Le certezze che si sgretolano: esce Lithium 48, il romanzo distopico di Fabio Iuliano

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Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Lithium 48 di Fabio Iuliano

Un racconto ambientato nel 2002 in una Parigi stravolta dalle paranoie del protagonista Simone, rinchiuso tra le mura di un ospedale psichiatrico con un buco nella memoria di quarantotto ore. Una storia intensa e sofferta che riflette un momento storico in cui le certezze dell’umanità si stanno sgretolando una dopo l’altra. Simone si fa portatore del senso di smarrimento e sospetto che è seguito all’11 settembre 2001, e della paura che si è introdotta in ogni contatto umano esterno al proprio quotidiano. Con una scrittura acuta e sensibile, Fabio Iuliano racconta del viaggio del protagonista a ritroso nel tempo per afferrare il significato delle sue azioni e dei suoi pensieri. Un percorso reso impervio dalla presenza di pericoli reali e immaginari, in cui la posta in gioco non è solo capire il mondo che lo circonda, ma soprattutto sé stesso.

Genere: Distopico

Casa Editrice: Aurora Edizioni

Collana: Pensieri nuovi

Pagine: 70

Codice ISBN: 978-88-9480-816-2

Link vendita dal sito della casa editrice:

“[…] Esistono gabbie di ogni forma e dimensione. A forma di ufficio, a forma di palco, persino a forma di studio televisivo. Le banche di cui parlava Bert, lo spazzacamino. L’amico di Mary Poppins. Non abbiamo mai dato la giusta importanza a ciò che ci facevano vedere da piccoli: Mary Poppins, ad esempio, ci insegnava a diffidare delle banche. Meglio spendere due penny per far mangiare piccioni, piuttosto che far mangiare maiali”.

GUARDA IL BOOKTRAILER DI “LITHIUM 48”

Lithium 48 racconta una storia che fin dalle prime pagine confonde e sconcerta il lettore. È impossibile infatti non domandarsi se la realtà che il protagonista Simone sperimenta sia concreta o frutto delle sue allucinazioni. Il ragazzo è vittima della paranoia di essere spiato da telecamere onnipresenti e da amici e colleghi di lavoro guidati da una regia esterna, cha ha il solo scopo di incanalarlo in una vita preordinata e rispondente a un copione scritto per intrattenere un pubblico di voyeur. Tutto ha inizio con Simone che si ritrova confinato in una struttura per malati mentali, la Espace Maison Blanche, senza saperne il motivo. Comincia così un viaggio alla conquista di una memoria perduta e alterata dal trattamento farmacologico al quale è sottoposto. Nel ripercorrere le quarantotto ore che lo separano dalla verità, il protagonista del romanzo riflette sul senso di terrore che ha accompagnato l’uomo da quel tragico attentato alle Twin Towers del 2001, e sull’idea che la paranoia e il sospetto siano ormai le uniche armi di difesa contro i pericoli del mondo odierno. Simone si affida alla musica per cercare di arginare la follia in cui, nei brevi momenti di lucidità, sa di stare precipitando. La sua vita è scandita dalle parole dei testi delle canzoni che ama, e che riporta nel racconto dei suoi due giorni di buio. La musica è tanto importante nell’universo privato del protagonista come in quello dell’autore, che il romanzo si apre con una playlist delle canzoni citate, e con il codice QR da utilizzare su Spotify per poterle ascoltare. A seguito dell’amara rivelazione dei particolari del suo tempo perduto, Simone comincia a riacquistare consapevolezza ed è a questo punto che il racconto si fa denso e significativo. Egli oscilla tra diverse interpretazioni di ciò che vede e sente, il dubbio si insinua in lui e anche in chi legge. Se la paura del diverso e delle situazioni nuove permea i suoi pensieri all’inizio del romanzo, i numerosi rimandi alla storia di Mary Poppins raccontano un’altra verità. Sembra che nella mente del protagonista si faccia strada l’idea di combattere la paranoia con l’entusiasmo della scoperta, la stessa che porta l’istitutrice Mary a far conoscere ai bimbi personaggi insoliti e a insegnare a non avere paura del mondo e di chi è diverso da loro. Nel suo essere un ritratto estremizzato dell’uomo contemporaneo, Simone porta con sé l’accettazione dolorosa della paura e della sconfitta, ma anche il riscatto della vita sulla violenza e i pregiudizi.

TRAMA. Simone, un giovane giornalista e musicista, è sedato e rinchiuso in una piccola stanza bianca dell’Espace Maison Blanche, una struttura dove vengono confinate le persone sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio. È solo l’atto finale di un percorso di 48 ore attraverso i vicoli di una Parigi controversa e misteriosa, in una dimensione filtrata dagli obiettivi di telecamere che Simone sente continuamente addosso. Egli cerca di ricostruire i motivi che l’hanno condotto in quel luogo e a quell’idea di essere manipolato da chi ha intorno e di avere solo l’illusione di essere libero. L’unico modo per capire la verità è quello di perdersi nelle strade di una terra familiare e sconosciuta insieme, che altro non è se non la metafora della ricerca di sé stessi.

BIOGRAFIA. Fabio Iuliano è un giornalista, musicista e insegnante di lingue. In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal + e ha collaborato con l’Ansa e con il Centro (ex gruppo l’Espresso). Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America, ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Per Aurora edizioni, casa editrice indipendente trentina, ha già firmato New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz. Lithium 48 è il suo secondo romanzo.

Presentazione del romanzo Lithium 48 del 20 aprile 2018:

“Lithium 48, Parigi tra rock e distopia”.

Libreria: La Cura – libri & altre carte via Latini nn. 24-26, 64026

Roseto degli Abruzzi 085 8942943 librerialacura@email.it Evento: https://www.facebook.com/events/201797943918802/

“Passando” – Brano collegato alla playlist del romanzo; testo/ musica a cura di Fabio Iuliano.

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Presentazione del prestigioso catalogo dell’Editoriale G. Mondadori alla Milano Art Gallery: un successo

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Alla Milano Art Gallery in via G. Alessi, 11, venerdì 16 marzo alle 18.00, si è tenuta la presentazione del nuovo catalogo Editoriale Giorgio Mondadori. L’evento, pensato per promuovere il prestigioso Catalogo dell’Arte Moderna – Gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi – n. 53 all’interno della mostra collettiva “L’arte delle donne”, ha visto presenziare molte personalità di spicco. Partendo dall’organizzatore, il manager Salvo Nugnes, hanno portato il loro prezioso contributo anche il fotografo Roberto Villa, amico di Dario Fo e Pier Paolo Pasolini, e il direttore della casa editrice, Carlo Motta.

Strumento di promozione e consultazione, il catalogo, nato negli anni Sessanta e rilevato da Editoriale Giorgio Mondadori un decennio dopo, si presenta come la più longeva pubblicazione di genere nel panorama italiano. Questo grazie al forte interesse per un settore che vede quest’anno il record assoluto di 828 presenze artistiche nella seconda sezione, quella dedicata all’arte contemporanea.

Grandi protagoniste dell’annuario le donne: Artemisia Gentileschi, Fede Galizia, Tamara de Lempicka, Frida Kahlo, Vanessa Beecroft e Marina Abramović. Si parla del loro diritto all’arte acquisito nel corso dei secoli e “L’arte delle donne”, mostra organizzata da Spoleto Arte, è stata il teatro perfetto per poterne parlare. L’esposizione, aperta gratuitamente al pubblico fino a giovedì 29 marzo, ha infatti come tema centrale la donna e tutto ciò che la concerne.

L’esibizione ha visto come sue madrine il giorno dell’inaugurazione, giovedì 8 marzo, due grandi giornaliste e scrittrici: Silvana Giacobini, direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e Vanna Ugolini de «Il Messaggero».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere all’indirizzo info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Un solo Dio per tutti? – Alessandro Meluzzi lo rivela alla Milano Art Gallery

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Alla Milano Art Gallery, storica location in via G. Alessi, 11 nel cuore di Milano, si terrà la presentazione dell’ultimo libro di Alessandro Meluzzi, noto personaggio televisivo spesso ospite di  trasmissioni come Quarto Grado e Matrix. Il saggio – scritto assieme a Giuseppe Romeo, analista politico, saggista e accademico – Un solo Dio per tutti? – Politica e Fede nelle Religioni del Libro (Imprimatur) farà il suo debutto martedì 10 aprile alle 18.00.

In occasione della mostra personale dell’artista Vincenzo Maio, noto fotografo e giornalista campano, dal titolo “Fotografie” – la quale verrà inaugurata giovedì 29 marzo e rimarrà aperta gratuitamente al pubblico fino a venerdì 13 aprile – Alessandro Meluzzi, in compagnia del relatore Salvo Nugnes, manager della cultura e direttore di Milano Art Gallery, nonché organizzatore dell’evento, proporrà al pubblico la sua nuova opera. A lui vanno ricondotti tutti gli spunti orientati verso la dimensione sociale del confronto tra le tre grandi religioni monoteistiche e i fatti contemporanei. A Giuseppe Romeo invece l’aspetto politico e geopolitico e le manifestazioni spirituali nel cristianesimo, nell’ebraismo e nell’islamismo.

Dalla nota degli autori: «In un momento della nostra vita di cittadini di un mondo sempre più piccolo nel quale spiritualità, fede e politica si intersecano spesso siamo tutti, nello stesso tempo, testimoni delle incertezze che i sistemi politici creano invece di risolvere e vittime di un diffondersi di violenza che si sovrappone e rende imperative le dinamiche economiche in un modello di relazioni politiche e sociali che si restringe sempre di più. Tra potere e religiosità si sono confrontati imperi e stati, oggi individui e nazioni, in una misura globalizzata di un io che vive nell’epoca della comunicazione attiva e interattiva… Una considerazione che non è solo valida per il cristianesimo. L’ebraismo prima e l’islam successivamente hanno assunto aspetti del potere ritenendosi fattori essenziali per ricercare quell’unità e quell’universalità delle rispettive comunità nella misura in cui una nuova identità riconciliata ognuna con il proprio Dio potesse far fronte alla diversità, assumendo se stessa come migliore offerta politica di creazione di un modello condiviso di potere.»

Per maggiori informazioni è possibile  chiamare lo 0424525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

LA (INESORABILE) VENDETTA DEL GRANDE CETRIOLO, il nuovo libro di Roberta Boriosi

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LA (INESORABILE) VENDETTA DEL GRANDE CETRIOLO

Secondo Manuale Eroicomico di Sopravvivenza

di Roberta Boriosi

A un anno dall’uscita de Il Grande Cetriolo. Manuale eroicomico di sopravvivenza, Roberta Boriosi torna nel fantastico mondo di Cucurbilandia per narrare nuove tragicomiche avventure di Oscarina Mammaliturchi e dei surreali personaggi che la circondano. La scrittrice e drammaturga mette in scena una commedia umoristica sulla difficoltà di esprimere il libero pensiero e di essere coerenti con sé stessi, in un mondo che tende ad appiattire ogni anelito di originalità. Questo singolare romanzo si propone di essere una cura per la salute mentale, e un momento di stacco dall’amara realtà per farsi una sana risata liberatoria.

Autore: Roberta Boriosi

Genere: Narrativa umoristica

Casa Editrice: Sillabe di Sale Editore

Prezzo: 13 euro

Pagine: 126

Codice ISBN: 978978-88-85464-00-1

Roberta Boriosi in La (inesorabile) vendetta del Grande Cetriolo. Secondo manuale eroicomico di sopravvivenza narra di un lontano paese, Cucurbilandia, in cui il controllo della popolazione non avviene tramite tirannia ma promuovendo la mediocrità. In questo contesto si muove la protagonista Oscarina Mammaliturchi, “assistentona graduata della gloriosa Polizia di Cucurbilandia in attesa di quiescenza”, che tenta con scarso successo e con esiti grotteschi di rimediare alla passività e alla disinformazione dei cittadini. La storia di Oscarina e dei personaggi-macchiette che la circondano è narrata con la vivacità e la leggerezza tipica di una cantastorie navigata; la scrittrice è infatti prima di tutto una drammaturga, e nella struttura a episodi offre il meglio di sé, creando quadri di impatto umoristico che ben si presterebbero a una rappresentazione teatrale. Ciò che più colpisce del romanzo è la minuziosa caratterizzazione dei personaggi: dalla protagonista testarda e goffa, “tonica come una medusa spiaggiata” che fa il meno possibile mettendoci il massimo impegno e arrivando sempre a combinare disastri, a Carapace “esperto onnicomprensivo” che predica la verità suprema ma che non riesce a discostarsi dall’ordine costituito, al pappagallo Policarpo detto Pedro, scappato da un zoo di Tenerife e indovino nei mercati rionali, a Paticchio “sospiratore seriale” fino al buon Kiamby “tuttofare nullafacente”. Il mondo creato da Roberta Boriosi è così profondamente concepito che in rete è possibile trovare blog dedicati alla città-stato di Cucurbilandia e a Oscarina Mammaliturchi. Nonostante alla base del racconto vi sia un intento umoristico e paradossale, ogni personaggio e situazione all’apparenza nonsense porta al suo interno un messaggio importante. Oscarina, ad esempio, è la metafora dell’individuo soggetto alla meschinità di un ambiente di lavoro corrotto, che invece di adagiarsi e trarre profitto dal contesto in cui vive cerca con i suoi mezzi, purtroppo modesti, di cambiare la realtà. Vi sono risate e un’amarezza di fondo in La (inesorabile) vendetta del Grande Cetriolo; vi è una rappresentazione delle incongruenze e delle assurdità della società contemporanea, che fanno sì che il nostro mondo assomigli più di quanto si possa immaginare a quello di Cucurbilandia. E tra un sorriso e un’espressione inebetita si ha il tempo di riflettere su quanto sia importante la libertà di pensiero e di espressione, e come sia più giusto seminare idee e non solo cetrioli.

“[…] Dov’è Cucurbilandia? Bisogna andare avanti fino al limite della Logica e poi procedere (molto) oltre. Quindi scartare la Via del Buonsenso e finalmente lì, proprio un paio di metri oltre la Fine della Decenza Cerebrale, sorge l’Ineffabile Repubblica di Cucurbilandia con annessi e connessi: Grande Baracca della Gloriosa Polizia compresa”

TRAMA. Oscarina Mammaliturchi ha scritto un Manuale di sopravvivenza a uso delle giovani leve della Gloriosa Polizia dell’ineffabile Repubblica di Cucurbilandia, che purtroppo non ha prodotto i risultati sperati. Anzi, è proprio passato inosservato. L’ansia della protagonista cresce ogni giorno, convinta che vi saranno provvedimenti disciplinari e una inesorabile vendetta dal Grande Cetriolo, entità mitica e oscura. Oscarina sente lo sguardo di disapprovazione su di sé e diventa paranoica su tale inesorabile ma ipotetica vendetta. A interrompere le elucubrazioni della sventurata è un evento assurdo capitato nel bagno della Grande Baracca della Gloriosa Polizia di Cucurbilandia. Si apre infatti un buco nella parete, che permette un contatto tra il mondo di Oscarina e la Terra. Dall’altra parte vi è una redazione televisiva, che approfitta della situazione per conoscere e fare notizia su una realtà considerata aliena. Iniziano così dei collegamenti multi-versali con cui i terrestri cercano di capire, tra mille fraintendimenti, quali siano le consuetudini e le regole morali alla base di quel mondo sconosciuto. Oscarina rivela di essere una rompiscatole, intenta a scrivere lettere di protesta all’ “Onesta Voce di Cucurbilandia”, giornale locale che ignora ogni problema del cittadino, e dedito solo agli scandali e alla cronaca nera. Una strampalata serie di personaggi si avvicenda nel racconto, e ognuno di loro non fa che creare confusione nei già deliranti monologhi della protagonista. Al momento della chiusura del buco, Oscarina capisce che era tutto un sogno, che però ha piantato un seme nella sua coscienza. Non vuole più essere un’illusa utopista, vuole combattere in prima linea contro la prepotenza passiva del potere, e informare e risvegliare la coscienza dei cittadini. Per farlo diventa una blogger, rendendosi alla fine conto, dopo l’oscuramento del suo sito perché ha osato dire la verità, che la facilità e immediatezza della comunicazione virtuale non va di pari passo con la libertà di espressione.

http://www.robertaboriosi.webnode.it

http://www.oscarina-mammaliturchi.webnode.it

BIOGRAFIA. Roberta Boriosi, scrittrice e drammaturga, nasce a Città di Castello. Nel 1983 compie un viaggio di otto mesi in Bolivia e al ritorno pubblica Bolivia, una realtà, raccolta di lettere e impressioni di viaggio. Nel 1986 è tra le prime donne in Italia a entrare nella Polizia di Stato. Dal 1984 al 2004 pubblica col suo nome e con lo pseudonimo di Minever Morin diverse opere di narrativa e di teatro. Nel 1990 pubblica il romanzo Licenza di pensare, ispirato alla sua esperienza di agente della Polizia Stradale per il quale viene invitata a diverse trasmissioni radiotelevisive nazionali. Nel 2000 pubblica assieme all’amico e collega Marco Melloni il breve romanzo Occhi di sorcio, vicenda realmente accaduta di una improbabile amicizia tra un poliziotto in crisi per il suicidio di un collega e un minorenne colombiano pedina del narcotraffico internazionale. Del 2001 è l’omonima riduzione teatrale di Occhi di sorcio, la quale vince il Premio “Napoli Drammaturgia in Festival”. Nel 2002 viene assassinato a Bologna il giuslavorista Marco Biagi, e nel 2004 Roberta Boriosi scrive il suo secondo dramma l’Ombra dei portici, dedicato alla triste vicenda. Il testo è recitato da Mauro Marchese, che ne cura anche la regia. Nel 2009 viene tradotto e messo in scena a Parigi da Dimi de Delphes. Dal 2005 al 2010 frequenta assiduamente Parigi per seguire la sua attività teatrale, pubblicata e rappresentata in Francia con lo pseudonimo di Minever Morin (associata S.A.C.D). Nel 2005 scrive la sua prima fiaba per l’infanzia, Il Libro magico, tradotto poi in francese e messo in scena sia in Italia che in Francia. Seguono altre commedie, drammi e produzioni per l’infanzia. Nel 2007, sotto pseudonimo, esce il romanzo Esperia. È la città il corpo del reato (Robin Editore), in collaborazione con Marco Melloni. Il seguito Esperia. La polizia è infetta esce nel 2012 (Corbo Editore). Nel 2016 pubblica il romanzo umoristico Il Grande Cetriolo. Manuale eroicomico di sopravvivenza, al quale segue nel 2017 La (inesorabile) vendetta del grande cetriolo. Secondo manuale eroicomico di sopravvivenza, entrambi per Sillabe di Sale editore.

MAG: in anteprima il prestigioso Catalogo dell’Arte Moderna Editoriale G. Mondadori‎ con vari vip

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Grande attesa alla Milano Art Gallery per la presentazione del prestigioso Catalogo dell’Arte Moderna – Gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi – n. 53 pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori, prevista per venerdì 16 marzo, alle ore 18.00. L’evento è organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore della Milano Art Gallery e vedrà la partecipazione straordinaria del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Dario Fo e di Pier Paolo Pasolini, e del direttore dell’Editoriale Giorgio Mondadori Carlo Motta.

La Milano Art Gallery, ubicata in via Alessi, 11, è stata fondata quasi cinquant’anni fa ed è stata per molti la galleria di riferimento del Maurizio Costanzo Show. Sede di importanti esposizioni, nel corso del tempo, ha ospitato mostre di rilievo, con protagonisti maestri dell’arte contemporanea del calibro di Mario Schifano, Renato Guttuso, Sandro Chia, Fausto Pirandello, Gillo Dorfles, Gino De Dominicis, Amanda Lear e l’indimenticabile premio Nobel Dario Fo.

L’evento si terrà nel contesto della mostra L’arte delle donne, che è stata inaugurata lo scorso 8 marzo alla presenza delle giornaliste Silvana Giacobini, direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e Vanna Ugolini de «Il Messaggero», che hanno prestato la loro voce per parlare proprio del tema caldo del giorno: le donne.

L’esposizione, aperta gratuitamente al pubblico fino a giovedì 29, ha come tema centrale tutto ciò che riguarda il mondo femminile. Indipendentemente dal genere dell’autore, L’arte delle donne celebra la creatività dedicata a quest’universo, a dimostrazione che queste opere non solo comunicano quanto sta accadendo oggi, ma affrontano prima fatti, situazioni, sensazioni, problematiche e soluzioni che si devono ancora pienamente esplicitare.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424525190, scrivere all’indirizzo info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Roma: serata indimenticabile al Piram Hotel**** per Federica Marin e Roberta Camerino

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Si è inaugurata alle 19.00 dello scorso venerdì 16 febbraio la personale di Federica Marin dal nome evocativo: Fotograffi. L’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico fino al 3 marzo 2018, si svolge nel prestigioso Piram Hotel**** di via Giovanni Amendola, 7, a Roma.

Esattamente qui, alla stessa ora, la nota stilista Roberta Camerino ha presentato il suo libro intitolato Schegge di R. Introdotto dal prof. Vittorio Sgarbi, il diario è una raccolta di ricordi legati alla figura della madre, la stilista veneziana amica di Coco Chanel e Salvador Dalì.

Entrambi gli appuntamenti sono stati organizzati dal manager di celebri volti dello show business Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte – a cura di Vittorio Sgarbi – che vi ha preso parte assieme ad altre personalità di spicco. Hanno contribuito al vernissage con la loro preziosa presenza Giovanna Bizzarri, direttamente dal programma Sottovoce di Rai1, e l’inviato speciale di Striscia la Notizia Patrick Ray Pugliese.

Rimarranno invece fino alla conclusione di Fotograffi – lo si può dire con certezza assoluta e un sorriso compiaciuto – Sofia Loren, Maria Callas, Amanda Lear, Katia Ricciarelli e molte altre donne che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo dello spettacolo. Le fotografie delle dive vengono infatti riviste in un’ottica personale da parte dell’artista Federica Marin.

Una mostra, questa, segnata dal desiderio di condividere i propri pensieri e le proprie impressioni su delle donne carismatiche che, in un modo o nell’atro, riescono a entrare nella vita di tutti i giorni e a divenire un importante punto di riferimento, se non un modello, come avviene per Roberta Camerino. La stilista, in veste di scrittrice, narra in Schegge di R la sua esperienza di “figlia d’arte”, la vita con la madre Giuliana Coen, arricchendo il tutto con curiosi aneddoti. Ma non rimane ancorata al passato, progettando per il prossimo futuro il lancio del nuovo marchio “Dadai”.

Per informazioni potete chiamare il numero 0424 525190 oppure scrivere una mail all’indirizzo info@spoletoarte.it.

“Roma in viaggio su Marte”: Sylvie Freddi presenta il libro Q502 il 28 Febbraio, Roma

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Presentazione del libro Q502 di Sylvie Freddi

“Roma in viaggio su Marte”

Mercoledì 28 Febbraio, Roma

Indirizzo: c/0 Spazio Ducrot – Via D’Ascanio 8/9, 00186 Roma

Sito Location: http://www.viaggidellelefante.it/azienda

Orario Inizio / Fine Presentazione: dalle ore 18.30 sino alle ore 21.00

Interverranno:

Presentatore: Stanislao de Marsanich presidente dei parchi letterari italiani

Lettore: l’attore Sergio Pieratttini

Sylvie Freddi – Autrice

Davide Grassi – Astrofisico

Roma. Stanislao de Marsanich presenta “Q502. 300 anni dopo il grande esodo” il nuovo romanzo di fantascienza di Sylvie Freddi edito da Stampa Alternativa presso lo spazio Ducrot in via Ascanio. Un intenso viaggio su Marte e sulle infinite distese del pianeta rosso attraverso l’ascolto dei passaggi tratti dal romanzo letti dall’attore Sergio Pierattini. E’ previsto infine un breve intervento di Davide Grassi, (astrofisico, ricercatore presso INAF) sulle attuali ricerche scientifiche in corso su Marte.

La fantascienza incontra la critica sociale in un romanzo ambientato in un futuro post apocalittico su Marte. La Terra è disabitata, l’esistenza dell’uomo è cambiata radicalmente ma le divisioni e i pregiudizi sono ancora presenti. In un mondo in cui non si è trovata una conciliazione con la diversità, si muove il protagonista Dylan, alla ricerca di una ragazza che potrebbe cambiare lo stato delle cose. Sylvie Freddi, con una prosa lucida e ricca di spunti scientifici, racconta di una realtà in cui la mancanza di libertà è stata accettata, forse il peggior incubo dell’uomo contemporaneo, in cui esseri con il ruolo di lettori mentali possono entrare nella coscienza di ognuno e spiarne i ricordi e gli intenti. Un mondo che mai dovrebbe esistere, raccontato attraverso il punto di vista di chi crede ancora che si può lottare per la libertà, per la memoria e per l’uguaglianza.

Dylan fissò quegli occhi dorati.

“Mi dica cosa devo fare”.

“Deve portarmi una ragazza, numero di produzione Q502”.

Pianeta Marte, 300 anni dopo il Grande Esodo. Un detective viene incaricato di cercare una ragazza scomparsa alla nascita. L’indagine lo porta nei profondi meandri della città di Agra, nelle desertiche terre del pianeta rosso e nello spazio buio. Q502 è una coinvolgente avventura marziana tra scienza e fantascienza.

Sylvie Freddi, romana d’origine e torinese d’adozione, ha pubblicato il suo primo lavoro Caffè Paszkwosky nel 2016 per Stampa Alternativa, una intensa raccolta di venti racconti noir. Del 2018 è il romanzo di fantascienza Q502. 300 anni dopo il Grande Esodo, edito ancora una volta da Stampa Alternativa, nella collana Eretica.

Pagina Facebook del libro: http://www.facebook.com/librofantascienzaQ502/

Evento Facebook: http://www.facebook.com/events/2049328385344884/

Titolo: Q502. 300 anni dopo il Grande Esodo

Autore: Sylvie Freddi

Genere: Fantascienza

Casa Editrice: Stampa Alternativa

Collana: Eretica

Codice ISBN: 9788862226127

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Provaci ancora Brancusi – Il 1° romanzo di Pietro Quadrino, tra riscatto e vero amore

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Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Provaci ancora Brancusi di Pietro Quadrino

Pietro Quadrino, interprete d’eccezione del teatro europeo contemporaneo, offre uno sguardo privilegiato sui suoi pensieri, sulle sue debolezze e paure, e nel farlo ci mostra che il coraggio non è solo degli eroi, ma anche di chi decide di lottare, nonostante lo sfavore delle stelle. Un romanzo autobiografico in cui Silvano Brancusi, alter ego dello scrittore, si muove nel mondo alla ricerca del riscatto, del vero amore, e del senso della vita. Si racconta di scelte importanti e della forza di andare contro corrente, anche quando i sogni e il successo sono a portata di mano.

Titolo: Provaci ancora Brancusi

Autore: Pietro Quadrino

Genere: Autobiografico

Casa Editrice: LFA Publisher

Pagine: 213

Prezzo: 16,50 euro

Codice ISBN: 978-88-3343-006-5

AUDIOPRESENTAZIONE DI “PROVACI ANCORA BRANCUSI”

Provaci ancora Brancusi di Pietro Quadrino ci conduce nelle avventure umane e professionali del suo protagonista, immerso nel flusso della vita, disponibile al cambiamento e pronto a tutto, in quello stato di grazia che è privilegio di chi sa capire e seguire la propria volontà. Silvano Brancusi è un personaggio che non cela niente al lettore, che mette a nudo la propria anima senza la paura di venire frainteso, con quell’abbandono e fiducia nell’uomo che solo un artista può avere. Viene presentato come un ragazzo passionale, presuntuoso a volte, ma lo stesso scrittore poi si domanda quanto davvero valga come attore e essere umano, in un dialogo con il suo alter ego in cui spesso ne esce sconfitto, ma mai perdente. All’inizio del romanzo si scopre che la consegna di una lettera può cambiare l’intero corso dell’esistenza del protagonista, e nelle pagine che seguono vi è la ricostruzione dei tre anni precedenti, delle rocambolesche avventure, delle sofferenze e delle vittorie, dei viaggi e delle perdite. Il racconto di una vita mostrato con le sue luci e le sue ombre, in cui, anche nei momenti di smarrimento, vi è una costante, una stella polare che dovrebbe guidare la vita di ognuno. Per il protagonista è l’amore, per il teatro e per una donna, che orienterà le sue scelte, anche quando esse riveleranno una follia quasi impossibile da comprendere. Provaci ancora Brancusi racconta il mondo interiore di un artista, già esso stesso romanzo, e lo fa con ironia e spregiudicatezza, senza censure. Lo scrittore-attore conosce bene l’animo umano e fa leva sui punti giusti, su quei temi universali che rendono gli uomini uguali: la volontà di riuscire, di non passare su questa terra senza lasciare un segno, e il bisogno dell’altro, di approvazione e di amore. Il protagonista ci scuote dal torpore, ci mostra come il coraggio sia dentro ognuno di noi, anche nelle situazioni più disperate, che i sogni sono tutto ciò che abbiamo e vanno preservati. E ci rassicura che tutti possono concedersi, se lo desiderano, una dose di follia.

ASCOLTA TRAMA DI “PROVACI ANCORA BRANCUSI”

TRAMA. Silvano Brancusi è un giovane attore, scrittore e poeta. Scanzonato e irriverente, si ritrova catapultato ad Anversa, per seguire la compagnia del grande Peter Frame, uno degli artisti contemporanei più talentuosi e controversi, che lo chiama a creare uno spettacolo colossale della durata di 24 ore, Olympus. Ed è proprio durante le prove di questa folle creazione che Silvano incontrerà “la donna più bella del mondo”, Maria Lek, della quale si innamorerà “come ci s’innamora di un mistero”. Saranno anni di fatiche, avventure romantiche con molteplici donne e fallimenti, tra Parigi, Salonicco, Roma, l’Havana, Bruxelles, Milano, e infine Berlino, dove verrà messa in scena per la prima volta l’opera monumentale di Frame. E soprattutto saranno anni di sconvolgimenti emozionali, in cui Silvano inseguirà la donna dei propri sogni, la amerà e sarà amato, per poi essere abbandonato. Questa sofferenza lo porterà lontano, nello spazio e dentro sé stesso, non fermerà i suoi sogni ma lascerà un seme che maturerà nell’epilogo del romanzo. Il 23 novembre del 2018 Silvano Brancusi si trova di fronte alla più importante decisione della sua vita: fermarsi e ritirare il premio che si è finalmente conquistato con la sua opera prima, o lasciare tutto, rischiare di buttare all’aria anni di sacrifici e seguire un desiderio, più forte della razionalità.

[…] Non riesco a spiegarmi il perché, ma se dovessi scegliere un posto dove nascondermi al mondo, andrei ad Anversa. I pavimenti delle strade sono scuri, le case sono scure, il cielo è scuro, le chiese sono scure. Ad Anversa sembrano celarsi tutti i segreti che le persone non possono più portarsi dietro: li hanno lasciati, depositati fra le mattonelle delle vie, fra i mattoni delle case, li hanno infilati nell’intercapedine delle rotaie del tram”.

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BIOGRAFIA. Pietro Quadrino nasce a Roma nel 1987. Terminati gli studi in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, intraprende la carriera di attore teatrale. Si sposta a Parigi dove si diploma all’Accademia Internazionale delle Arti dello Spettacolo. Dopo alcuni anni di tournée in Francia con numerose compagnie, torna a lavorare in Italia, al Teatro di Roma. Dal 2012 entra a far parte della compagnia di teatro e danza dell’artista belga Jan Fabre, con il quale recita nei più importanti teatri tra Europa, America e Medio-Oriente. È uno degli attori diMount Olympus, regia di Fabre, uno spettacolo evento di 24 ore sulla tragedia greca, premio UBU 2015 per il miglior spettacolo straniero. Durante questo periodo, Pietro Quadrino lavora anche con altri registi di rinomata fama internazionale quali Ariane Mnouchkine del Theatre du Soleil, Peter Brook, Jan Lawers, Alex Rigola, direttore della biennale-teatro di Venezia, e altri gruppi teatrali più giovani. Dal 2016 fonda la propria compagnia teatrale Post Scriptum Company per la creazione di nuovi spettacoli da lui stesso scritti e interpretati: L’Uomo Rivoltato,Jungle Dream, Oh my Girl-histoire de la virilité. Del 2018 è il suo primo romanzo, Provaci ancora Brancusi, selezionato tra i finalisti del concorso IOSCRITTORE.

Blog del libro: http://silvanobrancusi.blogspot.it/

Pagina FB del libro: https://www.facebook.com/silvanobrancusi/

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La Milano Art Gallery si colora di mimose con L’Arte delle donne

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Libri

Dall’8 al 29 marzo 2018, in occasione della festa delle donne, la Milano Art Gallery ospiterà la mostra collettiva L’arte delle donne. L’esposizione, organizzata da Spoleto Arte, a cura del professore Vittorio Sgarbi, verrà inaugurata giovedì 8 marzo, alle 18.00 nella storica sede in via G. Alessi, 11, a Milano.

A due passi dal Duomo, da San Babila e dalle zone più frequentate della città, la location vedrà la partecipazione di Silvana Giacobini direttrice e giornalista, di Alessandro Meluzzi, autorevole e noto personaggio televisivo spesso ospite di trasmissioni come Quarto Grado e Matrix, della giornalista Vanna Ugolini e del presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, manager della cultura. Inoltre offriranno il loro prezioso contributo altre personalità di spicco, tra cui l’attrice Alba Parietti, il soprano Katia Ricciarelli, il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini.

Tra i significativi commenti a supporto dell’evento non si può fare a meno di riportare quello giunto da Silvana Giacobini, che ha dichiarato:

«La ricorrenza prossima dell’8 marzo, festa della donna, è funzionale per mettere l’accento sulla violenza contro le donne e sul femminicidio. Occorre la condanna per gli omicidi delle donne, sempre più frequenti. Manca la cultura del rispetto della donna da parte di mariti, compagni, ex compagni, che non rispettano le loro decisioni e la loro dignità di persone. Spendo una riflessione anche sugli attacchi con l’acido, che mirano a sfigurare e deturpare brutalmente. Devono essere equiparati al reato di omicidio, in quanto uccidono l’identità della persona. Occorrono pene certe, condanne certe, in cui si attui piena giustizia».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424525190, scrivere all’indirizzo info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Presentazione del libro di Roberta Camerino con Spoleto Arte: Schegge di R

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Libri

Il 16 febbraio alle 19.00, al Piram Hotel**** di Roma, in via Giovanni Amendola, 7, Roberta Camerino presenterà Schegge di R. Il libro, da lei scritto, è un diario di racconti e memorie legati alla figura della madre, la stilista veneziana amica di Coco Chanel e Salvador Dalì. L’appuntamento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, rientra nel ricco programma di Spoleto Arte, a cura del professor Vittorio Sgarbi.
Schegge di R ritrae con commovente sincerità l’esperienza di Roberta Camerino, cosciente di essere “figlia d’arte”. Iniziato quando la celebre donna era ancora in vita, il libro riporta, inoltre, l’introduzione del professor Vittorio Sgarbi. Questi ricorda: «Il volto sorridente di Roberta appariva sui rotocalchi come quello della signora dell’eleganza, ed era così popolare che era come vederlo in televisione…». A differenza del noto critico d’arte, la scrittrice afferma che le memorie legate all’infanzia, relative alla madre, sono sempre state poche, ma vivide. Questo perché era sempre il padre a occuparsi di lei, quando la moglie era assente per lavoro.
Nel volume, in cui affiora la propria grande ammirazione per il modello di donna carismatica, rappresentato dalla figura materna, Roberta spiega anche l’origine dei nomi di famiglia. La madre all’anagrafe era Giuliana Coen, coniugata Camerino. Per il suo marchio di moda, “Roberta di Camerino”, la stilista aveva scelto il nome e il cognome della figlia, aggiungendovi un “di” di reminiscenze aristocratiche.
Un particolare che le rimane tuttora impresso è il fatto che la madre fosse autoritaria – nei suoi confronti (dal momento che Roberta è cresciuta lavorando in azienda) e in quelli dei dipendenti – e, anche per questo, ammirata.
«Una donna capace di lavorare quarantotto ore e poi di andare a ballare, senza sentire stanchezza, ed era geniale, vulcanica, prepotente, narcisista, divertente, provocatoria». Frammenti di una vita, rapide bozze di una donna che ha segnato il panorama italiano della moda e, assieme, l’esistenza della figlia.
L’azienda “Roberta di Camerino” viene venduta nel 2008 a un gruppo straniero, tuttavia Roberta Camerino, insieme alla figlia Tessa, non abbandona il mondo della moda. A dimostrazione della passione che continua a guidarla, desidera lanciare un nuovo marchio con un nome particolare: “Dadai”, soprannome con cui la nipotina chiama Babbo Natale.
Per qualsiasi informazione, potete chiamare il numero 0424 525190 oppure scrivere una mail all’indirizzo info@spoletoarte.it