Cyberprotection: le emergenze hanno tante facce, ma il fato favorisce i previdenti

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Informatica

Preparatevi a leggere alcune statistiche sorprendenti: un report di Deloitte rivela che il 90% delle attività commerciali che non hanno approntato un piano di disaster recovery sono destinate al fallimento. Quel che stupisce è che il 75% delle piccole imprese non ha posto in essere alcun piano per le emergenze. Forse gli imprenditori che le gestiscono reagiscono alle notizie sulle calamità naturali e sui fermi aziendali catastrofici pensando: “Non può succedere proprio a me” negando incautamente l’evidenza.

Secondo gli esperti, le aziende non guardano al quadro complessivo, ma si preoccupano solo delle emergenze “convenzionali”, come gli incendi o le alluvioni. In realtà, invece, anche le minacce informatiche, oggi in costante evoluzione, possono colpire in qualsiasi momento, assumendo forme diverse (anche attraverso i provider di servizi gestiti) e in genere quando è meno prevedibile.

L’argomento è di estrema attualità: oltre 1.000 tra professionisti e imprenditori IT hanno partecipato questa settimana alla conferenza organizzata dal Disaster Recovery Journal; per chi non c’era, riepiloghiamo le nozioni di base per la programmazione di un efficiente disaster recovery.

Dopo tutto, non è mai troppo tardi per affrontare con serietà le minacce che incombono, ed è sempre un buon momento per prevedere il peggio.

Il piano di disaster recovery è una priorità

Sebbene la presenza dei backup di dati, applicazioni e sistemi rappresenti un approccio consolidato al data recovery, nonché il primo passo in difesa del fatturato, è il ripristino d’emergenza a garantire di poter tornare operativi in tempi rapidi. Adottando una soluzione cloud (DRAAS, disaster recovery as-a-service), i sistemi aziendali “critici” possono essere eseguiti in remoto mentre si provvede al ripristino degli altri.

Nella pianificazione delle emergenze occorre per prima cosa identificare i sistemi aziendali “critici”, come ad esempio il sistema POS, il sito web, i dati memorizzati dei pazienti o dei clienti. L’approccio dipende ovviamente dal tipo di attività, dalla modalità di erogazione dei servizi e, nello specifico, dai sistemi di distribuzione in uso.

Il disaster recovery as-a-service è rapido e accessibile

Per la maggior parte delle aziende, realizzare un ambiente di disaster recovery indipendente può avere costi proibitivi. Il cloud rappresenta un modo pratico e conveniente per organizzare un piano di ripristino di emergenza. Scegliere la giusta soluzione cloud consente infatti ad aziende di ogni dimensione di garantire la disponibilità e l’operatività continua delle applicazioni di business strategiche. Ad esempio, Disaster Recovery Add-On è un componente di Acronis Backup che consente di accedere al cloud Acronis per eseguire il ripristino indipendentemente dalla causa che l’ha provocato, che sia Madre natura o un attacco informatico.

Cosa includere in un piano di disaster recovery

Oltre a dare priorità ai sistemi e ai dati indispensabili a garantire la resilienza dell’azienda durante una crisi, e a implementare ogni tecnologia necessaria per proteggerli, l’azienda deve approntare anche un piano dettagliato che permetta a tutte le persone coinvolte di sapere come agire durante le emergenze. Per ottenere un piano completo, occorre documentare quanto indicato di seguito:

  1. Introduzione. Oltre a un riepilogo e alle finalità del piano, includere le persone che lo hanno creato e approvato e chi è responsabile del suo avvio.
  2. Ruoli e responsabilità. Elencare tutti i membri del team di disaster recovery, dettagliando le informazioni di contatto, i ruoli, le responsabilità, i limiti di spesa, ecc.
  3. Altre informazioni di contatto. Elencare le informazioni di contatto primarie e secondarie, dai numeri delle forze di pubblica sicurezza a quelli dei fornitori di hardware, software, servizi vari, ecc.
  4. Intervento in caso di emergenza. Documentare il piano per la valutazione del danno subito dall’azienda e le fasi iniziali della procedura di disaster recovery.
  5. Attivazione del piano. Indicare le procedure operative in modalità di emergenza, inclusi i dettagli per l’avvio del piano e le istruzioni per tutti i membri del team.
  6. Ritorno alla normale operatività. Delineare i criteri per il ritorno alla normale operatività e includere le necessarie procedure per la sostituzione della attrezzature, il riavvio dei sistemi, l’invio di notifiche al personale, ecc.
  7. Documentazione della cronologia. Registrare tutte le date e le revisioni dei documenti inclusi nel piano di disaster recovery. Includere il nome e la qualifica di chiunque abbia rivisto il piano e approvato le revisioni.
  8. Procedure. Dopo l’attivazione del piano, i componenti del team di disaster recovery devono prendere i materiali loro assegnati e avviare gli interventi e le attività specificati nel piano. Quanto più dettagliato è il piano, tanto maggiore è la probabilità che la risorsa IT interessata venga restituita alla normale operatività.
  9. Esecuzione dei test. Documentare tutti i test da effettuare, specificando le date e le risorse che li gestiranno ed eseguiranno. Il test del piano di disaster recovery deve essere eseguito con cadenza annuale o semestrale.

Scegliere la tecnologia più adatta a supporto del piano

Come detto prima, predisporre un piano accurato di disaster recovery presuppone la disponibilità del supporto e delle tecnologie più adeguate alla sua esecuzione. L’adozione di Acronis Backup e Disaster Recovery Add-on consente di proteggere e ripristinare in modo semplice, efficiente e sicuro qualsiasi carico di lavoro, che sia virtuale, locale o nel cloud. Aggiungendo alla soluzione di backup una tecnologia di failover di facile impiego, che in caso di emergenza consente di eseguire le applicazioni aziendali strategiche nel cloud Acronis, si pone l’azienda in una condizione a prova di emergenza, senza la necessità di investimenti in infrastruttura o formazione.

I service provider possono affidarsi ad Acronis Disaster Recovery Cloud per offrire il disaster recovery as-a-service, incrementando la continuità aziendale dei propri clienti e permettendo loro di evitare costosi tempi di inattività, sanzioni e danni alla reputazione.

Considerazioni finali

Un piano di disaster recovery ben approntato può fare la differenza tra il fallimento e la sopravvivenza dell’azienda: di fatto, può ridurre i mancati utili, le interruzioni delle attività, limitare le responsabilità legali e proteggere le risorse digitali dell’organizzazione.

Elaborare un piano di disaster recovery è il primo passo per tutelare l’azienda dalle catastrofi naturali e da quelle provocate dall’uomo. Acronis rende il disaster recovery facile, efficiente e sicuro, fruibile tanto dai professionisti IT che proteggono i dati della propria azienda quanto dai service provider che si occupano di un numero elevato di clienti.

News di approfondimento in materia di Antiriciclaggio – Ottobre 2019

Scritto da GBsoftware S.p.A. il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia, Informatica

Antiriciclaggio: pronto lo schema del decreto di attuazione (09/10/19)

La bozza del decreto legislativo che darà il via alla V Direttiva Europea in materia antiriciclaggio/FD, che gli Stati membri dovranno recepire entro la data limite fissata per il prossimo 10 gennaio 2020, è stata resa disponibile nei prossimi giorni.

La prima bozza era stata pubblicata sul sito del Dipartimento del Ministro del Tesoro, lo scorso 20 aprile dopo aver passato l’iter di pubblica consultazione, ed è stata poi approvata lo scorso 1° luglio da parte del Consiglio dei Ministri dopo aver valutato tutti i suggerimenti e le osservazioni da parte delle categorie interessate.

Osservazioni da parte delle Commissioni Finanza e Giustizia sono state riportate in un documento congiunto pubblicato lo scorso 25 settembre. Si tratta comunque, ed è bene precisarlo, di un ritocco, dell’aggiunta di qualche integrazione utile ad allinearsi alla recente direttiva comunitaria, e non uno stravolgimento del D.Lgs n. 231/2007 che contiene al suo interno l’intera disciplina che regola l’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

Normativa Antiriciclaggio: il Consiglio dei Ministri approva il decreto definitivo (11/10/19)

Il decreto legislativo è stato avvallato nel corso del consiglio numero 7, avvenuto in data 3 ottobre scorso. La V Direttiva introduce modifiche e alcune integrazioni in merito ai precedenti decreti riguardo la prevenzione all’uso del sistema finanziario ai fini antiriciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Di seguito, riportiamo i punti a cui mira la nuova normativa, contenuti comunicato stampa diffuso dal Governo: Puntualizzazione delle categorie di soggetti tenuti all’osservanza degli obblighi antiriciclaggio, comprendendo anche le succursali degli intermediari assicurativi. Un esempio pratico sono le succursali in Italia di broker e agenti le cui sedi di amministrazione centrale sono collocate in diverso Stato membro o Stato terzo.

Individuazione di misure adeguate per la verifica rafforzata che attuano gli intermediari bancari o finanziari devono attuare nei confronti della clientela che opera in Paesi dove il pericolo di antiriciclaggio o finanziamento del terrorismo. Tra queste rientrano anche specifici obblighi di segnalazione periodica per le transazioni effettuate con soggetti che operano in questi Paesi…

Antiriciclaggio: D.Lgs 125 approvato in Gazzetta Ufficiale (30/10/19)

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs n.125, con il quale l’Esecutivo da attuazione alla V direttiva antiriciclaggio. Il provvedimento presenta diverse novità, alcune delle quali del tutto nuove dopo il tam-tam di annunci e smentite delle scorse settimane che si erano susseguite alla pubblicazione della bozza di decreto.

Confermato l’ampliamento dei poteri delle Autorità di Vigilanza così come lo scambio di informazioni di natura fiscale ed economica tra le Autorità Nazionali, nuove misure di adeguata verifica per far si che gli intermediari bancari possano eseguire i dovuti accertamenti nei casi di clienti che operano in paesi ad altro rischio riciclaggio.

Si amplia dunque la platea dei destinatari degli obblighi di antiriciclaggio, senza dimenticare anche le novità assolute degli ultimi giorni, come l’accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva e la relazione annuale che dovrà essere redatta dagli organi di autoregolamentazione.

Gli articoli completi sono disponibili sul sito del software per la gestione dell’antiriciclaggio prodotto da GBsoftware: ANTIRICICLAGGIO GB.

GBsoftware S.p.A. è una software house nata dall’idea di un commercialista e dell’esperienza di uno studio attivo dal 1977. Siamo specializzati in software semplici per studi, imprese e professionisti.

L’imprenditore Giuseppe Izzo riconosciuto con il prestigioso Premio Matera

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Informatica

Il Premio Matera per l’imprenditoria è stato assegnato nel contesto della mostra antologica su Pasolini, curata dal prof. Vittorio Sgarbi e dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes e inaugurata domenica 22 settembre, a Giuseppe Izzo, presidente della Confederazione CNAAC (Confederazione sindacale datoriale e professionale). L’evento, tenutosi presso la Sax Art Gallery in via Fiorentini 233/243 (Sasso Barisano) a Matera, ha goduto di questo palcoscenico spettacolare: quello della capitale europea della cultura 2019. Nella rassegna presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal grande fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, i cui scatti rimarranno esposti alla Sax Art Gallery fino al 6 ottobre, si iscrive il prestigioso riconoscimento che riporta il contributo, oltre che di Vittorio Sgarbi, anche dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, del tenore Francesco Zingariello, dell’assessore alle opere pubbliche Nicola Trombetta, della vicepresidente FIDAPA Caterina Grifoni e della curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi. A Giuseppe Izzo va dunque il Premio Matera “per la dedizione professionale e i risultati ottenuti come data protection officer nel settore bancario e finanziario”.

Nato in Campania 49 anni fa, Giuseppe Izzo negli anni Novanta debutta nel settore informatico aprendo l’Isa informatica srl per lo sviluppo di applicazioni nell’industria agricola e nell’agricoltura. Successivamente diviene responsabile dello sviluppo di alcune applicazioni nel settore dei giochi online. Riconosciuto esperto nella protezione dei dati in ambito bancario, finanziario e industriale, Izzo da 20 anni è docente formatore per la sicurezza sul lavoro ed esperto di Cybersecurity accreditato sulle maggiori piattaforme internazionali. Attualmente riveste il ruolo di amministratore delegato della Uese Italia SpA, da lui fondata, diventata azienda leader nella sicurezza sul lavoro e protezione dati.

News contabilità, fatturazione, bilancio, fiscale, paghe GB – Settimana n. 43 anno 2019

Scritto da GBsoftware S.p.A. il . Pubblicato in Aziende, Economia, Informatica

Caso pratico: calcolo del Ravvedimento operoso (21/10/19)
Il Ravvedimento operoso è un istituto che consiste nella possibilità di regolarizzare i versamenti di imposte omessi , insufficienti o tardivi pagando sanzioni ridotte.
La regolarizzazione può avvenire da parte del contribuente o da parte del sostituto d’imposta, eseguendo il pagamento dell’imposta dovuta, degli interessi calcolati dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito, della sanzione in misura ridotta.
Esistono cinque tipologie di Ravvedimento operoso e quindi altrettante tipologie di sanzioni a seconda dei giorni in cui avviene la regolarizzazione dell’adempimento.

Redditi PF 2019: contributi previdenziali geometri (22/10/19)
I geometri con l’obbligo della presentazione del modello Redditi PF devono compilare obbligatoriamente il quadro RR, sezione III, valorizzando tutti i righi, anche qualora gli imponibili di natura professionale dichiarati dall’Amministrazione finanziaria dovessero risultare pari a zero
Gli iscritti alla CIPAG, che esercitano in forma individuale la professione, ovvero che la esercitano in forma associata o sono titolari di partecipazioni in società di capitali che esercitano l’attività ingegneristica, sono tenuti alla compilazione del Modello Redditi PF, al fine di determinare la contribuzione obbligatoria.
I soggetti obbligati sono: geometri iscritti alla CIPAG 2018, geometri cancellati che nel corso del 2018 presentano almeno 1 giorno di iscrizione.

Redditi PF 2019: contributi IVS nel quadro RR (23/10/19)
I passaggi interni dei beni tra contabilità separate sono disciplinati dal comma 5 dell’articolo 36 del DPR 633/72. Le operazioni relative ai passaggi interni sono assoggettate alle disposizioni di cui agli articoli 23 e 25 dello stesso testo unico.
Le annotazioni delle operazioni devono essere eseguite al valore normale e nello stesso mese in cui avvengono. I passaggi interni di beni tra attività separate devono essere fatturati al valore normale e le fatture devono essere annotate nei registri IVA entro la fine del mese di emissione.
L’attività che esegue la cessione deve: emettere fattura applicando l’aliquota IVA vigente per il bene ceduto, che deve essere fatturato al valore normale, registrare la fattura emessa nel registro di cui all’art.23 del testo unico IVA (registro delle vendite), evidenziare l’operazione nel rigo VE40 “Cessione dei beni ammortizzabili e passaggi interni” della dichiarazione IVA, poiché i passaggi interni non concorrono alla determinazione del volume d’affari che devono essere sottratti dal totale delle operazioni.

Paghe 2019: gestione Addizionale Naspi aggiuntiva (24/10/19)
Con D.L. 87/2018 convertito in L. 96/2019 (c.d. Decreto Dignità) è stato disposto l’aumento del contributo addizionale Naspi di 0,5 punti percentuali in occasioni di ogni rinnovo del contratto a tempo determinato.
Con la circolare 121 del 06/09/19, l’INPS fornisce le istruzioni per poter calcolare l’aumento di 0,5 punti percentuali per ogni rinnovo del contratto a tempo determinato intervenuto dopo il 14/07/2018.
Per quanto riguarda il versamento della maggiorazione del contributo addizionale Naspi per il periodo 14/07/2018 – 31/08/2019, l’INPS con il messaggio 3447 del 24709/2019 posticipa il calcolo e di conseguenza l’esposizione in Uniemens dei dati del periodo di competenza 10/2019.

Redditi PF 2019: gestione Separata INPS (25/10/19)
Con un recente aggiornamento è stata introdotta la possibilità di creare le anagrafiche clienti – fornitori tramite la lettura del QR creato dalla sezione Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, agevolando l’immissione dei dati e rendendola a prova di errore.
Per fare ciò, oltre ad avere il codice QR del nostro cliente (o fornitore), è necessario dotarsi di un lettore ottico da collegare al nostro computer, in modo da poter effettuare la scansione del codice.
Il codice QR (Quick Response) è un’immagine bidimensionale contenente i principali dati anagrafici. Viene dato dal fornitore al momento della predisposizione della fattura, per poter procedere in modo più veloce alla creazione dell’anagrafica. In parole povere si tratta di una sorta di biglietto da visita scansionabile da un lettore ottico.

Gli articoli completi sono disponibili sul sito del gestionale INTEGRATO GB, programma per fatture, preventivi e ricevute.

GBsoftware S.p.A. è una software house nata dall’idea di un commercialista e dell’esperienza di uno studio attivo dal 1977. Siamo specializzati in software semplici per studi e imprese

News contabilità, fatturazione, bilancio, fiscale, paghe GB – Settimana n. 42 anno 2019

Scritto da GBsoftware S.p.A. il . Pubblicato in Economia, Informatica

Utility Multiditta: Stato delle Dichiarazioni 2019 (14/10/19)

Visto le imminenti e numerose scadenze di questo periodo, GBsoftware offre l’opportunità, attraverso l’utility “Stato delle Dichiarazioni”, di tenere sotto controllo lo stato di avanzamento delle dichiarazioni e comunicazioni predisposte.

L’utility “Stato delle Dichiarazioni” permette di controllare, in fase di elaborazione e invio l’andamento delle dichiarazioni.

Per comprendere il funzionamento di questa utility, oggi vediamo come utilizzarla al meglio.

770 2019: riepilogo principali FAQ(domande frequenti) (15/10/19)

In fase di utilizzo del software può risultare utile avere a disposizione un set di risposte veloci e piccoli dubbi che possono sopraggiungere in fase di lavorazione. Proprio per questo motivo GB software ha strutturato una serie di F.A.Q. Basandosi sulle principali richieste di assistenza fatte ai clienti.

La consultazione delle FAQ garantisce la risoluzione delle problematiche più semplici, permettendoci di offrire un servizio di assistenza puntuale e completo senza il reale intervento di un operatore. Sono uno strumento efficace per migliorare l’esperienza lavorativa con le applicazioni.

Aggiungiamo inoltre che, il 37% dei richiedenti assistenza riesce a risolvere i propri dubbi, relativi all’utilizzo del software, semplicemente ricorrendo alla lettura dele FAQ e in meno di un kminuto, trovano la risposta corretta al proprio quesito.

Redditi PF 2019: contributi IVS nel quadro RR (16/10/19)

Pewr determinare i contributi dovuti all’INPS, i soggetti iscritti alle Gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciale devono compilare il quadro RR sezione del modello Rediti PF 2019.

L’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.241 stabilisce che i soggetti obbligati alla compilazione della sezione I del quadro RR sono quelli iscritti alla Gestione speciale dell’INPS degli “artigiani ed esercenti attività commerciale”, in particolare, si tratta di

Titolari di imprese artigiane e commerciali, Soci titolari di una propria posizione assicurativa tenuti al versamento dei contributi previdenziali, sia per se stessi sia per le persone che prestano attività lavorativa nell’impresa (familiari e collaboratori).

Paghe. Incentivo Occupazione Sviluppo Sud 2019 (10/10/19)

L’INPS con la circolare numero 102 del 16/07/2019 disciplina di nuovo l’incentivo all’occupazione previsto dalla legge di Bilancio 2019 (Legge 145/ 2018 art.1 comma 247) E del Decreto 311/2019 dell’ANPAL.

Il beneficio si applica ai datori di lavoro privati che a partire dal 01/01/2019 assumono giovani sotto i 35 anni purchè privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Tale beneficio si applica ai lavoratori assunti a tempo indeteminato tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2019 nella misura pari al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro. Sono esclusi dall’agevolazione i contratti di apprendistato, di lavoro domestico, e i contratt di lavoro intermittente.

Redditi PF 2019: gestione Separata INPS (18/10/19)

All’interno del quadro RR, sezione II, è presente una gestione che consente di calcolare i contributi previdenziali dovuti da liberi professionisti iscritta alla Gestione separata INPS ed inviarli all’Applicazione F24.

Con la newsletter di oggi analizziamo i passaggi necessari alla corretta compilazione della sezione II del quadro RR utilizzando l’apposita gestione per il calcolo.

La sezione II del quadro RR dei Redditi PF deve essere compilata dai lavoratori autonomi che svolgono attività di cui all’art.53 c.1 del TUIR, obbligati al versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS, ex art.2 c.26 della L.8 agosto 1995 n,335

Gli articoli completi sono disponibili sul sito del gestionale INTEGRATO, software di contabilità utilizzato in tutta Italia

GBsoftware S.p.A. è una software house nata dall’idea di un commercialista e dell’esperienza di uno studio attivo dal 1977. Siamo specializzati in software semplici per studi e imprese.

Da oggi massima autonomia nella fatturazione elettronica con Spidec

Scritto da pressnews il . Pubblicato in Aziende, Economia, Informatica

Sdipec: l’autonomia nella fatturazione elettronica

Grazie a Sdipec, oggi chiunque conquista la sua massima autonomia nella fatturazione elettronica, naturalmente per meglio comprendere l’importanza di Sdipec bisogna fare un passo indietro, ricordando che la fattura elettronica è la sorella diretta della classica fattura cartacea, come quest’ultima, di fatto, anche il documento elettronico deve contenere tutte le informazioni presenti in quello cartaceo, quindi deve essere compilato a norma di legge, dopodiché la fattura elettronica va spedita all’utente X; inutile precisare che quello in oggetto è un invio telematico, visto che questa fattura non deve assolutamente essere stampata.

Gestione impeccabile delle fatture e assoluto risparmio con Spidec

Dal primo del mese di gennaio del 2019 moltissime Partite Iva sono tenute a emettere solamente fatture elettroniche, grazie a Sdipec, per i suddetti titolari di Partita Iva le operazioni di gestione del documento diventano totalmente gratuite, questo perché il software Sdipec, una volta installato, regala a ogni soggetto che lo andrà a utilizzare la preziosa opportunità di tenersi e di condividere sia le fatture elettroniche emesse sia le fatture elettroniche ricevute con il SdI, ovvero il Sistema di Interscambio.

Una vera e propria rivoluzione

Sdipec è una vera e propria rivoluzione per chi deve emettere fattura elettronica, come se non bastasse è totalmente gratuito; ma quali sono le peculiarità del software dell’innovazione Sdipec? Questo software permette all’utilizzatore di creare la sua fattura elettronica in formato Extensible Markup Language, meglio noto con l’aronimo XML, di suddividere, nonché di gestire in maniera ineccepibile, sia le fatture in entrata sia quelle in uscita, ancora, permette di creare il download di ogni fattura prodotta.

Sdipec è organizzato in modo molto simile a un indirizzo di posta elettronica, chiaramente il suo compito è totalmente differente rispetto a quello svolto dalla e-mail, visto che è stato messo punto per creare e per ricevere fatture, il tutto in maniera totalmente gratuita.

Ciò detto, risulta abbastanza chiaro che ogni operazione eseguita da Sdipec non vede la figura dell’intermediario, tuttavia, quando l’utente lo desidera, specificando i riferimenti, può scegliere di configurare il suo intermediario all’interno di Sdipec, non è ancora tutto, perché il software oltre che dai privati può altresì essere utilizzato dagli enti pubblici.

Chiunque voglia usufruire del lavoro di Sdipec deve però preoccuparsi attivare il prezioso servizio di conservazione del documento elettronico (fattura) offerto a titolo gratuito dall’Agenzia delle Entrate, l’attivazione del servizio coabita benissimo con quello comprato da fornitori differenti.

Le caratteristiche essenziali della fattura elettronica

Affinché sia compilata a regola d’arte i dati della fattura elettronica non devono poter essere modificabili, inoltre, il documento deve avere la firma digitale del titolare e, come accennato sopra, deve essere in formato XML; come se non bastasse, se il titolare della fattura è la Pubblica Amministrazione il documento deve essere trasferito all’ufficio destinatario con il suo codice identificativo, al contrario, le Partite Iva devono trasferire la fattura con l’SDI (Codice Destinatario) oppure tramite PEC di proprietà del titolare, infine, la fattura deve essere invitata attraverso SdI.

News contabilità, fatturazione, bilancio, fiscale, paghe GB – Settimana n. 39 anno 2019

Scritto da GBsoftware S.p.A. il . Pubblicato in Economia, Informatica, Italia, Tecnologia

Cessione prodotti agricoli: nuove percentuali di compensazione (23/09/19)

con il decreto del 27 agosto 2019 del mInistero dell’Economia e delle Finanze pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è stato previsto l’innalzamento della percentuale di compensazione per il regime di detrazione forfetizzata dell’IVA relativamente alle cessioni di prodotti agricoli.

Per la legna da ardere in tondelli, ceppi, ramaglie o fascine, cascami di legno compresa la segatura è stata prevista la percentuale del 6%. per il legno semplicemente squadrato. Escluso il legno tropicale, è stata prevista la percentuale del 6 %.

La normativa prevede, per le cessioni dei prodotti agricoli e ittici, un regime di detrazione forfetizzata dell’imposta sul valore aggiunto basato sull’applicazione di percentuali di compensazione stabilite, per gruppi di prodotti, con decreto del Ministro delle Finanze e di concerto con il Ministro per le Politiche agricole.

Redditi 2019: Addizionale regionale (24/09/19)

L’addizionale regionale all’IRPEF, introdotta dall’art.50 del Decreto legislativo n.446 del 15/12/97, è un’imposta applicata dalla Regione al reddito complessivo e deve essere versata se per lo stesso anno risulta dovuta all’IRPEF.

Si determina applicando l’aliquota, deliberata dalla Regione, al reddito complessivo determinato ai fini dell’IRPEF al netto degli oneri deducibili riconosciuti per questa imposta.

La Regione a favore della quale deve essere effettuato il versamento è quella in cui il contribuente ha il domicilio fiscale.

Fatture 2019: invio solleciti di pagamento tramite email (25\/09/19)

“Vorrei verificare quali fatture risultano ancora da incassare, in modo da inviare una mail ai clienti e sollecitare il pagamento. Come posso fare?

In questa newsletter vediamo come filtrare i documenti emessi dal Riepilogo documenti così da visualizzare solo quelli che risultano da saldare. Per questi procederemo quindi ad inviare un sollecito di pagamento a mezzo e-mail.

Sebbene le immagini contenute in questa news facciano riferimento alla versione web del programma di fatturazione, si ricorda che la procedura illustrata è la medesima anche in fatture GB (versione locale con archivi in SQL.

Contabilità: abilitazione di un nuovo registro IVA (26/09/19)

Con il gestionale GB abilitare un nuovo registro IVA è semplice e veloce: da Contabilità-Prima Nota- pulsante Opzione di utilizzo. Per abilitare un nuovo sezionale è sufficiente cliccare una delle celle rese disponibili in sede di registrazione.

Nel momento in cui viene creata una nuova ditta, GB abilita in automatico un registro IVA per gli acquisti e uno per le vendite.

Successivamente, però, l’utente può decidere di andare a creare dei nuovi sezionali a seconda delle esigenze della ditta stessa.

Bilancio Europeo: immagini vietate nel bilancio XBRL (27/09/19)

“Vorrei incollare delle immagini nella nota integrativa del bilancio, ma il software non me lo consente. Come mai?”

La presenza di immagini nell’HTML della Nota Integrativa renderebbe impossibile la validazione, restituendo un Errore Bloccante XU.

Il software GB previene questo rischio e segnala anche altri problemi di formattazione del testo, spesso di difficile individuazione da parte dell’utente.

pro
Gli articoli completi sono disponibili sul sito del programma per l’elaborazione delle dichiarazioni fiscali

GBsoftware S.p.A. è una software house nata dall’idea di un commercialista e dell’esperienza di uno studio attivo dal 1977. Siamo specializzati in software semplici per studi e imprese.

Abbattere i costi é la ragione per cui due terzi delle aziende europee adottano il VoIP

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia, Tecnologia Personale

logo snomIn Europa siamo ben lontani dal rinunciare al telefono fisso, che campeggia ancora sull’83,5% delle scrivanie. Rilevante anche la notorietà del VoIP presso l’utenza aziendale, 4 addetti su 5 conoscono infatti questa tecnologia e ne sanno annoverare i vantaggi. Questi sono solo alcuni dei risultati del recente studio* condotto da Snom in cinque Paesi europei in collaborazione con l’istituto di ricerca indipendente Norstat.

Berlino | Incoraggiante il quadro che emerge dal sondaggio commissionato da Snom Technology, noto produttore di telefoni IP premium per l’uso professionale, all’Istituto di ricerca indipendente Norstat: nei cinque principali mercati del continente europeo (Francia, Germania, Italia, Spagna, UK), lo smartphone o il PC sono ben lungi dallo scalzare il telefono da scrivania come strumento per le telecomunicazioni aziendali. Questo il verdetto di oltre quattro quinti dei 2046 intervistati il cui ruolo nelle rispettive aziende spazia dall’amministratore delegato al quadro fino all’impiegato.

Dei 1709 partecipanti la cui postazione di lavoro è dotata di un telefono “fisso”, in media poco meno di un quarto non conosce la tecnologia VoIP. Il dato è ancor più roseo in Italia, con un mero 11% di addetti che non sa di cosa si tratti. “L’alto livello di notorietà del VoIP su scala europea evidenzia che questa tecnologia è entrata ormai nell’immaginario delle aziende”, commenta Fabio Albanini, Head of Sales International Markets di Snom e General Manager della filiale italiana del vendor. “Non dovendo quasi più condurre attività di acculturamento tecnologico, è importante trasmettere all’utenza i valori intrinsechi del VoIP come la qualità, la stabilità e la versatilità delle moderne soluzioni per la telefonia e dei terminali IP di nuova generazione”.

Oltre il 42% di chi dispone di un telefono da tavolo ha anche confidato ai ricercatori di essere già migrato al VoIP (28,3%) o che la migrazione avrà luogo ancora entro l’anno (13,8%). Interessanti le differenze tra i diversi Paesi: i valori italiani sono superiori a quelli della media europea. Tra chi intende adottare il VoIP entro l’anno la quota delle aziende italiane (16,7%) è seconda solo alla Spagna (18,6%). Fanalino di coda tra i “new adopters” la Francia con un 8,8%. Molto più elevate invece, rispetto alla media europea, le percentuali di chi ha già adottato il VoIP in Germania (38,9%) e in UK (oltre un terzo delle aziende).

Tra i principali vantaggi del VoIP menzionati dagli intervistati la riduzione dei costi la fa da padrone in ognuno dei 5 Paesi, con una media del 64%, superata largamente dalla Spagna con circa tre quarti delle aziende che vi identificano il motivo per una potenziale adozione. La migliore qualità della voce e la maggiore mobilità che caratterizzano il VoIP seguono quasi a parimerito in tutti e cinque i Paesi oggetto del sondaggio, laddove però in Italia e UK le quote rispettive variano di fino a 10 punti percentuali rispetto alla media europea.

Snom svincola la telefonia IP dalla postazione di lavoro fissa e fa dei suoi terminali un salvavita

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia, Tecnologia Personale

Con la sua nuova serie di terminali IP cordless DECT, Snom rivoluziona la tradizionale modalità di fruizione della telefonia IP. Un’integrazione della tecnologia Bluetooth Low Energy, unica nel suo genere, apre i terminali ad infiniti scenari d’impiego.

Berlino | Snom, pioniere del VoIP e noto produttore di terminali IP premium e accessori per la telefonia aziendale, annuncia la disponibilità immediata di tre nuovi telefoni cordless DECT e di una nuova stazione base DECT multicella in grado di soddisfare la crescente esigenza di mobilità all’interno di ambienti di lavoro particolarmente dinamici.

Che si tratti di magazzini, cantieri, reparti ospedalieri, laboratori di ricerca, negozi su più piani o musei, il fattore forma compatto dei nuovi cordless Snom, il peso irrisorio (< 130 gr), la resistenza a forti escursioni termiche (-10° / +55°) e la scocca a prova caduta da un’altezza di due metri (grado di protezione IP 65 e certificazione MIL-STD-810g) dotata di un rivestimento antispruzzo, antisporco e, nel caso di M90, antibatterico (certificato JIS-Z801), fanno dei tre nuovi terminali IP DECT di Snom lo strumento ideale in situazioni in cui sono richiesti telefoni cordless particolarmente robusti che svincolino gli addetti dalla tradizionale postazione di lavoro fissa.

Snom M70

Snom M70 nella stazione base

Snom M80

Il telefono IP cordless DECT ruggedized Snom M80

Snom M90

Snom M90, con rivestimento antibatterico

Snom M900

La stazione base DECT multicella Snom M900

Oltre ai materiali di alta qualità e ad una lavorazione che lascia spazio ad un design elegante e moderno, i nuovi telefoni IP DECT Snom M70, M80 e M90 sono dotati di una batteria a lunga durata per fino a 12 ore di conversazione ininterrotta in qualità HD, di una ricezione estesa del segnale DECT e di un display LCD a colori in alta risoluzione.

La nuova stazione base DECT multicella M900, concepita per installazioni con un ampio numero di cordless e dotata di un’interfaccia per la gestione delle connessioni DECT integrata, è garante di una copertura ottimale del segnale DECT all’interno degli edifici. M900 supporta fino a 4.000 stazioni base DECT aggiuntive con cui si sincronizza per garantire un’esperienza utente senza soluzione di continuità, 16.000 cordless DECT per installazione e 100 ripetitori di segnale. Con M900 é altresì possibile condividere le rubriche telefoniche aziendali (locali, XML o LDAP) con fino a 3000 voci.

Tutti i modelli della nuova generazione di telefoni cordless IP di Snom integrano funzionalità Bluetooth, per collegarvi qualsivoglia headset incrementando ulteriormente la comodità delle conversazioni, e un tag BLE (Bluetooth Low Energy), che in combinazione con gli innovativi Beacon Bluetooth di Snom attualmente in fase di pre-rilascio, consente di soddisfare le esigenze di automazione dei processi negli ambienti lavorativi più disparati.

Snom Beacon Technology

Un esempio di utilizzo dei tag Snom Bluetooth Beacon

Tra i nuovi scenari di impiego sono da annoverare il live-tracking e le funzionalità di allarme a tutela di addetti che operano in situazioni di potenziale pericolo, la salvaguardia di persone, macchinari o oggetti che necessitano di un controllo costante, oltre che il monitoraggio di singoli ambienti con scambio di informazioni sullo stato degli stessi in tempo reale con i telefoni DECT.

Per ulteriori dettagli tecnici sull’intera linea di terminali DECT di Snom e stazioni base a cella singola o multicella: snom.com/en/ip-phones/m-series/workplace-mobility/

iRiparo Transfer, nasce il software per gestire il passaggio dati tra smartphone

Scritto da Massimo Tegon il . Pubblicato in Aziende, Informatica

Decidi di cambiare il tuo dispositivo mobile e la prima cosa che pensi è: “come gestisco il passaggio dati tra smartphone con sistemi operativi diversi?” La risposta è saper scegliere il software giusto per il trasferimento dati tra Android e iOS nel rispetto del GDPR sulla privacy. Il servizio deve dare garanzie di backup integrale di foto, contatti, chat e nessuna perdita di dati tra sistemi operativi uguali o diversi. Uno dei più validi è iRiparo Transfer, lo trovi nei negozi iRiparo.

iRiparo Transfer come trasferire i contatti da iPhone ad Android

Esiste una soluzione al più ostico dei problemi di tutti coloro che devono cambiare smartphone? Vale a dire il trasferimento dei dati tra dispositivi?
La paura che invade l’utente è sempre la stessa: perderò tutto?
La procedura si complica ulteriormente se il trasferimento deve essere effettuato tra due telefoni che usano sistemi operativi diversi, come ad esempio Android e iPhone.

Abbiamo fatto una ricerca online e abbiamo scoperto che iRiparo, azienda italiana specializzata nell’assistenza sulla telefonia, ha pronta la soluzione: si chiama iRiparo Transfer.
È un software che assicura il passaggio dati tra smartphone, senza il rischio di perdita di contatti, foto e dati di vario genere.

Abbiamo approfondito e chiesto a Carloalberto Rolando, l’Amministratore Delegato di iRiparo, catena di negozi leader nell’assistenza e riparazione di telefonia, quali sono le caratteristiche essenziali che secondo lui deve avere un software che assicura al cliente il trasferimento dati tra smartphone.
La prima cosa da verificare riguarda la sicurezza e riservatezza dei contenuti trasferiti.

iRiparo Transfer ad esempio, nel passaggio tra un telefono e l’altro, salva i dati su memoria esterna in modo criptato e sicuro. A completare il quadro di funzionamento e sicurezza ci sono due elementi che tutelano l’utente: i dati che passano tra uno smartphone e l’altro non restano salvati sul pc del punto vendita iRiparo e il tutto avviene nel rispetto della normativa sulla privacy vigente (GDPR).

Chiediamo ancora a Carloalberto cos’altro deve garantire un software capace di traferire i contatti da iPhone ad Android. Ci dice che già nella domanda abbiamo centrato uno dei temi più interessanti, ovvero la capacità di spostare rapidamente i dati da un dispositivo ad un altro, anche con sistemi operativi differenti, ad esempio tra iOS e Android e viceversa sempre in sicurezza e, soprattutto, in maniera conforme alla disposizione sulla privacy.
L’A.D. di iRiparo è assolutamente certo che le rigide normative che il GDPR del 2018 prescrive in termini di trattamento dei dati personali siano l’elemento chiave che tutela il cliente al 100%.

La nostra curiosità non si esaurisce e così chiediamo al nostro interlocutore quali sono ulteriori caratteristiche di iRiparo Transfer: permette di effettuare interventi software e diagnostica su dispositivi mobili in totale sicurezza senza entrare a contatto con i dati personali dei clienti presenti all’interno dei dispositivi.
iRiparo Transfer è anche uno strumento per effettuare diagnosi e check-up per dispositivi iOS o Android. È infatti un valido supporto per testare i vari componenti dei dispositivi, anche quelli che solitamente non è possibile testare tramite i normali test in accettazione.
iRiparo Transfer effettua diagnosi di funzionamento di batteria, videocamera, microfono, sensori, schermo, etc..

Ringraziamo Carloalberto Rolando, l’A.D. di iRiparo, che ci ha aiutato a capire di più sul trasferimento dati tra smartphone. Da ora in avanti sappiamo cosa chiedere a chi ci propone un servizio di passaggio dati tra dispositivi mobili, oppure possiamo scegliere di affidarci direttamente ad uno dei 120 negozi iRiparo sul territorio nazionale per avere un servizio sicuro e uno smartphone in piena salute.

Fonte: marketinginformatico.it