La App FactoryTalk TeamONE App di Rockwell Automation velocizza la dignostica di impianto, e la collaborazione senza alcun attrito

Scritto da Mariateresa Rubino il . Pubblicato in Aziende, Industria, Tecnologia

MILWAUKEE, 23 febbraio 2017 – Quando in produzione si verifica un problema tecnico, non c’è tempo per condurre una lunga indagine e per coinvolgere i colleghi. Oggi, in molte realtà industriali, gli operatori dell’impianto si trovano a dover risolvere fermi di macchine connettendosi al server, salterellando tra dispositivi e fonti di dati, correndo avanti e indietro tra i portali di informazione, e dando la caccia a colleghi che hanno esperienza con quello specifico problema. In assenza di visualizzazione o di strumenti di collaborazione o di sistemi di informazione immediatamente disponibili dal loro dispositivo preferito, per questi operatori, il tempo di risoluzione non può che moltiplicarsi.

Oggi, Rockwell Automation annuncia una nuova applicazione, FactoryTalk TeamONE, per smartphone IOS e Android. Come parte della propria strategia di espansione delle Information Solutions, a supporto di un miglior processo decisionale in tutta l’azienda, l’applicazione si collega senza soluzione di continuità alla tecnologia che le aziende produttrici hanno scelto di adottare nel corso della propria trasformazione digitale. L’applicazione incrementa la produttività dei team consentendo agli utenti di collaborare e condividere le conoscenze, visualizzare immediatamente la diagnostica di produzione, interagire con gli allarmi delle macchine e con i dispositivi per la risoluzione dei problemi. L’utilizzo dell’applicazione FactoryTalk TeamONE permetterebbe di fatto alla squadre di ridurre il tempo medio di riparazione (MTTR).

Grazie alla disponibilità quasi immediata di dati su incidenti e dispositivi, la produzione, i progettisti e gli operatori IT possono collaborare come una squadra per risolvere rapidamente i problemi. Gli addetti possono, direttamente dal proprio smartphone, grazie all’applicazione FactoryTalk TeamONE scegliere tra una varietà di moduli per visualizzare direttamente le informazioni da dispositivi, come ad esempio le unità Allen-Bradley PowerFlex, oppure verificare lo stato di salute ad alto livello di qualsiasi dispositivo EtherNet / IP. Questa informazione è condivisibile con altri membri del team di fiducia tramite i moduli di collaborazione e risoluzione problemi dell’applicazione stessa. Una volta che i problemi vengono risolti, è possibile riportare quanto si è appreso, salvarlo e metterlo a fattor comune per eventuali casi futuri.

“Le aziende industriali di solito impiegano anni e investono notevoli capitali in nuove tecnologie di visualizzazione dei dati dalle macchine, prima di iniziare a vedere un ritorno attraverso aumenti di produttività”, afferma Kyle Reissner, mobility platform leader, Integrated Architecture, Rockwell Automation. “L’applicazione FactoryTalk TeamONE introduce un nuovo paradigma di valore ad attrito zero per cui le squadre possono scaricare l’applicazione, formare una squadra e utilizzare le rispettive conoscenze insieme ai dati del dispositivo per aumentare la produttività. L’applicazione non necessita di interventi per l’installazione di server avendo infrastrutture preesistenti come server OPC, o per collegare le attività di automazione e i dispositivi al cloud, per utilizzare i moduli.”

L’applicazione FactoryTalk TeamONE è un nodo intelligente. Invece di agire come un client che si connette a un server, i moduli dei dispositivi della app comunicano direttamente con i dispositivi in rete per la visualizzazione dei dati in tempo reale. Quando è disponibile un accesso cloud sicuro, i moduli sincronizzano con altri membri del team di fiducia.

La versione iniziale, nota come FactoryTalk TeamONE Free Edition, è ora disponibile e include otto moduli: Incident, Device Health, TeamBoard, Knowledgebase, Connect, Pinboard e Chat, Connect and Trend. Può essere scaricato da Google Play o dall’app store di Apple. FactoryTalk TeamONE Standard Edition, nel 2017 verrà offerto sulla base di un abbonamento annuale per utente. Sono previsti un modulo aggiuntivo allarmi, login molteplici per squadra e altre funzionalità come il feedback dei clienti. Le squadre, anche in presenza di un mix di versioni free e abbonamento, non hanno alcun problema nel collaborare senza soluzione di continuità.

“Consideriamo FactoryTalk TeamONE come la prima applicazione focalizzata esclusivamente sull’incremento della produttività degli operatori industriali tramite una convergenza tra la collaborazione tra i team e i dati di automazione”, afferma Reissner. “E veramente emozionante, è un ambito innovativo che stiamo progettando di aggiornare spesso. In realtà, stiamo già programmando i moduli futuri, l’integrazione con le applicazioni FactoryTalk Analytics, e anche i contributi in termini di contenuti. “

L’applicazione è stata presentata a oltre 500 clienti nel settembre 2016. E’ stata sviluppata in stretta collaborazione con Microsoft utilizzando un team lean startup conosciuto in passato come “Progetto Stanton.”

Download is currently free. Visit the iTunes and Google Play app stores to download the FactoryTalk TeamOne Free Edition app release now.

News Release Asset

Immagine disponibile su richiesta o qui a box.com.

Il download al momento è gratuito. Visita gli app store iTunes e Google Play per scaricare l’ applicazione FactoryTalk TeamOne Free Edition ora.

A proposito di Rockwell Automation

Rockwell Automation, (NYSE: ROK), è leader mondiale nella fornitura soluzioni per l’automazione, per il controllo e per l’IT che aiutano i produttori a ottenere vantaggio competitivo nel proprio business in modo sostenibile. Con sede a Milwaukee, Wisconsin, USA, la società impiega circa 22.000 dipendenti e serve clienti in più di 80 paesi.

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A proposito di Rockwell Automation

Rockwell Automation, (NYSE: ROK), è leader mondiale nella fornitura soluzioni per l’automazione, per il controllo e per l’IT che aiutano i produttori a ottenere vantaggio competitivo nel proprio business in modo sostenibile. Con sede a Milwaukee, Wisconsin, USA, la società impiega circa 22.000 dipendenti e serve clienti in più di 80 paesi.

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Field Marketing Specialist – Italian Region
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Mariateresa Rubino
Communications Consultant
Tel. + 39 389 4573163
Mail mariateresarubino@gmail.com

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EtherNet/IP is a trademark of ODVA Inc.

Come gli smartphone stanno cambiando il mondo SEO

Scritto da Sara Mohamed il . Pubblicato in Aziende, Internet

Gli smartphone non hanno cambiato soltanto il nostro modo di comunicare, stanno modificando radicalmente anche il mondo della Search Engine Optimization; le persone sono, infatti, sempre più propense a cercare informazioni riguardo a: ristoranti, negozi, locali e supermercati vicini a loro direttamente sulle mappe disponibili da mobile.

Tuttavia la stragrande maggioranza dei siti appartenenti a queste categorie non sembra pronta a soddisfare le richieste degli utenti del web. Secondo uno studio di Instilla, condotto su 42 catene per un totale di 27.900 negozi, soltanto il 40% di questi ha scelto di investire in quella che viene chiamata local Seo.

Per chi ancora non la conoscesse, la local Seo permette di far trovare una determinata struttura commerciale o un luogo sulle mappe degli smartphone in base a una specifica chiave di ricerca, come ad esempio “supermercato” o “ristorante”.

Nel 2015 gli italiani hanno effettuato 700 milioni di ricerche da smartphone, di cui l’86% per trovare servizi nella propria zona; dal momento che questo dato è destinato a crescere, è importante che le aziende inizino a investire nei propri account Google MyBusiness, un servizio offerto da Google, che consente a imprese e professionisti di mostrare la propria attività sulle mappe della stessa Google.

Questo strumento è utile, se non addirittura fondamentale, soprattutto nelle grandi città come Milano, dove la concorrenza può essere spietata. Chi volesse comparire nelle mappe online del capoluogo meneghino dovrà quindi rivolgersi a un’agenzia seo a Milano, capace di supportarlo nella corretta compilazione della propria scheda; quest’ultima dovrà contenere  tutte le informazioni maggiormente cercate dagli utenti e che compariranno proprio sotto alla mappa, quali indirizzo, numero di telefono, email e orari di apertura.

Una volta completato il proprio account di Google MyBusiness, si può procedere con l’ottimizzazione e l’aggiornamento dei contenuti del proprio sito. La combinazione di Local Seo e Seo Copywriting permetterà di rafforzare la propria presenza online e di conquistare nuovi clienti; maggiore sarà la visibilità nelle ricerche, maggiori saranno gli eventuali guadagni.

Un altro aspetto, legato allo stretto rapporto tra smartphone e SEO, che non deve essere sottovalutato è il progressivo aumento delle ricerche vocali. Questa nuova modalità di reperimento delle informazioni, utilizzata al momento dal 20% delle persone, spingerà le chiavi di ricerca a modificarsi ulteriormente, avvicinandole sempre di più alla forma del parlato.

Per le agenzie specializzate in conversion marketing, dunque, non sono ammesse distrazioni e dovranno essere costantemente aggiornate su questi continui cambiamenti se vorranno soddisfare i propri clienti e renderli sempre più presenti sul web.

Articolo scritto in collaborazione con Nomesia

Ransomware: ecco cosa accadrà nel 2017

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Informatica

Le previsioni a cura di  James Slaby, Senior Manager, Campagne Globali, Acronis

Il 2016 ha visto la scomparsa di molti artisti, musicisti, attori e atleti apprezzati e stimati. È stato anche l’ultimo anno in cui solo i professionisti della sicurezza informatica e delle operazioni conoscevano la risposta alla domanda: “Che cos’è un ransomware?”. Nel 2017, i ransomware diventeranno così virulenti e diffusi che, se anche non ne sarete voi stessi vittime, conoscerete qualcuno che lo è stato.

Ecco alcune ulteriori previsioni di Acronis sugli sviluppi che nel 2017 riguarderanno l’evoluzione della minaccia ransomware:

  • L’epidemia ransomware continuerà ad aumentare in modo esponenziale e nel 2017 i criminali raccoglieranno almeno 5 miliardi di dollari, in quanto il numero di famiglie ransomware esploderà e nuove varianti salteranno fuori ad un ritmo vertiginoso.
  • I criminali del ransomware continueranno a raccogliere profitti impressionanti rischiando sempre meno di essere catturati, rendendolo così lo schema malware più popolare al mondo. I fornitori di endpoint security continueranno a cercare di resistere in una corsa agli armamenti già persa con questi “ragazzacci” high-tech sempre meglio finanziati.
  • Le fila di stupidi leader del ransomware continueranno a crescere. Parte della genialità di questo racket consiste nell’imitare il modello di distribuzione del settore SaaS (Software As A Service), reclutando legioni di ladruncoli il cui unico lavoro è quello di infettare le macchine obiettivo. Finire in questo gioco è estremamente facile per chiunque possieda un computer e desideri trasgredire le leggi per un paio di riscatti raccolti: non sono richieste conoscenze tecniche approfondite o complesse capacità di codifica di malware.
  • Le tecniche di infiltrazione e propagazione dei ransomware diventeranno sempre più minacciose e intelligenti. La fine del 2016 ha visto il debutto di uno dei più diabolici e ingegnosi schemi di propagazione dei ransomware, nel quale ad una vittima viene offerto gratuitamente il codice di decodifica a condizione che riesca a infettare altri due utenti – una trappola presa in prestito dal film horror dei primi anni 2000 “The Ring”. Gli schemi di phishing rimarranno il vettore di attacchi ransomware più popolare,e diventeranno ancora più personalizzati ed efficaci. I criptatori saranno preferiti ai blocker come tattica di scelta dei ransomware, dal momento che sempre più utenti scopriranno quanto sia facile sconfiggere i blocker.
  • Nel 2016, il cloud ha rappresentato un prezioso rifugio per il salvataggio di backup per proteggersi dagli attacchi ransomware che si propagano attraverso connessioni in area locale. Nel 2017, nuove varianti di ransomware saranno in grado di sfruttare le connessioni cloud per attaccare anche istanze di backup basate sul cloud. Gli utenti dovranno trovare cloud provider in grado di difenderli da questi attacchi.
  • Emergeranno nuovi metodi per aumentare la pressione sulle vittime affinché paghino velocemente. Oggi, fra le tecniche vi sono quella di aumentare l’importo del riscatto e cancellare i file per ogni ora in più che la vittima impiega per pagare. In futuro, le varianti di ransomware diventeranno ancora più diaboliche, minacciando di estrarre ed esporre informazioni sensibili (dati medici e finanziari) o imbarazzanti (cercando fra cronologie e fotografie private) se la vittima non paga in fretta.
  • Inizialmente, sempre più vittime saranno disposte a pagare i riscatti, ma questa tendenza diminuirà man mano che diventerà chiaro che molti criminali in genere non mantengono la promessa di fornire i codici di decodifica in cambio del pagamento e che riprendersi da un attacco non impedisce alla vittima di essere aggredito altre volte.
  • Gli sviluppatori di ransomware continueranno a reinvestire i loro profitti nello sviluppo di codici sempre più resistenti alle difese e alle decostruzioni del settore della sicurezza. L’utilità dei decrittatori gratuiti offerti dai security vendor diminuirà man mano che sempre più sviluppatori di ransomware impareranno a implementare robusti schemi di criptaggio.
  • Antivirus, difese comportamentali, whitelisting e blacklisting e altre difese contro i ransomware comuni orientate all’endpoint continueranno a mostrare la loro incapacità di combattere gli attacchi ransomware. Ciò nonostante emergeranno nuovi metodi di difesa: in particolare, il machine learning (letteralmente “apprendimento delle macchine”) diventerà un’arma sempre più importante nella guerra sulle varianti ransomware a rapida evoluzione.
  • Un rigido regime di protezione dati, che include la creazione di routine di backup on premise, su cloud e offline, rimarrà l’unico meccanismo “a prova di stupido” per sconfiggere gli attacchi ransomware.

Il 2016 può essere stato un brutto anno per molti aspetti, ma almeno i ransomware non rappresentavano ancora la piaga che saranno nel 2017, anno in cui si registreranno attacchi ransomware di grande successo e ampiamente diffusi su celebrità famose, grandi istituzioni di governo, società importanti e milioni di consumatori. Tra un anno, anche vostra madre avrà un’idea di cosa sia un ransomware – e questa non sarà una cosa positiva.

 

Quanto conta oggi la link building per la SEO?

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Internet

Saranno sì e no una cinquina d’anni che, da più fronti, si annuncia l’imminente morte della link building, così come è stata intesa fino ad oggi. In futuro, i link acquisiti naturalmente saranno gli unici ad avere realmente valore, no all’article marketing, no ai guest post a pagamento, no agli scambi di link.

Ogni agenzia SEO Lecce, Milano o Roma ha conosciuto e preso parte a questo dibattito e l’opinione condivisa è che serva un nuovo approccio verso l’acquisizione dei link, orientato sempre più verso le dinamiche social e di digital Pr.

La link earning

Il concetto di link building perde terreno in favore di una nuova impostazione che va verso la link earning: con il primo modello, un link viene spesso creato ad arte, inserito in un contenuto più o meno utile piazzato su portali appositi e fine della storia; altro giro, nuova corsa, nuovo articolo e nuovo link.

Con la link earning, invece, il focus si sposta sulla qualità dell’elaborato; qualità che sottende concetti quali esclusività, utilità, chiarezza, efficacia. Attraverso la qualità, un contenuto si lascia scoprire dalla rete, alimenta condivisioni e nuovi link in entrata. La link building muore e risorge dalle sue ceneri con nuove vesti.

La link building sta davvero morendo?

Ma le cose stanno davvero così? Insomma, diamo ormai per scontato che un link a tema all’interno di un sito autorevole ha molta più rilevanza di un pacco di articoli acquistati a pochi euro sul web. D’altra parte, però, affermare che la link building più tradizionale, ad oggi, non sembra così intenzionata a concedersi l’eutanasia. I tempi per un salto di qualità sono maturi ma la piena acquisizione del nuovo paradigma appare francamente ancora distante. Le evoluzioni del sistema di assegnazione di valore di Google è già mutato e continua a farlo costantemente; forse la vera rivoluzione del sistema sarà silenziosa e talmente graduale da non darci il tempo di realizzarlo se non una volta compiuta ma, fino a quel momento, la link building se la passa ancora discretamente bene.

Cyberbullismo – 0 in condotta

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Istruzione, Tecnologia

logo-claim-2015-3c-highresL’iniziativa G DATA vede coinvolti numerosi istituti scolastici e noti professionisti in una campagna contro il cyberbullismo per un uso competente della Rete e dei social network da parte dei giovani e delle famiglie 

Bologna – Come produttore di soluzioni per la sicurezza IT, G DATA tutela da oltre trent’anni PC e device mobili contro le più varie minacce informatiche. Ciò che però nessuna suite di sicurezza può fare, nonostante i filtri web ed una selezione di motori di ricerca adatti ai bambini, è evitare loro incontri spiacevoli sul web o insegnargli come reagire a tale eventualità, oppure prevenire l’uso inadeguato dei nuovi strumenti informatici, spesso foriero di gravi rischi per la privacy e la confidenzialità di informazioni che dovrebbero rimanere appannaggio del nucleo familiare. Proprio per questo motivo G DATA lancia l’iniziativa “Cyberbullismo – 0 in condotta”.

“Come azienda presente sul territorio, per noi è essenziale contribuire alla sensibilizzazione sul corretto uso delle illimitate risorse della Rete tra i giovani, sono loro il nostro futuro”, dichiara Giulio Vada Country Manager di G DATA Italia. Da questo intento nasce la collaborazione con due noti professionisti, Alessandro Mari, consulente di sicurezza IT con una lunga esperienza di formazione presso gli istituti scolastici e Mauro Ozenda, coautore del libro “sicuri in Rete” edito da Hoepli, che condurranno presso altrettanti istituti scolastici 15 workshop con bambini e famiglie del Nord Italia tra febbraio e aprile per poi estendere tale interazione al resto del territorio nel corso dell’anno. Il primo workshop avrà luogo presso l’Istituto Comprensivo Confalonieri di Milano in prossimo 21 febbraio.

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Gli incontri rivolti ai bambini e alle famiglie trattano dei rischi e pericoli della Rete e di come prevenirli grazie alla tecnologia. Forniscono altresì indicazioni su come prevenire fenomeni di cyberbullismo, cyberstalking e adescamento online e su come impiegare i social media in modo legale e responsabile, infine su come proteggere la propria sicurezza, privacy e i propri dati digitali oltre a consigli su come valutare la reputazione online e l’affidabilità dei contenuti consultati.

“Siamo molto lieti di riscontrare presso scuole e i professionisti la massima apertura verso la nostra iniziativa”, conferma Vada. “Le numerose adesioni agi eventi pianificati ed il crescente numero di richieste da parte degli istituti scolastici testimoniano quanto la tematica sia sentita e quanto sia necessario fornire informazioni e soluzioni concrete ad un problema, quello dell’uso sicuro delle Rete, all’ordine del giorno in ogni famiglia”. Un dato di fatto confermato anche dal numero di produttori di sicurezza IT che, indipendentemente dal brand o dal prodotto commercializzato, contribuiscono all’instaurarsi di un uso consapevole del web e dei social network con proprie iniziative a scopo formativo. “Un impegno da cui G DATA non si esime, ma che al contrario affronta con grande entusiasmo”, conclude Vada. 

G DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l’inventore dei software antivirus. L’azienda, fondata nel 1985 a Bochum, più di 28 anni fa sviluppò il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati condotti sia in Germania sia da organizzazioni rinomate a livello internazionale oltre che test comparativi condotti da riviste specialistiche indipendenti hanno dimostrato che la IT security “Made in Germany” offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.

In Italia la soluzione G DATA Internet Security è stata insignita nel 2016 per il quarto anno consecutivo del bollino “Miglior Acquisto” di Altroconsumo. Inoltre, per il secondo anno consecutivo, G DATA è partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Web Show: il 1° marzo torna a Parma l’evento dell’anno di Zenzero Comunicazione

Scritto da ZenzCom il . Pubblicato in Aziende, Internet

Logo del Web Show 2017 di Zenzero Comunicazione

Si parlerà di “Dati, Azioni, Risultati: strategie digitali al supporto della performance. Web analytics, mobile, SEO, PPC in Italia e in Europa” nell’edizione 2017

Parma, 16 febbraio 2017 Zenzero Comunicazione è lieta di annunciare che il Web Show, il suo evento più significativo e caratterizzante, è in programma a Pontetaro (PR) il 1° marzo 2017. Così come in occasione di ogni edizione del Web Show dal 2009 a oggi, anche quest’anno è stato scelto un tema di particolare rilievo per chi opera in campo digitale ovvero le modalità di analisi dei dati e le strategie per sfruttarli al meglio.

L’evento dal titolo Dati, Azioni, Risultati: strategie digitali al supporto della performance. Web analytics, mobile, SEO, PPC in Italia e in Europa vedrà la partecipazione di importanti relatori sia italiani che stranieri i cui interventi saranno incentrati su come sfruttare al meglio le consistenti ed eterogenee moli di dati a disposizione dei business (“big data” digitali e non solo) mettendoli al proprio servizio. Questi dati infatti, convogliando preziose informazioni, sono la base per definire e ottimizzare performance e azioni e possono, se sapientemente usati, diventare il volano giusto per raggiungere con efficacia i risultati attesi.

Come nel solco della tradizione ormai consolidata del Web Show di Zenzero Comunicazione, non mancheranno case history ed esempi pratici grazie ai quali i partecipanti potranno fare propri i concetti espressi e cogliere spunti interessanti da poter applicare concretamente al proprio business.

Tra gli argomenti specifici che quest’anno verranno affrontati al Web Show ricordiamo ad esempio l’utilizzo di big data e web analytics per individuare nuove opportunità e strategie (Maurizio Catellani, VP Sales and Strategic Marketing ACTOR e Valentina Pasquali, Zenzero Comunicazione), le azioni da intraprendere per conquistare il favore di Google (Roland Debrabant, Ranking Road Francia) e per sfruttare al meglio le potenzialità del settore mobile (Ulv Michel, Ranking Road Germania), insieme ai casi ed esempi pratici portati da rappresentanti di due aziende di spicco del panorama italiano quali Bormioli Rocco S.p.A. (Silvia Granocchia) e Autogrill (Stefano Maestroni).

Novità assoluta del 2017 sarà l’“Atelier Internazionale Ranking Road”, che offrirà la possibilità di incontrare di persona specialisti in campo digitale di Gran Bretagna, Germania e Francia. I partecipanti al Web Show che operano sui mercati esteri oppure sono interessati ad ampliare anche oltreconfine il loro business potranno ricevere una consulenza personalizzata dagli esperti di Ranking Road, G-Local Digital Partner operativo in 10 paesi europei co-fondato da Zenzero Comunicazione.

Il Web Show si svolgerà presso l’Hotel San Marco & Formula Club di Pontetaro (Parma) mercoledì 1° marzo 2017. Per tutte le informazioni relative alle modalità di iscrizione ti invitiamo a consultare il sito dedicato al Web Show 2017 o a contattare il numero di telefono 0521 96.94.89.

Utilità dei VPS nell’industria italiana 4.0

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Internet

Ecco dunque che sta arrivando a grandi passi l’industria 4.0 con predominanza della virtualizzazione e della digitalizzazione e il web è sempre più importante per il lavoro delle imprese.

Purtroppo in Italia siamo ancora indietro sotto questo punto di vista: spesso c’è confusione sui mezzi disponibili e per questo è il caso di iniziare ad approfondire il tema di server virtuale, capendo cosa sono, come funzionano e perché sono meglio di server dedicati.

Il web è una risorsa strategica: oggi chi non è in rete non esiste, oggi tutte le imprese piccole, medie e grandi devono fare la loro parte se vogliono continuare ad esistere ed essere visibili e soprattutto rintracciabili da chi si muove sulla rete, infatti, il mercato in qualunque settore sta diventando sempre più digitale.

Le imprese italiane in realtà permangono a una quota del 30 per cento valutandole dal possesso di un proprio sito web vetrina e quelle che l’hanno sviluppato nella gran parte dei casi non hanno previsto funzioni avanzate, questo significa che la nostra visibilità in rete a livello europeo e mondiale presenta ancora forti margini di miglioramento.

I VPS sono uno stimolo all’innovare a costi abbordabili, può essere un primo passo verso la digitalizzazione del business, risolvendo con una semplice manovra le necessità sopra descritte. In Italia varie società forniscono servizi di questo tipo: ServerPlan, Aruba, Netsons, che mettono a disposizione dei loro clienti tecnologie di virtualizzazione Xen o VMWARE che oggi sono l’eccellenza dei server finalizzati all’hosting web avanzato.

I vantaggi dei server virtuali sono legati all’ottimizzata gestione delle risorse ovvero alla possibilità di installare più istanze sulla stessa piattaforma, non a caso tutti gli ISP ormai si basano su soluzioni virtuali per erogare i loro servizi web, email, ftp, e via così.

Oltre ciò il vantaggio è economico: un server virtuale costa meno di uno dedicato, infatti, come si può immaginare, il canone di un VPS è nettamente inferiore rispetto a uno dedicato, anche nel caso servissero successivi upgrade.

Ci auguriamo quindi che i costi più accessibili stimolino le nostre imprese a fare il più largo uso possibile di questi servizi ampliando quindi la loro offerta su web e di conseguenza rendendosi più attraenti ai mercati esteri.

Poi come si dice… l’appetito vien mangiando. Iniziando a vedere dei risultati chissà che i manager e i responsabili delle aziende italiane non capiscano meglio l’importanza di fare investimenti importanti in questo settore.

Pespow S.p.A, una nuova partnership per Centric Software

Scritto da Mariateresa Rubino il . Pubblicato in Aziende, Economia, Tecnologia

Campbell, California, 16 febbraio, 2017 – Pespow, produttore globale (OEM-Original Equipment Manufacturer) e partner creativo di brand della moda in tutto il mondo, ha scelto il sistema PLM di Centric per la gestione del ciclo di vita del prodotto. Centric PLM supporterà Pespow, così come i suoi clienti, nei processi di ideazione, sviluppo e produzione. Centric Software è la soluzione PLM leader per le aziende che operano nel settore della moda e del lusso, del retail, delle calzature, degli articoli per esterni e dei beni di largo consumo.

L’azienda che nasce nel 1983 con il nome di “Pelle Sportswear” come produttore artigianale di articoli in pelle,  con  l’arrivo di una nuova proprietà trasforma le proprie strategie aziendali, combinando i metodi artigianali tradizionali che la caratterizzano con materiali, processi e tecniche innovative.  Da oltre 30 anni Pespow collabora con le maggiori case internazionali di moda, disegnando e realizzando abbigliamento sportivo innovativo e di qualità.

Per garantire che gli obiettivi aziendali tesi a soddisfare le esigenze dei propri clienti venissero raggiunti, Pespow ha intrapreso una rigorosa e completa selezione per individuare la soluzione PLM più adatta.

“Eravamo alla ricerca di uno strumento flessibile, configurabile e affidabile, in grado di rispondere ai bisogni dei nostri clienti”, spiega Pierantonio Forato, CEO di Pespow. “Soprattutto, puntavamo a trovare una soluzione PLM che anche i nostri clienti avrebbero apprezzato. L’approccio “un’unica versione della verità” di Centric Software ci è sembrato perfetto.”

Dopo un’attenta ricerca, è stata scelta Centric per la sua capacità di gestire la natura complessa e variegata delle relazioni e delle partnership di Pespow con i propri clienti.

“Una delle maggiori peculiarità di Pespow è la capacità di gestire contemporaneamente molte tipologie di collezioni, ognuna caratterizzata da specifiche esclusive in termini di taglie, varietà, complessità, numero di prodotti, scadenze e criteri di budget. Centric PLM ci consentirà di offrire ai nostri clienti un servizio ancor più distintivo”, continua Forato.

Inoltre, Centric PLM permetterà a Pespow di mantenere la propria promessa di combinare innovazione e tradizione e, al tempo stesso, garantire la fornitura di prodotti differenziati e di qualità, in modo profittevole.

“Il nostro obiettivo è collaborare con i nostri clienti per ideare e realizzare prodotti in grado di rispecchiare e promuovere l’identità specifica di ogni marchio. Centric PLM ci permetterà di combinare perfettamente, tradizione e innovazione”, conclude Forato.

“Pespow è una combinazione unica di tradizione, passione e innovazione. È un approccio che ammiriamo e per questo ci auguriamo che la collaborazione con Pespow continui con grande soddisfazione per molti anni a venire”, afferma Chris Groves, CEO di Centric Software.

Pespow S.p.A. (www.pespow.com)

“Pelle Sportswear” nasce nel 1983 come produttore artigianale di articoli in pelle. Il passaggio alla nuova proprietà non ne ha modificato solo il nome, ma ne ha anche trasformato la direzione del business. Abbandonato l’approccio di tipo familiare alle attività di ricerca, Pespow inizia a intraprendere un viaggio nel mondo del tessile e dei capi d’abbigliamento che la porta verso l’innovazione dei materiali, dei processi e delle tecniche. Oggi Pespow collabora in tutto il mondo con aziende della moda per l’ideazione e la produzione di abbigliamento sportivo di qualità.

Centric Software, Inc. (www.centricsoftware.com)

Dalla sede nella Silicon Valley e dagli uffici situati nelle principali capitali mondiali, Centric Software crea tecnologie per i più prestigiosi marchi nel settore della moda, della vendita al dettaglio, delle calzature, dei prodotti di lusso, degli articoli per esterni e dei beni di largo consumo. Centric 8, la piattaforma PLM (Product Lifecycle Management) di punta dell’azienda, offre avanzate funzionalità per pianificazione commerciale, sviluppo dei prodotti, sourcing, pianificazione aziendale, gestione della qualità e delle collezioni, personalizzate per i dinamici settori dei beni di largo consumo. I pacchetti Centric SMB hanno ampliato il sistema PLM includendo tecnologie innovative e importanti nozioni di settore, specifiche per le aziende di piccole dimensioni.

Centric Software ha ricevuto numerosi riconoscimenti del settore, tra cui il Global Product Differentiation Excellence Award di Frost & Sullivan nella categoria Retail, Fashion and Apparel PLM nel 2016 e il Global Retail, Fashion and Apparel PLM Product Differentiation Excellence Award di Frost & Sullivan nel 2012. Red Herring ha incluso Centric tra le prime 100 società al mondo nel 2013, 2015 e 2016.

Centric è un marchio registrato di Centric Software. Tutti gli altri marchi e nomi di prodotto sono marchi dei rispettivi proprietari.

Copyright 2017, Centric Software Inc, tutti i diritti riservati.

Contatti per i media:

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Americhe: Jennifer Forsythe- jforsythe@centricsoftware.com

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Asia: Lily Dong-  lily.dong@centricsoftware.com

Porta aperta sul cuore

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Salute, Tecnologia, Tecnologia Personale

Come la ricerca e i fondi di investimento influenzano la sicurezza dei dispositivi medici interconnessilogo-claim-2015-3c-highres

Sebbene il titolo abbia un che di romantico, il contesto è davvero inquietante: da un recente comunicato dell’agenzia americana per il controllo di alimenti e farmaci (FDA) una specifica linea di pacemaker risulta presentare vulnerabilità che li rendono accessibili a distanza. Il produttore ha rilasciato un aggiornamento del firmware che dovrebbe chiudere tale falla.

La connettività dei dispositivi medici presenta indubbiamente una serie di indiscutibili vantaggi sia per i pazienti sia per il personale medico e paramedico. Anziché presentarsi personalmente presso lo studio medico, cosa che, a dipendenza della gravità della malattia è già di per sé una sfida, i pazienti possono sottoporsi a controlli di routine da remoto, senza dover metter piede fuori dalla propria abitazione. Il monitoraggio a distanza di particolari parametri vitali corrisponde per tutti i soggetti interessati ad un enorme risparmio di tempo e risorse, in grado di entusiasmare i più, se solo non vi fossero i moniti dei ricercatori sulle potenziali minacce costituite da sistemi violabili.

Un esempio interessante è il recente caso del produttore leader di pacemaker, la St. Jude Medical: una ricerca condotta da MedSec e Muddy Waters Capital ha evidenziato che il trasmettitore radio collegato a Internet per il monitoraggio in remoto dei valori cardiaci e del funzionamento del dispositivo impiantato era potenzialmente accessibile a terzi che avrebbero potuto riconfigurarlo cagionando un più rapido esaurimento della batteria, un forte disagio fisiologico al paziente e una compromissione dell’effettiva funzionalità del dispositivo in caso di necessità. L’unico requisito per procurarsi accesso al dispositivo impiantato era la vicinanza del paziente all’apparecchio per la trasmissione dei dati.

Questo è solo uno dei numerosi casi segnalati dal 2015 ad oggi in cui si riscontra un livello di sicurezza lontano anni luce dagli attuali standard. Uno dei motivi è che il processo di certificazione dei dispositivi medici, dalle pompe di insulina ai sistemi per la narcosi in sala operatoria, fino ai dispositivi per l’erogazione intravenosa automatica di medicinali, richiede anni, oltre ad un enorme investimento da parte dei produttori. Nel caso di dispositivi il cui malfunzionamento pregiudica l’incolumità dei pazienti, i requisiti sono estremamente complessi e talmente limitanti da rendere impossibile qualsiasi aggiornamento, anche nel caso di patch necessarie per chiudere eventuali falle: qualsiasi modifica richiederebbe una nuova certificazione.

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E se un giorno..

Se pensiamo al fenomeno dei ransomware, ci vuole ben poco per ipotizzare che dei malintenzionati possano un giorno estorcere denaro ai pazienti, ospedali o studi medici minacciando di disattivare i sistemi di supporto vitale in caso di

mancato pagamento del riscatto. Per affrontare questa sfida non vi sono alternative alla stretta collaborazione tra ricercatori e produttori, una collaborazione che non dovrebbe essere limitata ai soli dispositivi ma estesa anche alle piattaforme online cui molti di questi sono oggi collegati. Le ricerche degli ultimi anni hanno evidenziato quanto si sia lontani da un’integrazione della sicurezza sin dalle prime fasi della produzione. Va da sé che anche il processo di certificazione dovrebbe essere accelerato. Lo sviluppo nell’ambito della sicurezza IT ha raggiunto un grado di evoluzione notevole, procedure prolungate rappresentano un chiaro ostacolo al progresso e alla tutela efficace dei fruitori di questi dispositivi.

Vulnerabilità che arrichiscono gli insider

Il caso della St. Jude Medical conferma quanto sia essenziale il ruolo della sicurezza informatica nello sviluppo di tali apparecchi. La posta in gioco per gli attori è molto alta: la reputazione di un produttore può subire ingenti danni se la sicurezza dei propri dispositivi è compromessa. Gli interessi finanziari viaggiano di pari passo: danni alla reputazione di un produttore avranno un riscontro diretto sulla redditività delle sue azioni. La St. Jude Medical stava per essere acquisita dalla Abbot Laboratories per 25 miliardi di dollari proprio al momento della pubblicazione dei risultati dell’analisi sulle vulnerabilità dei dispositivi ad opera di MedSec e Muddy Waters Capital. Entrambe hanno attuato vendite allo scoperto e acquisti a termine antecedenti alla pubblicazione dei risultati della ricerca, anticipando le eventuali cadute del valore azionario dovute alla pubblicazione. La St. Jude Medical ha presentato una denuncia formale contro entrambe le aziende, il processo è in corso.

Questo caso lascia adito a scenari di stretta collaborazione tra esperti di alta finanza e ricercatori nel settore della sicurezza IT. Insieme possono sfruttare le proprie conoscenze da insider realizzando enormi profitti attraverso operazioni di borsa preventive alla pubblicazione dei risultati delle ricerche. Ovviamente i produttori hanno tutto l’interesse a prevenire questa evenienza migliorando efficacemente la sicurezza dei loro prodotti. Dall’altro lato però ci troviamo di fronte ad un dilemma etico di dimensioni epocali: si genera volutamente un profitto sulla base di conoscenze e informazioni che non solo possono mettere in pericolo la vita dei pazienti ma che, come in questo caso, non vengono neanche fornite ai produttori. I cosidetti “Bug Bounties” sono una vera manna per i ricercatori di sicurezza informatica che segnalano al produttore eventuali falle di sicurezza consentendo loro di porvi rimedio prima della pubblicazione della ricerca. A seconda della gravità di una determinata vulnerabilità un Bug Report può assicurare al ricercatore introiti a sei cifre. Se fosse dimostrato che l’approccio seguito da MedSec e Muddy Waters Capital frutti guadagni ancora maggiori (la sentenza non è stata ancora emessa), ciò potrebbe influenzare il modo in cui i ricercatori utilizzano le conoscenze che acquisiscono.

Informazioni su G DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l’inventore dei software antivirus. L’azienda, fondata nel 1985 a Bochum, più di 28 anni fa sviluppò il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati condotti sia in Germania sia da organizzazioni rinomate a livello internazionale oltre che test comparativi condotti da riviste specialistiche indipendenti hanno dimostrato che la IT security “Made in Germany” offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.

In Italia la soluzione G DATA Internet Security è stata insignita nel 2016 per il quarto anno consecutivo del bollino “Miglior Acquisto” di Altroconsumo. Inoltre, per il secondo anno consecutivo, G DATA è partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Nuovo Jabra Talk 2: chiamate ancora più nitide, tecnologia Multiuse e funzione Find My Jabra per non perderlo

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Jabra Talk 2 è l’auricolare che consente di chiamare e ricevere telefonate a mani libere e quando siete in movimento. E con la App dedicata lo ritrovi subito in caso di smarrimento!

Jabra, leader nella produzione di soluzioni audio innovative per le comunicazioni a mani libere, presenta un nuovo auricolare Bluetooth di facile utilizzo: Jabra Talk 2, che rappresenta l’evoluzione di Jabra Talk, uno degli auricolari best seller di Jabra.

Con Jabra Talk 2 la società si pone l’obiettivo di soddisfare le esigenze di coloro che effettuano e ricevono molte chiamate in movimento. Per inciso, proprio una recente ricerca* ha dimostrato che il 65% dei business men necessita di connettività mobile per assolvere al proprio lavoro.

L’auricolare mono, è stato sviluppato utilizzando l’ineguagliabile patrimonio del dipartimento R&S della società all’interno di soluzioni ottimali per le chiamate mobili. Il suo utilizzo permette agli utenti di non perdere più nessuna chiamata.

Voce in HD per una conversazione più chiara

Ogni chiamata effettuata o ricevuta tramite Jabra Talk 2 si diffonde attraverso una eccellente qualità in HD. Un suono chiaro e cristallino, senza interruzioni, che offre una migliore esperienza di conversazione per gli utenti; ovunque e in qualsiasi momento.

L’auricolare beneficia anche di un microfono con tecnologia di riduzione del rumore, che cancella le fastidiose interferenze di fondo. Questo migliora la nitidezza delle chiamate e garantisce che la persona con cui si dialoga senta solo la voce della controparte. Caratteristica che lo rende adatto per le conference call e per le lunghe conversazioni. Inoltre esso è compatibile con qualsiasi dispositivo Bluetooth.

Cuscinetti in gel flessibili per il massimo comfort

Non importa quante volte si effettuano o si ricevono chiamate, Jabra Talk 2, grazie ai suoi morbidi e flessibili cuscinetti in ear gel disponibili in due diverse dimensioni, fornisce una vestibilità sicura e confortevole per un utilizzo quotidiano. Oltre al comfort, la speciale e sicura vestibilità permette una migliore qualità del suono e in generale dello svolgimento della conversazione.

Una batteria della durata di 9 ore permette di parlare per tutto il giorno

Jabra Talk 2 può tranquillamente essere utilizzato per l’intera giornata, sia in macchina che in una situazione generica di movimento. Le sue capacità di batteria permettono fino a 9 ore di conversazione/fruizione musica con una singola carica (fino a 9 giorni in modalità standby). In più, l’opzione smart della guida vocale consente di avvisare quando è il momento di ricaricarlo.

Design intuitivo

Jabra Talk 2 è facile da utilizzare grazie al controllo a scorrimento ON/OFF, a un LED apposito per la batteria che informa di quando è necessario ricaricare la batteria e a un LED Bluetooth che conferma la connessione.

Inoltre, il ricevitore regola automaticamente il volume per l’adattamento all’ambiente circostante e consente di eseguire lo streaming multimediale in modalità wireless.

Tecnologia Multiuse™

La tecnologia Multiuse™ di Jabra Talk 2 permette inoltre una facile connessione a più dispositivi contemporaneamente. Quando uno di essi suona, Jabra Talk 2 farà affluire automaticamente la chiamata, mentre se una nuova chiamata arriva attraverso un altro telefono, si attiverà un alert con la possibilità per l’utente di accettare la call.

L’App Jabra Assist

È possibile utilizzare Jabra Talk 2 in tutte le sue potenzialità utilizzando l’applicazione per smartphone, Jabra Assist. Disponibile per il download su iOS e Android, l’App viene caricata con caratteristiche supplementari e una guida di installazione che offre istruzioni step-by-step per la procedura di accoppiamento. Consente inoltre di tenere traccia del rimanente tempo di conversazione fornendo un utile indicatore visivo.

Utilizzare l’applicazione significa anche non perdere mai più l’auricolare. Con Find My Jabra ogni volta che l’auricolare viene utilizzato, la sua posizione è “taggata”. Quindi, in caso di smarrimento, è possibile utilizzare la mappa visibile sul proprio smartphone per individuarlo in modo rapido. Si può perfino attivare un suono per rendere la ricerca ancora più facile.

Caratteristiche e specifiche tecniche

  • Versione Bluetooth® 4.0
  • HD Voice per conversazioni più chiare
  • Indossabilità sicura e confortevole, con cuscinetti auricolari in ear gel
  • Fino a nove ore di durata della batteria e nove giorni di standby
  • Guida vocale
  • Accesso a Siri® e Google Now ™
  • Utilizzo intuitivo con pulsante on/off e simboli specifici batteria/Bluetooth®
  • Audio stereo wireless (A2DP)
  • BT Class 2
  • Guida per l’installazione e le potenzialità di Find My Jabra attraverso Jabra Assist App

Prezzo e disponibilità

Jabra Talk 2 sarà disponibile al prezzo di 29.99 euro da marzo 2017.

Video ufficiale: https://www.youtube.com/watch?v=3c_PICcO4LM

* Jabra market research, 2016

Informazioni su Jabra

Jabra è un marchio di GN Netcom, società controllata da GN Store Nord A/S (GN) – quotata al NASDAQ OMX. Jabra conta circa 925 dipendenti in tutto il mondo e nel 2012 ha raggiunto un fatturato pari a 2,612 million DKK. Jabra, produttore numero uno al mondo di innovative soluzioni audio a mani libere, con le sue divisioni business e consumer, sviluppa, produce e commercializza una vasta gamma di auricolari, speakerphone e cuffie Wireless e con filo per la telefonia mobile, gli uffici, i mobile worker e i Contact Center.

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