Il colore non mente mai ( Ed. Il Fiorino – Modena )

Scritto da Pietro De Montis il . Pubblicato in Libri

Disponibile il nuovo romanzo di Pietro De Montis

E’ uscito il romanzo ” Il colore non mente mai ” di Pietro De Montis ( Ed. Il Fiorino, Modena ), già disponibile in libreria (a Modena, presso Feltrinelli e Ubik ) e per l’acquisto “online” sulle piattaforme Mondadori Store, Amazon, IBS, LibroCo, Libreria Universitaria e altre.

Pietro De Montis, 41 anni, lavora come impiegato in un Istituto di Credito. Nutre la passione per la scrittura, ormai alla seconda esperienza in questo affascinante settore. Il romanzo è ambientato in un’anonima citta Emiliana che fa da sfondo ad una vicenda “noir”. Una donna viene rinvenuta cadavere nello studio di un noto Legale. Nuda, con una stella a cinque punte disegnata sul corpo. Da qui inizia una profonda esplorazione dell’intimo, per il lettore e per i singoli personaggi, che restituirà luce e verità al delitto solamente alla fine, in un vorticoso susseguirsi di emozioni. Un prete scoprirà di essere un uomo, prima di ogni altra cosa. Un pittore arriverà a conoscere se stesso ed una donna rivelerà i ricordi di un’infanzia spensierata nella Romania Comunista di Ceausescu. In tutto questo, solamente il colore riuscirà a svelare il colpevole. Con la prefazione di Piero Malagoli.

” Una storia avvincente, che mi ha dato la possibilità di affrontare anche temi molto attuali e controversi come l’emigrazione dai Paesi dell’Est Europa, l’emarginazione, il razzismo ma anche temi sensibili – sul piano Etico – come la convivenza, la morale Cattolica su Separazioni e Divorzi e la coerenza di certo clero. Infine, una rivelazione sconvolgente, con forti richiami al mondo dell’Esoterismo”

https://www.facebook.com/pietrodemontis76/

In libreria il nuovo romanzo di Edizioni EventualMente

Scritto da Fabiola Marchet il . Pubblicato in Cultura, Libri

In una Sardegna onirica degli anni Sessanta, un giovane trova l’amore e scopre che il mondo è più grande di quello che credeva

Esce per Edizioni EventualMente Chiaro di Venere di Claudio Demurtas, un romanzo ambientato negli anni ’60 dalla particolare qualità narrativa e il virtuosismo stilistico.

Il libro narra la storia di Federico Nemis, uno studente universitario di giurisprudenza, debole e titubante, insoddisfatto della vita, spesso invischiato in amori complicati, indifferente alle contraddizioni e alle problematiche di un’epoca che contesta idee, valori e comportamenti del passato, ma fanatico del mondo calcistico, l’unica sua vera passione giovanile.

La nomina di insegnante di lettere in una scuola media di uno sperduto paesino della Sardegna si rivela tuttavia provvidenziale. Fare il professore gli permette di acquistare una certa autonomia economica e dalla famiglia d’origine, ma soprattutto di comprare la sua prima Seicento, un grande vanto per quegli anni. Diventa pertanto il punto di riferimento di molti alunni, che lo apprezzano per la sua passione istintiva.

L’iniziale indifferenza a tematiche politiche, sociali e religiose lascia così finalmente spazio a un percorso di formazione e di crescita anche grazie all’incontro con Luisella, una matricola della facoltà di giurisprudenza che proviene da un ambiente sociale operaio molto diverso da quello di Federico, con cui sosterrà pian piano accese discussioni politiche. È il 1963, in piena guerra del Vietnam con tutte le sue atrocità, ma altre saranno le occasioni di dibattito, tra cui l’elezione in Cile di Salvador Allende nel 1970 e il golpe dell’11 settembre 1973 che porta al potere Pinochet.

Caduti i pregiudizi che l’hanno condizionato profondamente e negativamente, e in seguito agli incontri con don Marino, un prete contestatore, Federico trova infine se stesso e gli altri, l’amore tanto agognato e la vita.

Con questo romanzo d’esordio Demurtas filma una condizione umana più vasta con descrizioni puntuali, personaggi che si incontrano, si perdono e si ritrovano, emozioni, digressioni ragionate su liberalismo e comunismo, religione e religiosità, excursus antropologici, geopolitici e sociologici. Il tutto usando la parola in modo talentuoso, tessendo metafore e un fraseggiare classico e moderno allo stesso tempo.

Claudio Demurtas nasce a Mores, in provincia di Sassari nel 1942, ma vive tra Palermo e Carbonia, dove viene a contatto con culture portatrici di diversi valori fondamentali nella sua formazione e attività di scrittore. Trasferitosi a Cagliari, si laurea in Giurisprudenza e accetta l’incarico di assistente volontario del professore di Istituzioni di Diritto Romano. Ben presto diventa docente nella scuola media, attirato dalle problematiche giovanili conosciute durante gli studi universitari, dove insegna Diritto ed Economia Politica per più di 40 anni. Chiaro di Venere è il suo primo romanzo.

Torino fantastica: un ordine di dèi oscuri sconvolge il destino della città

Scritto da Fabiola Marchet il . Pubblicato in Cultura, Libri

Il cantante e scrittore ligure Federico Carro torna in libreria con un avvincente fantasy ambientato a Torino

Dopo il successo del libro Il segreto del verziere, il cantante e scrittore ligure Federico Carro torna in libreria con Il re della luce: l’ordine degli dèi oscuri, una storia fantasy romantica e avventurosa ambientata durante la Prima Crociata per conquistare Gerusalemme, il cui protagonista è un crociato di nome Fedrick.

Raggiunto in segreto il Santo Sepolcro, egli trova una misteriosa pietra che si rompe cadendo a terra, e libera una malvagia entità dai poteri demoniaci. Fedrick finisce così in un mondo parallelo, e decide di abbandonare la battaglia per raggiungere Eleonor, la ragazza di cui è innamorato, nella città di Torino. Non sa ancora che questa è la capitale di un impero proibito, fulcro di tutto il male che si cela nel mondo, e a nessuno, nemmeno agli dèi, è concesso entrarvi senza l’autorizzazione di chi la governa. Ma soprattutto, una volta dentro non è più possibile uscire.

Interessante e originale la scelta dell’autore di ambientare la storia nel capoluogo piemontese, invece della solita foresta del terrore o landa dei draghi. Si dice infatti che Torino sia uno dei vertici del triangolo della magia bianca, assieme a Praga e Lione, ma anche Londra e San Francisco. Per questo è considerata una città magica, misteriosa ed esoterica fin dalla notte dei tempi. Il luogo perfetto dove trasformare l’energia malvagia delle oscure divinità nel vero amore che lega le anime di Fedrick ed Eleonor.

Avvisato dei pericoli dell’impresa, Fedrick decide comunque di tentarla, assieme ad altri personaggi, inoltrandosi in luoghi pieni di insidie ed esseri maligni, paludi senza vita, boschi incantati, muri di rovi, tempeste, nebbie e incantesimi.

Riuscirà il cavaliere, in nome del suo potente amore, a sfidare l’ordine degli dèi oscuri che governa il mondo e a entrare nell’impero proibito per riunirsi a Eleonor? Che cosa vogliono gli dèi oscuri dagli uomini? Chi è la creatura rinchiusa nella pietra del Santo Sepolcro?

Questo è il primo romanzo di una trilogia fantasy che catapulta il lettore in un mondo dominato dal male e dall’odio, dove un eroe è pronto a rischiare la vita per riabbracciare la sua amata, nella più pura tradizione cavalleresca. Con lo stile aulico e raffinato che lo caratterizza, a tratti venato di ironia, Federico Carro dedica l’opera «a tutti coloro che non vogliono rinunciare all’amore con un pizzico di fantasia».

Il libro è disponibile su www.amazon.com, www.youcanprint.it, www.federicocarro.com e nelle migliori librerie.

Ufficio stampa Giro di Parole
media@girodiparole.it

Ricordare per stendere un ponte verso il nuovo

Scritto da Fabiola Marchet il . Pubblicato in Cultura, Libri

L’esordio letterario di Ilva Sartini con un romanzo sulla Seconda guerra mondiale e sui trattamenti disumani applicati nel San Benedetto, il manicomio di Pesaro

È uscito per Affinità Elettive Edizioni Al posto del dolore (15,00 €), il romanzo d’esordio di Ilva Sartini, ex dirigente di un’importante associazione di categoria, che con questo libro racconta il dolore e la miseria degli anni della Seconda guerra mondiale a Pennabilli e dintorni, terra in cui l’autrice ha trascorso l’infanzia e la giovinezza.

Nel romanzo si intrecciano le vicende di due donne appartenenti a due epoche diverse. La prima è Angela, una giovanissima contadina nata negli anni ’30 del secolo scorso che, dopo essere stata colpita in piena testa da una mucca, viene ricoverata in un’orribile stanza del San Benedetto, l’Ospedale Psichiatrico di Pesaro.
E poi Elisabetta, laureata a pieni voti in urbanistica in una prestigiosa università che, come tanti giovani italiani di oggi, alla soglia dei trent’anni è ancora in cerca di una sua stabilità. Frequenta master e corsi di specializzazione, fa stage e partecipa a concorsi, nella speranza di un contratto che si possa definire serio. Così, quando ormai valuta persino di trasferirsi all’estero, trova casualmente nel sito del Comune una novità che la stimola molto: un concorso d’idee per riqualificare la struttura pericolante del manicomio. Non può sapere che si tratta dello stesso luogo in cui fu ricoverata Angela oltre mezzo secolo prima.

È proprio una foto ingiallita, scovata per caso in un’enorme pila di cartelle mediche umide e polverose, abbandonate in una stanza del San Benedetto, a sconvolgere emotivamente Elisabetta, spingendola ad andare oltre il suo interesse professionale per il recupero della struttura. È la storia di Angela, protagonista dello scatto, morta prematuramente e in qualche modo legata alle vicende della sua famiglia. Che fine hanno fatto i documenti di questa giovane donna? Sono stati occultati di proposito? Qual era la sua reale malattia mentale? E soprattutto, si tratta di una malattia ereditaria?

A queste e altre domande dovrà rispondere Elisabetta, immergendosi in storie di guerra e fame del mondo contadino, di bombardamenti e di cadaveri abbandonati senza una degna sepoltura. Storie dell’occupazione dei tedeschi, della loro irruzione nella vita delle famiglie italiane, di superstizioni, soprusi fascisti e donne abbandonate. Ma anche di donne violentate nell’indifferenza del vicinato e della Chiesa, che anzi provvedevano a condannarle e ad allontanarle perché colpevoli di avere l’onore macchiato. Rinchiuse proprio in quei manicomi dove terapie mediche dolorose e spesso errate venivano somministrate con troppa facilità. Luoghi dai quali i pazienti, o supposti tali, a volte, uscivano privi di vita.

Al posto del dolore è un libro coinvolgente destinato a lettori di tutte le età, perché la storia incrociata di Elisabetta e Angela propone una riflessione senza tempo: non dimenticare per non ricadere negli errori. Ricordare per stendere un ponte verso il nuovo.

Ufficio stampa
media@girodiparole.it

 

Concorso enogastronomico “I sapori di Mario Rigoni Stern”: tante soddisfazioni per i ragazzi di tutta Italia

Scritto da Annalisa Scapin il . Pubblicato in Cultura, Gastronomia e Cucina, Libri

Giornate ricche di emozioni quelle vissute all’Istituto Superiore di Asiago. Quaranta tra studenti, docenti e dirigenti provenienti da mezza Italia si sono incontrati e messi in discussione durante il Concorso enogastronomico “I sapori di Mario Rigoni Stern”, organizzato dalla scuola stessa in seno al Progetto “Mario Rigoni Stern: un uomo, tante storie, nessun confine”. Questo primo grande appuntamento è stata la prova generale di quello che avverrà a novembre durante il FestivalConvegno nel quale istituti di vario grado e provenienza parteciperanno alla premiazione di vari concorsi, oltre a quello enogastronomico, e presenteranno i loro lavori accanto alle relazioni di docenti universitari di livello internazionale che saranno ospiti sabato 4 e domenica 5 novembre al Teatro Millepini della cittadina nel cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni.

L’importanza della competizione, che si è svolta martedì 30 maggio nei laboratori dell’istituto alberghiero, era chiara fin dall’inizio: insegnanti accompagnatori ripassavano ricetta e presentazione per i giudici con i loro allievi fin dal primo mattino. Si sono poi viste lacrime, sudore e tantissima concentrazione. Tutti si sono dunque messi in gioco allo scopo di ricevere i punteggi più alti sia per la pietanza preparata, ma anche per il servizio in sala e l’abbinamento del piatto con il vino del territorio di provenienza. A giudicare i sei gruppi come presidente della giuria Gianni Rigoni Stern, con lui Luigi Costa, giornalista e critico gastronomico, lo Chef Corrado Fasolato che conta nel suo Palmarès Tre Forchette del Gambero Rosso, due cappelli della guida de “L’Espresso – I Ristoranti d’Italia” e due stelle Michelin, il Sommelier Igor Tessari premio dell’anno 2013 come Miglior Sommelier per la Guida Ristoranti ChePassione, ed infine il Prof. Mariano Meneghini, ideatore e organizzatore del Concorso con la Prof.ssa Anna Maria Cavallarin e la Dott.ssa Annalisa Scapin.

La giuria non si è sbilanciata sui risultati, dato che le premiazioni si svolgeranno durante il FestivalConvegno di novembre, ma da tutti è stato percepito il grandissimo impegno dei ragazzi e delle scuole che si sono dedicate con serietà a rispettare le indicazioni presenti nel regolamento. Alla fine della serata il Dirigente Mario Porto ha consegnato ai singoli studenti e agli istituti un attestato di partecipazione e un famoso brano di Mario Rigoni Stern tratto da “Il sergente nella neve” che parla del cibo capace di legare anche i nemici in guerra. A rendere tutto più ufficiale è stato l’augurio inviato per l’occasione dall’Assessore Elena Donazzan e la presenza di Alessandro Dal Degan, unico chef stellato presente in Altopiano che si è messo a disposizione ad ospitare due studenti per un tirocinio nel suo locale “La Tana Gourmet”. Questa presenza ha destato nei giovani cuochi grandissimo entusiasmo trasformato presto in curiosità e dialogo col giovanissimo Chef.

L’obiettivo degli organizzatori dunque è stato totalmente raggiunto: si sono creati dei legami che percorrono la nostra Penisola da nord a sud. Il fil rouge è l’Altopiano e le persone che lo abitano per l’impegno dimostrato, la volontà organizzativa e le collaborazioni all’intero e all’esterno della scuola.

Si ringraziano tutti gli istituti partecipanti: Istituto di Istruzione Superiore “Almerico da Schio” – Vicenza, Istituto Superiore “Giovanni Falcone” – Gallarate (VA), IPSSAR “Giuseppe Maffioli” – Castelfranco Veneto (TV), IPSSEOA “Giovanni Falcone” – Giarre (CT), Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Pisacane” – Sapri (SA), Istituto di Istruzione Superiore “Pellegrino Artusi” – Chianciano Terme (SI), IPSSEOA “Costaggini” – Rieti (RI).

Un grandissimo “grazie” va alle aziende che stanno credendo in questo progetto e hanno offerto i loro prodotti, specchio di un territorio fiero delle sue tradizioni: Formaggi Pennar, Miele Guoli, patate di Rotzo Zecchinati, funghi Scapin, frutti di bosco de La Rossa di Asiago, mele e pere di Lusiana, Marmellate Rigoni di Asiago, selvaggina dell’Altopiano (offerta dai cacciatori Igor e Daniele), carne secca De.Co. e sopressa di Lusiana prodotta da Massimo Ronzani. Il progetto è inoltre sostenuto dalla ex Cassa Rurale ed Artigiana di Roana, da Rigoni di Asiago e della Confindustria, sezione di Bassano.

Per ultime, ma certamente non perché meno importanti, si devono ricordare tutte le energie investite in queste giornate dagli studenti delle varie classi dell’Istituto Alberghiero di Asiago, guidate dai professori Rigoni, Beamonte e Dal Pra e sostenute dai tecnici Tessari e Zagardi, che hanno cucinato e accolto gli ospiti del concorso, e ai ragazzi del Liceo e dell’Istituto turistico, con le Prof.sse Amort, Febbo, Pizzigolotto, Borgo, i Prof. Martello e Passuello, il Dott. Cunico, che sono stati presenti per visite guidate, riprese e interviste. La riuscita del concorso è stata possibile grazie all’intero segreteria, al personale tecnico e ai collaboratori.

Hbo Rai L’amica geniale: Elena Ferrante intervistata dal New York Times

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in Cultura, Film, Libri, TV

L’autrice misteriosa intervistata dal “New York Times” su “L’amica geniale” la serie Hbo – Rai, diretta da Saverio Costanzo e tratta dal primo romanzo della saga.

E’ sempre più “Ferrante Fever” negli Stati Uniti.  Il caso della misteriosa autrice della quadrilogia best seller mondiale, è stato rilanciato ieri dal “News York Times” con un’intervista alla scrittrice che racconta le sue emozioni su “L’amica geniale”, la serie Hbo – Rai in fase di preparazione, diretta da Saverio Costanzo, tratta dal primo romanzo della saga.

Vedere il racconto, che ha creato, diventare una miniserie tv è un “cambiamento radicale”, ammette. I personaggi, il quartiere “lasciano il mondo dei lettori per entrare in quello molto più vasto dei telespettatori, incontrano persone che non hanno mai letto di loro e che per circostanze sociali o per scelta non l’avrebbero mai fatto. E’ un processo che mi intriga” spiega la Ferrante.

Quando chiedono all’autrice, che da sempre protegge la sua identità con uno pseudonimo, se speri che dalla serie esca un’immagine diversa di Napoli rispetto a quella offerta da Gomorra, afferma: “Le città non hanno un’energia propria. Deriva dalla densità della loro storia, dal potere della loro letteratura e delle loro arti, dalla ricchezza emozionale degli eventi umani che vi hanno luogo. Spero che il racconto visivo provocherà emozioni autentiche, sentimenti complessi e anche contraddittori. Questo è ciò che ci fa innamorare delle città”.

Il progetto non vede la scrittrice partecipare direttamente alla scrittura della sceneggiatura (“Non ho le capacità tecniche per farlo”), ma sta contribuendo con alcuni suggerimenti sulle scelte per il set, in fase di allestimento, scrive il giornalista Jason Horowitz, e sui copioni. “Leggo i testi e mando note dettagliate. Non so ancora se ne terranno conto, ma è molto probabile che le useranno più avanti nell’ultima versione della sceneggiatura”.

Riguardo invece alla scelta delle due protagoniste, Lila e Lenù, sottolinea che “i bambini attori ritraggono i bambini come gli adulti immaginano che dovrebbero essere. Invece i bambini che non sono attori hanno qualche possibilità di uscire dallo stereotipo, specialmente se il regista è capace di trovare il giusto equilibrio tra realtà e finzione”.

Per lei infatti L’amica geniale non è una favola ma “un racconto realistico. E’ l’infanzia a essere colorata di elementi del fantastico, e sicuramente lo è anche Lila. Per quanto riguarda la fedeltà al libro, mi aspetto ci sia compatibilmente con le necessità del racconto visuale, che usa differenti strumenti per ottenere gli stessi effetti”.

E se la serie diventasse un fenomeno mondiale, una sorta di “Il trono di spade” italiano? “Sfortunatamente non offre lo stesso tipo di snodi narrativi”, minimizza.


Fonte:
  Il Mattino

Alto gradimento e successo di pubblico per la anteprima di “In Alaska” della Milandri

Scritto da giovanni rossi il . Pubblicato in Cultura, Libri

Panorami mozzafiato, animali selvaggi, temperature estreme: di questo e altro racconta Raffaella Milandri nel suo ultimo libro “In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi”, edito da Ponte Sisto e in distribuzione nazionale dai primi di giugno.  Ma il cuore del libro e della autrice sono imperniati su tematiche molto più profonde: la libertà, il bisogno di “riumanizzare la vita moderna, la salvaguardia dell’ambiente, il rischio di estinzione dei popoli indigeni.

Con la fragilità di una donna occidentale, ma con il coraggio di una guerriera, la Milandri affronta situazioni pericolose ed imprevisti durante un viaggio di oltre 10.000 km in Alaska e Yukon , su su fino al profondo nord. Spiega la autrice: “E’ un libro che ho scritto per i miei lettori, che dedico a tutti coloro che hanno voglia di evasione, di libertà, di umanità.

Un libro fuori dal consumismo e dalla globalizzazione. Ciò che scrivo deve aiutare a sentire, vedere attraverso i miei occhi, e a riflettere sulla straordinaria diversità che ci circonda, al di là della nostra routine e dei nostri binari “moderni”.

Ci hanno costruito attorno un mondo deprimente dove denaro, cemento, inquinamento creano le sbarre della nostra gabbia. Ma al di là di queste sbarre, ci sono posti meravigliosi e popoli straordinari da difendere. Sono tanti i film oggi che dipingono la umanità in fuga verso nuovi pianeti. Ma esistono ancora “altri pianeti” fatti di luoghi e di animi umani sulla terra, da proteggere e conservare”.

L’autrice

Scrittrice, fotografa umanitaria e viaggiatrice in solitaria, Raffaella Milandri, attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, è membro adottivo della tribù Crow, in Montana. E’ presidente fondatrice della Omnibus Omnes Onlus. Dice Raffaella Milandri: “Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo

dei popoli”. Come viaggiatrice solitaria è stata accolta da tribù nei più remoti angoli di mondo. Si dedica alla scrittura, alla fotografia e ai reportage, intesi come strumento di sensibilizzazione e divulgazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali, attraverso campagne di informazione, appelli, petizioni e

conferenze, e diffondendo filmati e interviste su media e social network. Varie le partecipazioni televisive e radiofoniche in Italia, numerosi gli articoli sui suoi viaggi, su quotidiani e riviste. Tra le mete dei suoi viaggi, ricordiamo la Papua Nuova Guinea, l’Alaska, il deserto del Kalahari, il Tibet, il Kimberly in Australia. Tra i Popoli Indigeni oggetto delle sue campagne per i diritti umani, i Nativi Americani, i Pigmei, i Boscimani, gli Adivasi dell’Orissa.

Libri pubblicati:

Io e i Pigmei. Cronache di una donna nella Foresta, Polaris 2011; La mia Tribù. Storie autentiche di Indiani d’America, Polaris 2013; In India. Cronache per veri viaggiatori, Ponte Sisto 2014.

Il Progetto “Mario Rigoni Stern: un uomo, tante storie, nessun confine” si presenta a Vicenza

Scritto da Annalisa Scapin il . Pubblicato in Cultura, Libri, Turismo

La Conferenza Stampa di presentazione del Progetto “Mario Rigoni Stern: un uomo, tante storie, nessun confine” ha visto la partecipazione di vari ospiti che hanno accolto e apprezzato l’impegno dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Asiago. L’Assessore Elena Donazzan, con il Dirigente scolastico di Asiago, il presidente dell’Unione Montana Spettabile Reggenza Sette Comuni hanno aperto le danze con un saluto ai presenti, che, proprio nell’anniversario del ritorno dal fronte di Mario Rigoni Stern, si sono raccolti alla Villa Zileri Motterle di Monteviale.

La Prof.ssa Anna Maria Cavallarin, ideatrice del progetto con la Dott.ssa Annalisa Scapin, ha parlato della nascita dell’idea, del suo sviluppo e di quanti stanno contribuendo alla realizzazione del progetto: dagli enti pubblici territoriali, ai produttori di prodotti tipici, dalle associazioni no profit a quelle di categoria, fino alle istituzioni bancarie. Alcuni studenti hanno poi riferito il loro punto di vista sulle attività di alternanza scuola-lavoro che fanno crescere il progetto in un’ottica nuova, che vede attori protagonisti non solo fruitori passivi gli studenti, come avrebbe voluto l’autore di Asiago.

La Confindustria, divisione di Bassano, e l’ex Cassa Rurale ed Artigiana di Roana, che con la Rigoni di Asiago stanno finanziando il progetto, erano presenti con l’ex direttore Gian Luigi Angonese ed il rappresentante dell’aggregato di Asiago di Confindustria, Gregorio Gelmini. Entrambi hanno messo l’accento sui molti riflessi positivi che un progetto come quello presentato dalla Scuola Superiore di Asiago può portare al territorio. C’è stato spazio per un graditissimo intervento di Andrii Omelianiuk, traduttore de Il sergente nella neve in ucraino, volume presentato un paio di mesi fa nella stessa sede vicentina. Infine il Maestro Bepi De Marzi ha intrecciato ricordi, opinioni e la direzione del coro formato da alcuni studenti di Asiago, regalando un’atmosfera già magica, come quella offerta dalle pareti dipinte dal Giovane Tiepolo della sala messa a disposizione dalla famiglia Motterle.

Il buffet organizzato dai ragazzi dell’Alberghiero sotto la guida dei Prof. Francesco Rebeschini e Mariano Meneghini – anche responsabile per il Concorso enogastronomico nazionale “I sapori di Mario Rigoni Stern” (Asiago, 29-30 maggio 2017) – ha creato la migliore atmosfera per uno scambio di opinioni, prezioso arricchimento per il miglior proseguo nei lavori del FestivalConvegno nel novembre 2017.

Antonio Cospito: Dio Parla nella Sofferenza

Scritto da Rete Cattolica il . Pubblicato in Libri, Religione

Prima il successo, il superlavoro, la televisione. Poi la malattia, la disabilità, lo scoraggiamento.

A fare da filo conduttore tra la prima e la seconda vita di Antonio Cospito (www.antoniocospito.eu), 46enne originario di Matera trapiantato in Piemonte, è la fede anche se sofferta, messa duramente alla prova da diverse patologie degenerative che lo ha colpito da qualche anno. Consacrato laico fra i dehoniani oranti dal 2009, vive insieme a Natale Maroglio, un altro consacrato 65enne che lo assiste instancabilmente durante ogni ricovero in ospedale e lo conforta.

«Il 22 Marzo 2017 ho ricevuto la visita del vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti, che mi ha invitato a vedere la mia stanza come una cella di fede, di preghiera. “Nella tua situazione stai vivendo la Passione”, mi ha detto, trasmettendomi una grande pace e consolazione. Mi sento rinato, pieno di speranza», riferisce Antonio, vulcanico anche se costretto a una mobilità limitata. Ha firmato decine libri di spiritualità (alcuni a quattro mani con il confratello Maroglio) e brani musicali, fra i quali il primo in assoluto dedicato a papa Francesco, poche ore dopo la fumata bianca del conclave di quattro anni fa.

Ma la sua passione per le note inizia fin da ragazzo, nella sua parrocchia: «A 14 anni ero responsabile della corale polifonica e del canto nel gruppo di preghiera del Rinnovamento nello Spirito Santo». Già da allora la sua famiglia di origine contrastava questo cammino di fede, nonostante l’appoggio del parroco. «Qualcuno mi disse che ho il carisma di citare la Parola per consolare le persone», ricorda. Dopo il diploma, fonda con alcuni compagni di scuola una band di musica leggera, che lo porta in tour per le piazze della Calabria, della Puglia e della Basilicata. In seguito apre un bar-pizzeria-ristorante con musica dal vivo, «in cui si sono esibiti anche cantanti famosi».

Nel 1995 si trasferisce a Milano e lavora in un bar. Poi a Cologno Monzese inizia la sua collaborazione per diverse società come direttore artistico e per alcuni programmi televisivi di Mediaset e Rai come organizzatore del pubblico. Si avverte nella voce un pizzico di nostalgia quando ripercorre gli anni trascorsi negli studi di “Scherzi a parte” con Teo Teocoli, “Super” con Laura Freddi e Gerry Scotti, “Jammin” con Federica Panicucci, “Ore 12” sempre con Scotti, “Ci vediamo in Tv” con Paolo Limiti, “Ok il prezzo è giusto!” con Iva Zanicchi. «Ho seguito pure per diversi anni casting, videoclip e le selezioni dell’Accademia di Sanremo, Sanremo Rock, collaborando con diversi big della canzone italiana e un grande maestro di orchestra come Vince Tempera».
Nel tempo libero Antonio si dedica al volontariato presso l’ospedale di Desio e all’animazione liturgica della Messa festiva in rito ambrosiano. «Guidavo anche la preghiera del rosario, intervallando i misteri con un canto; i pazienti mi ringraziavano prima di tornare nelle loro stanze». Finché, dopo un accurato discernimento, otto anni fa si trasferisce nella provincia di Cuneo e decide di professare il voto di castità diventando un dehoniano orante: «Conoscevo la loro spiritualità e ho scelto di dedicarmi a Dio, dopo aver compreso che il matrimonio non era la mia strada». Scelta condannata dai genitori, dalla sorella più grande, dal fratello minore e dai parenti, che hanno interrotto i rapporti con lui: «Hanno detto che mi considerano morto, un motivo di sofferenza ulteriore», confida.

Al dolore umano e psicologico si aggiunge quello fisico: prima un carcinoma alla prostata, poi altre patologie progressive alla colonna vertebrale e un deficit alla mano destra, che ne limitano i movimenti e lo obbligano a tenere durante il giorno un collare cervicale oltre a un’imbracatura al braccio. Ma Antonio, costretto ad abbandonare l’amato lavoro, non si arrende: «Subito dopo l’elezione di papa Francesco, la sera del 13 marzo 2013, ho scritto testo e musica di un pezzo dedicato a lui, sulla profezia dell’umiltà. Poi gli ho spedito il cd con una lettera e lui mi ha risposto inviandomi la benedizione apostolica».

Qualche mese dopo, il 5 giugno, all’udienza generale in Vaticano l’abbraccio con Bergoglio, che si ripete il 21 giugno 2015, durante la sua visita pastorale a Torino. Il 25 marzo avrebbe dovuto partecipare alla Messa presieduta dal Santo Padre al Parco di Monza, ma ha dovuto rinunciare per un malore. Nel suo ultimo volume, distribuito da Amazon, Cospito ha voluto raccogliere messaggi e discorsi del pontefice a quattro anni dalla sua elezione.

«A volte consolo gli altri e non riesco a consolare me stesso; mi sento abbandonato anche dalle istituzioni – conclude Antonio –. Ma il Signore agisce di continuo nella mia vita attraverso tanti piccoli segni e doni: una telefonata, una visita, una parola. Quando hai Cristo come amico, hai gioia e felicità, e Il Giubileo della misericordia ci ha ricordato che Lui ci aspetta a braccia aperte, come fa il padre con il figlio prodigo. Con questa consapevolezza ogni sofferenza fisica può essere alleggerita e vissuta con la serenità che ti può dare solo Dio».

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Area Stampa 360
Testo di Laura Badaracchi
www.areastampa360.com

Presentazione del progetto su Mario Rigoni Stern alla Villa Zileri Motterle di Vicenza

Scritto da Annalisa Scapin il . Pubblicato in Cultura, Istruzione, Libri

L’Istituto di Istruzione Superiore “Mario Rigoni Stern” di Asiago presenterà il progetto Mario Rigoni Stern: un uomo, tante storie, nessun confine”, il 9 maggio 2017 alle ore 17,30 a Monteviale, presso villa Zileri Motterle. La conferenza stampa prevede la presenza di illustri esponenti del mondo istituzionale, culturale e scolastico veneto; l’assessore Elena Donazzan introdurrà il progetto sostenuto dalla Regione Veneto.

Il progetto comprende una serie di concorsi regionali e nazionali ed un impegno didattico-professionale secondo la formula dell’ASL (alternanza scuola lavoro), recentemente entrata negli istituti superiori con autorità di legge. L’originale struttura è la base per l’organizzazione del FestivalConvegno del 3-4-5 novembre 2017 ad Asiago.

Il FestivalConvegno ospiterà studiosi di fama internazionale (Carlo Ossola, Giuseppe Mendicino, Mario Isnenghi, Eraldo Affinati, Luca Mercalli, Ugo Sauro, Giovanni Kezich, Sergio Frigo, Andrii Omelianiuk, Bepi De Marzi) per fare un punto della situazione sull’attualità del messaggio di Mario Rigoni Stern, la cui dimensione di scrittore-testimone del secondo conflitto mondiale e della ricchezza inestimabile di ogni patrimonio naturalistico sta raggiungendo proporzioni europee ed extra europee.

Visita il sito dedicato al progetto: http://www.studiasiago.it/progetto_mrs/