Achi presenta il giallo Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee

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Il Taccuino Ufficio Stampa

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Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee di Achi

Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee è un giallo avvincente che ha il pregio di mostrare il lato più “cerebrale” delle indagini, attraverso le riflessioni e le risoluzioni della brillante psicologa Rossella Spargo e del tenace socio-antropologo Arcos Mele, detective inconsueti e dai metodi originali ma estremamente efficaci. I due protagonisti riusciranno, attraverso grande intelligenza e intuito, e un’alchimia più forte di qualunque avversità, ad agire nell’ombra e ad aiutare le forze dell’ordine nel delicato compito di smascherare una complessa organizzazione settaria, radicata fin nelle più alte sfere del potere e dell’informazione.

Titolo: Operazione P.I.C. Autore: Achi

Genere: Giallo

Casa Editrice: & MyBook

Pagine: 200

Codice ISBN: 978886560556

«[…] Trascorse l’intera giornata ascoltando notiziari radiofonici, guardando telegiornali di ogni rete televisiva possibile, compresi quelli di divulgazione online. La quantità, ma soprattutto la qualità delle informazioni e dei dettagli in suo possesso non aumentò. Al contrario fu resa ancor più caotica e fuorviante dai mezzi busti, coadiuvati da esperti d’ogni genere, comodamente seduti su poltroncine o bordi di scrivanie, più attenti ad autoglorificarsi e stupire, piuttosto che informare».

Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee è un romanzo giallo scritto con intelligenza e cognizione di causa. L’autore, Achi, conduce il lettore in una serie di intrighi e macchinazioni rivelando una profonda conoscenza della materia trattata: dalle procedure di indagine, ai sistemi giuridici, fino ai meccanismi psicologici utilizzati dalle organizzazioni settarie per controllare i propri adepti. I protagonisti Rossella Spargo e Arcos Mele si trovano immersi fino al collo in una vicenda pericolosa e ingarbugliata, occultata da numerosi strati di corruzione e connivenza. Senza mai arrendersi, e grazie al loro forte legame, anche se ancora in via di definizione, si improvviseranno detective pur non avendone i permessi, conducendo le indagini per una serie di omicidi misteriosi e inquietanti. Achi accompagna i due protagonisti in un mondo di apparenze e inganni, denunciando poteri corrotti, una giustizia spesso inefficiente e un sistema di informazione pilotato e interessato all’autocelebrazione piuttosto che alla diffusione della verità. Nella cornice delle isole partenopee di Procida, Ischia e Capri, e con la fascinazione di simboli esoterici e religiosi, il romanzo procede con ritmo serrato e con uno stile originale e colto, portando alla luce una realtà celata allo sguardo degli onesti cittadini, inconsapevoli di essere parte di un meccanismo malato. E in Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee la corruzione della società italiana trova una metafora nell’organizzazione a piramide rovesciata della setta de I figli di Skotos, che “possiede una base composta da una ridotta oligarchia, simile alla punta di una piramide, sulla quale si erge e sorregge l’intera organizzazione”. In quest’ottica Achi non solo costruisce una storia avvincente e intelligente che intrattiene e mantiene la tensione dalla prima all’ultima pagina, ma propone anche una riflessione sentita sulla società odierna, sui suoi vertici del potere, sullo sciacallaggio dei mezzi di comunicazione e sulla loro sudditanza a questi pochi, influenti eletti, che reggono malamente le sorti di una piramide posta in un equilibrio sempre più precario.

TRAMA: In una calda e limpida estate nel Golfo di Napoli, la vita delle isole di Procida, Ischia e Capri è macchiata dall’assassinio di tre preti. Trovare il vero colpevole sembra un’impresa impossibile per una giustizia italiana troppo spesso preda della corruzione e condizionata dalla macchina dell’informazione, intenta a creare scoop piuttosto che rincorrere la verità. Due ricercatori, la psicologa Rossella Spargo e il socio-antropologo Arcos Mele, si ritrovano a indagare sull’accaduto. In questa loro ricerca della verità, ricca di suspense, azione e indizi, riusciranno a portare alla luce una realtà sconvolgente, svelando, grazie alle loro deduzioni e alla profonda intesa che li lega, cosa si nasconde dietro quegli omicidi. Le rivelazioni però non finiscono qui, perché questo romanzo ci aiuta a indagare anche i sentimenti, mostrando la difficoltà di amare superando le convenzioni sociali e il coraggio necessario per seguire il proprio cuore.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA: Achi nasce a Napoli nel 1971. Quello di Operazione P.I.C – Un Mistero nelle isole Partenopee non è un esordio: i trascorsi letterari di questo scrittore risalgono a molti anni fa. L’autore è un personaggio dal carattere e dalle idee singolari, difficili da ridurre al “così si fa perché così si deve fare”. Questo si rispecchia nel suo stile di scrittura, ritenuto ben oltre sopra le righe, ma anche nella caratterizzazione dei personaggi e nelle vicende attraverso le quali si dispiega la narrazione dei suoi scritti. Resta convinto che le notizie da pettegolezzo biografico nulla possano aggiungere o togliere alla qualità di un’opera. Sostiene, per esempio, che a nessuno interessi il fatto che sia stato l’ultimo allievo di Zietta Liù, che oggi nessuno conosce, ma grande scrittrice e giornalista italiana. Per lui è stata una straordinaria guida nel teatro. Per Achi ciò che conta davvero è l’interesse reale di una porzione di pubblico verso il suo particolare stile – definito da qualcuno “di un’altra epoca” – e il suo indecifrabile modo di essere. Per quanto riguarda il suo ultimo libro Operazione P.I.C. – Un mistero nelle isole Partenopee (& MyBook, 2018), Achi deve la pubblicazione alla lungimiranza di una persona, Il signor M.P. che, dopo aver seguito le sue travagliate vicende letterarie, ha pensato che meritasse almeno una reale e ultima possibilità. Con & MyBook ha pubblicato anche due racconti scaricabili gratuitamente: Scarlett e La forza di Essere. Achi sostiene che chi è veramente interessato a qualcuno o a qualcosa lo possa dimostrare solo attraverso i fatti; non a caso, questo suo tentativo di interessare i lettori ha come tema principale il mistero, a partire dalla sua identità e dal suo aspetto; ha infatti appositamente disseminato una serie di indizi e testi online per permettere a chiunque di risalire ai suoi trascorsi, che coinvolgono anche nomi altisonanti del mondo televisivo italiano. Per restare in linea con questa idea è stata realizzata anche una sorta di “indagine online”, alla quale può partecipare chiunque in modo assolutamente gratuito. Attraverso una serie di enigmi, indizi e depistaggi, chi decide di partecipare dovrà cercare qualcuno che è scomparso, per poterlo liberare. L’indagine condurrà a un premio per l’investigatore.

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Bentornati a Villa Paradiso, il nuovo romanzo di Roberto Vallerignani

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Il Taccuino Ufficio Stampa

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Bentornati a Villa Paradiso di Roberto Vallerignani

Dopo Angelo Ingordo, Roberto Vallerignani torna con un nuovo caso per l’ispettore Antonelli: un duplice omicidio a Villa Paradiso, un ricovero per malati attorno al quale si svela, lentamente, una fitta trama di segreti, relazioni e rivelazioni. Tra le indagini e le supposizioni si sviluppa un complesso racconto corale dove le voci pubbliche e private delle forze dell’ordine, della politica e dei media si intrecciano a rivelare vite, abitudini e sentimenti di uomini e donne del nostro tempo. In un giallo che sfocia nel noir, alla scoperta del lato oscuro dell’animo umano e di una società di apparenze, l’ispettore finirà per confrontarsi con un assassino inaspettato, tormentato dai medesimi fantasmi che sembrano far visita, talvolta senza distinzione, alle vittime e ai colpevoli, agli accusanti e agli innocenti. Con uno sguardo discreto, l’autore indaga la superficialità dei mezzi di comunicazione, le storture della giustizia, le contraddizioni della burocrazia e soprattutto le pieghe dei pensieri di diverse esistenze, legate insieme quasi per caso dal sottile filo del delitto.

Titolo: Bentornati a Villa Paradiso

Autore: Roberto Vallerignani

Genere: Giallo

Casa Editrice: Edizioni Dalietta

Pagine: 284

Codice ISBN: 9788894068658

«[…] Si sentiva sporco perché anche lui aveva desiderato più volte di vederla morta. Ecco, lo aveva ammesso. Avvertì la straziante disperazione della sua voce e si inginocchiò. Il pianto era uscito allo scoperto, come un fiume carsico si precipitava verso il vuoto dell’afa. Capì che di tempo ne sarebbe occorso tanto, ebbe il timore di non riuscire a sopportare. Si appellò a qualcosa su nel cielo, qualcosa che doveva stazionare tra venere scintillante e una coda di luna che sbucava da un ultimo residuo di nuvolaglia. Si concentrò su quello spicchio di nero. Vi stabilì dimora. Con la speranza di poterne uscire. Un giorno».

È un agosto difficile al commissariato di polizia: piove da giorni, gran parte degli agenti è in ferie e l’ispettore Antonelli, a un passo dalla pensione, per un cavillo burocratico si ritrova a dover posticipare il meritato congedo. Non aiuta, quindi, l’apparentemente irrisolvibile omicidio avvenuto a Villa Paradiso, una struttura che ospita malati in riabilitazione considerata da molti un rifugio per chi non ha più speranza. Nulla di ciò che riguarda il delitto è limpido: la meccanica, troppo “pulita”; la tempistica, nel cuore di una notte silenziosa; nemmeno l’identità delle due vittime, dai poli antitetici e in perenne bilico tra una facciata pubblica e un complesso volto privato. Annarita Cardone, uccisa a sangue freddo insieme a un dipendente della Villa, è troppo bella per non aver attirato, in vita, invidie e attenzioni; ed è quindi intorno alla sua figura che si muove la squadra investigativa, che sondandone il passato ricostruisce una fitta trama di vicende personali che, in breve, coinvolgono numerosi sospettati. Fanno parte di questi ultimi anche figure di spicco della società, invischiando le indagini in una rete di implicazioni politiche e di ricadute mediatiche. L’intera vicenda si trascina stancamente, così come paiono esausti coloro che se ne occupano: l’agente incaricato, costretto a rimandare le proprie ferie a Cuba; il commissario, che dalle vacanze in Kenya è dovuto rientrare di malavoglia; il medico legale, l’unico a essere rimasto in laboratorio. La solitudine ritorna, pesante, nel cuore di molte altre figure: nella moglie dell’uomo ucciso, sola con una bambina; in un’infermiera della Villa, che per l’esposizione ripetuta alla sofferenza ha perso la ragione; e persino nell’ispettore Antonelli, l’unico punto fermo di una costellazione di personaggi che sembrano vorticare senza meta, spossati. È la vita stessa dell’ispettore a dare la chiave di lettura dell’intera vicenda, caratterizzata da un continuo rimbalzo tra opposti: l’ambiente casalingo, che profuma di famiglia, di affetti e di una calda quotidianità, stride con l’inquietudine interiore del protagonista, schiacciato dalla pressione di una politica di apparenze che mal si adegua alla sua natura. È proprio nel desiderio dell’ispettore di sondare profondamente l’animo umano per ottenere risposte che la narrazione, infine, trova il suo epilogo; un finale straziante, dove il colpevole e l’accusante, in un silenzioso confronto, portano alla luce una storia di violenza, di dolore e di frustrazione. In un giallo corale dai tratti inquieti e sottilmente nichilisti, Roberto Vallerignani mette a nudo le contraddizioni di una società d’immagine cieca di fronte alla dimensione privata dei suoi attori, dispersi in un quadro psicologico dai contorni labili e inaspettati, dove la superficie vale più della sostanza.

TRAMA. In una struttura di ricovero per malati in fase di riabilitazione, nel cuore di una città della provincia italiana, avviene un efferato, duplice omicidio. Le vittime sono due giovani: uno dei dipendenti della struttura e la bellissima Annarita Cardone, alla quale la morte ha strappato un’esistenza complessa e a prima vista contraddittoria, in bilico tra frivolezze amorose con personaggi di spicco e una vocazione alla solidarietà sociale. Accanto ai numerosi sospettati turbinano le storie interne al commissariato di polizia, popolato da una squadra investigativa pressata da una parte dalla politica e dalla stampa e, dall’altra, dal clima feriale di un ferragosto uggioso. Le indagini si intrecciano alle vicende personali dei numerosi personaggi che animano la vicenda, tra ispettori e commissari, colpevoli e innocenti, fino ai pazienti del ricovero, tra i quali si nasconde un oscuro segreto.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Roberto Vallerignani (Narni, 1962), libero professionista in ambito finanziario, è autore di numerose sceneggiature per lungometraggi, cortometraggi e spettacoli teatrali e musicali, tra cui Camel Obsession (2008), Ed è subito sera (2013), Reflex (2015) e Conta il Cielo (2016), interpretato dagli attori selezionati al Premio Molè – Città di Terni, festival al quale ha contribuito negli ultimi anni come parte dello staff organizzativo. È inoltre tra gli ideatori del mensile Liberamente, attento alle dinamiche culturali e sociali della città di Terni, del percorso multi artistico “11” dedicato ai luoghi colpiti dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e, dal 2016, del format multiculturale “Umbrialand”, esordito all’Indie Film Fest dell’anno successivo. Il suo esordio come autore di romanzi avviene nel 2010 con La Sella del Vento, edito da La Riflessione, divenuto in seguito il soggetto di un film diretto da Andrea Sbarretti. Con il suo secondo romanzo del 2014, Angelo Ingordo, Vallerignani si misura con il genere giallo per le Edizioni Dalietta, con cui lavorerà anche per Bentornati a Villa Paradiso.

Contatti

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A Pescara la presentazione del libro “il testamento di Don Liborio”

Scritto da Muni CYTRON il . Pubblicato in Cultura, Libri, Società

L’assessorato alla cultura del comune di Pescara e Morfeo editore – con l’Associazione A.C.M.A quale “media sponsor” -, organizzano a Pescara giovedì 20 dicembre 2018, alle ore 17,00 presso il Circolo Aternino in piazza Garibaldi, 51, la presentazione del libro “Il testamento di Don Liborio” di Umberto Rey.
Sarà presente l’autore.

Lo scrittore e regista Umberto Rey, nel suo libro “Il testamento di Don Liborio”, un romanzo storico in cui l’autore, tra fiction e ricostruzione storiografica, prova a far luce su quelle dinamiche che stanno dietro l’Unità d’Italia che vengono trascurate nei manuali.

Il romanzo, edito da Morfeo Edizioni, spazia tra il genere storico e quello del mistero, con lo scopo di far luce su ciò che è realmente accaduto in momenti precisi della storia d’Italia, per chiarire una volta per tutte chi siamo, da dove veniamo e chi sono i nostri veri padri.
Il libro è la narrazione – liberamente interpretata dall’autore – di alcune pagine oscure, cocenti e controverse della storia che ha determinato l’Unità d’Italia.

In particolare spicca la figura del Barone Don Liborio Romano, qui definito “Padre d’Italia” che avrebbe voluto sepolto per oltre 150 anni il proprio Testamento con i segreti, nascosti retroscena delle vicende accadute in Italia nel 1860 e che lo videro interprete determinante di decisioni strategiche che, nel racconto, andrebbero a stravolgere le verità storiche scritte come sempre dai vincitori.
Lo sforzo indagativo dei tre protagonisti del romanzo tenta, in maniera ardua, di dare una risposta a quell’enorme enigma dell’Unita d’Italia che è stata così determinante per il destino delle popolazioni meridionali, non solo dell’epoca, ma anche delle generazioni successive.

L’autore si impegna a riconoscere Liborio Romano come un padre di quest’Italia, dandogli la giusta importanza. Si vuol far emergere, inoltre, attraverso la narrazione, che l’unica leva che muove i comportamenti degli uomini che contano è il potere, economico o politico, che in politica non esiste lealtà, e che coerenza, fedeltà e sincerità non sono affatto sue prerogative.
Secondo Umberto Rey, la conoscenza è doverosa e necessaria affinché un popolo possa edificare una coscienza collettiva e possa sviluppare la consapevolezza d’esser uno Stato anche quando, oramai, non si ha più la possibilità di cambiare il decorso della Storia.

“La Storia che studiamo sui libri di scuola talvolta non corrisponde esattamente alla realtà dei fatti, perché, si sa, questa viene filtrata e manipolata più o meno pesantemente dai vincitori con scopi politici ed ideologici – ha dichiarato l’autore Umberto Rey – e accade così che anche il Risorgimento, un passaggio decisivo del nostro passato, presenti numerose inesattezze e punti oscuri, nei quali si celano segreti che, a volte per convenienza e a volte addirittura per imbarazzo, sono stati tenuti nascosti nel corso degli anni.

Dal libro è stata tratta un’opera teatrale e anche un film che verrà presentato a gennaio a Pescara in Anteprima regionale.

Ingresso libero.

EVENTO FB https://goo.gl/GAanCw

Notizia https://www.webacma.it/2018-12-20-presentazione-libro-il-testamento-di-don-liborio/

Francesco Cotti presenta il nuovo libro Run Hide Tell

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Run Hide Tell di Francesco Cotti

Run Hide Tell è la cronaca in tempo reale di un drammatico e violento attacco terroristico in un villaggio vacanze italiano, e delle operazioni congiunte dei Reparti Speciali di Polizia e Carabinieri per riuscire a mettere in salvo gli ostaggi e dare primo soccorso alle vittime. Un romanzo ad alto tasso adrenalinico, ricco di suspense e di momenti di forte impatto visivo; un racconto che coinvolge personaggi appartenenti alle Forze Speciali ma anche semplici cittadini che si trovano a scappare, a nascondersi e a invocare aiuto per la propria sopravvivenza. Dopo Strategie Alternative, che ha preparato il terreno per Run Hide Tell, Francesco Cotti presenta un nuovo techno-thriller basato su scenari tragicamente plausibili e attualmente oggetto di studio da parte dei Reparti Antiterrorismo italiani.

Titolo: Run Hide Tell

Autore: Francesco Cotti

Genere: Techno-Thriller

Casa Editrice: Amazon EU

Pagine: 278

Codice ISBN: 978-1983320323

«[…] Un attacco terroristico è come un’infezione provocata da un corpo estraneo. Quando una scheggia di legno perfora l’epidermide, immette nei tessuti migliaia di agenti patogeni diversi che la ricoprono e che sono, in maggior parte, teoricamente letali per il corpo umano. Le cellule più vicine al punto d’ingresso della scheggia soccombono immediatamente, aggredite dai batteri penetrati. Nel giro di qualche minuto il corpo umano ha una risposta difensiva molto aggressiva. La pelle intorno alla scheggia s’infiamma, gonfiandosi e diventando più calda, e richiama più sangue possibile, perché lì sono contenuti i granulociti, ovvero un tipo di globuli bianchi poco specializzati, ma presenti in quantità. Il loro compito è aggredire i batteri sconosciuti, circondarli, e fagocitarli fino ad ucciderli. Tutto questo in attesa che il sistema immunitario metta a disposizione i leucociti, ovvero i globuli bianchi che si sono specializzati a neutralizzare infezioni specifiche che hanno già incontrato precedentemente. L’analogia è calzante quando si deve descrivere una risposta militare ad un attacco terroristico».

Run Hide Tell di Francesco Cotti è la seconda parte di un racconto sulle procedure di risposta ad attacchi di massa delle Forze Speciali, iniziato con il romanzo Strategie Alternative. In questo nuovo lavoro si racconta del violento assalto terroristico a un villaggio vacanze marchigiano, ospitante più di quattrocento persone, ad opera di fanatici integralisti. Con grande cura per i dettagli tecnici e per le concitate fasi operative dei Reparti Speciali di Polizia (UOPI) e Carabinieri (GIS e SOS), Francesco Cotti ipotizza uno scenario verosimile in cui il nostro Paese subisce un attacco da anni temuto dalla popolazione, e tenuto fino a quel momento sotto controllo dall’Intelligence italiana. Run Hide Tell inizia con una tranquilla scena familiare, per poi scaraventare il lettore senza preavviso in un inferno di corpi insanguinati e di nera disperazione. La scelta di non dividere la narrazione in capitoli rende ancora più immediata e palpitante la vicenda, raccontata con ritmo frenetico e senza lasciare respiro. Il romanzo ricorda la serie televisiva 24, per l’azione narrata in tempo reale e riguardante un episodio di attacco terroristico, a cui dovranno rispondere Reparti Speciali addestrati per queste delicate missioni. La trama è assolutamente realistica, arricchita da spiegazioni sulle procedure e i protocolli delle Forze Armate e dei reparti specializzati nelle grandi emergenze del 118 (PMA), e resa più interessante grazie alle riflessioni dello scrittore sul fanatismo religioso di giovani traviati da una fede mal interpretata. Senza tralasciare anche i dettagli più sconvolgenti e crudi di un attacco di massa, e con un’analisi approfondita e grande rispetto per le reazioni di chi ne è vittima, lo scrittore mostra le difficoltà derivanti dal coordinamento di forze operative indipendenti tra loro, che si trovano per la prima volta a fronteggiare una terribile minaccia. Tanti sono i personaggi che si alternano nella storia e che contribuiscono a renderla verosimile e avvincente, ma è Alfonso Cantore che rimane impresso nella mente del lettore, un eroe alla Jack Bauer pronto a tutto per salvare quante più vite possibili. Run Hide Tell prende il titolo dalle procedure di emergenza in caso di attacco terroristico in cui si insegna a scappare, nascondersi e allertare, in un difficile momento storico in cui tali nozioni dovrebbero purtroppo essere conosciute da tutta la popolazione italiana.

TRAMA. Run Hide Tell è la cronaca in tempo reale di un attentato terroristico in un villaggio vacanze italiano. Il sistema di risposta antiterrorismo verrà sottoposto al primo vero test operativo in una situazione disperata, dove numerosi elementi armati e ben coordinati prenderanno in ostaggio centinaia di turisti. Le UOPI della Polizia di Stato e le SOS e il GIS dei Carabinieri saranno chiamati a neutralizzare la minaccia lavorando in sinergia. Con un ritmo degli eventi serratissimo il lettore sarà catapultato direttamente nell’azione e nelle procedure operative utilizzate dai nostri Reparti Speciali e dalle strutture mediche di soccorso. Situazioni dove conta il tempo, ma soprattutto la capacità di saper prendere decisioni eticamente strazianti.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE


BIOGRAFIA. Francesco Cotti nasce a Parma nel 1971. Pubblica romanzi di genere techno-thriller, in cui trasmette il suo sapere sulle tecnologie militari, maturato anche grazie alla sua attività passata di consulente tecnico per un’azienda che eroga servizi e beni per Enti Governativi, tra cui i Reparti di Forze Speciali di Esercito, Marina e Arma dei Carabinieri. Il suo ruolo è stato quello di istruire i vari operatori degli Enti all’impiego di equipaggiamenti, e di curare le forniture di materiale ad uso militare per i contingenti delle Forze Armate impegnati nelle prime missioni in Iraq ed Afghanistan (2001-2004). È anche testimone del sorgere del fenomeno delle guardie civili a contratto impegnate in servizi di scorta in teatri di guerra all’estero (impropriamente chiamate “contractor” dai media). È grazie al suo lavoro che ha modo di conoscere e di stringere rapporti a tutti i livelli con operatori dei Reparti di Forze Speciali che lo motivano, nel 2007, a pubblicare il suo primo romanzo d’esordio fortemente ispirato da aneddoti raccolti nell’ambiente, e mai resi pubblici fino ad allora: La Giusta Decisione. Il libro raccoglie il consenso di un pubblico di nicchia incuriosito da un romanzo che per la prima volta ha protagonisti assoluti le Forze Speciali italiane, senza nessuna contaminazione anglosassone nei personaggi e nella trama. Il racconto, per quanto mostri ancora delle incertezze stilistiche tipiche degli esordienti, attira l’attenzione anche del personale in divisa, diventando uno dei romanzi più letti dai soldati italiani in missione all’estero. Nel 2012 esce il secondo romanzo Futuro Ignoto che può vantare nella sua stesura la prestigiosa collaborazione ufficiale del Gruppo Intervento Speciale (GIS) dell’Arma dei Carabinieri. Nel 2016 pubblica il suo romanzo più maturo e ambizioso, Collera dal Mare, che narra nei dettagli la prima crisi diplomatica/militare tra Italia e Libia, facendo in modo che l’autore sia identificato in numerose recensioni come l’ideale erede italiano di Tom Clancy. Il romanzo, a più di due anni dalla pubblicazione, è ancora nei primi cinque posti della classifica di vendite di Amazon. Nel 2017 pubblica la prima parte di un romanzo in due puntate: Strategie Alternative, e nel luglio 2018 il seguito Run Hide Tell, che parla del primo attentato terroristico di grandi proporzioni in un villaggio turistico italiano. Al momento sta lavorando al prossimo romanzo che si avvarrà del contributo dell’Aeronautica Militare.

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Concorso 88.88 V edizione – scadenza 8 febbraio 2019

Scritto da YOWRAS Associazione culturale il . Pubblicato in Cultura, Italia, Libri

Prosegue lo svolgimento della quinta edizione del Concorso 88.88: il concorso letterario in cui ogni elemento ha al suo interno il numero 8.

Due “Aurora 88” messe in palio da Aurora, presente in qualità di partner fin dalla prima edizione con Aurea Signa e Officina della Scrittura.

Il valore totale dei premi, compresi i premi in denaro, è di 3.473,00 euro.

Era il lontano 2014 quando, per la prima volta, l’Associazione culturale YOWRAS Young Writers & Storytellers, con la collaborazione di Aurora, Aurea Signa e Officina della Scrittura, ha lanciato agli appassionati del racconto breve, la sfida degli 8.888 caratteri da non superare.

Di anno in anno il gradimento da parte degli autori è aumentato, così come è aumentato il numero dei partecipanti. La formula rimane la stessa: ogni elemento del Concorso Letterario Nazionale per racconti brevi 88.88 ha al suo interno il numero 8, dalla classifica degli autori premiati alle cifre dei premi in denaro, dal numero dei componenti della commissione giudicatrice alla quota di partecipazione per un racconto, dalla data di inizio alla data di chiusura.

8.888 i caratteri, spazi compresi, per ogni racconto. Vengono comunque ammessi racconti fino a 10.000 caratteri spazi compresi.

8,00 euro per partecipare con un racconto, 16,00 euro per partecipare con due racconti.

8 gli autori premiati. 888,00 euro per il primo classificato, 88,00 per il secondo e 8,00 per il terzo.

Ai premi in denaro si aggiungono le prestigiose stilografiche e penne messe a disposizione da Aurora.

Il premio per il primo classificato è una stilografica Aurora 88 a cartuccia o a converter, corpo in resina nera con con cappuccio placcato oro laminato.

Il premio per il secondo classificato è una penna a sfera Aurora 88 con cappuccio placcato oro laminato, corpo in resina nera.

Il terzo classificato riceverà una stilografica con corpo e cappuccio in lacca lucida bordeaux e finiture dorate, pennino in oro massiccio 14 kt.

Il premio per gli autori che si classificheranno dal quarto all’ottavo posto è costituito da una penna a sfera con corpo e cappuccio in lacca lucida marrone, anello con lacca rossa, finiture dorate.

Il valore totale dei premi, compresi i premi in denaro, è di 3.473,00 euro.

Il regolamento completo del concorso è pubblicato sul sito www.yowras.it

I racconti, editi oppure inediti, a tema libero, potranno essere inviati, entro il giorno 8 febbraio 2019, all’indirizzo e-mail yowras.page@gmail.com

Erika Vanzin presenta il nuovo romanzo Resta con me

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Resta con me di Erika Vanzin

Resta con me è il primo capitolo della trilogia London Series, in cui si racconta la storia di Joshua e Philip, due giovani sensibili e complicati in lotta con un doloroso passato, che ha lasciato cicatrici profonde nella loro anima. Dopo Waiting, un secondo volume autoconclusivo e con diversi personaggi ma intimamente connesso agli altri due libri, Resta con me trova il suo necessario e intenso epilogo in Due semplici parole, in cui ritroviamo i due protagonisti maturati e realizzati dal punto di vista professionale, ma ancora legati ad atteggiamenti autolesionisti che ostacolano la loro felicità. Un’appassionante trilogia che ha inizio con un romanzo che trascina il lettore in un vortice di emozioni che non lo abbandonerà fino alla fine della storia.

Titolo: Resta con me (London Series Libro #1)

Autore: Erika Vanzin

Genere: New Adult Romance

Casa Editrice: Self Publishing

Pagine: 355

Codice ISBN: 978-1548845742

«[…] È come se in questo momento fossi nata per la seconda volta, come se avessi imparato di nuovo a respirare, aprire gli occhi, vedere un mondo completamente diverso da quello che conoscevo. È un’esplosione di colori, suoni, immagini, sospiri, corpi, pelli sudate che si sfiorano, toccano, allontanano; tutto, in questo momento, è mille volte più potente e potenzialmente devastante per il mio cuore già messo sotto sforzo dall’eccesso di emozioni. Solo adesso mi rendo conto che tutti intorno a me stanno saltando e gridando, compreso il biondino dietro di me. Così inizio anch’io ad andare su e giù a ritmo di musica, urlando, sudando, usando tutto il fiato che i miei polmoni riescono a raccogliere; lo so che per i prossimi giorni la mia voce sarà solo un lontano ricordo ma non importa. Chi se ne frega se sarò ammalata, afona o piena di lividi, Philip mi sta stringendo le braccia attorno al corpo, tutto il resto è assolutamente irrilevante».

Resta con me ha inizio in uno skatepark, un luogo che diventerà sede di importanti avvenimenti nel corso della trilogia London Series, di cui il romanzo è il primo volume. Erika Vanzin narra la storia di una scrittrice in perenne fuga, Joshua, e di un attore e musicista preda di un blocco emotivo e professionale, Philip, che si incontrano e scontrano in un momento di crisi nella vita di entrambi. Due anime tormentate che cercheranno conforto l’una tra le braccia dell’altro, ma che non daranno vita alla classica storia d’amore, perché i loro lati oscuri, le loro debolezze e la scarsa autostima remeranno contro ogni possibilità di felicità. Dal romanzo: “Ho bisogno di continuare a non sentire nulla, a passare le mie giornate nel confortante limbo dove non provo nessuna emozione, né positiva, né negativa. Non voglio toccare il cielo e sentirmi onnipotente accanto a qualcuno, perché conosco l’inferno che mi aspetta quando rimango solo”. Le parole di Philip sono un ponte con il secondo volume della London Series, dal titolo Waiting. È infatti nel più oscuro e drammatico dei tre libri che si indaga la paura della solitudine, ma anche il timore di amare che già emerge nella storia tra Joshua e Philip. Waiting è un autoconclusivo, e non condivide gli stessi personaggi di Resta con me e del suo seguito Due semplici parole, ma è strettamente legato alle due opere grazie a un espediente di Erika Vanzin: il romanzo è infatti basato sulla storia che Joshua ha scritto ispirandosi a Philip e a una sua canzone, di cui un piccolo estratto era già presente nel primo volume della serie. Il personaggio di Alex è quindi il riflesso di Philip, e ne condivide i tormenti e la passione per la musica, tema fondamentale della trilogia tanto che ogni capitolo ha inizio con la citazione di un brano musicale che aggiunge valore e significato alla storia. Waiting è un romanzo amaro e profondo, il cui titolo rispecchia la sofferenza dei protagonisti: “Era questo che Alex faceva nella vita: aspettava”; Alex e Emily aspettano infatti inermi di non sentire più il vuoto e il freddo che li avvince, e che li rende schiavi della solitudine. Nel terzo volume della London Series, Due semplici parole, si torna alla storia di Joshua e Philip, dopo cinque anni trascorsi e tante novità nelle vite di entrambi. Ritrovando la freschezza che era stata accantonata in Waiting, Erika Vanzin ripropone i suoi protagonisti e le loro peculiarità, prima fra tutte l’ironico dialogo che Joshua intrattiene con il suo giudicante e sprezzante cervello. Una storia che si lega anche al volume autoconclusivo grazie a un nuovo espediente narrativo, e che conclude le vicende di due personaggi che restano profondamente impressi nella mente del lettore.

TRAMA. Resta con me (London Series Libro #1): Philip è un attore londinese che fa impazzire le donne di tutte le età. Joshua è una sua grande fan. I due si incontreranno in un modo a dir poco bizzarro e instaureranno un rapporto ancora più singolare. Entrambi hanno un passato pesante da cui stanno scappando, ma sono determinati ad andare avanti. Riusciranno a farlo assieme, oppure le loro vite diametralmente opposte li ostacoleranno? Philip dovrà riuscire a mettere da parte la sua diffidenza nei confronti del pubblico per poter avvicinare Joshua. La ragazza dovrà dimostrare di essere diversa dalle altre donne che lo circondano per riuscire ad attirare l’attenzione del suo idolo. Resta con me, una storia di skateboard, sentimenti e rock’n’roll.

Waiting (London Series Libro #1.5): Alex è un cantautore esordiente di ventisei anni con grandi sogni per il futuro e un sacco di problemi. Emily è una diciottenne con un passato difficile e un presente ancora più problematico. Si incontrano in una Londra contemporanea piovosa e poco ospitale che li vedrà lottare con le loro insicurezze e dipendenze. È un incontro a tratti difficile che obbligherà entrambi a crescere e a dare una svolta alle loro vite, non prima però di aver toccato il fondo. Una discesa che li porta a guardarsi dentro e a fare i conti con i propri demoni. Waiting, un romanzo che descrive una nuova vita che comincia proprio nel più buio dei giorni.

Due semplici parole (London Series Libro #2): Joshua è tornata a Londra con un libro di successo e un film in lavorazione, dopo cinque anni di separazione dall’amore della sua vita e di fuga dai suoi sogni infranti. Philip non è mai scappato da Londra, ha una band di successo e un film in lavorazione. La sua carriera sembra andare esattamente nella direzione che ha sempre desiderato, al contrario della sua vita sentimentale. Joshua e Philip non si sono più visti da quella domenica mattina in cui le loro vite hanno preso bruscamente due strade differenti, ma ora saranno costretti a mettersi faccia a faccia e parlare. Riusciranno a farlo in modo civile senza strapparsi gli occhi a vicenda? Due semplici parole, una storia di scoperta e riscoperta di un amore rimasto in apnea per cinque anni.

BIOGRAFIA. All’età di otto anni Erika ha chiesto a Babbo Natale una macchina da scrivere. Quello è stato il momento in cui i suoi genitori si sono resi conto che non era come tutti gli altri bambini. Ha cominciato immediatamente a scrivere alcune parole, che ben presto sono diventate la sua prima storia breve. Dopo la laurea ha seguito il suo cuore e ha viaggiato in giro per il mondo, vivendo a Los Angeles, Vancouver e Londra e visitando parte del Nord America e dell’Europa. Pubblica in self publishing la trilogia fantasy Cacciatori di segreti (La presa di coscienza; La scelta; La lotta), la trilogia romance Stanford Series (Vieni a prendermi; In ogni singolo respiro; Ti aspetterò finché avrò fiato), la trilogia romance London Series (Resta con me; Waiting; Due semplici parole) e gli stand-alone 304, Cinque giorni per innamorarsi, Forse e Inked. Nel suo blog www.erikavanzin.com mette al servizio degli utenti una newsletter in cui invia aggiornamenti sui personaggi delle sue storie, e in cui racconta il dietro le quinte dei romanzi e brevi racconti originali.

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Lo strano caso di Matilde Campi: il romanzo di Mariele Rosina

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Lo strano caso di Matilde Campi di Mariele Rosina

Lo strano caso di Matilde Campi è la storia di una donna vittima del suo stesso corpo. In un’epoca in cui la medicina e la tecnologia stanno facendo di tutto per allontanare il più a lungo possibile la morte e per combattere il decadimento naturale dell’uomo, la protagonista del romanzo si trova ad affrontare il problema opposto: non può invecchiare e quindi non può morire. Matilde può apparire una donna fortunata a un primo sguardo superficiale, ma una volta immersi nella vicenda narrata si scopre come l’eterna giovinezza comporti solo perdita e solitudine. La sua storia diventa il riscatto di una vita che non può più dirsi tale, di una donna pronta a tutto pur di tornare a far parte del ciclo dell’esistenza, anche a morire se questo significa finalmente vivere.

Titolo: Lo strano caso di Matilde Campi

Autore: Mariele Rosina

Genere: Fiction/Fanta-genetica

Casa Editrice: Lulu

Pagine: 176

Codice ISBN: 9781326863081

«Il dolore si può condividere, non la felicità! Il dolore è contagioso, basta guardarti per provarlo, mentre la felicità no, non la si può trasmettere, se non a chi è già felice. Come una bolla di sapone essa vola verso il cielo, ha i colori dell’iride ed è piena di sogni, ma se tenti di afferrarla scoppia e i sogni fuggono tra le dita scivolose».

Lo strano caso di Matilde Campi di Mariele Rosina è la drammatica storia di una donna che ha visto passare davanti ai suoi occhi più di un secolo, rimanendo nel corpo di una quarantenne. Costretta a perdere gli affetti più cari e a nascondersi dal mondo perché altrimenti sarebbe considerata un’aberrazione, Matilde si rifugia nei pochi parenti rimasti, nella lettura e nella poesia, uniche compagne di giornate vuote, segnate dallo sconforto di essere una tomba che respira, un essere non vivente ma obbligata a esistere. Sarà un fortunato incontro, avvenuto dopo un evento traumatico provocato da lei stessa, a persuaderla di poter trovare una soluzione al suo problema, grazie alla medicina che negli anni ha fatto passi da gigante. La storia, pur di fantasia, si basa un’ipotesi scientifica reale, supportata da dati concreti con linguaggio e spiegazioni accessibili anche ai non addetti ai lavori. Nel caso di Matilde i fatti descritti, anche se improbabili, non sono impossibili e non è escluso che con le tecniche future di manipolazione genetica possano verificarsi. In questa storia si parla di genetica e di ricerca, delle enormi possibilità della tecno-medicina odierna ma soprattutto di sentimenti, e dell’opportunità di cogliere senza paura le occasioni che la vita ci offre. Matilde capisce che nascondersi non può essere la soluzione, e che rassegnarsi al suo dolore porterà solo altra sofferenza: «che cosa ci può essere di peggio che esistere senza esistere? Sì, perché io sono solo un fantasma che vive all’ombra degli altri la vita degli altri aspettando di vederli morire». La storia di Matilde Campi ha inizio nel 1897 a Parigi e prosegue nei successivi centoventi anni senza scalfire la sua gioventù, a causa di un’anomalia genetica che dona alle sue cellule la possibilità si riprodursi all’infinito senza degenerarsi. Il tormento di ogni essere vivente, quello di invecchiare e morire, è ribaltato in Matilde nel dolore di non poterlo fare; ella ha dovuto comprendere nel suo complicato secolo di vita che il prezzo da pagare per essere felice, per essere completa, è accettare di avere una fine, di mutare con le stagioni, di piegarsi al tempo. Quello stesso tempo che le è ingannevolmente amico, che si è fermato solo per lei ma non per coloro che ama e che ha amato. Lo strano caso di Matilde Campi è un romanzo che spezza il cuore, e che fa riflettere sull’odierna ossessione di frenare l’invecchiamento e di demonizzare la morte, non capendo che l’essere umano ha bisogno di un traguardo per dare senso al suo cammino.

TRAMA. Per Matilde Campi il tempo si è fermato a quarant’anni, conservandola bella e giovane per più di un secolo, grazie a una mutazione embrionale. Ben presto quello che potrebbe sembrare un dono si rivela però una maledizione che costringe la donna a nascondersi, dopo aver visto morire tutti quelli che ha amato. Matilde è decisa a uscire da tale condizione, a qualunque costo, ma anche la morte sembra rifiutarla, perché il suo tentato suicidio fallisce. Da questo momento il dramma suo e degli unici famigliari che le sono rimasti diventa quello di altri che, affascinati dal mistero della donna, ne vengono loro malgrado travolti. Un incontro occasionale fa sbocciare una storia d’amore rimasta sospesa per molti anni che, a sua volta, ne fa scaturire un’altra, quasi all’insaputa degli stessi protagonisti, perché l’amore è una forza che ha il potere di snidare e guarire i conflitti, conferendo a ciascuno la capacità di essere sé stesso. E tutto ruota intorno alla mutazione, che è il perno del romanzo, e alle implicazioni che ne derivano. La vicenda è un intreccio di vite, di sentimenti e di colpi di scena, dove l’inizio si ricongiunge alla fine in un cerchio ideologico in cui ogni punto rappresenta l’arrivo di quello precedente e la partenza per quello successivo, lasciando il dubbio inquietante che i fatti narrati possano un giorno diventare reali.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Mariele Rosina è laureata in Medicina e Chirurgia e ha svolto la sua attività in Università, ricoprendo il ruolo di Professore Associato di Patologia Clinica. I risultati della sua attività clinica e di ricerca sono documentati da numerose pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Dopo il pensionamento si è dedicata alla letteratura e alla poesia, passione che ha sempre coltivato anche durante il periodo accademico. Alcune sue poesie sono state recentemente pubblicate nell’antologia edita da Kairos L’evoluzione delle forme poetiche a cura di Antonio Spagnuolo e di Ninnj di Stefano Busà. Ha pubblicato la raccolta di racconti Il burattinaio (La vita felice, 2014), e in self publishing nel 2015 Fiabe e favole a sette voci in collaborazione con altre sei autrici. Seguono poi la commedia in tre atti I pronipoti: gli sposi sono ancora promessi? e il romanzo Lo strano caso di Matilde Campi.

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L’ombra di una nuova minaccia sulla Terra

Scritto da K. G. Sage il . Pubblicato in Libri

Da venerdì 16 novembre in tutte le librerie online il romanzo d’esordio dell’autore che sui social si qualifica come ‘Disclosure Ambassador’ per conto del Consiglio Galattico.

Troy Mavros e i conquistatori di mondi – L’ultimo Namidiano si presenta come la prima gemma della trilogia fantascientifica creata da K. G. Sage, nella quale il contatto umano-alieno assume sfumature policromatiche dai risvolti non sempre canonici.

Vite ordinarie stravolte dall’extra ordinario, guerra e complotto, amore e odio, tragedia e ironia.

Un ambiguo messaggio dal cosmo annuncia l’imminente arrivo di una specie aliena. Troy, un dotato abitante dell’assolata Mykonos, viene gravato della responsabilità di proteggere la Terra dalla progredita civiltà alkoriana, crudeli conquistatori di mondi potenziati dall’impianto di avanzati innesti tecnologici che mirano ad aggiogare i terrestri.

Zìmu’Daar, l’infido signore del pianeta Nâr’Âlkor, dopo averne fatto una specie di cyborg gli concede tre mesi di tempo per affrancare l’umanità. Il protagonista si ritrova così a doversi destreggiare tra conflitti interiori, spie mutaforma, traditori e inedite responsabilità, il fantomatico ultimo namidiano a fare da perno e ago della bilancia.

Il quarantenne autore, cultore di mostri sacri della fantascienza come Isaac Asimov, Jules Verne, George Lucas e Gene Roddenberry, parla della sua opera come se anziché di letteratura si trattasse di cronaca: “Passione e avventura, azione e pensiero per chi guarda al domani con occhio immaginifico. E tu? Sei pronto a lottare per la Terra? Sei pronto a entrare nel futuro?”, arrivando a definirsi Ambasciatore della Divulgazione.

Che provenga davvero da un pianeta non meglio identificato della periferia galattica e abbia assistito alle vicende che descrive viaggiando per la Via Lattea con il suo astrobrigantino, oppure sia un narratore visionario, per saperne di più non resta che seguirne le tracce; Sage promette che gli aggiornamenti saranno costanti e doviziosi.

http://www.amazon.it/s/ref=sr_fapo?__mk_it_IT=%C5M%C5Z%D5%D1&url=search-alias%3Ddigital-text&field-keywords=9788829547500&fap=1

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Quella Bestia di mio Padre. Niente è come sembra nel nuovo romanzo di Nunzia Alemanno

Scritto da malvasy il . Pubblicato in Cultura, Libri

A partire dal 1 dicembre, su tutte le piattaforme on line e prenotabile presso le librerie italiane, sarà disponibile il nuovo romanzo di Nunzia Alemanno, una fiction che si dipana tra il paranormal thriller e l’urban fantasy, intrisa di mistero e di una giusta dose di horror.

La scrittrice Nunzia Alemanno, si rivela con un nuovo genere. Completata la trilogia low fantasy Il Dominio dei Mondi, decide di sbarcare nel thriller mantenendo sempre esplosivo il mix di fantasia e realtà. Ambientato per lo più a Roma, Quella Bestia di mio Padre vuole essere non solo un’opera d’intrattenimento che richiama creature come demoni e lupi mannari, ma gioca un ruolo fondamentale il rapporto tra un padre e suo figlio, tra un uomo e il resto dell’umanità, fra un demone lupo e la Chiesa. La luna piena è protagonista di molte nottate in cui i Venatores vanno a caccia di colui che fa razzie di anime per l’inferno.

A introdurre il romanzo è disponibile il prequel Venator – L’incubo dell’Inferno una sorta di anticamera dove sarà possibile apprendere alcuni dei passaggi principali del romanzo.

VENATOR-L’INCUBO DELL’INFERNO Prequel introduttivo al romanzo Quella Bestia di mio Padre

I cacciatori di demoni sono stati oggetto in diverse occasioni di racconti, favole, libri di genere fantastico e sono stati protagonisti del cinema horror o fantasy. A nessuno però è venuto in mente che potrebbero realmente esistere nel nostro mondo e più vicini di quanto potremmo immaginare.

L’Ordine Venatorius è la prova concreta dell’esistenza di una realtà inimmaginabile, recondita quanto lo stesso Ordine, concreta quanto l’acqua degli oceani e la luce della luna che vi si specchia. Proprio la luna, musa ispiratrice di poeti e scrittori, faro luminoso nelle notti buie, tornerà a fare da portale alla creatura più oscura dell’inferno: il Messor antithei, il servo di Satana, il predatore di anime. L’Ordine è in fermento, in attesa del suo ritorno; si organizzano per affrontarlo, per salvare quante più vite possibili. Non solo: si preparano a liberare dalla dannazione le anime delle vittime che altrimenti diverrebbero scherno e oggetto di tortura in un inferno atroce e spietato.

QUELLA BESTIA DI MIO PADRE

Mike e Alex, padre e figlio. Un rapporto complicato. Elena, la moglie di Mike, viene trovata barbaramente assassinata nella camera da letto in cui aveva avuto un violento litigio col marito solo poche ore prima. Lo stesso Alex sorprende suo padre sulla scena del delitto, un omicidio che gli organi inquirenti avrebbero attribuito a Mike se non fosse che il corpo di Elena risultava visibilmente dilaniato da una bestia feroce. L’innocenza di Mike non convincerà mai suo figlio, soprattutto quando Alex, anni dopo, scoprirà che suo padre aveva mentito alla polizia nonostante la sua innocenza. Perché? Cosa nasconde Mike? Sullo sfondo del litorale romano si dipana una storia che ha dell’incredibile, con radici che risalgono a molti secoli prima e che coinvolge la Santa Sede. Un Ordine segreto della Chiesa, infatti, dopo cinquecento anni di letargo, si riattiverà per dare la caccia a chi è tornato.

Nunzia Alemanno

Biografia

Nunzia Alemanno nasce a Copertino, città in provincia di Lecce, nel dicembre del 1967. Casalinga e madre di tre figli, ha preferito la vita domestica per prendersi cura della famiglia e dei tre figli. Dopo quindici anni vissuti a Roma, rientra finalmente nel Salento, nella sua Copertino, dove vive tuttora. Ha trascorso la fanciullezza tra fiabe e racconti che amava farsi raccontare dalla nonna e ciò ha sempre tenuto viva in lei la fantasia di mondi lontani e creature fantastiche. Nonostante l’età adulta, l’immaginazione non si è mai affievolita e proprio questo l’ha portata a lanciare una sfida a se stessa mettendo nero su bianco tutto ciò che detta la fantasia. Ha dato vita così, all’età di quarantaquattro anni, alla sua prima opera fantastica, L’Egemonia del Drago, primo della trilogia Il Dominio dei Mondi, che ha dedicato al marito per il loro venticinquesimo anniversario di matrimonio. Seguiranno i successivi volumi L’Angelo Nero e Il Mistero del Manoscritto. Dopo una breve pausa decide di approdare in un nuovo genere: il paranormal thriller. Pubblica così un breve prequel, Venator – L’Incubo dell’Inferno, che condurrà al romanzo principale Quella Bestia di mio Padre.

Ha una grande passione per il fantasy e l’horror. Tra gli scaffali della sua libreria non mancano autori come Terry Brooks, George R.R. Martin e Stephen King ma apprezza qualsiasi genere di lettura.

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Jean-Noël Schifano presenta il memoir Dizionario appassionato di Napoli

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Cultura, Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Dizionario appassionato di Napoli di Jean-Noël Schifano

Dizionario appassionato di Napoli è l’ambiziosa opera di un intellettuale francese di origini italiane, Jean-Noël Schifano, già autore di saggi e romanzi ambientati nella città partenopea, e traduttore in Francia dei testi di Umberto Eco, Elsa Morante, Leonardo Sciascia, Italo Svevo e Alberto Savinio. Schifano ha deciso di esporre dalla a alla zeta i motivi per cui è da sempre innamorato di Napoli, della sua storia millenaria scolpita in ogni pietra e della sua forte identità marchiata a fuoco nei cuori dei suoi abitanti. Una città unica al mondo, che lo scrittore celebra attraverso il racconto di eventi storici, di aneddoti letterari e di piccole curiosità che arricchisce con la sua visione personale e con i suoi ricordi di vita. Storia di una città che l’elegante prosa di Schifano trasforma in luogo mitico, il cui glorioso passato si intreccia al complicato presente in un’opera intrisa di cultura e passione.

Titolo: Dizionario appassionato di Napoli

Autore: Jean-Noël Schifano

Genere: Saggistica/Memoir

Casa Editrice: Ilmondodisuklibri

Pagine: 608

Codice ISBN: 978-88-96158-15-9

«[…] La vita è lì, la vita di Napoli nel suo potente specchio. Questi personaggi che schizzano fuori dalla creta e dalle tele che vedete parlare, gridare, chiamare il passante, abbuffarsi, sedurre, supplicare, mendicare, urlare dalle risate, recitare la commedia, mercanteggiare, russare sazi contro un pezzo di muro romano, ancheggiare al richiamo del tamburello nella grotta riversante il suo abbondante cibo, è il ventre avido e generoso di Napoli che si apre ai vostri occhi, è la scena oscena di Napoli che vi salta al collo».

Dizionario appassionato di Napoli di Jean-Noël Schifano si apre con la voce “Averno”, suggestivo lago vulcanico sito nel comune di Pozzuoli, ma anche soglia degli inferi che Enea attraversò insieme alla Sibilla cumana per raggiungere l’Ade. Nel combinare l’epica con la particolare geografia campana e con riflessioni audaci e colte, lo scrittore dimostra subito tutta la potenza di un’opera che apre la mente e il cuore del lettore curioso di scoprire quanto è possibile scavare nell’identità e nella storia di una città; «Approdando a Napoli dagli inferi, situati dietro Posillipo e la tomba di Virgilio, laggiù, nei Campi Flegrei, mi metto nella situazione ideale di colui che sa e a cui Napoli, dopo lustri di corpo a corpo, ha affidato dei segreti, ha messo e tolto le sue maschere, ha rivelato nella sua carne e nelle sue pietre l’opera lirica della sua esistenza […]». Pubblicato dalla casa editrice francese Plon nel 2007 e poi portato in Italia grazie a un’operazione di crowdfunding, Dizionario appassionato di Napoli diventa anche un’occasione per contestare i pregiudizi su una città che ha ispirato grandi opere d’arte e di letteratura, e che ha dato i natali o ha amorevolmente ospitato personaggi d’eccellenza. Schifano celebra l’esistenza di un popolo, da lui chiamata barocco esistenziale, vissuta in una città fondata nel VII secolo a.C. dai greci venuti dall’isola di Rodi, dediti al culto della sirena Partenope. E lo fa ripercorrendo le sue memorie, mescolandole alla Storia, al mito e alla tradizione. Dal punto di vista della sua personale esperienza con la città partenopea, lo scrittore rivela l’unicità di un luogo intriso di passione e di fierezza, che non si è fatto piegare da chi ha cercato di imbrigliarlo, che ha accolto ogni diversità con rispetto, e la cui identità si riflette da sempre in un popolo singolare e in perenne movimento: «Quando dopo tremila anni le carni si fanno pietre viventi di una Città, quando una civiltà fa vivere, per essere sé stessa, tutte le civiltà contradditorie che la compongono, quando la storia di ciascuno circola nella Storia di tutti, siamo nel cuore del barocco esistenziale, come Napoli lo vive, come noi lo viviamo a immagine di Napoli […]. Il dizionario è un’opera maestosa, estremamente accurata dal punto di vista storico e culturale, illuminata dalla sapienza e dalle memorie di un’intellettuale che riesce a far innamorare il lettore di una città che in pochi hanno davvero compreso nel profondo, e che Jean-Noël Schifano definisce come «una Pompei che non è mai stata seppellita».

TRAMA. Dizionario appassionato di Napoli di Jean-Noël Schifano è arrivato in Italia grazie a “SosPartenope”, un progetto di crowdfunding che il portale di cultura e casa editrice Ilmondodisuk ha lanciato, prima dalla piattaforma Derev e poi da Meridonare della Fondazione Banco di Napoli, con l’obiettivo di tradurre e pubblicare il Dictionnaire amoureux de Naples, edito in Francia da Éditions Plon. Per sostenere il progetto, più di un centinaio di artisti italiani e stranieri hanno donato le loro opere per una mostra (SosPartenope, 100 artisti per il libro della città) organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli ed esposta prima a Castel dell’Ovo, poi nella chiesa di San Giovanni Maggiore e, infine, all’interno del palazzo La Bulla. Dizionario appassionato di Napoli rivela nelle ventisei lettere dell’alfabeto il passato e il presente di una città unica nel suo genere, spaziando da eventi storici e culturali a ricordi personali dello scrittore, restituendo un ritratto di Napoli con le sue luci e le sue ombre, con le sue eccellenze e le sue contraddizioni, capace di smantellare gli stereotipi su una metropoli troppo spesso e troppo a lungo etichettata solo come covo del malaffare.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Jean-Noël Schifano è uno scrittore, traduttore, editore e operatore culturale francese. Dal 1972 al 1982 ha insegnato nelle Università di Pescara, Napoli (Istituto Orientale), Cosenza e Salerno. Dal 1970 ha partecipato a numerose conferenze e dibattiti presso varie istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Parlamento Europeo a Strasburgo. Ha scritto su giornali e riviste italiane e francesi: il Mattino, Le Monde, Senso, Ulysse, Enciclopedia Universalis, Globe. Ha scritto in qualità di critico d’arte su L’Oeil e Maison et Jardin. È stato editore per Editions Flammarion, Fayard e attualmente presso Gallimard. È stato co-creatore del premio Elsa Morante e creatore del premio Domenico Rea. Dal 1992 al 1998 è stato direttore dell’Istituto Francese di Napoli, il Grenoble, organizzando più di duecento mostre, tra le quali le personali degli artisti Topor, Ben, Velickovic, Esposito, Tatafiore, Cueco, Fromanger, Longobardi, Pignon-Ernest, Boltanski, Giorda, Combas. Ha tradotto in francese le opere di Umberto Eco, Elsa Morante, Leonardo Sciascia, Italo Svevo, Alberto Savinio e molti altri. Dal 1981 ha scritto e pubblicato con Gallimard saggi, racconti e romanzi che hanno come tema principale Napoli: Chroniques Napolitaines, La danse des ardents ou le vie de Masaniello, L’education anatomique, Everybody is a star, Suite Napolitaine e Sous le soleil de Naples, poi tradotti in Italia, Grecia, Romania, Brasile e Giappone. Nel 1994 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Napoli.

EVENTI.

– Giovedì 6 dicembre 2018 dalle 15.30 alle 18.00 presso Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Interverranno la scrittrice e conduttrice Antonella Del Giudice, l’editrice Donatella Gallone e il prof. Alvio Patierno, che ha coordinato la traduzione del volume realizzata assieme alle francesiste del Suor Orsola Benincasa. Ai loro interventi, l’attrice Tina Femiano affiancherà la lettura di alcuni brani tratti dall’opera.

– Venerdì 7 dicembre 2018 alle 17.00 presso Fondazione Premio Napoli (Palazzo Reale, piazza del Plebiscito, 1). Introdurrà l’incontro il presidente della Fondazione Premio Napoli, Domenico Ciruzzi, e interverrà il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli. Letture di Antonella Stefanucci.

Contatti

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