Il Gruppo Musicale Trio.it in concerto a Roma il 22 aprile al Nuovo Teatro Orione.

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Il Trio.it, formato da Christian Panico tenore, reduce da successi in Russia, Aldo Bergamaschi tornato da Israele dove ha registrato il tutto esaurito in molti teatri e il cantautore Alex De Vito debutterà domenica 22 aprile presso il Nuovo Teatro Orione con il concerto “Attenti a quei tre” prodotto da De Vito: ospite della serata sarà Nick Luciani, una delle più belle voci del panorama musicale internazionale che, nel corso della serata, offrirà al pubblico tutte le tracce contenute nel cd “Ricomincio da me” e presenterà il toccante brano “Crisalide”, già visibile su Youtube. La serata sarà allietata dalla partecipazione di Min Ji Kang (soprano). Sul palcoscenico altri artisti quali Roberto Ranelli (alias Er Modifica), comico, autore e cabarettista; Alessandro Salvati, con il suo nuovo singolo “Amico Mojto”; il rapper romano Calibro 40, che con il brano “Incantesimo e magia” ha ottenuto più di 500.000 visualizzazioni su youtube. “Il Trio.it”, inoltre, presenterà il nuovo singolo “Forever” scritto da Alex De Vito e musicato e realizzato con il Maestro Adelmo Musso.

“Forever” è il primo estratto dal primo Ep in lavorazione e del quale è in programmazione da oggi il video musicale visibile su tutte le piattaforme digitali al seguente link: https://youtu.be/tK8DKHpNHj0

Un video realizzato con maestria dal regista Alessandro Costantino,e impreziosito dalle splendide protagoniste, Eleonora Scopelliti, Martinica Ferrara Strova e Giorgia Costantini, avvolte dagli abiti disegnati dallo stilista Mario Orfei nella splendida cornice del teatro Flavio Vespasiano dei Rieti.

Il brano un rock-sinfonico deciso, volitivo e di respiro internazionale scritto e prodotto da Alex De Vito è anche musicato da De Vito insieme con Adelmo Musso e arrangiato dal M. Adelmo Musso.

La storia di un’amore senza confini e forma, la libertà totale di abbandono per un’ ideale, è il filo conduttore di musica e parole che sfociano in un tripudio di voci ed emozioni.

“Forever” è una canzone che dona un istante di magia in questo tempo veloce, finalmente, una canzone da ascoltare … chiudendo gli occhi aprendo il cuore.

Sul Concerto “Attenti a quei tre!”

Attenti a quei tre! non è soltanto un semplice spettacolo ma la storia di tre uomini che si incontrano dopo venti anni e che ritrovano nella musica il loro minimo comun denominatore. Ogni attimo della loro vita, ogni evento, ogni successo o delusione è associato ad un brano, ad una canzone ad un ritmo che ha scandito a suon di note le pagine della loro vita. Le canzoni, in questo modo, entrano nella vita di tutti i giorni, si integrano nell’ immaginario collettivo, diventando le vere protagoniste dei dialoghi e delle storie che vengono raccontate. Il trio, dunque, che per l’occasione sarà accompagnato da un’orchestra di 9 elementi sarà alle prese con cantautori italiani quali Lucia Dalla, Renato Carosone e Fred Bongusto passando per altri grandi interpreti quali Andrea Bocelli e Massimo Ranieri. Non mancheranno anche successi internazionali dei Queen, di Elvis Presley o del grande Freddy Mercury. Musiche che entrano a far parte di una storia di una storia e che diventano la base di un nuovo incontro fra tre personaggi che, dopo tanto tempo, hanno ancora qualcosa da raccontare e raccontarsi.

Domenico Cimarosa a Malmantile

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Intervista a Simone Perugini, autore della revisione critica de Il mercato di Malmantile di Cimarosa e direttore d’orchestra della prossima registrazione discografica.

Intervistiamo Simone Perugini, direttore d’orchestra e musicologo, autore dell’edizione critica de Il mercato di Malmantile di Cimarosa pubblicata da Artaria Editions Limited e direttore d’orchestra della prossima registrazione discografica Naxos.

Una nuova riscoperta cimarosiana sta per affacciarsi nel mercato editoriale e discografico: Il mercato di Malmantile, un dramma giocoso che il musicista aversano compose per il teatro della Pergola di Firenze nel 1784 su un preesistente libretto di Carlo Goldoni. Ne parliamo con Simone Perugini, direttore d’orchestra e musicologo che ha curato l’edizione critica della partitura (in corso di pubblicazione per l’editore Artaria Editions Limited, New Zealand)  e che sarà il direttore d’orchestra della registrazione discografica prodotta da Naxos e che sarà resa disponibile nel mercato discografico a partire dalla fine di giugno 2018.
D.: Maestro, ancora Cimarosa?
R.: Certo, ancora e sempre. Ormai credo che il mio destino (piacevolissimo, a dire il vero) sia segnato dalla presenza continua di questo grande compositore di cui mi occupo da tanti anni.
D.: Dopo Li sposi per accidente, anche stavolta dedica tutte le sue energie a un’opera dimenticata dell’aversano. Perché la scelta è caduta proprio su Il mercato di Malmantile?
R.: Ho iniziato a lavorare a quest’opera diversi anni fa. Molte biografie tardo ottocentesche e dei primi del Novecento  parlavano di questo lavoro come di un piccolo capolavoro degno di essere riscoperto; ma le indicazioni si fermavano sempre a questa generica affermazione. Ho colto questo invito e ho cominciato a ricercare materiale per capire se era effettivamente possibile realizzare l’edizione critica della partitura che l’editore Artaria Editions mi aveva commissionato, non appena avvertito del mio interesse per quest’opera. Ho iniziato l’analisi della partitura parzialmente autografa, custodita presso la biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, risalendo poi anche ad altre fonti manoscritte reperite in diverse biblioteche europee ed extraeuropee (Firenze, Vienna, Londra, New York). La sorpresa è stata sicuramente evidente: non solo si trattava, effettivamente, di un’opera di straordinaria bellezza ed efficacia teatrale, ma le tracce lasciate sull’autografo napoletano lasciavano intravedere una storia compositiva piuttosto travagliata che era necessario mettere in luce.
D.: Lo studio della musica è servito quindi a mettere anche in luce altri elementi non necessariamente legati alla composizione del lavoro?
R.: Nel Settecento, l’opera era musica “d’uso” e la nascita di un’opera era sempre segnata da una retro-storia, spesso di carattere biografico, che se ben centrata da parte dello studioso – e se lo studioso stesso è pure aiutato da una buona dose di fortuna – può riportare alla luce nuovi elementi anche biografici utili a una ricostruzione più scientifica e meno aneddotica della vita degli autori. E’ stato il caso de Il mercato di Malmantile, opera scritta da Cimarosa in fretta e furia, la cui data originaria di debutto a Firenze fu velocemente posticipata dall’impresario Andrea Campigli poiché Cimarosa non poteva recarsi in tempo nella capitale del Granducato a concertare il lavoro, dato che contemporaneamente era impegnato a comporre per le scene napoletane un altro lavoro, L’apparenza inganna, di cui Giovanni Battista Lorenzi, autore della parte letteraria, tardò non poco a fornirgli il libretto. Per questo motivo sono riuscito a risalire a un fitto carteggio tra Cimarosa, il re di Napoli Ferdinando IV e Campigli, il cui il compositore chiede protezione e giustizia per non essere riuscito a soddisfare nel tempo convenuto gli impegni presi sia con Napoli che con Firenze a causa, appunto, del ritardo imputabile a Lorenzi. Il mercato di Malmantile, tendando qui di riassumere una storia assai articolata, andò in scena un mese più tardi del previsto, su un libretto approntato in fretta e furia da un anonimo librettista (che, come spiego nell’apparato critico dell’edizione) si potrebbe tranquillamente identificare con Lorenzi stesso che riprese un vecchio libretto di Goldoni e lo adattò alle nuove esigenze di un pubblico moderno. Lo stesso Cimarosa, caso unico tra quelli a me conosciuti, si affidò alla tecnica dell’auto-imprestito, utilizzando, cioè, pezzi di musica scritti in precedenza per altre opere e inseriti pari pari all’interno della nuova partitura.
D.: L’edizione critica della partitura è già disponibile?
R.: E’ in corso di stampa presso l’editore. Credo sarà disponibile entro la fine di quest’anno.
D.: Prevista una registrazione discografica, vero?
R.: Non prevista: già stabilita (come del resto nel piano di lavoro denominati Cimarosa Rediscovered e approntato da Naxos e Artaria Editions che prevede la pubblicazione dell’edizione critica di un’opera e la sua registrazione discografica). Per quello che riguarda Il mercato di Malmantile, a metà maggio mi recherò per due settimane a Palermo, location scelta da Naxos, per incidere l’opera; sarò alla guida di uno straordinario gruppo di cantanti, con cui, almeno in parte, ho già lavorato con grande mia soddisfazione e, per la prima volta, sarò alla guida di un’orchestra francese: la “Fête Galante Baroque Orchestre”, specializzata, come dice la denominazione stessa, nel repertorio barocco e classico. Il doppio cd sarà poi già presente nel mercato alla fine di giugno di quest’anno. Per la cronaca: Malmantile è un luogo assai ameno davvero esistente: situato nel comune di Lastra a Signa (Firenze), conserva ancora le mura fortificate di origine medievale e che furono rimaneggiate addirittura da Filippo Brunelleschi. Spero che i malmantilesi siano felici (qualora ancora non ne siano a conoscenza) che un compositore tanto celebre come Cimarosa ha dedicato al loro borgo un’opera.

CANTON: “ANCORA ESTATE” è il singolo che consacra il ritorno sulle scene della band elettropop diventata celebre negli Anni ‘80

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un tocco glamorous, tonnellate di atmosfere british pop, riff di chitarre ben mescolate a un’elettronica avvolgente, sono il marchio di fabbrica del gruppo cult che lancia il brano d’apertura dell’album “1/3 (Uno su tre)”.

«“Non c’è inverno, non c’è freddo, non c’è grigiore se ci sei tu. L’amore è un’estate interiore che ci riempie di luce e di vita, e che sconfigge la solitudine e qualsiasi malinconia». Canton

“Ancora estate” è un brano elettropop che dalle radici anni ‘80 si evolve in sonorità dei giorni nostri. Energia elettronica, le immancabili pennellate “umane” di chitarra sempre presenti nei loro brani e un ritornello molto canticchiabile ne fanno un degno apripista del progetto discografico “1/3 (Uno su tre)” di prossima uscita.

“La musica dei Canton di oggi è la musica di Canton nel 2018. Non ci piace il revival né la nostalgia, non ci piace dire “Quelli erano bei tempi”, preferiamo continuare a evolverci e portare ai nostri tempi il nostro stile di sempre: l’elettronica rimane la grande nostra passione, ma oggi c’è molto piu spazio per le ballate e per esperimenti e sconfinamenti più ampi in atmosfere rock o funky”. Canton

Etichetta: CUORINFIAMME

Radio date: 9 marzo 2018

BIO

I Canton diventano famosi con la hit “Sonnambulismo” (Sanremo ’84), scritta da Enrico Ruggeri, poi arrangiata e trasformata dai tre ragazzi – Marcello Semeraro, Francesco Marchetti e Stefano Valdo – in un pop rock iper elettronico: sequencers, sintetizzatori e ciuffi biondi come si usava negli anni ‘80. Ma, ciuffi biondi e borchie glitterate a parte, erano soprattutto i contenuti – di rottura per il mercato italiano – il punto di innovazione rispetto a farli amare dal pubblico.

La particolarità del progetto CANTON è stata proprio quella di essere stati uno dei rari esempi in cui il pop italiano è apparso in grado di confrontarsi a testa alta con la scena inglese e americana.
Dopo “Sonnambulismo” arriva “Please don’t stay”, scritta e prodotta dai Canton stessi, che li ha portati a vincere “Azzurro” e a partecipare al Festivalbar ’85. “Please don’t Stay” fu pubblicata in tutta Europa, Inghilterra inclusa, cosa rarissima allora.

Gli ingredienti erano perfetti insomma per una scalata – peraltro già ben avviata – verso le vette del filone pop new wave europeo.

Fu grazie a “Please don’t Stay”, infatti, che i CANTON conobbero Pete Waterman, di Stock Aitken and Waterman, produttore di Dead or Alive, Bananarama, Rick Astley, Donna Summer, Kylie Minugue, Elton John e moltissimi altri. Con lui incisero “Stay With Me”, singolo che presentarono a Canzoni sotto l’Albero ‘86 all’arena di Verona e che l’Ariston riuscì a dare in licenza per distribuzione europea e nord americana alla CBS international (ora Sony Music). È il 1986: mentre erano in piena registrazione, la loro casa discografica chiude le produzioni, lasciando però i ragazzi legati ad un contratto discografico che non permetteva al gruppo di muoversi autonomamente. Tre anni di inattività forzata creano troppe frustrazioni e tensioni e portano il gruppo a sciogliersi.

Francesco si dedica in questo periodo all’attività di produttore discografico dance e techno (sua la produzione di Regina), scegliendo così di restare dietro le quinte, come fa anche oggi per questo nuovo progetto dei CANTON.

Marci incide il suo album solista “Rocker”, con brani scritti in parte ancora con Francesco e prodotti insieme ad Alberto Masella, bassista (ora nell’attuale line up dei CANTON, insieme a Mauro Iseppi alla batteria), album uscito come Marci Semeraro & MMS Band. Stefano emigra negli USA, poi in Canada, dove ha continuato a lavorare come musicista.

Oggi, la musica dei CANTON è tornata, ma sia chiaro: non è un’operazione nostalgia o un remake.

In questi anni è sempre rimasta sul mercato, anzi sembra essere diventato quasi una traccia di culto. La sua riedizione nel 2010, come pure le recenti uscite sul palco, ha ristabilito il contatto fra i CANTON e il pubblico che non li aveva scordati, divenendo la spinta definitiva a pubblicare i pezzi nuovi che avevano composto per pura passione in questi anni.

La risposta delle radio, le tante interviste hanno confermato l’affetto dei media e degli ascoltatori nei confronti di questo progetto.

Da allora il singolo è passato ad essere un album, “Ci saremo” dal quale hanno estratto ben 6 singoli con i rispettivi video, “Senza me”, “Canzone nuova”, “Parte del cuore”, “Respiro”,“+ Sexy”, “Se ci sarai”, tutti entrati in classifica indie dove sono rimasti per 6/9 settimane, hanno fatto oltre 60 interviste radio, mentre i videoclip hanno avuto oltre 1.600.000 visualizzazioni Youtube. E non si trattava di togliersi uno sfizio perché ora i Canton sono qui di nuovo con un nuovo progetto, con altra musica.

“1/3 (Uno su tre)” è il nuovo progetto musicale dei Canton per il 2018. Un album “in divenire” che prevede la pubblicazione di molti singoli, appunto un singolo ogni tre mesi circa, che andranno poi a costruire l’album completo, seguendo liberamente gli stimoli creativi e le ispirazioni che cdi si presenteranno durante la sua realizzazione, senza uno schema necessariamente preordinato.

THE LIZARDS’ INVASION: “INtro” è la traccia che introduce il concept album “IN-dependence Time” di prossima uscita

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un alternative rock ispirato e contaminato allo stesso tempo, accoglie il primo tassello narrativo e musicale che va a comporre il progetto discografico del gruppo di giovanissimi musicisti vicentini.

INtro non è un vero e proprio singolo. Come suggerisce il titolo è invece la prima traccia dell’album che di per sé ha lo scopo di far immergere l’ascoltatore in quello che sarà il viaggio condotto attraverso l’intero progetto musicale. Musicalmente è diviso in due aree: la prima, “Relax” caratterizzata da arrangiamenti “morbidi” e profondi in un’atmosfera generale molto dilatata (alla quale si contrappone una voce radiofonica e distorta); la seconda, “l’Esplosione” nella quale si possono ascoltare arrangiamenti delle due chitarre che lottano per uscire dal tappeto profondo creato dalle tastiere, dal basso e la dalla batteria. A questa lotta si aggiungono poi le voci armonizzate che evolvono in una chiusura assorbita lentamente da uno spazio sonoro quasi sinistro.

Il sound complessivo richiama uno dei pezzi più intensi dei Pink Floyd rimescolato con qualche influenza dei primi Alt j.

L’intero brano, come del resto l’album, è una ristrutturazione dei vecchi canoni che caratterizzavano il rock, liberata da elementi sterili e già sentiti, ma non snaturata dalla sua essenza primordiale.

Il testo è il canovaccio introduttivo di un narratore esterno alla vicenda che introduce la cornice della storia. Il significato, pur non essendo a se stante perché affiancato alla storia dell’album, può assumere senso anche da solo. Il narratore presenta infatti un mondo utopico nel quale regna l’armonia: tutti gli esseri viventi sono in pace tra loro e, gli “istinti negativi” che contraddistinguono la società e la realtà nella quale ci troviamo, non esistono.

Il pezzo è stato realizzato – come l’intero progetto – presso lo studio di registrazione “Il Teatro Delle Voci” di Treviso, che ha fornito gli elementi necessari per incidere tutte le tracce del disco in presa diretta, potendo così ricreare emozioni e dinamiche tipiche di un concerto live.

Marino de Angeli, il produttore artistico, ha curato la registrazione, il mix ed il master di INtro e di tutti i restanti brani appartenenti al disco.

«“IN-dependence Time” è un concept album, una sorta di storia a capitoli nella quale si racconta la vicenda di un mondo parallelo al nostro dove inizialmente tutto sembra in armonia, nessun umano prova emozioni negative, nessuno vuole il potere per sé a discapito del prossimo, almeno fino ad un colpo di scena inaspettato…L’ album contiene 7 tracce e ogni traccia rappresenta un capitolo della vicenda. Il titolo di ogni brano inizia per “IN”: questo perché la storia, seppur molto semplice nel suo svolgimento, porta l’ascoltatore ad avere un confronto con se stesso e “IN” se stesso per l’appunto. Inoltre, nella storia, è proprio la dimensione interiore degli esseri umani che viene presa di mira, è la presa di coscienza individuale che diventa azione fondamentale per contrastare l’entità». THE LIZARDS’ INVASION

Musicalmente ogni traccia dell’album equivale ad un capitolo della storia. Filo conduttore tra queste è una partenza morbida e a tratti soffusa che sfocia poi in atmosfere intense ed esplosive; l’ascoltatore è così trasportato attivamente nel concept, seguendo la vicenda dall’interno e rispettando i fini tematici del disco. Le sonorità si contraddistinguono da un ampio uso di effettistica riguardante ogni strumento, discostandosi così dal rock per definizione e ricreando dinamiche moderne e tridimensionali.

Autoproduzione

Membri del gruppo:

Resti: Voce
Màzzu: Chitarra
Mighè: Chitarra
Barba: Basso
Edo: Batteria
Fede: Tastiera

BIO

La band si forma nel giugno 2011 a Vicenza. Per quasi un anno il gruppo si esercita con molte cover di band storiche (Toto, Deep Purple, Pink Floyd, Led Zeppelin e altri).

Nel 2012 è il momento di scrivere anche pezzi propri, con un sound simile al progressive rock.

Nel 2013, la band esordisce con il suo primo EP (27 minuti) “The Hole” al cui interno si trovano 5 tracce.

Tra il 2014 e il 2015 il gruppo raggiunge diversi risultati: partecipa alla finale nazionale dell’Emergenza festival suonando all’Alcatraz di Milano. Successivamente arriva il Premio Schiolife del VicenzaNetMusic che gli regala la possibilità di aprire il concerto a Schio di Ian Paice, batterista dei Deep Purple.

Settembre 2016: esce l’EP Dare to Hear che comprende 3 brani, e il primo video ufficiale della canzone da cui l’EP prende il nome.

2017: La band arriva tra le prime 10 band classificate al Tour Music Fest, potendo così suonare al Jailbreak di Roma.

2017/18: contattati da Musicraiser, la band conduce una campagna crowdfunding di successo da febbraio a marzo 2017.

La realizzazione del concept album “IN-dependecne Time”, primo vero progetto a livello “professionale” che vanta alti standard di realizzazione, contiene la collaborazione con numerosi progetti locali e non, oltre che la firma del produttore artistico Marino de Angeli, che registra il progetto al Teatro delle Voci di Treviso.

NICO FLASHER & MR.MALA: ICE RAID è il quarto capitolo estratto dalla saga “RAID” del duo di rapper centesi

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Il video diretto da Nico The Raw, avrà come protagonista il balletto provocante fra i due artisti.

Dopo “Blue”, “Orange” e “Silver” – i primi tre singoli estrapolati dal progetto “RAID”- “Ice” non rappresenta un colore bensì un elemento ovvero il ghiaccio, che è anche sinonimo di freschezza a livello di stile nel vestire e struttura del brano.

Il pezzo riflette a pieno l’intento classico dell’intera saga (andare contro le strutture classiche dei pezzi), intento che si esprime concretamente nell’uso di un drop stile deep house che si fonde alla trap.

«Questa scelta è stata effettuata dai due artisti come provocazione alle classiche canzoni che si sentono di solito ed è in perfetta sintonia con gli ideali che stanno sperimentando con le uscite di tutti i video della saga». NICO FLASHER

Molto atteso è il videoclip del singolo che porterà in scena un divertente ed ironico balletto fra NICO FLASHER & MR.MALA, proprio per rendere metaforicamente il mettersi in ridicolo scimmiottando le classiche scene proprie dei video trap.

Etichetta: SLOMO FACTORY

BIO

Rapper classe 1994 della provincia di Ferrara, Nico Flasher, non ancora ventenne, muove i suoi primi passi nella scena locale con il nome di Nico Flash. Nel 2013 si è già distinto per il suo flow ed entra in contatto con Sfera Ebbasta, con cui incide Boom, brano presente nella compilation Hit Mania. La collaborazione tra i due si rinnova poco dopo con Ice Cream, traccia di Emergenza mixtape, primo progetto solista di Sfera Ebbasta. Passano pochi mesi e Nico pubblica un brano per l’etichetta di Piotta, La Grande Onda, in Go Mixtape. Dopo queste collaborazioni e i primi palchi, nel 2014 firma per Mondo Records, etichetta di Mondo Marcio. Così, a inizio 2015, pubblica il suo primo lavoro solista, Young Nico Mixtape, in cui figura, tra gli altri, Sfera Ebbasta e, subito dopo, a parte, Pagella d’oro, singolo prodotto da Mondo Marcio con i featuring di Lazza e Shine. Nel 2016 firma una strofa di Qua per restare, brano contenuto nel disco La freschezza del marcio (Universal Music / Mondo Records) di Mondo Marcio.

Nel 2017 lascia Mondo Records e continua a collaborare con altri esponenti della nuova scuola, come Plant, con cui realizza la traccia Newave in cui figurano anche Boro Boro, Bangerz e Fly: il video supera le 120.000 visualizzazioni in poco più di un mese. In questo periodo il rapper cambia nome in Nico Flasher e si chiude in studio per lavorare con un producer con cui trova un grande feeling artistico, il suo concittadino Mr.Mala. Da questo connubio nasce un nuovo progetto, Raid, in cui i due decidono di pubblicare a cadenza regolare un pezzo, associato di volta in volta a un colore diverso, in vista di un EP. Nei video dei primi due pezzi, Blue raid e Orange raid, Nico mette in risalto la mano nera, suo amuleto e simbolo rappresentato da un guanto indossato per ricordarsi sempre che, per raggiungere i propri obbiettivi, bisogna sporcarsi le mani, lavorare sodo come fa la gente dell’ambiente da cui proviene e in cui è cresciuto.

Contatti e social

Nico Flasher: FacebookInstagram

Mr.Mala: FacebookInstagram

Il Capobranco vola a Chicago per registrare con Steve Albini

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Musica

Sarà il guru dell’alternative rock, nel proprio studio, a produrre il terzo album della band padovana.

A due anni di distanza dall’uscita de Il grande zoo, il Capobranco – trio indie padovano dall’inconfondibile impronta funk – ha deciso di affidarsi a una leggenda internazionale dell’alternative rock per le registrazioni del terzo album. Si tratta di Steve Albini, noto per aver lavorato con artisti di fama mondiale come Foo Fighters, Nirvana, Pixies e PJ Harvey: solo alcuni dei nomi nel suo sterminato curriculum.

“Il fatto che sia Steve Albini a registrare il nostro prossimo disco è un vero e proprio sogno che si realizza.” – racconta Alex, cantante, chitarrista e frontman della band – “Ci sono momenti in cui ancora fatichiamo a rendercene conto”.

Le registrazioni avranno luogo il prossimo maggio presso l’Electrical Audio di Chicago, studio di registrazione gestito dallo stesso Albini. Ad accompagnare la band nell’attuale fase di produzione artistica del disco sono Giacomo Molon e Alessandro Cenedese, cantautore trevigiano e fondatore di Maine Wine Records, che cura il management del gruppo.

“Stiamo continuando a lavorare sulle canzoni, a scriverne di nuove e continueremo fino all’ultimo giorno prima della partenza.” – continua Alex – “Senza snaturarci, stiamo cercando di ampliare il nostro spettro stilistico.”

Dopo Il grande zoo, acclamato dalla critica per il groove incisivo e il pungente sarcasmo dei testi, la convinzione della band è che Steve Albini rappresenterà la chiave per il definitivo salto di qualità.

Il Capobranco
Alex Boscaro: voce, chitarra
Valerio Nalini: basso, voce
Enrico Carugno: batteria, voce

Contatti
antipop.project@gmail.com
facebook.com/BlobAgency
Alessandro Cenedese (manager): +39 393 4340051
capo@capobranco.net
www.capobranco.net
facebook.com/iCapobranco
instagram.com/instacapobranco
www.mainewinerecords.com

Miriam Ricordi, è arrivato il momento di dire “Basta”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

In radio il  quarto singolo estratto dall’album Persuadimi

Ci sono momenti in cui devi cambiare qualcosa, dentro o fuori di te; momenti in cui sei stanca di avere davanti qualcuno che, immobile, è pronto a ricevere, ma mai a dare; momenti in cui l’unica parola da pronunciare a te stesso è “Basta”.
Da una parola nasce il brano di Miriam Ricordi, e da un concetto nasce il suo nuovo videoclip, scritto e diretto da Francesco Di Biase e Federica Quadrelli.
“Basta” per me è una sorta di dichiarazione d’intenti! Ho sempre pensato a questa canzone come al mio manifesto…

Il trio Di Biase, Quadrelli, Ricordi ha già collaborato, a dicembre, nella realizzazione del videoclip “La Vigilia di Natale”, una struggente ed elegante ballad dalle sonorità orchestrali che conserva  il graffio caratteristico dello stile della cantautrice. Un racconto semplice e potente, che recupera l’intimità e sfonda le ipocrisie del Natale commerciale, accolto con grande entusiasmo e commozione da parte del pubblico.

Persuadimi”, perfetto connubio di forza e dolcezza, è il racconto di un percorso musicale fatto di contaminazioni, studio, sperimentazioni, creative camp internazionali e collaborazioni virtuose, prima fra tutte quella con la band che accompagna Miriam Ricordi nei suoi live: Angelo Marrone (tastiere), Matteo Teodoro (basso), Valerio Camplone (batteria), Luca Ricordi (sax). L’album si presenta con un titolo foneticamente suadente e provocante, spazia tra melodie acustiche, note cantautorali più introspettive e venature istintivamente rock, esprimendo a pieno lo stile non convenzionale della cantautrice e la sua anima eclettica. Ne è un esempio il brano che Miriam ha scelto come primo singolo, “Ho bruciato il mio caffè“: una ballata sulla fine di una storia, tra consapevolezza e insolenza, tra ammissioni di colpe e orgoglio di indipendenza, giocata su quel sottile filo di ironia che è la chiave di lettura pura del rock. Il titolo dell’album, “Persuadimi”, è un’esortazione e una visione del mondo, secondo Miriam: “Persuasione è il tentativo di giungere in fondo a se stessi, alla consapevolezza della propria vita”. Anche in questa interpretazione di persuasione come cambiamento di mentalità non “imposto” dagli altri ma “accolto” dentro di sé tramite una scelta, emerge l’anima indipendente e combattiva di Miriam Ricordi, ben espressa dai 10 pezzi che compongono l’album. 9 brani inediti e un’unica cover “Pensiero Stupendo”, dedica all’amore per il rock: Il 16 giugno 2017 esce il secondo singolo estratto. “Anche solo per stasera”, un pezzo moderno e orecchiabile, racconta un gioco di sguardi e di seduzione che si innesca tra due persone, il primo incontro che avviene in un hotel, le emozioni e i sentimenti tipici del colpo di fulmine e la voglia di lasciarsi andare. L’immagine di copertina del disco è un regalo dell’artista abruzzese Guido Di Marzio.

Eccentrica, scanzonata e spregiudicata come la sua musica, Miriam Ricordi nasce a Pescara il 17 maggio 1990 quando l’OMS cancellava l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
La sua musica la porta a suonare in Italia e all’estero, sale sul palco a fianco di artisti come Eugenio Finardi, Modena City Rambles, Marina Rei, Coez, Le luci della centrale elettrica e partecipa al “Premio Pigro” dedicato a Ivan Graziani.
Grazie ai 164 sostenitori della sua campagna di crowdfunding e alla vittoria del “PostepayCrowd@Music” realizza il suo primo disco “Persuadimi”, registrato presso le “Cantine di Badia-Chianti recordng studio” a Poggibonsi (Si).

CREDITS VIDEO:

Regia di Francesco Di Biase Scritto da Federica Quadrelli e Francesco Di Biase
Interpretato da Alice Cantoro
Band: Miriam Ricordi, Matteo Teodoro, Luca Ricordi, Valerio Camplone
Make up: Sara Piersante Styling: Alice Cantoro Location: Villa Mediterranea

Press, radio, Tv Agency
DCOD Communication By GB Play
promoradio@dcodcommunication.it
promostampa@dcodcommunication.it

EDOARDO PASTEUR: HEY HEY YOU (THE WARRIORS) è il nuovo singolo estratto dall’album “DANGEROUS MAN”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Una finestra sulle suggestioni e sulla magia della giungla d’asfalto metropolitana.

“Hey hey you (The Warriors)” è un pezzo “dylaniano”, ispirato al cult movie “I guerrieri della notte” di Walter Hill, la storia della favolosa fuga di una gang giovanile in una New York notturna.

“Dangerous man” è la raccolta di tredici pezzi scritti e cantati dal songwriter Edoardo Pasteur, col supporto di una band di validissimi musicisti (Luca Borriello, Giacomo Caliolo, Toni Colucci, Pino Di Stadio, Stefano Molinari, e Marco Biggi nel mixaggio e mastering), che sono riusciti a catturare le atmosfere suggestive evocate dall’autore. Lampanti appaiono le sonorità con netti riferimenti alla musica rock americana: dalla poesia in musica che spazia da Bruce Springsteen a Bob Dylan, fino ad arrivare al rock più strong di Robbie Robertson e alla classe di Leonard Cohen.

I testi – in inglese – strutturano tante piccole sceneggiature musicate. È chiara infatti l’influenza che sull’autore hanno avuto la letteratura americana e il grande cinema, con omaggi a cult movies come Big Fish di Tim Burton e al mitico The Warriors di Walter Hill, e ad autori come Cormac McCarthy, T.E. Lawrence, e Salinger. Accanto all’ascendente strettamente culturale non di seconda importanza appare lo sguardo all’attualità contemporanea.

DICONO DI LUI

“Un cofanetto di inediti che vestono benissimo lo spazio aperto di una lunga strada che ogni tanto sogno di attraversare. Lascia riposare le parole e poi le srotola nel cortile della sua vita”. IL SALOTTO DI MALCOM – RADIO TWEET ITALIA

“Per cuori selvaggi e ascoltatori di crooner solitari.” Giandomenico Morabito – MUSICA INTORNO

Autoproduzione

Pubblicazione album: 10 luglio 2017

BIO

Edoardo Dado Pasteur, songwriter genovese, fino a pochi anni applicava il suo entusiasmo e la sua creatività allo sport; correva le maratone grazie alle quali ha attraversato il mondo, intervallando le proprie settimane con duri allenamenti. Lasciate le scene agonistiche, si è trovato con una quantità di tempo libero fino ad allora impensata, e si è chiesto come impiegarlo. Un rapido esame delle cose che avrebbe voluto fare, e che aveva sempre rimandato. Ha pensato allora di mettere a frutto la sua vecchia passione per la scrittura (ha anche avuto l’onore della pubblicazione di un suo racconto per Canneto Editore) che ha dato origine a una produzione musicale sorprendente, grazie al supporto di una serie di musicisti di grande livello, da lui riuniti in un progetto chiamato Rolling Dice. La sua musica, di stampo americano, è ispirata dai grandi di quella tradizione: Springsteen, Bob Dylan, Robbie Robertson, e all’amore per la letteratura e per le suggestioni del cinema.

Contatti e social

Pagina Facebook www.facebook.com/Edoardo-Pasteur-Rolling-Dice-1129621510428526/

APRÈS LA CLASSE: “ALMA LATINA” feat. ATTILA è il viaggio roots reggae della band salentina

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Dall’album “Circo manicomio” il video del nuovo singolo

Perù, Mexico, Cuba. Colombia, Ecuador e poi giù fino all’Argentina, tracciando una rotta fatta di sogni e rivalsa, in bilico fra potere e miseria, progresso e tradizione. In “Alma latina” gli Après la classe, con la partecipazione di Attila, giovane esponente della scena reggae italiana, dipingono i colori di un continente, riuscendo a farne immaginare il calore, le voci, la frustrazione del singolo e la forza del gruppo. Un’anima che si espande e si veste di un’idea vicina a tutto il sud del mondo che si riconosce nelle lingue, nelle visioni e nel sound. Un’atmosfera resa palpabile dal lavoro magistrale di Mauro Russo, regista pugliese con il sud nel cuore, che ha tradotto in immagine il ritmo e la leggerezza del brano.

«“Alma latina” è come un viaggio roots reggae su un treno che attraversa il cuore dell’America Latina, il panorama è stupendo, caldo, colorato… dietro ai sorrisi della gente c’è tanta sofferenza, ma nonostante tutto, si vive la giornata cavalcando l’onda della vita, proprio come piace fare a noi» – Après La Classe

BIO

La band salentina degli Après La Classe nasce nel 1996 e subito si afferma nei vari live club pugliesi. Nel 2002 la band pubblica il primo lavoro discografico “Après La Classe” (Edel) e da qui ha inizio una lunga ed intensa attività live in tutta Italia. Dopo un interminabile tour ricco di folla ed energia, gli Après La Classe si affermano ben presto tra il pubblico italiano.

Nel 2004 esce il loro secondo album, “Un numero”. Comincia da qui la ricerca musicale del gruppo, verso mondi musicali e sonori lontani dai soliti canoni discografici italiani. La vera “casa” dei ragazzi salentini è ormai il palco, i loro tour divengono interminabili e sempre più affollati e ricevono anche il Premio come gruppo rivelazione dell’anno 2005 dall’Associazione “Super Club Live”.

Nel 2006 esce il loro terzo album “Luna Park” e, nello stesso anno, la band festeggia i dieci anni di attività in compagnia dei Sud Sound System, Caparezza e i Negramaro in un concerto indimenticabile a Sternatìa (Lecce). Subito dopo, gli Après La Classe ripartono in tour per altri due anni, registrando le tappe più interessanti della tournée e raccogliendole nel cd/dvd live “Luna Park dal vivo”: un cofanetto interamente dedicato ai fans, sempre più numerosi, al seguito della band.

Ad aprile 2010 viene pubblicato il nuovo album dal titolo “Mammalitaliani” per la Sunny Cola (etichetta di Caparezza, amico del gruppo salentino da anni, e che ha collaborato con loro nel primo album nel brano “Lu Sule Lu Mare Lu Jentu”) e distribuito dalla Universal Music Italia. Questa volta i ragazzi puntano maggiormente sull’aspetto qualitativo audio, creando un album insolito dove nuove idee e nuove sonorità si mescolano all’esperienza live con diverse sperimentazioni elettroniche, passando anche attraverso la canzone d’autore.

Il pezzo “Mammalitaliani” diventa ben presto uno dei protagonisti dell’estate 2010, premiato dal MEI come Pezzo Folk del 2010 e anche remixato dal duo dei Two Fingerz.

Il tour di Mammalitaliani, partito nel maggio 2010, non conosce soste e arriva anche all’estero, facendo tappa, tra gli altri, anche a due edizioni di Hit Week a New York e Los Angeles e al Montreux Jazz Festival.

Dopo 4 anni di assenza dalle scene discografiche pubblicano “Riuscire a volare”, un disco totalmente fuori i classici schemi di “solarità” della band, all’interno anche una collaborazione con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.

Il 2017 è un anno importantissimo per la band, esce il disco ”Circo manicomio”, ritornano le sonorità patchanka, raggae, rock e world music che da sempre hanno caratterizzato il sound del combo salentino, attualmente la band è in tour con il “Circo manicomio tour 2018” che ha già toccato tutta l’Italia, Belgio, Francia e Svizzera.

Contatti e social

Sito web: www.apreslaclasse.org

Facebook: facebook.com/apreslaclasseofficial

Twitter: twitter.com/APRESLACLASSE

Canale Youtube: youtube.com/APRèS LA CLASSE channel

STEFANO VIRGA: “TU SEI” arriva il nuovo brano d’amore del cantautore siciliano

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un tappeto musicale pop/rock accoglie l’intenso racconto di una storia sentimentale dall’epilogo negativo ma che apre porte verso nuove speranze.

Stefano Virga dà forma ad una canzone che esprime il punto di vista di un uomo dall’anima ferita, capace però di riconoscere il vuoto lasciato dall’amore. Un amore forte ed impetuoso che sembra quasi impossibile da poter vivere ma che comunque viene donato senza alcuna riserva. Riflessioni contrapposte si risolvono allora nella consapevolezza per cui la vita infondo sia in ogni modo un dono da preservare a tutti i costi.

Il distacco tra il dolore e la vita è ben espresso dallo stile musicale del brano che aderisce evidentemente a suoni moderni ed attuali. La predilezione di ritmi rock è mediata da interventi orchestrali che rimandano all’elemento del doppio che ricorre lungo tutto il pezzo.

Etichetta: Virgus

Produzione e arrangiamento a cura di Fabio Ganci

Studio di registrazione: Angelo Studio

BIO

Stefano Virga nasce a Palermo nel ’68. Sempre vicino alla musica, lavora come dj e in piccole radio private. Nel 1986 il primo album in collaborazione con il maestro Matteo Butticè, autore del brano “Andavo a 100 allora”. Per la Interbeat –Wea, in collaborazione con Luigi Piergiovanni incide i due singoli “E Buonanotte” e “Gli occhi delle donne”, quest’ultimo presente nella compilation “Anni 90”.

Nel 1993 arriva il cd “Paradisi artificiali” grazie alla collaborazione di Alessandro Maria Barelli, dove Stefano affronta tematiche sociali, reagendo alle situazioni drammatiche delle nuove generazioni. L’autore si ripropone cinque anni dopo con l’album “Sciureru” che vede la collaborazione di Riccardo Cimino e Aldo Azzaro. Nel 2006 esce il nuovo cd: “Punto e Virga” che segna l’inizio di una nuova situazione; l’autore si ripropone in una chiave diversa rispetto al passato. Un nuovo inizio, una nuova fase, un periodo diverso. Un cd sentito dall’inizio alla fine, dove però non poteva mancare il tocco d’autore grazie alla collaborazione di Cesare Chiodo che firma il pezzo “Amore Digitale”. Qui il lavoro in studio viene superato dalla vita quotidiana: le sensazioni, le emozioni, perché no, le avventure quotidiane si riflettono nelle composizioni e diventano musica vera, suonata. Proprio per questo il disco può essere definito “artigianale”, nato nella sala prove grazie alla collaborazione dei musicisti che hanno provato i pezzi, li hanno cambiati, arrangiati, vissuti; così il cd diviene “roba” da musicisti e non da arrangiatori, un pezzo artigianale, forse non perfetto, ma unico. Nel 2014 esce l’album “Passo” che raccoglie monologhi del cuore, di un cuore trafitto, di un cuore senza battito, ma di un cuore che riesce a rimandare all’amore.

L’autore non crede alla musica come atto di riparazione, essa ha il valore di nutrimento dei sentimenti, dell’amore, dei desideri, delle speranze.

Contatti e social

Spotify: open.spotify.com/artist/4hAPiT4iK1ID6NBBEsyeuY?autoplay=true

Canale YouTube: www.youtube.com/channel/UCFkHXg4w3wKNSBExg0pH_Vg

Sito ufficiale: www.stefanovirga.com/

Itunes: https://itunes.apple.com/it/artist/stefano-virga/250260391