Anticipazioni Grande Fratello Vip 2: nel cast anche il manager Salvo Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Celebrità, Spettacolo, TV

Dopo il successo della scorsa edizione, ritorna anche quest’anno, su Canale 5, il Grande Fratello Vip con Ilary Blasi e l’opinionista Alfonso Signorini.
Continuano i rumors sul cast dei concorrenti che tra i papabili annovera anche il nome di Salvo Nugnes manager di personaggi noti della cultura e dello spettacolo del calibro del Prof. Vittorio Sgarbi, dell’indimenticabile Margherita Hack, di Katia Ricciarelli e Francesco Alberoni.
Tra i possibili partecipanti citiamo anche Alessandro Sallusti Direttore de Il Giornale, Salvo Nugnes manager di personaggi noti della cultura e dello spettacolo, Aida Yespica nota show girl, Sergio Múñiz modello e attore, Giulia De Lellis ex corteggiatrice di Uomini e Donne, Valerio Scanu cantautore, Nadia Rinaldi attrice, Iago Garcia ex vincitore di Ballando con le stelle 2016, di Ilona Staller (alias Cicciolina) e di suo figlio Ludwing Maximillian Koons (avuto col celebre artista contemporaneo Jeff Koons) e del conduttore televisivo Enrico Papi.
Le prime indiscrezioni vedevano certa la partecipazione delle sorelle Buccino: sembrava proprio che Cristina, Maria Teresa e Donatella fossero in corsa per partecipare, come singolo concorrente, ma la voce è stata prontamente smentita.
Il Gande Fratello Vip è molto ambito da artisti ed attori e sono tantissimi coloro che, in queste settimane, hanno o stanno ancora partecipando ai casting.

#pontidipace, riflettori sul mistero di Padre Dall’Oglio in onda sulla Rai

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in Opinioni / Editoriale, Religione, TV

RAI, Padre Dall’Oglio, #pontidipace: oggi e domani nei programmi, nei telegiornali e nei giornali radio della RAI saranno presenti servizi, speciali e approfondimenti sull’opera del gesuita portatore di pace e sulla sua attività nel teatro del conflitto siriano. Tutti gli spazi dedicati a Padre Dall’Oglio saranno caratterizzati dall’hashtag #pontidipace.


A quattro anni dal rapimento di Padre Paolo Dall’Oglio in Siria la RAI dedica una speciale programmazione alla sua figura con un progetto crossmediale curato dalla Direzione comunicazione. Un’iniziativa che il servizio pubblico mette in campo per tenere accesi i riflettori sulla sua scomparsa e contribuire a mantenere vivo il filo della speranza.

Oggi su Rai 1 “Uno mattina estate” (con spazio a cura del TG 1 dalle 7.10) e “La vita in diretta estate”, dalle 15.40, riserveranno ampie finestre di approfondimento alla vicenda di Padre Dall’Oglio. All’interno del programma pomeridiano saranno ospiti Riccardo Cristiano, presidente dell’Associazione giornalisti amici di Padre Dall’Oglio; Padre Giulio Albanese, missionario colombiano; Lucia Goracci, corrispondente da Istanbul e inviata RAI.

Alle 18 RaiNews24 proporrà uno speciale condotto dal direttore Antonio Di Bella. All’interno del programma anche le interviste realizzate da Maria Gianniti (GR RAI) ai confratelli dell’ultimo monastero frequentato da Padre Dall’Oglio.
Domani, oltre all’ampia copertura informativa riservata da tutte le testate RAI alla figura di Paolo Dall’Oglio, anche lo Speciale TG3, in onda alle 10.55 su Rai3, e Tg2 Dossier, dalle 23.30 su Rai2. RaiNews24 proporrà numerosi servizi nel corso di tutta la sua programmazione all-news. Tutti gli spazi dedicati a Padre Dall’Oglio saranno caratterizzati dall’hashtag #pontidipace.

FONTE: www.quotidiano.net

Ciclismo Rai Tour, il ciclismo appassiona gli italiani

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in Ciclismo, TV

La televisione in numeri: ciclismo e Tour de France, le dirette e i vari appuntamenti proposti da Rai3 hanno portato alla tv pubblica ascolti ragguardevoli, nel periodo naturalmente più magro per la televisione. Oltre 1 milione e 300mila i «fedeli del Tour».

Li chiamano impropriamente «sport minori» perché non portano alle reti l’attenzione (e i soldi) del calcio, ma diventano appuntamenti sempre più importanti nell’età della più forte frammentazione dei gusti e dei consumi, anche sul piccolo schermo. Domenica scorsa si è concluso il Tour de France, appuntamento dell’estate anche in Italia per gli spettatori della Rai e di Eurosport: le dirette e i vari appuntamenti proposti da Rai3 (e non da Rai2, come per il Giro d’Italia) hanno portato alla tv pubblica ascolti ragguardevoli, nel periodo naturalmente più magro per la televisione.

Il momento più seguito in tv è prevedibilmente quello dell’arrivo: il segmento conclusivo della diretta, della durata di circa un’ora, fa balzare Rai3 in vetta alla classifica dei canali generalisti più seguiti in daytime, col 14,4% di share medio per i 21 appuntamenti quotidiani. L’ascolto complessivo varia notevolmente a seconda dell’interesse della tappa (picco di quasi 2 milioni e mezzo per quella alpina del 20 luglio), ma complessivamente i «fedeli del Tour» sono stati 1.375.000 individui. Un po’ meno – 892.000 spettatori medi, 8,2% di share – quelli che hanno seguito la gara dall’inizio.

Buoni anche i risultati del Processo alla tappa Tour, con 600mila spettatori medi e il 7,2% di share. Il profilo dello spettatore del ciclismo ci è rivelato dall’analisi della composizione del pubblico del Tour all’arrivo, la parte più seguita: prevalgono nettamente gli uomini (22,5% di share, con le donne all’8,3%), soprattutto quelli con più di 55 anni (16,2% di share), e in particolare con buoni livelli di istruzione (21% lo share fra i laureati). Ha fatto dunque bene la Rai ad assicurarsi i diritti del Tour fino al 2023, mentre Sky punta sul tennis con Wimbledon e Discovery «ruba» il basket alla pay.

In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca Italia su dato Auditel

FONTE: www.corriere.it

RAI padre Dall’Oglio lo speciale a quattro anni dal rapimento

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in Religione, TV

A quattro anni dal rapimento di padre Paolo Dall’Oglio in Siria (entrato nel Paese il 27 luglio del 2013 è scomparso due giorni dopo), la Rai dedica una speciale programmazione alla sua figura con un progetto curato dalla Direzione comunicazione.

A quattro anni dal rapimento di padre Paolo, il servizio pubblico rievoca la figura del gesuita. Evento oggi anche a Milano. Venerdì e sabato nei programmi, nei telegiornali e nei giornali radio saranno presenti servizi, speciali e approfondimenti sull’opera del gesuita portatore di pace e sulla sua attività nel teatro del conflitto siriano. Un’iniziativa che il servizio pubblico mette in campo per tenere accesi i riflettori sulla sua scomparsa e contribuire a mantenere vivo il filo della speranza.

Nella giornata di venerdì su Rai1 “Uno Mattina estate” (con uno spazio a cura del Tg1 dalle 7.10) e “La vita in diretta estate”, dalle 15.40, riserveranno ampie finestre di approfondimento alla vicenda di Padre Dall’Oglio.

All’interno del programma pomeridiano saranno ospiti Riccardo Cristiano, presidente dell’«Associazione giornalisti amici di padre Dall’Oglio»; Padre Giulio Albanese, missionario comboniano; Lucia Goracci, corrispondente da Istanbul e inviata Rai.

Questa sera, a Milano, la Fondazione culturale San Fedele e le Edizioni San Paolo presentano il libro “Paolo Dall’Oglio, la profezia messa a tacere”, libro a più voci curato da Riccardo Cristiano. L’appuntamento è a Piazza San Fedele 4, alle 20.45.

FONTEwww.avvenire.it

Rai Uno, le inchieste di «Cose nostre» giornalisti che lavorano in zone difficili

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in TV

Vale sempre la pena di dare uno sguardo alle inchieste di «Cose nostre»: una bella operazione di Rai Uno che lungo il corso dell’anno ha raccontato la professione e le vite di giornalisti «scomodi», che lavorano con coraggio in zone difficili, spesso sollevando il velo sulle attività di mafie di vario tipo (senza perdersi in distinzioni lessicali).

Un ritratto della professione giornalistica come dovrebbe essere, nei suoi ideali più alti. E insieme ai giornalisti ci sono altre persone, manager pubblici, collaboratori di giustizia, semplici cittadini, che sempre rischiando molto si sono opposti alle mafie. Venerdì in prima serata è andato in onda un episodio speciale con un respiro diverso, a cura di Emilia Brandi.

A due giorni dall’anniversario della strage di via d’Amelio, in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta, «Cose Nostre» ha dedicato un approfondimento alla figura di Matteo Messina Denaro, definito il «padrino invisibile», ultimo boss delle prime linee della mafia siciliana in latitanza da più di 25 anni. L’inchiesta si è concentrata in particolare su Trapani, la terra di origine di Messina Denaro in cui si rese protagonista di molti episodi criminali, ricostruiti attraverso interviste a chi visse quegli spaventosi anni di guerra aperta (poliziotti, magistrati, pentiti). Molto toccante il racconto dell’ex magistrato Carlo Palermo, scampato a un attentato dinamitardo che costò tragicamente la vita a una mamma e ai suoi due figli piccoli. Per tutta la serata, è serpeggiata l’ombra pesante di contatti da parte delle istituzioni con i referenti mafiosi, uno dei punti più oscuri della storia della Repubblica. Riecheggiano le parole di Leonardo Sciascia: «Continuo ad essere convinto che la Sicilia offra la rappresentazione di tanti problemi, di tante contraddizioni, non solo italiani ma anche europei, al punto da poter costituire la metafora del mondo odierno».

FONTEwww.corriere.it

Rai1 Borsellino “Adesso tocca a me” stravince la prima serata

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in TV

La docufiction Paolo Borsellino – Adesso tocca a me (coproduzione Rai Fiction e Aurora tv) andata in onda mercoledì su Rai 1, stravince la prima serata con 3.435.000 spettatori e uno share del 18,82%, nel venticinquesimo anniversario della strage.

Palermo, 19 luglio 1992, ore 16,58: un boato tremendo, una nuvola nera, il suono degli antifurto. Un video registrato a qualche isolato di distanza da Via D’Amelio fissa i momenti successivi all’esplosione in cui sono morti Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta (Claudio Traina, Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi e Vincenzo Li Muli). Un unico superstite, Antonio Vullo, si aggira tra cadaveri a brandelli e auto in fiamme. La mafia ha fatto saltare una Fiat 126 imbottita di esplosivo nel momento in cui il magistrato palermitano usciva dalla casa della madre dopo una visita domenicale.

Parte da qui la docufiction Paolo Borsellino – Adesso tocca a me (coproduzione Rai Fiction e Aurora tv) andata in onda mercoledì su Rai 1, stravincendo la prima serata con 3.435.000 spettatori e uno share del 18,82%, nel venticinquesimo anniversario della strage. E il punto di vista non poteva che essere quello dell’unico testimone diretto, il sopravvissuto agente Vullo, che ancora oggi avverte un senso di colpa per non essere morto con gli altri. «Vivere come unico superstite è difficilissimo – racconta all’inizio del programma –. C’è un’inquietudine che mi porto dentro sempre. Parte della mia vita è rimasta in Via D’Amelio». E alla fine afferma che dalla Croma blindata è uscito fisicamente da solo, «ma a tirarmi fuori sono stati i colleghi che erano già morti e non hanno voluto che io facessi una fine peggiore della loro rimanendo bruciato all’interno dell’auto». Una testimonianza commovente che apre e chiude la docufiction che unisce ricostruzione filmica con interviste e immagini d’epoca. Un doppio binario che funziona, con intersezioni e ritmi giusti, dimostrando come questo possa essere uno dei linguaggi più adatti alla tv. Da una parte le parole commosse dei fratelli di Borsellino, Rita e Salvatore, di magistrati e giornalisti, dall’altra un film ben diretto da Francesco Miccichè, scritto con Sandrone Dazieri e Giovanni Filippetto, la collaborazione di Manfredi Borsellino, e interpretato da un grande Cesare Bocci che, messo da parte il cliché di Mimì Augello del Commissario Montalbano, dà spessore umano e professionale a un credibile Paolo Borsellino interpretandolo negli ultimi 57 giorni di vita per arrivare a dire che «chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».

Fonte: Avvenire.it

Rai1 fiction: Paolo Borsellino. Adesso tocca a me

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in TV

Domani su Rai 1 il film sugli ultimi 57 giorni del magistrato con immagini d’epoca e ricostruzioni interpretate da attori

Partecipo come voce narrante a un lavoro fatto con il cuore. Torno spesso a Via D’Amelio quando non c’è nessuno per pensare a ciò che ho perso”.

Antonio Vullo – unico agente di scorta sopravvissuto alla strage

Lo sguardo teso di Paolo Borsellino si sovrappone a quello studiato di Cesare Bocci che in un gioco a incastro presta il volto al magistrato ucciso. È un andare e venire di emozioni, di parole, di scene, autentiche e ricostruite, che hanno la forza della verità e la suggestione della fiction.

Per ricordare i venticinque anni dalla strage di via D’Amelio, proprio nel giorno dell’attentato, domani va in onda su Rai 1 Paolo Borsellino. Adesso tocca a me una docufiction co-prodotta da Rai Fiction e da Aurora Tv per la regia di Francesco Miccichè, con il racconto degli ultimi 57 giorni di Paolo Borsellino, dalla strage di Capaci e quella di Via D’Amelio.  Due mesi di lavoro forsennato contro il tempo per tentare di portare a termine l’indagine ereditata dal suo amico Falcone.

Nuovo Linguaggio

Il prodotto, che sarà proiettato nelle scuole, porta avanti l’idea di un nuovo linguaggio che in tv avrà sempre più spazio per la capacità di connettere il Paese alle tematiche più urgenti, un ponte immediato tra il veramente accaduto e la fedeltà della ricostruzione, un gran lavoro di interviste, immagini di repertorio, documentazione attenta. Dice Tinny Andreatta, direttore di Rai Fiction: “il linguaggio è potente se è rigoroso il lavoro che sta dietro, soprattutto negli elementi di approfondimento. Abbiamo iniziato con Libero Grassi su RAI3 e ora si va avanti con un progetto su Mafia Capitale. E la formula si può allargare a personaggi del mondo della cultura popolare e dello spettacolo”.

A benedire la presentazione in RAI, anche il presidente del Senato Grasso che compare nel documentario ricordando il messaggio di Borsellino, testamento spirituale lanciato nella veglia a San Domenico nel trigesimo della morte di Falcone. Un’orazione funebre rivolta all’amico e a se stesso. Voce narrante e testimone commosso, l’unico agente della scorta a non essere stato ucciso dall’esplosione perché in quel momento stava spostando l’auto: “Non ho pregato, non ho cercato, non mi sono nascosto. E’ successo. Difficile conviverci. Spesso vado a Via D’Amelio, quando non c’è nessuno, per ripensare a quello che ho perso. Il lavoro è stato fatto con il cuore, foto e immagini di cronaca sono ben amalgamate con la fiction. E ha il merito di aprire le porte alle tante verità non dette. In 25 anni di processi e di condanna manca ancora qualcosa. Troppi depistaggi e ritardi, un monito per le nuove generazioni. E’dei giorni scorsi il processo di revisione alla Corte d’Appello di Catania. Buon segno. Dopo Capaci noi della scorta lo vedevamo distante, sempre più isolato”.

Anche Cesare Bocci si è mosso bene in questo confronto continuo personaggio- persona reale: “Mescolare i due piani è una strada vincente. Nel nostro caso la finzione è sempre appoggiata alla realtà, da lì prende una spinta emozionale. Il mio lavoro si è formato grazie ai tanti film che ho studiato. Mi sono fatto l’idea che la morte di Falcone fosse stata per lui uno spartiacque. Il primo era di un uomo allegro, positivo, incline agli scherzi. C’è l’immagine di lui in bicicletta, senza maglia che sorride e alza le dita in segno di vittoria. Un onore vedere la mia faccia associata alla sua. All’inizio ne ero intimorito, la serietà della documentazione mi ha rassicurato. Se anche gli assomigliassi un decimo nella sua moralità, sarei l’uomo più felice del mondo”.

E il confronto con quanti hanno interpretato Borsellino prima di lei?

“Film bellissimi. Ma questo è un lavoro diverso”.

Fonte: La Stampa

Rai 1 Vittorio Occorsio: In prima tv assoluta “Nel Nome del Popolo Italiano”

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in Spettacolo, TV

Da lunedì 4 settembre in seconda serata su Rai1 prende il via in prima tv assoluta “Nel nome del popolo italiano”, ciclo di 4 docu-film da 60’, prodotto da Gloria Giorgianni per Anele con Rai Cinema e Rai Com, che racconta le vicende di quattro eroi nazionali: il giudice Vittorio Occorsio, il presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, il professor Marco Biagi, il capitano Natale De Grazia. Quattro uomini di Stato, quattro storie di vita e sacrificio per la difesa della democrazia, della legalità e di un ideale di integrità.

“Nel nome del popolo italiano”, in prima tv assoluta su RAI1, racconta attraverso 4 docu-film da 60’, le vicende di quattro eroi nazionali. Il giudice Vittorio Occorsio, il presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, il professor Marco Biagi, il capitano Natale De Grazia: quattro uomini di Stato, quattro storie di vita e sacrificio per la difesa della democrazia, della legalità e di un ideale di integrità. Quattro ritratti scritti e diretti con un linguaggio originale e una struttura narrativa innovativa, per un progetto che ha una declinazione televisiva e crossmediale. In ciascun docu-film, un attore si immerge in una ricerca originale e curiosa alla scoperta di un eroe nazionale e della sua storia: il punto di vista è quello delle nuove generazioni, che hanno sentito soltanto gli echi di quelle vicende, ma vogliono capire i meccanismi umani, sociali e politici che le hanno generate. Quattro detection giornalistico – narrative che prevedono anche interviste con testimoni diretti delle storie, coniugando il linguaggio classico del documentario a quello appassionante e contemporaneo della narrazione drammaturgica, la riflessione giornalistica allo spunto romanzesco.

Diretti dai registi Gianfranco Pannone (Vittorio Occorsio), Maurizio Sciarra (Piersanti Mattarella), Gianfranco Giagni (Marco Biagi) e Wilma Labate (Natale De Grazia), i 4 docu-film vogliono restituire al pubblico lo sfondo storico, culturale e sociale in cui i quattro personaggi hanno vissuto e operato andando incontro al loro destino, nel ventennio che va dalla fine degli anni ’80 ai primi anni del 2000.

Accompagnano il telespettatore nel racconto Gian Marco Tognazzi (protagonista del docu-film su Vittorio Occorsio), Dario Aita (Piersanti Mattarella), Massimo Poggio (Marco Biagi) e Lorenzo Richelmy (Natale De Grazia).

Note di Regia

VITTORIO OCCORSIO di Gianfranco Pannone:
in onda lunedì 4 settembre in seconda serata su Rai 1

Non è stato facile raccontare la figura, pur limpida, di Vittorio Occorsio. Ci interessava prima di tutto l’uomo. Ma, poi, come tralasciare la sua vicenda drammatica in un contesto storico, quello degli anni ‘70, complesso (se non addirittura ambiguo) che ancora oggi chiama a sé non poche risposte? Legittimi chiarimenti?

Ecco che a venirci incontro sono stati gli stessi familiari del Giudice Occorsio, in particolare i nipoti Vittorio e Luca, oggi quasi trentenni. Nipoti che si pongono delle questioni importanti sulla storia di un uomo ben inserito nel clima della sua epoca e sul perché quell’uomo sia stato assassinato, oltre le motivazioni, per così dire, di facciata.

Non ci sono tesi precostituite in questo documentario. C’è piuttosto la consapevolezza che Vittorio Occorsio era riuscito, infine, a scavare nell’indicibile della Nazione, fino ad essere cosciente di sacrificare la propria vita. E mi è sembrato bello che lungo l’ora di questo documentario, di fronte ad alcune pagine oscure della nostra storia recente, emerga più volte il suo sorriso, il suo essere un uomo aperto, grazie specialmente ai Super 8 di famiglia, che ne rappresentano un pezzo importante. Insomma, con i produttori, Gloria Giorgianni e Tore Sansonetti, con il coautore, Marco Videtta, come pure con il montatore, Marco Guelfi, mi è sembrato giusto non perdere mai di vista il lato umano di un giudice che scavava da uomo coscienzioso, al servizio dello Stato. E sentirmi coinvolto oltre che come regista, da semplice cittadino.

PIERSANTI MATTARELLA di Maurizio Sciarra:
in onda martedì 5 settembre in seconda serata su Rai 1

Piersanti Mattarella era per me un ricordo, un nome di qualcuno che sacrificò la vita per essere coerente con se stesso. Una vittima di mafia, in un periodo in cui il nostro paese era funestato quotidianamente da assassini, politici e non. Indagare su di lui, riprendere notizie e immagini dell’epoca ha rimesso in fila le sensazioni che provai in quel famoso gennaio 1980. Ma l’impressione maggiore è stata la conoscenza dei testimoni diretti del tragico evento. Lavorare negli archivi riveste per me grande fascino, ma lavorare sui ricordi dei giovani nipoti, intrecciare forme di racconto diverse, mostrare quelli che furono i luoghi reali del lavoro di Mattarella, queste sono state le emozioni più forti di un film che non è soltanto un “ritratto di…”.

MARCO BIAGI di Gianfranco Giagni:
in onda mercoledì 6 settembre in seconda serata su Rai 1

Massimo Poggio ci guida attraverso le strade di Bologna per cercare di capire chi era Marco Biagi, giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse nel marzo del 2002. Le testimonianze di chi lo conosceva personalmente o attraverso i suoi scritti, di chi era d’accordo con lui e di chi dissentiva dalle sue idee. Il Marco Biagi pubblico nelle sue rare interviste e quello privato attraverso i filmati familiari mai visti prima.

NATALE DE GRAZIA di Wilma Labate:
in onda giovedì 7 settembre in seconda serata su Rai 1

Natale De Grazia era un giovane del sud che insieme a un magistrato di provincia ha sfidato lo stato e tutti i suoi apparati. Non ne sapevo niente, eppure è una storia da film, ma Erin Brockovich non muore e vince pure la sua battaglia. Con gli occhi di Lorenzo Richelmy ho guardato il paradosso della bellezza dello stretto di Messina con le due coste piene di cemento che quasi si toccano, le emozioni dei figli di Natale aggrappati a pochi ricordi e la nostalgia della moglie, che dopo ventidue anni ancora non si rassegna. Come in una barca che procede nella corrente di due mari, tra il panico sollecitato dalle immagini dei bidoni di rifiuti radioattivi e l’ansia di raccontare il coraggio di Natale.

Fonte:RAI Ufficio Stampa

Margherita Zanin, “Travel Crazy” è il nuovo singolo

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica, TV

“TRAVEL CRAZY” È IL NUOVO SINGOLO TRATTO DALL’ALBUM D’ESORDIO DELLA CANTAUTRICE DI SAVONA

 Il pezzo è stato scelto come parte della colonna sonora per l’ultima edizione della nota trasmissione tv in onda su Rete4 “Donnavventura”.

In pieno stile rock USA, il brano è un inno all’amore per la musica, compagna di viaggio unica e insostituibile di Margherita. Una presenza costante in ogni momento della vita: rock come segno di libertà. Musica come simbolo di vita.

Si chiama “Zanin” il primo album di Margherita Zanin, la ventitreenne cantautrice ligure che ha esordito a metà marzo di quest’anno con una reinterpretazione del singolo “Generale” di De Gregori. Il disco, contiene 8 brani, due in italiano e sei in inglese:

“Non è un controsenso, ma una rappresentazione fedele di chi sono io oggi, del percorso che mi ha portata alla bella canzone italiana, attraverso un background blues internazionale che mi ha permesso di crescere”, Margherita Zanin.

Produttore Artistico: Roberto Costa _MUSITAL

Etichetta: PLATFORM MUSIC Milano

Si ringrazia la produzione di Donnavventura, nella persona dell’ideatore e fondatore Maurizio Rossi.

BIO

Margherita Zanin è nata a Savona nel ’93 e dopo aver ascoltato in ambiente familiare da piccola, il blues dei primi anni ’40, il folk country acustico di Gillian Welch, la musica americana woodstockiana ed il rock delle band inglesi dei primi anni ’70. A 17 anni ha iniziato a studiare musica con Mauro Castellano pianista classico ed insegnante di conservatorio. Da giovanissima, ha avuto la possibilità di maturare esperienza nei live attraverso numerose serate in Italia e all’estero, accompagnata da diversi musicisti anche di fama internazionale e di partecipare e numerosi festival musicali in Liguria. Margherita fa lunghe permanenze a Londra ed è proprio a metà strada tra l’Inghilterra e l’Italia che comincia a pensare al suo primo album. Nel 2015 incontra Roberto Costa, bassista storico di Lucio Dalla, già produttore dello stesso Dalla, Carboni, Ron, Gli Stadio, e insieme decidono che sarà il produttore del suo disco: 8 brani, due in italiano e sei in inglese. Pubblicato da Platform Music, neonata etichetta indipendente milanese, nasce così ZANIN, disponibile nei Digital Store.

L’album è stato preceduto da un singolo, una cover di Generale di Francesco De Gregori che ha ottenuto riscontri molto positivi dal pubblico e dai media.

Il nuovo singolo, uscito insieme all’album “Zanin”, si chiama PIOVE ed è una ballata originale interamente scritta, testi e musica, da Margherita.

Contatti e social

Sito www.margheritazanin.com

Fb https://www.facebook.com/Margherita-Zanin-206958566043234/

Soundcloud https://soundcloud.com/margherita-zanin-meg

Twitter https://twitter.com/zaninmargherita

Instagram https://www.instagram.com/margheritazanin_official/

Complimenti per la connessione” Nino Frassica, non è un semplice tutorial

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in TV

Complimenti per la connessione”, in onda dal lunedì al venerdì su Raiuno, al termine del Tg1, non è un semplice tutorial ma è un breve racconto che agisce indirettamente sullo spettatore

Lo spin-off di “Don Matteo”, prodotto da Lux Vide, tenta di spiegare il funzionamento del web per un pubblico non più giovanissimo. E, giocando sulle parole, funziona. Funziona per l’indubbia simpatia di Nino Frassica. Funziona per l’intento che è quello di incoraggiare coloro che non hanno familiarità con internet a prendere dimestichezza con i rudimenti di quelle tecnologie oggi in grado di migliorare la nostra vita.

Funziona perché “Complimenti per la connessione” (va in onda dal lunedì al venerdì su Raiuno, al termine del Tg1 delle 20 e dura cica 6 minuti) non è un semplice tutorial (uno di quei programmi-guida che insegnano ad usare uno strumento o a spiegarne le funzionalità), ma è un breve racconto che agisce indirettamente sullo spettatore: ogni volta, Il Capitano Tommasi (Simone Montedoro), con l’aiuto di Lia Cecchini (Nadir Caselli) e di sua madre Caterina (Caterina Sylos Labini), impartisce lezioni di informatica al maresciallo Cecchini (Frassica) e al sacrestano Pippo (Francesco Scali), figure vicarie dei cittadini “digitalmente svantaggiati”.

Il 37% degli italiani (oltre 22 milioni di persone) non usa internet; il restante 63% lo fa senza sfruttarne a pieno le potenzialità (fonte: Commissione Europea). Il digital divide, il divario tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso, non è solo un problema infrastrutturale, ovvero di diffusione della rete informatica sul territorio (siamo ancora in attesa dell’installazione della banda larga). E’ anche, e soprattutto, un fenomeno socioculturale che affonda le sue radici nelle diverse condizioni economiche, di istruzione, di sesso e età della popolazione.

Ci troviamo di fronte a un nuovo caso di analfabetismo. Il problema è complesso e tuttavia queste non-lezioni hanno lo scopo di creare un clima di confidenza nei confronti della tecnologia, sono un garbato invito a mettersi in gioco.

Fonte: Corriere della Sera