Attacco KRACK alla cifratura del wifi – ecco cosa c’è da sapere

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Non è la prima volta che vengono identificate falle nello standard per le reti wireless. È essenziale installare gli aggiornamenti forniti dai produttori.

Bochum- Lunedì è stato reso noto che la cifratura della stragrande maggioranza delle reti WiFi non è inespugnabile a causa di una vulnerabilità del design della cifratura WPA2, che consente il riutilizzo delle chiavi crittografiche, invece che impedirlo. I ricercatori belgi hanno denominato l’attacco basato su questa vulnerabilità “KRACK”.

Chi può essere colpito?

La vulnerabilità riguarda praticamente tutti i dispositivi che si avvalgono della cifratura WPA2 nella rete wireless, indipendentemente dal produttore. Chi sfrutta tale vulnerabilità può procurarsi accesso al WiFi e quindi a Internet. Nello scenario peggiore l’hacker potrebbe persino manipolare i dati trasmessi sulla rete wireless. Sarebbe quindi possibile sostituire il download di una applicazione legittima con un malware. In base alle informazioni attualmente reperibili, il traffico protetto con il protocollo SSL risulta meno soggetto a tali attacchi.

Dato che però un eventuale malintenzionato deve trovarsi in prossimità della rete wireless che intende attaccare affinché l’attacco vada a buon fine, non ci aspettiamo a breve termine attacchi di massa contro le reti WiFi. Quanto illustrato dai ricercatori è più che altro un “proof of concept”, quindi uno studio sulla fattibilità – prima che venga sviluppato uno strumento effettivamente adoperabile per la conduzione di tali attacchi ci vorrà diverso tempo.

Contromisure

Due i modi per proteggersi:

  • Disattivare il wifi. Una misura però poco praticabile e in taluni casi poco sensata.
  • Utilizzare la VPN con cifratura SSL per tutelare il traffico dati

Cosa possiamo aspettarci?

Nel frattempo i primi produttori hanno sviluppato e rese disponibili le patch di sicurezza necessarie per chiudere la vulnerabilità. Le prime versioni beta di iOS ad esempio contengono già questa patch. Altri produttori dovrebbero seguire a breve. Per alcune distribuzioni Linux tale patch è già disponibile dall’inizio di ottobre, la vulnerabilità non è più sfruttabile di default.

Chiudere questa vulnerabilità non richiede l’acquisto di nuovi dispositivi. È possibile correggerla tramite aggiornamento del firmware. Una volta corretta, il rimedio è retrocompatibile, ossia gli apparecchi che sono stati aggiornati possono ancora comunicare con dispositivi non (ancora) dotati di una patch per la falla di sicurezza. Non appena un produttore rende disponibile un aggiornamento, è possibile scaricarlo tramite l’interfaccia utente web-based del router o direttamente dal sito del produttore. Alcuni router installano gli update automaticamente. Gli utenti di dispositivi mobili dovrebbero altresì verificare se ci sono aggiornamenti per i device utilizzati.

Raccomandiamo fortemente di installare gli aggiornamenti non appena disponibili.

Parallelismi con il passato
Il fatto che la cifratura delle reti wireless presenti vulnerabilità non ci coglie proprio di sorpresa. Sono già state riscontrate e puntualmente chiuse numerose falle di sicurezza nello standard WLAN 802.11 che ormai esiste da 18 anni. I modelli di cifratura obsoleti quali WEP e WPA sono stati progressivamente sostituiti con standard più moderni. Quanto accade al momento è quindi solo la logica conseguenza di quanto si è verificato in passato. Questa non è la prima rivelazione di siffatta natura, né sarà l’ultima.

G DATA è a disposizione degli utenti che desiderano ulteriori ragguagli anche in occasione di SMAU Milano, dal 24 al 26 ottobre pv. stand H09.

Ventilconvettori: prezzi e modelli si confrontano sul web

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Il web rappresenta un’ottima opportunità per la scelta di del convettore più adatto alle vostre esigenze. Scegliere il modello più adatto richiede un po’ di tempo e una ricerca accurata. Fate una lista delle vostre priorità e cominciate a scovare i modelli che più si adattano alle esigenze e poi passate a un confronto qualità/prezzo. Le recensioni e i pareri di chi utilizza il prodotto vi può aiutare a capire se siete sulla buona strada. Le caratteristiche da considerare un convettore ci sono: dimensioni, peso, funzionalità, design, accessori. Ogni aspetto va considerato attentamente per poter trovare un prodotto di qualità, che sia funzionale e pratico. Poter riscaldare o raffreddare un ambiente in poco tempo è molto importante in qualsiasi momento dell’anno. La praticità di questi oggetti consente di utilizzarli molto semplicemente. Ventilconvettori: prezzi e modelli si confrontano, quindi, online dove è possibile trovare una vasta gamma di prodotti, tutti validi e funzionali.

Gruppi continuità, ecco cosa sono e a che servono

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

I gruppi di continuità aiutano a preservare con attenzione e sicurezza qualsiasi dato relativo alla vostra privata e professionale. Questi pratici strumenti sono alla portata di tutti e offrono il grande vantaggio di conservare dati preziosi che altrimenti – in caso di sovraccarico o cortocircuito – potrebbe essere compromessi. Non c’è niente di peggio che perdere dati preziosi, per questo meglio munirsi di uno strumento come questo. I gruppi continuità sono di diverse dimensioni e potenza, naturalmente la scelta del modello giusto dipende dalle vostre necessità. Prima, dunque, di acquistare un modello, fate un elenco delle priorità e poi un confronto qualità/prezzo. Online trovate recensioni ed esperienze di chi già utilizza il prodotto e sa consigliarvi. È opportuno prendersi del tempo prima di decidere quale modello prendere; un gruppo con potenza troppo bassa o troppo alta rispetto alle vostre esigenze può risultare inutile. Voi stessi, dopo aver utilizzato il prodotto per un certo periodo di tempo, potete lasciare dei preziosi feedback in merito in modo da aiutare chi sta cercando un gruppo di continuità.

Come ottenere e comprare visualizzazioni su YouTube

Scritto da RemigioLordi il . Pubblicato in Aziende, Internet, Tecnologia

Avete deciso se vale la pena comprare visualizzazioni su YouTube? Sicuramente scegliere di comprare visualizzazioni su YouTube sarà una decisione che aiuterà ad aumentare il numero di utenti che potranno visualizzare i vostri prodotti. Ci sono numerosi siti che vi danno l’opportunità di acquistare delle visualizzazioni YouTube e questo vi permetterà di avere in pochissimo tempo acceso il numero delle piattaforme più importanti al mondo. Ottenere visualizzazioni su Youtube è cruciale perché vi farà crescere in termini di popolarità. Musicisti attori giocatori videogiochi cantanti e registi tendono sempre a comprare visualizzazioni su Youtube per fare a crescere il pubblico. Comprare views YouTube infatti aiuta per ottenerne anche altre in automatico e spontanee. Se non si comprano visualizzazioni sarà difficile fare a crescere il proprio business da solo.

Come iniziare a comprare visualizzazioni YouTube

Comprare visualizzazioni YouTube vi permetterà di lanciarvi nel mondo del business online facendo un piccolo investimento. Esistono vari prodotti che vi permetteranno di completare questo acquisto e avere perciò successo sulla piattaforma video più importante al mondo. Una volta scelto il motore di riferimento avrete tutta una serie di possibilità che vi aiuteranno ad aumentare le visualizzazioni YouTube in maniera assolutamente legale e di qualità. Ci sono molti siti che vendono visualizzazioni YouTube che però durano pochissimo tempo e non sono utili a raggiungere l’obiettivo. La cosa importante sarà riferita esperti del settore che vi aiuteranno a crescere in maniera seria e duratura. Aumentare le visualizzazioni YouTube può essere il segreto della e la chiave del successo ma bisogna sempre farlo tenendo presente qual è il pubblico di riferimento e scegliendo perciò il metodo giusto che vi permetterà di raggiungere l’obiettivo desiderato nel più breve tempo possibile e con dei grandi riscontri positivi. Affidatevi per questo nelle mani di esperti e sicuramente non ve ne pentirete.

Stormshield e Oodrive siglano partnership per rendere più sicura la condivisione di dati sul cloud

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Stormshield – fornitore europeo leader di servizi per la tutela dei dati – e Oodrive – fornitore europeo leader di soluzioni per la gestione di dati sensibili – uniscono le proprie competenze palesando il proprio impegno verso la sicurezza del cloud.

Oggi il cloud è un requisito essenziale della trasformazione digitale delle aziende. Il 90 % delle organizzazioni se ne avvale per accedere remotamente ad applicazioni e a dati aziendali, oltre che per migliorare il modo in cui collabora con il proprio ecosistema. Tuttavia (secondo uno studio NetWrix) il 65% delle imprese non ha ancora compreso come proteggere adeguatamente i propri dati nel cloud. Stormshield e Oodrive hanno quindi siglato una partnership con l’intento di fornire alle aziende la possibilità di migrare al cloud con serenità e di poter collaborare con fiducia.

Una partnership tecnologica per la sicurezza dello scambio digitale di informazioni

In concreto, la missione principale di Oodrive è erogare servizi di gestione dei dati sensibili, attraverso una infrastruttura dislocata in Francia, Europa, Brasile e Cina, la cui sicurezza è regolarmente sottoposta a revisione e certificata. Uno dei progetti in cui il gruppo è coinvolto – fianco a fianco di ANSSI (l’agenzia di Stato francese per la cybersecurity) – è un’iniziativa pilota ( “SecNumCloud”) volta a creare paradigmi di riferimento nella formulazione di requisiti quadro per la sicurezza nel cloud. Con la propria soluzione Stormshield Data Security for Cloud & Mobility, Stormshield assicura invece una cifratura punto-punto dei dati nel cloud.

L’integrazione tra la soluzione Stormshield Data Security for Cloud & Mobility e PostFiles, lo strumento di condivisione online firmato Oodrive, dà luogo ad una soluzione per la collaborazione sicura di nuova generazione. Le organizzazioni che se ne avvarranno, saranno in grado di collaborare in modo più efficiente. Adottando tale servizio non dovranno più scendere a compromessi in termini di tutela dei dati e della riservatezza dei propri asset informatici. La soluzione assicura altresì la conformità alle normative francesi ed europee, nello specifico i clienti beneficiano della piena aderenza al nuovo GDPR.

“Questa alleanza tra Stormshield e Oodrive ci consente di favorire la graduale migrazione dei nostri clienti verso il cloud, fornendo loro la certezza che possono fare affidamento su un’infrastruttura e su servizi altamente sicuri: le aziende particolarmente sensibili o i cui servizi sono considerati di vitale importanza, possono avviare la propria trasformazione digitale nelle migliori condizioni possibili”, confermano Matthieu Bonenfant, CMO di Stormshield e Stanislas de Rémur, CEO di Oodrive.

Questa partnership industriale ha già assicurato a Oodrive and Stormshield l’acquisizione di primi contratti con organizzazioni attive nel settore della difesa.

G DATA Managed Endpoint Security: sicurezza a consumo

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Con la nuova licenza MES il vendor teutonico rivoluziona la percezione dei costi della sicurezza, assicurando la fruibilità delle proprie soluzioni Endpoint Protection e Total Control Business a canone mensile.

La progressiva trasformazione di applicazioni in “SaaS” e di servizi di gestione del parco installato in “Managed Services” spinge sempre più spesso aziende e rivenditori specializzati a valutare nuove modalità di erogazione di soluzioni e servizi. Con G DATA Managed Endpoint Security G DATA risponde all’esigenza di abbattere investimenti e costi operativi di un’adeguata tutela dell’infrastruttura IT con una formula “a consumo”.

Grazie a G DATA Managed Endpoint Security, le aziende che non dispongono di uno staff votato esclusivamente alla sicurezza IT non devono più scendere a compromessi in termini di protezione e monitoraggio quotidiano della propria infrastruttura: la nuova formula MES consente loro infatti di affidare tale compito al proprio fornitore di servizi IT senza che lo stesso debba trovarsi presso l’azienda. Combinazione ideale tra la convenienza e la comodità dei servizi gestiti, G DATA Managed Endpoint Security offre tutti i vantaggi delle soluzioni business di fascia alta del vendor teutonico in un pacchetto “all-inclusive” per partner e clienti.

Clicca e aggiungi: gestione delle licenze in tempo reale con un click

La piattaforma MES di G DATA consente di gestire da remoto l’intero parco installato presso uno specifico cliente. Oltre a presentare tutte le funzioni centralizzate per la configurazione di policy e filtri applicabili a singoli client, gruppi o all’intera azienda, al deployment remoto di patch e al monitoraggio costante dello stato operativo dei sistemi, la soluzione MES assicura al fornitore di servizi IT e ai suoi clienti assoluta trasparenza anche in merito ai costi. Qualora nel tempo sia necessario aggiungere ulteriori client, l’operatore dovrà semplicemente inserire le nuove licenze nella sua dashboard per avviare il processo di fatturazione mensile. Questo processo automatizzato azzera quindi l’eventuale rischio di overhead dovuto all’acquisto di licenze non necessarie in previsione di una crescita dell’azienda, o al contrario, di sottodimensionamento. Il rivenditore potrà acquisire e installare licenze in totale autonomia e in tempo reale. In un’ottica di sicurezza come processo e non come mero prodotto, il rivenditore potrà aggiungere al mero canone per la licenza una serie di servizi a valore che faranno la vera differenza nel pacchetto “all-inclusive” personalizzato per i propri clienti.

Un ulteriore highlight della piattaforma è che la console di gestione MES è multitenant, una caratteristica che consente al provider di servizi di sicurezza gestita di occuparsi dei propri clienti, visualizzare report per ogni azienda gestita, adottare misure di sicurezza ad hoc per l’uno o l’altro cliente tramite una singola interfaccia, ottimizzando quindi i costi di acquisto di un server ad hoc per ogni cliente, azzerandone l’impatto sul canone che andrà a fatturare al cliente.

Sicurezza all’avanguardia e gestita, ma pagata a consumo

Le organizzazioni che optano per una fruizione delle soluzioni G DATA Endpoint Protection e G DATA Total Control Business in modalità MES, beneficiano di una gestione professionale e quotidiana della sicurezza IT da parte del proprio fornitore e della serenità di avvalersi di suite di sicurezza dotate di tecnologie di nuova generazione per la tutela contro malware, ransomware dirottamento di sessioni e transazioni bancarie, vulnerabilità ed exploit su qualsiasi client di rete (Windows, Mac, Linux, Android, iOS), il tutto a consumo.

Chi è G DATA Software AG

Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.

G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle Fmicro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.

Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati.

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Pay TV: cresce del 36% l’interesse per quella online

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Tecnologia, TV

Pay TV tradizionale o online, cosa preferiscono gli italiani? Ad analizzare il fenomeno ha pensato Facile.it (https://www.facile.it/pay-tv.html), primo comparatore italiano di tariffe, che ha considerato oltre 240.000 richieste giunte al sito tra settembre 2016 e lo stesso mese del 2017 scoprendo che il numero di italiani che si è informato sulla Pay TV online è aumentato del 36% in dodici mesi mentre, nello stesso periodo, l’interesse verso la Pay TV tradizionale è diminuito del 29%.

Pur rimanendo la Pay TV tradizionale il servizio più diffuso tra gli italiani, l’analisi mostra come l’interesse verso questa offerta sia in diminuzione a favore delle nuove piattaforme online, rispetto cui gli italiani cercano informazioni con sempre maggiore frequenza.

«Essendo la Pay TV online un prodotto più recente è fisiologico che l’interesse verso questi servizi cresca a discapito di quello per la TV a pagamento tradizionale», spiega Giordano Gala, responsabile new business di Facile.it. «L’aumento dei player che operano in Italia, un più elevato tasso di innovazione tecnologica delle piattaforme e, non ultimo, una maggiore diffusione della banda larga e ultra larga nel Paese sono fra le ragioni di una crescita così sostenuta.».

Le fasce d’età

Dall’analisi emergono dati interessanti sul profilo di chi si informa su questo genere di servizi. Il trend generale vede maggiormente interessate alla Pay TV tradizionale le fasce di popolazione più adulte, mentre i giovani hanno dimostrato una più forte attenzione verso l’offerta online.

Quando si parla di TV a pagamento classica, la fascia di età più interessata è quella 35-44 anni (27%), seguita da coloro che hanno un’età compresa tra i 25 e 34 anni (23%) e poi fra 45 e 54 anni (20%). Coloro che hanno superato i 55 anni, invece, rappresentano il 18% del campione, notevolmente più, in termini percentuali, dei coetanei che si interessano alla Pay TV online; in questo caso gli over 55 sono solo il 13% del totale.

Valori decisamente maggiori, invece, sulle fasce più giovani; il 29% delle richieste di informazioni sui prodotti online arriva da persone tra i 35 e 44 anni, il 28% da utenti tra i 25 e 34 anni.

Le regioni più interessate alla Pay Tv

Dati interessanti emergono analizzando la provenienza geografica delle richieste; guardando alla Pay TV tradizionale si vede come le regioni che hanno mostrato più interesse verso questa offerta siano il Lazio, la Campania e la Lombardia.

Analizzando invece la Pay TV online, al primo posto si conferma la regione Lazio, seguita però dalla Lombardia e, al terzo posto, dall’Emilia Romagna.

Più in generale, il trend che emerge dall’elaborazione dei dati è un maggior interesse per la Pay TV tradizionale da parte delle regioni del sud Italia mentre le aree del nord sono tendenzialmente più interessate alla Pay TV online.

Serie TV, programmi o film?

Ma quali sono le ricerche online che fanno più frequentemente gli italiani quando si tratta di Pay TV, sia essa tradizionale o in streaming? Ad attrarre maggiormente l’interesse degli internauti sono le serie TV, che raccolgono il maggior numero di ricerche, seguite dai programmi main stream trasmessi sulla Pay TV tradizionale e, sul terzo gradino del podio, i film.

Attenzione però, singoli programmi o grandi eventi possono spostare sensibilmente l’ago della bilancia; in occasione della messa in onda l’interesse per il media che si è accaparrato i diritti aumenta anche del 50%.

Gabriele Moretti: i misteri dell’IA

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Ingegnere con la passione per tecnologia e tutti i suoi risvolti, e con l’aspirazione a diventare un inventore, Gabriele Moretti tratta le sue tematiche preferite all’interno del proprio blog personale. Tra queste l’Intelligenza Artificiale: in un articolo l’excursus sul significato, semantico e pratico di questa realtà che coinvolge il mondo contemporaneo.

Gabriele Moretti

Intelligenza Artificiale: Gabriele Moretti approfondisce la materia

Propone una riflessione in merito all’Intelligenza Artificiale, sul proprio blog, Gabriele Moretti. L’aspirante inventore si sofferma in prima istanza sul significato puramente semantico del termine e sulla capacità evocativa di quest’ultimo, quasi a far pensare, dice lui stesso, al “robot bambino di Spielberg”. Per quanto il vocabolo, ricorda l’articolo, sia stato coniato nel 1956, è stato solo in tempi recenti ripreso per assumere un senso concreto. Tale senso viene qui specificato descrivendo il reale funzionamento di quella tecnologia che è ad oggi definita “Intelligenza Artificiale”: in realtà la tecnologia produrrebbe quelli che si possono definire “agenti razionali”, che sono in grado di compiere azioni basandosi sugli input che ricevono esternamente. L’esempio più calzante è quello del riconoscimento facciale: sottoposte alla macchina diverse fotografie del soggetto in pose differenti, questa si avvarrà di modelli statistici grazie ai quali potrà confrontare le sequenze di bit degli scatti e stabilire, così, un grado di somiglianza con il soggetto scannerizzato. Il fulcro, dunque, risiede nelle sequenze di bit – registrate e comparate – e nei complessi algoritmi che ne costituiscono l’ “intelligenza”, a fronte della mole di informazioni che vengono fornite. Analogamente accade con modelli come quelli di Google: al fine di usare un software “intelligente”, mettiamo a completa disposizione i nostri dati e le nostre informazioni, così da permettere a tali modelli una sempre maggiore precisione. Gabriele Moretti mette in guardia, al termine del proprio articolo, su una grande conseguenza: il senso di assuefazione cui tale tecnologia può portare e i risvolti che ne potrebbero conseguire.

Gabriele Moretti: percorso biografico

Gabriele Moretti nasce e studia a Torino. Classe 1971, consegue nel 1995 la Laurea in Ingegneria Gestionale e coltiva, parallelamente, una forte passione per i progressi in materia scientifica e tecnologica. È il 1992 quando si appresta ad affrontare una importante esperienza accademica della durata di sei mesi presso il Politecnico di Eindhoven, mentre nel 1996 ottiene l’abilitazione a esercitare in qualità di Ingegnere e, sempre nel medesimo anno, dà vita a Contacta. , Nel 2000 diviene Vice Presidente Ingegneri Gestionali, carica mantenuta sino al 2008. Sempre in cerca di nuova conoscenza, l’Ingegnere mantiene la propria formazione perennemente aggiornata, frequentando corsi come The Analytics Edge e il Corso Big Data and Social Physics del MIT di Boston, nel 2014. Oggi Gabriele Moretti opera in qualità di consulente strategico e organizzativo per le PMI, occupandosi di intelligenza artificiale e della sua applicazione all’interno dei processi operativi aziendali al fine di ottimizzarne le performance. Cultore di arte e collezionista, è appassionato di architettura e design. All’interno del proprio blog tratta delle materie che più ama, come le neuroscienze, la fisica e la futurologia.

Opere d’arte, da Torino arriva la TAC per il loro restauro

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Arte, Tecnologia

L’uso della tecnologia avanzata rappresenta senza dubbio uno strumento fondamentale ai fini del restauro di manufatti lignei ed opere d’arte, ma anche nel caso di un trattamento antitarlo e di opere d’arte. E proprio per quest’ultime arriva da Torino una scoperta scientifica davvero rivoluzionaria: nel corso del G7 a Venaria dei giorni scorsi, infatti, è stata presentata la TAC per le opere d’arte, un vero e proprio toccasana per l’immenso patrimonio artistico italiano.

L’intensa ricerca condotta negli ultimi anni dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino, insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e la Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, ha portato alla progettazione e realizzazione di un nuovo apparato per radiografie digitali e termografie computerizzate finalizzato alla diagnostica delle opere d’arte.

Si tratta di una strumentazione all’avanguardia che consentirà di ottenere informazioni dettagliate circa il loro stato di salute e, soprattutto, indicazioni ben precise sulle tipologie di intervento da effettuare. Un’idea, quella della TAC del futuro, partita dall’Ateneo torinese ma estesa anche a tutte le comunità scientifiche internazionali in un contesto di Scienza Aperta.

Il Dipartimento di Fisica dell’Università del capoluogo piemontese, infatti, partendo dalla macchina già esistente, ha già avviato una serie di progetti scientifici e collaborazioni con enti pubblici e aziende private, allo scopo di realizzare un nuovo macchinario specializzato in radiografie digitali e tomografie computerizzate per i beni culturali in grado di esaminare oggetti e manufatti di grande dimensioni. Per questo motivo gli stessi ricercatori metteranno a disposizione dell’intera comunità scientifica le loro conoscenze, nonché tutta la documentazione del progetto consistente in calcoli, disegni, piani e test.

Altro aspetto fondamentale di questa ricerca è la mobilità, in quanto l’apparato è stato progettato per essere facilmente trasportato sul luogo dove è conservato il bene artistico, soprattutto nei luoghi colpiti da catastrofi naturali e da conflitti bellici, evitando ulteriori danni causati dagli spostamenti.

Insomma, è appropriato definire la TAC del futuro per i beni culturali un grande passo in avanti dal punto di vista della diagnostica in questo campo, e nulla esclude la possibilità che possa essere estesa anche al restauro mobili antichi, un’attività che richiede un’accurata mappatura del degrado del legno prima di individuare gli interventi necessari.

OPERADVISOR, APP DEDICATA ALL’OPERA LIRICA, TI OFFRE IL MEGLIO DELLA STAGIONE 2017/18 DEL METROPOLITAN OPERA di NEW YORK LIVE NEI CINEMA DELLA TUA CITTÀ

Scritto da Operadvisor il . Pubblicato in Internet, Musica, Teatro

Roma, 4 ottobre 2017Da ottobre 2017 ad aprile 2018 OperAdvisor offre una riduzione sul biglietto d’ingresso e, in collaborazione con Stardust by QMI – media partners Amadeus, Sipario, RAI Radio3, Radio Classica, Corriere della Sera, Classica HD e La Feltrinelli, porta nelle sale cinematografiche italiane quattro capolavori senza tempo, per riscoprire il fascino delle più celebri eroine della lirica

Dal Metropolitan di New York l’Opera al cinema è femmina

Tra i titoli in cartellone nella stagione 2017/18: Norma – che apre la stagione cinematografica del Met martedì 10 ottobre –  interpreti le star Sondra Radvanovsky e Joyce DiDonato; una imperdibile nuova produzione della Tosca con Vittorio Grigòlo; La Bohème nell’allestimento di Franco Zeffirelli, con un cast di giovani star e una strepitosa Così fan tutte ambientata nella Coney Island degli anni ’50, tra i protagonisti la vincitrice dei Tony Award Kelly O’Hara.

10 ottobre 2017, ore 19.45            Norma, Vincenzo Bellini

30 gennaio 2018, ore 19.45          Tosca, Giacomo Puccini

27 febbraio 2018, ore 19.45          La Bohème, Giacomo Puccini

4 aprile 2018, ore 19.45                 Così fa tutte, Wolfgang Amadeus Mozart

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