Community Group: l’agenzia guidata da Auro Palomba consulente nelle trattative per il Milan

Scritto da melluccio il . Pubblicato in Aziende, Calcio

Community Group: l’agenzia guidata da Auro Palomba al fianco di Commisso nelle trattative per il Milan

Auro Palomba, presidente Community Group

Alla vicenda della vendita del Milan si aggiungono interessanti dettagli ogni giorno. Entro il 6 luglio, l’attuale Presidente del club rossonero, il cinese Yonghong Li, dovrà restituire a Elliott i 32 milioni di euro dell’aumento di capitale che il fondo statunitense ha effettuato nei giorni scorsi. La ricerca di capitale per risarcire Elliott è tra i motivi che spingono Yonghong Li ad avvalersi di un partner.

Tra i possibili nuovi azionisti del club, in pole position ci sono Rocco Commisso, imprenditore italo-americano, fondatore di MediaCom e proprietario della squadra di calcio New York Cosmos, Thomas Ricketts e la sua famiglia, proprietari del 95% del team di baseball Chicago Cubs, e Stephen Ross, che controlla la squadra di calcio Miami Dolphins.

Per il momento, i negoziati sembrano essere guidati saldamente da Rocco Commisso. L’offerta messa sul piatto dall’imprenditore originario di Marina di Gioiosa Ionica, in Calabria, è di tutto rispetto: Commisso è disposto ad acquistare il club per 500 milioni e, a differenza di quanto richiesto dagli avversari, ovvero il controllo del 100% del club, sarebbe pronto a riconoscere a Yonghong Li una quota di minoranza del 20-30%.

Rocco Commisso, imprenditore nel campo delle telecomunicazioni negli USA ma con il cuore da tifoso di calcio, è fortemente interessato ad acquisire il Milan e per intraprendere questo interessante percorso ha scelto un advisor che di calcio, e di Milan, è esperto: Community Group. L’agenzia di comunicazione guidata da Auro Palomba ha assistito Sino-Europe Sports, la cordata cinese guidata da Yonghong Li, nella trattativa per l’acquisto del club con Fininvest. Inoltre, in passato, Community ha ricoperto il ruolo di advisor di Erick Thohir nella scalata dell’imprenditore indonesiano al vertice dell’Inter. Ma oltre a essere Fondatore e Presidente di Community Group, Auro Palomba è anche un noto tifoso rossonero: in passato si è dedicato alla gestione di un profilo Twitter interamente dedicato alle notizie riguardanti la trattativa di cessione del Milan.

Community Group e Auro Palomba tra i protagonisti delle trattative per la cessione del Milan

Auro Palomba , Fondatore e Presidente di Community Group, torna a ricoprire un ruolo chiave nelle trattative per la vendita del Milan. Stimato professionista nel campo della comunicazione ma anche noto tifoso rossonero, Auro Palomba e la sua Community Group sono infatti stati scelti come advisor di comunicazione da Rocco Commisso.

L’imprenditore italo-americano, fondatore di MediaCom e proprietario della squadra di calcio New York Cosmos, sta intrattenendo una serrata trattativa con Yonghong Li per la cessione del Milan e ha deciso di avvalersi dell’expertise di Community Group.

L’agenzia di comunicazione italiana non è il solo consulente coinvolto nella trattativa per l’acquisizione della quota di maggioranza del Milan. Per quanto riguarda gli advisor finanziari, Goldman Sachs segue il dossier per conto di Commisso, mentre Morgan Stanley è advisor Thomas Ricketts e la sua famiglia, proprietari della squadra di baseball Chicago Cubs.

Sul fronte legale, lo Studio Legance assiste la famiglia Ricketts, mentre l’attuale Presidente del Milan Yonghong Li è supportato dallo studio newyorkese White & Case. L’imprenditore cinese ha infatti da poco abbandonato l’advisor milanese Gattai-Minoli-Agostinelli, che lo aveva accompagnato nella precedente trattativa di acquisto del Milan da Fininvest.

Community Group e Auro Palomba riconfermano quindi il proprio ruolo di advisor esperto sia in campo finanziario, sia in campo sportivo. In passato, l’agenzia di comunicazione guidata da Auro Palomba ha infatti assistito Yonghong Li e la sua Sino-Europe Sports nella trattativa con Fininvest per l’acquisto del Milan e ha agito in qualità di advisor di Erick Thohir quando ha assunto la Presidenza dell’Inter.

Acronis annuncia la partnership tecnologica con l’Arsenal Football Club

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Calcio, Tecnologia

Acronis, leader globale della protezione informatica e lo storage nel cloud ibrido, si appresta a festeggiare il 15° anniversario dalla fondazione annunciando la recente partnership tecnologica con l’Arsenal Football Club. La partnership, presentata durante una conferenza stampa a Singapore, ai margini del torneo pre-stagionale a cui la squadra prende parte, prevede che l’azienda svizzero-singaporiana fornisca soluzioni di protezione dei dati destinate all’infrastruttura IT della società sportiva, in costante crescita.

Negli sport di punta e in particolare nel calcio, l’analisi della squadra e degli avversari è un aspetto che ha assunto via via maggiore rilevanza. In quest’epoca digitale in costante progredire, battere i rivali ed elaborare un piano di gioco vincente significa registrare e analizzare il numero di passaggi in determinate aree del campo, il possesso di palla in area di rigore, le reti segnate a palla ferma e tanti altri aspetti che vengono meticolosamente studiati prima, durante e dopo ogni incontro.

L’Arsenal Football Club è all’avanguardia nell’impiego e nell’analisi di questo tipo di dati per migliorare le prestazioni dentro e fuori dal campo. Il team sa anche che i dati sono estremamente preziosi e vanno protetti.

È qui che entra in gioco la relazione con Acronis: nel suo ruolo di partner ufficiale, l’azienda fornirà metodi di protezione dei dati semplici, efficienti e sicuri per tutti i dati, le applicazioni e i sistemi dell’Arsenal, inclusi ovviamente gli account Microsoft OneDrive e Office 365 della squadra. I servizi prevedono anche lo storage sicuro di ogni sessione di allenamento della Prima squadra e di quella giovanile che si terrà nel campo di Colney: un totale di 8 TB di dati ogni anno, l’equivalente di 875 partite.

Ideate per proteggere file, applicazioni e sistemi in ambienti esigenti e con un’elevata densità di dati, le soluzioni Acronis offrono le prestazioni superiori imprescindibili per le squadre più competitive. Per questa ragione Acronis è già stata scelta come partner per la protezione dei dati da diversi team internazionali di un altro settore fortemente legato all’analisi delle informazioni, quello degli sport motoristici e in particolare della Formula 1 e della Formula E. Solo Acronis può garantire la sicurezza, la protezione e la privacy degli asset digitali strategici sui quali questi team si basano per migliorare le proprie prestazioni e i risultati finanziari.

“Più è serrata la competizione, più i dati diventano un asset strategico. Le squadre che ne comprendono il valore scelgono la partnership con Acronis per ottimizzare la gestione delle informazioni. Da sempre leader nell’impiego dei dati, Arsenal FC è orgogliosa di questa partnership, che sottolinea come la tecnologia Acronis sia perfettamente adatta agli ambienti più esigenti e con un’elevata densità di dati. Siamo certi che la partnership sarà vantaggiosa per Arsenal, per Acronis e per tutti i nostri partner e clienti”, ha dichiarato John Zanni, Presidente di Acronis.

Come partner ufficiale per il backup dei dati di Arsenal FC, Acronis metterà la sua esperienza al servizio del club per aiutarlo a districarsi con i volumi crescenti di dati, garantendo al contempo la continuità delle operazioni societarie.

“Siamo lieti di dare il benvenuto ad Acronis nella famiglia dei nostri partner ufficiali”, ha dichiarato Vinai Venkatesham, responsabile commerciale dell’Arsenal, in un conferenza stampa che si è tenuta durante un torneo di grande richiamo a Singapore, che precede l’inizio della stagione. “Acronis è un leader globale nei servizi per il backup dei dati, e la sua tecnologia avanzata garantisce che i dati della squadra siano protetti e sicuri. Collaborare con l’azienda sarà entusiasmante. Sosterremo ogni loro piano di sviluppo futuro del business”, conclude.

Tutte le soluzioni Acronis integrano la difesa attiva contro il ransomware: i dati protetti da Acronis sono quindi anche al sicuro dagli attacchi. Basata sull’intelligenza artificiale, Acronis Active Protection monitora attivamente e in tempo reale i sistemi e individua eventuali attività sospette e potenzialmente dannose, rilevando e bloccando automaticamente gli attacchi. Le sue capacità di autodifesa impediscono inoltre ai criminali di manomettere il software di backup o di alterare il contenuto dei file protetti.

Molte delle tecnologie basate su intelligenza artificiale sono state sviluppate nel centro di ricerca e sviluppo di Singapore. Acronis impiega oltre 50 ingegneri specializzati e pianifica di aumentarne il numero nei prossimi tre anni, portandolo a 150. Il centro R&S continua a concentrarsi sull’ingegneria informatica avanzata, sull’espansione dell’intelligenza artificiale, sulla sicurezza e sulle funzionalità legate alla privacy dei dati da includere nelle future soluzioni Acronis.

La partnership proseguirà per tre anni, durante i quali il logo Acronis sarà visibile in campo in ogni partita della Premier League, dell’Emirates FA Cup e della Carabao Cup. Acronis avrà un suo spazio negli sfondi delle interviste ai giocatori e alle leggende della Prima squadra dell’Arsenal, sostenendo così il proprio impegno all’aumento della visibilità globale del marchio.

Acronis Foundation

Come previsto dall’accordo di partnership, l’Arsenal Football Club sosterrà la Fondazione Acronis e il suo impegno a fornire un’educazione accessibile tramite la realizzazione di scuole nei paesi emergenti. Creata in onore del 15 anniversario di Acronis e del principio fondatore dell’azienda, secondo il quale la causa di tutti i mali è la scarsa conoscenza, la fondazione assicura il supporto a diverse iniziative destinate a stimolare l’istruzione per acquisire e tutelare la conoscenza.

Trasmissioni, scommesse, partite: cosa succederebbe se gli hacker prendessero il controllo dei Mondiali di calcio?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Calcio, Informatica, Internet, Sport, Tecnologia Personale

Anche in occasione del 21° mondiale di calcio di cui si sono già disputate le prime partite la maggior parte delle sfide avranno luogo nel mondo “reale”, in Russia, tuttavia non sono le uniche! Alcune “partite” si giocheranno anche nel mondo virtuale: che siano essi adibiti alla gestione delle trasmissioni, di piattaforme di scommesse o alla vendita di biglietti, anche i sistemi IT necessitano di una difesa ben schierata.

Come avviene con tutti gli eventi sportivi di portata globale, anche la Coppa del Mondo di calcio rappresenta un’ottima occasione per riunire i fan di questo sport ma non solo, è anche palcoscenico di tensioni tra i governi, come dimostrato dalle recenti questioni tra Russia e Ucraina. La principale differenza tra le partite sull’erba e gli attacchi virtuali è che gli hacker di solito fanno attenzione a non mostrare i loro colori: l’obiettivo è di lasciare il minor numero possibile di tracce. Le attribuzioni sono un gioco politico piuttosto che una questione di IT; ci vuole “naso” per distinguere le impronte digitali reali da quelle fasulle lasciate di proposito dagli attaccanti.

I fornitori di connettività, gli operatori televisivi e persino i router xDSL sono potenziali bersagli per raggiungere un obiettivo, che non è tanto quello di creare scompiglio tra gli spettatori interrompendo le trasmissioni quanto piuttosto quello di screditare il Paese organizzatore cagionando interruzioni del servizio di infrastrutture critiche come ospedali o reti stradali. La Russia farebbe così (ancora) notizia in ambito cyber …

Trasmissioni televisive: l’annosa questione dei diritti sulle informazioni

Qualsiasi trasmissione di una partita di calcio è esposta al rischio di pirataggio o manomissione: i cybercriminali possono limitarsi ad un semplice blocco “improvviso” del segnale (un po’ come quando Amélie Poulain staccava l’antenna del vicino per vendicarsi) fino ad attacchi molto più estesi, quasi di scala industriale. La questione è complessa: è necessario poter trasmettere informazioni, ma non troppo, fornire un servizio ai clienti (in caso di caso di canali “premium”) ma assicurarsi che gli stessi non possano abusare del segnale televisivo che ricevono per condividerlo con terzi.

Come ci si può difendere da tale pratica? Come si codificano i dati da trasmettere? Un qualsiasi utente con cattive intenzioni (o troppo buone, a seconda del punto di vista) può mettere le mani su un flusso televisivo in chiaro e inoltrarlo altrove. Un rischio che rimanda alla gestione dei diritti televisivi digitali: come garantite che qualcuno che sta guardando una trasmissione “premium” non cifrata non possa ritrasmetterla? Diversi operatori televisivi premium per quest’anno hanno optato per la fruibilità gratuita dei propri programmi sportivi, per vanificare sul nascere eventuali tentativi di pirataggio. Questa scelta però implica la necessità di identificare altre fonti di guadagno (attraverso contenuti aggiuntivi o pubblicità).

Piattaforme di scommesse e mercato nero: l’integrità dei dati è fondamentale

La sfida principale nella commercializzazione dei biglietti per via elettronica non è tanto la riservatezza dei dati, quanto la disponibilità del servizio e l’autenticità di quanto venduto. Come la precedente Coppa del Mondo in Brasile, anche il torneo di quest’anno è stato oggetto di massicce campagne di phishing atte alla vendita di biglietti fasulli. In combinazione con attacchi denial of service (DoS), la situazione potrebbe diventare esplosiva: se un sistema di accesso allo stadio non fosse in grado di distinguere i biglietti veri da quelli falsi si potrebbero generare gigantesche code all’ingresso dando luogo a problemi di sicurezza molto reali. Per assurdo, provate ad immaginare lo spettacolo che offrirebbe al mondo lo svolgimento delle semifinali o delle finali in uno stadio quasi vuoto, con la maggior parte degli spettatori bloccati ai cancelli … O giornalisti sportivi relegati alle loro sale stampa senza connessione a Internet. Ecco perché i dati devono essere protetti da firewall, essere ospitati su infrastrutture ridondate e ripristinabili tramite backup operativi, anche senza accesso a Internet.

La questione dell’integrità dei dati non dovrebbe ovviamente essere trascurata: è importante sapere se la persona giusta è in possesso del giusto biglietto. Ma dal momento che questo tipo di frode elettronica ha conseguenze meno disastrose, il problema dell’integrità ha una priorità inferiore rispetto a quello della disponibilità del servizio. L’aspetto della Coppa del Mondo in cui l’integrità dei dati è più critica, sono le piattaforme di scommesse: come assicurarsi che le vincite vadano alla persona giusta, a colui che ad esempio ha avuto l’intuizione di pronosticare l’improbabile gol con cui l’Islanda è riuscita a pareggiare con l’Argentina? Ovviamente è possibile cifrare le informazioni e in questo caso, in particolare, utilizzare la tecnologia delle firme crittografiche per assicurarsi che il pronostico sia stato inserito dalla persona giusta (il sito di scommesse, non l’hacker), al momento giusto (preferibilmente prima del gol!), e che il denaro venga poi versato nel modo giusto attraverso una transazione bancaria.
A differenza dei sistemi che privilegiano la disponibilità dei dati / servizi, ad esempio con i biglietti, in questo caso l’integrità dei dati prevale sulla disponibilità – non ha senso continuare ad utilizzare una cassaforte una volta depredata. Su un sito di scommesse online è quindi necessario assicurarsi che le scommesse siano archiviate in luoghi protetti dagli attacchi, non necessariamente con sistemi ridondati o tramite back-up ma con misure per la protezione completa della rete che combinino crittografia, parole chiave, firewall e un sistema di analisi automatizzato per identificare comportamenti fraudolenti all’interno del flusso di dati.

E le partite?

All’interno dello stadio, mentre i telecronisti sportivi hanno bisogno di un collegamento per farci vivere l’azione dal vivo, i furgoni preposti alla trasmissione della partita, con le loro enormi antenne montate sul tetto, sono per lo più autonomi e collegati direttamente ai satelliti. A meno che qualcuno non sia fisicamente lì a dirottare il segnale del furgone – e riesca a non farsi prendere – è improbabile che si possa hackerare il satellite nel pieno della trasmissione del match.

Almeno sul campo, tutti possono stare tranquilli. Per il momento, la probabilità che gli hacker manipolino in tempo reale il VAR (video assistant referee) del tiro di Gignac finito contro il palo in un gol contro il Portogallo è ancora fantascienza. E anche un VAR integralmente manomesso non potrà certo far credere che Sergio Ramos possa deviare con il pensiero il gol della squadra avversaria – ci sono (teoricamente) ancora persone reali con il compito di verificare ogni dettaglio.

E facendo attenzione a semplici regole di comportamento nel mondo digitale, anche i giocatori dovrebbero essere al riparo dai tentativi di destabilizzazione: il governo britannico si è persino spinto al punto di informare il team inglese sui rischi di attacchi informatici ai danni dei loro smartphone o delle console di gioco! Finché i giocatori non saranno androidi hackerabili da remoto, si può ancora sperare di vedere una partita condotta lealmente.

L’anello debole della catena, al momento, è e rimane la ritrasmissione della partita, non quella dal furgone, ma dalla casa del telespettatore. Una volta diffuso il match i contenuti audio o video restano indisponibili per poco tempo al di fuori del mercato tradizionale. Assicurarsi che una o anche dieci persone di fiducia si attengano ai vincoli di confidenzialità è una cosa, aspettarselo da parte di centinaia di milioni di spettatori è un’utopia.
Ma è davvero questo il problema più serio? Il 20 maggio scorso, Michel Platini ha dichiarato che la Coppa del Mondo del 1998 è stata manipolata dai suoi organizzatori per evitare una partita tra Francia e Brasile prima della finale. E se, per il prossimo Mondiale tra quattro anni lasciassimo organizzare l’evento all’Intelligenza Artificiale e agli umani giusto il gioco sul campo?

Chi è Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.

Restyling per il Verona Women: le novità nate dall’impegno di Antonio Franchi

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Calcio

Il manager bolognese Antonio Franchi è presente all’inaugurazione del nuovo spogliatoio del Verona Women insieme ad altri sponsor, vip e autorità locali. Tante novità per la squadra plurititolata.

Antonio Franchi

Antonio Franchi: il Verona Calcio Femminile diventa Verona Women

Totale rebranding per il Verona Calcio Femminile, a partire dal nome, che diventa Verona Women. Antonio Franchi, Vicepresidente e Consigliere Delegato, ha sottolineato come il club sia oggi rimodernato nella forma e nei contenuti. L’operazione ha come obiettivo quello di ridare al team il prestigio che gli spetta, avvicinando i tifosi alla quotidianità delle partite e degli allenamenti attraverso il nuovo sito e le dirette sul canale Youtube. La squadra è la più titolata d’Italia, con 5 Scudetti Nazionali, 3 Coppe Italia, 4 Coppe delle Coppe e una Semifinale di Champions League, e ora vanta anche lo spogliatoio tra i più innovativi d’Europa: dedicato a Mister Longega, è dotato di luci al Led, apertura biometrica ad impronta digitale, arredo in boiserie in rovere con postazioni personalizzate per le atlete, prese USB e doppi frigoriferi. L’intero AGSM Olivieri Stadium è stato rinnovato con l’aggiunta dell’area hospitality con vista sul campo, la media-room alle spalle della tribuna e la press-meeting room. L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 12 marzo prima della partita con la Juventus, in presenza di Antonio Franchi e altri quasi mille ospiti tra autorità locali e del settore, vip e sponsor.

Antonio Franchi: la formazione e la carriera del manager bolognese

Classe 1960, Antonio Franchi nasce a Bologna e a soli 22 anni si laurea in Economia Aziendale a pieni voti presso l’Università Bocconi di Milano. È dottore commercialista fino al 2003 e nel 1985 dà vita a uno studio associato interdisciplinare a Verona, lo Studio Franchi Maccagnani, che fino al suo scioglimento rimane tra i più rinomati della città. In questi anni, oltre a ricevere importanti incarichi in ambito sia nazionale (Commissario straordinario per i Ministeri dell’industria e del Lavoro), sia locale (come quelle di Presidente del Collegio Sindacale della Provincia di Verona e di Giudice in Commissione Tributaria), Antonio Franchi è anche molto attivo sul fronte delle pubblicazioni: è fondatore e Direttore della Rivista Veronese di Diritto e Giurisprudenza d’impresa. Nel 2004 ha inizio la sua carriera di imprenditore a Milano, in particolare nel settore immobiliare. Nel 2008 Antonio Franchi torna ad occuparsi principalmente di Verona, ristrutturando e rivendendo fabbricati di pregio tra cui il Palazzo delle Poste. Attualmente è Socio Unico e Amministratore Unico di Residenze s.r.l., è Vicepresidente e Consigliere Delegato del Club Verona Women e possiede la collezione di Arte Orientale più prestigiosa del Veneto.

Nell’anno dei mondiali Ginokiello presenta il suo nuovo singolo “PELE’ 58′”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Calcio, Musica

in radio il brano dedicato alla leggenda del calcio 

Sono passati 60 anni dal giorno in cui il popolo brasiliano prese coscienza delle proprie potenzialità in campo; il gioco era passione, ma anche fonte di riscatto ai soprusi della schiavitù.
La Ginga esaltava il ritmo, la forza e la gioia, ma si era sopita dopo la cocente sconfitta casalinga nei mondiali del ’50. L’arrivò di un talentuoso diciasettenne portò il Brasile a salire sul tetto del Mondo per la prima volta.

Alessandro D’Elia in arte “Ginokiello” si appassiona alla musica da bambino iniziando a trascrivere brani di importanti cantautori italiani.
In seguito lo zio gli donò un amplificatore con stereo, con cui poteva cantare e registrare su cassetta audio; improvvisare su dei riddim Jamaicani e comporre le prime canzoni, che proponeva poi nelle piccole dance hall cittadine.
Trasferitosi in Veneto per lavoro, inizia a iscriversi a concorsi canori e conosce due musicisti che dirigevano lo ZZ studio di Preganziol.
Insieme a loro realizza il suo primo EPUn Lungo Viaggio” (Dicembre 2014) prodotto dalla Ghiro Records di David Marchetti e  costituito da 5 brani: Berlusconi, L’allegro Fantasma 2.0, La Missione, Un nuovo giorno e appunto Un Lungo viaggio.
L’EP ottiene un discreto riconoscimento dal pubblico e viene trasmesso da diverse radio. L’artista continua a partecipare a vari concorsi canori, ottenendo negli ultimi anni svariati riconoscimenti, tra cui :
3° posto al concorso canoro di Trebaseleghe nel 2016 (Premio dell’originalità nel concorso Vota le Voci 2016);
Vincitore del talent Nazionale The Best 2017 sia sezione inediti che vincitore assoluto,
3° posto a Piove in Musica 2017 e classificato nei primi 30 alla selezione del Festivalshow 2017.
Nel 2018 esce il suo nuovo singolo “Pelé 58‘ ” con TRB rec.

https://www.facebook.com/ginokiello.luciano?ref=br_rs
https://itunes.apple.com/it/album/pel%C3%A8-58-single/1376004169

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La Partita Mundial darà centomila euro in beneficenza

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Calcio, Sport

Si terrà giovedì 3 maggio alle ore 11:30 presso il Palazzo delle Federazioni di Roma la conferenza stampa di chiusura de “La Partita Mundial” con la distribuzione dell’incasso raggiunto di centomila euro che sarà devoluto alle associazioni partecipanti.

“La Partita Mundial” è un evento di calcio spettacolo, ideato e organizzato da Fabrizio Rocca e Olivio Lozzi e con la direzione della comunicazione affidata alla Tiziana Rocca Production.

Come di consueto sono state coinvolte numerose Onlus e associazioni benefiche che si occupano sul territorio italiano della lotta alla violenza contro le donne, tra questo spicca l’aiuto fondamentale della Croce Rossa Italiana.

Tra le altre associazioni che riceveranno l’assegno ci sono:

“Salva bebè Salva Mamme”, “WeWorld Onlus”, “#Odiolodio”, “Ti amo da morire Onlus” e “Solarialab”, A.g.o.p Onlus, A.n.d.o.s onlus comitato Velletri, A.n.d.o.s. onlus comitato Roma. A.v.v.i.s., A.i.s.l.a. onlus, Alzheimer Roma Onlus, Amici del Montenegro Onlus, Argos Associazione Forze di Polizia, Associazione Amare il Teatro, Associazione Confraternita Maria Ss.ma delle Grazie, Associazione Culturale Gruppo Idee, Associazione Donatori Sangue PCM, Associazione Favole e Sogni Onlus, Associazione Nazionale Polizia di Stato gruppo Roma 1, Centro Recupero Fauna Selvatica Lipu Roma, Centro Sportivo Italiano Comitato Roma, Croce Rossa Italiana, Destinazione Minori Onlus, Equipe del Cuore Onlus, Fiaba Onlus, Fondazione Biomedica Foscama, Il Caprifoglio Onlus, Io Domani, Tutti insieme per Ludovica, U.g.d.a. onlus, Unione Italiana Rett Onlus, Virtus Italia Onlus, Vitalba Onlus, Zipaolo Team.

Verona Women: l’impegno di Antonio Franchi per il Club

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Calcio

Da Verona Calcio Femminile a Verona Women: dietro il rinnovamento del club di calcio femminile c’è Antonio Franchi , Vicepresidente e Consigliere Delegato del club dall’estate 2017.

Antonio Franchi

Antonio Franchi: il rebranding del Verona Calcio Femminile, oggi Verona Women

È il club di calcio femminile più titolato d’Italia il Verona Women e merita un’immagine degna del suo prestigio. Ne è convinto Antonio Franchi, dall’estate 2017 Vicepresidente e Consigliere Delegato della società. Forte di questa consapevolezza, il manager ha promosso un’operazione totale di rinnovamento che nei mesi scorsi ha riguardato non solo il brand ma anche le strutture dell’AGSM Olivieri Stadium, dove il team si allena e gioca. Già vincitore di 5 Scudetti Nazionali, 3 Coppe Italia, 4 Coppe delle Coppe e protagonista di una Semifinale di Champions League, l’ex Verona Calcio Femminile è ora conosciuto come Verona Women. Ad accompagnare la ridefinizione del nome e del logo anche il restyling del sito e di tutti i canali di comunicazione del club, modernizzati nella forma e nei contenuti: il portale dedicato al team, ad esempio, è stato ridisegnato e reso ulteriormente “a misura di tifoso” grazie anche all’introduzione di una nuova area per l’e-commerce. In questa prospettiva è stato riprogettato anche il profilo Youtube del Verona Women: l’obiettivo è informare in modo sempre più preciso e puntuale i tifosi documentando in diretta allenamenti, partite e iniziative che coinvolgono le calciatrici per continuare a scrivere in questo modo la già importante storia del team, come ha confermato Antonio Franchi.

Antonio Franchi: i lavori di ammodernamento dell’AGSM Olivieri Stadium

Con l’inaugurazione del nuovo spogliatoio della prima squadra, lo scorso 12 marzo ha segnato un’ulteriore tappa nel percorso generale di rinnovamento intrapreso dal Verona Women. Al taglio del nastro, oltre al Vicepresidente e Consigliere Delegato Antonio Franchi, erano presenti le autorità locali e importanti personaggi del settore, dalla FIGC alla INFRONT. Il manager ha definito “avveniristica e davvero spettacolare” la nuova dressing-room: basti pensare che la porta è ad apertura biometrica, con impronta digitale, mentre all’interno l’arredo in boiserie in rovere impreziosisce le venti postazioni personalizzate coi grandi numeri in acciaio delle maglie delle atlete. L’illuminazione è a led giallo e blu, i colori della squadra, gli armadietti sono dotati di casseforti e prese USB, ci sono doppi frigoriferi: alla parete l’immagine del team. Come ha sottolineato il Vicepresidente, lo spogliatoio è stato dedicato a Mister Longega. Ma l’AGSM Olivieri Stadium è stato interessato anche da altri interventi che hanno interessato l’area living e gli uffici: sono state create la zona hospitality con vista sul campo, arredata lussuosamente e impreziosita dal maxi-schermo per la proiezione e l’intrattenimento, la media-room e la press-meeting room. L’idea era di renderlo ulteriormente “a misura di calciatrice”: lo “impone”, secondo Antonio Franchi, l’imponente crescita di tutto il movimento del calcio femminile a livello nazionale.Altrettanto importanti gli spogliatori, che come ha ricordato il professionista sono tra i più belli d’Europa, anche in riferimento a quelli dei grandi club di calcio maschili.

Nasce “Calcio Meravigliao – Il Processo del Martedì”

Scritto da Stefano Rizzo il . Pubblicato in Calcio, Sport, TV

Una nuova trasmissione calcistica nel segno della nostra tradizione

Vi ricordate Il Processo di Biscardi, in onda ogni lunedì? E Indietro Tutta! con Renzo Arbore e Nino Frassica che ha da poco compiuto 30 anni? Ora fate un mix tra questi format tv rivoluzionari che hanno in comune l’ironia e lo stravolgimento dei canoni precedenti.

Nel rispetto di chi ha scritto la storia del calcio e dello spettacolo nasce “Calcio meravigliao – Il Processo del Martedì”, trasmissione ideata e condotta da Erika Eramo, Direttore di Passione del Calcio. La giornalista sarà affiancata ogni puntata da Fabio Petruzzi, ex calciatore della Roma. Andrà in onda su Start 818 del digitale terrestre, visibile in tutto il Centro Italia e in streaming, ogni martedì dalle 21,00 alle 22,30 a partire dal 27 febbraio, con repliche durante tutta la settimana. I dibattiti col pubblico in studio verteranno sulla serie A, sulla Liga spagnola e sulle Coppe Europee.

Previsti collegamenti con ospiti importanti. Ad affiancare i due conduttori in studio martedì 27 febbraio sarà presente l’editore di Passione del calcio Stefano Rizzo.

Per info:

349.5319075 stampaesponsors@gmail.com

Gravina FIGC, dobbiamo lanciare una grande candidatura per Euro2028

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Calcio

L’appuntamento del 29 gennaio (presso l’Hilton di Fiumicino) si avvicina a grandi passi e il clima elettorale, tra i tre candidati (Gabriele Gravina, Damiano Tommasi e Cosimo Sibilia) per la presidenza della FIGC, si fa sempre più incandescente.

elezioni-figc-2018

Siamo (probabilmente) ad un passo da un cambiamento radicale, dopo le dimissioni di Carlo Tavecchio (presidente federale uscente).
Serve una svolta, una scossa in termini di idee/progetti, ma anche uomini capaci di guidare un processo di cambiamento, che, da tempo, tutti chiedono, ma che nessuno, al momento, ha avuto il coraggio di attivare, a torto o a ragione. Ne abbiamo parlato, in esclusiva, con Gabriele Gravina (presidente Lega Pro), candidato ufficiale per la presidenza della FIGC.

D: Presidente, qual è la tematica che le sta più a cuore in questa difficile campagna elettorale?
R: Il mio programma tocca diversi temi e tutte le aree che compongono il movimento del calcio italiano. Pur tuttavia, dovendo scegliere, mi soffermerei sulla “sostenibilità”, un concetto che va oltre l’aspetto economico, seppure di grande attualità nel nostro Paese. Parlo, soprattutto, di sostenibilità di sistema, quindi il mio sguardo si rivolge inevitabilmente ai progetti, ai giovani, alla passione per questo sport, il tutto collegato ad un senso fortissimo di identità, che dobbiamo recuperare. Mi riferisco, quindi, non solo alla gestione aziendale delle imprese calcio, ma anche al management tecnico, alla qualità dei calciatori (da far crescere all’interno dei vivai), ecc.. E’ una equazione fondamentale da rilanciare nel sistema. Il mio impegno, una volta eletto, sarà in questa direzione.
Più in generale, dobbiamo riscoprire l’orgoglio di appartenenza ad un movimento sportivo, il più importante su scala nazionale. Percepisco, tra l’altro, muovendomi per la penisola, una “depressione” cronicizzata tra i nostri dirigenti. E questo mi fa molto male.

D: Di questa campagna, fatta di incontri, di comunicati (talvolta in fotocopia) e di accordi più o meno annunciati (spesso al rialzo), qual è l’aspetto in cui non si riconosce?
R: Se guardo, in generale a quello che sto vedendo, nessuno sta accarezzando l’anima degli stakeholders. Si parla solo di numeri in chiave elettorale. Tutti sono concentrati sulla mera somma delle percentuali (all’interno delle sette diverse componenti), in un visione troppo muscolare della campagna in esame. E’ un sistema, il nostro, che si sta inaridendo. E’ tempo di reagire.

D: La Lega spagnola di Javier Tebas sta utilizzando come ambassador all’estero personaggi del calibro di Gianluca Zambrotta (ex Barcellona, ma, soprattutto, campione del mondo con gli azzurri in occasione Germania 2006). Non le sembra quantomeno singolare? Nostri campioni all’estero che lavorano per la concorrenza.
R: E’ vero. E’ assolutamente incredibile. Nella mia idea futura di “Club Italia” c’è la partecipazione di molti campioni del recente passato. Campioni del 1982, così come del 2006. Non dei veri e propri testimonial, nel senso pubblicitario del termine, ma degli “accumulatori di entusiasmo”, da mettere al servizio delle Nazionali. Dobbiamo diffondere entusiasmo, capacità professionali, il tutto collegato a nuovi concetti di qualità. In Spagna, bisogna essere sinceri, possono contare su campioni del calibro di Messi o Cristiano Ronaldo. Top player che aumentano il tasso di spettacolarità del campionato. Il mercato italiano deve, però, tornare ad investire, a partire dalla progettualità.

D: Nei primi 100 giorni da presidente (in caso di elezione) cosa succederà?
R: Mi muoverò su tre direttrici: riforma statuti, riforma campionati (entro il mese di luglio) e successivamente, dopo le politiche nazionali (si voterà il prossimo 4 marzo), chiederemo al nuovo Parlamento, di intervenire su due temi centrali: la modifica della legge 91 e un disegno legislativo sul tema dell’apprendistato.

D: In cosa il suo programma è diverso rispetto a quello di Tommasi o Sibilia?
R: La mia è sicuramente una proposta più trasversale rispetto a quella degli altri candidati. Per gestire una federazione come la FIGC servono competenze multidisciplinari. Credo di poter essere di supporto, una volta eletto, a tutte le diverse componenti del mondo del calcio. Questa è una caratteristica distintiva per chiunque sarà chiamato a gestire,nei prossimi mesi, la “nuova” FIGC.

D: Molti addetti ai lavori ritengono Cosimo Sibilia (LND) il suo principale avversario. Cosa ne pensa?
R: La proposta di Sibilia è schiacciata sull’accentuazione del suo 34% (tanto pesa, sotto il profilo elettorale, la LND). Lo vedo molto arroccato su un’idea di maggioranza relativa. Come se questa percentuale possa risolvere tutti i problemi del calcio. E’ l’esercizio tipico di chi è votato al puro esercizio del potere. Personalmente preferisco il dialogo, il confronto, l’accentuazione delle identità e dei valori.

D: Tommasi, invece?
R: Con Damiano vi è un rapporto costruito nel tempo. Dobbiamo rafforzarlo proprio in vista di questa tornata elettorale. Siamo stati al fianco in tante battaglie, portate avanti già nella precedente campagna elettorale (quella che ha portato, il 6 marzo 2017, alla vittoria di Carlo Tavecchio su Andrea Abodi, per pochi punti percentuali). C’è un dialogo aperto da sempre. Mi meraviglierei del contrario.

D: Gravina, è pronto a fare una promessa agli italiani?
R: Quale, nello specifico?

D: In Qatar, nel 2022, ci saremo? Non è che assisteremo ad una nuova Apocalisse, parafrasando Tavecchio?
R: Assolutamente. L’Apocalisse (battuta di Tavecchio prima dell’eliminazione per mano degli svedesi, nda) si concretizza, per definizione, una volta soltanto. L’eliminazione l’abbiamo già vissuta, pagando, come movimento, un prezzo altissimo. Adesso dobbiamo puntare a realizzare i progetti migliori e a ripartire con entusiasmo. Ci saremo sicuramente in Qatar, per la Fifa World Cup 2022. Promessa garantita. Prima, tra l’altro, dobbiamo lanciare una grande candidatura tricolore per l’organizzazione di Euro2028.

D: Come si pone rispetto al CONI e alla figura di Malagò?*
R: Per natura ho massimo rispetto delle istituzioni. Certamente non ho alcun interesse ad entrare in conflitto con il Coni. Sarebbe, tra l’altro, un inutile dispendio di energie e, poi, il CONI è la casa dello sport italiano. Non avrebbe alcun senso. Il nostro mondo, nel futuro, deve tornare ad essere centrale, puntando ad una maggiore dignità rispetto al panorama variegato delle FSN (Federazioni Sportive Nazionali).

* per la cronaca, la domanda è stata posta al presidente della Lega Pro prima dell’incontro di ieri al Palazzo “H”. Malagò ha chiesto ufficialmente, ai tre candidati per la presidenza FIGC, di identificare una nuova data per l’assemblea. Gli stessi, al momento, non hanno acconsentito alla proposta del n.1 dello sport italiano, anche se è prevista una decisione finale nella giornata di sabato 27. Secondo molti addetti ai lavori Malagò, dopo l’ultimatum alla Lega serie A (per definire AD e Presidente entro i prossimi 30 giorni), si preparerebbe a chiedere un commissariamento della FIGC.

FONTEsporteconomy.it

Gravina FIGC: Metà Serie A si schiera con il candidato della Lega Pro

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Calcio

I due contendenti vedono 10 club, al momento candidatura Aic resta.

elezioni-figc-2018

Metà Serie A si schiera con Gabriele Gravina, per le elezioni della Figc.

Juventus, Inter, Roma, Torino, Fiorentina, Spal, Sampdoria, Cagliari, Sassuolo e Bologna, nell’incontro con il candidato della Lega Pro e con Damiano Tommasi, hanno espresso la loro intenzione di voto per il primo dei due, chiedendo al numero 1 dell’Aic “di fare sintesi”.

Tommasi è da parte sua intenzionato ad andare avanti con la candidatura.

Gravina conterebbe con un’alleanza sul 6% di voti dalla A, il 17% dalla Lega Pro, il 10% dagli allenatori, il 2% dagli arbitri e un 5% dalla B. L’Aic pesa per il 20%.

FONTEansa.it