Allarme Doxing, ovvero imparare dagli errori

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Preoccupa e crea confusione l’attualissima pubblicazione di dati sensibili di politici e celebrità. Gli esperti di sicurezza G DATA analizzano quanto accaduto e illustrano come proteggersi al meglio da tali divulgazioni.

0rbit è lo pseudonimo dello youtuber che per settimane ha pubblicato in rete dati privati di politici di quasi tutti i gruppi parlamentari, della stessa cancelliera federale oltre a quelli di varie celebrità. Attualmente non sono chiare né le motivazioni di un simile gesto nè le effettive modalità di acquisizione delle informazioni sensibili.

Sebbene la AfD allo stato attuale risulta essere l’unico partito rappresentato in Parlamento non colpito da tali divulgazioni, è chiaro che non si tratta di una reiterazione dell’attacco alla rete del Parlamento tedesco che ha avuto luogo all’inizio del 2018.
Soprattutto la scelta operata dallo youtuber di divulgare le informazioni tramite un falso account Twitter non dà l’impressione di una campagna mirata secondo gli esperti G DATA, tant’è che le informazioni pubblicate non sono state notate da quasi nessuno per ben un mese. Il giovane youtuber si è più verosimilmente limitato ad un “doxing” mirato delle persone colpite, termine che definisce la raccolta e divulgazione in rete, contro la volontà dei soggetti coinvolti, di dati privati tra cui l’indirizzo di casa, recapiti telefonici personali, indicazioni sui figli, numeri di carte di credito, persino copie dei documenti d’identità: informazioni il cui potenziale di abuso risulta particolarmente elevato, ma facilmente reperibili attraverso ricerche dettagliate, senza richiedere attacchi specifici. Si specula in altri casi sulla raccolta di dati presenti sugli account online dei soggetti colpiti a cui lo youtuber può essersi procurato accesso grazie a leaks già noti, favorito dall’uso dei malcapitati di password insicure o reiterate su più piattaforme.

Come proteggersi dal doxing?

1)  Autenticazione a due fattori: al giorno d’oggi, accontentarsi di un login basato su una sola password è davvero vecchio stile oltre che rischioso: accade infatti ripetutamente che password presumibilmente segrete vengano “smarrite” da operatori poco attenti o mal protetti. Ad esempio, in rete circolano ancora milioni di password derivanti dall’attacco hacker che colpì Dropbox del 2012: è in pericolo quindi chi utilizza la stessa password su più piattaforme o chi, da allora, non ha provveduto a crearne una nuova. L’autenticazione a due fattori richiede, oltre alla singola password, l’inserimento di un codice temporaneo che appare sullo smartphone o di uno speciale dispositivo collegato al computer.

2)  Verificare l’integrità della password: sono diversi i servizi che aiutano a verificare se un account è stato soggetto ad attacchi e divulgazione di dati. Tra questi HaveIBeenPwned o Identity Leak Checker sono i più gettonati. Da qualche tempo chi utilizza il browser Firefox può venire informato riguardo a eventuali problemi.

3)  Googlare regolarmente il proprio nome: in questo modo, è possibile capire quali sono le informazioni personali condivise in rete, verificarne la correttezza e constatare se l’eventuale presenza di dettagli sia voluta o meno.

4)  Beneficiare del GDPR: il regolamento generale sulla protezione dei dati personali prevede, in base a precise condizioni, il diritto di richiedere la cancellazione dei dati o di predisporre correzioni, qualora fornitori di servizi online pubblicassero informazioni false o obsolete sulla propria persona.

5)  Disattivare i cookies di terzi: sul web i cookies sono uno strumento utile, per salvare ad esempio impostazioni su un sito web come la dimensione del carattere utilizzata. Tuttavia, i cookies di terzi, come quelli delle reti pubblicitarie, possono raccogliere numerose informazioni sull’utente in merito a siti consultati o precisi interessi. Molti siti web offrono la possibilità di adattare le impostazioni dei cookies in modo specifico, in alternativa è possibile cancellarli regolarmente.

6)  Verificare le autorizzazioni delle app: Sono ormai numerose le autorizzazioni richieste dalle app per smartphone e dare il consenso in effetti presenta spesso diversi vantaggi. Basti pensare a Whatsapp, dove caricando la rubrica è possibile identificare i contatti dotati della stessa applicazione – pratica discussa a livello di legislazione sulla protezione dei dati. Vale la pena comunque prestare attenzione quando si installano nuove applicazioni. Perché ad esempio una app “torcia” dovrebbe poter accedere alla mia posizione?

Per proteggersi da software dannosi e amministrare le autorizzazioni delle app è opportuno dotarsi di soluzioni per la sicurezza mobile, come G DATA Internet Security per Android

7)  Attenzione alle mail: molti utenti sanno che non si dovrebbero aprire gli allegati provenienti da mittenti sconosciuti. La posta elettronica però presenta ulteriori pericoli: i cybercriminali possono infatti nascondere software dannosi o pixel di monitoraggio, anche nelle immagini integrate in mail recapitate in formato HTML, entrambi consentono loro di reperire informazioni sugli utenti. Sarebbe quindi consigliabile inviare e ricevere mail solo in formato testo e disattivare il caricamento automatico delle immagini.


GDATA

Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
Particolarmente legata al territorio la sede italiana si trova a Bologna e patrocina il Teatro Comunale di Bologna oltre a diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Chatbot ecommerce, il canale di comunicazione preferito dall’84% dei clienti

Scritto da Massimo Tegon il . Pubblicato in Aziende, Internet

Il cliente deve avere delle risposte rapide: a volte basta solo mezz’ora di attesa per far sfumare la vendita. Ma come è possibile rispondere tutti i giorni, a tutte le ore, in tempo reale, a tutti i clienti? Facendosi aiutare da un chatbot ecommerce, un vero e proprio personal shopper virtuale.

Chatbot ecommerce il personal shopper virtuale che risponde in tempo reale ai clienti

Usciamo per andare a comprare qualcosa, entriamo in un negozio e ci aggiriamo tra la merce esposta sugli scaffali. E se avessimo bisogno di suggerimenti, consigli o maggiori informazioni sui prodotti da acquistare a chi chiederemmo? A una commessa, aspettando che finisca di aiutare il cliente entrato prima di noi.

Cosa succede, invece, se “entriamo” in negozio online, in caso di bisogno? A chi possiamo chiedere aiuto nella scelta dei prodotti o informazioni sulla spedizione? Esiste qualcuno in grado di risponderci immediatamente, anche se nel frattempo sta aiutando altri clienti?

La risposta è sì, esiste. È DigiBot, il bot per ecommerce dotato di Intelligenza Artificiale che risponde autonomamente alle domande dei clienti, invia offerte, vende prodotti e si fa pagare. Un vero e proprio personal shopper virtuale.

Nato da un’intuizione di Marketing Informatico, web agency che si occupa di marketing da 11 anni, DigiBot è un chatbot ecommerce che non solo si occupa della vendita diretta del prodotto ma ascolta le domande dei clienti, li consiglia e li aiuta nell’acquisto, raccoglie informazioni sulle preferenze e sui dati personali dell’acquirente. Tutti i giorni. A tutte le ore. In tempo reale.

Digibot di professione fa il personal shopper ecommerce ed è, per deformazione professionale, molto sociale. È in grado, infatti, di integrare un e-commerce con Facebook e Messenger.
E, dati alla mano, è anche questoil suo valore aggiunto: associare le piattaforme social al sito e-commerce. Infatti, ben 900 MILIONI di persone in tutto il mondo utilizzano la messaggistica di Facebook, 50 MILIONI sono le società che usano la chat di Facebook per motivi lavorativi e sono 60 MILIARDI i messaggi inviati tramite Messaggistica Facebook e similari.

Ma perché scegliere di installare un bot per ecommerce?
Ben 82% dei clienti vuole risposte rapide, il 74% vuole trovare facilmente informazioni quali indirizzo e orario di apertura e il 61% vuole un’area contatti intuitiva e responsive.
E come funziona Digibot, il personal shopper virtuale?
Il cliente pone un quesito sulla pagina Facebook o su Messenger, il chatbot ecommerce sceglie la migliore delle risposte da dare a partire da un dizionario di parole precedentemente settate, che gli permettono di capire la domanda e articolare una risposta pertinente. Il cliente riceve così una risposta intelligente in tempo reale. Utilizzare un bot per ecommerce rende possibile impostare, quindi, un’interazione automatica della messaggistica per un customer service efficace e always-on.

Inoltre, Digibot non va mai nel panico, non è permaloso, non si arrabbia mai e non dice parolacce. È un personal shopper per ecommerce calmo e accondiscendente. E se non riesce a rispondere non perde tempo: passa la conversazione al collega umano. Non stupisce quindi che i chatbot ecommerce sono il canale di comunicazione preferito dall’84% dei consumatori.

I bot ecommerce sono uno strumento promozionale e di marketing davvero all’avanguardia, capace di offrire alle aziende un nuovo servizio social oriented, che produce incassi e guadagni aggiuntivi risparmiando tempo e denaro, ma, soprattutto, accontentando il cliente.

Fonte: marketinginformatico.it

E-commerce: Dati e Previsioni in Italia per il 2019, aumento delle vendite del + 15%

Scritto da Massimo Tegon il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet

In Italia, le previsioni per gli e-commerce nel 2019 vedranno un aumento delle vendite del + 15%, ma anche molti siti di vendita online in crisi per mancanza d’identità, valori e strategie. La parola d’ordine è prendere esempio dalle strategie di marketing degli e-commerce di Francia, Germania e Regno Unito.

Prendi un’azienda con clienti E-Commerce in Italia che fatturano da 100 mila a 12 milioni online e che vendono nel mondo. Analizza i trend delle vendite online di tutti i clienti. Verifica cosa è successo ai loro siti nel 2017 e 2018 in termini di statistiche, indici di conversione e dati vari presi non solo dalle analytics ma anche dai loro ERP o gestionali e prevedi le tendenze! Cosa ci diranno le statistiche e-commerce del 2019?

Questi gli obiettivi che ci siamo dati visto che siamo a fine novembre, il black friday è già passato e stiamo volando all’ultimo grande evento delle vendite on e offline: il Natale. Tempo di analisi dati, tempo di analisi predittive, vale a dire: tempo di previsioni di vendita degli e-commerce nel 2019. Cosa succederà?

Il Made in Italy è un brand potente. Peccato che gli imprenditori continuano a guardare il mondo dallo specchietto retrovisore perché secondo i dati di Casaleggio, tanto per citarne uno o di Roberto (Liscia) del Netcomm gli spazi sul web ci sono e sono straordinari. Le crescite ogni anno a due cifre. Negli USA il valore delle vendite online ha superato il valore delle vendite offline e Amazon USA ha superato il 50% delle vendite online complessive.
Prima di parlare di statistiche e-commerce nel 2019, analizziamo i dati dell’anno in corso.

COSA È SUCCESSO NEL 2018?

Intanto quest’anno in occasione di fiere ed business match ho incontrato i responsabili marketing di molti brand famosi. Mentre io parlavo d’Intelligenza Artificiale, di Digibot, di software che fanno i personal shopper, a casa italia ci chiediamo ancora se sia il caso d’investire, gli imprenditori chiedono un ROI entro il primo anno e complessivamente abbiamo completamente perso di vista gli obiettivi.

Nel frattempo il primo quarter di Adidas e gli acquisti di moda italiana sono saliti del 28%, con un 65% dovuto all’export. Sto parlando di Moda un settore nel quale un tempo non ci credeva nessuno tranne pochi illuminati. Guardando i valori in Borsa e confrontando i ricavi attesi la classifica dei big è: Asos, Zalando Ynap (Yoox Net a Porter), Showroomprive.

Nel beauty l’incidenza degli acquisti via app è raddoppiata in un anno: siamo al  24%. Ma ci sono ancora brand (anche fra i nostri clienti) che non credono nelle app ma, sempre a dimostrare che in Italia siamo strani, noi abbiamo un ottimo case history di un cliente la cui app, in un anno, è stata scaricata da 60.000 utenti. Lo shopping online della cosmetica è cresciuto di oltre il 25%. Sono 4,7 milioni gli utenti stimati, che saliranno al 17,2% entro fine anno. Gli uomini sono responsabili del 50,5% degli acquisti dei 323 milioni di euro spesi online.
Solo due anni fa invece oltre il 65% degli acquisti era effettuato da un pubblico donna.
In questo settore si è capito che la parole d’ordine (o la frase chiave) è: integrazione fra offline e online. Strano!

Nell’arredamento le vendite online sono pari a 900 milioni di euro secondo le ultime stime rilasciate dal Politecnico+Netcomm. Tasso di penetrazione del 5% ed è cresciuto del 31%. Certo 900 milioni sono pochi rispetto ai 4 miliardi dell’informatica/elettronica, o ai 2,5 miliardi di euro dell’abbigliamento.

Turismo: l’Italia è la nazione più cercata nel web ma la quinta destinazione dopo Francia, Usa, Spagna e Cina. L’88% dei turisti italiani cerca informazioni pre viaggio. L’82% prenota o acquista online. 55,3 miliardi di euro sono il totale di transato di cui il 20% è completamente digitale.

Infine Groocery, ristorazione ed enogastronomia che sono ancora il nostro fanalino di coda rispetto agli stranieri hanno registrato un +37%. Il mercato valeva 812 milioni di euro. Si può sicuramente fare meglio anche se l’Italia è un po’ terra di conquista per il food delivery. Foodora, Glovo, Just Eat, Deliveroo, Uber Eats al momento la fanno da padrona.

DATI E-COMMERCE ITALIA 2019: LE MIE PREVISIONI

Ovviamente i dati Ecommerce del 2019 non li abbiamo. Io mi aspetto almeno un +15%. Ti spiego il perché!
In Italia conosciamo le parole chiave che decreteranno le vendite del prossimo anno. Nel fashion: personalizzazione e click & collect. Nel food: delivery, logistica, click & collect. Nell’arredamento: consegna e assortimento. Nel beauty: personalizzazione e fragranze. Nel turismo: intelligenza artificiale, vacanze esperienziali, motori di comparazione, all inclusive.

Poi si parla di Geoblocking, l’armonizzazione dell’Iva, il dynnamic pricing, quello adottato dalle compagnie aeree low cost. Mi aspetto ad esempio che i tedeschi o gli olandesi comprino dai siti italiani dove costa meno. Mi aspetto che i prezzi dinamici e l’analisi dei prezzi della concorrenza tramite algoritmi e automatismi possano avere un forte impatto sulle vendite. Più persone comprano e si abituano e più compreranno.

Parliamo di dati ee-commerce 2019 in Italia e di vendite. Ho analizzato le statistiche di numerose aziende anche quest’anno. Faccio degli esempi: strumenti come Google Flights e Skyscanner per le compagnie aeree hanno indici di conversioni superiori al 10/15% Negli oligopoli come i parcheggi aeroportuali i tassi di conversione sono impressionanti rispetto all’elettronica di consumo o alla vendita dei libri. In alcuni casi superiori al 25%.

Certo se tutti vendiamo le stesse cose, con gli stessi tempi di consegna, alle stesse condizioni, con gli stessi gateway di pagamento allora il valore aggiunto sarà sempre il prezzo. In Italia pochi conoscono il marketing. Ieri in treno un mio vicino di posto spiegava ad un militare (il motivo non lo so) le basi del marketing. Io stavo progettando un nuovo sito. Mi sono fermato ad ascoltare la lezione gratuita. Questo consulente (con tanta tanta esperienza) diceva e pensava le stesse cose che pensa un qualsiasi consulente marketing: non ci sono vendite se non hai un piano strategico. Inutile piangere sui dati, il web marketing non esiste se prima non hai pensato al marketing.

VUOI AUMENTARE I TASSI DI CONVERSIONE?

La user Experience ti dice qualcosa? I testi che descrivono i prodotti? I commenti dei clienti hanno provato il prodotto e offrono gratuitamente i consigli per gli acquisti? Hai mai visto cosa fa Amazon? Hai mai usato Booking? Mentre tu stai guardando la tua camera d’Hotel contemporaneamente un tizio sta guardando proprio ciò che stai guardando tu e qualche minuto fa qualcuno ha appena confermato per la stessa località. Robert Cialdini ti dice nulla? Non ti viene l’ansia? Ma nel tuo sito caro produttore l’ansia non viene perché è un miracolo quando fai 50 pacchi al giorno. Perché?

Faccio formazione per Assoform, per numerose Camere di Commercio Italiane, entro in decine di aziende ogni anno. Quando parlo di programmazione mentale le persone non sanno di cosa parlo. Se spiego l’analisi predittiva mi guardano come se fossi un marziano, quando racconto l’esperienza di quel piccolo negozio della provincia che vende online 12 milioni di €uro all’anno strabuzzano gli occhi.

Le mie previsioni per il 2019 sono facili: + 15% di vendita, molti siti e-commerce in crisi per mancanza d’identità, valori e strategie. La leva non può essere solo il prezzo. Siamo arretrati, il modello dell’e-commerce è sbagliato in Italia. Guardiamo al Regno Unito, alla Francia, alla Germania. Se vogliamo esportare dobbiamo prima imparare ed essere forti in Italia. Poi esporteremo il Made In Italy e moltiplicheremo le vendite. Il Commercio elettronico inglese è pari all’8% de PIL. In Cina è il 5,8%. In Spagna 2,7. Siamo come India e Turchia: in Italia il dato dell’ecommerce rispetto al PIL è solo dell’1,6%. Non possiamo far altro che crescere.

Fonte: marketinginformatico.it

Al via i preparativi per la terza edizione di “Cyberbullismo – 0 in condotta”

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Istruzione, Italia, Tecnologia

In casa G DATA fervono i preparativi per la terza edizione dell’iniziativa “Cyberbullismo – 0 in condotta”, attività di sensibilizzazione rivolta a bambini, famiglie e docenti che sarà condotta in collaborazione con lo specialista Mauro Ozenda anche nell’anno scolastico 2018/2019. Diversi gli interventi già effettuati ancora nell’ultimo trimestre di quest’anno. L’obiettivo? Proseguire l’attività formativa per un utilizzo appropriato di web e social, terreno fertile per i cybercriminali.

Bologna – Le sempre più numerose richieste di prosecuzione delle attività di formazione di allievi, famiglie e docenti delle scuole elementari e medie ad opera dal noto specialista Mauro Ozenda per conto di G DATA Italia sono assai incoraggianti e sintomo che in ambito scolastico si fa strada la consapevolezza di quanto sia importante fornire ai ragazzi strumenti per la tutela della propria identità digitale. A fronte di quanto riscontrato nella seconda edizione conclusasi a maggio, è essenziale evangelizzare i giovanissimi sui rischi del mondo digitale. Un’attività che G DATA Italia segue con l’impegno e la determinazione di sempre anche per quella che sarà la terza edizione dell’iniziativa, prevista per il 2019. L’utilizzo opportuno della rete e dei social network e la tutela dei diritti dei minori sul web tra le tematiche fondamentali.

“Il feedback dei ragazzi con cui ci siamo interfacciati nel corso dello scorso anno scolastico conferma quanto prematuramente i ragazzi si cimentino su piattaforme social, con tutte le conseguenze del caso in termini di disattenzione per la privacy come scarsa attenzione per la propria immagine digitale. Un motivo in più per favorire al meglio, con l’aiuto di uno specialista con oltre 20 anni di esperienza in ambito scolastico, la prevenzione di eventuali episodi di cyberbullismo e di abuso dei profili social abbandonati”, afferma Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia. “Un uso non solo conforme alle normative ma soprattutto attento del web e dei social network permette di chiudere le porte ai cybercriminali”, aggiunge Vada.

D’altronde, come non farsi allarmare dai dati: sono oltre cinque le ore che i ragazzi trascorrono online ogni giorno, addirittura il 95% dei giovanissimi utilizza Whatsapp già a partire dalla quinta elementare. Con un 60% di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni presenti online costantemente l’esposizione inconscia a gravi rischi aumenta esponenzialmente. Cyberbullismo, cyberstalking, fake news, profili abbandonati, miglior gestione di attività “social” comuni come chattare, giocare online, registrare e postare video o foto tra gli argomenti trattati da Ozenda nel corso del nuovo anno.

Incontro ragazzi presso l’Istituto Comprensivo Castelli Calepio – 6 dicembre 2018

“I nativi digitali si rivelano sempre più spesso analfabeti funzionali. Non si interessano né sanno come funzionano le tecnologie che impiegano né si curano di come proteggersi, a meno che non gli si indichi il giusto percorso. In uno scenario del genere risulta fondamentale formare i giovanissimi e i loro genitori – spesso inconsapevoli delle modalità di impiego smodato di smartphone e pc dei loro figli, aiutandoli ad assumere un comportamento responsabile e consapevole”, afferma Mauro Ozenda. “Proprio per questo è un piacere oltre che un onore avviare insieme a G DATA Italia la terza edizione di Cyberbullismo – 0 in condotta, a mio avviso un’ottima occasione per imparare a proteggersi sia contro i cybercriminali, sia contro episodi di bullismo o stalking spesso favoriti dall’anonimato o dalla modalità indiretta della comunicazione via web”.


GDATA
Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati. L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

eBay Gift Hub Natalizio: la nuova ricerca di mercato sui comportamenti d’acquisto

Scritto da 20TaskForceItaly il . Pubblicato in Internet, Mercati

Da eBay la nuova indagine di mercato sul Natale: vince la tradizione. Prima fra tutte quella della scelta dei regali. Più di 327 milioni i doni acquistati per una spesa prevista attorno agli 8 miliardi di euro. Il marketplace propone infinite idee regalo con uno speciale gift hub natalizio.

Natale la tradizione non passa mai di moda. Perché se mutano le abitudini di acquisto – che lasciano sempre più spazio all’online – si intercettano differenti generazioni, a partire dai Millennial, e si rinnovano gli stili di vita, il Natale resta, sempre e comunque, sinonimo di tradizione. Oltre il 43% degli italianicoinvolti nella nuova indagine di mercato sui comportamenti d’acquisto in previsione dello shopping natalizio condotta da eBay associa il 25 dicembre alle consuetudini intramontabili. Prima fra tutte quella della scelta dei regali. Saranno infatti più di 327 milioni i doni che gli italiani troveranno sotto l’albero per una spesa prevista che si aggira intorno agli 8 miliardi di euro.

L’economia del regalo
Per il Natale 2018 la media di acquisto degli italiani sarà di 9 regali. Anche gli uomini non si tirano indietro e il 26% ha dichiarato che ne comprerà tra i 6 e i 10I millennial sembrano selezionare in modo più attento. Alla domanda “A quante persone generalmente fate il regalo?” il 64% ha risposto infatti da 3 a 5, mentre il 73% del campione over 35 ha indicato dalle 6 alle 10 persone.

La spesa media complessiva si attesta intorno ai 216 €. Ma c’è anche un 14% del campione che afferma di avere preventivato di spendere più di 400 euro: sono 16% uomini e 13% donne. Fino ai 100€ infine è la risposta più diffusa tra i millennial (50% del campione).

Regali a fil di rete. L’ispirazione è social e l’acquisto online
Dentro tanta tradizione, la tecnologia avanza inesorabilmente. Computer e device sono sempre più utilizzati per fare acquisti, mentre i social si confermano come le prime fonti di ispirazione: 20,6 milioni di italiani dichiarano di usare un Social Media. Facebook è il più popolare e indicato dal 28% dei sondati.

Se ci si sofferma sulle diverse fasce di età è evidente come Instagram sia per eccellenza il Social Network dei giovani, anche a Natale. È infatti il 54% del campione tra i 16 e i 24 anni che afferma di curiosare su Instagram per trovare idee e trend, contro solo il 4% delle persone tra i 55 e i 64 anni. Anche Pinterestha conquistato il suo spazio. Il 18% dei ragazzi fino ai 24 anni non rinuncia a questo Social per orientarsi nella scelta.

La rete diviene anche un mezzo d’acquisto sempre più gettonato. Il 53% degli intervistati dichiara che rispetto al 2017 utilizzerà maggiormente il canale online per fare shopping durante le feste. Un dato interessante è come circa 6 milioni di persone siano intenzionate ad effettuare acquisti tramite smartphone.

eBay.it, primo marketplace in Italia con oltre 5 milioni di utenti attivi e oltre 100 milioni di prodotti nuovi in vendita in ogni momento, ha dunque concentrato la sua analisi sul gesto di fare i regali e apre uno speciale Gift Hub natalizio, una pagina dedicata ai regali di Natale in tutte le categorie merceologiche con sconti fino al -50% e spedizione rapida e gratuita.

ad Mirabilia
Ufficio Stampa Consumer eBay.it

Fonteadmirabilia.it

Auro Palomba: Reputation Science stila la classifica dei ministri con la migliore reputazione sul web

Scritto da melluccio il . Pubblicato in Aziende, Internet

Lettera43 pubblica i dati dell’osservatorio curato da Reputation Science sulla reputazione online dei ministri: secondo la ricerca effettuata dal team della joint venture fondata da Auro Palomba e Andrea Barchiesi, i ministri più apprezzati in rete per il mese di ottobre sono Matteo Salvini e Giuseppe Conte, seguiti da Giulia Bongiorno.

Auro Palomba

Auro Palomba: i dati della classifica curata da Reputation Science per Lettera43

Lettera43 ha pubblicato i risultati relativi alla classifica dei ministri con la migliore reputazione online per il mese di ottobre: i dati sono e saranno forniti dall’osservatorio mensile curato da Reputation Science, joint venture guidata dall’esperto di comunicazione Auro Palomba e dal professionista in ambito di reputazione e web Andrea Barchiesi. Gli studi relativi all’andamento della percezione online nei confronti dei ministri del governo Conte hanno confermato in testa alla classifica Matteo Salvini, che conquista il web con un punteggio di 113,3 e il 53% di commenti positivi: la sua popolarità deriva in particolare da Facebook e dalla sua fan page, che da agosto ha ricevuto oltre 300mila commenti. Al secondo posto per il mese di ottobre c’è Giuseppe Conte, con un punteggio di 60,5 e il 52% dei commenti positivi. Secondo i dati raccolti dal team di Reputation Science, guidato da Auro Palomba e Andrea Barchiesi, il terzo posto della classifica è occupato dal ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, che si difende con un punteggio di 40,2 e con il 33% dei commenti positivi in rete. Occupano le successive posizioni Gian Marco Centinaio, ministro per le Politiche agricole e grande sostenitore del Made in Italy, e Sergio Costa, che di recente ha ottenuto consensi per aver segnalato alla Guardia Costiera del materiale inquinante in acqua, mentre si trovava in vacanza.

Reputation Science: gli obiettivi della joint venture fondata da Auro Palomba e Andrea Barchiesi

Reputation Science è la prima società italiana in grado di gestire in modo scientifico e integrato la reputazione di aziende, manager, privati e istituzioni. La joint venture è nata dall’unione tra Community Group, guidata da Auro Palomba , e Reputation Manager, fondata e amministrata da Andrea Barchiesi. Community Group è leader nel settore della consulenza nell’ambito della comunicazione, mentre Reputation Manager è prima in Italia per quanto riguarda l’analisi e la gestione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico. Le risorse e le competenze delle due società si sono incontrate per sfruttare in sinergia le tecniche di comunicazione tradizionale e digitale, in modo da fornire ai clienti un servizio scientifico e integrato di gestione e tutela della reputazione. Il team di Raputation Science si basa sul supporto e sul know-how di circa 80 professionisti tra esperti di comunicazione, analisti, consulenti e ingegneri provenienti da entrambe le società. Auro Palomba riveste il ruolo di Chariman nella joint venture, mentre Andrea Barchiesi ha la carica di CEO.

G DATA DeepRay: intelligenza artificiale garante di una svolta epocale nella lotta contro la cybercriminalità

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

A cambiare le regole del gioco nella lotta contro la cybercriminalità è DeepRay, tecnologia di apprendimento automatico di nuova generazione. Risultato di molti anni di ricerca e sviluppo in casa G DATA, DeepRay porta l’identificazione di nuove minacce informatiche a livelli inusitati con il sostegno dell’intelligenza artificiale. Con questa tecnologia, unica nel suo genere, G DATA è un passo avanti rispetto ai cybercriminali: neanche i malware più ingegnerizzati sfuggono ai nuovi strumenti di analisi.

G DATA, che da sempre si schiera contro i cybercrime con le proprie soluzioni di sicurezza informatica, ha lanciato sul mercato il primo antivirus oltre 30 anni fa. Oggi con l’introduzione di DeepRay, l’azienda tedesca dimostra nuovamente la sua carica innovativa: tale tecnologia si avvale dell’apprendimento automatico per rilevare codici maligni, senza necessariamente richiedere il supporto concreto degli analisti. A tal fine G DATA ha sviluppato un sistema proprietario di self-learning basato sull’AI, capace di individuare anche i malware meglio camuffati direttamente sul computer dell’utente.

Andreas Lüning, fondatore e CEO di G DATA Software AG afferma: “Con DeepRay, abbiamo stravolto le regole del gioco e privato i cybercriminali dei loro profitti economici. Grazie a questa nuova tecnologia siamo in grado di analizzare il vero contenuto di file che contengono malware camuffati e respingiamo in modo efficace i nuovi attacchi. DeepRay incrementa significativamente il già alto livello di protezione offerto ai nostri utenti.”

Malware mimetizzati allo scoperto con DeepRay!

Tutte le suite G DATA per la tutela dei privati cittadini si avvalgono da subito di una rete neurale che consta di numerosi percettroni che identificano e analizzano processi sospetti. Questa rete poggia su un algoritmo che viene costantemente aggiornato e alimentato sia dagli analisti G DATA, sia tramite apprendimento adattivo. I file eseguibili di diverse tipologie vengono categorizzati in base ad un’ampia varietà di indicatori, come il rapporto tra la dimensione concreta del file e il codice eseguibile, la versione del compilatore impiegata oppure il numero delle funzioni di sistema importate.

Quando DeepRay classifica un file come sospetto, si esegue un’analisi profonda nella memoria del processo corrispondente includendo anche l’identificazione di matrici associabili al codice core di gruppi di malware noti o di comportamenti genericamente dannosi. Con DeepRay le soluzioni G DATA riconoscono quindi applicazioni malevole camuffate con largo anticipo rispetto ai sistemi tradizionali, prevenendo così i danni provocati da nuove campagne malware sin dallo stadio iniziale dell’ondata di infezione.

Immediati i benefici per l’utente 

Dopo l’introduzione di BankGuard, ExploitProtection e CloseGap, la nuova tecnologia DeepRay assicura un livello di protezione superiore rendendo la vita dei cybercriminali che traggono vantaggi economici a spese degli utenti ancora più difficile.

La tecnologia DeepRay è disponibile da subito gratuitamente per qualsiasi utente dotato di una licenza in corso di validità delle suite G DATA per consumatori. I clienti G DATA sono protetti già oggi contro le minacce informatiche di domani.


GDATA 
Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media come l’iniziativa Cyberbullismo 0 in condotta e Cyber boh.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Il Cloud come base per erogare servizi UC: opportunità, rischi e considerazioni

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Internet, Tecnologia

Sinonimo di piattaforma per la condivisione, l’archiviazione e l’accesso alle informazioni più disparate, il cloud è sempre più spesso alla base dell’erogazione di Servizi Gestiti, ivi incluse le telecomunicazioni. Pur offrendo innumerevoli opportunità alle telco di nuova generazione, il cloud presenta tuttavia criticità da evidenziare come la tutela della privacy e la protezione dei dati gestiti nella nuvola.

Evolutosi da mero trend a vero e proprio modello di business a livello globale, attraverso il cloud l’utenza professionale come privata ha accesso a dati, server virtuali, NAS, centralini IP, archivi, strumenti IoT e a numerosi altri servizi e applicazioni offerti dai più diversi operatori in qualsiasi momento, in maniera semplice ed efficace. Tra i vantaggi del Cloud per le aziende emergono la completa mobilità e l’abbattimento dei costi di gestione delle infrastrutture IT aziendali, ora molto più flessibili.

Dando ormai per scontato che l’utilizzo del Cloud sia diventato la quotidianità, bisogna però soffermarsi a fare una piccola riflessione. Pubbliche amministrazioni, aziende, piccole imprese, soggetti professionisti e privati condividono nel Cloud miliardi di informazioni. Informazioni private, riservate e/o pubbliche che sono a “disposizione” nel sistema. Un trend rivoluzionario le cui ombre emergono quando si tratta di privacy e sicurezza dei dati gestiti nella “nuvola”.

I servizi avanzati, come le Unified Communications, erogati tramite cloud si inseriscono nello scenario digitale generando nuove opportunità di comunicazione e interconnessione a livello globale, dando vita ad una nuova schiera di operatori telco privi del retaggio della telefonia tradizionale e in grado oggi di fornire linee telefoniche e centralini ospitati nel cloud, commercializzati con formule innovative, flessibili e molto più appetibili rispetto al passato. D’altronde tutta la nostra vita è ormai in rete, perché non anche la soluzione per le nostre telecomunicazioni?

Le considerazioni di 3CX

Da una parte i vantaggi del cloud e dell’universo “as a Service” sono indiscutibili. Dall’altra tutti i nostri dati, quindi nel caso delle telecomunicazioni le rubriche dei contatti, la reperibilità degli interlocutori aziendali o esterni, i log delle chiamate, eventuali registrazioni delle stesse e molto altro sono gestiti in cloud su piattaforme più o meno accessibili e sicure. Vista la natura delle informazioni e dei dati trattati, sono però necessarie discrezione e accuratezza oltre che un elevato grado di attenzione, conseguibile solamente se chi usufruisce della “nuvola” è consapevole che la sicurezza informatica non va sottovalutata. Purtroppo, però, la maggior parte di fruitori dei servizi in Cloud non sa dove vengono archiviate le loro informazioni e tantomeno a quali normative su sicurezza e privacy sono soggetti i gestori del servizio. Ne consegue la difficoltà di comprendere come e quali procedure di controllo e sicurezza saranno applicate.

È invece imperativo essere informati in maniera chiara e trasparente su chi gestirà i dati archiviati, chi potrà accedervi e quali procedure verranno adottate dal fornitore di servizi in materia di recupero dei dati. Esternalizzare la maggior parte dei servizi a un costo ridotto, rende il Cloud un’appetibile opportunità per le imprese. Tuttavia, se non è possibile verificare e conoscere il livello di sicurezza e conformità offerto dal gestore, l’accesso indesiderato ai  propri dati, abitudini, documenti e quant’altro, potrebbe creare non pochi problemi.

Al momento non esistono norme standardizzate a livello globale: diverse organizzazioni no profit stanno cercando di individuarne alcune in modo da uniformare i requisiti di sicurezza da applicare. L’altro lato della medaglia è che l’assenza di standardizzazione concede ai fornitori la libertà di implementare protocolli e procedure di sicurezza. 3CX ad esempio investe innumerevoli risorse economiche e tecnologiche per garantire la massima sicurezza dei dati gestiti tramite la propria soluzione UC.

La presenza di una solida infrastruttura di sicurezza e di disaster recovery deve essere la priorità per chi sceglie il Cloud per archiviare, gestire e accedere ai propri dati e quindi fruire di servizi critici come la telefonia.  In sede di valutazione dei reali benefici del Cloud sarebbe quindi opportuno che il vantaggio economico dello stesso passi in secondo piano rispetto alla sicurezza dei dati e alla disponibilità dei servizi.


3CX

3CX sviluppa un centralino telefonico IP software e open standard in grado di rinnovare le telecomunicazioni e di rimpiazzare i centralini proprietari. 3CX taglia i costi telefonici ed aumenta la produttività e la mobilità aziendale. Le soluzioni 3CX sono commercializzate esclusivamente attraverso il canale.
Grazie alla webconference basata su WebRTC integrata nella soluzione, ai client per Mac e Windows ed alle app per Android, iOS e Windows phone, 3CX offre alle aziende una piattaforma completa per le Unified Communications pronta all’uso.
Oltre 50.000 clienti nel mondo hanno scelto 3CX, compresi, Boeing, McDonalds, Hugo Boss, Ramada Plaza Antwerp, Harley Davidson, Wilson Sporting Goods e Pepsi. Presente su scala globale tramite la sua rete di partner certificati, 3CX ha sedi in U.S.A., Inghilterra, Germania, Hong Kong, Italia, Sud Africa, Russia e Australia.
Per ulteriori informazioni: www.3cx.it

Al via la generazione 2019 delle pluripremiate soluzioni G DATA per la sicurezza dei consumatori

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

L’edizione G DATA 2019 semplifica ulteriormente la messa in sicurezza dei propri dispositivi digitali utilizzando tecnologie di nuova generazione. logo-gdata

Il crescente numero di cyberattacchi tramite ransomware, mail di phishing o cryptomining illegale mostra quanto è importante mettere al sicuro i dispositivi digitali. La generazione 2019 delle soluzioni G DATA consente a chi utilizza computer Windows di giocare, fare ricerca o acquistare sul web senza preoccupazioni. Le tecnologie di ultima generazione integrate proteggono anche da furti di Bitcoin e contro i nuovi trojan bancari. G DATA Antivirus, G DATA Internet Security e G DATA Total Security sono disponibili da subito presso i rivenditori G DATA autorizzati.

Più sicurezza grazie alle tecnologie proattive di nuova generazione

“La nostra vita diventa di giorno in giorno più digitale. Tuttavia, la maggior comodità che ne deriva corrisponde ad un incremento dei rischi per gli utenti”, afferma Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA. “Rileviamo circa nove nuovi tipi di software dannosi al minuto, malware che copiano dati, li criptano e cercano di ricavarne denaro”. Distinguere codici innocui da quelli dannosi non è il compito più semplice anzi pone quotidianamente nuove sfide. Dato che la strategia di difesa basata sulle signature non è più sufficiente a fronte di un universo web sempre più frenetico, è essenziale dotarsi di tecnologie proattive di ultima generazione, capaci di proteggere gli utenti anche contro minacce non note.

Gli autori di malware tentano regolarmente di aggirare gli strumenti di  protezione antivirus utilizzando tecnologie innovative, tra cui malware senza file sempre più presenti negli scorsi anni. Per contrastare questo fenomeno, G DATA ha migliorato l’efficacia della propria protezione adottando AMSI (Anti Malware Scanning Interface), una tecnologia che analizza i comandi generati dagli script in modo dinamico, impedendo l’esecuzione dei malware.

Nuovi standard di performance

Incremento della sicurezza IT e delle prestazioni grazie a tecnologie efficienti: questo il segreto dell’edizione 2019 delle soluzioni consumer G DATA. Il numero di richieste rivolte agli utenti è stato ridotto e sostituito da decisioni automatizzate. Inoltre, anche i software dannosi contenuti nei siti web vengono rilevati in modo più efficace grazie al perfezionamento dei plugin. Nello specifico G DATA rapporta le URL del browser con il proprio Filecloud, un’attività che non comporta alcuna manipolazione del traffico qualora cifrato. 

Amministrazione delle licenze semplificata

I clienti G DATA sono sempre ben informati. La nuova interfaccia utente dell’area clienti “My G DATA” offre un’amministrazione delle licenze chiara e intuitiva. Che si tratti di quesiti su G DATA, di prolungamenti delle licenze oppure di contattare il servizio clienti, il portale consente di visualizzare qualunque informazione in modo chiaro e comodo.

Proteggersi dal furto di Bitcoin

G DATA protegge i propri clienti dal furto di criptovalute come ad esempio Bitcoin. A questo scopo è stata sviluppata la tecnologia BankGuard, capace di rendere sicuri portafogli Bitcoin o Ethereum.

Update gratuito per i clienti G DATA

I clienti G DATA con una licenza in corso di validità possono aggiornare in modo gratuito la soluzione in uso alla release 2019 oppure scaricare l’ultima versione dal sito del produttore.

Specifiche tecniche delle soluzioni G DATA Generation 2019

  • Protegge da ransomware e altri attacchi ad opera di cybercriminali
  • Ridotto impatto sulle prestazioni del PC nonostante la massima sicurezza
  • Soluzioni antivirus dotate di ottima tecnologia Doublescan
  • Aggiornamento delle firme antivirus ogni ora per la massima protezione
  • Protezione pluripremiata contro virus e software dannosi
  • BankGuard per tutelare le attività di online banking e online shopping
  • Chiavette USB e dischi rigidi esterni vengono esaminati automaticamente
  • Protezione anti-exploit contro le falle di sicurezza delle applicazioni
  • Ottimo firewall contro attacchi hacker (G DATA Internet Security e Total Security)
  • Protezione dei portafogli di criptovalute
  • Protezione minori per un utilizzo corretto del pc (G DATA Internet Security e Total Security)
  • Antispam per filtrare pubblicità indesiderate
  • Backup dei file via cloud su server tedeschi (G DATA Internet Security e Total Security)
  • Dati di accesso sicuri grazie al controllo password (G DATA Total Security / Password Manager)
  • Blocco di dispositivi non autorizzati tramite il controllo degli accessi (G DATA Total Security)
  • Hotline italiana con tariffa gratuita disponibile dal lunedì al venerdì 09:00-17:00

Requisiti di sistema

Pc con Windows 10/8.x/7 con almeno 2 GB RAM (32 e 64 Bit)


GDATA
Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media come l’iniziativa Cyberbullismo 0 in condotta e Cyber boh.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Cyberbullismo, uso dei social e rischi del web: l’Emilia Romagna ne parla a “Cyber boh” seconda edizione

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Internet, Italia, Tecnologia

logo-gdataDal 18 al 20 ottobre a Bologna avrà luogo il più grande evento per scuole e famiglie dedicato al mondo del web. Tre giornate gratuite di conferenze, spettacoli, laboratori e tante curiosità per accompagnare scuole e famiglie nella rivoluzione digitale di questi anni.

Bologna – Dopo il successo della prima edizione di Cyber boh, evento nato dalla collaborazione tra G DATA, Unijunior e Leo Scienza dedicato a scuole e famiglie, l’Emilia Romagna si è data un nuovo appuntamento per trattare temi di – purtroppo – ancora assoluta attualità come la sicurezza in Rete dei più giovani, i pericoli legati ad un uso disattento dei social network o delle piattaforme di gaming online, e il cyberbullismo.

Patrocinata dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Bologna, e ospitata nelle bellissime aule e negli spazi del Complesso Belmeloro dell’Università di Bologna, la tre giorni (18, 19 e 20 ottobre) di alfabetizzazione digitale e sensibilizzazione all’uso consapevole delle nuove tecnologie offre in questa sua seconda edizione un programma interdisciplinare che si articola in conferenze interattive con i Cyberesperti di Unijunior, laboratori aperti alle scuole e al pubblico e culmina “Nell’altro mondo”, spettacolo teatrale a tema della compagnia Teatrino Alambicco, in scena presso il Teatro Antoniano.

“Le principali tematiche affrontate saranno pensiero computazionale e coding, funzionamento del computer, sicurezza e rispetto sui social, uso consapevole dello smartphone, rischi e pericoli del web, prevenzione del cyberbullismo, privacy, copyright e protezione dei dati personali”, spiega Riccardo Guidetti, presidente dell’Associazione Culturale Leo Scienza. “Con Cyber boh forniamo ad un ampio pubblico strumenti di comprensione e valutazione delle potenzialità e dei rischi della Rete e dei dispositivi digitali, utili consigli inerenti alla corretta modalità di utilizzo di tali strumenti e strategie volte ad aumentare la sicurezza dei giovani internauti” conclude Guidetti.

L’evento si rivolge ad insegnanti ed educatori, ai genitori e soprattutto ai nativi digitali: sempre più giovani e spesso noncuranti della propria identità digitale, come ha rilevato G DATA nel corso della propria iniziativa ‘Cyberbullismo – 0 in condotta’, condotta per il secondo anno consecutivo insieme allo specialista Mauro Ozenda nel primo semestre 2018.

“Siamo molto lieti che la prima edizione di Cyber boh, realizzata lo scorso anno, abbia trovato presso autorità, istituti scolastici e famiglie un riscontro tanto significativo da incoraggiarci a realizzare un secondo appuntamento ancora entro l’anno”, commenta Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia e Presidente di Assintel Emilia Romagna, che non manca di menzionare l’entusiasmo con cui G DATA contribuisce all’alfabetizzazione e alla sensibilizzazione delle giovani generazioni, delle famiglie, e dei docenti. “Tutti ci troviamo oggi indistintamente ad affrontare sfide inimmaginabili pochi anni fa, ma estremamente impattanti sul nostro quotidiano. L’evidente carenza di strumenti e know-how messi a disposizione delle famiglie e degli insegnanti per prevenire situazioni pericolose è la motivazione più forte, tra le numerose alla base della collaborazione con Unijunior e Leo Scienza, che ci ha spinto a lanciare nuovamente Cyber boh”, conclude Vada.

“Giunta alla sua seconda edizione Cyber boh è un’iniziativa educativa di ampio respiro e totalmente gratuita per i partecipanti. Le conferme di partecipazione raccolte sinora superano le nostre aspettative, siamo quindi fiduciosi che questo appuntamento annuale diventerà un riferimento per scuole e famiglie quale momento di approfondimento e confronto ” conclude Guidetti.

Ulteriori dettagli su Cyber boh – 18,19,20 ottobre 2018, Bologna sono reperibili sulla pagina di Facebook dedicata all’iniziativa: https://www.facebook.com/events/544389992675909/


GDATA

Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media come l’iniziativa Cyberbullismo 0 in condotta e Cyber boh.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

UNIJUNIOR

Unijunior – conoscere per crescere è il primo e più importante esempio italiano di «Children’s Universities» – università dei bambini; un progetto educativo e innovativo di stampo europeo di comunicazione e divulgazione della conoscenza.
Unijunior rappresenta un ponte fra territorio ed Università: il mondo accademico si apre infatti alla società accogliendo i giovanissimi e le famiglie con il
fine di contrastare la perdita di interesse verso la conoscenza e la ricerca attraverso una formula che presenta e rende l’Università un luogo accessibile a tutti ed in particolare alle giovani generazioni, “tempio del sapere” ma anche spazio di condivisione e confronto, dove tutte le domande sono preziose.
Il progetto Unijunior vuole infine proporre una visione della conoscenza che sia da stimolo per i giovanissimi e guida nelle loro scelte future. Conoscenza intesa non come ricezione passiva e imposta ma come conquista attiva, mossa da curiosità, passione ed intraprendenza perché “i giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere” [Plutarco].
Unijunior Italia è in continua espansione giunto oramai alla sua 10° edizione coinvolge ogni anno 3000 giovani studenti dagli 8 ai 14 anni, e oltre 200 tra docenti e ricercatori che tengono a loro lezioni, a titolo assolutamente gratuito, assumendo un linguaggio adeguato all’età dei giovani studenti.
Tutte le lezioni si svolgono all’interno di aule universitarie messe a disposizione dai rispettivi Atenei e Campus coinvolti (Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Rimini, Forlì, Cesena, Ravenna, Parma, Rovigo).
Leo Scienza è l’associazione promotrice ed organizzatrice del progetto Unijunior ed è membro di EUCUNET- European Children‘s Universities Network.
Ulteriori informazioni al sito internet: www.unijunior.it

LEO SCIENZA

Dal 2005 l’associazione culturale Leo Scienza si occupa di divulgazione scientifica e culturale rivolgendosi per lo più a bambine/i e ragazze/i dai 4 ai 14 anni.
Il consiglio direttivo composto da 5 membri fondatori di cui Riccardo Guidetti ne è il presidente, si avvale della collaborazione ed esperienza di oltre 20 operatori scientifici laureati in materie scientifiche, pedagogiche e teatrali e formati in base alla metodologia Leo Scienza e di oltre 2500 associati ogni anno.
Da oltre 10 anni LEO SCIENZA opera in tutto il territorio Italiano realizzando progetti formativi e di intrattenimento per circoli scolastici, istituzioni pubbliche, festival scientifici e culturali, musei, biblioteche, parchi tematici.
Collabora con enti ed istituzioni di ogni genere e con soggetti privati (aziende, centri commerciali, agenzie di comunicazione) nell’organizzazione di campagne di sensibilizzazione ed eventi culturali rivolti ai più giovani e alle loro famiglie.
Solo nell’ultimo anno sono stati oltre 10.000 gli studenti (di ogni ordine e grado) che hanno partecipato alle nostre attività didattiche in tutta Italia.
Il metodo d’insegnamento ideato da Leo Scienza vuole creare il giusto bilanciamento tra educazione e intrattenimento unendo rigorosi contenuti didattici a tecniche di interpretazione teatrale e sperimentazione diretta.
L’ obiettivo è quello di risvegliare la curiosità e l’immaginazione dei ragazzi attraverso un’esperienza divertente ed educativa.
I format proposti vanno dai laboratori didattici agli spettacoli teatrali trattando argomenti come chimica, fisica, astronomia, ambiente e sostenibilità, alimentazione, salute, corpo umano e temi sociali e di prevenzione.
Ulteriori informazioni al sito internet: www.leoscienza.it