresIl fatto che numerose app a pagamento sullo store Google ufficiale siano disponibili gratuitamente tramite store di terze parti risulta per alcuni utenti particolarmente allettante. Un recente studio su un nuovo malware Android denominato “Gooligan” mostra però che tali applicazioni nascondono numerose insidie.

Bochum (Germania) – Secondo la recente analisi di Checkpoint i dispositivi più colpiti sarebbero quelli su cui sono installate versioni più datate del sistema operativo Android. Gooligan utilizza ben due vulnerabilità note e documentate, al fine di violare l’accesso root del dispositivo. Come risultato, il dispositivo installa autonomamente altre applicazioni. In tal modo, il numero di download di queste applicazioni viene gonfiato, incrementandone di conseguenza il ranking nello store. Per coloro ai quali questo approccio suona familiare, nella scorsa metà dell’anno, anche il malware HummingBad, che utilizzava la stessa procedura, ha dato importanti spunti di discussione.

Quali sono i rischi?

Dal momento che Gooligan, come HummingBad, viola il dispositivo, il cybercriminale ha accesso indiscriminato a tutti i dati archiviati sul dispositivo. Sebbene, allo stato attuale, non siano noti accessi indesiderati a immagini o documenti personali, a livello squisitamente tecnico non sussisterebbe alcun limite a tale manipolazione.

Per scaricare più applicazioni Gooligan trafuga il cosiddetto token* di autenticazione per l’account Google dell’utente. Se il malintenzionato è venuto in possesso di questo token, sarà in grado di accedere a tutti i servizi Google di cui il titolare del conto è fruitore. Misure di sicurezza come l’autenticazione a due livelli in questo caso perdono la propria efficacia, poiché – dalla prospettiva dei server di Google – il token risulta essere corretto e regolarmente registrato.

Quanti dispositivi sono interessati?

Potenzialmente tutti i telefoni e tablet Android su cui è installato Android 4 o Android 5 e con i quali sono state scaricate applicazioni da app store di terzi. Dispositivi con versioni di Android più recenti non sono colpiti dalla minaccia.

Tuttavia, per un numero purtroppo elevato di dispositivi le versioni più recenti di Android non sono (ancora) disponibili. Le versioni “Kit Kat” e “Lollipop” cubano ancora per quasi il 60% dei sistemi operativi installati sui dispositivi in uso su scala mondiale. Terreno fertile per Gooligan che non pare avere un targeting verticale contro un particolare gruppo di utenza o specifiche aziende ma colpisce indiscriminatamente chiunque.

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Quali misure ha intrapreso Google?

Google ha già contattato e informato gli utenti colpiti e revocato i token violati, rendendoli inutilizzabili per i cybercriminali. Gli interessati devono registrarsi nuovamente dopo aver rimosso il malware. Purtroppo, l’unico metodo affidabile per rimuovere Gooligan dai dispositivi infetti è resettare il dispositivo. Questo metodo permette di rimuovere l’accesso illegittimo alla root e assicura che l’applicazione incriminata venga rimossa. Eventuali applicazioni il cui ranking ha beneficiato delle attività di Gooligan sono già state rimosse da Google Play.

Infine Checkpoint ha stilato un elenco di applicazioni manifestamente infettate da Gooligan.

I consigli di sicurezza di G DATA

  • La protezione più efficace è l’uso di una versione Android aggiornata, priva quindi delle falle sfruttate da Gooligan. Dal momento che questo non è sempre possibile, è necessario fare attenzione quando si utilizzano applicazioni scaricate da fonti non ufficiali. Come rilevato dai ricercatori G DATA infatti, un quarto delle applicazioni presenti su piattaforme di terzi è infetto.
  • Particolare cautela è consigliata se uno smartphone o un tablet, appartenente alle categorie di rischio di cui sopra, viene utilizzato in un ambiente business. A seconda del modo in cui i dati sono archiviati e elaborati su tali dispositivi, possono essere accessibili a persone non autorizzate.
  • L’installazione di una protezione efficace contro i malware sui dispositivi mobili non è quindi solo un extra ma un must. Questo vale sia per i privati sia in azienda.

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* Token di autenticazione

Il token può essere paragonato al tipico badge di un dipendente. Il vettore della scheda può muoversi con essa nell’edificio, senza doversi legittimare ulteriormente. Qualora tale badge venga rubato, il ladro potrà muoversi altrettanto liberamente nell’edificio come il legittimo detentore del badge, beneficiando degli stessi privilegi di accesso del derubato.

Informazioni G DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l’inventore dei software antivirus. L’azienda, fondata nel 1985 a Bochum, più di 28 anni fa sviluppò il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati hanno dimostrato che la IT security “Made in Germany” offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.

Dal 2005 la fondazione Stiftung Warentest si occupa di testare i prodotti di sicurezza informatica. In tutti e sette i test, condotti dal 2005 al 2014, G DATA ha sempre ottenuto il miglior punteggio per il rilevamento virus. Nei test comparativi di AV-TEST, G DATA ottiene regolarmente i migliori risultati in termini di individuazione di malware.

Anche a livello internazionale InternetSecurity di G DATA è stato eletto miglior pacchetto di sicurezza per Internet da riviste specialistiche indipendenti in diversi Paesi, tra cui Australia, Austria, Belgio, Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti.

In Italia la soluzione G DATA Internet Security è stata insignita per il quarto anno consecutivo del bollino “Miglior Acquisto” di Altroconsumo. L’azienda ha collaborato altresì con Assintel all’elaborazione del notissimo Report, giunto, nel 2015, alla sua decima edizione e alla stesura del Security Report 2015 del Clusit. G DATA è altresì partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati ed è partner esclusivo di Microsoft per la messa in sicurezza del Microsoft Cloud tedesco.

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Pokémon Go: “Catch ‘em all” – ma non a tutti i costi!

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Giochi, Informatica, Internet, Tecnologia, Videogame

Logo-Claim-2015-3c-highresAlcuni di voi forse si ricordano ancora le piccole e adorabili bestioline tascabili in voga alla fine degli anni novanta. Ora sono tornate sotto forma di gioco in realtà aumentata per smartphone. I cybercriminali sfruttano la popolarità di questo nuovissimo gioco scommettendo su giocatori impazienti che non vogliono attendere l’uscita ufficiale del gioco in Europa: scoperta prima versione manipolata della app.

Chi pare congelarsi per qualche secondo mentre fissa intensamente il proprio smartphone in un centro commerciale o per strada e poi riprende a camminare, borbottando “l’ennesimo pidgey”… sta indubbiamente giocando a Pokémon Go, la app in realtà aumentata per smartphone in cui rivive il famoso gioco per il Game Boy della Nintendo, che unisce mondo reale a piattaforma ludica. E’ infatti possibile catturare piccoli e graziosi animaletti animati, ma per farlo è necessario uscire fisicamente di casa per andare nel posto in cui le bestioline raccolgono, che sia un parco pubblico, per strada o appunto nel centro commerciale. Gli sviluppatori danno agli avidi collezionisti di questi piccoli animaletti giapponesi una nuova occasione per riaccendere vecchie passioni.

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La app manipolata

Il turbinio attorno al gioco é stato un richiamo irresistibile anche per alcuni cybercriminali: su una rete di condivisione file é già stata rilevata una versione manipolata della app per l’installazione del gioco che contiene un comando per il controllo remoto di device Android. A quanto risulta, la app originaria é stata rimanaeggiata con “DroidJack”, uno strumento impiegato spesso legittimamente dagli sviluppatori, per integrarvi il malware “AndroRAT”.

AndroRAT (Remote Access Tool), già noto dal 2012/2013 e citato nel G DATA Mobile Malware Report H1/2013 fornisce numerose informazioni personali ai criminali, tra cui, ma non solo, l’elenco dei contatti, log e coordinate GPS. Ricordiamo che l’attivazione del GPS è essenziale per poter andare “a caccia” di bestioline. I criminali possono persino attivare il microfono e la fotocamera da remoto. I dati così trafugati dai dispositivi infetti vengono rivenduti e non sono da escludere casi di ricatto sulla base delle registrazioni audio-video condotte all’insaputa degli utenti.

Quando si installa una app, vengono elencate le autorizzazioni richieste. In questo caso, gli utenti più attenti possono identificare immediatamente app sospette. L’attuale versione di Android peraltro indica all’apertura di una app se un dato comando va eseguito, ma sono solo pochi gli utenti che beneficiano ad oggi del nuovo sistema operativo Android.

Da notare anche che la versione della app studiata dai ricercatori dei G DATA Security Labs disponeva persino di un certificato scaduto. Il detentore del certificato gestisce anche di un blog, che pare inattivo dal 2014. Non ci è stato quindi possibile rilevare se la app manipolata sia stata distribuita da questo individuo o se il certificato da lui emesso sia stato rubato e quindi abusato a scopo fraudolento.

Chi protegge i propri dispositivi mobili con G DATA Mobile Internet Security per Android é protetto da questa app manipalata, che viene riconosciuta come “Android.Trojan.Kasandra.B”

Perché tutto questo

In generale eventi del genere dimostrano che i criminali si adattano e possono reagire ai trend del momento molto rapidamente. Per distribuire il malware, i suoi programmatori fanno affidamento sull’alea di “esclusività” che dà giocare ad un gioco che non è ancora uscito ufficialmente sul mercato – una sensazione molto simile, per esempio, a quella dei collezionisti di dischi in vinile, quando riescono ad assicurarsene un esemplare di una edizione limitata, numerato a mano.

Il giocatore installa quindi la app manipolata e condivide con terzi ignoti informazioni che altrimenti sarebbero state riservate. Ci aspettiamo che questo tipo di manipolazioni aumentino, troppo grande il desiderio di trarre profitto dall’entusiasmo degli utenti. Eppure, per giocare in tutta sicurezza, evitando di fornire informazioni personali a chi non dovrebbe averle e magari di restare impalati in mezzo alla strada o di finire in stradine secondarie poco raccomandabili o giù da un declivio, basta giusto usare la testa!

Sul blog di G DATA alcuni consigli su come proteggersi (articolo in inglese)

Informazioni su G DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l’inventore dei software antivirus. L’azienda, fondata nel 1985 a Bochum, più di 28 anni fa sviluppò il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati hanno dimostrato che la IT security “Made in Germany” offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.

Dal 2005 la fondazione Stiftung Warentest si occupa di testare i prodotti di sicurezza informatica. In tutti e sette i test, condotti dal 2005 al 2014, G DATA ha sempre ottenuto il miglior punteggio per il rilevamento virus. Nei test comparativi di AV-TEST, G DATA ottiene regolarmente i migliori risultati in termini di individuazione di malware.

Anche a livello internazionale InternetSecurity di G DATA è stato eletto miglior pacchetto di sicurezza per Internet da riviste specialistiche indipendenti in diversi Paesi, tra cui Australia, Austria, Belgio, Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti.

In Italia la soluzione G DATA Internet Security è stata insignita per il quarto anno consecutivo del bollino “Miglior Acquisto” di Altroconsumo. L’azienda ha collaborato altresì con Assintel all’elaborazione del notissimo Report, giunto, nel 2015, alla sua decima edizione e alla stesura del Security Report 2015 del Clusit. G DATA è altresì partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati ed è partner esclusivo di Microsoft per la messa in sicurezza del Microsoft Cloud tedesco.

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it